Corrado Augias - Aforismi, frasi e citazioni

Selezione di aforismi, frasi e citazioni di Corrado Augias (Roma 1935), scrittore, giornalista e conduttore televisivo italiano. Le seguenti riflessioni di Corrado Augias sono tratte da alcuni dei suoi saggi più noti: I segreti di Roma (2005), Inchiesta su Gesù (2006), Leggere (2007), Disputa su Dio (2009), Inchiesta sul cristianesimo (2009), Il disagio della libertà (2012), Inchiesta su Maria (2013).
Corrado Augias
I segreti di Roma
Storie, luoghi e personaggi di una capitale
© Mondadori 2005

Roma non sarà mai la città dell'ordine, delle simmetrie, del nitido svolgersi dei fatti secondo un disegno, l'esito coerente di un progetto. Se la storia degli uomini altro non è che violenza e frastuono, Roma è stata nei secoli lo specchio di questa storia, capace di riflettere con dolorosa fedeltà ogni dettaglio, compresi quelli dai quali si distoglierebbe volentieri lo sguardo.

I delitti che presentano aspetti mai interamente chiariti (e che mai lo saranno) sono quelli più intensi, dal punto di vista narrativo.

Inchiesta su Gesù
© Mondadori 2006 (con Mauro Pesce)

Buona parte del cristianesimo pratico si basa, più che sulla consapevolezza della resurrezione, sul rispetto di una morale; più profondamente ancora, sulle soluzioni che la religione cristiana da per la vita, individuale o associata.

La speranza di una generale resurrezione è la massima consolazione che una religione possa dare ai suoi fedeli: morendo, si dice, non si diventerà cenere o polvere, ma si entrerà in uno stato provvisorio dopo il quale si tornerà a vivere, e questa volta per sempre

La resurrezione di Gesù dopo tre giorni nel sepolcro, la sua assunzione in cielo in corpo e spirito come Remolo, come sua madre Maria, è un tale prodigio da bastare, quasi da solo, a fondare una religione. Se non ci fosse la resurrezione, se Gesù fosse morto sulla croce, povero essere spezzato e trafitto, e tutto fosse finito fra le nubi e le folgori di quel pomeriggio sul Golgota, che valore avrebbe l'idea del figlio di Dio?

Per credere nella resurrezione di Gesù bisogna prima credere nella possibilità che un corpo risorga. I fedeli di oggi fanno fatica a riconoscerlo, perché pensano soprattutto all'immortalità dell'anima.

Senza l'accadimento straordinario della resurrezione sarebbe stato più difficile costruire l'impalcatura ideologica e teologica del cristianesimo. Gesù annunciava l'avvento imminente del regno di Dio. Di lì a poco il mondo sarebbe stato redento, liberato dall'ingiustizia sociale, dalla malattia fisica, da ogni male. Il messia Gesù, però, viene messo a morte, è sconfitto e il mondo rimane irredento.
La persecuzione contro i libri è propria di tutti i regimi dispotici,
e basterebbe questo per farci amare la lettura. (Corrado Augias)
Leggere
Perché i libri ci rendono migliori, più allegri e più liberi
© Mondadori 2007

I libri sono per loro natura strumenti democratici e critici: sono molti, spesso si contraddicono, consentono di scegliere e di ragionare. Anche per questo sono sempre stati avversati dal pensiero teocratico, censurati, proibiti, non di rado bruciati sul rogo insieme ai loro autori.

La lettura tende con gli anni a diventare una specie di doppio dell'esistenza, anzi, un concentrato di esistenza raramente eguagliato, per intensità, nell'ordinario scorrere delle giornate.

La lingua è una geniale convenzione, le parole significano qualcosa solo perché siamo tutti d'accordo che ciò debbano significare.

La letteratura non ha messaggi né valori morali da proporre, e quando ne ha, si tratta in genere di cattiva letteratura. Il suo solo compito è di rappresentare la contraddittoria esperienza del tutto e del nulla della vita, del suo valore e della sua assurdità.

La persecuzione contro i libri è propria di tutti i regimi dispotici, e basterebbe questo per farci amare la lettura.

La rete è piena di informazioni, la facilità di accesso alle notizie è tale che qualche volta io stesso clicco un motore di ricerca invece di muovermi dal tavolo per arrivare alla libreria a controllare un dato. Manovra pericolosa perché in genere si ignora chi abbia immesso in rete quell'informazione, quale attendibilità abbia, a quali eventuali controlli sia stata sottoposta. Con i libri questo non succede. In copertina figura il nome dell'autore, nei risvolti si trova qualche notizia su di lui. Lo stesso nome dell'editore è spesso una garanzia.

La vita contemporanea, all'apparenza così piena di luce (in tutti i sensi), contiene in realtà vaste zone d'ombra, dove solo la letteratura e le arti sono in grado di penetrare; sicuramente non riusciranno a illuminarla per intero, tanto meno potranno cambiarne il connotato, ma possono aiutarci a percepirne l'estensione e la complessità, il che sarebbe già un risultato notevole.

Leggere fa bene, ma può fare anche male, diciamo la verità. I libri sono come le medicine o come qualunque altro medium: vanno presi con cautela.

Libri e computer sono strumenti neutri, sta a noi scovare quelli che fanno al caso nostro, scegliere quelli adatti agli interessi, al gusto, alle esigenze nostre. Soprattutto riempirli, libri e computer, di contenuti nostri.

Noi siamo abituati a dare a parole come "silenzio" e "solitudine" un significato di malinconia, negativo. Nel caso della lettura non è così, al contrario quel silenzio e quella solitudine segnano la condizione orgogliosa dell'essere umano solo con i suoi pensieri, capace di dimenticare per qualche ora "ogni affanno". 

Un giovane che voglia avere davanti a sé una ragionevole porzione di futuro dovrebbe dominare (dico "dominare", non balbettare) almeno tre livelli linguistici: il dialetto locale, quando c'è; la lingua nazionale; una lingua straniera.

Disputa su Dio
© Mondadori 2009 (con Vito Mancuso)

Che cosa dobbiamo pensare dell'umanità? Rispondo che dobbiamo pensare che il nostro genere ha due miti fondatori: lo stupido comportamento di Adamo ed Eva nel famoso giardino e il fratricidio di Caino. In quei due primi gesti già la semenza del genere umano si mette a nudo, pronta a perpetuarsi in ciascuno di noi: la stoltezza, la ferocia.

Lo spirito non ha né un tempo determinato (e per questo, leggendo Dante o Shakespeare, diventiamo loro contemporanei) né un luogo determinato (da qui l'ubiquità di Dio).

Durante la messa, il rito dell'eucaristia consente, inghiottendo l'ostia, di introdurre dentro di sé il corpo e il sangue di Gesù-Dio. Si tratta chiaramente [...] di un residuo di antropofagia sacra ma, ancora una volta, si tratta anche di uno strumento psicologicamente poderoso che consente, a chiunque lo voglia, il massimo contatto con il sacro, arrivando addirittura a ingoiarlo.

Vi sono uomini che fanno parte della Chiesa anche se neppure si sognano di chiedere il battesimo, andare a messa, confessarsi, ascoltare il papa e cose di questo genere; e ve ne sono altri, invece, che non ne fanno parte, anche se magari indossano ricchi paramenti ecclesiastici. L'ha affermato Gesù, non io: «Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli».

Inchiesta sul cristianesimo
© Mondadori 2009 (con Remo Cacitti)

I germi dell'intolleranza non si trovano solo nel cristianesimo e nell'islam, ma in ogni religione monoteista, quindi anche nell'ebraismo. Nel momento in cui una religione si attribuisce il monopolio della verità, automaticamente azzera la possibilità dello spazio alternativo.

Nel pensiero teologico, come nel pensiero filosofico, cʹè una corrente cristiana di teologia debole, che non concede a Dio lʹonnipotenza, che vede anche in Dio un limite. La risposta odierna, credo, è piuttosto il silenzio di Dio.

Se a Dio si attribuiscono onniscienza, onnipotenza, infinita bontà, infinito amore e ogni altra umana qualità portata al suo massimo grado, Dio altro non è che l'oggettivazione idealizzata di quanto di meglio l'uomo riesca a sentire e a esprimere. In due parole: in quell'idea di Dio l'uomo proietta il meglio di sé.

Il disagio della libertà
Perché agli italiani piace avere un padrone
© Rizzoli 2012

L'essenza della democrazia è da cercare negli equilibri, tra istituzioni e tra individui, che sorreggono la legalità; in Italia invece sembra spesso che sia vero il contrario: una diffusa violazione delle norme sostituisce il loro rispetto.

Non è solo la (cattiva) politica a sabotare la democrazia ma anche una parte consistente dei cittadini. D'altra parte se non ci fosse una base di consenso piuttosto ampia, la politica non si permetterebbe di fare ciò che spesso fa.

Inchiesta su Maria
© Rizzoli 2013 (con Marco Vannini)

La figura di Maria è una delle più complesse mai contemplate in una religione, carica d'immense valenze affettive anche perché concentra in sé tutti gli attributi della femminilità. Essendo creatura terrena può essere considerata, come ogni altra, figlia di Dio; appena adolescente diventa però anche sposa di Dio e madre di Dio pur conservando la sua condizione verginale.

La frequenza e la continuità nel tempo delle apparizioni della Vergine è una delle prove più evidenti della sua necessità. Una figura femminile caratterizzata da dolcezza materna, capace d'incarnare il volto affettuoso e comprensivo della fede, mancava nell'ebraismo e mancava per conseguenza anche nel primissimo cristianesimo.

Maria è madre di Gesù Figlio di Dio ma, essendo le tre Persone della Trinità distinte ma anche unite, si può dire che sia anche madre del Padre e dello stesso Spirito dal quale è stata fecondata.

Libro di Corrado Augias consigliato
Leggere
Perché i libri ci rendono migliori, più allegri e più liberi 
Editore Mondadori, 2007 

"Se dovessi rispondere alla domanda del perché si legga, la ribalterei cominciando dalla domanda opposta: perché si scrive? La risposta più semplice è quella razionale: la scrittura è la forma migliore di comunicazione, una forma, per ora, insuperata. Il mezzo è duttile, adatto alla riflessione come all'impeto, si conserva nel tempo, consente approfondimenti, richiami, citazioni altrui, sopporta qualunque indugio, purché sapiente. Insomma, quanto di meglio per diffondere informazioni, suggerire emozioni, stimolare reazioni d'ogni genere. Ma la scrittura, ecco il punto, è anche una forma artificiosa di comunicazione, diciamo pure la più innaturale: una superficie, in genere bianca, viene ricoperta di piccoli segni, in genere neri, che per convenzione hanno un certo suono e che, raggruppati in parole e poi in frasi, assumono un certo significato. Si tratta, com'è evidente, di un'attività puramente mentale, quanto di più lontano dalla naturalezza. In quest'ottica, leggere fa parte della stessa operazione mentale: trasferendola in termini fotografici potremmo dire che si tratta del «positivo» rispetto al «negativo» della scrittura". In queste dense pagine, Corrado Augias si interroga sul significato dell'"attività del leggere", e lo fa attraverso una sorta di racconto autobiografico.

Note
Vedi anche aforismi, frasi e citazioni di: Umberto Eco - Vito Mancuso - Beppe Severgnini