2015-07-31

Emigrazione - Frasi su Immigrati e Stranieri

Raccolta di aforismi, frasi e riflessioni sul migrare nei suoi diversi aspetti: emigrazione ed emigranti, immigrazione e immigrati (in Europa, detti anche extracomunitari), e stranieri. In appendice, una poesia di Erri De Luca sui tanti immigrati annegati nel Mediterraneo durante il loro viaggio verso le coste italiane.
Emigranti italiani in America
1. Emigrazione / Emigranti
© Aforismario

Quando uno lascia un paese, tutte le cose acquistano prima della partenza un valore straordinario di ricordo, e ci fanno pregustare la lontananza e la nostalgia.
Corrado Alvaro, Gente in Aspromonte, 1930

Anche la Santa sede alza la voce: «Rispettare i diritti dei migranti è un dovere delle società sviluppate». L'Italia può appigliarsi a quest'ultimo cavillo.
Stefano Andreoli e Alessandro Bonino (a cura di), Spinoza. Un libro serissimo, 2010

Il papa: «Anche Gesù era un migrante». Però lui sull'acqua ci sapeva camminare.
ibidem

Emigrante. Un ingenuo convinto che un paese possa essere migliore di un altro.
Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo, 1911

Al mondo c'è gente talmente povera, da essere costretta ad emigrare in Albania per cercare lavoro!
Giobbe Covatta, Dio li fa e poi li accoppa, 1999

Giustamente si ricorda l’emigrazione italiana, la dura e ammirevole odissea dei nostri emigranti, stranieri spesso osteggiati nei Paesi allora più ricchi e ostili. Ma appunto perciò occorre sapere quanto sia difficile, per tutti, essere stranieri.
Claudio Magris, Livelli di guardia, 2011

I Paesi ricchi devono capire che chi emigra non lo fa per diletto ma perché è costretto, non ha scelta. Chi va a guadagnarsi da vivere in un Paese lontano non ruba l'impiego ad un locale, ma svolge lavori che nessuno vuol fare e spesso è sottopagato.
Óscar Rodríguez Maradiaga, Intervista di Gianni Cardinale, su 30Giorni, 2002

In alcune delle nostre province del Mezzogiorno specialmente, dove grande è la miseria e dove grandi sono le ingiustizie che opprimono ancora le classi più diseredate dalla fortuna, è una legge triste e fatale: o emigranti o briganti.
Francesco Saverio Nitti, L’emigrazione italiana e i suoi avversari, 1888

Il governo ha detto: "Presto il napoletano non dovrà più emigrare in Svizzera". No, no 'o governo italiano, il governo svizzero l'ha detto. 
Massimo Troisi

Costruire condizioni concrete di pace, per quanto concerne i migranti e i rifugiati, significa impegnarsi seriamente a salvaguardare anzitutto il diritto a non emigrare, a vivere cioè in pace e dignità nella propria Patria.
Karol Wojtyła (papa Giovanni Paolo II), messaggio per la 90ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, 2003

Sembra esserci nell'uomo, come nell'uccello, un bisogno di migrazione, una vitale necessità di sentirsi altrove.
Marguerite Yourcenar, Il giro della prigione, 1991

Immigrati albanesi in Italia, 1991
2. Immigrazione / Immigrati
© Aforismario

Sempre mi è parso nobile l'indigeno e insulso l'immigrato.
Anonimo, cit. in Karen Blixen, La mia Africa, 1937

In Italia il 77% degli immigrati ha un lavoro regolare. Gli altri si sono già integrati.
Stefano Andreoli e Alessandro Bonino (a cura di), Spinoza. Una risata vi disseppellirà, 2011

Sul nucleare pesa la questione delle scorie: vengono ammassate a tempo indeterminato in attesa dello smaltimento, la gente ne ha paura, nessuno le vuole e spesso finiscono in fondo al mare. Dov'è il problema? Con gli immigrati funziona.
Stefano Andreoli e Alessandro Bonino (a cura di), Spinoza. Qualcosa di completamente diverso, 2012

In questo secolo e mezzo il terziario avanzato ha potuto crescere moltissimo solo grazie al fatto che nel primario (agricoltura) e nel secondario (industria e affini) vi è stato un tale aumento di efficienza che oggi bastano poche persone per produrre cibo e oggetti per tutti. C'è stata, cioè, una straordinaria moltiplicazione dei pani e dei prodotti di ogni tipo che hanno permesso per esempio a 10 milioni di studenti di studiare e a un milione di insegnanti di insegnare, senza dover produrre cibo, oggetti o servizi perché l'efficienza dell'ecosistema tecnologico ha reso possibile questa evoluzione. Lo sviluppo di questo ecosistema ha permesso quindi la salita verso l'alto e la moltiplicazione di professioni prima impossibili; e ha provocato, contemporaneamente, il graduale svuotamento, in basso, dei lavori manuali, che oggi sono svolti dagli immigrati.
Piero Angela, A cosa serve la politica?, 2011

È vero che aumenteranno gli extracomunitari in Italia (mediamente molto più giovani), ma si tratta, soprattutto, di immigrati che provengono da paesi poveri, che non potranno sostituire quelle professioni alte mancanti di cui il paese avrà bisogno (eventualmente questo potrà succedere con una immigrazione d'élite). E poi c'è la seconda generazione di immigrati, quella dei figli delle prime ondate, che dovrà essere integrata nel miglior modo possibile per diventare una risorsa, e non un problema.
Piero Angela, A cosa serve la politica?, 2011

Il viaggiare per profitto viene incoraggiato; il viaggiare per sopravvivenza viene condannato, con grande gioia dei trafficanti di "immigrati illegali" e a dispetto di occasionali ed effimere ondate di orrore e indignazione provocate dalla vista di "emigranti economici" finiti soffocati o annegati nel vano tentativo di raggiungere la terra in grado di sfamarli.
Zygmunt Bauman, La società sotto assedio, 2002

L'attuale tendenza di ridurre drasticamente il diritto all'asilo politico, accompagnata dal ferreo divieto d'ingresso agli "immigranti economici", non indica affatto una nuova strategia nei riguardi del fenomeno dei profughi, ma solo l'assenza di una strategia e il desiderio di evitare una situazione in cui tale assenza possa causare imbarazzo politico.
Zygmunt Bauman, La società sotto assedio, 2002

In aggiunta alle solite accuse di vivere alle spalle del paese e di rubare posti di lavoro, ora gli immigrati vengono accusati di svolgere il ruolo di "quinta colonna" della rete terroristica globale. Finalmente c'è un motivo "razionale" e moralmente inattaccabile per rastrellare, incarcerare e deportare persone allorché non si sa più come gestirle e non ci si vuole prendere il disturbo di trovare un modo nuovo per farlo.
Zygmunt Bauman, La società sotto assedio, 2002

Le porte possono anche essere sbarrate, ma il problema non si risolverà, per quanto massicci possano essere i lucchetti. Lucchetti e catenacci non possono certo domare o indebolire le forze che causano l'emigrazione; possono contribuire a occultare i problemi alla vista e alla mente, ma non a farli scomparire.
Zygmunt Bauman, La società sotto assedio, 2002

I partiti politici specializzati nella denuncia anti-immigratoria non sono nient'altro che partiti demagogici piccolo-borghesi, che cercano di capitalizzare sulle paure e sulle miserie del mondo attuale praticando la politica del capro espiatorio. L'esperienza storica ci ha mostrato verso cosa conducono tali flautisti!
Alain de Benoist, su Junge Freiheit, 1998

L'americanizzazione del mondo, l'omogeneità dei modi di produzione e di consumazione, i regno della merce, l'estensione del mercato planetario, l'erosione sistematica delle culture sotto l'effetto della mondializzazione mettono in pericolo l'identità dei popoli molto di più dell'immigrazione. 
Alain de Benoist, su Junge Freiheit, 1998

L'immigrazione va regolata, gestita, non subita. Ma non va neppure vissuta come una minaccia. Abitiamo un mondo globale, in cui circolano liberamente i capitali, le merci e le informazioni. I migranti sono l'elemento umano della globalizzazione, l'avanguardia del mondo futuro.
Laura Boldrini, intervista di Aldo Cazzullo, su Sette, 2013.

Non possiamo, senza una insopportabile contraddizione, offrire servizi di lusso ai turisti affluenti e poi trattare in modo a volte inaccettabile i migranti.
Laura Boldrini, su Libero, 2014

L’immigrato - o poveraccio generico - che ha scelto di puntare sulla pulizia dei parabrezza per ovviare alla disoccupazione, si ritrova comunque disoccupato per la troppa concorrenza. Anche l’automobilista politicamente corretto e ben disposto non può collaborare più di tanto. Lungo certi tragitti urbani, l’assalto è talmente ininterrotto da rendere materialmente impossibile l’intervento di tutti i lavatori disponibili. Con tutta la buona volontà, non si riesce a sporcare un vetro in meno di quattrocento metri, soprattutto nei giorni di pioggia intensa.
Gioele Dix, Manuale dell’automobilista incazzato, 2007

L'attuale invasione dell'Europa non è che un altro aspetto di quell'espansionismo. Più subdolo, però. Più infido. Perché a caratterizzarlo stavolta non sono i Kara Mustafa e i Lala Mustafa e gli Ali Pascià e i Solimano il Magnifico e i giannizzeri. O meglio: non sono soltanto i Bin Laden, i Saddam Hussein, gli Arafat, gli sceicchi Yassin, i terroristi che saltano in aria coi grattacieli o gli autobus. Sono anche gli immigrati che s'installano a casa nostra, e che senza alcun rispetto per le nostre leggi ci impongono le loro idee. Le loro usanze, il loro Dio.
Oriana Fallaci, La forza della ragione, 2004

L'Occidente industriale si è cacciato in una fourchette irrisolvibile, che esso stesso ha creato. Se, infatti, apre indiscriminatamente all'immigrazione rischia di esserne corroso dall'interno, ma se non lo fa creerà sempre più masse di disperati che premeranno alle frontiere e che saranno facile preda delle lusinghe del terrorismo.
Massimo Fini, Il vizio oscuro dell'Occidente, 2002

Chi lotta contro l'immigrazione senza lottare contro il capitale è un criminale che non ha capito nulla del mondo in cui vive.
Diego Fusaro, su YouTube, 2014

Tramontato il principio che regolava l'etica kantiana secondo cui: "L'uomo va trattato sempre come un fine e mai come un mezzo", oggi vediamo che non solo l'immigrato, ma ciascuno di noi ha diritto di cittadinanza non in quanto esiste, non in quanto è un uomo, ma solo in quanto "mezzo" di produzione e di profitto.
Umberto Galimberti, D la Repubblica delle Donne, 2007

Il mondo della vita ti porta anche gli immigrati in casa. E siccome gli immigrati valgono meno della merce che producono, e comunque hanno minor possibilità di circolazione di quanta non ne abbiano i beni da loro prodotti, con loro si può fare ciò che si vuole. Li si può impiegare regolarmente, oppure in nero, li si può cooptare nelle forme del caporalato che li assolda a giornata, oppure per altri "mestieri" che vanno dal racket allo spaccio. Il mondo della vita è anche questo, ed è per vivere che gli immigrati si adattano a questo. Dietro le loro facce, che sembrano icone della sofferenza, c'è chi nell'illegalità li usa per fare gli affari suoi, sporchi o puliti che siano.
Umberto Galimberti, I miti del nostro tempo, 2009

Dopo il crollo del Muro di Berlino, l'Europa è diventata l'epicentro amato e odiato di una vasta migrazione di popoli che, dall'Est e dal Sud del mondo, cerca una via d'uscita alla fame, alla persecuzione politica, al tempo senza progetto e senza futuro. Come nel secolo scorso è accaduto per gli Stati Uniti, ora anche per gli europei si pone il problema di reperire un codice comune di convivenza un po' più evoluto di quanto non siano le proposte estemporanee dei vagoni separati per extracomunitari e cittadini della Comunità europea, o peggio le impronte digitali per i bambini rom.
Umberto Galimberti, I miti del nostro tempo, 2009

Per effetto dell'immigrazione massiccia, stiamo avviandoci, ultimi in Europa, a diventare una nazione multietnica, per vivere nella quale è necessario ampliare, e di molto, il concetto di "uomo", e imparare quella prima virtù della convivenza che si chiama tolleranza.
Umberto Galimberti, I miti del nostro tempo, 2009

Per ragioni economiche, dovute al fatto che nessuno di noi svolge più i lavori che affidiamo agli stranieri (primo sintomo della disgregazione della società), accogliamo gli immigrati purché non si integrino (nonostante le chiacchiere che a questo proposito si fanno), perché la loro integrazione cancellerebbe le differenze socialmente percepibili tra Noi (che per difendere la nostra identità ci consideriamo superiori) e Loro (che accogliamo solo se si mantengono a un livello inferiore e subordinato).
Umberto Galimberti, I miti del nostro tempo, 2009

A ostacolare l'integrazione non sono tanto Loro, quanto Noi che ci sentiamo minacciati di declassamento se anche loro hanno diritto a una casa, a un'assistenza medica, a una pensione, ai vantaggi di uno stato sociale che Noi, a differenza di Loro, abbiamo conquistato.
Umberto Galimberti, I miti del nostro tempo, 2009

Chiunque incontri è tuo fratello, figlio, figlia; non ci sono fratelli e sorelle di serie B, C e D. Su tutte le difficoltà riguardanti l'immigrazione, dico: diamo prima l'accoglienza e poi le difficoltà le affronteremo.
Andrea Gallo, a Cominciamo bene, Rai Tre, 2010

Il fenomeno migratorio chi è in grado di fermarlo? È come un fenomeno sismico. Siamo in grado di arrestare il terremoto? No. Sparare o affondare le barche che portano gli extracomunitari serve a qualche cosa? Per una nave che viene fermata ce ne sono altre cento pronte a solcare il mare.
Andrea Gallo, Sono venuto per servire, 2010

Un immigrato è qualcuno che non ha perso niente, perché lì dove viveva non aveva niente. La sua unica motivazione è sopravvivere un po' meglio di prima.
Jean-Claude Izzo, Chourmo, 1996 

L’Italia non ha avuto una buona guida in grado di accompagnare il passaggio da Paese di emigrati a Paese di immigrazione. Abbiamo avuto per anni al potere la destra che ha portato avanti una cultura dell’odio. Quello che serve invece è il dialogo.
Cécile Kyenge, su Today, 2014

È facile e doveroso criticare la barbarie di chi respinge gli immigrati, ma potrebbe venire il momento in cui il numero di nostri concittadini del mondo giustamente desiderosi di sfuggire a condizioni di vita intollerabili divenisse così grande da rendere a essi materialmente impossibile trovare posto, generando così conflitti insostenibili e in forme imprevedibili, anche molto diverse da ciò che tradizionalmente chiamiamo guerra.
Claudio Magris, Livelli di guardia, 2011

L'immigrato ha un mondo del passato a cui appartiene e un mondo del presente al quale sempre, più o meno, sarà estraneo; suo figlio invece sta in tutti e due e molte volte in nessuno. Per questo c'è bisogno che il processo di integrazione abbia successo, in modo che la seconda generazione non resti chiusa nel ghetto.
Antonio Muñoz Molina, su Corriere della sera, 2010

L'immigrazione è la forma più sincera di adulazione.
Jack Paar, cit. in King Duncan, King's Treasury of Dynamic Humor, 1990

L’unico criterio su cui è possibile fondare una politica razionale dell’immigrazione, per quanto arido o «meschino» possa apparire a coloro che non apprezzano l’etica della responsabilità, è quello della convenienza , della nostra convenienza .
Angelo Panebianco, su Corriere della Sera, 2014

Un Paese economicamente avanzato non può permettersi di importare troppa mano d’opera non qualificata. Oltre una certa soglia, non può assorbirla nei mercati legali, finendo così per favorire quelli illegali, gestiti dalla criminalità.
Angelo Panebianco, su Corriere della Sera, 2014

In Europa la popolazione diminuisce, si apre la porta all'immigrazione incontrollata e si diventa tutti meticci.
Marcello Pera, discorso al Meeting per l'amicizia fra i popoli di Comunione e liberazione, Rimini, 2005

L'immigrazione va regolata e spiegata: altrimenti gli ignoranti e i malintenzionati troveranno pretesti. Non rappresenta infatti un'eredità coloniale, come in Gran Bretagna, in Francia o in Olanda. È una necessità economica e una conseguenza geografica. L'Italia penzola come un frutto sulla testa dei poveri dell'Africa, dei Balcani e del Vicino Oriente; e ci sono mestieri che noi non vogliamo più fare e gli immigrati desiderano.
Beppe Severgnini, La testa degli italiani, 2005

L'immigrazione è una materia delicata, e richiede un progetto, magari non rivoluzionario come quello americano, metodico come quello canadese, radicale come quello australiano o razionale come quelle giapponese. Basta sia chiaro e coinvolgente. Invece accade che ai nuovi arrivati diamo un lavoro, ma neghiamo rispetto e diritti. Oppure concediamo diritti, senza ricordare i doveri.
Beppe Severgnini, La testa degli italiani, 2005

Per il ministro dell'istruzione le classi di «inserimento» per i bambini immigrati «non sono un problema di razzismo, ma un problema didattico». È la solita storia: «educarne uno per colpirne cento».
Dario Vergassola, Un annetto buono, 2009

L’ISTAT ha detto che in Italia siamo più di sessanta milioni grazie anche agli immigrati. Allora è vero che vengono qui a tromb*** le nostre donne!
Dario Vergassola, Un annetto buono, 2009

Nella sfera depoliticizzata dell'amministrazione postideologica, il solo modo di mobilitare l'elettorato è suscitare paura (degli immigrati, del prossimo).
Slavoj Žižek, Benvenuti in tempi interessanti, 2012

Mio sangue è rosso come il tuo
3. Stranieri
© Aforismario

Straniero. Chi appartiene a un altro paese, inferiore al nostro. Un mostro considerato con un grado di tolleranza variabile, a seconda della sua capacità di conformarsi agli eterni valori delle nostre opinioni e al mutare dei nostri interessi.
Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo, 1911

Passaporto. Documento proditoriamente inflitto ad alcuni cittadini la cui unica colpa è quella di volersi recare all'estero; esso li addita al pubblico disprezzo come stranieri e li espone a ogni sorta di rappresaglia e di abuso.
Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo, 1911

Lei, chi è? − Io sono uno straniero per la polizia, per Dio, per me stesso.
Emil Cioran, Il funesto demiurgo, 1969

Si onorano gli stranieri e i forestieri andando loro incontro, accompagnandoli alla partenza, apprezzandone l'esperienza e pazientando se non ne hanno.
Confucio, Dialoghi, ca. 479/221 a.e.c. (postumo)

Il posto dove si va ad abitare non è così importante... Io stesso ho vagabondato costantemente da un posto all'altro, straniero ovunque... L'ideale di un uomo come me è di sentirsi a casa in qualunque posto.
Albert Einstein, lettera a Max Born, 1920

Noi accogliamo stranieri nella nostra terra che però, in ogni suo dove, è permeata da quella cultura economica che, visualizzandoci non più come individui, ma come semplici titolari di interessi, ci rende stranieri a noi stessi, ponendoci in una condizione non dissimile dalla condizione dello straniero che ospitiamo. Il processo di globalizzazione renderà questo scenario universale. I confini si faranno incerti, le identità deboli e imprecise, e l'incontro ravvicinato con la differenza sarà affare di ogni giorno, sia nei rapporti con l'altro, sia nei rapporti con quell'altro che ciascuno di noi è diventato per se stesso.
Umberto Galimberti, I miti del nostro tempo, 2009

La sofferenza dello straniero, infatti, non è tanto la distanza dalla sua patria, ma la rinuncia alla propria identità come costo da pagare per l'assimilazione, che non diventa qualcosa di più morbido anche se la si chiama integrazione.
Umberto Galimberti, I miti del nostro tempo, 2009

L'emergenza insegna a pregare, si dice: per impararlo si vada in Italia! Lo straniero vi trova emergenza di certo.
Johann Wolfgang Goethe e Friedrich Schiller, Xenia, 1796

Per uno straniero in Inghilterra i primi quarant'anni sono i più difficili; dopo ci si abitua.
Nubar Gulbenkian (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che «ogni straniero è nemico». Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati, e non sta all'origine di un sistema di pensiero. Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena, sta il Lager.
Primo Levi, Se questo è un uomo, 1947

L’universalità e le difficoltà di questo fenomeno planetario ci aiutano, ci costringono a toccar con mano l’interdipendenza di tutti gli uomini, l’essenziale unità del genere umano, diversificato ma organicamente unitario come un grande albero con le sue radici, rami e foglie; ci fa sentire fisicamente che ognuno di noi, come dice la Bibbia degli ebrei, è stato straniero in terra d’Egitto e può ancora diventarlo, nel domani sempre più incerto e sempre più globale, e dunque che gli stranieri sono i compagni del nostro destino.
Claudio Magris, Livelli di guardia, 2011

Il vantaggio di vivere all'estero è che, venendo a contatto con le maniere e i costumi di un altro popolo, questi si possono osservare dal di fuori e vedere che non sono così essenziali come li ritengono gli abitanti del paese. Ciò che per uno appare evidente, per lo straniero è assurdo.
William Somerset Maugham, Schiavo d'amore, 1915

Se voi avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall'altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri miei stranieri.
Lorenzo Milani, lettera ai cappellani Militari Toscani, 1965

I viaggi danno una grande apertura mentale: si esce dal cerchio dei pregiudizi del proprio Paese e non si è disposti a farsi carico di quelli stranieri. 
Charles-Louis de Montesquieu, Saggio sulle cause che possono influire sugli spiriti e sui caratteri, 1736/43

L'incontro/scontro con lo straniero, l'immigrato, è uno scontro di paure.
Mauro Maria Morfino, Amate dunque il forestiero, su Dialogo, 2011

L'idea più stravagante che possa nascere nella testa di un uomo politico è quella di credere che sia sufficiente per un popolo entrare a mano armata nel territorio di un popolo straniero per fargli adottare le sue leggi e la sua costituzione. Nessuno ama i missionari armati; il primo consiglio che danno la natura e la prudenza è quello di respingerli come nemici.
Maximilien de Robespierre, Secondo discorso sulla guerra, 1792

Abbiamo poco da guadagnare frequentando gli spiriti della nostra famiglia. Domandare lezioni agli stranieri che ci allontanano dal nostro ambiente.
Jean Rostand, Pensieri di un biologo, 1954

Mi piacciono solo due tipi di uomini: gli stranieri e quelli del mio Paese.
Mae West, Non sono un angelo, 1933

Straniero, se passando m'incontri e vorresti parlarmi, perché non dovresti parlarmi? / E perché non dovrei io parlare a te?
Walt Whitman, Foglie d'erba, 1855/92

Chi ama lo straniero, ama il vento.
Proverbio

L’amore del forestiero è acqua nel vaglio.
Proverbio

Mare nostro
Erri De Luca, Preghiera laica al Mediterraneo, 2015

Mare nostro che non sei nei cieli / e abbracci i confini dell'isola e del mondo / sia benedetto il tuo sale / sia benedetto il tuo fondale. / Accogli le gremite imbarcazioni / senza una strada sopra le tue onde / i pescatori usciti nella notte / le loro reti tra le tue creature / che tornano al mattino / con la pesca dei naufraghi salvati. / Mare nostro che non sei nei cieli / all'alba sei colore del frumento / al tramonto dell'uva di vendemmia, / ti abbiamo seminato di annegati / più di qualunque età delle tempeste. / Mare nostro che non sei nei cieli / tu sei più giusto della terra ferma / pure quando sollevi onde a muraglia / poi le abbassi a tappeto. / Custodisci le vite, le visite cadute / come foglie sul viale / fai da autunno per loro / da carezza, da abbraccio, da bacio in fronte / di padre e madre prima di partire.

Note
  1. La citazione di Jack Paar è una variazione da Charles Caleb Colton: "L'imitazione è la forma più sincera di adulazione", tant'è che in alcuni siti italiani la frase sull'immigrazione è attribuita erroneamente a quest'ultimo.
  2. Vedi anche aforismi, frasi e citazioni su: Patria

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