2015-02-26

Friedrich Nietzsche - 310 Aforismi per spiriti liberi

Grande raccolta di aforismi di Friedrich Nietzsche, filologo, aforista e filosofo tra i più grandi di tutti i tempi. Le citazioni sono tratte da tutte le sue opere più importanti (compresi i Frammenti postumi) elencate qui di seguito in ordine cronologico. Riguardo ai propri aforismi e ai propri lettori, ha affermato Nietzsche in Così parlò Zarathustra: "Chi scrive in sangue e sentenze, non vuol essere letto ma imparato a mente. Sui monti la via più diretta è quella da vetta a vetta: ma per questo occorre che tu abbia gambe lunghe. Le sentenze devono essere vette: e coloro ai quali si parla devono essere grandi e di alta statura". Da non perdere, in fondo alla pagina, il video Diventa ciò che sei. La raccolta si conclude con alcuni pareri su Nietzsche espressi da vari autori. Le opere di Friedrich Nietzsche sono pubblicate in Italia dalla casa editrice Adelphi con le classiche traduzioni di Giorgio Colli, Mazzino Montinari, Ferruccio Masini e Sossio Giametta. Su Aforismario trovi anche una raccolta di opinioni e giudizi critici su Nietzsche e la sua filosofia.
Friedrich Nietzsche (Röcken 1844 - Weimar 1900) Filosofo e aforista tedesco
Su verità e menzogna
Über Wahrheit und Lüge im außermoralischen Sinn, 1873
© Adelphi - Selezione Aforismario

Allo stesso modo in cui qualsiasi facchino vuol avere i suoi ammiratori, anche il più orgoglioso degli uomini, il filosofo, è convinto che da ogni lato gli occhi dell'universo siano puntati telescopicamente sul suo fare e sul suo pensare.

Gli uomini cercano di evitare, non tanto l’essere ingannati, quanto l’essere danneggiati dall’inganno: anche su questo piano essi in fondo non odiano l’inganno, bensì le conseguenze brutte e ostili di certe specie di inganni. In tale senso limitato, l’uomo vuole soltanto la verità: egli desidera le conseguenze piacevoli – che preservano la vita – della verità, è indifferente di fronte alla conoscenza pura, priva di conseguenze, mentre è disposto addirittura ostilmente verso le verità forse dannose e distruttive.

Nell’uomo l’arte della finzione raggiunge il suo culmine: qui l’illudere, l’adulare, il mentire e l’ingannare, il parlar male di qualcuno in sua assenza, il rappresentare, il vivere in uno splendore preso a prestito, il mascherarsi, le convenzioni che nascondono, il far la commedia dinanzi agli altri e a se stessi, in breve il continuo svolazzare attorno alla fiamma della vanità costituisce a tal punto la regola e la legge, che nulla, si può dire, è più incomprensibile del fatto che fra gli uomini possa sorgere un impulso onesto e puro verso la verità.

Che cos’è una parola? Il riflesso in suoni di uno stimolo nervoso. Ma il concludere da uno stimolo nervoso a una causa fuori di noi è già il risultato di una applicazione falsa e ingiustificata del principio di ragione.

Niente è più inconcepibile del fatto che tra gli uomini possa emergere un impulso onesto e puro verso la verità.

Noi crediamo di sapere qualcosa delle cose stesse, quando parliamo di alberi, colori, neve e fiori e tuttavia non disponiamo che di metafore delle cose, che non esprimono in nessun modo le essenze originarie.

Che cos’è dunque la verità? Un mobile esercito di metafore, metonimie, antropomorfismi, in breve una somma di relazioni umane che sono state potenziate poeticamente e retoricamente, che sono state trasferite e abbellite, e che dopo un lungo uso sembrano a un popolo solide, canoniche e vincolanti: le verità sono illusioni di cui si è dimenticata la natura illusoria, sono metafore che si sono logorate e hanno perduto ogni forza sensibile, sono monete la cui immagine si è consumata e che vengono prese in considerazione soltanto come metallo, non più come monete.

Schopenhauer come educatore
Schopenhauer als Erzieher, 1874
© Adelphi - Selezione Aforismario

Gli uomini sono pigri più ancora che pavidi e più di tutto temono proprio i fastidi che una onestà e nudità incondizionata imporrebbe loro.

L'uomo che non vuole appartenere alla massa non deve far altro che cessare di essere accomodante verso se stesso; segua la sua coscienza che gli grida: "Sii te stesso!".

Nessuno può gettare sopra il fiume della vita il ponte sul quale tu devi passare, nessun altro che tu.

Al mondo vi è un'unica via che nessuno oltre a te può fare: dove porta? Non domandare: seguila.

In fondo vi è serenità soltanto dove vi è vittoria.

Nessuno che abbia degli amici sa cosa sia la vera solitudine, avesse pure attorno a sé come suo avversario il mondo intero.

Il vero pensatore rasserena e allieta sempre, sia che egli esprima la sua serietà o il suo scherzo, la sua penetrazione umana o la sua indulgenza divina; senza atteggiamenti tetri, mani tremolanti, occhi acquosi, ma sicuramente e semplicemente, con coraggio e vigore, forse con un certo fare cavalleresco e duro, in ogni caso però come vincitore; e proprio ciò rasserena più profondamente e intimamente: vedere il dio vincitore accanto a tutti i mostri che egli ha combattuto.

È un pensatore: vale a dire
è bravo a vedere le cose più semplici di quel che sono. (Friedrich Nietzsche)
Umano, troppo umano I
Menschliches, Allzumenschliches, 1878
© Adelphi - Selezione Aforismario

Criterio di ogni giorno. Si sbaglierà di rado se si ricondurranno le azioni estreme alla vanità, quelle mediocri all'abitudine e quelle meschine alla paura.

L'asceta. L'asceta fa di virtù necessità.

Finezza della vergogna. Gli uomini non si vergognano quando pensano qualcosa di sporco, bensì quando immaginano che si attribuiscano loro questi pensieri sporchi.

La cattiveria è rara. Gli uomini sono per la maggior parte troppo indaffarati con se stessi per essere cattivi.

Demolizione delle chiese. Nel mondo non c'è religione abbastanza, neanche solo per abbattere le religioni.

L'autore migliore. L'autore migliore sarà quello che si vergognerà di diventare scrittore.

Mancanza di confidenza. La mancanza di confidenza tra amici è un errore che non può essere biasimato senza diventare irrimediabile.

Perché si contraddice. Spesso contraddiciamo un’opinione, mentre propriamente ci è antipatico soltanto il tono con cui essa è stata espressa.

Gentilezze. Alle persone che non amiamo imputiamo a colpa le gentilezze che ci fanno.

Far aspettare. Un mezzo sicuro per irritare la gente e metterle in testa pensieri cattivi è quello di farla aspettare a lungo. Ciò rende immorali.

Il più brutto. C’è da dubitare che un gran viaggiatore abbia trovato in qualche parte del mondo zone più brutte che nella faccia umana.

Ringraziamento. Un’anima delicata è angustiata dal sapere qualcuno obbligato a ringraziarla; un’anima gretta, dal sapersi obbligata a ringraziare qualcuno.

Arroganza nelle persone di merito. L’arroganza nelle persone di merito offende ancor più che l’arroganza degli uomini senza merito: perché già il merito offende.

Amicizia e matrimonio. Al migliore amico toccherà probabilmente la migliore moglie, perché il buon matrimonio riposa sul talento dell’amicizia.

Correggere la natura. Quando non si ha un buon padre, bisogna procurarsene uno.

In un'umanità così altamente sviluppata com'è quella odierna, ognuno riceve dalla natura accesso a molti talenti. Ognuno ha talento innato, ma solo in pochi è innato e si sviluppa con l'educazione il grado di tenacia, perseveranza ed energia, grazie a cui si diventa effettivamente un talento, ossia si diventa ciò che si è, vale a dire: lo si scarica in opere e in azioni.

Padri e figli. I padri hanno molto da fare per riparare al fatto di avere dei figli.

Una malattia da uomini. Contro la malattia maschile del disprezzo di sé giova nel modo più sicuro l’essere amati da una donna intelligente.

Differenti sospiri. Alcuni mariti hanno sospirato sul rapimento delle loro mogli; la maggior parte nel fatto che nessuno gliele abbia volute rapire.

L’unità di luogo e dramma. Se i coniugi non vivessero insieme, i buoni matrimoni sarebbero più frequenti.

Nemici della verità. Le convinzioni sono nemici della verità più pericolosi delle menzogne.

Amico. Il prender parte alla gioia, non il prender parte al dolore, fa l’amico.

L’ipocrita più distinto. Il non parlare affatto di sé è un’ipocrisia molto distinta.

Amore e odio. L’amore e l’odio non sono ciechi, bensì abbagliati dal fuoco che essi stessi apportano.

Cattiva memoria. Il vantaggio della cattiva memoria è che si godono parecchie volte per la prima volta le stesse cose buone.

Umano, troppo umano II
Menschliches, Allzumenschliches, 1879-1880
© Adelphi - Selezione Aforismario

Contro i visionari. Il visionario nega la verità davanti a sé, il mentitore solo davanti agli altri.

Il buono induce a vivere. Tutte le cose buone sono forti stimolanti della vita, persino ogni buon libro che sia scritto contro la vita

La verità non vuole nessun altro Dio oltre sé. La fede nella verità comincia col dubbio su tutte le "verità" fino ad allora credute.

La fede nella verità comincia col dubbio su tutte le «verità» fino allora credute.

Dissolutezza. La madre della dissolutezza non è la gioia, bensì la mancanza di gioia.

Chiuder bocca. L'autore deve chiuder bocca, quando apre bocca la sua opera.

La critica più aspra. Si critica più aspramente un uomo, un libro, quando se ne disegna l'ideale.

A favore dei critici. Gli insetti pungono non per cattiveria, bensì perché vogliono vivere anch'essi: così anche i nostri critici; essi vogliono il nostro sangue, non il nostro dolore.

Il motto di spirito. Il motto di spirito è l'epigramma sulla morte di un sentimento.

Nella separazione. Non nel modo in cui un'anima si accosta all'altra, ma nel modo in cui se ne allontana, riconosco la sua parentela e affinità con l'altra.

Profondità e torbido. Il pubblico scambia facilmente colui che pesca nel torbido con colui che attinge dal profondo.

A un elogiato. Finché ti si elogia, credi pure sempre che non sei ancora sulla tua strada, bensì su quella di un altro.

Dal paese dei cannibali. Nella solitudine il solitario divora se stesso, nella moltitudine lo divorano i molti. Ora scegli.

Pensatore a catena. A uno che ha molto pensato, ogni nuovo pensiero che sente o legge, appare subito in forma di catena.

Che cos'è il genio? Volere un alto fine e i mezzi per esso.

Uccelli canterini. I partigiani di un grande uomo sogliono accecarsi per meglio cantarne le lodi.

Non all'altezza. Le cose buone ci dispiacciono, quando non ne siamo all'altezza.

Modestia dell'uomo. Quanto poco piacere basta ai più per ritrovare buona la vita, com'è modesto l'uomo!

Il Diogene moderno. Prima di cercare l'uomo, bisogna aver trovato la lanterna. − Dovrà essere la lanterna del cinico?

Rimorso. Il rimorso è, come il morso del cane contro una pietra, una sciocchezza.

Pericolo della lingua per la libertà spirituale. Ogni parola è un pregiudizio.

Voto. Non voglio leggere più nessun autore di cui si noti che volle fare un libro: ma solo quelli i cui pensieri divennero improvvisamente un libro.

Proposito. Non leggere più nessun libro che sia nato e sia stato battezzato (con inchiostro) nello stesso tempo.

Libri cattivi. Il libro deve desiderare penna, inchiostro e scrivania: ma di solito sono penna, inchiostro e scrivania a desiderare il libro. Perciò oggi i libri valgono così poco.

Perché i mendicanti vivono ancora. Se tutte le elemosine venissero date solo per compassione, i mendicanti sarebbero tutti quanti morti di fame.

La volpe delle volpi. Una vera volpe chiama acerba non solo l'uva che non può raggiungere, ma anche quella che ha raggiunta e portata via agli altri.

Il miglior rimedio. Un po' di salute ogni tanto è il miglior rimedio per l'ammalato.

Da che cosa si può misurare la saggezza. L'aumento della saggezza si può misurare con esattezza in base alla diminuzione di bile.

Aurora
Morgenröte, 1881
© Adelphi - Selezione Aforismario

Remedium amoris. Ancor sempre, contro l'amore è d'aiuto, nella maggioranza dei casi, quell'antico radicale rimedio: esser riamati.

Apparenza dell'eroismo. Gettarsi in mezzo ai nemici può essere il segno distintivo della viltà.

L'amico non più desiderato. Si desidera che ci diventi piuttosto nemico l'amico di cui non si possono appagare le speranze.

Uomo e cose. Perché l'uomo non vede le cose? Perché vi ha interposto sé stesso: egli nasconde le cose.

Pericolo nella bellezza. Questa donna è bella e intelligente; ma, ah, quanto più intelligente sarebbe diventata, se non fosse stata così bella!

Pace della casa e pace dell’anima. La nostra disposizione abituale dipende dalla disposizione in cui sappiamo mantenere il nostro ambiente.

Voler sbagliarsi. Gli invidiosi dotati di particolare fiuto cercano di non conoscere il rivale con troppa precisione, in modo da poter sentirsi superiori a lui.

Quanto spesso! Quanto inaspettato! Quanti uomini coniugati hanno vissuto quel mattino in cui si è fatto loro chiaro che la loro giovane moglie è noiosa credendo il contrario! Per non parlare affatto di quelle donne in cui la carne è pronta ma lo spirito è debole!

Parole presenti in noi. Noi esprimiamo i nostri pensieri sempre con le parole che abbiamo sotto mano. O per esprimere tutto il mio sospetto; in ogni momento noi abbiamo appunto solo il pensiero per il quale abbiamo sotto mano le parole che possono a un dipresso esprimerlo.

Notte e musica. L’orecchio, organo della paura, solo nella notte e nella semioscurità di buie selve e caverne si è potuto sviluppare così riccamente come si è sviluppato, secondo il modo di vivere dell’età della paura, ossia dell’età umana più lunga che vi sia stata. Di giorno l’orecchio è meno necessario. Di qui il carattere della musica, come arte della notte e della semioscurità.

Chi mai è solo! Il pauroso non sa che cosa sia l’essere soli: dietro la sua sedia sta sempre un nemico. Oh, se qualcuno potesse raccontarci la storia di quel sottile sentimento che si chiama solitudine!

Sedurre all’amore. Chi odia sé stesso, noi dobbiamo temerlo, giacché saremo vittime del suo rancore e della sua vendetta. Vediamo dunque come possiamo sedurlo all’amore di se stesso!

Rassegnazione. Che cos’è la rassegnazione? È la posizione più comoda di un malato, che si è a lungo rigirato fra i tormenti per trovarla, che se ne è stancato – e infine l’ha trovata!

Effetti della lode. A causa della grande lode alcuni si vergognano, altri divengono insolenti.

Astinenza più rara. Spesso non è piccolo segno di umanità non voler giudicare un altro e rifiutarsi di pensare a lui.

Maestria. La maestria è raggiunta quando nell’esecuzione non ci si sbaglia né si esita.

Le buone quattro. Onesti verso noi stessi e chi altri ci è amico; valorosi contro il nemico; magnanimi verso i vinti; cortesi – sempre: così ci vogliono le quattro virtù cardinali.

Addosso a un nemico. Come suonano bene la cattiva musica e i cattivi ragionamenti, quando si marcia per dare addosso a un nemico!

Subito accanto all’esperienza! Anche i grandi spiriti hanno solo la loro esperienza larga una spanna – subito accanto ad essa la loro riflessione cessa: e comincia il loro infinito spazio vuoto e la loro stupidità.

Perdite. Ci sono perdite che conferiscono all’anima una sublimità, per la quale essa si astiene dal lamentarsi e passa in silenzio come sotto alti e neri cipressi.

Infermeria da campo dell'anima. Qual è il mezzo di guarigione più forte? La vittoria.

Disquamarsi. Il serpente che non può disquamarsi, perisce. Così pure gli spiriti ai quali si impedisce di mutare le loro idee: cessano di essere spirito.

Da non dimenticare! Quanto più ci innalziamo, tanto più piccoli sembriamo a quelli che non possono volare.

Si corrompe nel modo più sicuro un adolescente, se gli si insegna a stimare chi la pensa come lui più di chi la pensa diversamente.

Chi chiami cattivo? Chi mira soltanto a incutere vergogna. (Friedrich Nietzsche)
La gaia scienza
Die fröhliche Wissenschaft, 1882
© Adelphi - Selezione Aforismario

Che significa vivere? Vivere – ecco quel che significa: respingere da sé senza tregua qualcosa che vuole morire; vivere – vuol dire essere crudeli e spietati contro tutto ciò che sta diventando debole e vecchio in noi. Vivere – vuol dire: essere senza pietà per i moribondi, i miserabili e i vecchi? Essere sempre di nuovo assassini? Eppure il vecchio Mosè ha detto: "Non uccidere!".

Nuove lotte. – Dopo che Buddha fu morto, si continuò per secoli a mostrare la sua ombra in una caverna, – un’ombra enorme, orribile. Dio è morto, ma, per come sono fatti gli uomini, ci saranno forse ancora per millenni caverne in cui si mostrerà la sua ombra. – E noi – noi dobbiamo vincere anche la sua ombra!

Amore. – L’amore perdona alla persona amata finanche il desiderio.

Spiegazioni mistiche. – Le spiegazioni mistiche passano per profonde; la verità è che non sono neanche superficiali.

Contro il cristianesimo. – Contro il cristianesimo decide oggi il nostro gusto, non più i nostri ragionamenti.

Principio. – Un’ipotesi inevitabile, nella quale l’umanità è destinata a imbattersi sempre di nuovo, è a lungo andare più potente della fede meglio creduta in qualcosa di non vero (come la fede cristiana). A lungo andare: ciò significa qui in centomila anni.

Incenso. – Buddha dice: «Non adulare il tuo benefattore!». Si ripeta questo detto in una chiesa cristiana: – purificherà subito l’aria di tutto quello che è cristiano.

Qualità scomoda. – Trovare tutte le cose profonde – è questa una qualità scomoda. Fa sforzare continuamente gli occhi e alla fine fa trovare sempre più di quello che si era desiderato.

Fama. – Quando la gratitudine di molti per uno getta via ogni pudore, nasce la fama.

Essere profondi e apparire profondi. – Chi si sa profondo si premura per la chiarezza; chi vuole apparire profondo alla moltitudine, si premura per l’oscurità. La moltitudine prende infatti per profondo tutto ciò di cui non può vedere il fondo: è tanto paurosa ed entra in acqua tanto a malincuore.

Pensieri. – I pensieri sono le ombre delle nostre sensazioni, – sempre più oscuri, più vuoti, più semplici di queste.

Misantropia e amore. – Si dice che si è sazi degli uomini solo quando non li si digerisce più e però se ne ha ancora lo stomaco pieno. La misantropia è la conseguenza di una troppo avida filantropia e «antropofagia» – ma chi ti ha ordinato di ingoiare gli uomini come le ostriche, mio principe Amleto?

Limiti del nostro udito. Si odono solo le domande alle quali si è in condizione di trovare una risposta.

Abitudine. Ogni abitudine rende la nostra mano più ingegnosa e meno agile il nostro ingegno.

I negatori del caso. Nessun vincitore crede al caso.

Dal paradiso. "Bene e male sono i pregiudizi di Dio" disse il serpente.

Ma che sono alla fin fine le verità dell'uomo? − Sono gli errori inconfutabili dell'uomo.

Quel che noi facciamo. Quel che noi facciamo non è mai compreso, ma sempre soltanto lodato e biasimato.

Ultima scepsi. Ma che sono alla fin fine le verità dell'uomo? − Sono gli errori inconfutabili dell'uomo.

Si ripaga male un maestro, se si rimane sempre scolari. (Friedrich Nietzsche)
Così parlò Zarathustra
Ein Buch für Alle und Keinen, 1883-1885
© Adelphi - Selezione Aforismario

Vi scongiuro, fratelli, rimanete fedeli alla terra e non credete a quelli che vi parlano di sovraterrene speranze! Lo sappiano o no: costoro esercitano il veneficio. Dispregiatori della vita essi sono, moribondi e avvelenati essi stessi, hanno stancato la terra: possano scomparire!

Un tempo il sacrilegio contro Dio era il massimo sacrilegio, ma Dio è morto, e così sono morti anche tutti questi sacrileghi.

La grandezza dell'uomo è di essere un ponte e non uno scopo: nell'uomo si può amare che egli sia una transizione e un tramonto.

Bisogna avere ancora un caos dentro di sé per partorire una stella danzante.

Vi è più ragione nel tuo corpo che nella tua migliore saggezza.

Di tutto quanto è scritto io amo solo ciò che uno scrive col suo sangue. Scrivi col sangue: e allora imparerai che il sangue è spirito.

Chi scrive in sangue e sentenze, non vuol essere letto ma imparato a mente.

Voi guardate verso l'alto, quando cercate elevazione. E io guardo in basso, perché sono elevato.

Meglio essere folle per proprio conto che saggio con le opinioni altrui.

Noi amiamo la vita non perché ci siamo abituati alla vita, bensì all'amore. Nell'amore è sempre un po' di demenza. Ma anche nella demenza è sempre un po' di ragione.

Non con la collera, col riso si uccide.

Colui che poco possiede è tanto meno posseduto.

Coraggiosi, noncuranti, beffardi, violenti – così ci vuole la saggezza: che è femmina e sa amare solo il guerriero.

Voi mi dite: “la vita è pesante da portare”. Ma perché mai avreste la mattina il vostro orgoglio e la sera la vostra rassegnazione? La vita è pesante da portare: ma, per favore, non fate troppo i delicati! Noi siamo tutti quanti graziosi e robusti asini e asine. Che cosa abbiamo in comune col bocciolo di rosa, che trema per il peso di una goccia di rugiada?

Colui che si è dedicato alla conoscenza non scende malvolentieri nell'acqua della verità quando è sporca, bensì quando è acqua bassa e superficiale.

Sei uno schiavo? Allora sei incapace di essere amico. Sei un tiranno? Allora sei incapace di avere amici. Per troppo tempo nella donna si è celato uno schiavo e un tiranno. Perciò la donna non è ancora capace di amicizia: essa conosce solo l'amore.

Il piacere di essere gregge è più antico del piacere di essere io: e finché la buona coscienza si chiama gregge, solo la cattiva coscienza dice: io.

Il vostro amore del prossimo è il vostro cattivo amore per voi stessi. Voi fuggite verso il prossimo fuggendo voi stessi, e di ciò vorreste fare una virtù.

Chi va dal prossimo, perché cerca se stesso, e chi, perché vorrebbe perdersi. Il vostro cattivo amore di voi stessi vi trasforma la solitudine in un carcere.

Quanto più in alto sali, tanto più piccolo ti vede l'occhio dell'invidia.

Il peggiore nemico che puoi incontrare, sarai sempre tu per te stesso.

Due cose vuole l'uomo autentico: pericolo e giuoco. Perciò egli vuole la donna, come il giocattolo più pericoloso.

L'uomo deve essere educato per la guerra e la donna per il ristoro del guerriero: tutto il resto è sciocchezza.

La felicità dell'uomo dice: io voglio. La felicità della donna dice: egli vuole.

Vai dalle donne? Non dimenticare la frusta!

Si ripaga male un maestro, se si rimane sempre scolari.

Se uno attraversa il fuoco per la sua dottrina − che mai prova ciò! Cosa maggiore è che la dottrina propria venga dal rogo di se stessi.

Anche Iddio ha il suo inferno: è il suo amore per gli uomini.

Ogni "così fu" è un frammento, un enigma, una casualità orrida − fin quando la volontà che crea non dica anche: “ma così volli che fosse!”.

Infine non si vive se non se stessi.

Bisogna avere ancora un caos dentro di sé
per partorire una stella danzante. (Friedrich Nietzsche)
Al di là del bene e del male
Jenseits von Gut und Böse, 1886
© Adelphi - Selezione Aforismario

Chi disprezza sé stesso, continua pur sempre ad apprezzarsi come disprezzatore.

Le stesse passioni nell'uomo e nella donna hanno un "tempo diverso": perciò uomo e donna non cessano di fraintendersi.

Maturità dell'uomo: significa aver ritrovato la serietà che da fanciulli si metteva nei giuochi.

Le grandi epoche della nostra vita si hanno quando noi abbiamo il coraggio di ribattezzare il nostro male come quel che abbiamo di meglio.

Quel che si fa per amore, è sempre al di là del bene e del male.

La follia è nei singoli qualcosa di raro − ma nei gruppi, nei partiti, nei popoli, nelle epoche è la regola.

Il pensiero del suicidio è un energico mezzo di conforto: con esso si arriva a capo di molte cattive notti.

Il cristianesimo dette da bere a Eros del veleno − costui in verità non ne morì, ma degenerò in vizio.

Parlare molto di sé può anche essere un mezzo per nascondersi.

Infine si ama il proprio desiderio, e non quel che si è desiderato.

Chi lotta con i mostri deve guardarsi di non diventare, così facendo, un mostro. E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l'abisso scruterà dentro di te.

Chi è in tutto e per tutto un maestro prende sul serio tutte le cose soltanto in relazione ai suoi scolari – perfino se stesso.

«La conoscenza per amore della conoscenza» – è questo l’ultimo tranello che la morale ci tende: in tal modo ci si invischia ancora una volta pienamente in essa.

Il fascino della conoscenza sarebbe piccolo se, sulla via che porta ad essa, non ci fosse da superare tanto pudore.

Più di tutto si è disonesti verso il proprio Dio: egli non deve peccare!

La tendenza a sminuirsi, a farsi derubare, ingannare e sfruttare potrebbe essere il pudore di un dio fra gli uomini.

L’amore per uno solo è una barbarie, perché si esercita a spese di tutti gli altri. Anche l’amore per Dio.

«Io ho fatto questo» dice la mia memoria. Io non posso aver fatto questo–dice il mio orgoglio e rimane irremovibile. Alla fine è la memoria a cedere.

Si è osservata male la vita se non si è vista anche la mano che, per risparmiare, uccide.

Se si ha carattere si ha anche una propria, tipica esperienza interiore, che ritorna sempre.

Il sapiente come astronomo. – Finché continuerai a sentire le stelle come un «sopra-di-te», ti mancherà sempre lo sguardo dell’uomo della conoscenza.

Non la forza, ma la costanza di un alto sentimento fa l’uomo superiore.

Chi attinge il proprio ideale, per ciò stesso lo supera.

Più di un pavone nasconde a ogni sguardo la sua ruota – e chiama ciò la sua fierezza.

Un uomo di genio è insopportabile se non possiede almeno due altre qualità: gratitudine e pulizia.

Un’anima die si sa amata ma che essa stessa non ama, rivela la sua feccia: il suo fondo viene alla superficie.

Una cosa che si spiega cessa di interessarci. Che cosa intendeva quel dio che suggerì: «Conosci te stesso»? Voleva forse dire «Cessa di interessarti a te stesso! Diventa oggettivo!». E Socrate? E «l'uomo scientifico»?

La donna impara a odiare nella stessa misura in cui disimpara ad affascinare.

Le donne stesse hanno, in fondo a ogni vanità personale, ancor sempre un loro impersonale disprezzo per «la donna».

Cuore legato, spinto libero.– Se si lega strettamente e si tiene prigioniero il proprio cuore, si possono dare al proprio spirito molte libertà: l’ho già detto una volta. Ma non mi si crede» ammesso che non lo si sappia già...

Delle persone molto accorte si comincia a diffidare quando appaiono imbarazzate.

Gli uomini gravi e malinconici diventano più leggeri e vengono talvolta alla loro superficie proprio per ciò che rende gravi gli altri, per l’amore e l’odio.

Chi non ha già una volta sacrificato se stesso per la sua buona reputazione?

Nell’affabilità non c’è alcun odio per gli uomini, ma appunto perciò fin troppo disprezzo per essi.

Cosa, un grand’uomo? Io vedo sempre e solo il commediante del suo proprio ideale.

Quando si ammaestra la propria coscienza, essa ci bacia nello stesso momento in cui ci morde.

Parla il deluso: «Aspettavo un’eco, ma sentii solo lodi».

Scoprire che il proprio amore è ricambiato dovrebbe propriamente raffreddare l’amante verso Tessere amato. «Come, è esso tanto modesto da amare anche te? O tanto stupido? Oppure... oppure ...»

Non il loro amore degli uomini, ma l’impotenza del loro amore degli uomini impedisce ai cristiani di oggi di bruciarci.

Una volta che sia presa la decisione di chiudere le orecchie anche al migliore argomento in contrario: segno di carattere forte. Dunque un’occasionale volontà di stupidità.

Non ci sono affatto fenomeni morali; c’è solo un’interpretazione morale dei fenomeni...

Dove non entrano amore e odio, la donna si comporta con mediocrità.

Le grandi epoche della nostra vita sono quelle in cui troviamo il coraggio di ribattezzare quel che abbiamo di male come quel che abbiamo di meglio.

La volontà di superare una passione è alla fine soltanto la volontà di cominciare un’altra o più altre passioni.

C'è un'innocenza dell'ammirazione: ce l'ha colui a cui non è ancora venuto in mente che potrebbe un giorno essere ammirato anche lui.

Se la verità è donna, non sarà forse fondato il sospetto che tutti i filosofi, nella misura in cui furono dogmatici, s’intendevano poco di donne?

Spesso la sensualità affretta troppo la crescita dell'amore, sicché la radice rimane debole ed è facile da sradicare.

La mia formula per la grandezza dell'uomo è amor fati: non volere nulla di diverso,
né dietro né davanti a sé, per tutta l'eternità. (Friedrich Nietzsche)
Genealogia della morale
Zur Genealogie der Moral, 1887
© Adelphi - Selezione Aforismario

Mentre l'uomo nobile vive con fiducia e schiettezza davanti a se stesso, l'uomo del ressentiment non è né schietto né ingenuo né onesto e franco con se stesso.

Non poter prendere a lungo sul serio i propri nemici, le proprie sciagure, persino i propri misfatti – è il contrassegno di nature vigorose.

Senza crudeltà non v'è festa: così insegna la più antica, la più lunga storia dell'uomo – e anche nella pena v'è tanta aria di festa!

Ciò che propriamente fa rivoltare contro la sofferenza non è la sofferenza in sé, bensì l'assurdità del soffrire.

Chiunque abbia mai una volta edificato un "nuovo cielo" trovò la potenza per questa impresa unicamente nel suo proprio inferno...

L'uomo, l'animale più coraggioso e più abituato al dolore, in sé non nega la sofferenza; la vuole, la ricerca perfino, posto che gli si indichi un senso di essa, un "perché" del soffrire. L'assurdità della sofferenza, non la sofferenza, è stata la maledizione che fino ad oggi è dilagata su tutta l'umanità – e l'ideale ascetico offrì ad essa un senso!

L'anticristo
Der Antichrist, 1888
© Adelphi - Selezione Aforismario

Fintantoché il prete sarà ancora ritenuto una specie superiore di uomo, questo negatore, calunniatore, avvelenatore per professione della vita, non ci sarà risposta alla domanda: che cos'è verità?

Ciò che un teologo avverte come vero, non può non essere falso: si ha in ciò quasi un criterio di verità.

L'amore è lo stato in cui l'uomo vede, il più delle volte, le cose così come non sono.

Dio creò la donna e, a dire il vero, da quel momento cessò di esistere la noia; ma cessarono di esistere anche molte altre cose. La donna fu il secondo errore di Dio.

È falso sino all’assurdo vedere in una “fede”, per esempio nella fede della redenzione per mezzo di Cristo, il segno distintivo del cristiano: soltanto la pratica cristiana, una vita come la visse colui che morì sulla croce, soltanto questo è cristiano…

“Fede” significa non voler sapere quel che è vero.

La forte speranza è uno stimolante vitale molto più grande di qualsiasi particolare felicità che si stia davvero realizzando. Si deve sostenere i sofferenti con una speranza che non possa essere contraddetta da alcuna realtà - che non possa venire cancellata da un adempimento: una speranza ultraterrena.

Si fa bene a mettere i guanti quando si legge il Nuovo Testamento. La vicinanza di tanta sozzura quasi vi ci costringe.

Cristianesimo, alcol: i due grandi mezzi della corruzione...

Se si trasferisce il centro di gravità della vita non nella vita, ma nell’aldilà − nel nulla −  si è tolto il centro di gravità alla vita in generale.

Il prete conosce soltanto un unico grande pericolo: questo è la scienza − la sana nozione di causa ed effetto.

Già la parola "cristianesimo" è un equivoco −, in fondo è esistito un solo cristiano e questi morì sulla croce.

Il Buddhismo è cento volte più realista del Cristianesimo, ha ereditato un modo freddo e oggettivo di porsi i problemi; nasce dopo un movimento filosofico durato centinaia di anni; appena esso sorge, il concetto di “Dio” è già eliminato.

La differenza fondamentale tra le due religioni della décadence: il Buddhismo non promette, ma mantiene; il Cristianesimo promette tutto e non mantiene nulla.

Servire la verità è il più duro dei servizi.

La predicazione della castità è istigazione pubblica alla contronatura. Ogni disprezzo della vita sessuale, ogni contaminazione della medesima mediante il concetto di "impuro" è il vero e proprio peccato contro il sacro spirito della vita.

Definisco il cristianesimo l’unica grande maledizione, l’unica grande e più intima depravazione, l’unico grande istinto della vendetta, per il quale nessun mezzo è abbastanza velenoso, furtivo, sotterraneo, meschino − lo definisco l’unica immortale macchia d’infamia dell’umanità.

Formula della mia felicità: un sì, un no, una linea retta, una meta... (Friedrich Nietzsche)
Ecce Homo
Ecce homo: Wie man wird, was man ist, 1888
© Adelphi - Selezione Aforismario

La compassione è chiamata virtù solo dai décadents.

La ritorsione, intesa a modo mio, consiste nel ribattere alla stupidità, il più presto possibile, con un segno di intelligenza: è forse l'unico modo di rifarsi.

Dio è una risposta grossolana, una indelicatezza verso noi pensatori.

Quale è stata, fino a oggi, la più grande obiezione contro l'esistenza? Dio.

Non è il dubbio, è la certezza che fa diventare pazzi.

La mia formula per la grandezza dell'uomo è amor fati: non volere nulla di diverso, né dietro né davanti a sé, per tutta l'eternità.

Nessuno può trarre dalle cose, libri compresi, altro che quello che già sa. Chi non ha accesso per esperienza a certe cose, non ha neppure orecchie per udirle.

Il dolore non vale da obiezione alla vita.

L'ottimista è altrettanto décadent del pessimista e forse ancora più dannoso.

Quanta verità può sopportare, quanta verità può osare un uomo? questa è diventata la mia vera unità di misura, sempre più. L'errore (la fede nell'ideale) non è cecità, l'errore è viltà... Ogni risultato, ogni passo avanti nella conoscenza è una conseguenza del coraggio, della durezza con se stessi, della pulizia con se stessi...

Il crepuscolo degli idoli
Götzen-Dämmerung, 1888
© Adelphi - Selezione Aforismario

L'ozio è il cominciamento di ogni psicologia. Come? La psicologia sarebbe forse − un vizio?

Aiutati e vedrai che tutti ti aiuteranno. Principio dell'amore del prossimo.

Soltanto di rado anche il più coraggioso tra noi possiede il coraggio di ciò che veramente sa...

Per vivere soli si deve essere una bestia o un dio − dice Aristotele. Manca il terzo caso: si deve essere l'una e l'altra cosa − filosofo.

Come? L'uomo è soltanto un errore di Dio? O forse è Dio soltanto un errore dell'uomo?

Dalla scuola di guerra della vita. − Quel che non mi uccide, mi rende più forte.

Se si possiede il nostro perché della vita, si va d'accordo quasi con ogni domanda sul come. L'uomo non tende alla felicità; solo l'inglese fa questo.

L'uomo ha creato la donna − ma da che cosa? Da una costola del suo Dio − del suo ideale.

Diffido di tutti i sistematici e li evito. la volontà di sistema è una mancanza d'onestà.

Il verme, se calpestato, si arronciglia. la sua saggezza. riduce in tal modo la probabilità di venire calpestato di nuovo. Nel linguaggio della morale: umiltà.

La contentezza protegge persino dal raffreddore. Si è forse mai raffreddata una donna che sapesse d'essere ben vestita? - Faccio il caso che fosse quasi svestita.

Se si possiede il nostro perché della vita, si va d'accordo quasi con ogni domanda sul come.

Precedi gli altri nella corsa? − Lo fai come pastore? o come eccezione? Un terzo caso sarebbe che ti fossi dato alla fuga... Primo caso di coscienza.

Sei sincero? o solo un commediante? Uno che rappresenta qualcosa? o la cosa stessa rappresentata? In definitiva non sei altro che l'imitazione di un commediante... Secondo caso di coscienza.

Parla il deluso. Cercavo uomini grandi e trovai soltanto le scimmie del loro ideale.

Sei uno che sta a guardare? o uno che si mette all'opera? − o uno che distoglie lo sguardo e si trae in disparte... Terzo caso di coscienza.

Vuoi unirti agli altri? o precederli? o andare per la tua strada?... Occorre sapere quel che si vuole e se si vuole. Quarto caso di coscienza.

Formula della mia felicità: un sì, un no, una linea retta, una meta...

Agli uomini di cui mi importa qualcosa [...] auguro loro la sola cosa che oggi possa
dimostrare se un uomo abbia o non abbia valore − gli auguro di resistere. (Friedrich Nietzsche)
La volontà di potenza
Der Wille zur Macht, 1901-1906 (postumo)
© Adelphi - Selezione Aforismario

Le grandi cose esigono che se ne taccia o se ne parli con grandezza: con grandezza, cioè con innocenza: cinicamente.

Che cosa significa nichilismo? Significa che i valori supremi si svalutano. Manca lo scopo. Manca la risposta al: perché?

Una cosa che convince, non è per questo vera: è soltanto convincente. Nota per gli asini.

Osare di essere immorali come la natura.

La Chiesa è esattamente ciò contro cui Gesù predicò, e contro cui insegnò a combattere ai  suoi discepoli.

Si espelle la natura dalla morale se si dice "amate i vostri nemici".

Non esistono fenomeni morali, ma soltanto un'interpretazione morale di questi fenomeni. Questa interpretazione ha un'origine extramorale.

Del rango decide la quantità di potenza che tu sei: il resto è pusillanimità.

Lo scopo non è l'"umanità", ma il superuomo.

Questo mondo è la volontà di potenza − e nient'altro. E anche voi siete questa volontà di potenza − e nient'altro.

Frammenti postumi
Nachgelassene Fragmente, 1869-1889
© Adelphi - Selezione Aforismario

Un moralista è il contrario di un predicatore di morale; è un pensatore che vede la morale come sospetta, dubbiosa, insomma come un problema. Mi spiace di dover aggiungere che il moralista, per questa stessa ragione, è lui stesso una persona sospetta.

I pensieri sono azioni.

Illusione che qualcosa sia conosciuto, quando abbiamo una formula matematica per l'accadere: è solo designato, descritto: niente di più!

Tutti gli ideali sono pericolosi, perché avviliscono e condannano il reale; tutti sono veleni, ma temporaneamente indispensabili come rimedi.

Per chi è molto solo, il rumore è già una consolazione.

Che cosa può soltanto essere la conoscenza? − "Interpretazione", non "spiegazione".

Il nichilismo è alle porte: da dove ci viene costui, il più sinistro fra tutti gli ospiti?

La morale ha preservato dal nichilismo i falliti, conferendo a tutti un valore infinito, un valore metafisico, e inserendo tutti in un ordinamento che non concorda con quello della potenza e gerarchia terrena.

Il più profondo equivoco della religione: "gli uomini malvagi non hanno religione".

Il determinismo è dannoso solo per quella morale che crede al libero arbitrio come presupposto della moralità, crede alla "responsabilità".

Ogni specie di pessimismo e di nichilismo diventa nella mano del più forte soltanto un martello e uno strumento in più, per acquisire un nuovo paio di ali.

Che cosa significa nichilismo? Significa che i valori supremi si svalutano. Manca lo scopo. Manca la risposta al: perché?

Sorge all'orizzonte il contrario del mondo che veneriamo, e del mondo che viviamo e che siamo. Non resta, che o eliminare le nostre venerazioni o eliminare noi stessi. Quest'ultima cosa è il nichilismo.

Volontariamente in disparte, calmo, affabile verso gli oggetti e il caso, grato ai minimi raggi di sole della salute, pronto ad accettare il dolore come una regola, come una condizione, come qualcosa di voluto, e a interrogarlo e sfruttarlo ai nostri fini con astuta costrizione –.

Vivere in modo tale che tu abbia bisogno di desiderare di rivivere, questo è il tuo dovere.

Imperturbabile, in eterna calma, agire e farsi conoscere con l'esempio e non con l'intervento attivo, non voler vivere a lungo ma in modo individuale, non distinguersi in alcuna virtù, non assuefarsi ad alcun costume, senza patria, con pochi bisogni, non sofisticare e non insultare, ma coraggiosamente osare tutto.

Agli uomini dei quali mi importa qualcosa io auguro sofferenze, abbandono, malattie, maltrattamenti, disprezzo − io desidero che non restino loro sconosciuti il profondo disprezzo di sé, il martirio della diffidenza di sé, la miseria del vinto: non ho compassione di loro, perché auguro loro la sola cosa che oggi possa dimostrare se un uomo abbia o non abbia valore − gli auguro di resistere...

Citazioni attribuite
I seguenti aforismi sono spesso attribuiti a Friedrich Nietzsche, ma senza alcun riscontro. (Per ulteriori approfondimenti su ognuna di queste frasi, vedi "Citazioni errate" su Aforismario).
  • L'ozio è il padre di ogni filosofia. Quindi la filosofia è un vizio?
  • Nel vero amore è l'anima che abbraccia il corpo.
  • Non resta altro mezzo per rimettere in onore la politica, si devono come prima cosa impiccare i moralisti.
  • Quelli che ballavano erano visti come pazzi da quelli che non sentivano la musica.
  • Si rovina un ragazzino nel modo più sicuro, se gli si insegna a considerare il "pensare allo stesso modo" più alto del "pensare in un altro modo".
  • Un piede avanti l'altro, un passo alla volta, non ha importanza quante volte cadi, quello che è importante e che ti rialzi una volta in più. Se non credi in te stesso non pensare che gli altri lo facciano per te. Le prove a cui sopravviviamo ci rendono più forti.
Diventa ciò che sei
da AforismarioTube


"Diventa ciò che sei", video composto con alcuni fotogrammi degli ultimi giorni di vita di Friedrich Nietzsche. Gli aforismi sono tratti da La gaia scienza; la musica in sottofondo di Albinoni (il celebre Adagio in sol minore - Mi 26 di Remo Giazotto 1945/58) è stata sostituita, per motivi di diritti d'autore, con una musica tra quelle consigliate da YouTube.
  • Che cosa rende eroici? Muovere incontro al proprio supremo dolore e insieme alla propria suprema speranza.
  • In che cosa credi? In questo: che i pesi di tutte le cose devono essere nuovamente determinati.
  • Che cosa dice la tua coscienza? Devi diventare quello che sei.
  • Dove stanno i tuoi più grandi pericoli? Nella compassione.
  • Che cosa ami negli altri? Le mie speranze.
  • Chi chiami cattivo? Chi mira soltanto a incutere vergogna.
  • Che cos'è per te la cosa più umana? Risparmiare vergogna a qualcuno.
  • Che cos'è il sigillo della raggiunta libertà? Non provare più vergogna davanti a sé stessi.
Alcuni "sentiti" commenti su YouTube
  • In quasi 5 anni di YouTube nulla mi ha sconvolto e commosso così. Il video più bello che potessi sperare di vedere. (frammentonovantadue)
  • Mamma mia piango.... COMPLIMENTI (MultiPANDiNA)
  • Orgasmo allo stato puro. (vestitodivuoto)
  • Questo video mi dà i brividi. (PrettyVacant1936)
  • Bellissimo e commovente... grazie per questo bellissimo messaggio di umanità. (fiorenza1971)
  • Non ci sono parole per descrivere la bellezza di questo video. (xxFilleDeLaMerxx)
  • Questo video, va dritto al cuore. Grazie. (CizzuCizzu)
  • Dico solo che il video mi ha fatto scendere lacrime... (RoyalAlucard)
  • Ho i brividi a mille! soprattutto per l'ultimo aforisma...Cos'è il sigillo della raggiunta libertà? Non provare più vergogna davanti a se stessi. (GeeCrystals)
  • Questi sono i momenti in cui ringrazi la tecnologia e internet... non esistono solo stronzate, tette, culi e pettorali da mostrare. grazie a dio!! no. c'è spazio anche per chi, come me, si emoziona nel vedere uno dei filosofi preferiti...in un video. che meraviglia. (Alessandra Ryuu)
Libri di Nietzsche consigliati da Aforismario
Umano, troppo umano. Vol. 1 e 2
Traduttore: Sossio Giametta
Editore Adelphi, Milano, 1979

"Umano, troppo umano, I" è la prima opera di Nietzsche presentata in quella forma aforistica che si rivelerà poi essere la sua più peculiare. Qui appare già, con tutta la sua potenza corrosiva, il Nietzsche che dubita, che mina ogni certezza, che si addestra allo stile tagliente dei grandi moralisti francesi - in breve il Nietzsche stilisticamente più moderno. E non si tratta solo di una conquista stilistica. Con l'aforisma si manifesta una nuova fase della conoscenza: esso induce a una sorta di lampeggiamento razionale, all'analisi come incursione fulminea, che getta luce su un punto concreto, prima di ritrarsi nell'oscurità. Umano, troppo umano, II è la testimonianza, nell'attività di Nietzsche, di un ripiegamento su se stesso: è uno stato d'animo ciclico nella sua vita, anche se talora viene mascherato, come in questo caso. Le cose non lo sospingono e gli uomini lo hanno lasciato solo, cosicché l'autore può interessarsi più di se stesso, come fa qui il viandante, costretto a parlare con la propria ombra.

Al di là del bene e del male 
Traduttore: Ferruccio Masini
Editore: Adelphi, Milano, 1977
Valutazione Aforismario:

È questo il Nietzsche dell'ultimo periodo, che con "Al di là del bene e del male" comincia a manifestarsi. Si può anzi affermare che a un trasparente riaccostamento a Schopenhauer si accompagna in lui un recupero sostanziale, se pure in apparenza sconfessato, della metafisica. Infatti, la costruzione di un sistema della volontà di potenza prende inizio proprio in questo periodo, anche se Nietzsche si mostra tuttora riluttante a condurre un'impresa teoretica, o addirittura metafisica, e preferisce in modo esplicito continuare a condurre le sue micidiali scorribande di nomade negli àmbiti della morale, qui crudelmente dissezionata, della psicologia, della storia e della cultura.

Note
Vedi anche: Frasi e opinioni su Nietzsche e aforismi e citazioni di: Arthur Schopenhauer

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