2015-10-28

Ebrei, Ebraismo e Antisemitismo - Frasi e citazioni

Raccolta di aforismi e riflessioni sugli Ebrei, l'ebraismo, la persecuzione ebraica e l'antisemitismo, cioè l'avversione contro gli Ebrei. Su questo popolo straordinario, assai particolare per storia e caratteristiche, di cui si parla molto ma di cui, spesso, si conosce poco, scrive Elena Loewenthal in Gli ebrei questi sconosciuti (Baldini e Castoldi 1996): "Ebrei, giudei, figli d'Israele, israeliti, cittadini di fede mosaica. E ancora: ebraismo, giudaismo. Chi e che cosa indicano questi diversi termini? Un unico concetto, un'unica entità, oppure realtà diverse, modificate dagli alterni corsi della storia? [...] Allora, chi e che cosa sono gli ebrei? Non una nazione, né solo e soltanto una fede religiosa, né tantomeno una razza (come hanno creduto, o fatto finta di credere, i persecutori dei nostri tempi). Gli ebrei sono infatti un popolo, pur se dal destino assai particolare: un popolo che ha vissuto buona parte della sua storia disperso fra le altre genti, in mezzo a culture, lingue, regimi diversi. Ma che pure ha continuato a custodire la propria identità, non solo religiosa ma anche etica, umana, storica, ideologica, ai quattro angoli del mondo". Per quanto riguarda l'antisemitismo, diciamo brevemente che è sorto in epoca antica come ostilità di tipo religioso (i cristiani non perdonavano agli ebrei di non aver riconosciuto Gesù come messia e di averlo crocifisso), per poi trasformarsi, soprattutto nel XX secolo, in vera e propria persecuzione di tipo razziale. A questo proposito, vedi anche la pagina di citazioni sulla Shoah e sulla "Giornata della memoria", che si celebra ogni anno il 27 gennaio, giorno in cui, nel 1945, avvenne la liberazione dei prigionieri, per la maggior parte ebrei, dal campo di concentramento di Auschwitz.
Gli Ebrei sono sopravvissuti attraverso tutti i secoli, gli Ebrei hanno dovuto soffrire
per tutti i secoli, ma ciò li ha anche resi più forti. (Anna Frank)
1. Ebrei / Ebraismo
© Aforismario

Le altre persone hanno una nazionalità. Gli irlandesi e gli ebrei hanno delle psicosi.
Brendan Behan, Richard's Cork Leg, 1972

Sono ebreo semplicemente perché non si può smettere di essere ebrei.
Isaiah Berlin, cit. in Elena Loewenthal, Gli ebrei questi sconosciuti, 1996

Circa gli ebrei sono del parere di Voltaire: devono espiare di avere inventato il cristianesimo.
Arrigo Cajumi, Pensieri di un libertino, 1947/50

Dovranno esserci ancora ebrei quando l’ultimo ebreo sarà sterminato.
Elias Canetti, La provincia dell'uomo, 1973

Essere uomo è un dramma; essere ebreo, un altro ancora. Così l'Ebreo ha il privilegio di vivere due volte la nostra condizione.
Emil Cioran, La tentazione di esistere, 1956

Una patria è un soporifero continuo. Non possiamo invidiare - o compiangere - abbastanza gli Ebrei per non averne una o per possederne solo di provvisorie, Israele per prima. Qualunque cosa facciano o dovunque vadano, la loro missione è di vegliare; così sta scritto nel loro immemoriale statuto di stranieri. Soluzioni per la loro sorte non ne esistono. Restano gli accomodamenti con l'Irreparabile. Finora non hanno trovato nulla di meglio. Questa situazione durerà fino alla fine dei tempi. Ed è a questa situazione che gli Ebrei dovranno la sventura di non perire...
Emil Cioran, La tentazione di esistere, 1956

Migliore e peggiore di noi, l'Ebreo incarna gli estremi a cui aspiriamo senza riuscire a raggiungerli, è "noi" oltre noi stessi.
ibidem

Accanto agli Ebrei i primi cristiani fanno la figura di opportunisti: certi della loro causa, attendevano allegramente il martirio. E del resto non facevano altro, esponendosi al martirio, che conformarsi ai costumi di un'epoca in cui il gusto per le emorragie spettacolari rendeva facile il sublime. Completamente diverso è il caso degli Ebrei. Non accettando di seguire le idee del tempo, la grande follia che si impossessava del mondo, sfuggirono provvisoriamente alle persecuzioni. Ma a che prezzo! Per non aver condiviso le tribolazioni momentanee dei nuovi fanatici, dovettero in seguito sopportare il peso e il terrore della croce, giacché è per loro e non per i cristiani che la croce diventò simbolo di supplizio.
Emil Cioran, La tentazione di esistere, 1956

Per quanto gravido di conseguenze sia stato, il rifiuto del cristianesimo rimane il più bel gesto degli Ebrei, un "no" che fa loro onore.
ibidem

Gli abitanti del globo si dividono in due categorie: gli Ebrei e i non Ebrei. Se si valutassero i meriti degli uni e degli altri, senza dubbio gli Ebrei avrebbero la meglio, avrebbero cioè sufficienti titoli per parlare a nome dell'umanità e per stimarsi suoi rappresentanti.
Emil Cioran, La tentazione di esistere, 1956

Il Messia, per gli ebrei, non poteva essere che un re trionfante; in nessun caso, una vittima. Troppo ambiziosi per accontentarsi di un crocifisso, aspettavano qualcuno di forte. La loro fortuna fu di non accorgersi che Cristo lo era a suo modo. Altrimenti, si sarebbero agglutinati alle orde cristiane e vi sarebbero deplorevolmente spariti.
Emil Cioran, Squartamento, 1979

Le loro antiche leggi proibivano agli ebrei di predire l'avvenire. Giusto divieto. Infatti, se avessero previsto quello che li aspettava, avrebbero avuto la forza di conservarsi, di essere se stessi, di affrontare le sorprese di un simile destino?
ibidem

In un tempo nel quale non si vive che grazie al cervello, l'ebreo ha l'audacia che occorre, l'audacia del cervello.
Édouard Drumont (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Gli ebrei hanno dimostrato che l'intelletto è storicamente l'arma migliore... Noi ebrei abbiamo il dovere di mettere a disposizione del mondo la nostra triste esperienza plurimillenaria e, fedeli alle tradizioni morali dei nostri padri, diventare i soldati della lotta per la pace insieme agli elementi più nobili di ogni ambito culturale e religioso.
Albert Einstein, Discorso, Berlino, 1929

Non esistono ebrei tedeschi, non esistono ebrei russi, non esistono ebrei americani. L'unica differenza tra loro è data dalla lingua che usano tutti i giorni. Di fatto esistono soltanto gli ebrei.
Albert Einstein, Discorso, New York, 1935

Noi ebrei dovremmo essere e rimanere portatori e difensori dei valori spirituali. Ma dovremmo anche restare perennemente consapevoli del fatto che questi valori spirituali sono e sono sempre stati il fine comune di tutta l'umanità.
Albert Einstein, La vocazione degli ebrei, discorso alla Jewish Accademy of Sciences and Arts, 1936

Gli ebrei, in quanto gruppo, non hanno alcun potere, ma la somma dei successi ottenuti dai singoli membri è ovunque notevole e rivelatrice, nonostante ci fossero ovunque ostacoli da superare.
Albert Einstein, Perché gli ebrei sono odiati?, su Collier's, 1938

Il legame che ha unito gli ebrei per migliaia di anni e che ancora oggi li unisce è, principalmente, l'ideale democratico della giustizia sociale, assieme a quello della vicendevole solidarietà e tolleranza tra tutti gli uomini.
Albert Einstein, Perché gli ebrei sono odiati?, su Collier's, 1938

Una lumaca può perdere il proprio guscio senza per questo cessare di essere una lumaca. L'ebreo che abbandoni la propria fede (nel senso formale della parola) è in una posizione analoga. Resta un ebreo.
Albert Einstein, Perché gli ebrei sono odiati?, su Collier's, 1938

Gli ebrei hanno sei sensi. Tatto, gusto, vista, odorato, udito... memoria.
Jonathan Safran Foer, Ogni cosa è illuminata, 2002

Chi ci ha imposto questo? Chi ha fatto di noi ebrei un popolo distinto da tutti gli altri? Chi ci ha fatto
tanto soffrire finora? E' stato Iddio che ci ha fatti così, ma sarà anche Iddio che ci eleverà. Se, nonostante tutte queste nostre sofferenze, alla fine restano ancor sempre degli ebrei, vuol dire che un giorno gli ebrei, anziché essere proscritti, serviranno di esempio. Chissà che non debba ancora essere la nostra fede, quella che insegnerà il bene al mondo e ai popoli, e che per questo, per questo soltanto occorra che noi soffriamo. Non potremo mai diventare soltanto olandesi, soltanto inglesi, o cittadini di qualunque altro paese, ma rimarremo sempre anche ebrei e vogliamo rimanere ebrei.
Anna Frank, Diario, 1942/44 (postumo 1947)

Dio non ha mai abbandonato il nostro popolo. Gli Ebrei sono sopravvissuti attraverso tutti i secoli, gli Ebrei hanno dovuto soffrire per tutti i secoli, ma ciò li ha anche resi più forti; i deboli cadono, ma i forti sopravviveranno e non periranno mai!
Anna Frank, Diario, 1942/44 (postumo 1947)

Se un cristiano compie una cattiva azione la responsabilità è soltanto sua; se un ebreo compie una cattiva azione, la colpa ricade su tutti gli ebrei.
Anna Frank, Diario, 1942/44 (postumo 1947)

Il guaio degli ebrei è che non hanno alcun senso della natura. Tutti città e affari.
Stephen Fry, L'ippopotamo, 1994

Gli ebrei, se sono buoni, sono migliori, se cattivi, peggiori dei cristiani.
Heinrich Heine, Storia della religione e della filosofia in Germania, 1835

Ritengo che essere ebreo significhi essere un combattente, uno che nuota senza tregua contro una sordida, malvagia corrente umana.
Zvi Kolitz, Yossl Rakover si rivolge a Dio, 1946

Secondo l'affermazione di sant'Agostino, gli ebrei sono condannati alla dispersione da Dio stesso, e ciò per due motivi: perché in tal modo essi vengono puniti per non aver riconosciuto in Cristo il Messia, e perché la loro presenza in tutti i paesi è necessaria alla Chiesa cattolica, che essa pure è dappertutto, affinché dappertutto sia visibile ai fedeli la meritata infelicità degli ebrei.
Primo Levi, Se questo è un uomo, 1947 (Appendice, 1976)

Gli ebrei, con cui il mondo occidentale, e in particolare l'Italia, hanno dialetticamente convissuto, rappresentano il paradigma della «diversità» e il bersaglio del pregiudizio e dello stereotipo
Elena Loewenthal, Gli ebrei questi sconosciuti, 1996 (presentazione)

Non c'è dubbio che il cristianesimo, e soprattutto il suo rapido affermarsi come confessione dominante sin dall'epoca tardoantica, abbia profondamente determinato le sorti del popolo ebraico. Da germe della nuova fede, quest'ultimo divenne rapidamente il popolo «perfido», nel senso di infedele, che ha rinnegato la vera religione e si ostina a restare dalla parte sbagliata.
Elena Loewenthal, Gli ebrei questi sconosciuti, 1996 [1]

Essere ebrei consiste in un insieme inscindibile di vita, fede, tradizioni: non è semplicemente una religione, né una cultura o un punto di vista sull'esistenza, e nemmeno solo un riferimento storico-nazionale. È una combinazione di tutto questo, un patrimonio complessivo in cui ogni elemento è indissolubilmente legato all'altro.
Elena Loewenthal, Gli ebrei questi sconosciuti, 1996 [1]

Se l'ebraismo fosse stato solo e soltanto una religione, forse nella lunga storia della Diaspora le cose sarebbero andate in altro modo; ma era anche qualcosa di più, pertanto la "diversità" ebraica si manifestava in ogni ambito - nella lingua, nei cibi, nelle ricorrenze, nei metodi di educazione dei figli, e così via. Per dirla in parole povere, l'ebreo dava nell'occhio non solo quando pregava, ma in ogni momento della sua vita. E fu così che, insediato in ogni angolo d'Europa, egli divenne il "diverso" per eccellenza.
Elena Loewenthal, Gli ebrei questi sconosciuti, 1996

Che cosa rappresenta per gli ebrei lo stato d'Israele? Innanzitutto, la fine di duemila anni d'esilio. E poi la certezza che, qualunque cosa succeda, c'è un luogo al mondo dove si sarà sempre accolti, dove non ci sarà mai l'antisemitismo.
Elena Loewenthal, Gli ebrei questi sconosciuti, 1996

Come un briciolo di muschio riempie tutta la casa, così la più piccola influenza dell'ebraismo riempie la vita intera.
Osip Ėmil'evič Mandel'štam, Il rumore del tempo, 1925

Essere ebreo è una condizione umana estrema, terribile e insondabile; una condizione di cui l’occidentale ha paura; e noi sappiamo che si ha paura di ciò che sta dentro di noi, non di ciò che ci è estraneo.
Giorgio Manganelli, su Corriere della Sera, 1982

L’ebreo è esule: e noi crediamo di non esserlo?
ibidem

Dire gli ebrei è una generalizzazione, proprio come se dicesse i cristiani. Ci sono ebrei e ci sono cristiani, e l'origine, la religione, lo stile di vita, la razza di sicuro comportano tanti tratti comuni... Ma gli ebrei differiscono gli uni dagli altri più di quanto non si assomiglino.
Sándor Márai, Liberazione, 2000 (postumo)

Di ebrei ce ne sono tanti tipi. Chi crede che siano tutti uguali non li conosce. Gli ebrei non sono fatti tutti allo stesso modo.
ibidem

Gli ebrei sono esseri umani. [...] quindi ce ne sono anche di orgogliosi. Poi ci sono quelli avidi, quelli golosi, lascivi e anche ladri. Tra di loro c'è a chi piace imbrogliare il prossimo, e ce ne sono altri che mentono. Ma gli ebrei sono così perché sono esseri umani.
Sándor Márai, Liberazione, 2000 (postumo)

L'ebraismo – come è stato detto, seppure in modo un po' semplificato – è la religione della speranza; il cristianesimo della carità; l'islamismo della fede.
Vittorio Messori, Ipotesi su Maria, 2005

Dovunque c'è denaro ci sono ebrei.
Charles-Louis de Montesquieu, Lettere persiane, 1721

L'intenzione delle femmine è di degradare la vita. È questo, che ha voluto dire la leggenda degli Ebrei, raccontando la cacciata dal Paradiso terrestre per volontà di una femmina.
Elsa Morante, L'isola di Arturo, 1957

L'intera questione ebraica esiste solo entro gli Stati nazionali, in quanto qui dappertutto l'efficienza e superiore intelligenza degli Ebrei, il capitale di spirito e di volontà da essi accumulato di generazione in generazione in una lunga scuola di dolore, sono destinati a prevalere in misura tale, da risvegliare invidia e odio, sicché oggi in quasi tutte le nazioni, cioè quanto più esse tornano ad assumere un atteggiamento nazionalistico - dilaga il malcostume letterario di condurre gli Ebrei al macello come capri espiatori di tutti i possibili mali pubblici e interni.
Friedrich Nietzsche, Umano troppo umano, 1878

Le risorse spirituali e intellettuali presso gli Ebrei di oggi sono eccezionali; nell'estrema miseria, essi ricorrono più raramente di tutti quanti abbiano stanza in Europa, per sottrarsi a una profonda inquietudine, all'alcol o al suicidio, - cose, queste, che sono invece tanto vicine all'individuo scarsamente dotato. Ogni ebreo ha nella storia dei suoi padri e dei suoi avi una ricca sorgente di esempi della più fredda ponderatezza e perseveranza in situazioni terribili, del più sottile aggiramento e sfruttamento della sventura e del caso; il loro coraggio sotto il mantello della compassionevole sottomissione, il loro eroismo nello spernere se sperni [2] supera le virtù di tutti i santi.
Friedrich Nietzsche, Aurora, 1881

L'Europa deve non poco agli Ebrei; prima di tutto i Tedeschi, essendo una razza deplorevolmente déraisonnable, la quale ancor oggi continua ad aver bisogno soprattutto di «lavarsi la testa». Ovunque gli Ebrei hanno acquistato influenza, hanno insegnato a distinguere più sottilmente, a dedurre più acutamente, a scrivere più chiaro e netto: il loro compito fu sempre quello di condurre un popolo «alla raison».
Friedrich Nietzsche, La gaia scienza, 1882

Gli Ebrei sono senza alcun dubbio la razza più forte, più tenace e più pura che viva oggi in Europa; essi sono capaci di imporsi anche nelle condizioni peggiori (anzi meglio che nelle migliori), in forza di alcune virtù che oggi si vorrebbero bollare come vizi – in forza, soprattutto, di una fede risoluta, che non ha bisogno di vergognarsi delle «idee moderne».
Friedrich Nietzsche, Al di là del bene e del male, 1886

I pagani non conoscono Dio, e amano solo la Terra. Gli ebrei conoscono il vero Dio, e amano solo la Terra. I cristiani conoscono il vero Dio, e non amano la Terra.
Blaise Pascal, Pensieri, 1670 (postumo)

Se tutti gli Ebrei fossero stati convertiti da Gesù Cristo, avremmo solo testimoni sospetti. Ma se fossero stati sterminati, non avremmo nessun testimone.
ibidem

Sono stati i cristiani a creare l'ebreo.
Jean Paul Sartre, L'antisemitismo, 1946

La patria dell'ebreo sono gli altri ebrei: perciò egli combatte per essi come pro ora et focis, e non vi è comunità sulla terra così salda come la loro.
Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

Gli ebrei sono il popolo eletto del loro dio, ed egli è il dio eletto del suo popolo: e per il resto questo non interessa niente a nessuno.
Arthur Schopenhauer, Scritti postumi, 1804/60 (postumo 1966/75)

L'importanza del popolo d'Israele per la storia dell'umanità balza agli occhi immediatamente, per due ragioni. La prima. è che esso rappresenta il monoteismo; la seconda, che ha dato origine al Cristianesimo.
Edouard Schuré, I grandi iniziati, 1889

La cultura ebraica non è una sorta di erba selvatica che cresce per conto suo. È un giardino che si deve curare di continuo. Quando il giardiniere se ne scorda, o decide di scordarsene, le piante avvizziscono.
Isaac Bashevis Singer, Ombre sull'Hudson, 1997

L'ebraismo poteva racchiudersi in una parola sola: isolamento. Quando non li racchiudevano in un ghetto, gli ebrei se ne creavano uno di loro volontà; quando non li costringevano a portare il segno giallo, si vestivano in un modo che ai loro vicini sembrava stravagante.
Isaac Bashevis Singer, Racconti, 1982

Il popolo ebraico rappresenta l’unico caso in cui l’eletto abbia seri motivi di lamentarsi del proprio elettore.
Giovanni Soriano, Finché c'è vita non c'è speranza, 2010

Un dio che, fra tutti, scegliesse un singolo popolo come suo prediletto, sarebbe un dio oltremodo ingiusto; di sicuro, un popolo che arriva a credersi eletto da un dio, non soltanto pecca di presunzione, ma sfiora il ridicolo.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Gli ebrei sono costretti a contemplare, se non ad accettare o a razionalizzare, l'atroce paradosso della loro colpevolezza innocente, il fatto che sono stati loro a rappresentare nella storia occidentale l'occasione, la possibilità ricorrente per il gentile di diventare meno che umano.
George Steiner, Nessuna passione spenta, 1996

Il giudaismo e le sue due principali note a piè di pagina, il cristianesimo e il socialismo utopico, discendono direttamente dal Sinai, e anche gli ebrei erano solo un piccolo gruppo disprezzato e perseguitato.
George Steiner, Una certa idea di Europa, 2005

Chi non è mai stato perseguitato non è ebreo.
Talmud, II-V sec.

Gli ebrei sono un popolo davvero straordinario: non solo ci hanno dato due personaggi della statura di Gesù Cristo e Karl Marx, ma si sono pure concessi il lusso di non seguire né l'uno né l'altro.
Peter Ustinov, cit. in Alan F. Pater, ‎Jason R. Pater, The Yearbook of World Opinion, 1978

Siete i nostri fratelli prediletti e, in un certo modo, si potrebbe dire i nostri fratelli maggiori.
Karol Wojtyła (Giovanni Paolo II), incontro in sinagoga col rabbino Elio Toaff, 1986

Proverbi sugli Ebrei
  • Chi ha ebrei per parenti vive di stenti.
  • Ebrei e contadini mercanti fini.
  • Ebrei e rigattieri spendono poco e gabban volentieri.
  • Gli ebrei non prestano sopra ciance.
  • Non credere a un ebreo quand'anche fosse caduto dal cielo.
  • Per ingannare un ebreo ci vuole un altro ebreo.
  • Per una corda gratis un ebreo si fece impiccare.
Se l'Ebreo non esistesse, l'antisemitismo lo inventerebbe. (Jean-Paul Sartre)
2. Antisemitismo
© Aforismario

L'antisemitismo sono le dicerie sul conto degli ebrei. 
Theodor Adorno, Minima moralia, 1951

L'antisemitismo si distingue da tutti gli altri casi di antagonismo collettivo per la sua sistematicità senza precedenti, per la sua intensità ideologica, per la sua diffusione sovranazionale e sovraterritoriale, per la sua miscela unica di fonti e contributi locali e generali.
Zygmunt Bauman, Modernità e olocausto, 1989

L'antisemitismo è il socialismo degli imbecilli. 
August Bebel, Congresso socialdemocratico di Colonia, 1893

È una contraddizione che un cristiano sia antisemita. Un po' le sue radici sono ebree.
Jorge Mario Bergoglio (papa Francesco), discorso, Città del vaticano, 2013

Sono ebreo. Se non di religione - che non pratico affatto, come nessun altra religione, del resto -, almeno di nascita. Non ne traggo motivo né di orgoglio né di vergogna, essendo - almeno lo spero - uno storico abbastanza serio da non ignorare che le predisposizioni razziali sono un mito e che la stessa nozione di razza pura è un 'assurdità particolarmente flagrante quando, come in questo caso, si pretende di applicarla a ciò che in realtà fu un gruppo di credenti reclutati a suo tempo in tutto il mondo mediterraneo, turco-cazaro e slavo. Non rivendico mai la mia origine salvo che in un caso: quando mi trovo di fronte a un antisemita.
Marc Bloch, La strana disfatta, 1940/46

Se gli Ebrei dovessero affrontare soltanto l'antisemita di professione, il loro dramma sarebbe notevolmente sminuito. Ma, alle prese con quasi tutta l'umanità, essi sanno che l'antisemitismo non rappresenta il fenomeno di un'epoca, ma una costante, e che i loro carnefici di ieri hanno impiegato gli stessi argomenti di Tacito
Emil Cioran, La tentazione di esistere, 1956

L'antisemitismo più violento comincia già con i più noti dottori della chiesa, con Ambrogio, Giovanni Crisostomo, Agostino – anche i roghi delle sinagoghe cominciano già sotto di loro! – e portò in modo conseguente a enormi sacrifici di sangue e di proprietà ebraiche per tutto il medioevo – quando la chiesa anticipò la «stella di Davide» hitleriana, nonché lo slogan nazista «Non comprate dagli ebrei!» – e molto più in là. Gli ebrei furono uccisi, affogati, sottoposti al supplizio della ruota, impiccati, fatti a pezzi, squartati, bruciati vivi e sepolti vivi. Furono trascinati con le corde e per i capelli ai fonti battesimali; l'alto clero partecipò attivamente, e nessuna persecuzione gli parve mai abbastanza aspra.
Karlheinz Deschner, Sopra di noi... niente, 1997

L'antisemitismo [...], storicamente, cresce sempre di più quando e dove l'economia va male. In un momento in cui la disparità di reddito è in crescita, quando centinaia di milioni di persone vivono in condizioni di estrema povertà, alcuni trovano negli ebrei il capro espiatorio piuttosto che guardare la vera fonte dei loro problemi.
Michael Douglas, cit. su Il Fatto Quotidiano, 2015

L'antisemitismo è come una malattia che va in letargo e divampa all'improvviso con un nuova causa politica scatenante.
Michael Douglas, cit. su Il Fatto Quotidiano, 2015

I crimini di cui gli ebrei sono stati incolpati nel corso della storia – crimini intesi a giustificare le atrocità perpetrate contro di essi – sono mutati in rapida successione [...] Le accuse contro di loro, accuse della cui falsità gli istigatori erano ogni volta perfettamente consapevoli, superavano ogni immaginazione, ma hanno influenzato ripetutamente le masse. [...] In questo caso, si può parlare di antisemitismo latente.
Albert Einstein, Perché gli ebrei sono odiati?, su Collier's, 1938

L'antisemitismo è sempre stato il mezzo più economico impiegato da minoranze egoistiche per ingannare il popolo.
Albert Einstein, discorso, Il nostro debito verso il Sionismo, New York, 1938

Per il gruppo nazista gli ebrei non sono soltanto un mezzo per stornare il risentimento popolare da se stessi, gli oppressori; considerano gli ebrei un elemento non ammissibile, che non potrà mai essere spinto all'accettazione acritica del dogma, e che, di conseguenza, continuerà a minacciare, finché esisterà, la loro autorità, per l'insistenza con cui gli ebrei difendono l'illuminazione popolare delle masse.
Albert Einstein, Perché gli ebrei sono odiati?, su Collier's, 1938

L'antisemitismo è il segno distintivo di una civiltà arretrata.
Friedrich Engels, Sull'antisemitismo, su Arbeiterzeitung, 1890

L'antisemitismo non è altro che una reazione di strati sociali medievali, che stanno per scomparire, contro la società moderna.
ibidem

Gli Ebrei quando sostengono di essere il popolo eletto da Dio creano in realtà il razzismo di cui saranno poi tragicamente vittime, perché se il mio popolo è eletto da Dio è chiaro che tutti gli altri sono popoli di serie B.
Massimo Fini, conferenza,  2011

I bei tempi finirono nel maggio 1940; prima la guerra, la capitolazione, l'invasione tedesca, poi cominciarono le sventure per noi ebrei. Le leggi antisemitiche si susseguivano l'una all'altra. Gli ebrei debbono portare la stella giudaica. Gli ebrei debbono consegnare le biciclette. Gli ebrei non possono salire in tram, gli ebrei non possono più andare in auto. Gli ebrei non possono fare acquisti che fra le tre e le cinque, e soltanto dove sta scritto «bottega ebraica». Gli ebrei dopo le otto di sera non possono essere per strada, né trattenersi nel loro giardino o in quello di conoscenti. Gli ebrei non possono andare a teatro, al cinema o in altri luoghi di divertimento, gli ebrei non possono praticare sport all'aperto, ossia non possono frequentare piscine, campi di tennis o di hockey eccetera. Gli ebrei non possono nemmeno andare a casa di cristiani. Gli ebrei debbono studiare soltanto nelle scuole ebraiche. E una quantità ancora di limitazioni del genere. Così trascorreva la nostra piccola vita.
Anna Frank, Diario, 1947 (postumo).

Veramente non esiste maggior inimicizia al mondo che fra tedeschi ed ebrei.
ibidem

Ma se insieme con il Positivismo, il Socialismo, il Libero Pensiero, e con il Momigliano morissero tutti i Giudei che continuano l'opera dei Giudei che hanno crocifisso Nostro Signore, non è vero che al mondo si starebbe meglio? Sarebbe una liberazione, ancora più completa se, prima di morire, pentiti, chiedessero l'acqua del Battesimo.
Agostino Gemelli, su Vita e pensiero, 1924

Quale sarà la soluzione del problema ebraico? Si creerà un giorno uno stato ebraico in qualche paese del mondo? Lo si saprà a suo tempo. Ma è interessante notare che i paesi la cui opinione pubblica si agita in favore degli Ebrei, rifiutano costantemente di accoglierli. Dicono che sono i pionieri della civiltà, che sono i geni della filosofia e della creazione artistica ma quando si chiede loro di accettare questi geni, chiudono le frontiere e dicono che non sanno che farsene. È un caso unico nella storia questo rifiuto di accogliere in casa propria dei geni.
Joseph Goebbels, discorso, 1943

Si potrebbe definire l'ebreo come un'incarnazione deviata del complesso d'inferiorità. Non lo si può colpire più profondamente che descrivendolo con la sua effettiva essenza. Chiamalo mascalzone, farabutto, mentitore, criminale, assassino e omicida. Tutto ciò lo toccherà appena, internamente. Guardalo calmo e severo per un breve tempo e digli: «tu sei proprio un giudeo!» e ti accorgerai con stupore come nello stesso istante egli diverrà insicuro, imbarazzato e consapevole della propria colpa.
Joseph Goebbels (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Dopo il quarto secolo della nostra era, si manifestarono in successione tre politiche antiebraiche: quella della conversione, quella dell'espulsione e quella dell'annientamento. La seconda comparve in sostituzione della prima e la terza della seconda.
Raul Hilberg, La distruzione degli Ebrei d'Europa, 1985

Quanto più è vero che si può comprendere l'antisemitismo solo a partire dalla nostra società, tanto più mi sembra vero che oggi la società stessa può essere pienamente compresa solo a partire dall'antisemitismo.
Max Horkheimer, Lettera a Harold Laski, 1941

L'antisemitismo come avversione vuoi religiosamente, vuoi socialmente, vuoi scientificamente motivata si è manifestata in ogni tempo e in ogni popolo, ora qua, ora là, ora più debole, ora più forte; sarebbe ingiusto imputarlo proprio ai tedeschi e solo a loro.
Victor Klemperer, LTI: la lingua del Terzo Reich, 1947

L'avversione contro gli ebrei, impropriamente detta antisemitismo, è un caso particolare di un fenomeno più vasto, e cioè dell'avversione contro chi è diverso da noi.
Primo Levi, Se questo è un uomo, 1947 (Appendice, 1976)

Gli ebrei, in minoranza in tutti i loro stanziamenti, erano diversi, riconoscibili come diversi, e spesso orgogliosi (a ragione o a torto) della loro diversità: tutto questo li rendeva molto vulnerabili, ed infatti furono duramente perseguitati, in quasi tutti i paesi ed in quasi tutti i secoli
Primo Levi, Se questo è un uomo, 1947 (Appendice, 1976)

L'antisemitismo è un tipico fenomeno d'intolleranza. Perché una intolleranza insorga, occorre che fra i due gruppi a contatto esista una differenza percettibile: questa può essere una differenza fisica (i neri e i bianchi, i bruni e i biondi), ma la nostra complicata civiltà ci ha resi sensibili a differenze più sottili, quali la lingua, o il dialetto, o addirittura l'accento (lo sanno bene i nostri meridionali costretti ad emigrare al Nord); la religione, con tutte le sue manifestazioni esteriori e la sua profonda influenza sul modo di vivere; il modo di vestire o gesticolare; le abitudini pubbliche e private. La tormentata storia del popolo ebreo ha fatto sì che quasi ovunque gli ebrei manifestassero una o più di queste differenze.
Primo Levi, Se questo è un uomo, 1947 (Appendice, 1976)

Che cosa rappresenta per gli ebrei lo stato d'Israele? Innanzitutto, la fine di duemila anni d'esilio. E poi la certezza che, qualunque cosa succeda, c'è un luogo al mondo dove si sarà sempre accolti, dove non ci sarà mai l'antisemitismo. 
Elena Loewenthal, Gli ebrei questi sconosciuti, 1996

L’antisemitismo non è un fenomeno di malvagità politica, troppo lunga è la sua storia per non sospettare che nasconda qualcosa di terribile, una sorta di follia che sempre colpisce chi froda se stesso e mente sul proprio destino. 
Giorgio Manganelli, su Corriere della Sera, 1982

L'antisemitismo è purtroppo antico quasi quanto gli ebrei e, com'è stato osservato, nasce proprio dallo stupore e dall'ira per questo popolo che non si riesce a dissolvere negli altri, ad assimilare. Non con le minacce e neppure, si noti, con le lusinghe.
Vittorio Messori, Ipotesi su Gesù, 1976

L'Italia ha sempre ignorato l'antisemitismo. Una tradizione di civiltà millenaria aveva sempre ispirato nei governi e nel popolo una larga e benevola tolleranza verso gli ebrei; e anche quando leggi, ispirate dall'intolleranza religiosa di qualche sovrano o pontefice, ne limitavano la libertà e ne disciplinavano anche duramente la vita, l'applicazione di queste leggi era di fatto sempre indulgente e si concretava per lo più in tassazioni o tributi, sempre graditi a chi sotto qualsiasi pretesto li esige. Eucardio Momigliano, Storia tragica e grottesca del razzismo italiano, 1946

Come potete rimproverare agli ebrei le persecuzioni che hanno subìto in diversi paesi? Queste sono, al contrario, dei crimini nazionali che noi dobbiamo espiare reintegrandoli negli imprescrittibili diritti dell'uomo di cui nessuna autorità umana può privarli. [...] Restituiamogli la felicità, la patria e la virtù reintegrandoli nella loro dignità di uomini e cittadini.
Maximilien de Robespierre, Intervento all'Assemblea costituente sul diritto di voto degli Ebrei, 1789

Un protestante che si smarrisca in un tempio ebraico è costretto a convenire che la differenza tra ebrei e cristiani non è poi così grande e che, in effetti, si potrebbe smettere di essere antisemiti se la concorrenza commerciale degli ebrei non fosse così pericolosa.
Joseph Roth, Ebrei erranti, 1927/37

L'antisemitismo non è una semplice opinione sugli ebrei, è una concezione del mondo.
Jean Paul Sartre, L'antisemitismo, 1946

L'antisemitismo, in una parola, è la paura davanti alla condizione umana.
ibidem

Se l'Ebreo non esistesse, l'antisemitismo lo inventerebbe.
Jean Paul Sartre, L'antisemitismo, 1946

Anche nel democratico più liberale si può nascondere una sfumatura di antisemitismo: egli è ostile all'ebreo nella misura in cui questi osa pensarsi, appunto, ebreo.
Jean-Paul Sartre, Riflessioni sulla questione ebraica, 1946

L'ebreo moderno non può vivere senza l'antisemitismo. Se non c'è, fa di tutto per farlo nascere.
Isaac Bashevis Singer, Racconti, 1982

Uccidendo i suoi ebrei, l'Europa si è suicidata.
George Steiner, Discorso al convegno di European Judaism, Amsterdam, 1969

L'antisemitismo è qualcosa di irrazionale e contagioso: si odiano gli ebrei prima ancora che nascono.
Elie Wiesel, su la Repubblica, 2006

Note
  1. Elena Loewenthal, Gli ebrei questi sconosciuti. Le parole per saperne di più © Baldini e Castoldi, 1996
  2. Spernere se sperni: disprezzare di essere disprezzato (cfr. cit. di Nietzsche).
  3. Vedi anche aforismi, frasi e citazioni su: Shoah, Olocausto e Lager

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