2015-04-05

Macchine - Frasi su Robot e Catena di montaggio

Raccolta di aforismi e riflessioni sulle macchine, i robot e la catena di montaggio. Qui il termine "macchina" è considerato nella sua accezione di "strumento", "congegno" o "meccanismo" costruito per svolgere determinati compiti o lavori in maniera più rapida ed efficace di quanto possa fare l'essere umano con la sola forza delle sue braccia o con l'ingegno della sua mente. Se, invece, stai cercando "macchina" nel senso di "automobile", fai una ricerca nel sito attraverso l'apposita casella posta qui a fianco.
Macchine. Le figlie senza madre dell'uomo. (Guillaume Apollinaire)
1. Macchina
© Aforismario

Un giorno le macchine riusciranno a risolvere tutti i problemi, ma mai nessuna di esse potrà porne uno.
Anonimo (attribuito ad Albert Einstein)

Nei movimenti che le macchine esigono da coloro che le adoperano c'è già tutta la violenza, la brutalità, la continuità a scatti dei misfatti fascisti.
Theodor Adorno, Minima moralia, 1951

Nell'organizzazione ciascuno si fa strumento, mezzo per una attività che soddisfa il bisogno di qualcuno altro. Questa soddisfazione non dipende dalle sue intenzioni, dalla sua buona volontà, ma dal suo lasciarsi diventare perfetto ingranaggio della macchina. Ogni organizzazione chiede agli uomini di trasformarsi in funzioni. Il passo ulteriore non può più essere fatto con esseri umani. Nel momento stesso in cui, in una organizzazione, la divisione del lavoro è spinta al massimo e gli uomini si muovono come ingranaggi perfetti, allora essi possono essere sostituiti con delle macchine. Il lavoro alla catena di montaggio è stato razionalizzato, diviso, organizzato al punto tale da poter eliminare gli stessi uomini, sostituendoli con robot.
Francesco Alberoni, L'amicizia, 1984

Lo sviluppo della civiltà, già prima dell'età industriale, anticipava quanto oggi vediamo in modo manifesto. L'organizzazione ha sempre prefigurato la sostituzione degli uomini con mezzi inanimati. Nelle navi i rematori che si muovevano all'unisono e con cadenza organizzata costituivano un motore vivente. Le virtù fondamentali dell'organizzazione - ubbidienza, precisione, pazienza, infaticabilità - sono realizzate alla perfezione dalla materia inerte. Ma anche virtù più elevate come l'imparzialità, la gentilezza, la sollecitudine, l'imperturbabilità trovano il loro compimento solo nell'elettronica. Soltanto un calcolatore ha la precisione sufficiente per dare sicurezza ad una centrale nucleare e, nello stesso tempo, la pazienza che basta per trovare un posto su un aereo e in un albergo ad un cliente irascibile.
Francesco Alberoni, L'amicizia, 1984

Chi oggi è messo in pericolo dalle macchine non è l’artigiano (infatti questi non esiste quasi più nel senso classico del termine: e l’idea di un lavoratore a domicilio che si ribelli perché desidera continuare a fabbricare in casa i suoi televisori o la sua bomba all’idrogeno, è un’assurdità), e nemmeno il solo operaio della fabbrica, di cui già da un secolo è nota l’«alienazione», ma ognuno; e precisamente ognuno, perché ognuno consuma e impiega effettivamente le macchine e i prodotti delle macchine e ne è una vittima virtuale.
Günther Anders, L’uomo è antiquato, 1956

Oggi è possibile giustificare ogni macchina, per quanto spaventosa essa sia, se si riesce a far cadere sui suoi critici il sospetto di essere degli eversori di macchine. E, poiché non c’è nulla di più facile, la cosa riesce sempre.
Günther Anders, L’uomo è antiquato, 1956

Macchine. Le figlie senza madre dell'uomo.
Guillaume Apollinaire (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Dovunque vi saranno molte macchine per sostituire gli uomini, vi saranno sempre molti uomini che non sono altro che macchine.
Louis de Bonald, Pensieri su diversi argomenti, 1817

Le macchine non sono abbastanza misteriose perché si creda in esse.
Elias Canetti, Un regno di matite, 1996

Da ogni parte si è cacciato via il vivente artigiano per far posto a un operaio senz’anima ma più veloce. La spoletta sfugge alle dita del tessitore e cade tra dita d’acciaio che la fanno girare più rapidamente.
Thomas Carlyle, Segni dei tempi, 1829

Nessun artificio può imitare l'operosità della natura.
Marco Tullio Cicerone (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Virtualmente l'uomo può costruire macchine capaci di tutto. Tranne che di autocoscienza.
Nicolás Gómez Dávila, Tra poche parole, 1977/92

Credo che l'orribile deterioramento nel comportamento etico della gente oggi derivi dalla meccanizzazione e disumanizzazione della nostra vita, un disastroso sottoprodotto della mentalità scientifica e tecnica. "Nostra culpa"!... L'uomo si raffredda più velocemente del pianeta su cui vive.
Albert Einstein, Lettera a Otto Juliusburger, 1946

Qual e la causa del caos attuale? E’ lo sfruttamento, non dirò delle nazioni piú deboli da parte delle nazioni piú forti, ma di nazioni sorelle da parte di nazioni sorelle. E la mia fondamentale opposizione alle macchine si basa sul fatto che sono le macchine che han permesso a queste nazioni di sfruttare le altre.
Mohandas Gandhi, Antiche come le montagne, 1958 (postumo)

Le macchine hanno il loro posto: si sono affermate. Ma non bisogna permettere che sostituiscano il necessario lavoro umano. Un aratro perfezionato è una bella cosa. Ma se, per un caso, un tale da solo, grazie a una sua invenzione meccanica, riuscisse ad arare tutto il terreno dell'India e controllasse tutta la produzione agricola e se gli altri milioni di individui non avessero altra occupazione, essi sarebbero in pericolo di fame e nell’ozio, diventerebbero dei somari, come molti già sono diventati. V'è il continuo pericolo che molti altri siano ridotti in questa condizione non invidiabile. Darei il benvenuto a qualsiasi miglioramento della macchina per uso domestico, ma so che è criminale sostituire il lavoro manuale con l'introduzione di fusi meccanici, se non si è pronti nello stesso tempo a dare qualche altra occupazione casalinga a milioni di contadini.
Mohandas Gandhi, Antiche come le montagne, 1958 (postumo)

La preoccupazione suprema è l'uomo. La macchina non dovrebbe tendere ad atrofizzare le membra dell'uomo.
ibidem

M'oppongo alla «follia» della macchina, non alla macchina come tale. La follia riguarda le cosiddette macchine risparmiatrici di lavoro. Gli uomini continuano a «risparmiare lavoro» fino a che migliaia di individui rimangono senza lavoro e sono gettati sulle pubbliche strade a morire di fame. Voglio economizzare tempo e lavoro non per una frazione dell'umanità, ma per tutti; voglio l'accentramento dei beni non nelle mani di pochi, ma nelle mani di tutti. La macchina oggi serve soltanto a far salire i pochi sulla schiena delle moltitudini. L'impulso che sta dietro tutto questo non è risparmiar lavoro per amore degli uomini, ma avidità.
Mohandas Gandhi, Antiche come le montagne, 1958 (postumo)

Quando l’uomo inventa una macchina, la fa funzionare; in seguito è la macchina che fa funzionare l’uomo ed egli diventa schiavo della sua schiava.
Kahlil Gibran, Massime spirituali, 1962 (postumo)

Più l’uomo ricorre alle macchine, più deve puntare sul corpo. È la sua assicurazione sulla vita dell’umanità.
Jean Giraudoux, Lo sport, 1924

Una macchina può fare il lavoro di cinquanta uomini ordinari, ma nessuna macchina può fare il lavoro di un uomo straordinario.
Elbert Hubbard, Mille e uno epigrammi, 1911

Là dove la macchina fa la sua apparizione, la lotta dell'uomo contro di essa appare senza speranza.
Ernst Jünger, Scritti politici, 1919/33

C'è un'altra cosa nell'uomo che lo rende superiore alle macchine: sa vendersi da solo.
Stanisław Jerzy Lec, Pensieri spettinati, 1957

Io amo le macchine imprecise, i computer che sbagliano, i semafori che s'incantano.
Giorgio Manganelli, Improvvisi per macchina da scrivere, 1989

L'uomo fa dei movimenti inutili. Per questo è superiore alla macchina.
Marcello Marchesi, Il malloppo, 1971

Le macchine, che sono state ideate per consentirci lo sfruttamento delle forze naturali, diventano per noi strumenti fatti per permetterci di dimenticarne l’esistenza. Sono un paravento tra noi e le cose esterne. Non ci servono a dominare la natura, ma a snaturarla, quasi ne fossero dei surrogati.
Guido Morselli, Diario, 1938/73 (postumo 1988)

Il «discorso» sulle macchine è troppo interessante perché lo lasciamo, come facciamo oggi, esclusivamente ai tecnici.
Guido Morselli, Diario, 1938/73 (postumo 1988)

Affermo la necessità di un Maeterlinck e di un Fabre delle macchine, che ce ne parlino con intelligenza e con simpatia, come quelli parlavano delle termiti e delle api. Forse i tempi sono maturi perché ci attendiamo un Lafontaine o un Esopo della macchina da scrivere, del frigorifero e della radiolina a transistors. Che ci moralizzino coll’esempio dì questi modesti e utili esseri.
Guido Morselli, Diario, 1938/73 (postumo 1988)

È proprio dalla diversità delle macchine da noi, che abbiamo da imparare.
Guido Morselli, Diario, 1938/73 (postumo 1988)

«Più conosco gli uomini» potremmo dire oggi «e più stimo le macchine».
Guido Morselli, Diario, 1938/73 (postumo 1988)

Smettiamola di gridare al pericolo di «alienarci», di degradarci, in macchine. Siamo troppo chiacchieroni e introflessi, troppo avidi e vanitosi (e feroci!), perché possiamo mai assomigliare loro. Magari nostra moglie fosse sottile e sommessa e precisa ai suoi doveri quanto l’orologio che ci batte al polso (come un secondo polso). Magari i nostri uomini d’affari e i nostri politici, fossero miti e ingegnosi come i bull-dozer, intelligenti come una «Dubied» da maglierìa, bonari e arrendevoli come una sola di quelle vecchie locomotive che vanno su e giù per gli scali merci.
Guido Morselli, Diario, 1938/73 (postumo 1988)

Reazione alla civiltà delle macchine. La macchina, essa stessa un prodotto delle più alte energie mentali, mette in moto, nelle persone che la servono, quasi solo le forze inferiori e prive di pensiero. Essa libera inoltre un'infinità di forza in genere, che altrimenti giacerebbe addormentata, ciò è vero ; ma non dà la spinta a salire più in alto, a far meglio, a diventare artisti. Rende attivi e uniformi - ma ciò produce col tempo un effetto contrario, una disperata noia dell'anima, la quale impara a causa di essa ad aver sete di un ozio pieno di mutamento.
Friedrich Nietzsche, Umano troppo umano II, 1879/80

La stampa, la macchina, la ferrovia e il telegrafo, sono premesse da cui nessuno ha ancora osato trarre la conclusione che se ne avrà fra mille anni.
Friedrich Nietzsche, Umano troppo umano II, 1879/80

Perché la macchina umilia. La macchina è impersonale, essa sottrae al pezzo di lavoro la sua fierezza, la sua individuale bontà e difettosità, ciò che rimane attaccato a ogni lavoro non fatto a macchina, - quindi il suo pezzetto di umanità. Una volta tutte le compere da artigiani erano una distinzione delle persone dei cui contrassegni ci si circondava: gli oggetti di casa e gli abiti divenivano in tal modo simboli di reciproca stima e di affinità personale, mentre oggi sembra che viviamo solo in mezzo a un'anonima e impersonale schiavitù. - Non bisogna comperare troppo cara la facilitazione del lavoro.
Friedrich Nietzsche, Umano troppo umano II, 1879/80

La macchina controlla senza pietà che tutto avvenga al momento giusto e nel modo giusto. L'operaio ubbidisce al cieco despota, egli è più che il suo schiavo. La macchina non educa la volontà all'autocontrollo. Essa risveglia velleità di reazione contro il dispotismo - la sfrenatezza, l'assurdità, l'ebbrezza. La macchina provoca saturnali.
Friedrich Nietzsche, Frammenti postumi, 1869/89

Fino a quando la macchina sia presente, si ha l'obbligo di usarla. Nessun attinge acqua dal pozzo, quando si può girare un rubinetto.
George Orwell, La strada di Wigan Pier, 1937

Lo scopo definitivo della produzione meccanica, dal quale, è vero, siamo ancora molto lontani, è un sistema nel quale tutto ciò che non è interessante sarà fatto dalle macchine, mentre gli esseri umani verranno riservati per un lavoro che comporti varietà e iniziativa. In un mondo siffatto il lavoro sarà meno noioso e meno deprimente di quanto lo è stato in ogni epoca.
Bertrand Russell, La conquista della felicità, 1930

Il gelo della macchina è il gelo rappreso della vita. L'assenza non rimpianta dell'anima. La tecnica è la regressione progressiva all'inorganico. Essa è ritorno all'inorganico come progresso verso l'inorganico. L'uomo residuo è una fase attardata.
Manlio Sgalambro (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

In questa macchina, detestata dagli esteti, trionfo apparente della forza bruta, vi è altrettanto pensiero, intelligenza, finalità, in una sola parola, arte vera e propria, che nel quadro di un grande maestro o in una statua.
Paul Souirau (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Si è sentito il demonio nella macchina, e non a torto. La macchina significa agli occhi d'un credente, il Dio detronizzato.
Oswald Spengler, Il tramonto dell'Occidente, 1918/23

Macchina. Ogni combinazione di legni atta al trasporto o all'innalzamento di carichi.
Marco Vitruvio Pollione, Sull'architettura, ca. 15 a.e.c.

La macchina e l'organizzazione tecnica del lavoro hanno il merito se non altro di aver tolto al lavoro la maschera di fatto naturale.
Elio Vittorini e Dante Isella, Le due tensioni, 1967

Se l’uomo saprà utilizzarla con spirito creativo, la macchina sarà il servo e il liberatore dell’umanità.
Frank Lloyd Wright (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

2. Robot
© Aforismario

La fantascienza ha immaginato robot medici, funzionari, amministratori, sempre gentili, solleciti, disinteressati. Le virtù, gli ideali, le qualità più sublimi si realizzano, perciò, distruggendo le motivazioni personali, superando i capricci, le debolezze, le imperfezioni degli esseri umani.
Francesco Alberoni, L'amicizia, 1984

Si deve essere sé stessi, fare le proprie scelte morali... anche quando richiedono vero coraggio. Altrimenti si è come robot, o lucertole.
Woody Allen, in Zelig, 1983

Un paese è moderno non solo perché ha dei computer o dei robot, ma soprattutto perché ha un tessuto culturale che gli consente di fare delle scelte coerenti.
Piero Angela, Quark Economia, 1986

Un robot non può recare danno agli esseri Umani, né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, gli esseri Umani ricevano danno.
Isaac Asimov, Prima Legge della Robotica, Io, Robot, 1950

Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri Umani, a meno che ciò non contrasti con la Prima Legge.
Isaac Asimov, Seconda Legge della Robotica, Io, Robot, 1950

Un robot deve salvaguardare la propria esistenza, a meno che ciò non contrasti con la Prima o la Seconda Legge.
Isaac Asimov, Terza Legge della Robotica, Io, Robot, 1950

Se gli uomini danno l'illusione di essere liberi è a causa del linguaggio. Se facessero - senza una parola - quello che fanno, li si scambierebbe per robots. Parlando ingannano se stessi, come ingannano gli altri: poiché annunciano quello che faranno, come si potrebbe mai pensare che non siano padroni dei loro atti?
Emil Cioran, L'inconveniente di essere nati, 1973

L'uomo - miscuglio di automatismo e di capriccio - è un robot difettoso, un robot guasto. Purché lo rimanga, e qualcuno un giorno non lo ripari!
Emil Cioran, L'inconveniente di essere nati, 1973

Non vogliamo che i nostri figli si limitino a volere quello che i robot possono dare! Non vogliamo che si riducano a rinunciare a tutto ciò che i robot non possono, o non vogliono, dare! Vogliamo che siano uomini, e donne.
Murray Leinster, Squadra d'esplorazione, 1956

La nostra società detta dei consumi è il più grande depressivo che esista. Robot, non ce ne rendiamo sempre conto. Non ne abbiamo il tempo.
Wilfrid Lemoine, Le Déroulement, 1976
3. Catena di Montaggio
© Aforismario

Il mondo moderno, l'economia moderna sono sempre più basati sui servizi. Quando era dominante l'agricoltura, il lavoratore era in rapporto con la terra, le piante e gli animali. Nel periodo industriale era in rapporto con la macchina e con i ritmi ossessivi della catena di montaggio. Oggi diventano importanti gli altri esseri umani. Gli altri lavoratori, i colleghi, i dirigenti ed i clienti. L'efficienza di una impresa dipende, sempre di più, dalla capacità di organizzare razionalmente gli esseri umani che vi lavorano tenendo conto dei loro scopi, delle loro capacità, delle loro motivazioni.
Francesco Alberoni, L'ottimismo, 1994

Chi si è mai trovato ad affrontare per la prima volta un lavoro in una catena di montaggio sa quale sforzo sia necessario per trasformare la prima presa di contatto in un adeguamento all’andatura della macchina, ossia per mantenersi in sincronismo con la macchina in movimento; e conosce anche l’angoscia di non riuscirvi. Dato che questo compito di adeguamento è di ogni giorno, l’antinomia che vi è insita rimane di solito sconosciuta. Ma quando ci si rende conto che il lavoratore deve concentrare tutto se stesso nello sforzo di inserirsi nel tempo e nel ritmo della macchina per poter lavorare senza sforzo; che gli si chiede il più attento autocontrollo per avviare un automatismo; che deve concentrarsi per non funzionare quale se stesso, si ammetterà che il compito è paradossale.
Günther Anders, L’uomo è antiquato, 1956

Il lavoro eseguito da soli non ha mai costituito la parte principale del lavoro umano, ma [...] mentre un tempo “collaborare” significava “lavorare con altri uomini”, nell’età della tecnica “collaborare” significa “lavorare con e per l’apparato” a cui gli altri lavoratori appartengono. Qualcosa che anche negli uffici, anche nelle banche, anche nelle amministrazioni assomiglia alla “catena di montaggio” dove nessun lavoratore è più in grado di abbracciare la totalità del processo di produzione in cui è integrato, né di conoscere il prodotto finale, la sua destinazione, la valenza etica del suo impiego, i beneficiari o le vittime. Tutto ciò si svolge alle sue spalle o al di là delle sue intenzioni.
Umberto Galimberti, Il segreto della domanda, 2008

Siccome in ogni apparato tecnico tutti i settori devono funzionare in perfetto coordinamento in un regime di continuità senza interruzione, non importa se l'apparato è una catena di montaggio, un'organizzazione aziendale, un assetto amministrativo, una rete telematica, a ciascuno verrà assegnato il proprio "mansionario", cioè una serie di azioni descritte e prescritte da eseguire, dove gli unici valori riconosciuti sono la funzionalità e l'efficienza, per garantire i quali è prevista la sostituibilità della persona, come si sostituisce l'ingranaggio di una macchina, perché, ce lo ricorda Günther Anders, è ormai la macchina il modello a cui deve adeguarsi l'uomo.
Umberto Galimberti, I miti del nostro tempo, 2009

Note
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