2015-05-28

Misantropia - Frasi contro l'Umanità

Raccolta di aforismi acidi e frasi ciniche sulla misantropia e i misantropi (dal greco misánthrōpos, composto di miso- "odio" e ánthrōpos "uomo / umano"). La raccolta è arricchita da una serie di riflessioni misantropiche e di considerazioni velenose contro l'umanità.
Ecco una definizione abbastanza articolata di misantropia tratta dal vocabolario Treccani: "Avversione verso la società, che si manifesta nella ricerca della solitudine e nel rifiuto scontroso di ogni forma di socialità: è un atteggiamento dovuto sia a disprezzo e odio verso l’umanità nel suo complesso, sia a incapacità di prendere parte attiva alla vita, e in taluni casi, pur non avendo per sé carattere patologico, può essere espressione di certe affezioni psichiche (sindromi maniaco-depressive, paranoia, ecc.)". Umberto Galimberti, nel suo Dizionario di psicologia (UTET, 1992) la definisce così: "Avversione per l'umanità in genere che si esprime nella ricerca della solitudine e in comportamenti asociali. Può manifestarsi in sindromi paranoiche ο depressive. Il termine è stato coniato da Platone che attribuisce la misantropia a una fiducia mal riposta".
Su Aforismario trovi altre raccolte di citazioni correlate a questa dedicate all'umanità e al confronto tra uomini e donne.
 Odio tutti gli uomini: gli uni perché malvagi e di cattive azioni;
gli altri perché ai malvagi mostrano compiacenza. (Molière, Il misantropo)
1. Misantropia
© Aforismario

Il bambino, quando dalle retrovie dell’infanzia si avvicina al fronte della vita, si vede messo a confronto coi tre grandi problemi esistenziali: società, lavoro e amore, che per essere risolti richiedono tutti e tre un forte interesse per il prossimo. Pertanto la preparazione in tal senso è determinante; in chi non è stato educato ad amare il prossimo si osservano misantropia, antipatia-odio-diffidenza per gli altri, desiderio di danneggiarli, vanità, ipersensibilità, inganno, menzogna, adulazione, ambizione, malvagità e molti altri atteggiamenti negativi. Mentre chi è stato educato alla socialità farà amicizia facilmente, si interesserà a tutti i problemi che affliggono l’intera umanità e opererà a vantaggio del bene comune. Non cercherà il successo emergendo, nel bene o nel male. La sua vita nella società sarà caratterizzata dal desiderio di far bene e, se necessario, combatterà contro coloro che danneggiano la comunità.
Alfred Adler, Il senso della vita, 1933

La misantropia, specie di vanità nascosta sotto una pelle di porcospino.
Honoré de Balzac, Il medico di campagna, 1833

Non dirò che quella che siamo soliti di vedere negli uomini studiosi e di molto ingegno sia sempre vera misantropia, quantunque volte ne imiti l'aspetto; ma s'egli è pur vero che molti fra gli uomini d'ingegno e gli studiosi pendano al misantropo, la cagione non sarebbe gran fatto malagevole a ritrovarsi. Lo studio previene assai spesso l'opera dell'esperienza, e conversando co' trapassati facciamo più corto il viaggio necessario a conoscere la specie umana col semplice consorzio de' presenti.
Luigi Carrer, Discorsetti morali, 1838

La misoginia è figlia del mistero. Al contrario, la misantropia è figlia della conoscenza: più si conoscono gli uomini, più si è misantropi. Ma il buon misantropo non fa distinzione di sesso: l'uomo, nelle due versioni proposte dal Creatore, non gli piace.
Guido Ceronetti, Scritti inediti, in Emanuela Muratori (a cura di), La fragilità del pensare, 2000

La misantropia non è tanto odio degli uomini, quanto noia e disgusto dello stato in cui gli uomini e il fato hanno ridotto, in un dato momento del tempo, il consorzio civile: è fuga dalla solitudine per difendersi dallo smarrimento e dalla disgregazione, rifiuto della umana compagnia per ritrovare il senso della propria come della altrui umanità, quel giusto rapporto tra l'uomo e la natura che il disordine della società ha ottenebrato.
Nicola Chiaromonte, su L'Espresso, 1970

Chi ha appreso i rudimenti della misantropia, se vuole andare oltre, deve seguire l'insegnamento di Swift: imparerà come dare al proprio disprezzo per gli uomini l’intensità di una nevralgia
Emil Cioran, Sillogismi dell'amarezza, 1952

La mia filosofia, non solo non è conducente alla misantropia, come può parere a chi la guarda superficialmente, e come molti l’accusano; ma di sua natura esclude la misantropia, di sua natura tende a sanare, a spegnere quel mal umore, quell'odio, non sistematico, ma pur vero odio, che tanti e tanti, i quali non sono filosofi, e non vorrebbero esser chiamati né creduti misantropi, portano però cordialmente a’ loro simili, sia abitualmente, sia in occasioni particolari, a causa del male che, giustamente o ingiustamente, essi, come tutti gli altri, ricevono dagli altri uomini. La mia filosofia fa rea d’ogni cosa la natura, e discolpando gli uomini totalmente, rivolge l’odio, o se non altro il lamento, a principio più alto, all'origine vera de’ mali de’ viventi.
Giacomo Leopardi, Zibaldone, 1817/32 (postumo 1898/1900)

Tutto quello che si cede è perduto, posto il sistema dell’egoismo universale. Anche per altra parte, questo egoismo cagiona l’egoismo individuale, cioè non solo per l’esempio, ma pel disinganno che cagiona in un uomo virtuoso, la trista esperienza della inutilità, anzi nocevolezza della virtù e de’ sacrifizi magnanimi: e per la misantropia che ispira il veder tutti occupati per se stessi, e non curanti del vostro vantaggio, non grati ai vostri benefizi, e pronti a danneggiarvi.
Giacomo Leopardi, Zibaldone, 1817/32 (postumo 1898/1900)

Misantropia e amore. Solo quando non li si può più digerire, ma se ne ha ancora lo stomaco pieno, si dice che si è sazi degli uomini. Misantropia è la conseguenza di un eccessivamente bramoso amore degli uomini e di una "antropofagia": ma chi ti impone del resto di ingollare gli uomini come ostriche, mio principe Amleto?
Friedrich Nietzsche, La gaia scienza, 1882

La misantropia nasce quando si è riposta eccessiva fiducia in qualcuno, senza conoscerlo bene, ritenendolo amico leale, sincero, fedele, mentre poi, a poco a poco, si scopre che è malvagio e infido, un essere del tutto diverso. Quando questa esperienza si ripete più volte, specie con quelli che stimavamo più fidati e più amici, si finisce, dopo tante delusioni, con l’odiare tutti e col credere che in nessun uomo vi sia qualcosa di buono.
Platone, Fedone, IV sec. a.e.c.

Qualsiasi uomo notevole, chiunque cioè non appartenga a quei 5/6 dell'umanità dotati tanto miseramente dalla natura, rimarrà dopo i quarant'anni difficilmente esente da una certa traccia di misantropia.
Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

La misantropia e l’amore della solitudine sono concetti affini.
ibidem

La misantropia, per es. quella di un Timone d'Atene, è qualcosa di totalmente diverso dall'ordinaria ostilità dei malvagi. La prima nasce da una conoscenza della malvagità e della stoltezza degli uomini in generale, non riguarda i singoli, anche se possono essere stati dei singoli la prima occasione, ma si rivolge a tutti, e quei singoli vengono considerati soltanto come un esempio indifferente. Si tratta anzi sempre di un'indignazione in certa misura nobile, che ha luogo solo là dove esiste la coscienza di una propria natura migliore, che si è sdegnata di una cattiveria del tutto inattesa. Invece l'ordinaria ostilità, malevolenza, astiosità è qualcosa di totalmente soggettivo, sorto non dalla conoscenza ma dalla volontà, che gli altri uomini contrastano con collisioni costanti, e che ora odia i singoli che le sono d'impedimento, poi poco per volta anche tutti coloro che possono esserle d'ostacolo, ossia tutti, propriamente, ma pur sempre uno per volta, singolarmente, e solo a partire da quel punto di vista soggettivo. Amerà quei pochi con cui, legato per affinità e abitudine, ha un interesse in comune, benché non siano in nulla meglio degli altri.
Arthur Schopenhauer, Scritti postumi, 1804/60 (postumo 1966/75)

La misantropia è il problema della disgregazione dell'Altro. Ma il misantropo ne ha bisogno per affermarsi come tale.
Manlio Sgalambro, Della misantropia, 2012 [3]

L'osservazione troppo minuziosa degli uomini può diventare misantropia.
Ludwig Tieck, Il superfluo della vita, 1839

Non c’è essere più infelice su questa terra
di un misantropo costretto a vivere in un condominio. (Giovanni Soriano)
2. Misantropo
© Aforismario

Da soli non si è nemmeno uomini, ma solo dei misantropi che male hanno interpretato la vita propria e quella dell'insieme sociale.
Vittorino Andreoli, L'uomo di vetro, 2008

Sia il filantropo che il misantropo pongono l’uomo al centro delle proprie riflessioni; ma alla fine l'unico disposto a soffrire per lui è il secondo.
Amedeo Ansaldi, Manuale di scetticismo, 2014

Bada a non avere mai nei confronti del misantropo i sentimenti che il misantropo nutre nei confronti degli altri uomini.
Marco Aurelio, Pensieri, 166/79

Perduto in questo mondo villano, urtato col gomito dalla folla, sono come un uomo stanco il cui occhio non vede dietro, negli anni profondi, altro che disinganno e amarezza, e davanti a sé altro che una tempesta in cui niente di nuovo v’è contenuto, né insegnamento, né dolore. La sera in cui quest’uomo ha rubato al destino qualche ora di piacere, cullato nella sua digestione, dimentico – per quanto possibile – del passato, contento del presente e rassegnato all'avvenire, inebriato del suo sangue freddo e del suo dandismo, fiero di non essere così basso come quelli che passano, egli si dice contemplando il fumo del suo sigaro: che m’importa dove vanno queste coscienze?
Charles Baudelaire, Razzi, 1855/62 (postumo 1887-1908)

I misantropi sono uomini dotati di buona memoria.
Anselmo Bucci, Il pittore volante, 1930

Gli uomini non possono nascere misantropi; bensì nascono, pur troppo! alle volte egoisti. La misantropia è conseguente a lunghe e dolorose esperienze, e se ne va preso chi aveva sortito un'indole molto confidente e amorevole; l'egoismo all'opposto è disposizione che portiamo con noi dalla nascita (prendiamo la frase discretamente), può credersi innestata nell'esser nostro, e non ha bisogno di tempo e di concorso di circostanze a manifestarsi. Ragazzi misantropi non ne ho mai veduti, ne ho veduti bensì di egoisti.
Luigi Carrer, Discorsetti morali, 1838

Esistono tre tipi dominanti di misantropo. Il misantropo più vistoso odia se stesso e tutta l'umanità e lo fa con passione. con tutto il suo essere. Molto più diffuso è il misantropo satirico, soddisfatto di se stesso che pare godere allo spettacolo della stupidità umana e di ogni tipo di male. Tutti i grandi scrittori satirici appartengono a questa categoria. Da ultimo viene il misantropo, che odia solamente i suoi contemporanei e il mondo a lui più vicino perché possiede una visione interiore di un'umanità trasformata. Egli può ritenere che nel passalo o nel futuro sia esistita o esisterà una versione migliore del genere umano. Questo misantropo può scegliere l'isolamento da una società che gli ripugna. ma può anche decidere di muovere guerra contro un'umanità fallita. Per identificare questo tipo basta solo ricordare l'Alceste di Molière e Nietzsche.
Bernardo Cattarinussi, Sentimenti, passioni, emozioni, 2006

Il misantropo è, necessariamente, il più strenuo negatore di un Dio antropomorfo.
Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo, 1979

Quand’ero giovane, con i bisogni provocati dalle passioni, e attirato da esse tra la gente, obbligato a cercare in società e nei piaceri alcune distrazioni a pene crudeli, mi predicavano l’amore della vita ritirata, del lavoro e mi stordivano di sermoni pedanti su questo tema. Arrivato a quarant’anni, con l’avvenuta perdita delle passioni che rendono la società sopportabile, senza vederne altro che la miseria e la futilità, senza aver più bisogno della gente per sfuggire a pene che non esistevano più, il gusto della vita ritirata e del lavoro è diventato molto vivo in me e ha sostituito tutto il resto. Ho smesso di andare tra la gente. Allora, non hanno smesso di tormentarmi affinché vi ritornassi. Sono stato accusato di essere misantropo, ecc. Cosa concludere di questa strana differenza? Il bisogno che hanno gli uomini di biasimare tutto.
Nicolas de Chamfort, Massime e pensieri, 1795/1953 (postumo)

La debolezza, la mancanza di idee o, in una parola, tutto ciò che può impedirci di vivere bastando a noi stessi: ecco i soli mezzi che impediscono a molti di essere misantropi.
Nicolas de Chamfort, Massime e pensieri, 1795/1953 (postumo)

È pressoché impossibile che un filosofo o un poeta non siano misantropi: 1° perché il loro gusto e talento li portano all'osservazione della società, studio notoriamente capace di affliggere il cuore; 2° perché non essendo quasi mai il loro talento ricompensato dalla società (è già un lusso che non venga invece castigato), questa ragione di tormento non fa che raddoppiare la loro tendenza alla malinconia.
Nicolas de Chamfort, Massime e pensieri, 1795/1953 (postumo)

Nel vedere quel che succede nel mondo, il più misantropo finirebbe col rallegrarsi, e Eraclito col morire dal ridere.
Nicolas de Chamfort, Massime e pensieri, 1795/1953 (postumo)

D..., amabile misantropo, mi diceva riguardo alla malvagità umana: "Solo l'inutilità del primo diluvio trattiene Dio dal mandarne un secondo".
Nicolas de Chamfort, Massime e pensieri, 1795/1953 (postumo)

Chi a quarant'anni non è misantropo, non ha mai amato gli uomini.
Nicolas de Chamfort, attribuito su Journal de Paris, 1795

Il misantropo non odia gli altri quanto sé stesso.
Charles Chincholle, Les Pensées de tout le monde, 1868

Ogni misantropo, per quanto sincero sia, ricorda a volte quel vecchio poeta inchiodato a letto e completamente dimenticato, il quale, infuriato con i contemporanei, aveva decretato di non volerne più ricevere nessuno. Sua moglie, per spirito di carità, andava di tanto in tanto a suonare alla porta.
Emil Cioran, L'inconveniente di essere nati, 1973

Fra tutte le persone, le meno insopportabili sono quelle che odiano gli uomini. Non bisogna mai fuggire un misantropo.
Emil Cioran, Esercizi di ammirazione, 1986

Gli uomini mi fanno orrore, ma non sono un misantropo. Se fossi onnipotente - Dio o Diavolo -, eliminerei l'uomo
Emil Cioran, Un apolide metafisico, 1995

I misantropi sono onesti; per questo sono misantropi.
Delphine Gay de Girardin, Margherita, o Due amori, 1882

La differenza tra il misantropo e il misogino è che il primo non ama gli uomini, e il secondo conosce le donne.
Roberto Gervaso, La volpe e l'uva, 1989

Si sa che tutti i Misantropi, come Alceste [1], son quelli che amano e hanno amato troppo i loro simili.
Domenico Giuliotti e Giovanni Papini, Dizionario dell'omo salvatico, 1923

Chi comunica poco cogli uomini, rade volte è misantropo. Veri misantropi non si trovano nella solitudine, ma nel mondo: perché l’uso pratico della vita, e non già la filosofia, è quello che fa odiare gli uomini. E se uno che sia tale, si ritira dalla società, perde nel ritiro la misantropia.
Giacomo Leopardi, Pensieri, 1845 (postumo - cfr. citazione dallo Zibaldone))

Oggi chi conoscendo ed avendo sperimentato il mondo, non è divenuto egoista, se ha niente niente di senso e d'ingegno, non può esser divenuto che misantropo.
Giacomo Leopardi, Zibaldone, 1817/32 (postumo 1898/1900)

Chi pratica poco cogli uomini, difficilmente è misantropo. I veri misantropi non si trovano nella solitudine, si trovano nel mondo. Lodan quella, sì bene; ma vivono in questo. E se un che sia tale si ritira dal mondo, perde la misantropia nella solitudine.
Giacomo Leopardi, Zibaldone, 1817/32 (postumo 1898/1900)

Nessuno è più misantropo di un giovane deluso.
Herman Melville, Redburn, 1849

La trovata dostojevskiana è che si cessa di soffrire soltanto accettando. E pare che si possa accettare la sofferenza soltanto sacrificandosi. In queste cose il torto è di fare il passo più lungo della gamba. Si accetta di soffrire (rassegnazione) e poi ci si accorge che si è sofferto e basta. Che la sofferenza non ha servito a noi e gli altri se ne infischiano. E allora si digrigna i denti e si diventa misantropi. Voilà.
Cesare Pavese, Il mestiere di vivere, 1935/50 (postumo 1952)

A conoscerci meglio saremmo tutti misantropi.
Guido Rojetti, L'amore è un terno (che ti lascia) secco, 2014

Misone [2], il misantropo, venne sorpreso da una persona, mentre stava ridendo da solo; richiesto perché ridesse, dato che era solo: "Appunto perciò rido", fu la sua risposta.
Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

Il misantropo ha con l'ordinario malevolo il rapporto che l'asceta, colui che rinuncia alla volontà di vivere, che si rassegna, ha con il suicida, che ama bensì la vita, ma più ancora teme un qualche caso determinato della vita, sicché questo timore supera quell'amore. L'ostilità e il suicidio si rivolgono solo a un caso particolare, misantropia e rassegnazione al tutto. I primi due sono come il navigatore abituale che per routine sa percorrere una certa rotta per mare, ma al di fuori di essa è perduto: gli ultimi due invece come il navigatore addestrato a maneggiare bussola, carta nautica, quadrante e cronometro, che in tutto il mondo trova le rotte. Ostilità e suicidio scomparirebbero con il venir meno del caso singolo, ma misantropia e rassegnazione stanno ben ferme e nulla di temporale le smuove.
Arthur Schopenhauer, Scritti postumi, 1804/60 (postumo 1966/75)

 “Misantropo” è il mio nome, e ho in odio l’intera umanità. In quanto a te, vorrei che fossi un cane per poterti volere un po’ di bene.
William Shakespeare, Timone d'Atene, ca. 1605/08

Il misantropo è colui che rimprovera agli uomini di essere ciò che egli è.
Louis Scutenaire, Le mie iscrizioni, 1945/84

Gli esseri umani sono animali sociali. Anche i misantropi, in fondo, vogliono sentirsi graditi e apprezzati.
Beppe Severgnini, Italiani di domani, 2012

C'è l'infelice che possiamo definire astratto. Egli è infelice e basta. C'è il più infelice che odia se stesso. Infine c'è l'infelice assoluto che odia immediatamente se stesso e mediatamente l'altro. Costui è il misantropo.
Manlio Sgalambro, Della misantropia, 2012

I più alti spiriti, se così dobbiamo chiamarli, sono stati misantropi e misologi. [4]
ibidem

Come chiunque, il misantropo ha i suoi impegni quotidiani. Non è un bilioso. Gentile come un passero, anche lui cinguetta. La misantropia sta in agguato. Uno stato di avversione permanente caratterizza il misantropo.
Manlio Sgalambro, Della misantropia, 2012

Il misantropo è certo di non avere nulla da spartire col prossimo, salvo l'odio.
ibidem

Il misantropo è una fortezza senza ponte levatoio. Egli può portare il suo neikos oltre, ma nessuno può entrare in lui. Nemmeno l"amore' lo tocca. Egli non ama. Se qualcuno vuole amarlo, si accomodi pure. Il misantropo non soffre. Solo così si è misantropi: facendo soffrire gli altri. Non si è mai visto un misantropo rassegnato.
Manlio Sgalambro, Della misantropia, 2012

Non c’è essere più infelice su questa terra di un misantropo costretto a vivere in un condominio.
Giovanni Soriano, Maldetti, 2007

I peggiori guai per l’umanità non provengono da malvagi misantropi senza scrupoli, ma da coloro che la amano e che intendono guidarla o migliorarla.
Giovanni Soriano, Finché c'è vita non c'è speranza, 2010

Il misantropo è il piú democratico dei razzisti; per lui, tutte le razze della specie umana sono ugualmente degne di disprezzo.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Io non sono misantropo, è l’umanità che è insopportabile.
ibidem

Un misantropo non si riconosce tanto dalla sua tendenza a evitare gli altri, quanto dal non riuscire a rassegnarsi all'idea di dover condividere lo stesso pianeta per tutta la vita col resto dell’umanità.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

"Umanità, mi stai sul cazzo da sempre." Ecco il mio motto. (Charles Bukowski)
3. Contro l'Umanità
© Aforismario

Non dirò all'umanità: progredisci! Le dirò piuttosto: muori! Nessun progresso, infatti, potrà mai strapparti dalle miserie della condizione terrena.
Louise-Victorine Ackermann Choquet, Pensieri di una solitaria, 1882

Ci sono soltanto due cose: schifosa umanità e silenzioso, solitario soffrire - un confine che non si sposta!
Gottfried Benn, Lettera a Oelze, 1938

Bisogna amarla veramente molto l'umanità! Molto, molto. Perché gli uomini presi uno per uno sono insopportabili.
Cesare Botero (Nanni Moretti) in Il portaborse, 1991

"Umanità, mi stai sul ca*** da sempre." Ecco il mio motto.
Charles Bukowski, Donne, 1978

Questa è la fotografia del presente. L’uomo si fa guidare da Internet e dall'automobile. La donna adora il cellulare e fuma. Entrambi si spintonano per il lavoro, i soldi, la banca, e quando procreano ne nascono scarabocchi. Chi ha voglia di scrivere per una umanità simile? Chi si arrischierebbe in tentativi di scamparli con un poco d’arte dall’ebetudine? Neppure di averne pietà si ha più voglia.
Guido Ceronetti, Insetti senza frontiere, 2009

Filosofo o politico, ecologo, etnologo, artista, medico, psicologo... Ma che cosa ancora sperate, buona banda pensante e attiva, di ricavare dalle vostre idee sull'uomo, l’umanità in generale, l’umanità contemporanea, le nazioni del mondo - addirittura sforzando mente e mano perché lavorino in vista della salvezza di questo Pianeta - quando vi buttano nel piatto incessantemente quanto di male viene fatto dovunque, lontano e vicino, ai bambini? Sfruttamento in massa per il profitto, schiavitù sessuale nella stessa famiglia, vendite, mutilazioni d’organi, l’obbrobrio della pedofilia in Internet, l’intossicazione ambientale che li vede in prima fila vittime, i reclutamenti forzati per farne assassini in uniforme, stragi terroristiche nelle scuole, bombardamenti... Tanto può bastare per indurci a condannare in cuor nostro allo spopolamento e alla morte un simile asilo di maniaci criminali, facendoli tutti precipitare nei grandi baratri che vide e previde Leonardo come unica riparazione possibile del male di essere - e sopra mangiare trincare godere (o a s
Guido Ceronetti, Insetti senza frontiere, 2009

Non è una magra consolazione, per abbandonare questo mondo, il pensiero di uscire dalla folla immane degli sciocchi e dei malvagi da cui siamo circondati.
Jean Domat, Pensieri, XVII sec.

È la gente, non il mare, a nausearmi, ma temo che la scienza debba ancora trovare un rimedio a questo mio disturbo.
Albert Einstein, lettera a Scheringh-Kahlbaum, 1930

Ciò che è considerevole nella storia è un piccolo gruppo di uomini (tre o quattro per secolo, forse) e che da Platone fino a noi non è cambiato; sono loro che hanno fatto tutto e che sono la coscienza del mondo. Quanto alle parti basse del corpo sociale, non le eleverete mai. Quando il popolo non crederà più all'Immacolata Concezione, crederà ai tavoli spiritici. Bisogna consolarsi e vivere in una torre d’avorio.
Gustave Flaubert, Epistolario, 1830/80 (postumo)

L’insopportabilità della stupidità umana è diventata in me una malattia e la parola è ancora debole. Quasi tutti gli umani hanno il dono di esasperarmi
Gustave Flaubert, Epistolario, 1830/80 (postumo)

Vorrei affogare l'umanità nel mio vomito.
Gustave Flaubert, Epistolario, 1830/80 (postumo)

Mi sono proprio stancato di questo fottuto movimento di incoraggiamento all'umanità [del bambino interiore] che fa: "Esseri umani, ma quanto siamo carini! Avanti, siamo meravigliosi!". Gente, siamo dei virus con le scarpe. Ecco cosa siamo.
Bill Hicks, Live at Igby's, 1993

Ce l'ho con il genere umano, e tutto per colpa della TV, perché tutti quelli che incontri sono sensati e ragionevoli. Poi uno va a casa, accende la TV e fa: "Ma che mondo del cazzo è questo?"
Bill Hicks, Live at Igby's, 1993

Chiunque odierebbe l'umanità dopo che gli hanno sparato. Solo un grand'uomo la odia a prescindere.
Gregory House (Hugh Laurie), in Dr. House - Medical Division, 2004/12

Io amo l'umanità... È la gente che non sopporto!
Linus, in Charles M. Schulz, Peanuts, 1950/2000

L'Umanità! Ci fu mai, fra tutte le vecchie, una vecchia più orrenda? (se non forse la "Verità": problema a uso dei filosofi)? No, noi non amiamo l'Umanità.
Friedrich Nietzsche, La gaia scienza, 1882

L’umanità è l’unica calamità naturale capace di minacciare sé stessa.
Giovanni Soriano, Finché c'è vita non c'è speranza, 2010

A quale grado di perversione bisogna arrivare per affermare con convinzione di – amare l’umanità?
Giovanni Soriano, Finché c'è vita non c'è speranza, 2010

Piccola obiezione al razzismo: non c’è peggior razza di quella umana.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Dando uno sguardo alla movimentata storia dell’umanità, e notando come questa – bene o male – sia sempre riuscita a venir fuori dalle situazioni piú disastrose, bisogna dirsi che comunque non tutto è perduto, poiché essa conserva ancora sufficienti riserve di stupidità e follia per finire in malora prima del tempo.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Il mio lato piú volgare – direi quasi “piú umano” – si rivela nell'incapacità di mantenere verso il prossimo un’indifferenza tale da consentirmi di non disprezzarlo cosí spesso come, purtroppo, mi accade di fare. Qualcuno ha detto molto saggiamente: «Non amo abbastanza gli umani per poterli odiare».
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Pur non tenendo conto degli innumerevoli orrori commessi quotidianamente prima e dopo il breve periodo che va dall'avvento del nazismo alle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, ciò che è accaduto su scala mondiale in quegli anni è sufficiente, da solo, a macchiare in maniera indelebile l’umanità, rendendola disprezzabile e inaffidabile agli occhi di chiunque conservi ancora un po’ di senso della decenza.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Non v'è nulla di più delizioso dell'ingenua e presuntuosa esaltazione che la razza umana fa di sé stessa: senza ombra di vergogna o di modestia, l'umanità sostiene di essere l'opera più nobile di Dio.
Mark Twain, Lettere dalla Terra, 1909  (postumo, 1962)

L'uomo è il cancro della terra. (Emil Cioran)
4. Contro l'Essere umano
© Aforismario

Più conosco gli uomini, più amo gli animali.
Anonimo (attribuito a Socrate, Brigitte Bardot e altri - vedi "Citazioni errate" su Aforismario)

Sono poche le persone che io amo per davvero e ancora meno quelle delle quali io penso bene. Più conosco il mondo, più ne sono disgustata; e ogni giorno conferma la mia convinzione dell’incoerenza del carattere umano, e della poca fiducia che possiamo riporre in tutto ciò che può apparire merito o intelligenza.
Jane Austen, Orgoglio e pregiudizio, 1813

L'uomo è peggio delle bestie, che quand'hanno saziata la fame e la foia non conoscono invidia. L'uomo è nemico del prossimo.
Riccardo Bacchelli, Il mulino del Po, 1938/40

Gli uomini son vandali su tutta la faccia della terra; e un giorno, ne ho fede, verrà un altro diluvio per castigarli.
Anton Giulio Barrili, Galatea, 1896

Il commercio più lucroso sarebbe quello di comprare la gente per quel che vale e di rivenderla per quel che crede di valere.
Véra de Bénardaky de Talleyrand-Périgord, Nuovi pensieri e vecchi ricordi, 1912

Qual è la massima sciagura per un uomo? Un altro uomo.
Biante, Frammenti, VII-VI sec. a.e.c.

Inumanità. Una delle qualità caratteristiche dell'essere umano.
Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo, 1911

Uomo. Un animale talmente preso dalla rapita contemplazione di ciò che pensa da perdere di vista quello che dovrebbe essere realmente. La sua occupazione principale è lo sterminio, non solo degli altri animali, ma anche della sua stessa specie: la quale, tuttavia, si moltiplica con tale tenacia, insistenza e rapidità da infestare l'intero mondo abitabile nonché il Canada.
Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo, 1911

Di tutti gli animali che si innalzano in aria, che camminano sulla terra, o nuotano nel mare, da Parigi al Perù, dal Giappone a Roma, l'animale più stupido, a mio parere, è l'uomo.
Nicolas Boileau, Satire, 1660/68

Gli specchi, e la copula, sono abominevoli, perché moltiplicano il numero degli uomini.
Jorge Luis Borges, Finzioni, 1944

Perdonatemi − sarò matto, sarò − ma per me, tranne qualche pezzetto di fi**, non me ne fregherebbe proprio un tubo, se morissero tutti, al mondo. Sì, lo so, non è carino. Ma io sarei contento, come una lumaca. Dopotutto è la gente che m'ha reso infelice.
Charles Bukowski, Storie di ordinaria follia, 1972

L'uomo è la fogna dell'universo.
Charles Bukowski, Musica per organi caldi, 1983

Nella prossima vita voglio essere un gatto. Dormire venti ore al giorno e aspettare che ti diano da mangiare. Starsene seduti a leccarsi il culo. Gli umani sono dei poveretti, rabbiosi e fissati.
Charles Bukowski, Il capitano è fuori a pranzo, 1998 (postumo)

Gli uomini sono malvagi, maliziosi, traditori, e insignificanti, non si amano l'un l'altro né amano sé stessi, non sono ospitali, caritatevoli o socievoli come dovrebbero essere, ma falsi, dissimulatori, doppiogiochisti, disposti a tutto per raggiungere i loro fini, senza pietà, senza compassione, e per trarre un beneficio non esitano a procurar danno al prossimo.
Robert Burton, Anatomia della malinconia, 1621

L'uomo ha raccolto tutta la saggezza dei suoi predecessori, e guardate quanto è stupido!
Elias Canetti, La provincia dell'uomo, 1973

Forse neanche un solo uomo è degno di avere un bambino.
ibidem

Gli uomini si sono diffusi nell'universo come una lebbra, e più si moltiplicano più lo snaturano, essi credono di servire i propri dèi divenendo sempre più numerosi, i bottegai e i preti approvano la loro fecondità, gli uni perché essa li arricchisce, gli altri, invece, perché li accredita.
Albert Caraco, Breviario del Caos, 1982 (postumo)

Dal momento che l'uomo è un cancro, non dovrebbe essere tanto improbabile, su altri pianeti, la sua metastasi.
Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo, 1979

La Terra desolata, senza uomini, soltanto l'amore dell'uomo per se stesso la immagina in preda alla desolazione. In realtà, la Terra è desolata di non essere desolata. Purtroppo, di una Terra realmente desolata, non conosceremo mai la profonda allegria.
Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo, 1979

L’uomo fa orrore. La donna molto meno, ma soltanto finché non arriverà a somigliargli del tutto.
Guido Ceronetti, Insetti senza frontiere, 2009

La verità è che l’uomo è un falso Dio e il più falso degli idoli. Non dobbiamo esitare o essere tiepidi nel tirar giù e farne a pezzi le statue. Giù dai piedistalli, come i bronzi indecenti di Lenin, Mussolini, Stalin, Saddam Hussein! Fare questo Yoga liberatorio, ripetendo IO RINNEGO L'UOMO. Rinneghiamolo questo simulacro dell’essere uomo davvero, questo manufatto uterino che non sarà padrone di un Sé, che sarà fatto correre su rotaie e rotaie appena avrà messo fuori la micidiale testa! Rinnega, rinneghiamolo con serrate meditazioni questo scellerato che si è impadronito da stupratore sadico della terra per farne un inferno mai potuto immaginare da nessun veggente antico, da nessun pittore di Giudizi Finali cristiani. Sì, Hieronymus - lui vedeva, lui vide giusto, vide che cosa siamo e diventiamo. Anche qualche pittura indiana di Samsàra fa perfette radiografie. Via dall’uomo, via! Pietà, non esaltazione. Aristotelicamente, orrore e pietà, ma di questa poca. Dentro noi stessi lo dobbiamo esecrare, tanto da cessare di riprodurlo, di mostrarlo con stolido orgoglio al resto dei viventi terrorizzati...
Guido Ceronetti, Insetti senza frontiere, 2009

La migliore filosofia, relativamente alla gente, è di fondere nei suoi confronti il sarcasmo dell'allegria con l'indulgenza del disprezzo.
Nicolas de Chamfort, Massime e pensieri, 1795 (postumo)

Gli uomini sono così perversi che la sola speranza e persino il solo desiderio di correggerli, di vederli finalmente ragionevoli e onesti, è un'assurdità, un'idea romanzesca che si perdona soltanto all'ingenuità della prima giovinezza.
Nicolas de Chamfort, Massime e pensieri, 1795 (postumo)

Assisto terrorizzato al diminuire del mio odio per gli uomini, all'allentamento dell'ultimo legame che mi univa a loro.
Emil Cioran, Sillogismi dell'amarezza, 1952

L'uomo secerne disastro.
ibidem

Per raggiungere non tanto la felicità quanto l'equilibrio, dovremmo liquidare una buona parte dei nostri simili, praticare quotidianamente il massacro, sull'esempio dei nostri fortunatissimi avi.
Emil Cioran, Storia e utopia, 1960

Se si avesse una certa tendenza ad assolvere il creatore, a considerare questo mondo come accettabile e anzi soddisfacente, bisognerebbe sempre fare le proprie riserve sull'uomo, il punto nero della creazione.
Emil Cioran, Il funesto demiurgo, 1969

Che cos'è un "contemporaneo"? Uno che ci piacerebbe ammazzare, senza sapere bene come.
ibidem

La scomparsa degli animali è un fatto di una gravità senza precedenti. Il loro carnefice ha invaso il paesaggio; non c'è posto che per lui. L'orrore di vedere un uomo là dove si poteva contemplare un cavallo!
Emil Cioran, Il funesto demiurgo, 1969

Il diritto di sopprimere tutti quelli che ci infastidiscono dovrebbe figurare al primo posto nella costituzione della città ideale.
Emil Cioran, L'inconveniente di essere nati, 1973

Alberi massacrati. Sorgono case. Facce, facce dappertutto. L'uomo si estende. L'uomo è il cancro della terra.
Emil Cioran, L'inconveniente di essere nati, 1973

Il vantaggio non trascurabile di aver molto odiato gli uomini è quello di giungere a sopportarli per esaurimento dello stesso odio.
Emil Cioran, L'inconveniente di essere nati, 1973

Non volere più essere uomo... sognare un'altra forma di degradazione.
ibidem

Talvolta si vorrebbe essere cannibali, non tanto per il piacere di divorare il tale o il talaltro, quanto per quello di vomitarlo.
Emil Cioran, L'inconveniente di essere nati, 1973

Alla zoo − Tutte queste bestie hanno un contegno decente, all'infuori delle scimmie. Si sente che l'uomo non è lontano.
Emil Cioran, Squartamento, 1979

Chi, avendo frequentato gli uomini, si fa la minima illusione su di essi, dovrebbe essere condannato a reincarnarsi, per imparare a osservare, a vedere, per aggiornarsi un po'.
Emil Cioran, Squartamento, 1979

Non appena si esce nella strada, alla vista della gente, sterminio è la prima parola che viene in mente.
Emil Cioran, Squartamento, 1979

L'uomo è inaccettabile.
ibidem

La prova che l'uomo esecra l'uomo? Basta trovarsi in mezzo a una folla per sentirsi subito solidali con tutti i pianeti morti.
Emil Cioran, Squartamento, 1979

Bisogna essere matti per lamentarsi della sparizione dell'uomo, invece di intonare un: "Buono sgombero!".
Emil Cioran, Squartamento, 1979

Contavo di assistere in vita alla scomparsa della nostra specie. Ma gli dèi mi sono stati avversi.
Emil Cioran, Confessioni e anatemi, 1987

Respireremmo finalmente meglio se un bel mattino ci dicessero che la quasi totalità dei nostri simili si è volatilizzata come per incanto.
Emil Cioran, Confessioni e anatemi, 1987

L'uomo sta per scomparire, fino a oggi era mio fermo convincimento. Frattanto ho cambiato parere: deve scomparire.
Emil Cioran, Confessioni e anatemi, 1987

Con le cose posso facilmente riprendere contatto ogni giorno, ma non con gli esseri umani. Mi fanno paura, non so dove incontrarmi con loro, a che livello alzarmi o abbassarmi per trovarmi sul loro stesso piano.
Emil Cioran, Quaderni, 1957-1972, (postumo, 1997)

Non posso vedere un quadro moderno senza rallegrarmi per la scomparsa della faccia.
ibidem

Più di una volta ho immaginato l'incanto che seguirebbe a una guerra atomica: finalmente la terra senza uomini!
Emil Cioran, Quaderni, 1957-1972, (postumo, 1997)

Che stupida e insensibile bestia è l'uomo, che pure vuol signoreggiare su tutto il resto!
John Dryden, Saggio sulla Satira, 1692

L'uomo è il solo errore della Natura.
William Schwenck Gilbert, Princess Toto, 1876

Gli uomini producono il male come le api producono il miele.
William Golding, The Hot Gates, 1965

Pensare male degli uomini e non voler loro del male, è forse la forma più alta di saggezza e virtù.
William Hazlitt, Caratteristiche, 1823

L'uomo si distingue dal resto della natura soprattutto per uno strato gelatinoso di menzogna che lo avvolge e lo protegge.
Hermann Hesse, Peter Camenzind, 1904

Sto delineando il mio programma politico. È appena nato un nuovo partito. Il "Partito della gente che odia la gente". È così difficile farli organizzare, però: "Gente che odia la gente, unitevi!". "Ci sarà gente?". "Sì". "Allora non posso venire...".
Bill Hicks, Live at Igby's, 1993

Siamo animali, spregevoli, egoisti che vagano sperduti sulla terra e dato che abbiamo un cervello qualche volta possiamo aspirare a qualcosa al di sotto della pura malvagità!
Gregory House (Hugh Laurie), in Dr. House - Medical Division, 2004/12

Più conosco gli uomini, più amo gli animali.
Il diavolo è un ottimista se crede di poter peggiorare gli uomini.
Karl Kraus, Pro domo et mundo, 1912

Nulla è più raro al mondo, che una persona abitualmente sopportabile.
Giacomo Leopardi, Pensieri, 1845 (postumo)

Che l'uomo sia la più nobile creatura del mondo, si può dedurlo dal fatto che nessun'altra creatura lo ha mai contraddetto su questo punto.
Georg Lichtenberg, Aforismi, 1766/99 (postumo 1902/08)

Gli uomini sono i vermi della terra.
André Malraux, La condizione umana, 1933

Come sarebbero meno detestabili gli uomini se non fossero tutti provvisti di faccia.
Henri Michaux, Face aux verrous, 1954

Odio tutti gli uomini: gli uni perché malvagi e di cattive azioni; gli altri perché ai malvagi mostrano compiacenza, E non hanno per essi quell'odio vigoroso che il male deve sempre destare negli onesti.
Molière, Il misantropo, 1666

Detesto tanto gli uomini che mi urterebbe i nervi se mi considerassero un tipo ragionevole.
ibidem

Gli uomini, diamine, non sono mai nel giusto; avercela con loro, perciò, è sempre opportuno. E constato che sono, in tutti quanti gli ambiti, o stolti adulatori o critici spavaldi.
Molière, Il misantropo, 1666

La bile mi si irrita davanti a ogni cosa: sprofondo nella collera, nell'umore più nero, vedendo come gli uomini agiscono a vicenda; ovunque non incontro che vile servilismo, iniquità, interesse, tradimento, furbizia; mi divora la rabbia, non mi tengo, e ho il piano di mandare all'inferno l’intera l’umanità.
Molière, Il misantropo, 1666

Non fa per me chi ama tutto il genere umano.
ibidem

Tradito da ogni parte, vinto dalle ingiustizie, mi sottraggo a un abisso in cui trionfano i vizi; e mi cercherò un luogo remoto della terra, dove un uomo d’onore sia libero di esserlo.
Molière, Il misantropo, 1666

Se gli uomini fossero così cattivi come si dipingono, sarebbe facile regolarsi. Invece sono peggio.
Alessandro Morandotti, Minime, 1979/80

Mi dicono che l'uomo ama se stesso. Ahimè, come dev'essere grande questo amore di sé. Quanto disprezzo deve vincere!
Friedrich Nietzsche, Così parlò Zarathustra, 1885

La mia umanità non consiste nel partecipare ai sentimenti degli uomini, ma nella capacità di sopportare questa partecipazione.
Friedrich Nietzsche, Ecce Homo, 1888

L'uomo? Un serbatoio di microbi attraversato, ogni tanto, da un raggio d'ideale.
Jacques Normand, Pensieri di tutti i colori, 1911

La più grande offesa che si possa dare ad un asino è quella di chiamarlo uomo.
Renzo Novatore, su Iconoclasta!, 1920

La maggior parte della gente andrebbe fucilata in gioventù.
Jean Paul (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Gli uomini sono una razzaccia. Sono bestiacce cupide, libidinose, avare, senza fede, senza gratitudine, egoiste, nella maggior parte dei casi esseri senza forza di spirito, incapaci di seguire il bene o il male, incerti e pronti a cedere al più forte, senza sentimento di responsabilità, vittime del primo partito che capita. 
Giuseppe Prezzolini, Vita di Nicolò Machiavelli, 1927

Chi ha vissuto e pensato, questi non può nella sua anima non disprezzare gli uomini.
Aleksandr Puškin, Evgenij Onegin, 1825/33

L'inferno sono gli altri.
Jean Paul Sartre, A porte chiuse, 1944

Nel mondo esiste un unico essere menzognero: l'uomo. Ogni altro essere è genuino e sincero, perché si fa vedere schiettamente qual è, manifestandosi così come si sente, mentre l'essere umano, a causa del suo abbigliamento, è diventato una caricatura, un mostro, la cui vista è ripugnante già per questo fatto, che è poi perfino sottolineato dal colore bianco e per lui innaturale della pelle e dalle disgustose conseguenze del suo nutrimento a base di carne, che è contro natura, nonché delle bevande alcoliche, del tabacco, degli stravizi e delle malattie. L'essere umano appare come una macchia ignominiosa nella natura.
Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

I cosiddetti esseri umani sono quasi tutti nient'altro che brodaglia con un po' di arsenico.
Arthur Schopenhauer, Scritti postumi, 1804/60 (postumo 1966/75)

L'uomo è una cosa schifosa. Se lo picchi si mette a urlare, ma se è l'altro che viene picchiato, allora costruisce una teoria.
Isaac Bashevis Singer, La famiglia Moskat, 1950

Gli esseri umani sono un'infezione estesa, un cancro per questo pianeta.
Agente Smith (Hugo Weaving), in Matrix, 1999

Essere stati – se proprio si doveva essere – qualunque cosa, ma non un vivente, e se proprio un vivente, un batterio, una cimice, un acaro, ma non – un umano.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Un solo grande rimpianto pensando al fatidico giorno in cui l’ultimo essere umano sparirà per sempre dalla faccia della terra: non poter essere lí a godermi lo spettacolo.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Creare l'uomo fu un'idea bizzarra e originale, ma aggiungere la pecora fu una tautologia.
Mark Twain, Notebook, 1935 (postumo)

Io non ho pregiudizi razziali, e penso di non avere pregiudizi di colore, né pregiudizi di casta, né pregiudizi, credo. Anzi, lo so. Posso sopportare qualsiasi società. Tutto ciò che m'importa sapere di un uomo è che sia un essere umano – ciò è abbastanza per me; non potrebbe essere niente di peggio.
Mark Twain, A proposito degli ebrei, 1899 (postumo, 1985)

Gli uomini, dice Marco Aurelio, o li migliori o li sopporti. Ma la prima cosa è impossibile e la seconda difficile.
Anacleto Verrecchia, Rapsodia viennese, 2003

Uomini. Insetti che si divorano gli uni cogli altri sopra un piccolo atomo di fango.
Voltaire, Zadig o il destino, 1747

Vorrei essere un cane, una scimmia, o un orso, o tutto tranne quell'animale vanitoso, che è così orgoglioso d'essere razionale.
John Wilmot II conte di Rochester, Una satira contro l'umanità, 1675

Il Misantropo di Pieter Bruegel
Il Misantropo, Pieter Bruegel il Vecchio, 1568 (Museo di Capodimonte, Napoli)
Il Misantropo di Pieter Bruegel il Vecchio (1568, Museo di Capodimonte, Napoli) è un dipinto che rappresenta un vecchio solitario e misantropo, il quale, mentre passeggia lungo una stradina di campagna, è derubato della propria borsa da un ometto dentro un globo, che rappresenta l'umanità intera. Da notare che la borsa ha la forma e il colore rosso di un cuore, e dunque il furto è la rappresentazione simbolica della privazione dell'amore verso gli umani causato al misantropo dagli umani stessi con il loro comportamento. Da notare, sullo sfondo, la tranquillità del pastore la cui unica compagnia è quella degli animali. I versi in fiammingo riportati alla base del quadro: Om dat de werelt is soe ongetru / Daer om gha ic in den ru significano: Poiché il mondo è così infido / mi vesto a lutto.

Libro consigliato da Aforismario
Il misantropo
Autore Molière
Curatore L. Lunari
Editore BUR Biblioteca Univ. Rizzoli, 1982

Alceste è un giovane che odia compromessi e falsità. Non cerca in nessun modo di assicurarsi vantaggi, neppure di ottenere un verdetto favorevole in un processo che ha in corso. Innamorato di Célimène, donna volubile e civetta, le propone di seguirlo quando, condannato pur innocente al processo, decide di ritirarsi nella più assoluta solitudine. Tre uomini compaiono poi davanti alla donna, con tre lettere d'amore uguali da lei scritte e le dichiarano il loro disprezzo. Alcesti la perdonerebbe se lo seguisse, ma Célimène rifiuta e così Alceste si allontana da solo dal resto dell'umanità.

Note
  1. Alceste: protagonista della celebre commedia di Molière, Il misantropo, del 1666.
  2. Misone: filosofo greco antico del VI secolo a.e.c., annoverato fra i sette sapienti.
  3. Della misantropia (Adelphi 2012) di Manlio Sgalambro non è un vero e proprio saggio dedicato alla misantropia, ma un libro di aforismi e riflessioni su vari argomenti, fra cui anche la misantropia.
  4. Misologo: chi ha avversione per le discussioni e i ragionamenti astratti. Secondo Platone, che ha introdotto il termine, la misologia nasce dall'aver creduto senza discernimento a ragionamenti che si sono poi rivelati falsi.
  5. Vedi anche aforismi, frasi e citazioni: Contro il Mondo - Antropocentrismo

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