2015-10-14

Luciana Littizzetto - Frasi e battute divertenti

Luciana Littizzetto (Torino, 1964), ex professoressa di Educazione musicale e di Lettere, è una figura di culto della comicità italiana. Ha lavorato, sempre con grande successo, in radio, cinema e televisione. "Sono nata così. Con questa genetica predisposizione al NO. Non so perché ma al consenso preferisco il dissenso. Il no mi piace. Anche il gesto che lo accompagna. Scuotere la testa di qua e di là, soprattutto quando mi sono appena lavata i capelli, mi dà tanta soddisfazione. E poi mi piace pronunciarlo il no. Perché lì in mezzo, tra le pieghe di quella sillaba nasale, ci sta dentro un sacco di roba. Il rifiuto per esempio. Il nossignore. Il levatelo dalla testa. Che non è mica roba da buttare via. Perché il rifiuto è sempre differenziato. C'è no e no, insomma. E la maggior parte dei no è riciclabile. Da una raccolta paziente di rifiuti possono nascere nuove cose. Insoliti modi di pensare, per esempio. Strade diverse da percorrere. Persone nuove da amare. Il NO è anche dissenso. Pensiero difforme. Che spesso si fa conflitto. Ma anche dibattito costruttivo. Mi fanno paura le coppie che non litigano mai. Bisticciare, credetemi, è sano. Sono convinta che alzando la voce e caricando i toni si crei dell'energia propulsiva che fa andare avanti la coppia. E poi vuoi mettere il piacere di fare la pace? Chi non litiga non sa cosa si perde. C'è anche il NO purissimo della disobbedienza. Quello bello dei bambini. Che dicono no per puro spirito di contraddizione. E magari ci aggiungono pure un «merda» proprio quando i genitori vogliono far bella figura con gli amici. Poi ci sono i NO che ti vengono fuori perché c'hai i nervi. «Guarda, oggi ti dico di no perché c'è vento e sono isterica. Ma se me lo chiedi domani può essere che ti dica di sì. Soprattutto se c'è il sole.» E anche i NO della sincerità. Quelli che si usano per dire le cose come stanno. «Vengo anch'io?» No tu no. «Vengo anch'io?» No tu no. «E perché?» Perché NO. Perché mi stai sul culo, guarda. Non ti reggo. Preferisco dirti le cose come stanno invece di fingere benevolenza. Vacci con qualcun altro a vedere le bestie feroci. Non con me. È che il NO dà libertà. Non si può morire dentro, aspettare di diventare tutti verdi come Hulk fino a farsi scoppiare i bottoni della camicetta. Con il NO, poi, iniziano tante parole importanti. Il nonostante, per esempio. Che ti fa tirare avanti e chiudere un occhio. Il noumeno, che è l'essenza delle cose. Il nocciolato che leva le malinconie, la novità che dà gusto alla vita, il no profit che dà senza pretendere, il non ti scordar di me della nostalgia e il non essere dell'essere. Sul muro della mia camera da letto sta scritta una frase di Pessoa che dice: NON SONO NIENTE. NON SARÒ MAI NIENTE. NON POSSO VOLER ESSERE NIENTE. PERÒ HO IN ME TUTTI I SOGNI DEL MONDO. Ecco. È proprio così che la penso". (Luciana Littizzetto, Col cavolo, Mondadori, 2004).
Luciana Littizzetto (1964), cabarettista italiana
Sola come un gambo di sedano
© Mondadori 2001 - Selezione Aforismario

Per gli uomini è diverso. Con l'età guadagnano punti. Più diventano vecchi e più migliorano. Come il dolcetto. Noi donne invece siamo più come il gorgonzola. Più diventiamo vecchie e più diventiamo grasse.

Vorrei una raccolta differenziata per gli amori finiti. In fondo ricicliamo tutto. Carta, vetro, plastica, pile usate e bucce umide di banana: perché non farlo anche con le storie d'amore?

Ognuno è solo sul cuore della terra trafitto da un raggio di sole, ed è subito... herpes.

Smettiamola di credere che basti come siamo fatte dentro. Siamo noi che baciamo i rospi e quelli diventano principi. Non il contrario, purtroppo.

Quando vi chiedono quanti anni avete aggiungetevene una ventina. Così vi diranno almeno che li portate benissimo.

I capelli di una donna sono il termometro della sua anima. Quando una purilla sta male, cosa fa? Va dal parrucchiere. Prima ancora che dall'analista. Mette quel che ha di più vuoto tra le mani del coiffeur e si abbandona fiduciosa. E magari, all'improvviso l'incoscienza, gli dice la fatidica frase: «Fai tu».

Dire a un parrucchiere «fai tu» è un po' come decidere di fare boungee jumping senza elastico.

La palestra è anche un luogo di socializzazione. Si divide tutto. Attrezzi, macchine, verruche e funghi.

Le donne per esistere non possono fare a meno di un accessorio vitale dal quale raramente si separano: la borsetta. Oggetto che distingue la donna dall'uomo, come fanno le corna con il toro e la mucca.

Volete sapere il segreto per conquistare una donna? Niente fiori né opere di bene. SCARPE. Occupatevi dei suoi piedi e lei si occuperà del vostro cuore.

Quando il gioco si fa duro, i duri si chiedono se è il caso.

Il vero uomo è un po' come l'apparizione di un UFO. Tutte un po' ci credono, tutte un po' ne parlano, ma nessuna giurerebbe davvero di averlo visto.

L'amore eterno ce l'hanno raccontato i poeti, ma quando la vita media era di trenta anni. Adesso che campiamo ben oltre i settanta, abbiamo un esubero di quaranta.

C'è un tempo per ridere e un tempo per piangere. Un tempo per gioire e un tempo per soffrire. Un tempo per restare e un tempo per partire. Ma un tempo massimo per restare incinte. Dopo di che... ciao.

Quelli che sostengono che la ceretta non faccia male.
Certo. Bruciarsi i peli col kerosene fa molto più male. (Luciana Littizzetto)
La principessa sul pisello
© Mondadori 2002 - Selezione Aforismario

Ho scoperto di avere le misure classiche 90-60. Ma non di seno e fianchi. Per adesso solo di pressione.

Quando la malinconia di essere sole vi blocca il gozzo e non riuscite a mandar giù neanche un goccio di succo di frutta, fate così. Guardate i fidanzati o i mariti delle vostre amiche. Guardateli bene. E poi domandatevi se c'è ancora da piangere perché siete da sole.

La coppia è come la maionese. A chi riesce al primo colpo e a chi non riesce mai.

Facciamocene una ragione. Gli uomini son più fortunati. Possono tenersi i peli, farsi crescere i baffi, stare spettinati come lo Yeti, guardarsi in faccia e continuare a parlare mentre fanno pipì negli orinatoi delle stazioni.

Gli uomini non la smetteranno mai di trattare la macchina meglio della fidanzata. Anche perché non rompe le palle, la macchina, è muta, se vuol dirti qualcosa accende le lucine, invece la morosa parla, non è dotata di cruscotto, purtroppo. 

Io i taxisti li invidio. Perché ci hanno il tempo per fare dei pensieri. Guidano e pensano. Pensano e guidano. Poi tu sali, parte il tassametro e loro ti spiegano come stanno le cose. Tu al taxista paghi i pensieri, mica la corsa.

Le madri sono come i senatori a vita. Una volta elette, che tu lo voglia o no, continuano a governarti per sempre.

Strano. Non so se ci avete fatto caso. La maggior parte dei calvi si fa crescere la barba. Quando il cranio si dirada si rinfoltisce il mento. È un gioco di vasi comunicanti. lo credo che sia una questione di tranquillità psicologica. Forse i pelati si vogliono convincere che i loro sono capelli anarchici. Come dire: non crescono nel posto giusto ma crescono.
Dire a un parrucchiere «fai tu» è un po' come decidere
di fare boungee jumping senza elastico. (Luciana Littizzetto)
Col cavolo
© Mondadori 2004 - Selezione Aforismario

Così dicono gli esperti. Tre anni. L'amore vero dura tre anni. Qualcosina in più di mille giorni. Dopodiché buongiorno bignola, ciao contadina. Non è più la stessa cosa. Prima saliva il desiderio e calavano le mutande, poi succede il contrario.

Gli uomini in casa sono come i peli in bocca: danno noia.

I sessuologi hanno detto che statisticamente c'è una relazione tra l'organo maschile e l'indice della mano destra. «Quindi il pisello dei maschi è proporzionato al dito indice? Misericordia. Lo sapevo. Io la prima cosa che guardo in un uomo sono le mani. Allora in base a questo ragionamento ET è meglio di Rocco Siffredi. Ecco perché ET era un alieno.

I fidanzati sono come i peli. Se non li diserbi in maniera definitiva, se li gratti via dolcemente col Mac tre, ritornano. Rispuntano. Prima piano piano, poi si fan più tosti e nel giro di un quindici giorni sei da capo. Invece no. Strappo. STRAC... CHEMALE. Un colpo solo. Dolorosissimo. Intenso ma più breve.

I fidanzati sono come i tram. O non arrivano mai o ne arrivano tre tutti insieme. E alla fine non sai a chi attaccarti.

Imbecilli si nasce o si diventa? Chissà. Una cosa è certa. Qualcuno parte già avvantaggiato.

La donna è come un condominio. Ogni tanto bisogna rifarle la facciata.

Dicono che le donne siano come le acciughe: tolta la testa tutto il resto è buono. Son cose che fan piacere.

I cellulari sono l'unica cosa che gli uomini sono fieri d'avere piccolo.

Imbecilli si nasce o si diventa? Chissà. Una cosa è certa.
Qualcuno parte già avvantaggiato. (Luciana Littizzetto)
Rivergination
© Mondadori 2006 - Selezione Aforismario

In America sta spopolando la rivergination. L'imenoplastica. La moda di farsi ricostruire una nuova verginità. Non sei più vergine? Mettici una toppa. La toppa sulla topa.

Praticamente la rivergination si fa per evitare la svalutation e incentivare la devolution.

Vivere da cicala e trovarsi un marito formica che lavori per te.

La cresima è come il passaporto. La fai all'ultimo momento.

La maggior parte delle donne che lavora dipende dalla colf. Non è la colf che dipende da noi.

Quelli a destra dicono che le sinistre porteranno miseria e morte. Quelli a sinistra dicono che la destra porterà la dittatura. Pensa se avessero ragione tutti e due.

Settembre è il mese perfetto per i matrimoni. Né caldo né freddo. Né bello né brutto. Come il matrimonio, appunto.

Ci sono cose nella vita che si risolvono solo con un vaffanculo.

La donna è come un condominio. Ogni tanto bisogna rifarle la facciata. (Luciana Littizzetto)
Che Litti che Fazio
© Mondadori 2007 - Selezione Aforismario

Trovo che sia un bel pensiero quello di regalare un piccolo intervento di chirurgia estetica perché è come dire: “Amore, ti penso tanto e penso che fai schifo, cioè sei tutta da rifare, ti do un chilo di silicone, fanne quello che vuoi”.

È inutile dire che noi donne ci rifacciamo per piacere di più a noi stesse. Non è vero. Noi per piacere di più a noi stesse ci facciamo la carbonara, ci mangiamo dei gelati che ci cola tutto il pistacchio fin sotto il gomito...

Ho deciso che le parolacce non le dico più. Dico solo diamine, acciderba, ammappalo e, quando mi girano un po’: “Non farmi girare i mumbastic” e “Vaffa”. Vaffa lo dico perché non se ne può fare a meno, è come il telefonino, non esco mai senza.

Veramente il mondo alla rovescia, manca solo che ci dicano che Rocco Siffredi si fa prete e il TG4 è un telegiornale e poi abbiamo veramente raggiunto il culmine.

Una persona dedica sedici ore complessive all’orgasmo e nove mesi a lavare e stirare, cioè si passa più tempo a stirare che a godere. Il movimento è uguale: su e giù, avanti e indietro…

Dicono sempre l'Italia per i giovani, il futuro dei giovani, i giovani per l'Italia del domani e poi quelli che ci governano sono una carica di nonni. 

Hanno abolito il limbo. I vescovi, che hanno tutto il diritto di parlare – però parlano anche quando dormono ormai -, hanno deciso che chiudono il limbo perché non conveniva tenerlo aperto, non faceva reddito e poi adesso dovevano pagare l’ICI...
Diciamocelo. Quando son finite le ferie avremmo proprio bisogno
di qualche giorno di vacanza. (Luciana Littizzetto)
La Jolanda furiosa
© Mondadori 2008 - Selezione Aforismario

Diciamocelo. Quando son finite le ferie avremmo proprio bisogno di qualche giorno di vacanza.

Dicono che per risparmiare acqua e salvare il pianeta basterebbe farsi una sola doccia alla settimana, cambiarsi le mutande ogni tre giorni e i calzini ogni quattro. Per alcuni maschi non credo sarebbe un problema.

Gli stupidi non diventano miliardari.

Hanno fotografato il punto G. Per amor di precisione specifico che il punto G non c’entra niente col Mago G Galbusera e non è neanche un nuovo allegato di “Mani di fata”. È una delle zone super erogene della donna. Punto G come goduria. Non è una novità, l’aveva scovato già nel 1950 un ginecologo tedesco, tale dottor Gräfenberg, un uomo che, mentre i suoi simili negli anni Cinquanta volavano alto, avevano la testa presa nel progettare il primo viaggio sulla luna, ebbene, lui la testa la teneva sprofondata da un’altra parte.

I cinque, dieci minuti che usi per evacuare non sono persi. Perché seduti sul water si pensa, e pensare evita le cazzate.

Lo volete sapere perché la famiglia è in crisi? Ve lo dico io. La famiglia è in crisi perché le corna una volta una se le teneva e tirava avanti tutta la vita e adesso invece manda a stendere il marito, perché una volta a cinquantanni si appendeva il pisello al chiodo e adesso si balla la rumba fino a novanta.

Mai guardarsi allo specchio la mattina. È sempre un gesto di cui potresti pentirti.

Mi auguro che entro breve inventino per voi maschi un tutore da mutanda così potremo finalmente smettere di dirvi di tirare su l’asse prima di fare pipì. Tecnicamente si può fare in due modi: o un manicotto col mirino telescopico che ve lo tiene puntato sul bersaglio sempre e comunque, o un lettore ottico che appena vede che l’asse è tirato giù fa partire un impulso elettrico che ve lo strina.

I dolori del giovane Walter
© Mondadori 2010 - Selezione Aforismario

Fare per primi l'amore con una è un po' come entrare alla Rinascente in stagione di saldi: si sta stretti e ci si sente soffocare.

Lo dico a tutte le ragazze che si conservano per l'uomo giusto. Risparmiare non paga. Guarda coi bot. Metti da parte, metti da parte, e adesso ti danno lo 0,01 di interesse… non è che se la tieni lì aumenta il capitale, anzi. Finisce che va fuori corso come le lire. Non solo, ma poi col tempo si deprezza. Ti tocca poi darla via in saldo…

Non ne possiamo più di vedere uomini che si depilano, tutti Ponzi Depilati. I maschi di oggi son tutti senza peli come pesche noci. Ormai se trovi un pelo addosso a tuo marito è perché è di un‟altra donna.

Per noi la jolanda è un oggetto d‟uso. Ci basta che funzioni bene e fine. Per i maschi, invece, il walter è come l‟automobile: uno status symbol.

Madama Sbatterflay
© Mondadori 2012 - Selezione Aforismario

Noi, quando siamo innamorate, non distinguiamo più. Ci rimbambiamo. Scambiamo tutto per amore, mentre l’amore con la violenza e le botte non c’entra un tubo. L’amore, con gli schiaffi e i pugni, c’entra come la libertà con la prigione.

Se un uomo mi porta a cena, gli faccio fare sempre bella figura. Intanto, quando rutto, metto la mano a trombetta davanti alla bocca.

Sono dotate di fighitudine quelle che si alzano dal letto come se fossero appena uscite dal parrucchiere. Io invece esco dal parrucchiere come se fossi appena scesa dal letto.

Da un po’ di tempo a questa parte, quando c’è da dire una cazzata, nessuno si tira indietro. Anzi, è una gara. Stiamo già con l’aria nei polmoni e la bocca aperta in modo che appena ci viene in mente una minchiata esce subito senza sforzo. Ma non è che tutto quello che ci passa per la testa dobbiamo tirarlo fuori... possiamo anche trattenerci un attimo. Dobbiamo fare come per i rutti: ti vengono su ma non è che li fai esplodere davanti a tutti.

Adesso c’è ’sta moda qua, che in spiaggia, se uno ha il disturbo grande... parlando di volatili, un cormorano, allora come costume sceglie lo slippino. Con l’ambaradan tutto costipato dentro che sembra sul punto di esplodere. Se invece del cormorano, come uccello di compagnia, ha il bengalino... bermudoni.

L'incredibile Urka
© Mondadori 2014 - Selezione Aforismario

Gli uomini non sono mai maturi... Passano dall'essere acerbi all'essere marci. Sono come i cachi.

Il mondo va a rotoli. E purtroppo sono rotoli di carta igienica. Eh già, perché per fare quel rotolo, quella pergamena su cui ciascuno di noi, esimio intellettuale o rozzo ignorante, scrive giornalmente un fiume di cagate, sta scomparendo la foresta boreale. I grandi produttori di carta igienica si rifiutano di utilizzare materiale riciclato perché dicono che non è abbastanza morbido, e continuano ad acquistare trucioli provenienti da taglio di legname vergine. Il che vuol dire che stiamo buttando tonnellate di alberi nel cesso.

Libri di Luciana Littizzetto consigliati
Sola come un gambo di sedano
Editore Mondadori, 2003

"Succede. E mi è successo. Dopo anni di sbattimenti, spettacoli nelle bettole e trasmissioni invedibili (in tutti i sensi), le cose sono cambiate. Le persone giuste si sono accorte finalmente di me e adesso moltissimi apprezzano il mio talento. Da imbecille a genio. Ma io non mi sento affatto cambiata. Sarà che sono rimasta imbecille o sono sempre stata un genio?". Luciana Littizzetto è, per sua stessa definizione, una "single un po' frollata". Alle prese cioè con uomini incerti, inconcludenti, col calzino bianco e ignoranti. Questo libro raccoglie gli sfoghi di una donna tragicamente e comicamente contemporanea.

La principessa sul pisello 
Editore Mondadori, 2004

"E io che una volta credevo nel principe azzurro. Coi capelli di polenta e gli occhi a lago. Che mi citofonava al portone posteggiando il cavallo bianco di lato al cassonetto. Son passati trentotto anni e ancora non l'ho trovato. O son cretina o comincio a dubitare che sia una specie protetta. Magari si è estinto da anni. Ho trovato svariati uomini che mi piacevano, con i quali ho fatto anche un pezzo di strada. Principini, principastri, principuzzi. Non tantissimi per la verità. Con qualcuno ho giusto fatto due passi. Mai a cavallo. Sempre a piedi. Ma nessun principe azzurro". Dopo "Sola come un gambo di sedano", in cui si faceva vendicatrice delle single, Luciana Littizzetto stavolta si scatena su coppia e dintorni. Tanti lui e tante lei, ma anche tante ridicole manie e riti d'oggi fanno capolino in questo diario di una Principessa sul Pisello come tante: dalla pasta di sale all'utero in affitto, dallo spirito guida ai saldi, dalle vacanze a Miami ai maschi che assistono al parto, dai masochisti a dispense fino alle fanatiche dell'aura.

Madama Sbatterflay
Editore Mondadori, 2012

“Non ci resta che ridere, care madame sbatterflay. Anche se lo spread sale e il walter scende, e a noi rimane solo il bandolero stanco, il nostro bell’addormentato nei boxer. Anche se in tempi di vacche magre (beate loro!), i politici fanno a gara a chi la combina più grossa". Luciana Littizzetto si scatena su coppia e dintorni. Tanti lui e tante lei, ma anche tante ridicole manie e riti d'oggi fanno capolino in questo diario di una Principessa sul Pisello come tante. Ci deve essere un motivo per cui Luciana Littizzetto è la comica più letta d’Italia. Forse perché nessuno, come lei, riesce a mettere a fuoco i nostri grandi difetti e le nostre piccole debolezze. Perché nei suoi monologhi sono ugualmente nudi il re e tutti i suoi sudditi. Perché, anche in questo nuovo libro, parlando della jolanda e degli altri paesi bassi, crea una visione del mondo (una walterschauung) tutta sua, capace di compiere un miracolo: farci divertire anche quando non c’è proprio niente da ridere.

Note
Vedi anche aforismi, frasi e battute divertenti di: Nino Frassica - Rita Rudner

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