2015-03-14

Escrementi - Frasi e battute su Feci e Urina

Raccolta di aforismi, proverbi e battute divertenti sugli escrementi: le feci (con i diffusi sinonimi di cacca e merda) e l'urina (o pipì). Alcuni paragrafi, poi, riguardano la defecazione e la stitichezza. Insomma, una raccolta di frasi tutta da gustare... Su Aforismario trovi altre raccolte di citazioni correlate a questa sul gabinetto, la carta igienica e le scoregge (o flatulenza).
Là dove si sente la merda si sente l'essere. (Antonin Artaud)
1. Feci / Escrementi
© Aforismario

Beate le mosche! Con tutti gli stronzi e la merda che c'è in giro, almeno loro non sentono la crisi!
Anonimo

Mangiate merda, milioni di mosche non possono sbagliare.
Anonimo (attribuito a Marcello Marchesi - vedi "Citazioni errate" su Aforismario)

Là dove si sente la merda si sente l'essere.
[Là où ça sent la merde ça sent l'être].
Antonin Artaud, Per farla finita col giudizio di dio, 1948

Se sei in un mare di merda senza barca, non aspettarti la Guardia costiera.
Neal Asher, Neve nel deserto, 2002

Quando si è nella merda fino al collo non resta che cantare.
Samuel Beckett (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Che schifo, eh, fratello, che la nostra merda sembri meglio di quel che sembriamo noi.
Charles Bukowski, Shakespeare non l'ha mai fatto, 1979

Agli scrittori piace soltanto la puzza dei propri stronzi.
Charles Bukowski, Il capitano è fuori a pranzo, 1998

L'istante più privato è quello della deiezione; l'uomo è veramente solo soltanto con i suoi escrementi.
Elias Canetti, Massa e potere, 1960

Nulla è appartenuto a un uomo più di ciò che si è trasformato in escremento.
Elias Canetti, Massa e potere, 1960

Certi psicologi americani consigliano di dare ai bambini escrementi finti, perché giocandoci non diventino coprofili o coprofagi. Ma potrebbe succedere il contrario: ci avranno pensato?
Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo, 1979

L'uomo è più complicato della mosca, che divora gli escrementi purché ne trovi. L'uomo coprofago li cerca nel corpo e li vuole ricevere dal corpo, come parte vivente di quel corpo, desiderato brancicando nella sua intimità alchemica più oscura.
Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo, 1979

L'escremento, finché è nel corpo, è accettato: non è separato dall'unità del microcosmo; isolato spaventa e ripugna, per l'odore di anima denudata e anonima che esala.
Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo, 1979

Se Denaro è simbolo di Escrementi, l'avarizia non è che una forma di coprofagia.
Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo, 1979

Queste donne isteriche che dopo essere state in bagno aprono la finestra e per venti minuti non ti fanno entrare: lo so che anche le donne fanno la cacca, l'ho scoperto a quarant'anni ma lo so!
Giobbe Covatta, Dio li fa e poi li accoppa, 1999

Tu non sei il tuo lavoro, non sei la quantità di soldi che hai in banca, non sei la macchina che guidi, né il contenuto del tuo portafogli, non sei i tuoi vestiti di marca, sei la canticchiante e danzante merda del mondo!
Tyler Durden (Brad Pitt), in Fight Club, 1999

Se ammetterai che la merda in fondo non è cattiva, dovrai mangiarla due volte al giorno.
Ennio Flaiano, Taccuino del marziano, 1960 (postumo, 1974)

Le feci furono il primo dono che il lattante poté fare, sono ciò di cui egli si privò per amore verso la persona che aveva cura di lui. Dopodiché, in modo completamente analogo al cambiamento di significato nell'evoluzione linguistica, questo antico interesse per le feci si converte nella stima per l'oro e per il denaro.
Sigmund Freud, Introduzione alla psicoanalisi, 1915/32

La ritenzione, inizialmente volontaria, delle masse fecali da parte del bambino, allo scopo di utilizzarle per lo stimolo, diremo così masturbatorio, della zona anale, o di adoperarle in relazione alle persone che si prendono cura di lui, è una delle radici dell’occlusione così frequente nei nevropatici. Tutta l’importanza della zona anale si riflette poi nel fatto che sono assai pochi i nevrotici i quali non abbiano le loro particolari usanze e cerimonie scatologiche, da essi avvolte nel massimo segreto.
Sigmund Freud, Tre saggi sulla teoria sessuale, 1905

La gente nuoterà nella merda se ci metti un po' di dollari dentro.
Sir Guy Grand (Peter Sellers), in The Magic Christian, 1970

Tutte le opere della scultura, i capolavori di Fidia e di Michelangelo non esisterebbero se il neonato non avesse formato con gli intestini e con l'ano i suoi stronzi, per poi lavorarli con le manine in immagini della sua fantasia ancora vicino al cielo.
Georg Groddeck, Lo scrutatore d'anime, 1921

Ci sono tre cose che ci accompagnano fino alla morte: sangue, urina e feci.
Georg Groddeck (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Si dice che il mondo sia fatto dal niente. Molto probabilmente è fatto dalla merda.
Christian Friedrich Hebbel, Diario, 1835/63

Per questo esco solo con uomini ricchi, possono permettersi dei posti in cui puoi fare la cacca sentendoti a tuo agio.
Samantha Jones, in Sex and the City, 1998-2004

La merda è un problema teologico più arduo del problema del male. Dio ha dato all’uomo la libertà e quindi, in fin dei conti, possiamo ammettere che egli non sia responsabile dei crimini perpetrati dall’umanità. Ma la responsabilità della merda pesa interamente su colui che ha creato l’uomo.
Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere, 1984

Non ogni merda ha la fortuna di essere elevata nella vecchiaia al rango di concime.
Stanisław Jerzy Lec, Pensieri spettinati, 1957

Ecco alcuni che non altramente che transito di cibo, e aumentatori di sterco e riempitori di destri chiamarsi debono, perché per loro non altro nel mondo apare, alcuna virtù in opera si mette, perché di loro altro che pieni destri non resta.
Leonardo da Vinci, Codice Forster III, XV/XVI sec.

Quando questa merda intorno sempre merda resterà / riconoscerai l'odore perché questa è la realtà.
Luciano Ligabue, Il giorno di dolore che uno ha, 1997

Siamo cauti nei giudizi. Prima di dire che uno è stronzo bisogna leccarlo. Se sa di merda allora sì. Se no, si rischia una querela.
Marcello Marchesi, Il malloppo, 1971

Nuovi giochi per fanciulli poveri: incipriate una merda. Sembrerà un paesino di montagna sotto la neve.
Marcello Marchesi, Il malloppo, 1971

− Quest'universo è pieno di merda! − Non è soltanto... non è tutto costantemente pieno di merda e basta. No! La merda piove costantemente su di noi! È un lungo processo, e la merda si manifesta in continuazione! C'è sempre qualcosa che ti ricopre di merda. La merda c'è! E non è solo la merda che vedi, no no, la merda si muove, va avanti da sola, piove sempre sopra di noi. E nelle diverse culture hanno trovato molte diverse risposte a questo, per esempio: I cattolici ti dicono: "Sei tu che la meriti!", i protestanti ti dicono: "Lasciamo che accada agli altri", i musulmani ti dicono: "È volontà di Allah!", mentre gli ebrei ti dicono: "Perché accade sempre a noi?", i buddhisti invece dicono: "In realtà, questa non è vera merda!", in Giappone, i buddhisti zen dicono: "Concentrati sul suono della merda che cade."
Karl Mass, in Viaggio in India, 2006

Le mosche non riposano mai perché la merda è davvero tanta.
Alda Merini, Alla tua salute, amore mio, 2004

Guardo un passero che becchetta in una merda fresca. Straordinario com'è facile campare per un passero.
Henry Miller, Tropico del Cancro, 1934

Studiando la catena alimentare, capisci che la cacca è solo un’opinione.
Gianni Monduzzi, Orgasmo e pregiudizio, 1997

Soffriva di una certa carenza di autostima: un giorno pestò una merda e chiese scusa.
Egidio Morretti [1]

Se la merda avesse qualche valore i poveri nascerebbero senza buco del culo.
Eddie Murphy, in Ancora 48 ore, 1990

L’urofilia (o ondinismo) consiste nel piacere di assistere all’atto di urinare, o nel farsi urinare addosso dal partner; la coprofilia è connessa all’atto della defecazione, e la clismafilia alla somministrazione di clisteri. Secondo alcuni queste condotte sono messe in atto per negare la differenza tra i sessi con un ritorno ai piaceri del periodo della primitiva non differenziazione; secondo altri, sono da considerarsi come forme larvate di masochismo, in cui il piacere è ottenuto con un atto ripugnante.
Romolo Rossi e Piera Fele, in Giovanni Battista Cassano e Paolo Pancheri, Trattato italiano di psichiatria, 1992

La merda è dissacrante.
Giovanni Soriano, Maldetti, 2007

Per santi, santoni e aspiranti tali non dev’essere facile armonizzare l’aspetto escatologico della loro dottrina con quello scatologico della natura umana, trovare un accordo, cioè, tra l’etereo bisogno di spiritualità e certi bisogni molto piú terreni. Insomma, detto chiaramente e in parole povere: come possono, questi devoti, conciliare lo spirito con la merda? Un sacerdote, un monaco, un asceta, un mistico, tutti loro sono chiamati ad affrontare quotidianamente questo dilemma nel momento in cui si vedono obbligati al rito – umiliante oltre che imbarazzante – della defecazione; peraltro, con tutte le incombenze scatologiche che esso comporta e di cui non è certo il caso di fare un elenco dettagliato (pulizia anale, puzzo degli escrementi, ecc.). Il problema non è di poco conto, e il fatto che su quest’argomento ci sia da parte dei religiosi – tranne qualche caso che sconfina nel patologico – un riserbo maggiore rispetto a qualunque altro (sesso, potere, denaro, ecc.) è un segno di quanto sia delicata la questione. L’attività escrementizia, infatti, è ciò che piú di ogni altra cosa equipara, senza mezzi termini, l’umano a tutti gli altri animali, ciò che inchioda, senza via di scampo, tutti i “semi-angeli” alla terra fino alla morte. Ma all’escremento, come se non bastasse, si lega anche un altro problema, la cui rilevanza è paragonabile persino a quella della teodicea: come possono costoro, i religiosi, conciliare la defecazione con la presunta benevolenza divina nei confronti della creatura umana? Come sostiene Milan Kundera, che ha affrontato con sorprendente schiettezza l’argomento ne L’insostenibile leggerezza dell’essere: «La merda è un problema teologico più arduo del problema del male. Dio ha dato all’uomo la libertà e quindi, in fin dei conti, possiamo ammettere che egli non sia responsabile dei crimini perpetrati dall’umanità. Ma la responsabilità della merda pesa interamente su colui che ha creato l’uomo».
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Siamo tanto degradati che non possiamo parlare delle necessarie funzioni della natura umana. Nelle età primitive, in certi paesi, si parlava reverentemente di ogni funzione corporale, le quali erano regolate dalla legge. Nulla era tanto triviale, per il legislatore indù, per quanto offensivo esso possa apparire al gusto odierno; egli insegnava come mangiare, bere, convivere, espellere gli escrementi e l’urina, ecc., elevando ciò che è meschino, e senza scusarsi falsamente chiamando queste cose «sciocchezze».
Henry David Thoreau, Walden o Vita nei boschi, 1854

Nessuno può dire di sé stesso in modo veritiero di essere una merda. Perché, se io lo dicessi, potrebbe anche essere vero in un certo senso, ma io non potrei essere intriso di questa verità: poiché in tal caso dovrei impazzire, oppure cambiare me stesso.
Ludwig Wittgenstein, Pensieri diversi, 1934/37

L'amore ha fissato la sua dimora / nel luogo degli escrementi.
William Butler Yeats, Crazy Jane Talks with the Bishop, 1930

Proverbi sulla Merda
  • Chi si batte con la merda si lorda sia che vinca, sia che perda.
  • Chi sogna merda sogna quattrini.
  • La merda più si rimescola e più puzza.
  • La vita è come la scala di un pollaio: corta e piena di merda.
  • Merda via merda fa merda.
  • Nessuno sente il puzzo della sua merda (e sente a un miglio quella degli altri).
  • Non c'è né re né papa, che non la faccia.
  • Ognuno sente profumata solo la sua.
Quando la merda varrà oro, il culo dei poveri non apparterrà più a loro.
Proverbio portoghese (attribuito a Henri Miller - vedi "Citazioni errate" su Aforismario)

Mangiate merda, milioni di mosche non possono sbagliare.
2. Defecare
© Aforismario

C'è una certa somiglianza, più o meno grande, tra i piaceri che tutte le nostre evacuazioni ci procurano. Credo che il piacere derivi sempre dal sollievo − sollievo, cioè, dallo sforzo notevole, anche se per lo più inconscio, di trattenere quello che è gradevole eliminare.
Samuel Butler, Taccuini, 1912 (postumo)

Uno dei pensieri più terrificanti sulle folle umane, ormai smisurate e incontenibili, è che sono bocche divoranti; uno dei più sconfortanti è che sono intestini che non cacano. Ho quest'ossessione filantropica... Alle folle urbane, inurbate, incluse, incatramate, avviluppate, imbabelizzate nelle brotopoli prive di rapporto diretto con la terra, col suolo, con quel che scende come seme e fermento tra i denti dell'ironica Adamà, è negato vuotare bene, regolarmente l'intestino. La posizione seduta sull'infame W.C. è nemica di ogni ragionevole evacuazione. E poi la frustacontinua degli orari e degli impegni, delle apprensioni, delle nevrosi, l'eccesso di relazioni sociali inibitrici («non potevo, ero con loro»), degli spostamenti, dei passaggi d'ambiente, dei divertimenti, la privazione del movimento, il lavoro al chiuso, l'enorme avarizia, la convivenza con automi le cui perdite non hanno somiglianza con le umane (perciò non esemplari: mentre vedere un cavallo defecare stimola l'evacuazione), il nutrimento asciutto, falso, poco slittante, lo Stare prevalente sull'Andare: le città sono immensi Stock Yards di ventri costipati e induriti. Basterebbe questo per commiserare città e popoli...
Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo, 1979

Evacuando si può pensare alla vita e alla morte, mangiando si può pensare a tutto, ma molto male, nel coito non si può e non si deve pensare a nient'altro. È svuotamento mistico. Ma per tutti.
Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo, 1979

Per essere felici, bisogna dormire molto e defecare bene. L'insonne e suo cugino lo stitico, sono i dannati della terra.
Frédéric Dard, I pensieri di San Antonio, 1996

Secondo la convinzione comune a tutti i bambini, i quali persistono a lungo nella teoria cloacale, il bambino viene partorito dall'intestino come un escremento; la defecazione è il modello dell'atto della nascita.
Sigmund Freud, Introduzione alla psicoanalisi, 1915/32

Anche gli eroi vanno di corpo, anche i santi fanno pipì.
Roberto Gervaso, La volpe e l'uva, 1989

I cinque, dieci minuti che usi per evacuare non sono persi. Perché seduti sul water si pensa, e pensare evita le cazzate.
Luciana Littizzetto, La Jolanda furiosa, 2008

Vi piace il vostro corpo? Io mi sono sempre chiesto come si fa a mettere un impianto di smaltimento vicino alla sala giochi...
Robin Williams, in Barry Levinson, L'uomo dell'anno, 2006
Mangiate merda, milioni di mosche non possono sbagliare.
Proverbi sul Cacare
  • A mangiare tutto bene, a cacar sudore e pene.
  • Cacare di mattina è meglio d’una medicina.
  • Chi caca nella neve presto è scoperto.
  • Chi mangia bene caca male.
  • Chi mangia da benedetto caca da maledetto.
  • Chi mangia uccelli caca penne.
  • Chi non caca calcherà e chi caca troppo morirà.
  • Chi tutto mangia tutto caca.
  • Chi va al cesso e non caca bene tre volte va e tre volte viene.
  • Diarrea d’inverno e tosse d’estate beato colui che l’ha passate.
  • Diarrea giovane sana e al vecchio suona la campana.
  • Di cacare e sposarsi la voglia viene all’improvviso.
  • Lo starnuto e la diarrea vanno lasciati andare.
  • Meglio si mangia e peggio si caca.
  • Non cacare in quella fontana dove dovrai tornare a bere.
  • Non cacare nella neve se non vuoi che si scopra.
  • Non si può far cacare il mulo per forza.
  • Per ben cacare bisogna calar le brache.
  • Per fermare la cacarella ci vuole una sporta di pane.
  • Piovere e cacare mal chi li deve desiderare.
  • Tosse, diarrea e caduta sono la fine dei vecchi.
3. Stitichezza
© Aforismario

Se il colon è intasato, l’uomo cessa di essere cogitane. I filosofi non considerano, per pruderie, questa, più ovvia che crudele, condizione.
Guido Ceronetti, Insetti senza frontiere, 2009


C'è chi è diventato stitico per poter leggere in pace al cesso.
Roberto Gervaso, Il grillo parlante, 1983

La stitichezza ha questo di bello: ci dà il senso della lotta e il piacere, poi, della vittoria.
Roberto Gervaso, Il grillo parlante, 1983

Non c'è uomo che, vinto un attacco di stitichezza, non si senta più sicuro di sé.
Roberto Gervaso, La volpe e l'uva, 1989


Ho notato che molti stitici mangiano crusca. Dev’essere quella che li blocca.
Gianni Monduzzi, Orgasmo e pregiudizio, 1997

5. Urina / Pipì
© Aforismario

Esistono tre tipi di uomini al mondo: il primo apprende dai libri, il secondo impara dall'osservazione e il terzo si limita a orinare su un recinto elettrificato.
Carl Barney (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Eva mi raccontava, stasera, che quando da piccola faceva la pipì nel letto sua madre la riempiva di botte. Che donna crudele! Mia mamma invece sapeva che tutto dipende da quello che si mangia la sera. Il segreto è tutto lì. Innanzitutto niente cavoli, niente carote, niente latte, niente riso, niente carne. Insomma, io non pisciavo ma non stavo in piedi.
Romano Bertola, Le caramelle del diavolo, 1991

Che cos'è l'uomo, quando ci pensi, se non una macchina complicata e ingegnosa per trasformare, con sapienza infinita, il rosso vino di Shiraz in orina?
Karen Blixen, Sette storie gotiche, 1934

Una diagnosi esatta non dev'essere facile ricavarla da un orinale, quando non si abbiano autentiche facoltà divinatorie. È analisi fatta con l'occhio, richiede un potere bene esercitato. Per guardare un'urina ci vuole la stessa abilità e la stessa forza che nel diagnosticare attraverso l'iride. Chiunque sa che il brutto colore è cattivo segno, ma determinare il male segnalato è da grande Uomo di Medicina. È bello immaginare le facce pensierose, concentrate sul liquido giallo che simboleggia il Mistero delle Acque e della Salute dell'Uomo, il dito che assaggia, il naso che lo sfiora, le labbra inumidite che si aprono per sentenziare.
Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo, 1979

Aggiornamenti moderni, postmoderni e bispostmoderni per lamentatori babilonesi e Giobbe: ma che cosa abbiamo fatto, in che cosa abbiamo peccato da bambini, noi uomini, per meritarci in vecchiaia il martirio urologico, l’ergastolo prostatico, la condanna a morte mediante vescica? Chi ha fatto precipitare le Acque Cosmiche in questo Triangolo delle Bermude di stagnazione e maledizione perfidamente collocato nell’inevitabile bassura dell’addome umano? E non sarà che abbiamo fatto fuori gli indiani delle praterie per invidia di gente che, pur vivendo sul cavallo, ignorava l’adenoma prostatico e la sua infame degenerazione maligna? E oggi, premuti nelle riserve federali, abbiamo la bestiale soddisfazione di vederli far la coda alle analisi e sottoporre l’ex libero sedere alle turpitudini delle ispezioni! Lo stesso succede nelle foreste amazzoniche: gli ultimi uomini liberi da patologie urinarie saranno sterminati dagli uropatici senza pietà, nessuno di loro resterà vivo...
Guido Ceronetti, Insetti senza frontiere, 2009

Bevo troppo. L'ultima volta che ho dovuto fornire un campione di urina, c'era un'oliva dentro.
Rodney Dangerfield [2]

Il mio cane non so se è maschio o femmina perché quando va a far la pipì si chiude in bagno.
Fichi d'India [2]

Comprendere quanta parte della vita, della civiltà, dell’evoluzione umana dipendano dal fatto che, per un qualche motivo, migliaia e migliaia di volte si sono costituiti dei legami associativi fra l’idea di urinare e quella del mare, finché alla fine nacquero le spedizioni marine, con l’albero maestro eretto sulla nave come simbolo della potenza maschile, mentre i remi, col loro movimento, scandivano il ritmo dell’amore.
Georg Groddeck, Il libro dell'Es, 1923

Orinare nella natura è una cerimonia religiosa con la quale promettiamo alla terra che un giorno o l’altro ritorneremo a lei tutti interi.
Milan Kundera, Amori ridicoli, 1968

Mi auguro che entro breve inventino per voi maschi un tutore da mutanda così potremo finalmente smettere di dirvi di tirare su l’asse prima di fare pipì. Tecnicamente si può fare in due modi: o un manicotto col mirino telescopico che ve lo tiene puntato sul bersaglio sempre e comunque, o un lettore ottico che appena vede che l’asse è tirato giù fa partire un impulso elettrico che ve lo strina.
Luciana Littizzetto, La Jolanda furiosa, 2008

Svuotare la vescica gonfia è una delle grandi gioie umane.
Henry Miller, Primavera nera, 1936

Uno crede di portare fuori il cane a fare pipì mezzogiorno e sera. Grave errore: sono i cani che ci invitano due volte al giorno alla meditazione.
Daniel Pennac, La fata carabina, 1987

Mettere incinta una donna e poi sposarla, è come pisciare in un cappello e poi metterselo in testa.
Samuel Pepys, Diario, 1825 (postumo - attribuzione incerta: vedi "Citazioni errate" su Aforismario)

Note
  1. Battuta tratta da Gino e Michele, Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano. Opera omnia, Baldini e Castoldi, 1995
  2. Fonte della citazione sconosciuta; se la conosci, segnalala ad Aforismario.
  3. Vedi anche aforismi, frasi e citazioni su: Gabinetto e Carta igienica - Scoregge

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