2015-10-22

Francesco Alberoni - Le frasi e le citazioni migliori

Selezione dei migliori aforismi e delle frasi più significative di Francesco Alberoni (Borgonovo Val Tidone 1929), sociologo, giornalista e saggista italiano. Il suo libro Movimento e istituzione è considerato un classico della sociologia dei movimenti collettivi. Alberoni ha detto di sé: "Sono nel mirino dell'estrema sinistra... sono nelle liste di proscrizione dell'estrema destra... il partito neonazista POE mi condanna a morte... questo vuol dire che quello che dico non va proprio a genio a nessuno. (Le sorgenti dei sogni, 2000).
Francesco Alberoni - Borgonovo Val Tidone 1929
Sociologo, giornalista e saggista italiano
Innamoramento e amore
© Garzanti, 1979 - Selezione Aforismario

Che cos'è l'innamoramento? È lo stato nascente di un movimento collettivo a due.

Con l'innamoramento nasce una forza terribile che tende alla nostra fusione e rende ciascuno di noi insostituibile, unico per l'altro. L'altro, l'amato, diventa colui che non può essere che lui, l'assolutamente particolare.

È possibile amare due persone? Certamente. Amarne una ed innamorarsi di un'altra? Certamente. Essere innamorato di due? No.

Il rapporto che c'è fra innamoramento e amore, fra stato nascente e istituzione è sul tipo del rapporto che c'è fra lo spiccare il volo, il volare e l'essere arrivato, fra l'essere nel cielo sopra le nubi e l'aver poggiato di nuovo stabilmente i piedi al suolo.

L'amore dà un enorme potere su chi ama e questo enorme potere può far piacere perché lusinga la vanità, perché rende l'altro schiavo, disponibile, pronto a ogni cenno ed ogni desiderio.

L'innamoramento è un processo in cui l'altra persona, quella che abbiamo incontrato e ci ha risposto, ci si impone come oggetto pieno del desiderio. E questo fatto ci impone di riorganizzare tutto, di ripensare tutto e per prima cosa il nostro passato. In realtà non è un ripensare, è un rifare. Infatti è una rinascita.

La fenomenologia dell'innamoramento omosessuale è in tutto identica a quella dell'innamoramento eterosessuale. Le categorie dello stato nascente, infatti, sono le stesse. Leggendo uno scritto d'amore, perciò, non si può sapere se è omosessuale o eterosessuale, perché identica è la natura dell'innamoramento.

La persona trascinata nell'innamoramento sente i problemi come problemi dell'altro, non come drammi comuni; in sostanza gli dice: arrangiati. Nell'innamoramento bilaterale invece ciascuno tende ad invadere il territorio dell'altro, a considerarlo un problema del "noi" e che soltanto il "noi" può risolvere.

La vita quotidiana è un eterno purgatorio. Nell'innamoramento c'è solo o il paradiso o l'inferno; o siamo salvi o siamo dannati.

Nell'innamoramento la persona più semplice e sprovveduta è costretta, per esprimersi, ad usare il linguaggio della poesia, della sacralità e del mito.

Nella vita l'innamoramento, come ogni trasformazione radicale, può comparire solo qualche volta o addirittura mai.

Non esiste movimento senza una differenza, non esiste innamoramento senza la trasgressione di una differenza.

Quando ci innamoriamo, per molto tempo continuiamo a dire a noi stessi di non esserlo. Passato il momento in cui ci si è rivelato l'evento straordinario, noi ritorniamo nella vita quotidiana e pensiamo che sia stato qualcosa di effimero. Con nostra meraviglia però ci ritorna in mente e crea un desiderio, uno struggimento che si placa soltanto sentendo la voce o rivedendo quella persona. Ma poi scompare ancora, diciamo a noi stessi che era una infatuazione e che non ce ne importa nulla. E magari è vero perché non si può distinguere all'inizio se un innamoramento è veramente un innamoramento, cioè una ristrutturazione radicale del mondo sociale in cui siamo inseriti e che fa parte organica di noi. Se però quel desiderio riappare, e riappare di nuovo e ci si impone, allora siamo innamorati.

Un gesto, uno sguardo, un movimento della persona amata ci parla in profondità, ci dice di lei, del suo passato, di come era bambino o bambina; comprendiamo i suoi sentimenti, comprendiamo i nostri.

Una persona che sta per innamorarsi molto difficilmente si innamorerà di un'altra che da tempo è innamorata di lei e le fa la corte; la conosce già, ha già esplorato questa alternativa. Perciò lo stato nascente come esplorazione del possibile non può riconoscersi in lei perché fa già parte del passato, della contingenza. Potrà scegliere questa soluzione solo se verrà deluso nella sua ricerca, se non verrà ricambiato. Solo allora ritornerà sul suo passato rifugiandosi in quella persona che già lo amava, sicuro di trovare in lei quella disponibilità e quella comprensione che non ha trovato nell'altra.

Vogliamo essere vissuti come unici, straordinari, indispensabili da chi è unico, straordinario ed indispensabile. Per questo l'innamoramento è monogamico e non può che essere monogamico.

Che cos'è l'innamoramento? È lo stato nascente
di un movimento collettivo a due. (Francesco Alberoni)
L'albero della vita
© Garzanti, 1982

Innamorarsi non è soltanto essere attratti da una persona, vederla bella e desiderabile. È un mutamento interiore di tutto l'essere. 

L'amicizia
© Garzanti, 1984 - Selezione Aforismario

L'amicizia è la specifica forma di amore che ha, come suo oggetto, una persona che apprezziamo e che si comporta in modo eticamente corretto, perlomeno con noi.
Francesco Alberoni, L'amicizia, 1984

L'amicizia ama ciò che apprezza e apprezza ciò che ama.

L'amicizia è, nella sua essenza, un rapporto fra due individui isolati, padroni di se stessi. Ed è un incontro fra uguali. Anche se le loro condizioni economiche e sociali sono diverse, essi possono essere amici solo se si incontrano come due sovrani indipendenti, di uguale potere e di pari dignità.

Nell'amicizia avviene come per la purezza. Basta un inquinamento infinitesimo e la sostanza non è più pura.

Nessuna forma di amore ha tanto rispetto della libertà dell'altro come l'amicizia.

Noi non possiamo imporci di amare qualcuno, di provare simpatia. Amore e simpatia sono sentimenti spontanei, non possono essere suscitati a volontà. Io posso cercare di amare il mio nemico ma, al massimo, potrò fare delle azioni a suo favore. Potrò scacciare tutti i pensieri malvagi che mi vengono in testa; porgergli l'altra guancia, dargli tutto il mio denaro. Ma non potrò suscitare in me tenerezza e simpatia, sincera amicizia.

Non c'è dubbio che una elevata disuguaglianza rende impossibile l'amicizia. Però molte disuguaglianze sono superabili se gli amici le mettono fra parentesi.

Quando l'amicizia si è incrinata noi possiamo cercare di salvarla, conservare un atteggiamento amichevole, far finta che non sia successo nulla, ma è inutile. L'amicizia ha una sostanza morale. Una volta persa la fiducia, è persa per sempre.

L'erotismo
© Garzanti, 1986 - Selezione Aforismario

Anche nella persona più stanca l'amore è come un risveglio. Il mondo si rivela stupefacente. Chi ha sperimentato questo stato non riesce più a tornare a vivere nel grigiore inerte del passato.

Gli uomini restano colpiti vedendo una bella donna, si voltano per strada. Ma questo succede anche alle donne. Anzi le donne sono molto più capaci di valutare l'aspetto estetico della bellezza femminile, ne colgono la terribile potenza di attrazione. Sono orgogliose quando si sentono belle, sono prese da un morso di gelosia vedendo un'altra più bella e più elegante.

Il bacio è un modo di cominciare ad offrire qualcosa del proprio corpo, e di prendere qualcosa.

Il corrispondente femminile del potere è la grande bellezza. Anche in questa è celata una carica competitiva terribile.

Il grande seduttore fa sentire la donna come si senta davanti allo specchio, quando si ammira, quando si scopre, quando fantastica. La fa cadere in adorazione della propria bellezza e del proprio fascino.

Il senso ultimo del corteggiamento maschile, la fantasia che si affaccia al di là del gioco, è fare all'amore. E, quando il corteggiamento produce un incontro erotico, questa fantasia diventa desiderio. Riuscire a fare all'amore è per l'uomo il punto di arrivo, la conclusione. Se una donna accetta la relazione erotica, ma gli rifiuta la sessualità, gli rifiuta l'essenziale.

L'amore è cieco perché noi non vediamo più i difetti della persona amata. Ma, nello stesso tempo, vede più degli altri, perché nota le qualità e le bellezze che gli altri non colgono.

L'amore è un continuo domandare, ma è anche trepida attesa. 

L'ammirazione dell'uomo per la bella donna vista occasionalmente è, in genere, effimera. Lo sguardo erotico è facilmente eccitabile, però è altrettanto volubile.

L'erotismo femminile è profondamente influenzato dal successo, dal riconoscimento sociale, dall'applauso, dal ruolo. L'uomo vuol fare all'amore con una donna bella e sensuale. La donna vuol fare all'amore con un divo, con un capo, con chi è amato dalle altre donne, con chi è al centro della società.

L'osservazione obbiettiva e spregiudicata della realtà ci mostra che vi sono alcune categorie di uomini che hanno donne bellissime: i capi carismatici, i miliardari, i divi, i grandi attori, i grandi registi e i gangsters. La Bellezza, la grande bellezza, è attratta inesorabilmente dal potere ed il potere tende, inesorabilmente, a monopolizzarla.

L'uomo famoso, il politico potente, il divo amato da milioni di donne, a sua volta è diffidente verso questo tipo di amore. Chi ama, in realtà, questa donna: il suo successo, la sua gloria o la sua persona? Succede un po' come nel caso della ricca ereditiera o del  miliardario che non sanno mai se sono  amati per loro stessi o per il loro denaro. Vi è, perciò, in queste relazioni, un elemento di ambiguità.

L'uomo innamorato ha uno sguardo che brucia.

La Bellezza, la grande bellezza, è attratta inesorabilmente dal potere ed il potere tende, inesorabilmente, a monopolizzarla.

La donna che ama eroticamente può stare delle ore accovacciata contro il corpo del suo uomo. Ad ascoltarne il battito del cuore, il respiro, il russare. Può stare delle ore a guardarlo, ad accarezzarlo, a studiare la sua pelle, a respirare il suo odore.

La donna può decidere di darsi sessualmente facendosi coinvolgere con intensità molto diverse. Ora pochissimo, un po' di più, ora molto, ora moltissimo. Il caso limite è la prostituta che si concede non dando nulla, e simbolizza la sua chiusura totale non baciando mai l'uomo sulla bocca.

La donna, quando inizia una relazione amorosa a cui tiene, mette una incredibile energia per preparare la casa, renderla attraente, confortevole, in modo che il suo uomo vi incontri la gioia e la vita. Se non ha una casa propria, se la farà prestare, inventerà altri sistemi. La casa, il nido, è, comunque, una delle sue fondamentali preoccupazioni, è veramente una estensione di se stessa, del suo corpo. Come il suo abbigliamento, come il lenzuolo fiorito sul letto, come le tende alla finestra, i colori delle pareti, come le piante ed i fiori di cui si circonda. La preparazione della casa fa parte integrante dell'atto di attrazione e seduzione.

Le donne, spesso, hanno notato, con stupore ed inquietudine, che gli uomini sembrano temere, aver paura della bellezza femminile. La donna bellissima suscita desiderio, ma anche diffidenza e timore.

Le innumerevoli fantasie amorose della donna ci mostrano chiaramente che essa è sempre alla ricerca dell'eletto. Se fa fantasie è perché ciò che possiede non la soddisfa appieno. Le storie amorose che vive per procura nei romanzi rosa sono altrettanti adulteri come le masturbazioni solitarie dell'uomo davanti alle fotografie pornografiche.

Nel mondo moderno, l'equivalente del dongiovanni è il playboy, l'uomo ricco, famoso, affascinante che passa il suo tempo a conquistare le donne e le donne lo cercano attratte da lui come le falene dalla luce.

Nella donna esiste una strana contraddizione. Vuole un uomo forte fisicamente e teme la sua forza nel rapporto erotico. Questa è una delle ragioni che spinge la donna a preferire, finché non ne ha colto il suo corpo nella totalità, l'uomo vestito (il fascino delle uniformi). L'abito nasconde la rudezza fisica, ma ne fa trasparire la forza e, quindi, il senso di sicurezza che tale forza suscita.

Per molte donne la gravidanza è un arricchimento dell'amore verso il marito. Si aspettano che questo ammiri la loro nuova bellezza di gestante e soffrono se non avviene. Per molte donne la nascita del figlio completa il loro amore.

Sedurre, per l'uomo, non vuol dire provocare una emozione erotica indelebile, vuol dire andare a letto insieme, fare all'amore. Questo non significa allora, che all'uomo non piaccia il gioco della seduzione in se stesso, della seduzione senza scopo, come puro desiderio di piacere e di suscitare piacere. Questo bisogno di corteggiamento nell'uomo è anzi fortissimo e, se viene inibito, in genere cade anche la sua capacità di eccitamento erotico e subentra un penoso sentimento di frustrazione e di depressione.

Gli invidiosi
© Garzanti, 1991

Bisogna porsi delle mete, bisogna combattere per raggiungerle. Bisogna avere dei sogni, bisogna battersi per realizzarli.

Valori
© Rizzoli, 1993 - Selezione Aforismario

Il presupposto del sentimento morale è l’amore. Il comandamento «ama il tuo nemico» non è un comandamento eroico, estremo. È il punto di partenza del sentimento morale, quello che lo rende possibile. 

La morale non si può fondare né sulla scienza, né sul conflitto e sulla competizione. Non si può fondare soltanto sulla ragione. Non si può fondare sul puro dovere. Perché ci sia morale occorre anche uno slancio interiore, una emozione, una passione che ci porti al di là di noi stessi, al di là dell’egoismo di gruppo, nel regno dell’altruismo e dell’amore. 

La storia è li a ricordarci che le più nobili conquiste dell’umanità sono sorte dalla violenza o hanno avuto bisogno della violenza.

La varietà dei costumi, le loro trasformazioni nel tempo ci hanno dimostrato che non esiste un diritto naturale. La natura non prescrive niente. La natura conosce solo la legge della sopravvivenza del più adatto.

Per fare il bene occorre essere capaci di concepire obiettivi e di perseguirli con tenacia, in mezzo alle difficoltà e alle incomprensioni.

L'ottimismo
© Rizzoli, 1994 - Selezione Aforismario

I giovani, finché sono in famiglia, possono permettersi di essere impazienti, cioè di comportarsi come bambini protetti dai loro genitori. Il momento della verità viene quando incominciano a lavorare. Allora, con stupore, si accorgono che nessuno più corregge le loro intemperanze. E che ogni errore devono pagarlo.

Il valore di un oggetto è fondato sul merito con cui noi ce lo siamo acquistato. Tutte le famiglie di solida tradizione borghese abituano i bambini e i ragazzi alla parsimonia e insegnano loro che per avere una cosa se la devono meritare. Invece il povero che fa una forte vincita alla lotteria, quasi sempre, in poco tempo, sperpera tutto.

In tutte le feste il pubblico si divide in attori e in spettatori. Ma poi cambiano i ruoli. Chi prima parlava, ora sta zitto e tocca all'altro. Ma ci sono delle persone che non sanno assolutamente ascoltare. O parlano, o recitano sempre loro, o si stancano, diventano irrequiete, se ne vanno. Quando ce ne sono due di questo tipo allora scoppia, inevitabile, la competizione. Che spesso è sleale.

L'apparenza non inganna. O inganna un occhio disattento, o inganna chi vuoi lasciarsi ingannare.

L'entusiasta è un infaticabile sognatore, un inventore di progetti, un creatore di strategie, che contagia gli altri con i suoi sogni. Non è cieco, non è incosciente. Sa che ci sono difficoltà, ostacoli talvolta insolubili. Sa che su dieci iniziative nove falliscono. Ma non si abbatte. Ricomincia da capo, si rinnova. La sua mente è fertile. Cerca continuamente strade, sentieri alternativi. E un creatore di possibilità.

L'impazienza crea sempre panico e disagio attorno a sé e, alla fine, si fa tutti nemici. Il padre padrone che, quando torna a casa, urla ad ogni ritardo, il capoufficio che sbraita con la segretaria, il dirigente che strapazza i suoi collaboratori. Costoro usano l'impazienza come strumento di dispotismo e avvelenano la vita e il lavoro degli altri. Chi vuole riuscire non può permettersi questi capricci.

L'imprenditore creativo, se si accorge che è nata una nuova opportunità di mercato, rifà tutti i calcoli e, se necessario, muta i suoi piani. Questo non vuoi dire che manca di tenacia. Anzi, sarà tenacissimo, ma non ubbidirà mai soltanto ad una abitudine. Non farà mai una cosa soltanto per rispettare una decisione
presa.

La crisi è il momento iniziale, devastante, di un'opera di risanamento e di ricostruzione. Nella vita psichica non c'è vero progresso senza queste discontinuità in cui riusciamo a mettere in discussione radicale noi stessi, ciò che abbiamo fatto, ciò che vogliamo. Distruggendo i nostri possessi, le nostre certezze, creiamo il caos originario in cui tutto diventa nuovamente pensabile e possibile. Solo allora diventiamo nuovamente capaci di cambiare. Perché siamo diventati leggeri, ingenui e umili.

La solidità di un sistema economico moderno, ancora oggi, prima che sui grandi imprenditori o sui politici, è fondata sulla gente comune, la sua capacità di lavoro, la sua competenza tecnica, la sua volontà di imparare, la sua rettitudine.

Molta gente confonde la pazienza con la pigrizia, il disinteresse, l'apatia. Stati psichici caratterizzati dalla mancanza di energia vitale. Invece la pazienza è la capacità di controllare una grande energia vitale senza farsene travolgere, ma indirizzandola a un fine.

Nei momenti difficili della vita noi dobbiamo essere capaci di perseguire tenacemente una meta, di volerla con tutta la forza del nostro animo, eppure dobbiamo anche saper aspettare.

Per riuscire noi dobbiamo farci assorbire dalla meta, prodigarci, spenderci, metterci in gioco. Sì, metterci in gioco, perché se siamo sempre pronti a rinunciare, a tirarci indietro con una scrollata di spalle, non avremo mai la tenacia e la vigilanza necessarie per riuscire.

Tutti gli abitudinari, persone amabilissime di solito, diventano scorbutiche e di malumore quando vengono scosse dalla loro tranquilla regolarità. Le abitudini incominciano tutte così, assecondando il nostro corpo e la nostra pigrizia.

Ogni giorno, le cose possono andare male. Solo pochi
hanno la capacità e la tenacia per riuscire. (Francesco Alberoni)
Abbiate coraggio
© Rizzoli, 1998 - Selezione Aforismario

Arrendersi è facile, è quasi un sollievo, un riposo. Mentre rialzarsi richiede di stringere i denti, di resistere al dolore, alla fatica, alla disperazione. Richiede sforzo, coraggio, un animo impavido e una grande speranza.

Ci sono delle persone che sono più capaci di altre di evocare dentro di sé energie straordinarie. Sono i grandi imprenditori, i creatori, i costruttori, coloro che fanno cose importanti in tutti i settori in cui si applicano. Si tratti di creare una impresa, costruire un ospedale, una università, organizzare un partito politico, trovare le risorse per realizzare un film, o scrivere un grande romanzo. Ogni volta affrontano il compito con impeto, con slancio, con uno sguardo fresco, nuovo. Guardano dove gli altri non hanno guardato. Vanno subito all'essenziale. Non si fanno distogliere dal passato, dai particolari che non hanno importanza. Dobbiamo imparare da loro come si affronta una sfida senza riserve.

Chi vuol costruire una famiglia, mandare avanti una impresa, anche piccola, deve farsi carico di tutte le evenienze. Deve affrontare l'ignoto, l'incertezza e l'ansia. Alcune persone non ne sono capaci, evitano la responsabilità.

Ci vuole intuizione e coraggio per buttarsi avanti quando le circostanze sono favorevoli, ci vuole altrettanta intuizione e coraggio per capire quando le circostanze sono avverse ed è giunto il momento di fermarsi o di ritirarsi.

Cosa vuol dire avere una posizione di responsabilità? Sapere che i risultati, buoni o cattivi, i successi o gli insuccessi, qualunque cosa accada, qualunque problema sorga, non possono essere imputati ad altri, o a cause esterne, ma solo a te.

È questo il motivo per cui nelle imprese, quando cambia il mercato, spesso occorre cambiare il gruppo dirigente. Perché questo, per quanto bravo e carico di gloria, può non accorgersi né dei pericoli, né delle opportunità che, nel frattempo, si sono costituiti. È più facile che li scorga qualcuno con meno esperienza, ma capace di osservare il mondo con occhi ingenui e disincantati.

Fra gli esseri umani vi sono enormi differenze. Alcuni diventano miliardari, altri muoiono di fame. Alcuni costruiscono grattacieli, altri capanne di fango. Ma queste spaventose disuguaglianze dipendono solo in parte da differenze nelle doti naturali. Queste, per svilupparsi, hanno bisogno di un ambiente adatto.

Il capo carismatico appare come un essere superiore, e molti lo amano sinceramente. Ma anche nel gruppo di seguaci che collaborano quotidianamente con lui, ci sono persone che lo invidiano, altre che cercano di insidiarne il posto e, infine, i profittatori che sperano di fare lauti guadagni, questo il motivo per cui nei movimenti il capo si circonda di fedelissimi, e si sbarazza di tutti coloro che suscitano in lui il minimo sospetto.

Il coraggio è alzarsi ogni mattina sapendo che devi affrontare un mondo malvagio, e conservare un animo sereno, per fare un po' di bene senza contare sulla riconoscenza di nessuno.

Il coraggio non è un atto isolato, un impulso momentaneo, ma un'azione completa e complessa, che deve essere perseguita fino al suo obiettivo finale. Gli sforzi maggiori non sono quelli dell'inizio, ma quelli necessari, in seguito, per resistere alle nostre debolezze e agli ostacoli imprevisti che dobbiamo affrontare con pazienza e sagacia. Il coraggio non è solo la virtù del cominciamento, ma del proseguimento, del completamento e della lungimiranza.

Il grande imprenditore, il grande generale, i grandi leader fanno anche loro degli sbagli, subiscono anche loro delle sconfitte, ma sanno approfittarne per imparare, e reagiscono con l'innovazione.

Il vero imprenditore riesce a trasformare un ostacolo in un vantaggio. Per esempio, ne approfitta per cambiare prodotto, metodo di vendita o per una nuova iniziativa. L'entusiasmo gli serve per galvanizzare i propri collaboratori, per convincere i finanziatori, per accordarsi con gli avversari e trasformarli in alleati. Per resistere allo sconforto e trascinare tutti verso la meta. Saper sperare.

La maggior parte delle persone non sopporta di stare sola. Va dove si affollano tutti gli altri, si mescola con loro in discoteca, sulla spiaggia più affollata.

La professionalità aumenta con la concorrenza e sparisce con il monopolio, perché non c'è nessun interesse a migliorare per soddisfare il cliente.

La storia ci insegna che, di solito, per mutare rotta occorre un trauma e l'arrivo di un nuovo gruppo dirigente. In politica con la rivoluzione o con le elezioni, nelle imprese con la nomina di un nuovo amministratore delegato, oppure con la vendita, o mediante la fusione con un'altra impresa. I nuovi arrivati non hanno legami con il passato e non esitano a distruggere per ricostruire.

Le giustificazioni di chi si arrende sono solo un modo di mascherare le paure che lo tengono prigioniero. Si arrende subito chi ha un animo avaro che non vuole spendersi. Chi ha una intelligenza pigra che non vuol rimettere tutto in discussione ed affrontare con coraggio il nuovo.

Lo scoramento è una tentazione. La tentazione di lasciarsi andare, di cedere alla fatica, al pericolo, di arrendersi. Ma vivere significa saper resistere allo scoramento provocato dalle sconfitte.

Molte persone oggi riescono a vivere, a sopportare il lavoro quotidiano solo perché sono in attesa della notte magica della discoteca o della vacanza.

Nelle organizzazioni, spesso, i collaboratori di un grande imprenditore sono convinti che saprebbero fare meglio di lui. Non è vero. Quando lui muore l'azienda sbanda paurosamente, va in rovina. Vi sono migliaia di casi di questo genere. Perché il creatore dell'impero aveva doti che loro non hanno. Sapeva vedere le opportunità, scrutare negli animi, convincere i dubbiosi, intuire i trabocchetti. Sapeva essere umile, sapeva imparare, ascoltare e poi decidere in modo fulmineo ed imprevedibile. Coglieva le misteriose tendenze collettive, i segnali ambigui del futuro. Loro no.

Non confondiamo il coraggio con la temerarietà, con l'amore spericolato per il rischio, con l'impulso superficiale. Il coraggio è una virtù morale e sociale. Muniti di questa virtù esercitiamo le nostre capacità più elevate in situazioni difficili, angosciose per noi e per gli altri, conservando la mente lucida e il cuore saldo. Affrontiamo le avversità con forza d'animo e senso di responsabilità.

Non è possibile fare l'imprenditore senza una notevole carica di ottimismo e di entusiasmo. L'ottimismo aiuta a vedere le possibilità dove gli altri non vedono nulla, ad immaginare delle soluzioni positive anche nelle crisi più gravi. 

Ogni giorno, le cose possono andare male. Solo pochi hanno la capacità e la tenacia per riuscire.

Per affrontare la vita non basta essere capaci, abili, intelligenti. Bisogna anche essere coraggiosi, tenaci, riuscire a controllare la propria ansia e quella degli altri.

Per riuscire, per raggiungere la meta, occorrono diverse qualità e virtù. La prima, forse la più importante, è la determinazione, la fermezza dei propositi, la forza d'animo. I nostri sentimenti sono labili, il nostro umore cambia con facilita. Una mattina ci svegliamo allegri, un'altra incerti. Un successo ci rende euforici, un contrattempo depressi. La persona d'azione deve essere capace di controllare tutti questi dubbi, queste oscillazioni. Non lasciarsi mai, assolutamente mai, prendere dallo scoramento. Deve immaginare tutte le possibili difficoltà, magari esagerandole. Ma poi fare con se stessa il patto di non cedere alla paura, e di concentrarsi solo sul modo di superarle.

Qualunque fallimento, qualunque perdita, non riguarda mai la totalità del nostro essere. È sempre la sconfitta di un nostro progetto, di un amore, di un sogno, di una aspirazione. E noi, anche se non lo sappiamo, siamo sempre di più" di ciò che abbiamo scelto di essere e di amare.

Tutti coloro che hanno realizzato qualcosa di grande sono stati fedeli al loro compito con fermezza resistendo alle difficoltà, all'insuccesso, all'incomprensione.

Un conto è sognare di aprire un negozio, varare una impresa, un altro avere le idee giuste, trovare i finanziamenti, ottenere le licenze, risolvere continui problemi umani, legali, finanziari. Sempre col batticuore perché, ogni giorno, le cose possono andare male. Solo pochi hanno la capaciti e la tenacia per riuscire.

Il mistero dell'innamoramento
© Rizzoli, 2003

Il vero innamoramento è caratterizzato da un continuo scoprire aspetti nuovi e stupefacenti nella stessa persona. Un succedersi di "colpi di fulmine".

Sesso e amore
© Rizzoli, 2005

C'è qualcosa di profondo e terribile nelle potenzialità della sessualità che costringe ogni società a tenerla separata da altre sfere. Il sesso capriccioso, irriverente, sembra ed è puro gioco, ma scatena reazioni che si svolgono sul registro del tutto e del nulla, della vita o della morte. 

L'amicizia è una forma di amore impregnata, intessuta di eticità.

La grande seduttrice fa sentire l'uomo importante, desiderabile, unico. Ma non basta. Lo stimola con l'abbigliamento, i gesti e il sottile gioco dello scoprirsi e del coprirsi. Poiché l'erotismo maschile è visivo, più che comunicargli emozioni, gli evoca immagini.

Nel mondo dello spettacolo attorno ai dirigenti cinematografici, televisivi, produttori, registi, autori si muovono sempre giovani donne che aspirano al successo e, per averlo, sanno che è necessario l'appoggio, il sostegno di uno di loro. Perciò si presentano nel modo più seducente per avere, in cambio del loro sesso, il posto che desiderano.

Lezioni d'amore
© Rizzoli, 2008

L'innamoramento può incominciare con uno sguardo, con un colpo di fulmine, ma è sempre un processo con domande, dubbi, momenti di esaltazione e di incertezza.

Libri di Alberoni consigliati
Innamoramento e amore
Editore BUR Rizzoli, 2009

L'innamoramento viene collocato o nella sfera dell'ineffabile o del disprezzo; su di esso hanno il diritto di parola o i poeti o i terapeuti. Chi, nella sua vita privata lo conosce intimamente, non manca di prenderne le distanze in pubblico, quasi fosse contagioso. Non vi è un solo libro di psicologia o di sociologia sull'argomento. Esiste, è vero, qualche articolo, ma dove l'innamoramento è continuamente trattato insieme all'amore, all'alienazione della coppia, alla follia e a qualcosa d'altro. Vi sono poi, per fortuna, saggi molto belli come quello di Stendhal, di De Rougemont o di Barthes in cui si parla dell'amore-passione. Sono opere di grande chiarezza, rese possibili, forse, perché questi autori si sono inseriti sul registro letterario. Tutta l'arte infatti è ricca di questo tema e, in particolare, tutta la poesia, dalla più grande alla più modesta. Questo è un libro sull'innamoramento che non è inserito sul registro letterario. Esso appartiene alla sociologia, alla psicologia o, se si vuole, alla filosofia contemporanea. L'ho scritto in un linguaggio semplice perché fosse accessibile a tutti. E l'ho fatto breve, limitandomi a dire cose essenziali. Criticando le correnti filosofiche e psicologiche dominanti che riducevano l'innamoramento a una rimozione sessuale o a una regressione infantile, il libro lo colloca nel campo dei processi collettivi in cui due individui si ribellano ai loro legami precedenti e danno origine, attraverso l'entusiasmo dello stato nascente, a una nuova comunità: la coppia innamorata, proiettata sul futuro.

L'erotismo
Editore BUR Rizzoli, 2009

Che cos'è l'erotismo? Pura sessualità o anche arte, poesia? La pornografia, l'oscenità, sono erotismo? Quale è il posto del sadismo, della violenza, nell'erotismo? L'erotismo è diverso nella donna e nell'uomo? Quali sono le principali differenze? Quali equivoci esse producono, quali conflitti, quali incomprensioni? Come è, allora, possibile l'accordo, l'intimità, l'amore? Dopo aver studiato l'innamoramento e l'amicizia, Francesco Alberoni penetra, questa volta, nel mondo difficile, complesso e misterioso dell'erotismo. Finora questo era il dominio della psicoanalisi e della sessuologia. Ma anche il campo in cui hanno scavato tutti i più grandi scrittori e i filosofi. Nell'universo erotico noi incontriamo le esperienze più appassionate e più leggere, quelle più crude e quelle più delicate. La seduzione e il sogno, la conquista e l'abbandono. Sembrava impossibile trovare un filo conduttore, un ordine, in questo ribollire di sensazioni e di emozioni. Alberoni vi è riuscito. Il suo libro avanza sicuro nel labirinto dell'erotismo e, ad ogni passo, pagina dopo pagina, lo rende limpido e chiaro. Riesce a dare una risposta alle nostre domande più segrete. Ci porta a riconoscere quanto non volevamo confessare. Ci fa capire noi stessi e gli altri. Ci dà, infine, un nuovo linguaggio per parlare di questa parte essenziale della nostra vita.

L'amicizia
Editore BUR Rizzoli, 2009

Nell'amicizia, la distanza fra ideale e reale deve essere breve. Nell'amicizia noi non possiamo proclamare una cosa e farne un'altra. I patti vanno rispettati, la fiducia meritata. L'amicizia deve essere leale, sincera, limpida. L'amico deve volere il bene dell'amico non a parole, ma concretamente. Deve essere presente nel momento del bisogno. Nell'amicizia non si può ingannare, non si può fare del male. Mai, neppure una volta. Nell'amicizia bisogna saper vedere la virtù dell'altro e valorizzarla. L'amico deve essere aperto, pieno di vita, divertente. Non deve annoiare, non deve seccare. Un amico non deve nemmeno essere troppo generoso, riempire di regali, perché, se fa così, suscita il bisogno di ricambiare, crea dei doveri di riconoscenza che sono troppo pesanti. L'amicizia deve sempre essere fresca, leggera, anche quando è eroica. L'amicizia dice sempre, anche di fronte alla morte: "Non c'è di che." L'amicizia esisteva all'epoca di Confucio ed esiste oggi. Non c'è alcun motivo di pensare che debba scomparire nel futuro. L'amicizia è soltanto un modello ideale che chiede di essere rispettato. Per quel tanto che noi lo seguiamo, il mondo si riempie di amici e questi, vedendoci, ci sorridono.

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