2015-07-26

Ristorante, Bar e Camerieri - Frasi e battute divertenti

Raccolta di aforismi, frasi e battute umoristiche sul ristorante e i camerieri. Il paragrafo finale è dedicato al bar. Su Aforismario trovi altre raccolte di citazioni correlate a questa sulla cucina, il cibo e i cuochi.
Il ristorante, una forma di saggezza seduta. (Beppe Severgnini)
1. Ristorante
© Aforismario

La storia di tutte le maggiori civiltà galattiche tende ad attraversare tre fasi distinte ben riconoscibili, ovvero le fasi della Sopravvivenza, della Riflessione e della Decadenza, altrimenti dette fasi del Come, del Perché e del Dove. La prima fase, per esempio, è caratterizzata dalla domanda "Come facciamo a procurarci da mangiare?", la seconda dalla domanda "Perché mangiamo?" e la terza dalla domanda "In quale ristorante pranziamo oggi?".
Douglas Adams, Guida galattica per gli autostoppisti, 1979

Per me la natura è, non lo so, i ragni, le cimici, e... il pesce grosso che mangia il piccolo, e le piante che mangiano altre piante... animali che man... è un enorme ristorante, così la vedo.
Woody Allen, in Amore e guerra, 1975

Il colmo dell'ottimismo è entrare in un grande ristorante e sperare nella perla che si troverà in un'ostrica per pagare il conto.
Tristan Bernard (fonte sconosciuta - attribuita a Ugo Tognazzi - vedi "Citazioni errate" su Aforismario)

Tra amiche. "Senti Mariuccia, come mai tuo marito ti porta così spesso ala ristorante?" "Gli dico sempre, prima, quello che ho cucinato!"
Gino Bramieri, Io Bramieri vi racconto 400 barzellette, 1976

1) Mai mangiare in un ristorante che esibisce le fotografie del cibo che serve (se lo fai, non credere mai alle fotografie).
2) Mai mangiare in un ristorante conflock wallpaper (carta da parati greve, spesso con gigli di raso rosso in rilievo, ndt [1]).
3) Mai mangiare in un ristorante collegato ad un impianto di bowling.
4) Mai mangiare in un ristorante dove puoi ascoltare quel che dicono in cucina.
5) Mai mangiare in un ristorante che offre uno spettacolo dal vivo nel quale gli artisti hanno nomi che comprendono i seguenti vocaboli: Rhythm, Swinger, Trio, Gombo, Havvaiian, Polka.
6) Mai mangiare in un ristorante che ha macchie di sangue sulle pareti.
Bill Bryson The Lost Continent, 1989

Il piatto del giorno va bene, a condizione di sapere a quale giorno risale la sua preparazione.
Pierre Dac (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Andare in vacanza con la propria moglie, è come andare al ristorante con dei panini.
Frédéric Deville

Il modo miglior per sbarazzarsi degli odori di cucina: mangiare fuori.
Phyllis Diller

È più facile essere fedele a un ristorante che a una donna.
Federico Fellini (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

L'uomo non è fatto per prendere decisioni. Basta vederlo al ristorante, davanti a un menu.
Roberto Gervaso, Il grillo parlante, 1983

La vita non è un ristorante ma un buffet. Lasciatevi servire.
Dominique Glocheux, La vita è bella, 1999

Il matrimonio è come il ristorante: appena si è serviti si guarda nel piatto del vicino.
Sacha Guitry

I ristoranti sono occasioni in cui gli osti salutano, i clienti ordinano e i camerieri mangiano.
Karl Kraus, Pro domo et mundo, 1912

Io giudico un ristorante dal suo pane e dal suo caffè.
Burt Lancaster

Mai mangiare in un ristorante cinese che pratica aborti.
Daniele Luttazzi, Non qui, Barbara, nessuno ci sta guardando, 1989

Meno tavole rotonde, più tavole calde.
Marcello Marchesi (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Al ristorante, dai sempre la precedenza al tuo cavaliere: all'entrata, all'uscita e soprattutto al momento del conto.
Gianni Monduzzi, Il manuale della playgirl, 1985

Il fascino fondamentale dei ristoranti consiste nell'origine ignota dei cibi.
Lorenzo Morandotti, Crani e topi, 2014

Il ristorante è un luogo meraviglioso per gli amori novelli, sconfortante per le coppie ufficiali.
Bertrand Morane (Charles Denner), in L’uomo che amava le donne, 1977

Quando vado in un ristorante che ancora non conosco, chiedo sempre di stringere la mano allo chef. Se è magro, probabilmente mangerò male. Se è magro e anche triste, l'unica via di salvezza è darsela a gambe.
Fernand Point, cit. su New York Times, 1989

Il matrimonio è una cosa esagerata: è come se uno che ha fame comprasse un ristorante.
Renato Pozzetto, in Lui è peggio di me, 1984

Negli Stati Uniti si mangia veramente male. In certi ristoranti, con il conto ti portano anche la prognosi. Ho capito perché gli americani incominciano il pranzo dal dolce, poi passano alla frutta, al secondo e al primo. C’è una logica precisa: dopo vomitano tutto in ordine.
Antonio Ricci [3]

Uno yuppie è un tale che ritiene coraggioso mangiare in un ristorante non ancora recensito.
Mort Sahl [3]

I) Evitare, all'estero, i ristoranti che hanno un nome italiano. In Italia, quelli che hanno un nome inglese.
II) Evitare i ristoranti alle cui pareti sono appesi oggetti diversi da un quadro (particolarmente insidiosi: fiaschi, attrezzi agricoli, abiti tradizionali, armi bianche).
III) Evitare i ristoranti che offrono come antipasto soltanto cocktail di gamberetti.
IV) Evitare i ristoranti che, per la pubblicità, usano le parole special e gourmet.
V) Evitare i ristoranti troppo vuoti, a meno che siano le undici del mattino o le tre di notte.
VI) Evitare i ristoranti nei quali, alla domanda "Di che colore era un tempo la giacca del cameriere?", quattro commensali danno quattro risposte diverse.
VII) Evitare i ristoranti. Meglio farsi invitare a cena da amici e conoscenti.
Beppe Severgnini, Italiani con valigia, 1993 [1]

[Noi italiani] siamo indiscutibilmente generosi: quasi sempre, ad esempio, rinunciamo a controllare i conti dei ristoranti, un'attività che occupa invece circa metà delle ferie di uno svizzero o di un austriaco (la cosa, va da sé, ci rende popolari tra i camerieri di tutto il mondo).
Beppe Severgnini, Italiani con valigia, 1993 [1]

Imbarazzanti sono i mandolini nei ristoranti italiani all'estero, gestiti di solito da un croato o da un cipriota, il quale fornisce ai clienti l'Italia fasulla che questi pretendono, per poi farsene beffe.
ibidem

Lo scrittore americano Calvin Trillin, gloria del settimanale The New Yorker, scrive: a) Mai mangiare in un ristorante che gira o galleggia; b) Mai mangiare in un ristorante che sia a più di dieci metri da terra; c) Mai mangiare nel ristorante dell'albergo. Dimentica che: a) Durante i viaggi per mare non si può restar digiuni; b) A Hong Kong gli alberghi hanno ottimi ristoranti panoramici; e) Talvolta piove.
Beppe Severgnini, Italiani con valigia, 1993 [1]

Quando, in un ristorante, vedo una famiglia con bambini, mi metto nei panni dei più piccoli. I grandi parlano, progettano, litigano, guardano le mappe o le ricevute che li hanno fatti litigare: insomma, si divertono. I bambini non hanno vie di mezzo. O sono troppo buoni, e spezzano il cuore; o sono terribili, e rompono i timpani (e qualcos'altro).
Beppe Severgnini, Manuale dell'uomo domestico, 2002

Andare al ristorante da soli è un lusso adulto. Piace quando è una scelta, e non una mancanza di alternative. Piace perché consente di mangiare in fretta, oppure con una lentezza estenuante. Piace perché permette di pensare
Beppe Severgnini, Manuale dell'uomo domestico, 2002

Esistono locali che curano l'ambiente, la cucina, la lista dei vini, il servizio. Poi si sintonizzano su una radio locale che vomita musica tecno.
Beppe Severgnini, Manuale dell'uomo domestico, 2002

Il ristorante, una forma di saggezza seduta.
Beppe Severgnini, La testa degli italiani, 2005

Naturalezza, auto-indulgenza, abitudine, sollievo, fiducia, fantasia, ricordi, curiosità, intuizione (molta), tradizione (un po'), orgoglio (familiare, cittadino, regionale), diffidenza, conformismo, testardaggine, realismo, esibizionismo, divertimento, lodevole entusiasmo, insolita calma. Sono questi i sentimenti con cui noi italiani ci avviciniamo al tavolo di un ristorante.
Beppe Severgnini, La testa degli italiani, 2005

Un ristorante italiano è fatto anche dirituali che eccitano e sconcertano. Per esempio, il coperto. Ve
lo leggo in faccia: non capite che quel participio sul conto è un antipasto esoterico, e dovreste ringraziarci. Lo Zingarelli 2005 lo definisce così: «Dal francese couvert, dal latino coopertu(m): "coperto", in quanto è ciò con cui si copre la tavola». Quindi: «Insieme di piatti, posate, bicchieri e simili necessario per una persona a tavola». Perciò: «Posto a tavola». Dunque: «Quota fissa che si paga in un ristorante per ogni posto a tavola». Resta una domanda: perché?
Beppe Severgnini, La testa degli italiani, 2005

Entrate in qualunque business hotel e troverete due ristoranti: uno francese, con un nome come La Clé d'Or: elegante, caro e semivuoto. Uno italiano, chiamato Da Gino o qualcosa del genere: colorato, a buon mercato, allegro e affollato.
Beppe Severgnini, Italians, 2008

Nei ristoranti, oggi, lavorano molti laureati. Finché potranno: al MIT hanno elaborato Presto!, un’applicazione per iPad che connette il cliente con la cucina (permette di scegliere, ordinare, specificare, pagare, e la ricevuta verrà inviata a casa via e-mail).
Beppe Severgnini, Italiani di domani, 2012

Tutto è relativo! Anche nei ristoranti all'aperto si paga il coperto.
Mirco Stefanon, Micio Zen, 1997

Un uomo di una certa età, è un uomo che, al ristorante, fa più attenzione ai piatti che alle cameriere.
Pierre Veber

Quando si va in un ristorante, meno si sa di quello che succede in cucina, più ci si gode il pasto.
Jeffrey Wright

Non potevo dormire, così mi sono alzato. Avevo fame, ma siccome non c’era niente in casa sono andato in un ristorante aperto 24 ore. Arrivato lì un tale stava abbassando la saracinesca: «Siamo chiusi» mi ha detto. «Come sarebbe a dire? C’è scritto “Aperto 24 ore”!» «Sì, ma non di seguito.»
Steven Wright [3]

Il segreto del mio lungo matrimonio? Andiamo al ristorante due volte a settimana. Ceniamo a lume di candela, musica romantica e qualche passo di danza... Lei ci va il martedì e io il venerdì.
Henny Youngman

Una volta mia nonna mi portò a mangiare in una trattoria all'aperto; si mise a piovere. Ci mise tre ore per finire il brodo.
Mario Zucca

2. Cameriere
© Aforismario

Ci si innamora a vent'anni: dopo si innamorano soltanto le cameriere.
Gianni Agnelli

Ieri al ristorante mi ha servito un cameriere che penso prima facesse il meccanico. Ogni cinque minuti passava e chiedeva: “Acqua e olio, tutto a posto?”
Federico Basso [4]

Era così intelligente che non capiva la sua cameriera.
Roberto Bazlen, Note senza testo, 1979 (postumo)

Un cannibale è uno che va al ristorante e ordina il cameriere.
Jack Benny [3]

Altezzoso. Altero e sdegnoso, come per esempio un cameriere.
Ambrose Bierce, Il dizionario del diavolo, 1911

Al ristorante: "Cameriere, una mosca nella minestra." "Gliela porto subito, signore."
Gino Bramieri, Io Bramieri vi racconto 400 barzellette, 1976

Cameriere: "Abbiamo praticamente tutto sul nostro menu".
Cliente: "Vedo. Adesso però me ne può portare uno pulito?".
Jacob M. Braude

Dio non può rispondere a tutti coloro che lo chiamano. È come il cameriere in un ristorante. Ha troppi tavoli da servire.
Mel Brooks

Ci vuole un bel coraggio, al ristorante, a chiamare cameriere il cameriere.
Roberto Gervaso, Il grillo parlante, 1983

Un cameriere è un uomo che porta un frac senza che nessuno se ne accorga. Per contro ci sono degli uomini che hanno l'aspetto di camerieri appena si mettono un frac. Così in ambedue i casi il frac non ha nessun valore.
Karl Kraus, Pro domo et mundo, 1912

− Cameriere, per favore, le dispiace togliere il dito dalla mia bistecca?
− Va bene, va bene, però non mi dia la colpa se torna a cadere.
Mauroemme

Non litigare mai con i vicini, con i suoceri e con i camerieri al ristorante!
Sandro Pandolfi, Il tempo verticale, 2011

Nei ristoranti giapponesi, dove servono il pesce crudo, anche i pesci dell’acquario sono molto belli, ma hanno sempre un’aria preoccupata.
Dado Tedeschi [4]

L'uomo mangia anche con gli occhi, specie se la cameriera è carina.
Ugo Tognazzi

Dissimulare: virtù di re e di cameriera.
Voltaire, Le sottisier, 1880 (postumo)

3. Bar
© Aforismario

Quel bar non lo aveva mai visto così pieno. Sulla via per l'inferno c'è sempre un sacco di gente, ma è comunque una via che si percorre in solitudine. Si spinse avanti a gomitate per prendere la sua vodka liscia.
Charles Bukowski, Niente canzoni d'amore, 1990

Il bar non porta i ricordi ma i ricordi portano inevitabilmente al bar.
Vinicio Capossela, Non si muore tutte le mattine, 2004

Sempre i soliti mai facce nuove, / Dio che noia la sera qui al bar. / La sera qui al bar / Non vi dico che cosa è il padrone/ se dimentico di consumare, / non mi molla continua a fissare / finché crollo e non prendo un caffè.
Giorgio Gaber, Il Riccardo, 1969

Bar. Ha decimato i Caffè, per comodo dell'uomo moderno, il quale s'è abituato oramai a fare ogni cosa da ritto e di corsa. Ma rappresenta sempre una considerevole perdita di tempo e, perciò, di moneta. Quindi è prevedibile, fra qualche decennio, l'istituzione dei bar volanti pei cittadini volanti.
Domenico Giuliotti e Giovanni Papini, Dizionario dell'omo salvatico, 1923

Forse un giorno si scoprirà che da qualche parte esiste un piccolo gene, simpatico ma a volte un po' rompicoglioni, che invoglia, stimola e spinge alcuni di noi a riunirsi nei bar.
Max Pezzali, Stessa storia, stesso posto, stesso bar, 1998

Fuori dal bar ci sono gli ubriachi: quelli che sono stati buttati fuori dal bar. Fuori dal bar c'è un deserto pieno di gente. Meglio stare nel bar.
Andrea G. Pinketts, Sangue di yogurt, 2002

Al barista che ha servito una tazzina di caffè sporca di rossetto: «Se mi ci mette anche due ciglia finte me la porto a ballare!»
Antonio Ricci [3]

La chiesa è vicina, ma la strada è ghiacciata; il bar è lontano, ma camminerò con prudenza. Proverbio russo

Note
  1. Beppe Severgnini, Italiani con valigia © 1993 RCS Libri
  2. Beppe Severgnini, Italians © 2008 RCS Libri
  3. Battuta tratta da Gino e Michele, Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano. Opera omnia, Baldini e Castoldi, 1995
  4. Battuta tratta da Gino e Michele con Paolo Borraccetti, Le cicale 2010, Kowalski, 2009
  5. Vedi anche aforismi, frasi e citazioni su: Cucina - Cuochi e Chef

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