2015-03-01

Charles Bukowski - Le frasi e le poesie più belle

Grande raccolta delle frasi più significative e di alcune tra le poesie più belle di Charles Bukowski (Andernach 1920 - San Pedro 1994), poeta e scrittore statunitense di origine tedesca. Autore assai prolifico, tra romanzi, racconti e poesie, "Hank" Bukowski ha scritto una sessantina di libri, molti dei quali con riferimenti autobiografici più o meno espliciti, che vedono come protagonista il suo alter ego letterario Henry Chinaski.
Sin dai primi successi letterari, si è cercato d'incasellare Bukowski in qualche corrente letteraria (beat generation, realismo sporco, ecc.), o di considerarlo affine ad altri scrittori, come Hemingway o Henri Miller, ma Bukowski rimane refrattario a qualunque tentativo di assimilazione: fa parte a sé. Lo stesso Bukowski non si riteneva un grande scrittore, ma uno scrittore "diverso"; noi aggiungiamo che proprio in questa "diversità" sta buona parte della sua grandezza.
Ha scritto Beniamino Placido nella prefazione all'edizione italiana di Storie di ordinaria follia: ‟Rispetto alla tradizione letteraria americana si sente che Bukowski realizza uno scarto, ed è uno scarto significativo".
La maggior parte delle citazioni riportate in questa pagina sono tratte dai suoi romanzi: Post Office (1971) Factotum (1975) Donne (1978) Panino al prosciutto (1982) Hollywood, Hollywood! (1989) e Pulp (1994); dalle raccolte di racconti più celebri: Taccuino di un vecchio porco (1969) Storie di ordinaria follia (1972) Musica per organi caldi (1983) ecc. In questa raccolta di citazioni è presente anche una piccola "perla": alcuni aforismi di Bukowski mai tradotti prima in italiano. Altre citazioni, infine, sono tratte da un'intervista fatta a Bukowski da Fernanda Pivano nel 1980.
Charles Bukowski (1920-1994) poeta e scrittore statunitense di origine tedesca
Taccuino di un vecchio porco
Notes of a Dirty Old Man, 1969 (con aforismi inediti)
© Feltrinelli - Guanda - Selezione Aforismario

Il mondo fa di noi uomini (e donne) dei pazzi, e perfino i santi sono dei dementi, non si salva niente. Così vaffanculo.

Il sesso è una cosa interessante ma non ha un'importanza decisiva. Cioè è meno importante, dal punto di vista fisiologico, della defecazione. Un uomo può tirare avanti per 70 anni senza una figa ma può morire in una settimana se le budella non gli si muovono.

Le donne sono animali fondamentalmente stupidi ma si concentrano sul maschio con un impegno così totale da riuscire spesso a sconfiggerlo quando lui pensa ad altro.

L'incertezza della conoscenza non era diversa dalla sicurezza dell'ignoranza.

Il culo è la faccia dell'anima del sesso.

La faccia è la prima cosa che si butta via quando la fortuna ti abbandona, il resto della decadenza segue in tempi più lunghi.

È questo il senso dell'amicizia: condividere i pregiudizi nati dall'esperienza.

Un intellettuale è un uomo che dice una cosa semplice in modo difficile, un artista è un uomo che dice una cosa difficile in maniera semplice.

"È possibile amare un essere umano?"
"Naturalmente, soprattutto se non lo si conosce troppo bene".

"La poesia coincide con la follia?"
"La non-poesia è la follia".

"Che differenza c'è tra un galeotto e l'uomo della strada?"
"Il galeotto è un perdente che ci ha provato".

Aforismi inediti in Italia
Qui di seguito si riportano per la prima volta in Italia alcuni aforismi di Charles Bukowski tratti dall'edizione originale in lingua inglese di Notes of a Dirty Old Man, stranamente tralasciati nella traduzione italiana edita da Guanda. La traduzione dall'inglese è di Aforismario e Francesco R. Falcone (2013)

Scarabocchi su cartoncini per camicie durante una ubriacatura di due giorni:

Quando l'amore diventa un comando, l'odio può diventare un piacere.

Se non scommetti, non vincerai mai

I bei pensieri e le belle donne non durano mai.

Puoi mettere una tigre in gabbia, ma non potrai mai essere sicuro di averla domata. Con gli uomini è più semplice.

Se vuoi sapere dov'è Dio, chiedilo a un ubriaco.

Non ci sono angeli nelle trincee.

Non sentire alcun dolore è equiparabile alla fine dei sentimenti; ciascuna delle nostre gioie è un patto con il diavolo.

La differenza tra l'arte e la vita è che l'arte è più sopportabile.

Preferirei sentir parlare di un barbone americano vivo piuttosto che di un dio greco morto.

Non c'è niente di così noioso come la verità.

L'individuo equilibrato è un pazzo.

Quasi tutti sono nati geni e sepolti idioti.

Un uomo coraggioso manca d'immaginazione. La codardia di solito è causata dalla mancanza di una dieta corretta.

Avere un rapporto sessuale è come prendere la morte a calci in culo mentre canta a mo’ di incoraggiamento.

Quando gli uomini controlleranno i governi, gli uomini non avranno bisogno dei governi; fino ad allora siamo fregati

Un intellettuale è un individuo che dice una cosa semplice in modo difficile; un artista è un individuo che dice una cosa difficile in modo semplice.

Ogni volta che vado a un funerale mi sento come se avessi mangiato germe di grano soffiato.

Rubinetti che gocciolano, scoregge di passione, pneumatici bucati – sono tutte cose più tristi della morte.

Se vuoi sapere chi sono i tuoi amici, procurati una condanna in carcere.

Gli ospedali sono quei posti dove tentano di ucciderti senza spiegarti il perché. La crudeltà fredda e misurata dell’American Hospital non è causata da medici che sono sovraccarichi di lavoro o che sono abituati alla morte e ne sono annoiati. Essa è causata da medici CHE SONO PAGATI TROPPO PER FARE TROPPO POCO e che sono ammirati dagli ignoranti, come stregoni abili a curare, quando la maggior parte delle volte non sanno distinguere i loro peli del culo da striscioline di sedano.

Prima che un grande quotidiano esponga un male, ne tasta il polso.

Fine del cartoncino.

Non è mica la morte che importa, è la tristezza, è la malinconia.
Lo stupore. Le poche buone persone che piangono nella notte.
La poca buona gente. (Charles Bukowski)
Storie di ordinaria follia
Erections, Ejaculations, Exhibitions and General Tales of Ordinary Madness, 1972
Comprende anche Compagno di sbronze, che nell'edizione originale inglese  fa parte di Storie di ordinaria follia.
© Feltrinelli - Selezione Aforismario

Accavallò le gambe e si tirò su la gonna. Si può andare in paradiso anche prima di morire.

Arriva il momento, nella vita di ogni uomo, in cui questi deve scegliere tra resistere o scappare. Io scelgo di resistere.

Per poco che abbia, un uomo, s'accorge che potrebbe aver anche di meno.

Anche un pochino di vita ti è cara, quando sei alla fine della vita.

L'AMORE NON ESISTE! È UN MIRAGGIO, È UNA FAVOLA, COME IL NATALE!

Che significa sposarsi? il matrimonio è solo la SCOPATA santificata, e una scopata santificata finisce sempre, immancabilmente, per venire a NOIA, per essere un LAVORO. ma è ben questo che il mondo vuole: che un povero figlio di puttana, in trappola e infelice, abbia il suo lavoro da svolgere.

La poesia dice troppo in pochissimo tempo, la prosa dice poco e ci mette un bel po'.

Solo i poveri conoscono il significato della vita; chi ha soldi e sicurezza può soltanto tirare a indovinare.

Qualsiasi cosa è una perdita e spreco di tempo: tranne fottere di gusto o creare qualcosa di buono o guarire o correr dietro a una specie di fantasma-amore-felicità. Tanto tutti finiamo nel mondezzaio della sconfitta: chiamala morte, chiamala errore.

Lo stile è importante. tanta gente urla la verità, ma senza stile è inutile, non serve.

La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto.

L'esperienza insegna che, se bevi da per te, fra quattro mura, mica duri: non solo, quelle quattro pareti ti opprimono e, quindi, danno una mano agli oppressori tuoi, e invece, non bisogna dar LORO una vittoria troppa facile. ci vuole un certo dosaggio, fra solitudine e folla. un certo equilibrio ecco il trucco, per non finire fra quattro pareti imbottite.

Mostratemi un uomo che abita solo e ha la cucina perpetuamente sporca e, 5 volte su 9, vi mostrerò un uomo eccezionale. Charles Bukowski, 27 giugno 1967, alla 19° birra.

Mostratemi un uomo che abita solo e ha una cucina perpetuamente pulita, 8 volte su 9 vi mostrerò un uomo detestabile sul piano spirituale. Charles Bukowski, 27 giugno 1967, alla 20° birra.

Vi sono brave donne a questo mondo. io ne ho conosciute perfino due o tre. poi ci sono le altre, un altro genere.

Il codardo è uno che prevede il futuro. il coraggioso è privo d'ogni immaginazione.

Duemila anni di cristianità e che abbiamo ottenuto? poliziotti che cercano di tener insieme una merda che va in putrefazione, e che altro? guerre a non finire, bombardamenti, grassatori per le strade, rapine, gente accoltellata, tanti pazzi che ne hai perduto il conto, non ci fai più caso lasci che vadano in scorribanda per le strade, in divisa, poliziotti oppure no.

L'uomo è vittima di un ambiente che non tiene conto della sua anima.

Le due più grandi invenzioni dell'uomo sono il letto e la bomba atomica: il primo ti tiene lontano dalle noie, la seconda le elimina.

Sono grandi e giocano come bambini. Giochi da bambini, ecco. Questa gente. Vanno dalla fica alla fossa senza che mai li sfiori, l'orrore della vita.

Quando un uomo indossa quella divisa diviene il tutore stipendiato dell'ordine vigente. è pagato per far sì che nulla cambi. se a te va bene come stanno le cose, allora tutti i poliziotti sono buoni. se invece non ti piace come stanno le cose, allora per te sono tutti cattivi.

Tutti abbiamo varie forme di pazzia e di bruttezza, delle quali non siamo coscienti, ma di cui gli altri sono consapevoli. se ci pensi su fitto, non campi più.

Tutti noi qualche volta siamo stati la peste per qualcuno, senza rendercene conto. è un pensiero assai deprimente, ma purtroppo dev'essere proprio così.

Vi son fondati motivi per mettere fuori legge LSD e affini (questi stupefacenti possono far uscire di senno) ma altrettanto dicasi del raccogliere barbabietole, dell'avvitare bulloni in una fabbrica d'auto, o lavar piatti o insegnare lettere all'università. se mettessimo fuorilegge tutto ciò che fa diventar matta la gente, l'intera struttura sociale crollerebbe.

Qualsiasi attività creativa complessa (dipingere, scrivere poesie, svaligiare banche, fare il dittatore e cinsi via) ti conduce al punto in cui pericolo e miracolo sono come fratelli siamesi. raramente arrivi al traguardo, ma durante il tragitto hai modo di trovare la vita interessante.

Il matrimonio, la guerra, i trasporti pubblici, il mattatoio, l'apicoltura, la chirurgia, tutto quanto. qualsiasi cosa può far diventare matta la gente poiché la società è fondata su basi false.

I nostri peccati sono fabbricati in cielo per creare il nostro inferno, di cui evidentemente abbiamo bisogno.

Diventa bravo in qualsiasi campo, e ti crei subito dei nemici. i campioni vengono innalzati affinché la folla provi poi maggior gusto a vederli rotolare, battuti, fra la merda, e gode a subissarli di fischi.

L'anima libera è rara, ma quando la vedi la riconosci: soprattutto perché provi un senso di benessere, quando gli sei vicino.

L'erba rende semplicemente più sopportabile l'attuale società: l'LSD è invece una nuova società a sé stante.

Quando uno muore, per lui la faccenda è molto reale; per gli altri, solo una disgrazia o un ingombro da levar di torno. e per questo c'è il cimitero.

Non è mica la morte che importa, è la tristezza, è la malinconia. Lo stupore. Le poche buone persone che piangono nella notte. La poca buona gente.

Compagno di sbronze*
*Nell'edizione originale inglese Compagno di sbronze fa parte di Storie di ordinaria follia.
© Feltrinelli - Selezione Aforismario

l'anima non esiste. è tutta una fregatura. gli eroi non esistono. i vincitori non esistono − è tutta una fregatura e una gran cagata. i santi non esistono, i geni non esistono son tutte fregature, tutte favole, è così che va avanti il giochetto. ognuno cerca solo di tirare a campare e d'aver fortuna − se ci riesce. il resto non sono che stronzate.

la sanità mentale è un'imperfezione.

la differenza tra Democrazia e Dittatura è che in Democrazia prima si vota e poi si prendono ordini; in una Dittatura non c'è bisogno di sprecare il tempo andando a votare.

una delle più grandi opere d'ARTE del mondo: una donna con delle belle gambe che esce dalla macchina.

la cultura è un elemento stabilizzante, non c'è niente di meglio di un museo, di un'opera di Verdi o di un poeta con tanto di riconoscimenti ufficiali per ricacciare il progresso indietro.

i libri brutti sono come le donne brutte: non ci si può mica cavarne fuori molto.

corrono come se avessero il fuoco sotto il sedere in cerca di qualcosa che non si trova. si tratta fondamentalmente della paura di affrontare se stessi, si tratta fondamentalmente della paura di essere soli. invece a me fa paura la folla, la folla che corre col fuoco sotto il sedere; la folla che legge Norman Mailer e va alle partite di baseball e taglia e innaffia l'erba del praticello e si china sul giardino con una paletta.

se non vi è rimasta molta anima, e lo sapete, vi resta ancora dell'anima.

passai accanto a 200 persone e non riuscii a vedere un solo essere umano.

le donne stupide sono le chiavate migliori perché le detesti – hanno il dono della carne e il cervello di una mosca.

ci sono delle persone che devono sempre andare da qualche parte. "andiamo al cinema!" "andiamo in barca!" "andiamo a scopare!" "andate a cagare tutti quanti", dico sempre io, "lasciatemi in pace qui".

La politica è come cercare di incul*** un gatto.

Non essere giù perché la tua donna ti ha lasciato:
ne troverai un'altra, e ti lascerà anche quella. (Charles Bukowski)
Factotum
1975 © SugarCo - Guanda - Selezione Aforismario

La mia anima strafogata di birra è più triste di tutti gli alberi di Natale morti del mondo.

Quando bevi, il mondo è sempre là fuori che ti aspetta, ma per un po' almeno non ti prende alla gola.

Come cazzo si può pensare che sia divertente svegliarsi alle sei e mezzo con la soneria, saltar giù dal letto, vestirsi, ingoiare qualcosa di malavoglia, cacare, pisciare, spazzolarsi denti e capelli e buttarsi nel traffico per arrivate in un posto dove essenzialmente si facevano un sacco di soldi per qualcun altro e essere anche grati a chi ti dava la possibilità di farlo?

Per ogni Giovanna d'Arco c'è un Hitler appollaiato dall'altra estremità dell'altalena. La vecchia storia del bene e del male.

L'anima dell'uomo ha radici nello stomaco. Chiunque scrive molto meglio dopo una bistecca di manzo e una pinta di whiskey che non dopo una tavoletta di cioccolata da cinque cents. Il mito dell'artista morto di fame è una balla.

Post Office, 1971
© Guanda - Selezione Aforismario

Il coraggio viene dallo stomaco... tutto il resto è disperazione.

Qualunque stronzo è capace di trovarsi uno straccio di lavoro; invece ci vuole cervello per cavarsela senza lavorare.

Comportatevi bene e avrete un lavoro sicuro per il resto della vita. Sicuro? La sicurezza si poteva averla anche in galera. Tre metri quadrati tutti per voi senza affitto da pagare, senza conti della luce e del telefono, senza tasse, senza alimenti. Senza tassa di circolazione. Senza multe. Senza fermi per guida in stato di ubriachezza. Cure mediche gratuite. La compagnia di persone con gli stessi interessi. Chiesa. Inculate. Funerali gratuiti

Non è vero che ci si abitua, si è sempre più stanchi, semplicemente.

Naturalmente ci sarebbero state le liti. È questa la natura della donna. Alle donne piacciono i lanci di biancheria sporca, gli urli, le tragedie. Poi gli scambi di promesse. Io non ero molto bravo, con le promesse.

Dio o qualcun altro continua a creare le donne e a mandarle in giro, e una ha il culo troppo grosso, l'altra le tette troppo piccole, una è pazza e l'altra è suonata, una ha la mania della religione e l'altra legge le foglie del tè, una non riesce a controllare le scoregge, l'altra ha il naso grosso, e l'altra ancora ha le gambe secche... Ma ogni tanto arriva una donna, in pieno rigoglio, una donna che scoppia dal vestito... una creatura tutta sesso, una maledizione, la fine di tutto.

Le donne erano destinate a soffrire; non c'era da meravigliarsi che volessero sempre grandi dichiarazioni d'amore.

A Sud di nessun Nord
South of No North. Stories of the Buried Life, 1973
[pubblicato in Italia anche col titolo: Storie di una vita sepolta]
© SugarCo - Selezione Aforismario

Non mi piacciono gli uomini perfettamente rasati, con la cravatta e un buon lavoro. Mi piacciono gli uomini disperati, con i denti rotti, il cervello a pezzi e una vita da schifo.

Non mi vanno le leggi, la morale, la religione, le regole. Non mi va di essere plasmato dalla società.

Un uomo ha bisogno di una donna di tanto in tanto, se non altro per provare a sé stesso che riesce a procurarsela. Il sesso è una faccenda secondaria.

Cosa potrebbe fare un poeta senza tormento? Ne ha bisogno come della sua macchina per scrivere.

I pazzi e gli ubriachi sono gli ultimi santi della terra.

Non c'è da meravigliarsi che gli uomini si rivolgano agli dèi. È molto duro affrontare le cose direttamente da soli.

Ecco come il mondo finì, non con una bomba atomica, ma con merda merda merda.

Ospedali e galere e puttane: ecco le università della vita. Ho preso diverse lauree. Chiamatemi dottore.

Se succede qualcosa di brutto si beve per dimenticare;
se succede qualcosa di bello si beve per festeggiare; e se non succede niente
si beve per far succedere qualcosa. (Charles Bukowski)
Donne
Women, 1978
© SugarCo - Guanda - Selezione Aforismario

Non c'è niente di peggio che venir piantati dalla propria donna quando si è al verde. Niente da bere, niente lavoro, solo quattro pareti, star lì seduti a fissare le pareti e a pensare. Ecco come si vendicavano le donne, ma stavano male anche loro. O così mi piaceva credere.

L'amore va bene per quelli che riescono a sopportare il sovraccarico psichico. È come trasportare sulle spalle un bidone pieno di spazzatura oltre un fiume di piscio in piena.

L'amore e una forma di pregiudizio.

Se fossi nato donna avrei certamente fatto la prostituta. Dato che ero nato uomo, impazzivo per tutte le donne, e più erano volgari meglio era. Eppure le donne - le donne che valevano qualcosa - mi spaventavano perché finivano col volere la mia anima, e io volevo tenere per me quello che ne restava.

Da dove venivano le donne? Ce n'era una scorta infinita. Ciascuna di esse era diversa, unica. Avevano la passera diversa, i seni diversi, la bocca diversa, ma nessun uomo poteva godersele tutte, ce n'erano troppe, con le gambe accavallate, a far impazzire gli uomini. Che pacchia!

Le donne sono tutte diverse. Fondamentalmente sono una combinazione di quanto c'è di peggio e di quanto c'è di meglio al mondo... magiche e terribili.

Le donne: mi piacevano i colori dei loro vestiti; il loro modo di camminare; l'espressione crudele di certe facce; qualche volta la bellezza quasi pura di altre, completamente e deliziosamente femminili. Ci fregavano sempre: sapevano programmare e organizzarsi. Mentre gli uomini guardavano le partite di football e bevevano birra e giocavano a bowling, loro, le donne, pensavano a noi, si concentravano, studiavano, decidevano ... se prenderci, scartarci, scambiarci, ucciderci o semplicemente lasciarci.

La gente si aggrappava ciecamente a tutto quello che trovava: comunismo, macrobiotica, zen, surf, ballo, ipnotismo, terapie di gruppo, orge, ciclismo, erbe aromatiche, cattolicesimo, sollevamento pesi, viaggi, solitudine, dieta vegetariana, India, pittura, scrittura, scultura, composizione, direzione d'orchestra, campeggio, yoga, copula, gioco d'azzardo, alcool, ozio, gelato di yogurt, Beethoven, Bach, Buddha, Cristo, meditazione trascendentale, succo di carota, suicidio, vestiti fatti a mano, viaggi aerei, New York City, e poi tutte queste cose sfumavano e non restava niente. La gente doveva trovare qualcosa da fare mentre aspettava di morire.

L'amore veniva di rado e a fatica. Quando veniva, di solito, era per le ragioni sbagliate. Ci si stancava semplicemente di trattenere l'amore e lo si lasciava andare perché aveva bisogno di andare da qualche parte. Era allora, di solito, che cominciavano i guai.

C'è un solo problema, con gli scrittori. Se quello che scrivono viene pubblicato e vende molte, molte copie, pensano di essere grandi. Se quello che scrivono viene pubblicato e vende un buon numero di copie, pensano di essere grandi. Se quello che scrivono viene pubblicato e vende pochissime copie, pensano di essere grandi. Se quello che scrivono non viene pubblicato e non hanno i soldi per farlo pubblicare a loro spese, allora pensano di essere veramente il massimo.

Al di la del bene e del male andava bene in teoria, ma poi per vivere bisognava scegliere.

Se succede qualcosa di brutto si beve per dimenticare; se succede qualcosa di bello si beve per festeggiare; e se non succede niente si beve per far succedere qualcosa.

Umanità, mi stai sul cazzo da sempre. Ecco il mio motto.

Quando una donna ti si rivolta contro, e finita. Prima ti amano, poi qualcosa comincia a girare storto. Potrebbero vederti morente in una cunetta, investito da una macchina, e ti sputerebbero addosso.

La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto. (Charles Bukowski)
Shakespeare non l'ha mai fatto
Shakespeare Never Did This, 1979
© SugarCo - Selezione Aforismario

La vita era davvero insopportabile, solo che alla gente era stato insegnato a fingere che non lo fosse. Ogni tanto c'era un suicidio o qualcuno entrava in manicomio, ma per la maggior parte le masse continuavano a vivere fingendo che tutto fosse normalmente piacevole.

La tv tiene unite molte più coppie di quanto non facciano i bambini o la chiesa.

Pensate a tutti i milioni di persone che vivono insieme anche se non gli piace, che odiano il loro lavoro e sono spaventati all'idea di perderlo: non c'è da stupirsi che le loro facce abbiano l'aspetto che hanno.

Un uomo deve provare tante donne per trovare l'unica, e se ha fortuna lei potrebbe stare al suo fianco. Per un uomo sistemarsi con la prima o la seconda donna della vita è comportarsi da ignorante; non ha idea di che cosa sia una donna.

Un Dio grande mi avrebbe aiutato attraverso un sacco di schifezze e terrore e dolore e orrore, sarebbe stato più facile e forse anche più sensato, mi avrebbe aiutato a comprendere alcune delle puttane con cui avevo vissuto e alcune delle donne, i lavori idioti, i non lavori, le notti di follia e sfinimento. [...] ma io, pensavo, se io mi convertissi, se credessi, allora dovrei abbandonare il demonio laggiù tutto solo nelle sue fiamme e questo non sarebbe carino da parte mia perché nei fatti sportivi tendevo quasi sempre a fare il tifo per i perdenti e nei fatti spirituali venivo colpito dallo stesso morbo.

Il grande Dio aveva semplicemente troppe frecce al suo arco per i miei gusti, era troppo giusto e potente. Non volevo essere perdonato o accettato o trovato, volevo qualcosa meno di questo, qualcosa che non fosse troppo: una donna di media bellezza di spirito e di corpo, un'automobile, un posto dove stare, qualcosa da mangiare e non troppi mal di denti o gomme a terra, nessuna lunga malattia prima di morire; anche una televisione con cattivi programmi sarebbe andata bene, e un cane sarebbe stato carino, e pochissimi buoni amici e un buon andamento dell'intestino, e abbastanza da bere per riempire lo spazio fino alla morte di cui (per un codardo) avevo pochissima paura.

La morte significava ben poco per me. Era l'ultimo scherzo in una serie di pessimi scherzi.

Se una donna vuol vendere parte del suo corpo probabilmente non è molto diverso da un violinista che dà un concerto... è la sopravvivenza nel modo che si conosce, la morte arriverà ma è meglio giocarla e farla aspettare ancora un po'.

Panino al prosciutto
Ham on Rye, 1982
© Guanda - Selezione Aforismario

Io non sapevo conversare né ballare. Tutti sapevano qualcosa che io non sapevo.

O.K., Signore, diciamo pure che esisti. Sei stato Tu a mettermi in questa situazione. Vuoi mettermi alla prova. E se io mettessi Te, alla prova? E se io decidessi che non esisti? Mi hai messo in un bel guaio, tra i miei genitori e questi foruncoli. Io credo proprio di averlo passato, l'esame. Sono più forte di Te. Se Ti degni di scender giù, adesso, Ti sputo in un occhio, ammesso che Tu ce li abbia, gli occhi. E il culo? Ce l'hai il culo? La fai la cacca? Quel prete non ha mai voluto rispondere a questa domanda. Ci ha detto di non dubitare. Dubitare di che? Io penso che Tu abbia esagerato con me, e allora Ti chiedo di scender giù, di farTi vedere, perché voglio anch'io metterTi alla prova! Aspettai. Niente. Aspettavo Dio. Continuai ad aspettare. Poi mi addormentai, credo.

Non ero un misantropo o un misogino ma mi piaceva star solo. Si stava bene seduti tutti soli in uno spazio ristretto a fumare e a bere. Avevo sempre fatto ottima compagnia a me stesso.

Volevo solo andarmene. Ma non c'era nessun posto dove andare. Il suicidio? Gesù Cristo un'altra faticata. Avevo voglia di dormire per cinque anni di fila, ma non me lo permettevano.

Giravo per la biblioteca in cerca di libri. Li tiravo giù dagli scaffali, a uno a uno. Ma non erano granché. Erano molto noiosi. Pagine e pagine di parole che non dicevano niente. O se dicevano qualcosa ci mettevano troppo a dirla e quando l'avevano detta uno era così stanco che non aveva più nessuna importanza.

Hemingway ce la metteva tutta. Nella sua scrittura si sente la fatica. Erano blocchi massicci messi insieme. Anderson sapeva ridere mentre ti diceva qualcosa di serio. Hemingway non sapeva ridere. Uno che scrive alle sei del mattino non può avere alcun senso dell'umorismo. Vuole sconfiggere qualche cosa.

Musica per organi caldi
Hot Water Music, 1983
© Feltrinelli - Selezione Aforismario

La mia unica ambizione è quella di non essere nessuno; mi sembra la soluzione più sensata.

Non sono grande, sono diverso.

Se un uomo ha quattro mura dove stare non tutto è perduto. Solo chi stava per la strada era fottuto.

L'uomo è la fogna dell'universo.

Sono i tipi eccezionali che fanno girare il mondo. Loro fanno i miracoli, mentre noi ce ne stiamo con i culo ammollo.

L'amore è una forma di pregiudizio. Si ama quello di cui si ha bisogno, quello che ci fa star bene, quello che ci fa comodo. Come fai a dire che ami una persona, quando al mondo ci sono migliaia di persone che potresti amare di più, se solo le incontrassi? Il fatto è che non le incontri.

L'amore non è che il risultato di un incontro casuale. La gente gli dà troppa importanza. Per questo motivo una buona scopata è tutt'altro che da disprezzare.

Spero che la macchina parta. Spero che il lavandino non sia ingorgato. Sono contento di non essermi scopato una studentessa. Sono contento di avere problemi ad andare a letto con le donne che non conosco. Sono contento di essere un idiota. Sono contento di non sapere niente. Sono contento di non essere ancora morto. Quando mi guardo le mani e vedo che sono ancora attaccate ai polsi, mi dico che sono fortunato.

Mai far capire a una donna quanto è importante, altrimenti non ti dà scampo.

Solo le persone noiose si annoiano. Devono pungolarsi in continuazione per sentirsi vive.

Capita a tutti, soprattutto ai giovani, di pensare di avere il mondo in pugno, e a volte è anche vero. Ma nell'attimo stesso in cui uno è convinto che tutto vada per il meglio, ci sono leggi statistiche che lavorano alle sue spalle, pronte a fregarlo.

Come m'immagino Dio? Capelli bianchi, barba lunga e niente uccello.

Forse il genio è un uomo capace di dire cose profonde in modo semplice.

Tutti gli scrittori sono dei poveri idioti. È per questo che scrivono.

Le uniche persone che conoscono la pietà sono quelle che ne hanno bisogno.

Perché bevi tanto? Diavolo, non lo so. Forse soprattutto perché mi annoio. 

Hollywood, Hollywood!
Hollywood, 1989
© Feltrinelli - Selezione Aforismario

La poesia qualcosa vale, credetemi. Impedisce di impazzire del tutto.

Molti dei ricchi e famosi erano in realtà solo troie e bastardi ottusi. Erano semplicemente capitati in qualche giro dove davano via i soldi. O magari si erano arricchiti grazie alla stupidità del pubblico. In genere non avevano talento, non avevano occhi, non avevano anima, erano pezzi di merda ambulanti, ma per il pubblico erano degli dèi, belli e riveriti. Il cattivo gusto crea molti più milionari di quello buono.

Quando si è stati poveri per molto tempo si ha un certo rispetto per i soldi. Non si ha la minima voglia di ritrovarsi in bolletta.

La verità profonda, per fare qualunque cosa, per scrivere, per dipingere, sta nella semplicità. La vita è profonda nella sua semplicità.

Tutti noi abbiamo bisogno di un'evasione. Le ore sono lunghe, e bisogna riempirle in un modo o nell'altro fino alla morte.

Niente canzoni d'amore
Septuagenarian Stew: Stories and Poems, 1990
© Guanda - Selezione Aforismario

Eterna risorge sempre la speranza, come un fungo velenoso.

Sulla via per l'inferno c'è sempre un sacco di gente, ma è comunque una via che si percorre in solitudine.

Il problema della storia dell'uomo è che non porta da nessuna parte se non verso la morte sicura dell'individuo, e questa è una cosa brutta e monotona, una semplice questione di nettezza urbana.

L'ubriacone
Barfly, 1991

È impossibile scrivere in pace se quello che si scrive vale qualcosa.

I soldi sono una cosa seria. Qualcuno è convinto persino che parlino.

Si fa solo un giro, sulla giostra. La vita è degli audaci. (Charles Bukowski)
Pulp - Una storia del XX secolo
Pulp, 1994
© Feltrinelli - Selezione Aforismario

A volte mi guardo le mani e mi rendo conto che sarei potuto diventare un grande pianista o qualcosa del genere. Ma che cos'hanno fatto, le mie mani? Mi hanno grattato le palle, hanno scritto assegni, hanno allacciato scarpe, hanno tirato la catena del water ecc. Ho sprecato le mani. E la testa.

Dovevamo mangiare. E mangiare e rimangiare. Eravamo tutti disgustosi, condannati ai nostri compitini sporchi. Mangiare, scoreggiare, grattarci, sorridere e santificare le feste.

La maggior parte della gente era matta. E la parte che non era matta era arrabbiata. E la parte che non era né matta né arrabbiata era semplicemente stupida.

A volte le cose sono proprio come sembrano, ecco tutto.

Ci sono miliardi di donne, sulla terra, giusto? Certune sono passabili. La maggior parte sono abbastanza belline, ma ogni tanto la natura fa uno scherzo, mette insieme una donna speciale, incredibile.

L'uomo è nato per conquistare a fatica ogni centimetro di terreno. Nato per lottare, nato per morire.

L'esistenza era non solo assurda, era un duro lavoro, puramente e semplicemente. Pensate quante volte vi infilate la biancheria intima, in tutta la vita. Era spaventoso, era disgustoso, era stupido.

Sarei dovuto diventare un grande filosofo, avrei detto a tutti quanto eravamo sciocchi, a stare in giro a fare andare l'aria dentro e fuori dai polmoni.

Si fa solo un giro, sulla giostra. La vita è degli audaci.

Spesso le parti migliori della vita erano quando non facevi assolutamente niente, stavi solo a rimuginare, a riflettere. Voglio dire, mettiamola così: voi immaginate che niente abbia senso, ma non può essere che tutto sia così, perché vi rendete conto che non ha senso e questa vostra consapevolezza gli dà quasi un senso. Avete capito quello che intendo? Un pessimismo ottimistico.

Per me scrivere è tirare fuori la morte dal taschino,
scagliarla contro il muro e riprenderla al volo. (Charles Bukowski)
Il capitano è fuori a pranzo
The Captain Is Out to Lunch and the Sailors Have Taken Over the Ship, 1998
© Feltrinelli - Selezione Aforismario

Tutti dobbiamo morire, tutti quanti, che circo! Non fosse che per questo dovremmo amarci tutti quanti e invece no, siamo schiacciati dalle banalità, siamo divorati dal nulla.

Il miglior lettore e il miglior essere umano sono quelli che mi fanno la grazia della loro assenza.

Nella morte non c'è niente di triste, non più di quanto ce ne sia nello sbocciare di un fiore.

La cosa terribile non è la morte, ma le vite che la gente vive o non vive fino alla morte. Non fanno onore alla propria vita, la pisciano via. La cagano fuori. Muti idioti. Troppo presi a scopare, film, soldi, famiglia, scopare. Hanno la testa piena di ovatta. mandano giù Dio senza pensare, mandano giù la patria senza pensare. Dopo un po' dimenticano anche come si fa a pensare, lasciano che siano gli altri a pensare per loro. Hanno il cervello imbottito di ovatta. Sono brutti, parlano male, camminano male. Gli suoni la grande musica dei secoli ma loro non sentono. Per molti la morte è una formalità. C'è rimasto ben poco che possa morire.

Per me scrivere è tirare fuori la morte dal taschino, scagliarla contro il muro e riprenderla al volo.

C'è solo un giudice ultimo della scrittura ed è lo scrittore. Quando diventa preda di critici, redattori, editori e lettori è finito. E naturalmente quando diventa preda della fama e della gloria potete buttarlo a mare insieme agli stronzi.

Nella prossima vita voglio essere un gatto. Dormire venti ore al giorno e aspettare che ti diano da mangiare. Starsene seduti a leccarsi il culo. Gli umani sono dei poveretti, rabbiosi e fissati.

Il capitalismo è sopravvissuto al comunismo. Bene, ora si divora da solo.

Ho avuto un'esistenza strampalata e disordinata, in buona parte terribile, assolutamente ingrata. Ma credo che sia il modo in cui mi sono trascinato in mezzo alla merda a fare la differenza.

Per imparare non c'è niente di meglio, dopo uno sbaglio, che raccogliere le idee e andare avanti. E invece quasi tutti si fanno prendere dalla paura. Hanno così paura di sbagliare che sbagliano. Sono troppo condizionati, troppo abituati a sentirsi dire quello che non devono fare. Prima in famiglia, poi a scuola e per finire nel mondo del lavoro.

Se un giorno vedessi anche UNA SOLA persona che fa o dice qualcosa di insolito, mi aiuterebbe a tirare avanti. Invece sono stantii, grigi. Non c'è slancio. Occhi, orecchie, gambe, voci ma... niente. Rinchiusi dentro se stessi, si prendono in giro, fingendo di essere vivi.

La cosa terribile non è la morte, ma le vite
che la gente vive o non vive fino alla morte. (Charles Bukowski)
Birra, fagioli, crackers e sigarette
Living on Luck e Reach for the Sun, 1995-99
(Lettere postume) © Minimum fax - Selezione Aforismario

Ovunque tutti sbraitano dignità, rappresentanza, ma le loro menti e le loro anime sono fango e merda, e come si fa a dare dignità alla merda?

Non c'è donna più bella di quella che passa sotto la tua finestra e un attimo dopo non c'è più.

Non aspettare la donna giusta. non esiste. ci sono donne che riescono a farti provare qualcosa di più col loro corpo e con la loro anima, ma sono esattamente le stesse che ti accoltelleranno proprio sotto gli occhi della folla.

"Conosciuti" bisogna diventare. E se uno scrittore resta abbastanza a lungo uno "sconosciuto", di solito c'è una buona ragione.

Le donne sono creature intelligenti. Sanno come regolarsi. Il più delle volte sono gli uomini a crollare; sono gli uomini a saltar giù dal ponte.

Un buon poeta non sa mai chi e che cosa è, è a un passo dall'orlo dell'abisso, ma non c'è niente di sacro in quello che fa, è un mestiere. come lavare i pavimenti di un bar.

La creazione è la rivoluzione più grande e più pura di tutte, e alla fine costringe tutto il resto a seguire i suoi passi.

Quando un uomo ha la speranza ha in mano i 3/4 della matassa.

Passai accanto a 200 persone e non riuscii a vedere un solo essere umano.
(Charles Bukowski)
Quello che mi importa è grattarmi sotto le ascelle
Fernanda Pivano intervista Bukowski, San Pedro, California, domenica 24 agosto 1980

La verità ha un suo modo di cambiare ogni giorno, ogni secondo. Si resta attaccati al proprio stile e la verità cambia intorno a noi. Se hai stile hai il tuo metodo che continua mentre tutte le cose vacillano.

Scrivere è il novanta per cento di me. L'altro dieci è aspettare di scrivere.

Quando si tende a fare le cose che fanno tutti gli altri si diventa tutti gli altri.

Ho più simpatia per il diavolo che per la gente brava. Mi sembra più interessante.

Sono indifferente alla distruzione della razza umana, non me ne importa niente. Se spazzassero via tutta l'umanità non si perderebbe niente.

Non mi preoccupo di salvare la balena o il grande leopardo bianco o la pantera nera o altro. Non mi riguarda. Quello che mi importa è andare a piedi fino all'angolo e comprare il giornale e leggere di uno stupro avvenuto in strada O di una rapina in banca e magari andare a fare colazione da qualche parte e bere una birra e andare in giro e guardare un cane o grattarmi sotto le ascelle. Non mi interessano i grandi problemi.
"Umanità, mi stai sul cazzo da sempre." Ecco il mio motto. (Charles Bukowski)
Frasi con fonte sconosciuta
  • Ero alla bancarotta, il governo era alla bancarotta, il mondo era alla bancarotta. Ma chi cazzo li aveva, i fottuti soldi?
  • Non cerco mai di migliorarmi o di imparare qualcosa, rimango esattamente come sono. Non sono uno che impara, sono uno che evita. Non ho voglia di imparare, mi sento perfettamente normale nel mio mondo pazzo; non voglio diventare come gli altri.
  • Ovunque vada la folla, tu corri nella direzione opposta. Loro sbagliano sempre. [Intervista]
  • Se mai dovessi parlare di amore e di stelle... uccidetemi!
Citazioni attribuite o dubbie
Negli ultimi anni, specie dopo la diffusione dei social network, Charles Bukowski ha avuto una straordinaria notorietà in Italia, e le sue frasi, semplici e dirette, senza essere mai banali, sono continuamente citate. Purtroppo, però, stanno aumentando anche le frasi che gli vengono attribuite in maniera arbitraria e senza alcun riscontro bibliografico. Non di rado, si tratta di frasi di adolescenti affascinati da Bukowski, che tentano di emularlo. Qui di seguito si riportano alcune di queste frasi rintracciate da Aforismario. Per eventuali segnalazioni, scrivi ad Aforismario attraverso il form dei contatti nel menu a destra.
  • Alcuni non diventano mai folli. I loro vini devono essere proprio noiosi.
Questa citazione, attribuita a Bukowski e diffusa come tale su internet, è una variazione di una sua frase presente in Barfly (1987): "Certe persone non impazziscono mai. Che vita orribile devono vivere" (Some people never go crazy. What truly horrible lives they must lead).
  • Dietro quel seno, quelle labbra da baciare al sapore di pesca, si chiudeva a chiave e si portava dentro una piccola dispettosa bambina di cinque anni, lei che non voleva crescere, che non aspettava altro che le rimboccassero le coperte calde. Lei era magia incompresa, ma io l'avevo capita.
Questo passo è attribuito (ma solo in lingua italiana) a Charles Bukowski. A chi ha letto i suoi libri, non può non sorgere più di un dubbio che una frase simile sia stata scritta da Bukowski: non è nel suo stile. Di certo la frase non si trova in nessuno dei suoi racconti e in nessuno dei suoi romanzi più noti.
  • Occhi. Quei maledetti occhi mi fottevano sempre. Ci facevo l'amore solo a guardarli.
Questa frase è generalmente attribuita a Charles Bukowski e, secondo alcuni, si troverebbe nel suo libro Sfumature d'ombra [sic!]. Ebbene, bisogna precisare che Bukowski non solo non ha mai scritto un libro né un singolo racconto con questo titolo simile, ma non ha nemmeno scritto una frase simile. Da una semplice ricerca su internet risulta che un blog che riporta la frase in oggetto (attribuendola a Bukowski) s'intitola, guarda caso, Sfumature d'ombra (!); mentre in un altro blog si trova la seguente frase: "Mi sono persa nuovamente, questa volta totalmente. La mia lei non c'è più. Stavo così bene... questo stato mi fa più soffrire che star bene. Non mi fa vivere. Il problema è uno. Anzi due. Occhi. Sono quelli il mio problema. Quei maledetti occhi mi fottevano sempre. Ci facevo l'amore solo a guardarli. Ed ora...". Insomma, una piccola dimostrazione di come sia semplice – a causa dell'ingenuità e a volte della malafede di non pochi utenti – spacciare citazioni false su internet.
  • Alcune persone non meritano il nostro sorriso, figuriamoci le nostre lacrime.
  • I furbi ci fottono sempre al momento giusto, nel posto giusto, col sorriso giusto. Camminano con sprezzo anche sopra la loro merda.
  • Lei è stato un evento che mi ha travolto fortemente, troppo fortemente. E io, forse, ero troppo distratto o troppo disattento per non innamorarmi.
  • Ma sarò troppo ubriaco per rendermene conto.
  • Mi guardo bene dal tenermi in gola le parole: ho passato gran parte della mia vita a non dire le cose volevo dire, e me ne sono pentito.
  • Nonostante tutto, se mi prefisso un obbiettivo do per scontato che io ci possa riuscire, e se non ci riesco, pazienza.
  • Orgoglio e autostima non sono sempre sufficienti ad ammortizzare i miei fallimenti, i quali, a volte, sono così pesanti che mi spezzano la schiena.
  • Qualcosa andrà storto, anche più di “qualcosa”, anche più di “storto”.
  • Quando tutto sarà finito sono sicuro che mi verrà concesso un minuto per ripensare a tutte le volte che volevo urlare cosa sentivo, ma sono stato zitto per paura di non essere capito, e rimpiangerò gli obbiettivi che ho abbandonato perché il timore di fallire mi ha impedito di perseguirli.
  • Questa vita è una puttana e probabilmente mi spezzerà il cuore, ma cazzo, sono innamorato.
  • Resistere ha senso solo se ne esci con qualcosa in mano alla fine. Ma resistere tanto per resistere è l'infelice condizione di milioni di persone.
  • Se davvero Dio mi odia, mi accorgerò di aver finito il succo di frutta soltanto dopo aver bevuto l’ultimo bicchiere di rhum, e resterà un cattivo sapore sul mio palato.
  • Se non hai la birra puoi sempre trovare del vino o del whisky o delle sigarette, ma se non hai amore non hai un caz**.
  • Siete tutti così bravi, siete tutti così fighi, siete tutti così giusti eppure là fuori il mondo è ancora pieno di gente di merda.
  • Va così, Rhum e Pera, perché ci sono dei momenti forti che ti lasciano l’amaro in bocca, e altri talmente belli da farti dimenticare quel retrogusto sgradevole che ha la vita.
Scrivere poesie non è difficile; difficile è viverle. (Charles Bukowski)
Poesie
La tragedia delle foglie
It Catches My Heart in Its Hands, Poems 1955/63

mi destai alla siccità e le felci erano morte, / le piante in vaso gialle come grano; / la mia donna era sparita / e i cadaveri dissanguati delle bottiglie vuote / mi cingevano con la loro inutilità; / c'era ancora un bel sole, però, / e il biglietto della padrona ardeva d'un giallo caldo / e senza pretese; ora quello che ci voleva / era un buon attore, all'antica, un burlone capace di scherzare / sull'assurdità del dolore; il dolore è assurdo / perché esiste, solo per questo; / sbarbai accuratamente con un vecchio rasoio / l'uomo che un tempo era stato giovane e, / così dicevano, geniale; ma / questa è la tragedia delle foglie, / le felci morte, le piante morte; / ed entrai in una sala buia / dove stava la padrona di casa / insultante e ultimativa, / mandandomi all'inferno, / mulinando i braccioni sudati / e strillando / strillando che voleva i soldi dell'affitto / perché il mondo ci aveva tradito / tutt'e due.

Il genio della massa
The Genius Of The Crowd, 1969

C’è abbastanza perfidia, odio, violenza, assurdità nell'essere umano medio / per rifornire qualsiasi esercito in qualsiasi giorno / E i migliori assassini sono quelli che predicano la vita / E i migliori a odiare sono quelli che predicano l’amore / E i migliori in guerra – in definitiva – sono quelli che predicano la pace / Quelli che predicano Dio hanno bisogno di Dio / Quelli che predicano la pace non hanno pace / Quelli che predicano amore non hanno amore / Attenti ai predicatori / Attenti ai sapienti / Attenti a quelli che leggono sempre libri / Attenti a quelli che o detestano la povertà / o ne sono orgogliosi / Attenti a quelli che sono sempre pronti ad elogiare / poiché hanno loro bisogno di elogi in cambio / Attenti a quelli pronti a censurare / hanno paura di quello che non sanno / Attenti a quelli che cercano continuamente / la folla; da soli non sono nessuno / Attenti agli uomini comuni alle donne comuni / attenti al loro amore, / Il loro è un amore comune / che mira alla mediocrità / Ma c’è il genio nel loro odio / c’è abbastanza genio nel loro odio per ucciderti / per uccidere chiunque. / Non volendo la solitudine / non concependo la solitudine / cercheranno di distruggere tutto ciò / che si differenzia da loro stessi. / Non essendo capaci di creare arte / non capiranno l’arte. / Considereranno il loro fallimento, come creatori, / solo come un fallimento del mondo intero. / Non essendo in grado di amare pienamente / considereranno il tuo amore incompleto / e poi odieranno te / e il loro odio sarà perfetto. / Come un diamante splendente / Come un coltello / Come una montagna / Come una tigre / Come cicuta / La loro arte più raffinata.

Dalle braccia di un amore
Burning in Water, Drowning in Flame, Poems, 1972/73

dalle braccia di un amore / nelle braccia di un altro / m'ha salvato dal morire sulla croce / una signora che fuma marijuana / scrive canzoni e storie / ed è molto più gentile dell' ultima, / molto molto più gentile, / e a letto è altrettanto brava o addirittura migliore. / non è piacevole essere messi in croce e lasciati là, / è molto più piacevole dimenticare un amore che / non funziona / come ogni amore / alla fine / non funziona... / è molto più piacevole fare l'amore / davanti alla spiaggia di Del Mar / nella camera 42, e dopo / stare a letto seduti / bere del buon vino, chiacchierare e toccarsi / fumare / ascoltare il rumore delle onde... / sono morto troppe volte / credendo e aspettando, aspettando / in una stanza / fissando il soffitto scalcinato / aspettando il telefono, una lettera, / un colpo all'uscio, uno squillo... / sentendo dentro crescere la rabbia / mentre lei ballava con degli sconosciuti nei nightclubs... / dalle braccia di un amore / nelle braccia di un altro / non è piacevole morire sulla croce, / è molto più piacevole sentire il tuo nome / sussurrato / nel buio.

E così vorresti fare lo scrittore?
So you want to be a writer?

Se non ti esplode dentro / a dispetto di tutto, / non farlo. / a meno che non ti venga dritto dal / cuore e dalla mente e dalla bocca / e dalle viscere, / non farlo. / se devi startene seduto per ore / a fissare lo schermo del computer / o curvo sulla / macchina da scrivere / alla ricerca delle parole, / non farlo. / se lo fai solo per soldi o per / fama, / non farlo. / se lo fai perché vuoi / delle donne nel letto, / non farlo. / se devi startene lì a / scrivere e riscrivere, / non farlo. / se è già una fatica il solo pensiero di farlo, / non farlo. / se stai cercando di scrivere come qualcun / altro, / lascia perdere. / se devi aspettare che ti esca come un / ruggito, / allora aspetta pazientemente. / se non ti esce mai come un ruggito, / fai qualcos’altro. / se prima devi leggerlo a tua moglie / o alla tua ragazza o al tuo ragazzo / o ai tuoi genitori o comunque a qualcuno, / non sei pronto. / non essere come tanti scrittori, / non essere come tutte quelle migliaia di / persone che si definiscono scrittori, / non essere monotono o noioso e / pretenzioso, non farti consumare dall’autocompiacimento. / le biblioteche del mondo hanno / sbadigliato / fino ad addormentarsi / per tipi come te. / non aggiungerti a loro. / non farlo. / a meno che non ti esca / dall’anima come un razzo, / a meno che lo star fermo / non ti porti alla follia o / al suicidio o all’omicidio, / non farlo. / a meno che il sole dentro di te stia / bruciandoti le viscere, / non farlo. / quando sarà veramente il momento, / e se sei predestinato, / si farà da / sé e continuerà / finché tu morirai o morirà in / te. / non c’è altro modo. / e non c’è mai stato.

Tomba di Charles Bukowski
San Pedro, Los Angeles, California.
DON'T TRY
(NON PROVARCI)
La frase "Non provarci" incisa sulla tomba di Bukowski, riprende un concetto particolarmente caro allo scrittore, secondo il quale è inutile provare a fare ciò di cui non si ha dentro non soltanto la passione, ma la necessità di farlo. Il riferimento esplicito è alla scrittura e all'attività artistica, ma può valere per qualsiasi altra aspirazione. Si veda la poesia di Bukowski riportata sopra alla quale il concetto fa riferimento: E così vorresti fare lo scrittore?

L'uomo dagli occhi meravigliosi

Libri di Bukowski consigliati
Storie di ordinaria follia
Erezioni, eiaculazioni, esibizioni
Traduzione: Pier Francesco Paolini
Editore: Feltrinelli, 2005

Rispetto alla tradizione letteraria americana si sente che Bukowski realizza uno scarto, ed è uno scarto significativo, in questa scrittura molto ‘letteraria’, ripetitiva, sostanzialmente prevedibile, Bukowski fa irruzione con una cosa nuova. La cosa nuova è lui stesso, Charles Bukowski. Lui che ha cinquant'anni (al tempo in cui scrive questi racconti, attorno al ’70), le tasche vuote, lo stomaco devastato, il sesso perennemente in furore; lui che soffre di emorragie e di insonnia; lui che ama il vecchio Hemingway; lui che passa le giornate cercando di racimolare qualche vincita alle corse dei cavalli; lui che ci sta per salutare adesso perché ha visto una gonna sollevarsi sulle gambe di una donna, lì su quella panchina del parco... Lui, Charles Bukowski, ‘forse un genio, forse un barbone’.

Compagno di sbronze 
Traduzione: Carlo A. Corsi
Editore: Feltrinelli, 2003

I racconti di Bukowski sono ormai diventati un "caso" clamoroso. Le circostanze autobiografiche che hanno variamente influenzato la stesura di questi racconti, conferendogli una curvatura molto personale, sono note: vari tentativi di lavorare, la decisione di lasciare l'unico lavoro proficuo "per non uscire di senno del tutto", vari divorzi, una serie colossale di sbronze... Poeta dell'eccesso, Bukowski porta alta la bandiera di un anticonformismo californiano che ha una lunga storia alle spalle (una storia che comprende Henry Miller, i poeti Beat e una cultura underground tanto articolata quanto pittoresca). In "Compagno di sbronze", forse più che altrove, la vena satirico-umoristica dell'autore assume talora colorature selvagge o addirittura feroci. Colpa dell'atmosfera alienante di Los Angeles ("passai accanto a duecento persone e non riuscii a vedere un solo essere umano"). Ma anche in questi racconti il vitalismo sfrenato, la scelta provocatoria dell'emarginazione e della provvisorietà, la sessualità eternamente in furore sono tanti sberleffi contro il perbenismo conformista, del quale qui si occupa opportunamente l'"Agenzia Soddisfatti e Rimborsati". In fondo al Sunset Boulevard, Charles Bukowski, il "folle", il "fallito", salda il conto con il Sogno Americano.

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