2015-10-23

Guido Ceronetti - I migliori aforismi

Selezione dei migliori aforismi di Guido Ceronetti (Torino 1927), filosofo, scrittore e aforista italiano. «È più facile accettare il crimine sporadico che l’ottusità permanente» ha scritto una volta Guido Ceronetti. Ed è proprio per lottare contro l’ottusità permanente che egli conduce, da decenni e senza mai cedere alla tentazione della rinuncia, una sua inarrestabile battaglia, combattuta con le fragili, potentissime armi del pensiero. (La lanterna del filosofo, Adelphi, 2005)
Guido Ceronetti Torino 1927  Filosofo, scrittore e aforista italiano
Il silenzio del corpo
Materiali per studio di medicina 
© Adelphi 1979 - Selezione Aforismario

Andare per campagne, oggi, è come passare per un vecchio quartiere in demolizione.

C'è come un velo sulla retina dei non vegetariani, quasi un materializzarsi di un velo sull'anima, che gli impedisce di vedere il cadavere, il pezzo di cadavere cotto, nel piatto di carne o di pesce.

Chi tollera i rumori è già un cadavere.

Dice un vecchio medico: "La salute è uno stato precario dell'uomo, che non promette niente di buono".

È strano che non succeda. Troverei, medico, normalissimo che una donna incinta abortisse dopo aver scorso un giornale quotidiano.

Evacuando si può pensare alla vita e alla morte, mangiando si può pensare a tutto, ma molto male, nel coito non si può e non si deve pensare a nient'altro. È svuotamento mistico. Ma per tutti.

Finché avranno voglia di uccidere, non perderanno il gusto di generare.

I prodotti farmaceutici per cani e gatti dovrebbero essere prima sperimentati sull'uomo, tenuto in appositi stabulari.

Il corpo è un perfido e un traditore: con lui viaggiamo come con un Thug. Fa sorrisi alla vita ed è un sicario della morte.

L'arma più pericolosa che sia stata inventata è l'uomo.

L'ottimismo è come l'ossido di carbonio: uccide lasciando sui cadaveri un'impronta di rosa.

L'uomo è fatto per altro, e non può sopportare a lungo il legame coniugale senza avvilirsi. Troppo mescolarsi a una donna fa male.

L'uomo è un demone decaduto.

L'uomo non può cambiare, né prendere un'altra strada; può soltanto finire male.

L'uomo osa permettersi ancora delle crudeltà, quando già commette tranquillamente e ripetutamente l'atto più crudele di tutti: generare, dare agli orrori della vita esseri che non sono e non patiscono dolore.

La carezza viene come il vento; apre un'imposta, ma non entra se la finestra è chiusa.

La collera, nel civilizzato, rientra quasi sempre. Non viene espulsa, lo attossica (anche nella saliva, secondo Bichat). Siamo tutti botteghe chiuse di collere rientrate (rientrate, non dominate realmente ringoiate sprecando tanta preziosa energia nervosa per soffocarle); le botteghe chiuse sono uno spettacolo triste.

La città non crolla perché c'è l'analgesico, il liquida-ansia, lo psicofarmaco, il sonnifero, il sedativo, non crolla perché tenuta su ormai dalla verminaia rodente delle tossicomanie lecite e illecite.

La Terra desolata, senza uomini, soltanto l'amore dell'uomo per se stesso la immagina in preda alla desolazione. In realtà, la Terra è desolata di non essere desolata. Purtroppo, di una Terra realmente desolata, non conosceremo mai la profonda allegria.

Non quel che mangi, ma quel che non mangi fa bene alla tua salute, l'uria e l'altra.

Per non vedere nelle forze attive della distruzione il Dio che cerchiamo e amiamo, è utilissima la finzione di Satana, che ci maschera l'intollerabile verità.

Se cercando una mano nel buio trovi invece un culo, pensa alla ricchezza e al mistero del buio.

Se Denaro è simbolo di Escrementi, l'avarizia non è che una forma di coprofagia.

Se l'aborto è omicidio, avrà almeno l'attenuante della legittima difesa.

Se un bambino maltratta un animale, anche grosso, bisogna picchiarlo, perché il più forte e il più cattivo è lui.

Solo un vero vegetariano è capace di vedere le sardine come cadaveri e la loro scatola come una "bara di latta"; un mangiatore di carne neanche se lo chiudono nel frigorifero di una macelleria avrà la sensazione di coabitare con dei cadaveri squartati.

Tutto quel che non si mangia, fa bene alla salute.

Un necrofilo moderato può accontentarsi benissimo di una donna molto frigida.

Un uomo che viene lodato è un uomo che viene messo in catene.

Un'assuefazione perfetta alla vita urbana odierna è segno di gravissimo squilibrio. È sano soltanto chi ne soffre.

L'uomo non può cambiare, né prendere un'altra strada;
può soltanto finire male. (Guido Ceronetti)
Un viaggio in Italia
© Einaudi 1983

I turisti sono ombre.

L'inferno turistico è tra i peggiori perché ti senti sepolto, impiramidato nella stupidità, e hai paura di essere dimenticato là sotto, che nessuno venga a tirartene fuori.

L'Italia è ben poco interessante, il popolo, dopo tanta storia, è più che mai rincretinito.

Nel turismo non esistono né la vita né la morte, né la felicità, né il dolore: c'è soltanto il turismo, che non è la presenza di qualcosa, ma la privazione, a pagamento, di tutto.

Rapinarti del silenzio, non è già un crimine?

Uscire dalla città, a piedi, è faticosissimo. T'investe la lava bollente del brutto, del rumore, strade sopra strade, tremendi ponti di ferro, treni, camion, Tir, corsie con sbarramenti, impraticabili autostrade, un vero teatro di guerra.

Sterile d’anima è oggi chi coscientemente procrea, arido chi dà creature
a un deserto ben più crudele di quello dei nomadi semiti. (Guido Ceronetti)
Pensieri del tè
© Adelphi 1987 - Selezione Aforismario

A chi non capisce l'allusione è inutile fornire la spiegazione.

Ci sforziamo di conservarci in salute per poter morir bene di radiazioni o di aria avvelenata.

I corpi li unisce il piacere, le anime la pena.

L'amore è un'acqua nel buco e termina necessariamente in un buco nell'acqua.

L'uomo è un'anima che trascina un cadavere. Noi deploriamo come morte il suo stancarsi, alla fine, di fare da spazzino.

La biancheria nera, erotismo per i poveri.

La maggior parte delle mie paure, circa i mali fisici, riguarda i medici e le loro cure, non la malattia.

La morte come liberatrice dall'Informazione.

La scienza fa che i cuori battano più a lungo – ma li ha avviliti. Paghiamola, senza ringraziarla.

Le foglie stanno volando via dal mondo e sopra c'erano dei messaggi e degli enigmi che non abbiamo decifrato. Anche le mani: lette poco, troppo poco; anche le rughe, i lobi... Non abbiamo letto che dei libri.

L'uomo è un'anima che trascina un cadavere. Noi deploriamo come morte il suo stancarsi, alla fine, di fare da spazzino.

Nel non volere che siano posti limiti alle nascite, la Chiesa mostra che non si è estinta tutta la sua vocazione primitiva alla catastrofe.

Non importa che sia "del paradiso", una donna, porta. Importa soltanto che sia una porta. L'angoscia è il muro.

Quel che non bisogna assolutamente che i figli sappiano, è che li si è fatti nascere.

Se si sappia vivere da vinti, lo si è un po' meno.

Sterile d'anima è oggi chi coscientemente procrea, arido chi dà creature a un deserto ben più crudele di quello dei nomadi semiti, che poteva ancora miracolosamente fiorire. E disumano e colpevole chi consegna i suoi figli alla violenza che è la Scuola, col pretesto veramente ignobile che, in caso contrario, non saprebbe dove metterli e in che cosa occuparli.

Tutte le torture, i patimenti, i terrori (per Némesis, imperdonabili) inflitti agli animali appartengono legittimamente al dolore infinito della storia e ne modificano il senso, se ne abbia uno.

L'occhiale malinconico
© Adelphi 1988

Dove i galli non cantano, la tenebra resta per ventiquattrore attaccata al giorno.

La pazienza dell'arrostito
Giornale e ricordi 1983-1987
© Adelphi 1990 - Selezione Aforismario

L'utero, come la ruota, è un'invenzione molto semplice e non povera di conseguenze.

Meglio chi mangia carne seicento volte l'anno di chi la mangia, tanto per consentire, una volta la settimana: nel carnivorismo cieco, totale, tigresco, c'è una specie di innocenza, è materia che divora se stessa; in quello sporadico c'è l'uomo e la sua colpa.

Non mangiare carne è un'etica assoluta: per chi sia cosciente di quel che significa allevare-macellare-trafficare carni, e non è disposto ad approvare tutto, e tuttavia non si astenga, non ci sarà perdono.

La carta è stanca
Una scelta
© Adelphi 2000

Ci sono dolori che possono calmare soltanto dosi molto elevate, così elevate da risultare mortali, di stupefacenti. Chi le pretende, per sé o per qualcuno che ama, ha certo più ragione di chi gliele nega.

Un vero albergatore considererà tutti i suoi clienti, anche i più loschi, una volta che li avrà accolti nelle sue camere, come figli in tenera età, convalescenti di un taglio d'appendicite o di altro coltello, e ne proteggerà il riposo con materno, infinito amore.

La decenza di un albergo risplende soprattutto nel rigore che impiega a far sparire tutte le tracce degli ospiti precedenti delle sue camere. Deve dare l'illusione che quella camera è occupata da qualcuno per la prima volta. Non è certo facile, anche perché le tracce che lasciamo non sono tutte visibili. Il pensiero della contaminazione psichica di un luogo può ostacolare seriamente il sonno.

La fragilità del pensare
Manoscritti inediti (a cura di Emanuela Muratori)
© Rizzoli 2000

Non capire il senso profondo e la centralità dell'inquinamento è, qualunque sia il sapere ec., una prova di idiozia.

Se si sappia vivere da vinti, lo si è un po' meno. (Guido Ceronetti)
Insetti senza frontiere
Pensieri del Filosofo Ignoto
© Adelphi 2009 - Selezione Aforismario

Cibarsi di pezzi di animali macellati è un'anomalia, fuori della dieta vegetariana non c'è giovinezza vera.

"Date a Cesare quel che è di Cesare". "Date a Dio quel che è di Dio"... Non ci resterebbe niente. Proviamo a non dare niente a nessuno dei due.

Fare a pezzi un giornale quotidiano è l'unico mezzo per liberarsi, d'un colpo, da ladri, assassini, truffatori, apostoli, catastrofi.

Hanno preso la via più facile: deificare Cristo invece di comprenderlo.

Il più straordinario degli innumerevoli enigmi umani è l'esistenza (certa, dimostrabile, indubitabile, e sempre nuova sotto il sole) − qua e là − dei buoni.

In amore, in quelli che il linguaggio imbecille si è fissato di chiamare tradimenti, non c'è, di tradimenti, neppure l'ombra: ci sono soltanto delle fedeltà alla vita.

La Terra non rimpiangerà l'uomo, né l'Uomo la terra. Una coppia troppo litigiosa, che con le sue urla disturbava gli astri vicini.

Le parole degli ottimisti pugnalano nella schiena l'infinità del martirio degli esseri umani sulla terra.

Mi stupisco quando vedo gente giovane mangiare carne. Mi sembra talmente cosa d'altre epoche! La gioventù carnivora non è coi tempi, ha uno stomaco da secolo XIX che carnivorizzò l'Europa. Cibarsi di pezzi di animali macellati è un'anomalia, fuori della dieta vegetariana non c'è giovinezza vera. La carne è per lo più un'angosciata abitudine dei vecchi.

Nessuno è perso, nell'infinito. Terribile è perdersi, sentire di essere persi, nel finito.

Non c'è né vera compassione né vera tenerezza senza alimentazione rigorosamente vegetariana.

Quando avrai nominato la vita, tutti gli altri possibili carnefici possono restare anonimi.

Quanti di noi sarebbero naufraghi senza speranza in una notte atlantica, senza le voci che si levano e ci chiamano dai libri.

Se Dio è tutto, non dà gioia essere parte di questo tutto.

Un fine autentico può fare a meno di speranze e anche di ogni probabilità di essere raggiunto.

Un vecchio non disperato è un grande sapiente − o un grande stupido.

Videoaforismi di Guido Ceronetti

Libri di Ceronetti consigliati
Il silenzio del corpo
Materiali per studio di medicina
Editore: Adelphi, Milano, 1979

Questo libro è un affascinante zibaldone che raccoglie le osservazioni da lui accumulate per anni intorno a un tema che lo appassiona: il corpo. Aggredito, sedotto, decifrato, insidiato, auscultato da medici e da poeti, da sciamani e da pornografi, da filosofi e da politici, il corpo è forse uno degli ultimi enigmi che risvegliano in tutti una invincibile curiosità. Ma la difficoltà nasce dal «silenzio del corpo»: un silenzio che parla in lingue altre dalla nostra, e che pure sono non meno nostre. Ceronetti è maestro nell’ascoltarle, esplora da sapiente flâneur i meandri della storia della medicina, colpisce con aforismi definitivi, ritaglia immagini da civiltà lontane e vicine, annota i prodigi e gli inganni della filosofia. Così è nato un libro avventuroso, insieme enciclopedico e personalissimo, che si può aprire in qualsiasi punto trovandovi una frase, un particolare, una storia che ci fanno riflettere e fantasticare. Dalla Bibbia alla sifilide, dal linguaggio erotico a Jack lo Squartatore, dai manicomi alla Cina, dai vampiri ai medici della mutua: Ceronetti presenta i suoi temi come se sfiorasse le pieghe di un enorme ventaglio che non finisce di aprirsi. E non sarà certo lui ad avere voglia di richiuderlo in una serie di ‘spiegazioni’. Anzi, ci si dichiara subito «tanto contento di frugare nel microcosmo umano (e di gridarlo divino e tragico in faccia alla stupidità e al silenzio) quanto di non riuscire a pigliarne con le mani e a definirne, con rigorosa certezza, salvo la divinità-tragicità fondamentale, niente».

Pensieri del tè
Editore: Adelphi, Milano, 1987

Due volte al giorno, di prima mattina e verso le cinque del pomeriggio, Ceronetti beve qualche tazza di tè verde cinese. In quei momenti la parola si riaccende, la mente opera collegamenti nuovi. Da dove vengono, quei pensieri? Da ogni luogo, dai dizionari e dal ricordo, da Bernadette e da Rathenau, dal Corano e da Conrad, da Baudelaire e da Tocqueville, da un ritaglio di giornale e da un sogno. Ceronetti gli avvolge intorno, con delicatezza, un altro pensiero, «che si fa parola o figura». Così si sono formate queste pagine, che avranno sui loro lettori lo stesso effetto rischiarante che ha il tè verde sul loro autore, agendo come un’invisibile e aromatica barriera di protezione «da ogni specie d’inerzia, d’inebetimento, di abbattimento».

Insetti senza frontiere
Pensieri del Filosofo Ignoto
Editore: Adelphi, 2009

In questo singolarissimo libro, Ceronetti riprende il suo instancabile pellegrinaggio verso i luoghi che esplora da sempre - il corpo, la morte, il crimine, ma anche le fotografie, i versi di poeti lontanissimi, i dipinti, e ancora i giornali, le città, le librerie, unendo alle aspre certezze dell'aforista i trucchi di un venditore di almanacchi, che intende girare "fiere, supermercati e suk" e proporre una nuova forma di intrattenimento, o di terapia, popolare: l'ascolto personalizzato di "ronzii d'alveare, cori delle cicale, cantare dei grilli".

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