2015-05-05

Maldicenza e Calunnia - Frasi sulla Diffamazione

Raccolta di aforismi, frasi e proverbi suddivisa in tre paragrafi dedicati, rispettivamente, alla maldicenza, alla calunnia e alla diffamazione. La maldicenza, come indica la parola stessa, composta da "male" e "dire", è l’abitudine di parlar male del prossimo, di sparlare degli altri alle loro spalle. La calunnia è una diceria o una vera e propria accusa che si sa essere falsa e che viene diffusa per screditare o offendere la reputazione di qualcuno; come dice la frase divenuta proverbiale: "Calunniate, calunniate, qualcosa resterà". La diffamazione (parola che deriva dal latino, composta da "dis-" e "fama") consiste nella diffusione di notizie, vere o false che siano, disonorevoli per la reputazione di qualcuno. In ambito giuridico, la diffamazione può costituire un vero e proprio reato "consistente nel recare offesa all'altrui reputazione comunicando a due o più persone, a voce o per iscritto, e fuori della presenza della persona offesa, oppure diffondendo, per mezzo della stampa, notizie di fatti che possano comunque ledere o diminuire la stima morale o intellettuale o professionale che la persona gode nell'ambiente in cui vive: dare querela per diffamazione". [Vocabolario Treccani].
Su Aforismario trovi altre raccolte di citazioni correlate a questa sull'offesa, la critica e il giudizio degli altri.
Se è così comune l’abitudine di parlar male degli altri, è perché evidentemente
ciò aiuta a mantenere una buona opinione di sé stessi.
(Giovanni Soriano - Immagine: Norman Rockwell, The Gossips, 1948)
1. Maldicenza
© Aforismario

La conversazione tra Adamo ed Eva era difficile, perché non avevano nessuno di cui sparlare.
Anonimo

Un’eccessiva sensibilità alla maldicenza alimenta la malignità della gente, che non cerca altro.
Nicolas d’Ailly, Pensieri diversi, 1678

Chi dice che non vuole parlare male degli altri lo sta per fare.
Antonio Amurri, Qui lo dico e qui lo nego, 1990

La maldicenza rende peggiore chi la usa, chi la ascolta, e talora anche chi n'è l'oggetto.
Cesare Cantù, Attenzione!, 1871 (cfr. con la citazione di Alessandro Manzoni)

Nella collera, ci si sente vivere; siccome purtroppo non dura a lungo, bisogna rassegnarsi ai suoi sottoprodotti, che vanno dalla maldicenza alla calunnia, e che comunque offrono maggiori risorse del disprezzo, troppo debole, troppo astratto, privo di calore e di respiro, inadatto a procurare il minimo benessere; quando lo si tralascia, si scopre con meraviglia quanta voluttà c'è nel denigrare gli altri. Si è finalmente sul loro stesso piano, si lotta, non si è più soli. Prima, li si esaminava per il piacere teorico di trovare il loro punto debole; ora, per colpirli. Forse ci si dovrebbe occupare esclusivamente di sé: è disonorevole, è ignobile giudicare gli altri; eppure è quel che tutti fanno: astenersene sarebbe come mettersi fuori dell'umanità.
Emil Cioran, La caduta nel tempo, 1964

Quando ci riferiscono un giudizio sfavorevole su di noi, invece di risentirci dovremmo pensare a tutto il male che abbiamo detto degli altri, e trovare che è giusto che se ne dica altrettanto di noi. Ironia vuole che non ci sia nessuno più vulnerabile, più suscettibile, meno disposto a riconoscere i propri difetti del maldicente. Basta citargli un'infima riserva che sia stata espressa sul suo conto perché perda il controllo, si scateni e soffochi nella propria bile.
Emil Cioran, L'inconveniente di essere nati, 1973

Madame d'Heudicourt, osserva Saint–Simon, non aveva in vita sua detto bene di nessuno se non con "qualche ma schiacciante". Definizione meravigliosa, non della maldicenza, ma della conversazione in genere.
Emil Cioran, L'inconveniente di essere nati, 1973

«La maldicenza» proclama il Talmud «è un peccato altrettanto grave dell'idolatria, dell'incesto e dell'assassinio». - Molto bene. Ma se è possibile vivere senza uccidere, senza aver rapporti con la propria madre e senza sacrificare al vitello d'oro, con quale sotterfugio trascorrere un giorno dopo l'altro senza odiare il proprio prossimo e odiarsi in lui?
Emil Cioran, Squartamento, 1979

La maldicenza non ha cura che di parlare, né l'importa di sapere come.
François de Sales, Aforismi sacri, 1667 (postumo)

Colui che dice male, e colui che ascolta il maldicente, tutti due hanno il Demonio sopra di sé; ma l'uno l'ha nella lingua, e l'altro nell'orecchio.
François de Sales, Aforismi sacri, 1667 (postumo)

Quelli che per dir male fanno prefazioni onorate, e che dicono certe piccole gentilezze e burle, sono i più fini e più velenosi maldicenti di tutti.
François de Sales, Aforismi sacri, 1667 (postumo)

La maldicenza ci rende più sopportabili le virtù altrui.
Roberto Gervaso, La volpe e l'uva, 1989

Diffidate di chi dice sempre bene di tutti, come di chi ne dice sempre male.
ibidem

È più facile dir male di se stessi che pensarlo.
ibidem

Il più delle volte parliamo male di chi non parlerebbe comunque bene di noi.
Roberto Gervaso, La volpe e l'uva, 1989

Male di noi dovremmo pensarlo solo noi.
ibidem

Nessuno saprà mai tutto il bene che pensiamo di noi e tutto il male che pensiamo degli altri.
ibidem

Niente ci fa più piacere che sentire gli altri parlar male di chi invidiamo.
Roberto Gervaso, La volpe e l'uva, 1989

Non sempre chi parla male di noi, lo pensa davvero.
ibidem

Parliamo bene di noi per risarcirei del male che di noi pensano gli altri.
ibidem

Parliamo indifferentemente male tanto di coloro di cui pensiamo male quanto di coloro che sospettiamo possano pensar male di noi.
Roberto Gervaso, La volpe e l'uva, 1989

Perché si sente continuamente parlare male del prossimo? Tutti credono di rimetterci qualcosa di proprio se riconoscono negli altri il minimo merito.
Johann Wolfgang Goethe, Massime e riflessioni, 1833 (postumo)

Prevenire le voci maligne. Il volgo ha mille teste, e perciò possiede migliaia d'occhi per la malizia e mille lingue per il discredito. Avviene talora che corra tra la gente una voce maligna che reca disdoro al credito più grande, e se mai giunge a diventare sentenza comune, distruggerà del tutto la reputazione. In generale le si offre un punto d'appoggio con una marchiana scortesia o con ridicoli difetti che danno plausibile materia alle sue maldicenze; vi sono però pettegolezzi che passano dall'emulazione di pochi alla malizia di molti, sì che le bocche malevole divengono numerose e rovinano un'altissima fama più velocemente con un motto di spirito che con un aperto attacco. È assai facile farsi cattiva fama, perché il male è sempre credibile e si fatica molto a cancellarlo. Cerchi perciò l'uomo saggio di non esporsi a siffatti affronti, contrastando con la sua prudenza l'insolenza , volgare, perché è più facile prevenire che rimediare.
Baltasar Gracián y Morales, Oracolo manuale e arte della prudenza, 1647

Non farsi fama di maldicente Tanto meno bisognerà esser considerato tale, perché ciò equivarrebbe
a farsi la fama di nemico della fama altrui. Non si deve mostrarsi ingegnoso e acuto a spese degli altri: se è cosa facile, riesce però quanto mai odiosa. Tutti si vendicano di lui dicendone male, e siccome egli è solo e gli altri son molti, avverrà più facilmente che ne esca sconfitto senza riuscire a convincere i detrattori. Il mormoratore è sempre aborrito; e se anche qualche volta s'impaccian con lui grandi personaggi, ciò avverrà piuttosto perché si divertono delle sue satire, che non perché stimano la sua saggezza. E chi dice male, udrà parlar di sé sempre peggio.
Baltasar Gracián y Morales, Oracolo manuale e arte della prudenza, 1647

Specialmente nei nostri tempi, specialmente nelle grandi città, spadroneggia un vizio che si chiama la maldicenza.
Søren Kierkegaard, Diario, 1834/55 (postumo 1909/49)

Mi si dice tanto male di una certa persona, e ne vedo in essa così poco, che comincio a sospettare l’esistenza in quella persona di un unico merito importuno, in grado di eclissare quello degli altri.
Jean de La Bruyère, I caratteri, 1688

Di solito si è più maldicenti per vanità che per malizia.
François de La Rochefoucauld, Massime, 1678

Il piacere che noi proviamo della Satira, della commedia satirica, della raillerie, della maldicenza ec. o nel farla o nel sentirla, non viene da altro se non dal sentimento o dall'opinione della nostra superiorità sopra gli altri, che si desta in noi per le dette cose, cioè in somma dall'odio nostro innato verso gli altri.
Giacomo Leopardi, Zibaldone, 1817/32 (postumo 1898/1900).

La maldicenza rende peggiore chi parla e chi ascolta, e per lo più anche chi n'è l'oggetto.
Alessandro Manzoni, Osservazioni sulla morale cattolica, 1819

Non illudetevi: né immorali, né idolàtri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio.
Paolo di Tarso, Lettere ai Corinzi, I sec.

La maldicenza senza fondamento è una menzogna odiosa.
Publilio Siro, Sentenze, I sec.

Il maldicente non differisce dal malvagio che per l'occasione.
Marco Fabio Quintiliano, Institutio oratoria (La formazione dell'oratore), 90/96

Non prestiamo orecchio ai maldicenti; è un vizio dell’umana natura credere volentieri ciò che si ascolta malvolentieri, teniamolo presente e diffidiamone.
Lucio Anneo Seneca, L'ira, I sec.

Se è così comune l’abitudine di parlar male degli altri, è perché evidentemente ciò aiuta a mantenere una buona opinione di sé stessi.
Giovanni Soriano, Finché c'è vita non c'è speranza, 2010

La maldicenza è un peccato altrettanto grave dell'idolatria, dell'incesto e dell'assassinio.
Talmud, I-V sec.

Quelli che parlano sempre male nuocciono di rado: meditano più male di quanto possano farne.
Luc de Clapiers de Vauvenargues, Riflessioni e massime, 1746

Proverbi sulla Maldicenza e i Maldicenti
  • Acqua che corre e gente che dice non si possono parare.
  • Anche il più santo non sfugge alla maldicenza.
  • Calunniate, calunniate, resterà qualcosa
  • Cattiva lingua, buone reni.
  • Chi ha bocca larga abbia larghe spalle.
  • Chi semina cardi raccoglie spine.
  • Chi semina spine, non vada senza scarpe.
  • Chi soffia nella polvere se n’empie gli occhi.
  • Contro le malelingue non basta la corazza.
  • Dal mal fare ci si guarda, ma dal mal dire nessun si salva.
  • Dove arriva un maldicente nascono due nemici.
  • Il buon nome s’acquista con gli anni e si perde in un giorno.
  • Il mal che esce di bocca casca nel seno.
  • Il maldicente avvelena la vittima e quello che l’ascolta.
  • Il " " è peggiore del serpente.
  • Il " " ha bisogno d’una buona groppa.
  • Il " " vive sulla porta e muore alla finestra.
  • Il " " volta tutto al peggio.
  • La lingua è la peggior carne del mondo.
  • La maldicenza è come la lumaca che segna da dove e` passata.
  • La " " è il piacere degl’imbecilli.
  • La " " è il piacere di chi non ne ha altri.
  • La " " è il veleno dell’amicizia.
  • La " " e la calunnia fanno anche più male che non si vorrebbe.
  • La " " lascia il segno.
  • La " " lascia la cicatrice.
  • La " " torna sempre a casa.
  • La saetta gira gira, torna addosso a chi la tira.
  • Le cattive lingue tagliano più che le spade.
  • Molti son più per la maldicenza che per la lode.
  • Nella maldicenza c’è sempre un po’ di vero.
  • Nessuno si salva dal maldicente.
  • Per vivere bisogna imparare a sopportare la maldicenza.
  • Se nessuno ascoltasse non ci sarebbero maldicenti.
  • Se uno dice male, cento non fanno in tempo a dire bene.
Ci vogliono il tuo nemico e il tuo amico insieme per colpirti al cuore:
il primo per calunniarti, il secondo per venirtelo a dire. (Mark Twain)
2. Calunnia
© Aforismario

La calunnia non di rado plasma la vittima a propria immagine.
Amedeo Ansaldi, Manuale di scetticismo, 2014

Chi sa adulare sa anche calunniare.
Honoré de Balzac, Massime e pensieri di Napoleone, 1838

Calunniare. 1. Attribuire malignamente a un altro le azioni criminose che non si ha ancora avuto la tentazione o l'opportunità di commettere. 2. Parlare di un uomo e giudicarlo quando lui non ti può mettere le mani addosso.
Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo, 1911

Calunniatore. Diplomato alla scuola della maldicenza.
ibidem

Calunniate, calunniate; ne resterà sempre qualcosa.
Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais, Il barbiere di Siviglia, 1775

La calunnia disinteressata è, in chi la propala, indizio certo di virtù letteraria.
Gesualdo Bufalino, Il malpensante, 1987

Ove in eminente grado virtù risiede, ivi piomba la persecuzione; e pochi o niuno dei celebri personaggi delle andate età si sottrassero all'acuto morso della calunnia o della più fina malizia.
Miguel de Cervantes, Don Chisciotte della Mancia, 1605/15

La calunnia è come la vespa che vi disturba, e contro la quale non si deve fare il minimo movimento a meno che non siate certi di ucciderla: altrimenti quella torna alla carica più incattivita che mai.
Nicolas de Chamfort, Massime e pensieri, 1795 (postumo)

Il calunniatore non è il solo a trarre profitto dalla calunnia; essa serve altrettanto, se non di più, al calunniato, sempre a patto che questi ne soffra profondamente, perché gli dà un vigore insospettato, giovevole alle sue idee quanto ai suoi muscoli: perché lo incita a odiare.
Emil Cioran, La caduta nel tempo, 1964

Vedere nella calunnia parole, nient'altro che parole, è l'unico modo per sopportarla senza soffrire. Disarticoliamo qualsiasi frase detta contro di noi, isoliamo ogni vocabolo, trattiamolo con lo sdegno che merita un aggettivo, un sostantivo o un avverbio... Oppure, liquidiamo seduta stante il calunniatore.
Emil Cioran, Il funesto demiurgo, 1969

L'amore più appassionato avvicina due esseri meno di quanto faccia la calunnia. Inseparabili, il calunniatore e il calunniato costituiscono un'unità "trascendente", sono vincolati per sempre l'uno all'altro. Niente potrà separarli. Uno fa il male, l'altro lo subisce, ma lo subisce proprio perché vi si è assuefatto, non può più farne a meno, lo reclama perfino. Sa che i suoi desideri saranno esauditi, che non lo si dimenticherà mai, che, qualsiasi cosa capiti, sarà eternamente presente nella mente del suo infaticabile benefattore.
Emil Cioran, L'inconveniente di essere nati, 1973

La calunnia è come la moneta contraffatta: molti che non l'avrebbero mai emessa la fanno circolare senza scrupoli.
Comtesse Diane (Marie Joséphine de Suin de Beausacq), Massime di vita, 1883

La calunnia disdegna i mediocri e si afferra ai grandi.
Francesco Crispi, Pensieri e profezie, 1920 (postumo)

Più una calunnia è inverosimile, meglio la ricordano gli stolti.
Casimir Delavigne, I figli di Edoardo, 1833

Un pettegolezzo calunnioso non svanisce mai del tutto, se molti lo ripetono: anche la calunnia è una specie di divinità.
Esopo (attribuzione incerta - fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Le calunnie non si devono dimostrare. Basta ripeterle.
Roberto Gervaso, Il grillo parlante, 1983

La calunnia è la grande arma dei moralisti.
ibidem

Chi adula in pubblico, spesso calunnia in privato.
Roberto Gervaso, La volpe e l'uva, 1989

Sempre, dietro a chi sale, salgono la calunnia e l'improperio; ma tanto può l'uomo salire, e tanto prendere su di essi d'avanzo, da non più udirne lo voci.
Arturo Graf, Ecce Homo, 1908

Chi lascia la calunnia addensarsi sul proprio capo, e non si ripara, e non si scolpa, non serve alla bontà, serve all'ingiustizia.
Arturo Graf, Ecce Homo, 1908

La miglior risposta alle calunnie è il silenzio.
Ben Jonson, Volpone, 1607

La calunnia quando si tinge di scherno, di spiritosaggine, di vanità, ha l'apparenza di una cornucopia colma di «bombons». Ma dietro..., Dio mio, che abominio!
Søren Kierkegaard, Diario, 1834/55 (postumo 1909/49)

La verità enunciata sotto mentite spoglie è molto peggio della peggior calunnia.
Paolo Maurensig, Gli amanti fiamminghi, 2008

C'è un solo micidiale veleno contro cui non esisterà mai difesa né rimedio: la calunnia. È il capolavoro del genio del male.
Alessandro Morandotti, Minime, 1979/80

Se si scopre la traccia di una calunnia veramente infame, non se ne ricerchi mai l'origine fra i propri nemici leali e semplici; giacché questi, se inventassero sul nostro conto qualcosa del genere, non troverebbero, come nemici, nessun credito. Ma quelli a cui noi per un certo tempo siamo stati massimamente utili, ma che per un qualsiasi motivo possono essere in segreto sicuri di non ottenere più nulla da noi, - costoro sono in grado di mettere in circolazione l'infamia: essi trovano credito, da un lato perché si suppone che non inventerebbero niente che potesse portar danno a loro stessi, dall'altro perché ci hanno conosciuti più da vicino.
Friedrich Nietzsche, Umano troppo umano II, 1879/80

Per consolarsi, colui che è malamente calunniato può dirsi: le calunnie sono malattie degli altri che scoppiano sul tuo corpo; esse dimostrano che la società è un unico corpo (morale), sicché tu puoi effettuare su di te la cura che deve giovare agli altri.
Friedrich Nietzsche, Umano troppo umano II, 1879/80

Non sa nulla della cattiveria chi non ha sperimentato come la calunnia più infame e la più velenosa invidia si atteggino a compassione.
Friedrich Nietzsche, Frammenti postumi, 1869/89

I calunniatori sono anche di solito vigliacchi.
Ippolito Nievo, Le confessioni di un italiano, 1867 (postumo)

In fatto di calunnie, tutto quello che non nuoce serve a chi è calunniato.
Cardinale di Retz, Memorie, 1675/77 (postumo, 1717)

La calunnia è un venticello / un’auretta assai gentile / che insensibile, sottile / leggermente, dolcemente / incomincia a sussurrar.
Gioachino Rossini (testo di Cesare Sterbini), Il barbiere di Siviglia, 1816

Un attacco dall'esterno all'onore è possibile soltanto attraverso la calunnia, contro la quale l'unico mezzo è la confutazione, con la dovuta pubblicità e lo smascheramento del calunniatore.
Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

La gente non è affatto disposta a esprimere lode né a glorificare, invece tende sempre a denigrare e a calunniare e, con ciò, a lodate sé stessa indirettamente.
Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

Non meritare il titolo di calunniatore e non tendere insidie con la lingua, poiché la vergogna è per il ladro e una condanna severa per l'uomo falso.
Siracide, Antico Testamento, II sec. a.e.c.

Così come può accadere che un pugile, nel momento in cui si rende conto di non poter competere ad armi pari col proprio avversario, faccia ricorso a qualche colpo basso, allo stesso modo è facile che l’invidioso, nel momento in cui comprende che non potrà mai eguagliare il proprio rivale, ricorra alla calunnia. Ma cosí facendo, l’uno e l’altro – il pugile scorretto come l’invidioso – vanificano nel modo peggiore l’unica possibilità rimastagli: quella di finire al tappeto con onore.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

La calunnia non può essere una forza se non quando corrisponde a un bisogno storico.
Lev Trotsky, La mia vita, 1932

Ci vogliono il tuo nemico e  il tuo amico insieme per colpirti al cuore: il primo per calunniarti, il secondo per venirtelo a dire.
Mark Twain, Seguendo l'equatore, 1897

I calunniatori sono come il fuoco che annerisce il legno verde non potendo bruciarlo.
Voltaire, Quaderni, XVIII sec. (postumo, 1952)

I calunniatori non si curano di coprirsi di obbrobri, purché restino soddisfatti.
Mattia Zona, Calvi antica e moderna , 1820 (introduzione)

Proverbi sulla Calunnia
  • A calunnie nuove e vecchie non mancan mai le orecchie.
  • Cento che dicon bene non rimediano a uno che calunnia.
  • La calunnia è un assassinio morale.
  • La calunnia è una serpe che passa attraverso le porte chiuse.
  • La calunnia impicca l’uomo.
  • La calunnia offende tre: chi la dice, a chi la si dice, e di chi la si dice.
  • Niente è creduto presto come la calunnia.
  • Non vi è niente che sia creduto più in fretta che una calunnia.
La diffamazione è un pettegolezzo reso noioso dalla morale. (Oscar Wilde)
3. Diffamazione
© Aforismario

Assente. Soggetto agli attacchi degli amici e dei conoscenti; diffamato; calunniato; denigrato in tutti i sensi e in ogni occasione. Ha, purtroppo, sempre e inevitabilmente torto.
Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo, 1911

Diffamare. Mentire a proposito di qualcuno e dire la verità a proposito di un altro.
Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo, 1911

Il migliore fra gli uomini è colui che arrossisce quando lo lodi e rimane in silenzio quando lo diffami.
Kahlil Gibran, Massime spirituali, 1962 (postumo)

C'è differenza tra pettegolezzo e diffamazione. Il pettegolezzo è una cosa deliziosa. La storia che si studia non è altro che un pettegolezzo. Ma la diffamazione è un pettegolezzo reso noioso dalla morale!
Oscar Wilde, Il ventaglio di Lady Windermere, 1892

Proverbi sul Diffamare
  • Chi è diffamato, è mezzo impiccato.
  • Chi mal cerca fama, sé stesso diffama.
  • Guardati dal diffamare, perché le prove sono difficili.
Note
Vedi anche aforismi, frasi e citazioni su: Offesa e IngiuriaGiudizio degli altri - Criticare e Biasimare

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