2015-08-08

Tè - 110 frasi sul The o Tea

Raccolta degli aforismi più intensi e delle frasi più aromatiche sul , chiamato anche, meno correttamente, the (c'è anche chi scrive "tea" che è il nome in inglese). Il tè, si sa, è una bevanda di origine orientale, tradizionale in Cina e in Giappone, che è diventata una sorta di rito anche in Gran Bretagna, e quanto il tè sia apprezzato sia in Oriente sia in Occidente, lo dimostrano i tanti elogi a esso dedicati da autori di tutto il mondo, come quelli riportati in questa pagina. Prima di leggere le seguenti citazioni, si consiglia di prepararsi una buona tazza di tè, e di sorseggiarla con calma tra una frase e l'altra: ogni pensiero acquisterò più gusto.
Il tè si beve per dimenticare il frastuono del mondo. (T'ien Yi-heng)
© Aforismario

Anche se non posso fuggire dal mondo della corruzione, posso preparare il tè con l'acqua di un ruscello di montagna e mettere il mio cuore a riposo.
Ueda Akinari, XVIII-XIX sec. [1]

Il tè è saggezza istantanea − basta aggiungere acqua!
Astrid Alauda [1]

Una bella donna non è mai così bella come quando prepara il tè.
Mary Elizabeth Braddon, Il segreto di Lady Audley, 1862

Le conversazioni faccia a faccia sono molto più efficaci, e le videoconferenze sono sempre un ripiego rispetto a una tazza di tè bevuta insieme. 
Richard Branson, Il business senza segreti, 2008

Il tè, bevanda di popoli cerimoniosi, somiglia al monsone, alle piogge tropicali; calmante oppure eccitante, invita alle parole, alla distensione.
Pascal Bruckner, Parias, 1985

Nelle regioni mentali profonde, dove il pensiero contempla la Via, dove il cielo s'incurva fino a circoscrivere con la sua danza invisibile il nostro doloroso sforzo di penetrarlo, è percepito soprattutto, come annuncio che il cielo è vicino, l'aroma del tè.
Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo, 1979

Dice Joubert che l'aroma del tè è sentito più dal palato che dall'odorato. Infatti il palato ne è soavemente investito, mentre il naso ne aspira poco. Ma già al tempo di Joubert l'odorato era un senso quasi perduto, per noi, a cui non resta che invidiarlo ai cani. Bevete tè e non disperate.
Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo, 1979

Un tè allo zenzero fortifica la vista interna, allarga la capacità dell’occhio sepolto, fa dire allo spirito dov'è entrato: io posso.
Guido Ceronetti, ibidem

Il Tè e l'Aglio sono ugualmente divini: ma il Tè proviene dalla Sefirà Bina (Intelligenza) di Dio, l'Aglio da Din-Gheburà (Giustizia-Forza). Il Tè dovrebbe essere bevanda dei buoni, dei calmi, dei veggenti; ma lo bevono anche i cattivi, gli irascibili, i pazzi: è un punto a favore della neutralità morale di Dio. L'Aglio è medico universale, ma non sono pochi ad aborrirne le cure: sono quelli che rifiutano di essere salvati. Il Tè non discrimina; l'Aglio sì. È delizioso, dopo aver mangiato alimenti mescolati con aglio, bere tè; ma non bere vino, è un funesto errore. La cattiva compagnia del vino trasforma l'aglio in un sicario, in un fumo di taverna. È da fuggire chiunque mescoli all'aglio il vino, perché porta disordine e corruzione.
Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo, 1979

Due volte al giorno, verso le sei del mattino e le cinque della sera, tazza ripetuta di Tè verde della Cina arriva con la sua infallibile virtù unitiva, confirmativa, risuscitativa, a disincagliarmi e a preservarmi da ogni specie d’inerzia, d’inebeti-mento, di abbattimento.
Guido Ceronetti, Pensieri del tè, 1987 (prefazione) [2]

Il soffio del Tè s’infonde negli angoli morti, non si sgomenta d’interrogare statue imbracate. Tra le crepe dell’arido introduce qualche sua goccia, allo scolorito ridà figura.
Guido Ceronetti, ibidem

Lo Spirito del Tè comincia appena disceso ad operare. Leggere pressioni interne, agopunture invisibili, scatti tempestivi del sensorio, sampàn di lumettini, coloriture improvvise di silenzi, un susseguirsi puntuale di eccitamenti che vanno dall’occhio interno (che forse è un orecchio o una mano) lungo le disirrigidite vertebre, al coccige resurrecturo. Allora nel buio molte finestrine tornano vive, e le parole faticano meno a ritrovare il loro principio negli spazi lontani.
Guido Ceronetti, Pensieri del tè, 1987 (prefazione) [2]

L'uomo beve il Tè perché lo angoscia l'uomo. Il Tè beve l'uomo, l'erba più amara.
Guido Ceronetti, ibidem

Il tè, adottato nei primi secoli dell’espansione militare romana, avrebbe cambiato più della Grecia i costumi di Roma. Meno schiavi torturati, meno Cesari feroci, meno ubriacature di pesanti vini meridionali; il legno al posto della pietra, ponti sottili invece di ponti su enormi pilastri, nessuna ambizione di sfidare il Tempo.
Guido Ceronetti, Pensieri del tè, 1987 [2]

L’uomo che pensa non predica, non ha microfoni, non zarathustreggia, imbavaglia ogni tipo di sonorità che non sia un discorso piano, emenda il linguaggio, evita d’informare sui propri sogni di bene futuro - in verità tende a non fare. È già molto non risvegliare credenti, agitare con leggerezza le foglie di tè perché l’acqua bollente ne assuma appena il colore, il tè della verità predestinato a pochissimi.
Guido Ceronetti, Insetti senza frontiere, 2009

Per i nostri soldati il tè è più importante delle munizioni.
Winston Churchill (attribuito) [6]

Gli inglesi hanno un cordone ombelicale che non è stato mai tagliato, attraverso cui scorre un flusso continuo di tè. È curioso osservarli in occasione di improvvisi eventi tragici, orribili, o catastrofici. Il cuore sembra arrestarsi, tutte le membra paiono paralizzate, finché qualcuno non prepara velocemente “una buona tazza di tè”, che non manca di produrre in breve tempo il suo effetto benefico e rinfrancante.
Marlene Dietrich (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

È un vero peccato che non tutte le nazioni siano altrettanto consapevoli del potere del tè. Le conferenze sulla pace mondiale si svolgerebbero in modo molto più tranquillo se al momento opportuno fosse fatta circolare tra i partecipanti “una buona tazza di tè” o, meglio ancora, tutto un samovar. [5]
Marlene Dietrich [1]

Ogni tazza di tè rappresenta un viaggio immaginario.
Catherine Douzel [1]

L'amore e lo scandalo sono i migliori dolcificanti del tè.
Henry Fielding, Love in Several Masques, 1728

C'è chi piange sul latte versato, e chi si consola sorbendosi un tè.
Roberto Gervaso, Aforismi, 1994

Se hai freddo, una tazza di tè ti riscalda, se sei depresso, ti rincuora, se sei agitato, ti rilassa.
William Gladstone, XIX sec. [1]

La temperatura ideale per un tè è di due gradi più calda di quello giusta.
Terri Guillemets [1]

Non v'è problema così grande o grave che non possa essere sminuito da una buona tazza di tè.
Bernard-Paul Heroux [1]

Come andrebbe preso il tè? Come andrebbe gustato? Penso che il modo in cui lo facciamo attualmente sia in gran pane sbagliato [...]. Il tè non dovrebbe uscire da una macchina, non dovrebbe essere servito in bicchieri di plastica con la bustina che ci nuota ancora dentro né dovrebbe essere tracannato mentre si fissa lo schermo di un computer.
Tom Hodgkinson, L'ozio come stile di vita, 2004

È incredibile quante poche persone usino il tè sfuso e quanto si perdano in questo modo. In teoria, il tè in bustine dovrebbe essere più comodo e rapido, ma poiché rappresenta l'essenza stessa del «tè di fretta», va nella direzione opposta rispetto all'autentico spirito del tè.
Tom Hodgkinson, L'ozio come stile di vita, 2004

Il caffè è per i vincenti, per gli intraprendenti, per chi ignora il tè, rinuncia al pranzo, si alza presto, si impegna perché è oppresso dai sensi di colpa, per mentecatti privi di spiritualità, ossessionati dal denaro e dal prestigio sociale. Dovremmo rifuggire il caffè e dedicarci anima e corpo al tè, l'antica bevanda dei poeti, dei filosofi e dei meditatori.
Tom Hodgkinson, L'ozio come stile di vita, 2004

L'arte di bere il tè è un poema ritmato da movimenti armoniosi. 
Nitobe Inazō, XX sec. [1]

Nella vita ci sono poche ore  più piacevoli dell'ora dedicata alla cerimonia del tè pomeridiano.
Henry James, Ritratto di signora, 1881 

Mettemmo l'acqua per il tè a bollire sulla prua e ce ne andammo a poppa con la decisione di non occuparci più del bricco e pensare alle altre cose necessarie. Questo è l'unico sistema perché un bollitore serva al suo scopo sul fiume. Se si accorge che state aspettando con impazienza l'acqua bollente, non comincerà mai più a cantare. Il meglio da fare è di andarsene e cominciare a mangiare come se non voleste prendere il tè. Meglio non voltarsi nemmeno a guardarlo; vedrete che allora comincia subito a schizzar acqua bollente, matta per la voglia di diventare tè.
Jerome K. Jerome, Tre uomini in barca, 1889

È molto strana, questa dittatura sullo spirito umano da parte degli organi digerenti. A meno che lo stomaco non lo voglia, noi non possiamo lavorare, non possiamo pensare. È esso che ci detta le nostre emozioni. Dopo le uova col lardo dice: - "Lavora". Dopo le bistecche e la birra dice: "Dormi!". Dopo una tazza di tè (due cucchiaini per tazza e non lo lasciate in infusione più di tre minuti), dice al cervello: "Ora scuotiti e mostra la tua capacità; sii eloquente, profondo, tenero; guarda la vita e la natura con occhio limpido; stendi le tue bianche ali di vibranti pensieri e vola, divino spirito, sopra la girevole palla del mondo sotto di te, vola ai lunghi sentieri delle stelle scintillanti fino alle soglie dell'eternità!".
Jerome K. Jerome, Tre uomini in barca, 1889

[Sono] un bevitore di tè incallito e spudorato, che per vent'anni ha diluito i suoi pasti con la sola infusione di questa affascinante pianta; il cui bricco ha appena il tempo di raffreddarsi; che con il tè si sollazza la sera, con il tè si consola a mezzanotte, e, con il tè, dà il benvenuto al mattino.
Samuel Johnson, in James Boswell, Vita di Samuel Johnson, 1791

Prima di diventare una bevanda, il tè era una medicina. Solamente nell'VIII secolo in Cina venne introdotto nel regno della poesia come uno dei divertimenti eleganti. Nel corso del XV secolo il Giappone elevò questa bevanda al rango di una vera religione estetica: il Teismo.
Okakura Kakuzō, Il libro del tè, 1906 [3]

Il Teismo è un culto fondato sull'adorazione del bello, nello squallore dell'esistenza quotidiana. La sua essenza è costituita da purezza, armonia, mistero della reciproca carità e romanticismo dell'ordine sociale. È essenzialmente il culto dell'Incompiuto, un tentativo delicato di raggiungere il possibile in mezzo a quell'Impossibile che chiamiamo vita.
Okakura Kakuzō, Il libro del tè, 1906 [3]

La filosofia del tè non è un banale estetismo, almeno nell'accezione in cui usiamo comunemente questo termine, poiché essa ci aiuta a esprimere, insieme all'etica e alla religione, il nostro modo di vedere l'uomo e la natura.
Okakura Kakuzō, Il libro del tè, 1906 [3]

Se consideriamo quanto sia piccola, in ultima analisi, la coppa della gioia umana, come fa presto a riempirsi di lacrime, come si vuoti facilmente per la nostra inestinguibile sete di infinito, non ci si dovrà stupire dell'importanza che [noi Giapponesi]  diamo a una tazza di tè.
Okakura Kakuzō, Il libro del tè, 1906 [3]

Nel liquido ambrato che riempie la tazzina di porcellana color avorio, l'iniziato può gustare il delicato riserbo di Confucio, il gusto piccante di Lao-tzu e il sapore etereo dello stesso Sakyamuni.
Okakura Kakuzō, Il libro del tè, 1906 [3]

L'occidentale medio, preso dalla sua superficiale superbia, non vedrà nella cerimonia del te che una delle mille stranezze che costituiscono ai suoi occhi lo stravagante e puerile modo di vita dell'Oriente.
Okakura Kakuzō, Il libro del tè, 1906 [3]

La filosofia del tè è igiene perché richiede la più rigorosa pulizia; è economia perché dimostra che il benessere risiede nella semplicità piuttosto che nel complicato e pretenzioso; è geometria morale, in quanto definisce il rapporto tra i nostri sentimenti e l'universo. 
Okakura Kakuzō, Il libro del tè, 1906 [3]

Il tè è un’opera d’arte, e solo la mano di un maestro può renderne manifeste le qualità più nobili. 
ibidem

Esiste un tè buono e uno cattivo, così come esistono dipinti belli a altri brutti – questi ultimi più frequenti. Non esiste ricetta per preparare il tè ideale, così come non ci sono regole che consentano di creare un Tiziano o un Sesson. 
Okakura Kakuzō, Il libro del tè, 1906 [3]

Oriente e Occidente, come due draghi scagliati in un mare agitato, lottano invano per riconquistare il gioiello della vita [...]. Beviamo, nel frattempo, un sorso di tè. Lo splendore del meriggio illumina i bambù, le sorgenti gorgogliano lievemente, e nella nostra teiera risuona il mormorio dei pini. Abbandoniamoci al sogno dell’effimero, lasciandoci trasportare dalla meravigliosa insensatezza delle cose.
Okakura Kakuzō, Il libro del tè, 1906 [3]

Il tè non ha l’arroganza del vino, né la supponenza del caffè e neppure la leziosa innocenza del cacao.
Okakura Kakuzō, Il libro del tè, 1906 [3]

Mancare di tè per una settimana / è cosa che sconvolge l'ordine dell'universo!
Rudyard Kipling, Teologia naturale, Poesie, 1885-1918

Non trovo mai una tazza di tè abbastanza grande o un libro abbastanza lungo da soddisfarmi.
Clive Staples Lewis, cit. su The Spectator, 1966

Il tè dovrebbe essere preso in solitudine.
Clive Staples Lewis [1]

Un profumo di avventura e di poesia si diffonde all'infinito da ogni tazza di tè.
Henri Mariage [1]

Il tè rinfresca. Schiarisce i pensieri. È ottimo in qualsiasi momento della giornata
Alexander McCall Smith, Il tè è sempre una soluzione, 2003

Non mi capacito proprio che qualcuno preferisca bere qualcos'altro quando c'è il tè. Non l'ho mai capito.
Alexander McCall Smith, Il tè è sempre una soluzione, 2003

C'è qualcosa di più delizioso al mondo del pane appena fatto, ancora tiepido, e una tazza di tè dorato?
Frank McCourt, Le ceneri di Angela, 1996

Bevi il tuo tè lentamente e con riverenza, come se fosse l'asse su cui ruota la terra, lentamente, in modo uniforme, senza fretta verso il futuro.
Thích Nhất Hạnh (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Il tè è una delle principali forme di civiltà in questo Paese. [4]
George Orwell, Smothered under journalism, 1946

Come potete dirvi amanti del vero tè se ne annientate il sapore aggiungendoci dello zucchero? Sarebbe altrettanto ragionevole metterci del pepe o del sale. Il tè è destinato a rimanere amaro, proprio come la birra. Se lo addolcite, non state più degustando del tè, state semplicemente assaporando lo zucchero; potreste fare una bevanda molto simile sciogliendo lo zucchero in acqua calda.
George Orwell, Una buona tazza di tè, su Evening Standard, 1946

Qualsiasi cosa fai, impegnati totalmente, falla con amore e con gioia. Può sembrare stupido: se bevi una tazza di tè, sembra sciocco godersela più di tanto, è solo un tè… Ma una semplice tazza di tè può diventare un’esperienza di grande bellezza se te la sai godere, un’esperienza straordinaria. Goditela con profonda reverenza. Trasforma la preparazione del tè in una cerimonia: ascolta il suono dell’acqua che va in ebollizione, poi versa il tè… sentine l’aroma e la fragranza; infine gustalo e senti la gioia di quell'istante. In questo momento stai bevendo il tè. Sentiti riconoscente! E non pensare al futuro: il momento seguente baderà a se stesso.
Osho, Discorsi, 1953/90

Per la società inglese, finché c'è tè c'è speranza.
Arthur Wing Pinero, Sweet Lavender, 1888

La nostra sete di tè non è mai lontana dal nostro desiderio di bellezza.
James Norwood Pratt [1]

L'estasi è una tazza di tè e una zolletta di zucchero in bocca.
Aleksandr Puškin, XIX sec. [1]

La lettura migliora in compagnia di un tè. Alternativamente, un tè migliora in compagnia della lettura. 
Sergio Ricossa, Scrivi che ti passa, 1999

Una tazza di tè è una tazza di pace.
Soshitsu Sen, XV sec. [1]

L'uso del tè è sovranamente raccomandato ai gentiluomini d'ingegno acuto; di costoro potrà così essere preservata la continuità delle idee distinte, e ciò grazie al suo ineguagliato potere di eliminare oppure prevenire sonnolenza e ottusità, offuscamenti e annebbiamenti del cervello e delle facoltà intellettuali. Il tè genera un'ardente prontezza, disperde l'oppressione, mantiene vigile l'occhio e lucida la testa; anima il pensiero, infonde rinnovato vigore all'invenzione, sveglia i sensi, purifica cuore e mente, mantiene e accresce idee già di per sé vivaci, eccita i poteri dell'intelletto.
Thomas Short, Discorsi sul tè, 1750

Ringrazia Dio per il tè! Come farebbe il mondo senza il tè? Come potrebbe esistere senza? Sono felice di non essere nato prima del tè. 
Sydney Smith, Wit and Wisdom, 1856

Ho sempre paura che la creazione possa finire prima dell'ora del tè.
Sydney Smith [1]

Non c'è bisogno di tenere un atteggiamento speciale bevendo il tè, tranne quello di gratitudine.
Pojong Sunim [1]

Chi potrebbe negare che quando sto sorseggiando il tè nell'apposita sala, io non stia ingoiando anche l'intero universo e che questo istante in cui porto la mia tazza alle labbra non sia l'eternità stessa che trascende il tempo e lo spazio?
Daisetsu Teitarō Suzuki, Zen e cultura giapponese, 1959

– Latte o limone?
– Dipende dal tipo di tè.
Audrey Tautou e Tom Hanks, in Il codice da Vinci, 2006 

La prima tazza mi umetta le labbra e la gola. La seconda bandisce la solitudine. La terza dissipa la pesantezza della mente, confusa da tante letture. La quarta fa esalare una lieve traspirazione, disperdendo dai pori tutte le sofferenze della vita. La quinta mi purifica, la sesta mi apre il regno degli immortali. La settima, ah perché non ne posso bere di più! Riesco solo a sentire il soffio di un vento fresco che alita nelle mie maniche. Dov’è Horaisan? [7] Lasciatemi cavalcare questa dolce brezza che mi trasporterà laggiù!
Lu T’ung, Canto del tè, I sec.

Adesso so perché gli inglesi preferiscono il tè: ho appena assaggiato il loro caffè.
Pierre-Jean Vaillard (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Il focolare, lo stretto bagliore della lampada; / fantasticare col dito sulla tempia / e gli occhi chiusi che si perdono negli occhi amati; / l'ora del tè fumante e dei libri chiusi, / la dolcezza di sentire la fine della sera, / la stanchezza incantevole e l'adorata attesa / dell'ombra nuziale e della dolce notte.
Paul Verlaine, Poesie, XIX sec.

Il tè per gli inglesi è davvero un pic-nic al coperto.
Alice Walker [1]

I giorni di pioggia dovrebbero essere passati a casa con una tazza di tè e un buon libro.
Bill Watterson, Calvin & Hobbes, 1985/95

Il tè va bevuto lentamente, ma la società moderna − con le sue sveglie, le sue cyclette e l'urgenza di andare al lavoro − ha creato il tè in bustina, che è una violenza alla natura, e la tazza da bere al volo, che è un peccato mortale.
Chris Yates,cit. in Tom Hodgkinson, L'ozio come stile di vita, 2004

La preparazione del tè, cosi come l'atto di berlo, deve essere un'occupazione rilassata, contemplativa, con la mente che si acquieta mentre alle foglie sciolte si dà lutto il tempo di turbinare, separarsi e palpitare nella vostra teiera, con lo spirito che si solleva mentre versate il liquido dorato.
Chris Yates,cit. in Tom Hodgkinson, L'ozio come stile di vita, 2004

Il tè si beve per dimenticare il frastuono del mondo.
T'ien Yi-heng, XVI sec. [1]

Le migliori foglie di tè devono piegarsi come stivali di cuoio dei cavalieri tartari, arricciarsi come le corna di un bue potente, schiudersi come la nebbia che sale da un burrone, scintillare come un lago sfiorato dallo zèfiro ed essere umide e molli come terra bagnata dalla pioggia.
Lu Yu, Il canone del tè, I sec.

Vi è qualcosa nella natura del tè che guida verso un mondo di serena contemplazione della vita. Bere il tè circondati di bimbi che strillano, donne che schiamazzano o oratori politici sarebbe un disastro, quanto raccoglierlo in un giorno nuvoloso o piovoso.
Lin Yutang, XX sec. (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Il tè è simbolo della purità terrestre, e richiede la più minuziosa lindezza nella preparazione, dalla raccolta delle foglie, la loro scottatura e conservazione, fino all'infusione finale; facilmente turbato o guastato com'è dalla più leggera contaminazione di mani o di tazze untuose.
Lin Yutang, XX sec. [1]

Il godimento del tè è appropriato in un'atmosfera in cui dagli occhi e dai pensieri sia bandita ogni ostentazione o suggestione di lusso.
Lin Yutang, XX sec. [1]

La preparazione e la mescita del tè costituiscono sempre l'esecuzione di una piacevole occupazione, importante e distinta. In realtà la preparazione costituisce metà del divertimento di berlo, come schiacciare tra i denti i semi di melone è metà del piacere di mangiarli.
Lin Yutang, XX sec. [1]

Il tè è un’opera d’arte, e solo la mano di un maestro
può renderne manifeste le qualità più nobili. (Okakura Kakuzō)
Autori sconosciuti
  • Il tè è una tazza di vita.
  • Il tè è saggezza liquida.
  • L'amore comincia con un sorriso, cresce con un bacio e finisce con un tè.
  • Strano come una teiera possa rappresentare al tempo stesso il conforto della solitudine e il piacere della compagnia.
  • Una donna è come una bustina di tè: solo quando si trova nell'acqua calda ti rendi conto di quanto è forte. (cfr. proverbio cinese - attribuito a Nancy Reagan e Eleanor Roosevelt)
Proverbi cinesi
  • Bere una tazza di tè al giorno farà di certo morire di fame il farmacista. 
  • Il primo infuso è per il gusto. Il secondo infuso è per il piacere. Il terzo infuso è per l'occhio. Il quarto infuso è per il rilassamento.
  • L'acqua è la madre del tè, il bricco suo padre, e il fuoco il suo maestro.
  • Un vero guerriero, come il tè, mostra la sua forza nell'acqua calda.
Se un uomo non ha tè in sé stesso, è incapace di comprendere verità e bellezza.
Proverbio giapponese

Un bagno rinfranca il corpo, un tè rinfranca lo spirito.
Proverbio giapponese

La strada per il paradiso passa attraverso una teiera.
Proverbio inglese

La saggezza di tutto l'universo è in una tazza di tè.
Proverbio tuareg

L'amicizia e l'amore non si chiedono come l'acqua, ma si offrono come il tè. 
Detto Zen

Che tu possa avere sempre pareti per i venti, un tetto per la pioggia, tè accanto al fuoco, risate ad allietarti, quelli che ami vicino a te e tutto ciò che il tuo cuore possa desiderare.
Benedizione irlandese

Alice in Wonderland, Tim Burton © 2010 Walt Disney Pictures
Un tè di matti
Lewis Carroll, Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, 1865

La tavola era vasta, ma i tre stavano stretti tutti in un angolo: - Non c'è posto! Non c'è posto! - gridarono, vedendo Alice avvicinarsi.
- C'è tanto posto! - disse Alice sdegnata, e si sdraiò in una gran poltrona, a un'estremità della tavola.
- Vuoi un po' di vino? - disse la Lepre di Marzo affabilmente.
Alice osservò la mensa, e vide che non c'era altro che tè. - Non vedo il vino, - ella osservò.
- Non ce n'è, replicò la Lepre di Marzo.
- Ma non è creanza invitare a bere quel che non c'è, - disse Alice in collera.
- Neppure è stata creanza da parte tua sederti qui senza essere invitata, - osservò la Lepre di Marzo. [...]
- Ebbene, avevo appena finito di cantare la prima strofa, - disse il Cappellaio, - quando la Regina proruppe infuriata: - Sta assassinando il tempo! Tagliategli la testa!
- Feroce! - esclamò Alice.
- E d'allora, - continuò melanconicamente il Cappellaio, - il tempo non fa più nulla di quel che io voglio! Segna sempre le sei!
Alice ebbe un'idea luminosa e domandò: È per questo forse che vi sono tante tazze apparecchiate?
- Per questo, - rispose il Cappellaio, - è sempre l'ora del tè, e non abbiamo mai tempo di risciacquare le tazze negl'intervalli.

Il piacere di bere il tè in due
Gabriele D'Annunzio, Il piacere, 1889

Ella versò, in una tazza la bevanda e glie la offerse, con un sorriso misterioso.
- Bada. C'è un filtro.
Egli rifiutò l'offerta.
- Non voglio bere a quella tazza.
- Perché?
- Dammi tu... da bere.
- Ma come?
- Così. Prendi un sorso e non inghiottire.
- Scotta troppo ancóra.
Ella rideva, a quel capriccio dell'amante. Egli era un po' convulso, pallidissimo, con lo sguardo alterato. Aspettarono che il tè si freddasse. Ad ogni momento, Maria accostava le labbra all'orlo della tazza per provare; poi rideva, d'un piccolo riso fresco che non pareva suo.
- Ora, si può bere - annunziò.
- Ora, prendi un bel sorso. Così.
Ella teneva le labbra serrate, per contenere il sorso; ma le ridevano i grandi occhi a cui le lacrime recenti avevan dato maggior fulgore.
- Ora, versa, a poco a poco.
Egli trasse nel bacio, suggendo, tutto il sorso. Come sentiva mancarsi il respiro, ella sollecitava il lento bevitore stringendogli le tempie.
- Dio mio! Tu mi volevi soffocare.
S'abbandonò sul cuscino, quasi per riposarsi, languida, felice.
- Che sapore aveva? Tu m'hai bevuta anche l'anima. Sono tutta vuota. [8]

Bevitori di tè vs bevitori di caffè
Laura Argintar, su Elite Daily, 2015
  1. I bevitori di tè si prendono una pausa; i bevitori di caffè hanno bisogno di una pausa.
  2. I bevitori di tè si stendono sul divano; i bevitori di caffè si preparano a uscire.
  3. I bevitori di tè raccontano storie; i bevitori di caffè raccontano aneddoti.
  4. I bevitori di tè stringono la tazza con due mani; i bevitori di caffè tremano.
  5. Il più grande amico del tè è il biscotto; il più grande amico del caffè è la sigaretta.
Fate il tè, non la guerra. (Monty Python)
Libro consigliato da Aforismario
Il libro del tè
Autore Okakura Kakuzo
Editore Elliot, 2014

In questo testo, scritto nel 1906 in lingua inglese, e ormai divenuto un classico in tutto il mondo, vengono discussi non soltanto il profondo valore simbolico del tè, ma anche temi come lo Zen, il Taoismo e altri aspetti dell'approccio orientale alla vita. L'autore parla della storia e dell'importanza del tè, descrive i dettagli del suo cerimoniale, scandito da norme precise che sanciscono il rispetto del presente per la tradizione secolare. Nel reiterarsi sempre identico del rituale del tè dall'antichità, infatti, si perpetua la riverenza giapponese per il culto degli avi, depositari di un'autorità e di una saggezza incontestate.

Note
  1. Fonte della citazione sconosciuta; se la conosci, segnalala ad Aforismario.
  2. Guido Ceronetti, Pensieri del tè © 1987 Adelphi
  3. Okakura Kakuzō, Il libro del tè, traduzione di Piero Verni © 2014 Lit Edizioni 
  4. Il Paese cui si riferisce George Orwell è ovviamente il Regno Unito.
  5. Samovar: contenitore metallico usato per scaldare l'acqua. Poiché l'acqua calda è normalmente usata per la preparazione del tè, molti samovar presentano nella parte alta un alloggiamento atto a sostenere e scaldare una teiera di tè concentrato.
  6. Secondo quanto riportato sul sito del National Churchill Museum, non esiste alcuna prova che Churchill abbia mai pronunciato la frase: "Per i nostri soldati il tè è più importante delle munizioni".
  7. Horaisan: è una delle mitiche isole del mare orientale considerate sede degli Immortali; ricorre frequentemente nel folklore letterario cinese e giapponese.
  8. Il brano di Gabriele D'Annunzio si trova citato su alcuni siti nel seguente sconsiderato modo: "Voglio che tu beva il mio tè. Sentirai, il profumo ti arriverà ali anima". Parlava di un tè prezioso, giuntole da Calcutta... Un profumo acuto si spandeva nell'aria... Ella versò in una tazza la bevanda e l'offerse ad Andrea, con un sorriso misterioso. Egli rifiutò dicendo "Non voglio berlo in tazza ma da te"... "Ora prendi un bel sorso"... Maria, teneva le labbra serrate, per contenerlo... E Andrea la baciò, suggendo da essa tutto il sorso...".
  9. Lewis Carroll, Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, versione a cura di Dino Ticli.
  10. Vedi anche aforismi, frasi e citazioni su: Caffè - Latte

Nessun commento: