2015-02-28

Vannuccio Barbaro - Aforismi e Poesie

Selezione dei migliori aforismi e delle più belle poesie di Vannuccio Barbaro (Pentedattilo 1919 - Reggio Calabria 1999), aforista e poeta italiano. I testi sono stati inviati in esclusiva ad Aforismario dalla figlia dell'autore.
Vannuccio Barbaro (1919-1999) poeta e aforista italiano
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Taccuino, 1946-1969 (postumo e inedito 2012) - Selezione Aforismario

A che serve affannarsi tanto per risparmiare tempo, quando poi non si è capaci di far altro che ammazzarlo?

A chi possiede una grande bellezza, siamo pronti a giustificare qualunque cosa, eccetto una grande intelligenza.

A cosa è dovuto quel lasciarsi andare che ogni tanto ci coglie, quella spossatezza, quel cedere volontariamente e voluttuosamente alla propria rassegnazione, se non a un pressante bisogno di riposo da una continua e faticosa tensione verso una felicità così difficile da raggiungere, ma che, nonostante tutto, si vuole raggiungere?

A leggere la quarta di copertina dei libri in commercio, sembrerebbe che in circolazione ci siano soltanto capolavori.

Abbandoniamo più facilmente una nostra convinzione quando non riusciamo più a difenderla dai nostri stessi attacchi, che da quelli altrui.

Anche l’incontro di un attimo può essere amore.

C’è chi incoraggiandolo si scoraggia, e chi scoraggiandolo s’incoraggia.

Calabria: luogo ideale in cui vivere − specie se sei un prete, un brigante o un lupo solitario.

Chi non ha rispetto per gli animali è una bestia.

Ciò che più ci rattrista della morte di un conoscente è il ricordarci che presto o tardi toccherà pure a noi.

Come sarebbe limitata la vita se avesse un senso…

Con tutto quel che si legge in giro, non essere pubblicati diventa quasi un onore.

Dare forza e coraggio dà forza e coraggio.

Desiderare di rimanere accanto a una donna subito dopo averci fatto sesso, può significare soltanto due cose: o che si è innamorati o che si è disperati.

È curioso notare come le persone più piene di sé siano anche le più vanitose, cioè le più vuote.

È la nostra difficoltà a vedere le cose in maniera diversa, originale, creativa che ci fa pensare non ci sia più nulla di nuovo da dire o da scoprire.

È quando tutto va per il verso giusto che bisogna seriamente cominciare a preoccuparsi.

È sempre egoismo, il voler vivere come il voler morire.

Genio è colui che fa grandiosamente e con naturalezza ciò che altri soltanto con grosso impegno e studio riescono a fare modestamente.

Il centro dell'intelligenza non sta nel cervello, ma in fondo al cuore.

Il depresso è uno che non riuscendo a porre freno alla propria infelicità ne rimane a lungo sopraffatto.

Il primo amore non si scorda mai, specie quando coincide con l’ultimo.

Il silenzio è d’imbarazzo a chi non ha nulla da dire.

Il timore è per la speranza compagno inseparabile.

Imparare ad accettare il dolore e la morte come necessità del tutto naturali, senza consolatorie illusioni, significherebbe imparare ad accettare la vita.

L’amicizia è un rapporto che si basa sulla simpatia e si costruisce su un sottinteso accordo di reciproco rispetto e di reciproca utilità. Nel momento in cui tale reciprocità si spezza, si spezza anche l’amicizia.

L’amore è soltanto un rifugio, la vera salvezza sta nella morte.

La donna non è leggera come l'uomo, che tradisce anche per gioco o per puro piacere; no, la donna trova sempre un valido motivo ai suoi tradimenti.

La felicità è cosa rara e preziosa, per questo ne siamo sempre in cerca.

La passione per la scrittura aforistica e, dunque, per la riflessione, ha questo di bello: che la si può esercitare in qualsiasi posto e in qualunque momento, a casa come al bar, stando soli o in compagnia. Inoltre, contrariamente a quanto accade per molte altre passioni, non costa nulla, e l'attrezzatura ad essa necessaria – una buona testa − oltre a essere poco ingombrante, è assai difficile si possa dimenticarla da qualche parte…

La saggezza può essere perseguita, non mai conseguita; anzi, l’unica saggezza possibile è proprio quella di mirare costantemente a essa, se non per vivere bene, per evitare, almeno, di vivere male.

L'amore non è tutto, ma ha qualcosa in più di tutto.

Le nostre citazioni preferite sono quelle conclusioni cui avevamo già pensato, ma alle quali non eravamo ancora arrivati.

Le parole possono avere un potere enorme, quando sono le parole giuste al momento giusto.

L'ebbrezza della creatività; la gioia della scoperta; la freschezza della novità; l'orgoglio della propria unicità; pensare un pensiero che nessuno ha mai pensato.

L'intento principale dell'aforisma non è quello di spiegare o dimostrare qualcosa, ma quello di colpire.

Malgrado sé stessi, si rimane sempre ciò che si è.

Nel giudicare un qualsiasi comportamento noi giudichiamo anche un modo di essere, di cui quello è manifestazione, ma di cui nessuno ha effettivamente responsabilità.

Nell’uomo civile moderno convivono un bimbo, un selvaggio e una bestia.

Nelle nostre citazioni c'è molto di personale.

Non disprezzate la poesia. È pur sempre un ottimo modo di esercitare la memoria.

Non esiste miglior afrodisiaco della gelosia.

Non esiste un dare che non sia nello stesso tempo un ricevere.

Non riuscire a fare mediocremente ciò che fa, è ciò che distingue il grande talento.

Non si confonda la vanità, che è bisogno e ricerca della stima altrui, con la fierezza, semplice manifestazione della propria autostima.

Per apprezzare meglio le idee degli altri è bene averne anche di proprie.

Perché dire con un intero libro ciò che può essere detto in due pagine? Perché dire in due pagine ciò che può essere detto in due righe? Perché dire in due righe ciò che può essere detto in due parole? Perché dire?

Perché due si conoscano a fondo è necessario siano sé stessi, ma di solito non si è sé stessi fino a quando non ci si conosce a fondo.

Può venir meno persino l’amore per sé stessi, non mai l’egoismo, e anche quello a causa di questo.

Quando ascoltiamo qualcuno, ascoltiamo sempre il discorso di due persone: quello del nostro interlocutore e quello che noi facciamo a noi stessi mentre ascoltiamo.

Quando ci si accorge che l'amore del nostro partner nei nostri confronti va irrimediabilmente spegnendosi, un sano istinto di sopravvivenza imporrebbe di lasciarlo prima di essere lasciati, per evitare di aggiungere al dolore della separazione anche quello dell'abbandono.

Quando si ama davvero non ci sono “ma”. Ma…

Se alcuni comportamenti ci sembrano assurdi è perché non ne conosciamo le vere motivazioni.

Se c'è un libro che soltanto a prendere in mano suscita in me una sorta di devozione e di sincero rispetto, questo è Il mestiere di vivere di Cesare Pavese.

Se esistesse una legge internazionale che obbligasse ogni capo di Stato che dichiarasse guerra a scendere in campo con tutti i suoi consiglieri per combatterla in prima linea accanto ai soldati, nel mondo ci sarebbe sicuramente qualche guerra in meno e, forse, anche qualche pacifista in più.

Si è liberi non quando si è senza costrizioni, che queste, in un modo o nell’altro, sono sempre presenti, ma quando non si percepiscono queste costrizioni come tali. In altre parole, si è liberi quando ci si sente liberi, quando la necessità coincide con il nostro volere.

Si è sempre e soltanto ciò che si può essere.

Si è sempre sé stessi.

Si fa secondo ciò che si è.

Si uccidano pure gli animali, ci si cibi delle loro carni, se si vuole, ma gli si evitino, finché sono in vita, inutili sofferenze.

Siamo immersi nella parvenza come pesci nell'acqua.

Sogno un mondo in cui sia stata abolita per sempre l'antigienica usanza di stringersi la mano in forma di saluto.

Una grande sensibilità d’animo non è che il riflesso di una grande delicatezza fisiologica.

Voler essere così come si è.

Anche quando converrebbe non esserlo, ci si può mostrare sinceri perché non si è capaci di mentire, perché non si possiede, cioè, alcun talento come attori; o perché non si trova al momento alcuna bugia credibile, per poca fantasia, dunque; oppure perché, semplicemente, ci è scappata una verità; o per evitare sensi di colpa, per debolezza, quindi; o perché non vogliamo, ingannando gli altri, ingannare innanzitutto noi stessi; o, ancora, perché si spera, dopotutto, di essere apprezzati per la sincerità; perché si vuole fare consapevolmente del male, agli altri o a sé stessi; perché si teme che la verità possa venire, prima o poi, a galla; perché in certi casi la verità può essere talmente inverosimile o spudorata, che si sa di non essere creduti, il che significa usare la verità come menzogna, il modo più raffinato di mentire; perché…

Sulla riva deserta del mio cuore di sabbia
a piccole onde si frange il tuo amore salmastro. (Vannuccio Barbaro)
In vita postuma 
Poesie, 1946-1969 (postumo e inedito, 1997)

In vita postuma
Ho visto sopra un marciapiede stanco
il cadavere ancora caldo di un mort’ammazzato,
il sangue rosso vivo e la pioggia, e una donna,
in piedi lì accanto, pallida e smorta come la paralisi,
come l’ostia consacrata, come la neve sporca,
con un filo di voce perso nell'aria di cemento…
Sono andato in cerca
di ciò che non poteva essere trovato,
ho scritto qualche brutto verso,
ho ascoltato le parole dei folli,
ho letto e riletto pagine di lucido dolore
che ho scolpite nel cuore e nel cervello.
Ho diviso con lei, angelo impuro,
i giorni e me stesso:
abbiamo respirato la stessa aria,
bevuto le stesse lacrime, sognato gli stessi sogni,
abbiamo unito i nostri corpi e le nostre anime sole;
ma io ho saputo darle soltanto
la triste gioia di un amore malato.
Ho visto primavere grigie,
ho baciato labbra insapori,
ho trascorso intere giornate ad aspettare,
ho provato amicizia soltanto per gli alberi spogli
e il mare nero di notte.
Ho visto migliaia di facce,
facce di dubbi, facce di problemi, facce di noia,
facce di malinconia per una sera d’estate,
per un amico lontano, per un sogno perduto;
facce di marmo, facce di cera,
facce di terra solcate dal tempo,
facce rassegnate, smarrite e stanche,
e facce raggianti, luminose e bianche
con occhi grandi per guardare il mondo.
Ho trascinato la mia vita in strade desolate e buie,
ho abbattuto idoli, spezzato catene,
ho scavato dentro me stesso e toccato il fondo;
ho fatto mia la notte
ascoltandone i silenzi,
assaporandone la solitudine,
lasciandone traboccare i pensieri
fino a sommergermi,
e il giorno in cui sono morto
ho cominciato a vivere.

Insperata salvezza
Tu che sei la volontà nascosta,
ciò che dà un senso al giorno che nasce,
alle incessanti onde del mare, alla pioggia,
che scende e che bagna un fiore che sboccia,
alla roccia, erosa dal tempo, e alla foglia che cade:
realizza il sogno, svela il mistero.
Tu che sei libertà anelata,
uno spiraglio, un varco aperto,
insperata salvezza, verde oasi in un deserto,
attesa guarigione, antidoto a questo veleno,
luce tersa, sole e vento di primavera:
rompi l’incantesimo, rivela il segreto.
Tu che puoi penetrare la trama più fitta,
mostrarti senza farti vedere,
parlare senza pronunciare parola,
scuotere l’animo con un soffio leggero
e avvolgere il mondo nel tuo immenso, folle pensiero:
spiegati a noi, solleva il velo.
Fragile, lieve speranza,
stupenda e vana illusione;
tu sei la verità celata,
la bugia più vera:
io non ti credo, ma ti respiro,
ti sento nell’aria, ti vivo…

Dell'amore come del pane
L’amore è fiato e sudore
che si mescolano in un letto
mentre fuori piove,
è fiumi di parole
che scorrono su labbra tumide
avide, oscene;
è infilarsi un pigiama nuovo
d’inverno,
è un bagno caldo,
è sesso, senso, essenza,
speranza senza fine;
è un fiore finto,
è paura, menzogna,
polvere al vento,
è una bottiglia vuota
scagliata contro il muro,
e io, io ne ho bisogno,
come del pane.

Dispersi
Ero perso nel buio,
al freddo e in balia del vento:
tu hai illuminato il mio cammino,
mi hai coperto e dato sostegno.
Ero senza meta,
inerme in mezzo al deserto:
tu mi hai guidato
e condotto al sicuro.
Nel tuo rifugio
ho trovato finalmente riposo,
tu hai fatto ardere il fuoco
e io, lieto, mi son lasciato scaldare.
Hai creato i miei giorni,
mi hai offerto la tua gioia,
mi hai dato forza per continuare
e hai continuato a darmi forza.
Io ti ho preso ogni cosa,
mi sono dissetato alla tua fonte,
mi sono saziato di te
e ho dormito sereno sul tuo cuore.
Ma in una cupa notte di festa
e di triste presagio,
il cielo si squarcia
e giunge, terribile, la tempesta:
la roccia si fende alla folgore,
il fiume straripa dagli argini,
la promessa si sradica al vento
e la terra si apre ai miei piedi;
tu, stanca, hai perso la tua forza
e ti sei fatta travolgere:
ti vedo, nel bagliore di un lampo,
trascinata via lontano, fino a sparire.
Nella quiete del mattino
un sole gelido mi sveglia:
tutto è crollato, il fuoco è spento,
la fonte prosciugata e il battito fermo:
ci siam persi nel buio.

In ogni luogo
Lo potrai trovare
nei libri di filosofia,
tra le ciance dei teologi,
nella bocca bavosa dei preti
e dei vecchi che pregano in chiesa.
Lo potrai vedere aggirarsi
come cane randagio
tra i bidoni dell’immondizia,
come topo di fogna
vagare di notte
sfiorando il bordo dei marciapiedi.
Potrai ascoltarlo
nei lamenti dei barboni
puzzolenti e senza speranza,
nelle grida degli isterici,
nelle bestemmie degli ubriachi fradici
e nelle campane che suonano a festa.
Potrai sentirlo
nel cuore dei disperati,
nel rancore degli offesi,
nella gioia dei poveri illusi
e tra questi inutili versi.
Potrai trovarlo
nei tuoi ricordi di bambino,
al centro dell’universo,
nei tuoi ultimi istanti
e fin dentro la tazza del cesso.

Esequie
Il mio cuore
è un’arida terra
a fondo scavata
dove giace per sempre,
chiuso in feretro di marmo,
l’estremo tuo ricordo.

In memoria
Mi hai lasciato
nel ricordo di te
perché io, in esso,
continui ad amarti
per sempre.

La metamorfosi di Narciso
Pietra il mio cuore
che si nutrì di sé stesso
e m’impedì d’amare;
ma ora vivo e sospiro
per le carezze del vento,
i baci umidi della pioggia
e il caldo abbraccio del sole.

Le muse inquietanti
Non domandarci,
non chiederci spiegazione alcuna,
che nel risolvimento
sta il vero enigma.

Naufragio
Immaginatevi naufraghi,
di notte,
in un mare in tempesta.

Notte bianca
Nel vasto silenzio notturno
il pianto innocente di un bimbo,
il mesto ululato del vento;
se soltanto potessero
anche questi muri piangerebbero
nella loro bianca tristezza.

Parole
E se più
non avessi
parole?

Primavera
In questa viva giornata di sole,
tra lo schiamazzo dei bimbi
e lo stridio delle rondini in cielo,
io − penso solo a morire.

Dovrei dire
Dovrei dire
della tua mano tesa,
dei tuoi occhi
in cerca dei miei,
delle tue labbra in attesa,
delle tue parole che non sento.
Dovrei dire
delle tue lacrime nascoste,
del tuo silenzioso dolore
e della mia, triste, indifferenza.

Sogno d’estate
Sulla riva deserta
del mio cuore di sabbia
a piccole onde si frange
il tuo amore salmastro;
onde incessanti
di malinconica gioia,
d’ingenua malizia
e di provocante dolcezza
che si versano in me
lentamente,
invadendomi l’animo
e inabissandomi in te
dentro me stesso.

Il canto della cicala
Stupido affannarsi di formiche
in cerca di briciole e sogni
da stipare nei cunicoli dell’anima;
ma la buca fonda dell’angoscia
inghiotte ogni cosa senza mai colmarsi.
Andare, tornare, incontrarsi,
perdersi, ritrovarsi
e poi ancora perdersi
per non saper più dove andare;
è forse perché troppo ha compreso
che il folle ha smesso di comprendere.
Ridicoli templi di cartapesta
e vecchi manichini di cera
sotto secoli di polvere e parole stanche,
mentre in un angolo del soffitto
un orribile ragno
divora mosche, suppliche e lamenti.
Basta il piede di un bimbo
o un brevissimo temporale
per mandare tutto in rovina;
è forse il timore della morte
a dare linfa alla vita?
Impassibile, la cicala continua a cantare,
il vento riposa nell’onda,
il sole vomita la sua luce giallastra
e rotola, annoiato e stanco,
nell’azzurro di un cielo idiota.

Le strade della speranza
Ti cercherò su strade di speranza
che attraversano splendidi sogni di cristallo
e finiscono negli occhi fugaci della vita
che mi passa accanto correndo;
ti cercherò su strade di speranza.
T’inseguirò sui lunghi ponti del tempo
che scavalcano i miei torbidi giorni,
lenti fiumi di fango e d’argento
che si perdono nel mare dei ricordi;
t’inseguirò sui ponti del tempo.
Ti aspetterò in un angolo d’impazienza
come l’inverno il sole della primavera,
come la notte la luce del giorno
e il giorno la quiete della notte;
ti aspetterò in un angolo d’impazienza.
Ti troverò nel cuore della morte
se infine i sogni dovessero infrangersi,
i fiumi prosciugarsi, non succedersi più i giorni
e se morte solamente dovesse concedermi la vita.

Rari momenti
Sto con la testa
tra le tue gambe
e penso alle tante notti
passate da solo
su questo stesso letto
in attesa…
Bacio le tue cosce chiare,
morbide, lisce,
mentre tu, sdraiata sui miei cuscini,
leggi a voce alta un libro;
e penso che forse
non t’amo davvero,
ma t’amo più
di quanto abbia mai amato prima;
o è soltanto che t’amo
in maniera diversa.
Passo la lingua
lungo il tuo polpaccio,
tu t’interrompi
e ridi – non per me, per il libro –
e vorrei ringraziarti
di essere qui con me
e non da qualsiasi altra parte,
ma non lo faccio,
e con la tua mano tra i miei capelli
mi godo questi rari momenti
che si scolpiscono nello specchio.
Bacio le tue caviglie
e i tuoi piedi nudi
mentre tu, con le tue mutandine bianche,
continui a leggere
e a ridere di tanto in tanto.
Fuori
il silenzio scuro della notte
è rotto dal camion della spazzatura
che raccoglie, stanco, i rifiuti.

Sarà come non fossimo mai stati
Un giorno moriremo entrambi,
l'uno lontano dall'altra,
e nessuno si ricorderà più di noi.
Nessuno.
Nessuno si ricorderà
del nostro tempo insieme,
così breve, così eternamente breve,
da sembrare una vita.
Un giorno, non ci saremo più,
e chi si ricorderà di noi?
dei nostri primi giorni,
di te, di com'eri fragile e bianca,
e di me, che non parlarne è meglio?
Nessuno.
Un giorno, questo è certo,
non ci saremo più,
e chi potrà ricordarsi
del nostro piccolo mondo insieme?
così caldo, eppure così freddo,
così leggero, eppure così difficile
da levarsi di dosso?
Nessuno.
Solo io e te, ora, possiamo ricordare,
dopo di noi, nessuno. E sarà
come se non fossimo mai stati.
Ancora un giorno
Ancora un giorno
e sarà un giorno
di meno.

La poesia che vorrei scrivere un giorno
Mi piacerebbe scrivere, un giorno,
una poesia come nessuno ha mai scritto,
una poesia che non abbia nulla da dire,
ma che non lo dia a vedere,
una poesia che non dia consigli,
che non porti con sé alcuna verità,
che non sia zattera o àncora di nessuno,
neppure di me stesso,
ma che mi faccia soltanto passare il tempo…
Mi piacerebbe scrivere, tanto per intenderci,
una poesia che se ne stia come una mosca
sul davanzale di una casa vuota
in un bel pomeriggio d’agosto;
oppure
come il lampadario appeso nella mia stanza:
impassibile, freddo, paziente, stolido, anacronistico,
altero, come quando mi guarda dall’alto in basso
con le sue tre lampadine sporche.
Una poesia, insomma,
semplice e bella
come un bicchiere d’acqua
sul bordo di un lavandino,
che una luce soffusa rischiara
attraverso tende bianche e gonfie di vento,
mentre fuori c’è il sole,
la gente è per strada
e tu
ancora
ti senti vivo.

Fragile
Una scatola vuota, / una foglia caduta, / una scarpa spaiata, / una foto ingiallita senza data, / una languida festa, / una domanda priva di risposta, / una pagina strappata, / una pentola scoperchiata, / una tomba senza nome, / una tavola senza pane, / un petalo di rosa, / una mano protesa, / un ramo spezzato, / un cerino bagnato, / un aquilone sfinito, / un vecchio albero abbattuto, / un lieve rimpianto, / un triste alito di vento, / un mucchio di paglia, / una vuota conchiglia, / un libro mai letto, / un infedele ritratto, / un sogno disperso, / un’automobile allo sfascio, / uno straccio spelacchiato, / un muretto scalcinato, / un fiore sull'asfalto, / un piccolo insetto capovolto, / uno sguardo senza luce, / una terra senza pace, / un bel giorno passato, / un ricordo scordato, / un capello perduto, / un cigolante cancello arrugginito, / un cappotto consunto, / un lampione sempre spento, / un giorno di noia, / un sorriso senza gioia, / una giostra deserta, / una coperta troppo corta, / un abito fuori moda, / un ciottolo sulla strada, / un copertone forato, / una lavatrice gettata in un prato, / una lacrima che scende, / un relitto tra le onde, / un tappo senza la bottiglia, / un fiocco di neve che si scioglie, / un binario morto, / un viso sconvolto, / una bici senza ruota, / una strada senza uscita, / una suola bucata, / una vecchia stazione abbandonata, / una spiaggia d’inverno, / una speranza che non torna, / una lattina schiacciata, / una fonte prosciugata, / una lettera mai scritta, / una parola non detta, / un barattolo nel mare, / una pozzanghera sotto il sole: / ogni cosa, come me, / sembra chiedere amore.

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