2015-10-20

Cancro - Frasi sul Tumore e la Chemioterapia

Raccolta di aforismi, frasi e riflessioni sul cancro e la chemioterapia. Il tumore (dal latino tumor, "rigonfiamento"), è tra le più temibili malattie della nostra epoca, almeno in alcune sue forme. Secondo la classica definizione coniata dal patologo australiano Rupert Allan Willis, "una neoplasia è un'anormale massa di tessuto, la cui crescita è eccessiva e scoordinata rispetto a quella del tessuto normale, e persiste con le stesse modalità anche dopo la cessazione dello stimolo che ha provocato il cambiamento" (The Spread of Tumours in the Human Body, 1935). Susan Sontag, in Malattia come metafora (1977), scrive: "La più antica definizione letterale del cancro è quella di escrescenza, sporgenza o protuberanza e il nome della malattia - dal greco karkinos e dal latino cancer, che significano entrambi granchio - era stato suggerito, secondo Galeno, dalla somiglianza tra le vene gonfie di un tumore esterno e le zampe di un granchio; e non, come molti credono, dal fatto che la malattia, la cui caratteristica sono le metastasi, striscia o s’insinua come un granchio".
Per indicare questo tipo di "male", si usano anche i sinonimi di: cancro, carcinoma (dal greco karkinos, "granchio") e neoplasia (dal greco neos "nuovo", e plásis "formazione"). Come suggerisce Umberto Veronesi, oncologo di fama internazionale, sarebbe meglio usare soltanto quest'ultimo termine, perché gli altri sono troppo traumatizzanti per i pazienti. Il termine "neoplasia", in effetti, non si porta dietro tutto il carico di orrore che, invece, contraddistingue il termine "cancro" sin dai tempi in cui esserne colpiti significava, nella maggior parte dei casi, morte certa. Ciò, inoltre, sarebbe un modo di adeguarsi anche sul piano linguistico allo sviluppo nella cura delle neoplasie avutosi sul piano oncologico in questi ultimi decenni. Come ha osservato lo psichiatra Karl Menninger in L’equilibrio vitale (1963): "La stessa parola 'cancro' sembra aver ucciso certi pazienti che non avrebbero ceduto (con tanta rapidità) al tumore maligno di cui soffrivano". In appendice a questa raccolta, sono riportati i nomi di alcune associazioni utili per chi voglia approfondire la conoscenza delle varie neoplasie e i modi migliori per prevenirle. Su Aforismario, inoltre, trovi anche una raccolta di citazioni correlata a questa dedicata alla malattia e ai pazienti (vedi la sezione "Medicina" nel menu a destra).
Per me il cancro è diventato la prova della non esistenza di Dio. (Umberto Veronesi)
1. Neoplasia / Tumore
© Aforismario

"Cancro" è una parola, non una sentenza.
Anonimo (attribuito erroneamente a John Diamond) [1]

Crescere per amore della crescita è l’ideologia della cellula del cancro.
Anonimo

Le parole più belle del mondo non sono: "Ti amo" ma: "È benigno!".
Woody Allen, in Harry a pezzi, 1997

Se [il cancro] torna lo prenderò a calci nel culo tanto quanto ho potuto. Ma non si tratta di vincere, si tratta solo di combattere, e questo è tutto quello che dovete fare su questa terra. Solo combattere per ciò che è il vostro diritto, quello di vivere.
Anastacia, intervista a The Rove Live, 2004

Non lasciare che il cancro porti via il meglio di te!
Anastacia, cit. su Daily Mail, 2013

Oggi dal cancro si può guarire, oppure si può imparare a convivere con la malattia, e molti ci riescono. Ma "normali" non si è mai più. Si è diversi, un'altra cosa, spesso migliori, più consapevoli, più dolci. Ma niente è più come prima.
Pietro Calabrese, L'albero dei mille anni, 2010

Sapeva quanto è vigliacco il cancro, quanto è tenace, come rode e corrode, come si nasconde per attaccare all'improvviso, come sparisce per poi riapparire e colpire. Sapeva che non dà tregua. Sapeva che è talmente stupido e feroce che accetta di morire pur di uccidere il suo ospite: perché le cellule tumorali smetteranno anche loro di mangiare e crescere e vivere non appena avranno ammazzato l'uomo che hanno scelto per il loro macabro festino.
Pietro Calabrese, L'albero dei mille anni, 2010

Il tumore, spesso non sai d’averlo. Ci convivi, lui ti lavora dentro, e quando, alla fine, magari per un qualche accidente che non c’entra nulla, i medici lo scoprono, è ormai troppo tardi. La prevenzione, oggi lo sappiamo, diventa un atto fondamentale.
Mimmo Candito, su la Stampa, 2015

Per tutti, «tumore» significa che sei morto, che cammini e pensi e ti agiti e fuori c’è il sole, ma però sei già morto. Perché, nella tua testa, nella testa di tutti, il tumore è la condanna definitiva.
Mimmo Candito, ibidem

No, non è affatto così, il tumore non è una condanna a morte.
ibidem

Chi è malato di cancro vuole che si rompa la cortina di commiserazione che lo circonda, non accetta l’esorcismo pavido di chi non vuol mai usare la parola «tumore» e ripiega su «il brutto male»; non chiede pietà, e nemmeno l’insopportabile ipocrisia di chi dice «coraggio» e di nascosto fa gli scongiuri, vuole soltanto la comprensione d’un sentire comune perchè il tumore viene vissuto - da chi lo ha - come una malattia «sociale», qualcosa che non appartiene soltanto al malato ma fa parte d’una dimensione psicologica ed emotiva più ampia, che va anche al di là della cerchia familiare.
Mimmo Candito, su la Stampa, 2015

Nella battaglia individuale contro il tumore, la componente psicologica è fondamentale.
ibidem

Il lavoro [dell'oncologo] è preziosissimo, però ho imparato che la forza, l’energia, che scateni dal cervello, la tua volontà di non cedere al dominio del cancro, è una componente essenziale della terapia medica.
Mimmo Candito, su la Stampa, 2015

Che cosa accadrebbe se qualcuno scoprisse un nuovo farmaco capace di ridurre di un terzo o addirittura della metà il rischio di cancro al colon? E se questo farmaco fosse, oltre che efficace, anche sicuro e a buon mercato? Una notizia del genere occuperebbe di certo la prima pagina di tutti i giornali. Ebbene, questo rimedio già esiste e ha un nome noto a tutti: fibra alimentare.
Jean Carper, Mangia bene e starai meglio, 1994

È ovvio che tutti possono trarre beneficio da una dieta ricca di alimenti anticancro, ma per i fumatori essa può risultare veramente importante. Curiosamente, di quest'aspetto si parla molto poco, forse nel timore che le possibilità offerte dall'alimentazione vengano sopravvalutate o, comunque, attenuino l'alone di pericolosità giustamente attribuito al fumo.
Jean Carper, Mangia bene e starai meglio, 1994

Se fumate o siete ex fumatori avete sicuramente un motivo in più per seguire un'alimentazione sana, equilibrata e ricca di vitamine e sali minerali. I principi attivi contenuti negli ortaggi possono rallentare la sequela di eventi che portano allo sviluppo del cancro al polmone.
Jean Carper, Mangia bene e starai meglio, 1994

Una prevenzione ambientale anticancro priva di riserve e di falle sgretolerebbe gli Stati moderni, l’economia, le industrie, sarebbe in tutti i sensi una gesta di guerra escatologica contro il male. Per fare questo non abbiamo né volontà né forze.
Guido Ceronetti, La carta è stanca, 1976

C’è forse stato un declino dell’abitudine di fumare, da quando si parla dei rapporti tra fumo e cancro e altre malattie? La nevrotica ciminiera umana fuma con rabbia crescente, nelle città invase dai fumi; l’avvertimento cancerologico mette più pepe in quel vizio povero. Ti fumano in faccia dappertutto, anche se avverti mitemente di non gradire, per giusta intolleranza, l’effusione.
Guido Ceronetti, La carta è stanca, 1976

L’ambiente cancerigeno – impregnazione ristretta e nutrimenti terrestri, aria di un luogo e cielo del mondo – non è solo un problema medico e sociale, è un enigma del pensiero, uno dei fili vaganti, difficili da risalire, del destino umano. E altro cancro, dal cancro, è prodotto, attraverso i massacri sperimentali e farmacologici, patimenti di bestie e amoralità scientifica, perché l’ambiente assorbe e trasmette tutto. L’attività umana è tutta cancerigena, in senso grosso e in senso sottile, ed è un cancro per lo spazio e la vita che la subiscono. Sembra inoltre che l’umanità non possa esistere senza almeno una malattia universale unificatrice, adeguata ai suoi pensieri e ai suoi mutamenti.
Guido Ceronetti, La carta è stanca, 1976

Il cancro entra in noi o noi entriamo, ammalandoci, nella rivelazione del cancro universale?
Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo, 1979

La relazione midollare tra industria e cancro è forse qui, nella inesorabile rapina di ossigeno fatta dalla fabbrica a danno di chi ci lavora o abita vicino. 
Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo, 1979

Siamo nel raggio misterioso di un grande Cancro, dentro il quale cerchiamo affannosamente, a prezzo di grandi sofferenze di infiniti altri viventi, di scrutare e fermare i casi di cancro particolari.
Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo, 1979

Il denaro fabbricatore di cancro, e malato di cancro proprio, è addirittura speso per fermare il cancro, morbo che si riconosce ormai tacitamente epidemico, e c'è da chiedersi se una moneta così mortalmente guasta non porti alla ricerca contro il cancro un contributo, in profondità, favorevole alla malattia. Questo denaro va a farsi ingoiare dalla cancerifera industria farmaceutica, ramo dell'automobile, germoglio dell'acciaio, dipendenza dell'uranio, specchio del petrolio...
Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo, 1979

Ogni contribuente, oggi, contribuendo con le sue tasse principalmente al mantenimento, all'impiantarsi e all'allargarsi di industrie, concorre sotto l'alibi fiscale a fare sempre più lunghi gli artigli del Granchio. Nessuno di noi, tranne il fuorilegge o il povero
che non pagano le tasse e qualche tribù superstite che ignora l'industria della colla e della conserva, ha le mani pure da cellule cancerose involontariamente prodotte.
Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo, 1979

Un'amica malata di cancro ci racconta del suo rimanere sola, davanti alla macchina che irradia sopra il suo petto il Cobalto 60. È una macchina parlante: un ronzio strano che ora si alza, ora cessa. In un isolamento completo, con una porta pesantissima alle spalle, sorge quel compagno ambiguo, che si sa micidiale, fuggito e temuto da tutti, che con te solo dovrebbe mostrarsi pieno di benevolenza, e in cambio di denaro guarirti. Ma quale lingua parla quel mostro? Quali avvertimenti mormora? Che cosa racconta? Forse parla di altri che sono passati di lì, e che sono morti, e ti raccomanda di non illuderti, onestamente ti prega: non credermi capace di vincere la morte.
Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo, 1979

La cosa più tranquillizzante che possano dirci chirurghi e cancerologi è: "Troppo tardi".
Guido Ceronetti, Pensieri del tè, 1987

Cancro: quanto spreco di denaro pubblico e privato, quanti sforzi e tormenti per decifrarlo e scoprirne le cure, quanta sofferenza in tutti i luoghi della terra, per una così spregevole e vigliacca faccia dell’Angelo Sterminatore!
Guido Ceronetti, Insetti senza frontiere, 2009

Il cancro e l'AIDS sono bestie educate: mangiano una ben misera razione di carne rispetto a quella che hai mangiato tu e non ti lasciano solo come tu tenti di fare con loro. 
Fabrizio De André, in Guido Harari, Una goccia di splendore, 2007 

Sale il costo della benzina, del gasolio, delle sigarette: farsi un cancro diventa un lusso.
Ivan Della Mea [3]

Di sicuro [avere un tumore] è un'esperienza che fa uscire da un certo automatismo di comportamenti, da quell'andare avanti con inerzia, dando per scontate le cose. In queste circostanze, uno è obbligato a fermarsi e pensare.
Janez Drnovšek, intervista di Alessandra Longo, su la Repubblica, 2006

L'incapacità di pensare in modo positivo può pesare su un malato di cancro come una seconda malattia.
Barbara Ehrenreich, Smile Or Die, 2009

Quando muore qualcuno di cancro, mi chiedo sempre dove aveva il tumore, chissà quale cellula lo ha determinato, quale cellula malata ha raggruppato segretamente attorno a sé altre cellule, se c'è stato un giorno preciso in cui è iniziato il golpe cellulare mentre il corpo ignaro era in un ufficio postale o al tavolo di un self-service o sul vagone di un treno o stringeva la mano a un aperitivo. 
Giorgio Falco, L'ubicazione del bene, 2009

Dopo l'operazione chiesi di vederlo. A colpo d' occhio sembrava una pallina di marmo, innocua, quasi graziosa. Dopo alcuni giorni lo esaminai al microscopio, e mi resi conto di che cosa fosse capace riproducendosi. Capii che avevo un nemico dentro di me: un alieno, che ha invaso il mio corpo per distruggerlo. Ora abbiamo un rapporto di guerra: lui vuole ammazzarmi, io voglio ammazzare lui
Oriana Fallaci, intervista a Gino Nebiolo, Rai Uno, 2006

[Odio che si dica: male incurabile]. Così ci togliete ogni speranza Non è vero che è una malattia inguaribile. Le si può sopravvivere. Per alcuni anni, per numerosi anni.
Oriana Fallaci, intervista a Gino Nebiolo, Rai Uno, 2006

Se fai per benino l'uomo ignoto della strada, non dici mai il tuo parere, ti occupi solo della tua famiglia e non vivi in tempi di guerra, hai ottime probabilità di morire di un infarto, di una trombosi cerebrale o di cancro. 
Franz Fischer, Aforismi, 1979

Non credo alla predestinazione. Esiste soltanto la predisposizione. Vi sono persone predisposte a morire di cancro e altre predisposte a morire impiccate, con lo stesso rigore clinico.
Ennio Flaiano, Diario notturno, 1956

Glioma, fibroma, blastoma. Qualunque sia il tumore le persone pensano che il tuo approccio sia lo stesso: trovi il punto del corpo in cui si nasconde, poi apri il paziente e tagli via tutto. Ma non stai combattendo soltanto contro un tumore, in realtà sei in guerra contro un miliardo di cellule.
Meredith Grey (Ellen Pompeo), in Grey's Anatomy, 2005/13

Di tutte le teorie che sono state proposte sul cancro io, nel corso del tempo, ne ho conservato solo una, e cioè che il cancro, attraverso determinate manifestazioni, conduce alla morte. Se non porta alla morte non è cancro, secondo me. Da ciò si può dedurre che non nutro alcuna speranza nella scoperta di un metodo per guarirlo.
Georg Groddeck, Il libro dell’Es, 1923

Un malato di cancro, che in caso diverso è sicuro di morire, non ha bisogno del 51 per cento di probabilità di successo per osare un'operazione. Se questa promette la guarigione con solo mezzo per cento di probabilità, un uomo di coraggio la tenterà: in caso diverso non deve gemere perché muore.
Adolf Hitler, La mia battaglia, 1925/26

Quanti hanno cancri interni, è meglio non curarli: se curati infatti periscono rapidamente, non' curati invece sopravvivono più a lungo.
Ippocrate di Cos, Aforismi, V-IV sec. a.e.c. (attribuito)

Il cancro viene dalla follia repressa.
Norman Mailer, Un sogno americano, 1965

Anche le libere, graziose, festose (e innocenti) farfalle sono colpite dalla malattia che quando visita noi, chiamiamo: cancro. [...] Non c'è nemmeno un angolo del creato in cui non si mostri la grandezza e la bontà del creatore. 
Guido Morselli, Diario, 1988 (postumo)

Can-cro: due sillabe, una vita in frantumi. Forse un monito più che una condanna, forse una lezione di vita. Dura da accettare ma forse chissà indispensabile per iniziare a cambiare.
Marina Neri, Un punto nero nell'immenso azzurro del mare, 2011

Ci illudiamo di ottenere un miracolo a Lourdes, benché in centocinquant'anni la Madonna ne abbia ufficialmente concessi solo sessantacinque, a cento milioni di pellegrini. Una media, inferiore a uno su un milione, di gran lunga più bassa della percentuale delle remissioni spontanee dei tumori, che è dell'ordine di uno su diecimila. 
Piergiorgio Odifreddi, C'era una volta un paradosso, 2001

La diagnosi [di tumore] non è più percepita, né dai pazienti né dalla società, come una condanna a morte. E si può continuare a vivere e guarire, anche quando la malattia torna una seconda, una terza volta. Le cure sono meno distruttive e limitano le rinunce.
Ugo Pastorino, su La Stampa, 2015

Si dovrebbe stupirsi se fosse diverso: si accumula rabbie, umiliazioni, ferocie, angosce, pianti, frenesie e alla fine ci si trova un cancro, una nefrite, un diabete, una sclerosi che ci annienta. E voilà.
Cesare Pavese, Il mestiere di vivere, 1935/50 (postumo 1952)

Ti stupisci che gli altri ti passino accanto e non sappiano, quando tu passi accanto a tanti e non sai, non t'interessa, qual è la loro pena, il loro cancro segreto?
Cesare Pavese, Il mestiere di vivere, 1935/50 (postumo 1952)

Se la mia opinione sul cancro è corretta, tu ti arrendi, ti rassegni, e poi ti consumi.
Wilhelm Reich, cit. in Susan Sontag, Malattia come metafora, 1977

Si libererà l'energia dell'atomo, si viaggerà fra gli astri, si prolungherà la vita, si guarirà la tubercolosi e il cancro, ma non si troverà il segreto da farsi governare da uomini meno indegni. 
Jean Rostand, Pensieri di un biologo, 1954

Per far piacere all'arcivescovo − e al suo Dio, se egli ne è fedele rappresentante − i malati terminali di tumore devono subire mesi di agonia del tutto inutile, tranne nel caso in cui i loro dottori o infermieri siano abbastanza umani da rischiare un’accusa di omicidio. Trovo davvero difficile concepire un Dio che tragga piacere dal contemplare questo genere di torture; e se ci fosse davvero un Dio capace di tale volontaria crudeltà io lo considererei indegno di ogni venerazione.
Bertrand Russell, Rassegna di spazzatura intellettuale, 1943

L'invenzione della bomba atomica ci avrà fatto vedere, almeno, ciò che può la ricerca quando è messa in opera. I problemi del cancro e della tubercolosi non tarderebbero molto ad essere risolti se ci fosse per un Paese la necessità di risolverli. Ma essi hanno l'inconveniente di non interessare che l'intera umanità.
Jean Rostand, Pensieri di un biologo, 1954

Non è il denominatore in sé a essere peggiorativo o rovinoso, ma il nome specifico «cancro». Fin quando una particolare malattia viene trattata come un predatore diabolico e invincibile, e non come una semplice malattia, quasi tutte le persone che ne sono affette non potranno che demoralizzarsi apprendendo di quale male soffrono. La soluzione non consiste dunque nel non dire più ai pazienti la verità, ma nel rettificare la loro idea della malattia, nel demistificarla.
Susan Sontag, Malattia come metafora, 1977 [5]

Il cancro: la malattia che non bussa prima di entrare.
Susan Sontag, ibidem

Il cancro è una malattia che colpisce, punitivamente, ogni persona in quanto individuo. Nessuno che si prenda il colera o il tifo domanda: «Perché proprio a me? » Ma «Perché proprio a me? » (il che significa «Non è giusto») è la domanda di molti quando scoprono di avere il cancro.
Susan Sontag, Malattia come metafora, 1977 [5]

Come un tempo si riteneva che la tbc derivasse da un eccesso di passione, e colpisse gli spericolati e i sensuali, cosi oggi molti credono che il cancro sia una malattia della passione insufficiente, e colpisca le persone sessualmente represse, inibite, prive di spontaneità, incapaci di esprimere collera.
Susan Sontag, Malattia come metafora, 1977 [5]

Qualunque malattia che sia considerata misteriosa e temuta in modo sufficientemente intenso, sarà sentita come moralmente, se non letteralmente, contagiosa. Per questo a un numero sorprendentemente alto di persone malate di cancro accade di essere evitate da parenti e amici e di diventare oggetto di misure per sfuggire al contagio da parte dei membri della propria famiglia, quasi che il cancro fosse una malattia infettiva come la tbc.
Susan Sontag, Malattia come metafora, 1977 [5]

Il cancro è una gravidanza demoniaca.
Susan Sontag, ibidem

Il cancro è una malattia della classe media, una malattia associata all'opulenza, agli eccessi. I paesi ricchi hanno le percentuali più alte di malati di cancro, e si ritiene che la crescente incidenza della malattia derivi in parte da una dieta ricca di grassi e di proteine e dagli effluvi tossici di quell'economia industriale che crea appunto l’opulenza.
Susan Sontag, Malattia come metafora, 1977 [5]

Una battuta spiritosa che si sente spesso negli ospedali per cancerosi, in bocca sia ai medici sia ai pazienti, è: «La cura è peggio della malattia»).
Susan Sontag, ibidem

Tutte le bugie che si dicono ai malati di cancro, e che essi stessi dicono, indicano quanto sia diventato difficile per le società industriali avanzate adattarsi alla morte. Dal momento che la morte è oggi ritenuta un evento oltraggiosamente insensato, la malattia che viene largamente considerata sinonimo della morte è sentita come qualcosa che bisogna nascondere.
Susan Sontag, Malattia come metafora, 1977

Personalmente non credo che la psiche abbia un ruolo nella comparsa e nello sviluppo dei tumori. Credo invece nell'influenza che l'atteggiamento psicologico del malato può avere sulla sua reazione alla cura.
Umberto Veronesi, su Corriere Salute, 2003

L'esperienza clinica ci insegna che un malato psicologicamente forte reagisce meglio ai trattamenti, perché è capace di aderire alla cura con coscienza, sistematicità e determinazione. L'atteggiamento individuale quindi, anche se non influisce sulla prognosi finale, certamente può influire sulla fasi del decorso della malattia.
Umberto Veronesi, su Corriere Salute, 2003

Un paziente aiutato da un atteggiamento ottimistico guarisce di più anche perché segue meglio le cure, s'impegna a osservare meglio le indicazioni del medico, s'impegna a voler guarire.
Umberto Veronesi, su Corriere Salute, 2003

Io non penso di essere stato un uomo di successo, perché quando ero neolaureato e ho messo per la prima volta piede all'Istituto dei Tumori, contavo, avendo davanti una vita intera, di riuscire a vincere il cancro. Invece il cancro non è sconfitto.
Umberto Veronesi (con Alain Elkann), Essere laico, 2007

Il rischio di tumore è proporzionale alla quantità di cibo che s'introduce: più cibo, più rischi.
Umberto Veronesi, su OK salute e benessere, 2009

Ciò di cui ci nutriamo è un elemento fondamentale per la nostra vita. Alimentarsi vuol dire scegliere e questa scelta può essere importantissima per preservarci da diverse malattie, a partire dai tumori.
Umberto Veronesi, su la Repubblica, 2011

La diagnosi di cancro provoca alle donne un corto circuito cerebrale. Il primo pensiero sono i figli, “Chi si prenderà cura di loro?”. A dispetto di indici di guaribilità sbalorditivi, se pensiamo che all'inizio del secolo scorso le guarigioni erano vicine allo zero e negli anni 50 al 20%.
Umberto Veronesi, su la Stampa, 2011

Il cancro del seno è malattia legata alla dimensione, dunque alla diagnosi precoce.
ibidem

Tra qualche anno cureremo tutti i tumori. Lo faremo grazie alla diagnosi precoce
Umberto Veronesi, su la Stampa, 2011

Penso spesso che la parola cancro vada eliminata per il suo potere paralizzante. Tumore è già meglio. Oppure neoplasia. Allo IEO [2] quasi non usiamo più carcinoma.
Umberto Veronesi, su la Stampa, 2011

Per la prognosi − come evolverà la malattia, come reagirà il corpo, quanto vivrà il paziente − c’è sempre un margine di incertezza e in quel margine abita la speranza. Nessun medico ha il diritto di togliere la speranza, perché quando si dice a una persona che dovrà morire, è come se morisse in quell'istante.
Umberto Veronesi, su la Stampa, 2011

Allo stesso modo di Auschwitz, per me il cancro è diventato la prova della non esistenza di Dio. Come puoi credere nella Provvidenza o nell'amore divino quando vedi un bambino invaso da cellule maligne che lo consumano giorno dopo giorno davanti ai tuoi occhi?
Umberto Veronesi, Il mestiere di uomo, 2014 [4]

Quando si tratta di prevenzione del cancro, il vecchio adagio "Un grammo di prevenzione vale una libbra di cura", dovrebbe probabilmente essere rivisto con "Un grammo di prevenzione vale una tonnellata di cura del cancro".
Robert Wascher, su Newsmax Health, 2011

Se abbiamo vissuto abbastanza a lungo, prima o poi saremmo tutti destinati ad ammalarci di cancro
Robert Weinberg, su The New York Times, 2010

Al diavolo il cancro. Io convivo con il cancro da quasi un anno. È come una condanna a morte, secondo la maggior parte della gente. Ma, tutto sommato, fin dalla nascita abbiamo una condanna a morte. Quindi a intervalli regolari vengo qui a fare i miei controlli, sapendo bene che una di queste volte, magari anche oggi, mi daranno brutte notizie. Ma finché non accade, la mia vita la dirigo io. Non ne cedo il controllo.
Walter White (Bryan Cranston), in Breaking Bad,  2008/13

Considerate le più recenti evidenze, si può grossolanamente stimare che circa un terzo dei tumori sia evitabile con cambiamenti della dieta.
Walter Willett, Environmental Health Perspectives, 1995

Il cancro: la malattia che non bussa prima di entrare. (Susan Sontag)
2. Chemioterapia
© Aforismario

Non ha proprio senso arrendersi, mai. Né davanti alla chemio né davanti al fallimento di un progetto né davanti alla vita quando il mondo fuori è quello che è, dove niente è più al suo posto e non si sa come farcelo tornare. Ecco come: ricominciando da dove siamo partiti, dal nostro posto, prendendo i bimbi per mano e attraversando la strada di notte, non importa se è buio e se fa vento. La luce è dentro, basta accenderla.
Concita De Gregorio, su l'Unità, 2010

Ognuno ha un suo modo di affrontare la chemioterapia. C'è chi la fa meditando, chi si porta dietro un walkman per farla ascoltando la sua musica preferita; c'è chi invece si agita, ne soffre come di una tortura perché psicologicamente non la vede come una possibile cura e soprattutto non ne accetta le conseguenze, gli effetti negativi che - si sa - verranno.
Tiziano Terzani, Un altro giro di giostra, 2004

L'idea della chemioterapia è semplice: le cellule del cancro hanno una loro maligna caratteristica, quella di sdoppiarsi e di riprodursi. La chemioterapia è una mistura - un «cocktail», si dice con un eufemismo - di foltissimi componenti chimici che, introdotti nel sistema sanguigno, vanno a giro per il corpo e distruggono tutte le cellule di quel tipo. Il problema è che le cellule del cancro non sono le sole ad avere quella caratteristica. Le cellule dei capelli, del palato, della lingua e di altre superfici mucose, come quelle all'interno dell'intestino, sono dello stesso tipo, per cui anche loro, pur utili e sane, vengono aggredite allo stesso modo di quelle malate. «Insomma, è come bombardare col napalm una giungla e distruggere migliaia di alberi per cercare di uccidere una scimmia appollaiata su una palma», dicevo all'infermiera intenta a preparare con cura il primo cocktail con cui mi avrebbe bombardato.
Tiziano Terzani, Un altro giro di giostra, 2004

Note
  1. "Cancro" è una parola, non una sentenza (in inglese: Cancer is a word, not a sentence!); questa citazione è spesso attribuita a John Diamond (giornalista inglese morto nel 2001 per una neoplasia alla gola), che in effetti la riporta in C: Because Cowards Get Cancer Too (1998), ma citando un aforisma anonimo. Tra l'altro, Diamond lo cita per rifiutarlo: "Vorrei cercare di evitare di utilizzare qualsiasi tipo di epiteto sbarazzino tratto dal set del cancro, il primo dei quali sarebbe "Cancro è una parola, non una sentenza!'".
  2. IEO: Istituto Europeo di Oncologia fondato da Umberto Veronesi.
  3. Citazione tratta da Gino e Michele, Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano. Opera omnia, Baldini e Castoldi, 1995
  4. Sul web la citazione di Veronesi si trova spesso sintetizzata così: "Dopo Auschwitz, il cancro è la prova che Dio non esiste".
  5. Susan Sontag, Malattia come metafora. Traduzione di Ettore Capriolo © Einaudi 1979
  6. Vedi anche aforismi, frasi e citazioni su: Malattia - Medico e Paziente
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LILT - Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori. Ente Pubblico che opera senza fini di lucro e ha come compito istituzionale primario la prevenzione oncologica. L’impegno della LILT nella lotta contro i tumori si dispiega principalmente su tre fronti: la prevenzione primaria (stili e abitudini di vita), quella secondaria (promozione di una cultura della diagnosi precoce) e l’attenzione verso il malato, la sua famiglia, la riabilitazione e il reinserimento sociale.

AIRC - Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro. L'attività dell'AIRC, ente privato senza fini di lucro, consiste nel raccogliere ed erogare fondi a favore del progresso della ricerca oncologica e nel diffondere al pubblico una corretta informazione in materia.

AIMaC - Associazione Italiana Malati di Cancro. L’Associazione Italiana Malati di Cancro, parenti e amici (AIMaC), è un'Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale (ONLUS) costituita da malati, parenti di malati, docenti universitari, ricercatori, medici, psicologi, psicoterapeuti, imprenditori e giornalisti. Scopo dell'Associazione è offrire informazioni sul cancro e sulle terapie ai malati, alle loro famiglie e amici; assicurare sostegno psicologico ai malati; promuovere iniziative per diffondere il più capillarmente possibile le informazioni sul cancro.

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