2015-11-14

Islam e Musulmani - Frasi e citazioni islamiche

Raccolta di aforismi religiosi e di frasi celebri sulla religione islamica e i musulmani. L'Islam è una religione monoteistica sorta nel VII secolo nella cittadina di La Mecca, nella penisola araba. Il termine Islàm significa «abbandono», «sottomissione» totale e incondizionata ad Allàh (Dio). La rivelazione dell'unicità e dell'onnipotenza di Allàh fu comunicata dall'arcangelo Gabriele al profeta Muhammad (in italiano Maometto). I seguaci dell'Islam sono detti Musulmani, dal termine turco-persiano muslim, «dedito a Dio» (in questo senso, i termini "islamici" e "islamisti", usati spesso in lingua italiana, non sono appropriati). Il testo sacro più importante dell'Islam è il Corano, che contiene le parole di Allàh trasmesse a Maometto attraverso l'intermediazione dall'arcangelo Gabriele. Per numero di fedeli, l'Islam è la seconda religione più diffusa al mondo dopo il Cristianesimo. Sul sito Aforismario trovi anche una raccolta di citazioni tratte dal Corano e detti del profeta Maometto.
L'islam è ostaggio di sé stesso. (Ayaan Hirsi Ali)
1. Islam
© Aforismario

L'islam non ha avuto un illuminismo e le società islamiche si trovano ancora a dover affrontare gli stessi problemi della cristianità prima del processo illuministico.
Ayaan Hirsi Ali, Non sottomessa, 2005 [1]

L'islam di oggi non è conciliabile con le esigenze dello Stato di diritto occidentale.
ibidem

Il mondo islamico attraversa un momento di grande crisi che costituisce anche un pericolo per l'Occidente. La minaccia non è soltanto il terrorismo, ma anche i flussi migratori e lo scoppio di guerre civili nell'area mediorientale (quella da cui proviene gran parte del petrolio usato dall'Occidente). Ma questa minaccia può cadere qualora il mondo musulmano, col sostegno dell'Occidente, si riformi culturalmente dall'interno. Una riforma del mondo islamico è nell'interesse di tutti.
Ayaan Hirsi Ali, Non sottomessa, 2005

C'è un elemento particolare che viene messo troppo poco in evidenza, ovvero la morale sessuale dell'islam: una morale tipica delle società tribali premoderne, santificata nel Corano e ulteriormente elaborata negli insegnamenti del Profeta. In molti musulmani questa morale si traduce nell'ossessione per la verginità. A essa viene conferita una tale importanza, che risulta difficilissimo capire quali catastrofi umane e sociali ne conseguano.
Ayaan Hirsi Ali, Non sottomessa, 2005

L'islam è ostaggio di sé stesso.
ibidem

Per preservare la propria verginità, milioni di donne musulmane sono condannate a svolgere soltanto lavori domestici e alla noia perpetua tra quattro mura. Se proprio è costretta a uscire, la ragazza potrà farlo ma a patto di velarsi il capo e indossare un indumento che la copra tutta, cosicché gli uomini capiscano che non è disponibile sessualmente.
Ayaan Hirsi Ali, Non sottomessa, 2005

L'islam subisce pesantemente il dominio di una morale sessuale derivata da valori tribali arabi che risalgono all'epoca in cui Allah rivelò il Suo messaggio al Profeta: una cultura nella quale le donne erano proprietà di padri, fratelli, zii, nonni e tutori. Della donna in sostanza conta allora soltanto la verginità, e il suo velo ricorda in permanenza al mondo esterno la morale soffocante che rende i maschi musulmani proprietari delle donne.
Ayaan Hirsi Ali, Non sottomessa, 2005

Criticare l'islam non significa rifiutare i fedeli, ma soltanto quei precetti islamici che, ove tradotti in comportamenti, hanno conseguenze disumane.
Ayaan Hirsi Ali, Non sottomessa, 2005

Una società che viva secondo i dettami di Maometto e del Corano, avrà inevitabilmente qualcosa di patologico. Ma molti musulmani non cercano la colpa delle loro pene all'interno della società né nella morale sessuale imposta dalla loro religione, bensì sempre fuori da se stessi. È sempre colpa di Allah, del diavolo, o delle circostanze.
Ayaan Hirsi Ali, Non sottomessa, 2005

L'unica vera speranza è che i musulmani comincino a fare autocritica e mettano alla prova i valori morali dettati dal Corano. Soltanto allora potranno liberare le loro donne, e quindi anche se stessi, dalla gabbia in cui le tengono prigioniere.
Ayaan Hirsi Ali, Non sottomessa, 2005 [1]

Il male vero dell'islam si annida al suo interno. Ed è l'ideologia dell'odio e della morte da parte di coloro che si sono auto-proclamati detentori della Verità, dell'unico «Vero Islam», finendo per disconoscere il diritto alla vita di tutti coloro che non si sottomettono al loro arbitrio. 
Magdi Allam, su Corriere della sera, 2006

L'islam non si presenta come semplice credo o insieme di credenze, ma come un programma tanto concreto quanto lo può essere una dieta o un regime ginnico. L'islam è qualcosa che uno fa.
Tamim Ansary, Un destino parallelo, 2009

L'islam è una religione, come tutte le altre, con una serie di idee e di pratiche relative alla morale, all'etica, a Dio, al cosmo e alla morte. Ma allo stesso tempo potrebbe essere inserito in una classe completamente diversa, che include il comunismo, la democrazia parlamentare, il fascismo e così via, poiché l'islam è anche un progetto sociale, un'idea di come dovrebbe essere gestita la politica e l'economia, con un sistema legale, civile e penale tutto suo.
Tamim Ansary, Un destino parallelo, 2009

Molte religioni dicono ai propri seguaci: "Il mondo è corrotto, ma puoi fuggire da esso",. L'islam diceva ai suoi seguaci: "Il mondo è corrotto, ma puoi cambiarlo".
Tamim Ansary, Un destino parallelo, 2009

L'islam non è l'opposto della democrazia; rappresenta semplicemente un universo di riferimento completamente diverso. All'interno di quell'universo può esistere la democrazia, la tirannia, e tutto quello che c'è nel mezzo.
ibidem

Jihad non ha mai significato "guerra santa" o "violenza". Ci sono altre parole in arabo che stanno a significare più direttamente "combattere" (e sono usate con questo significato nel Corano). Una traduzione migliore di jihad sarebbe "lotta", con le stesse connotazioni che la parola ha nella retorica dei movimenti per la giustizia sociale tanto cari all'Occidente: la lotta è considerata nobile quando è combattuta per una giusta causa e se la cause implica la "lotta armata", va bene; essa è santificata dalla causa.
Tamim Ansary, Un destino parallelo, 2009

L’anima dell’Islam sta nella sua dichiarazione dell’unità di Dio e il suo cuore è nell'inculcare un’assoluta sottomissione alla sua volontà.
Edwin Arnold, cit. in Maometto, in Abdullah Al-Mamun Suhrawardy, I detti del Profeta, 1905

«Maometto» afferma uno dei migliori conoscitori dell'Islam [2] «è il profeta della lotta e della guerra... Ciò che egli fece inizialmente nell'ambito arabo vale come testamento per i suoi seguaci: lotta contro gli infedeli, estensione non tanto della propria fede quanto della propria sfera di potere, che è la sfera di potere di Allah. I combattenti dell'Islam devono innanzitutto sottomettere, più che convertire, gli infedeli». Il Corano, il libro del profeta ispirato da Dio, non lascia alcun dubbio in proposito. «Dopo che siano trascorsi i mesi sacri, uccidete gli infedeli ovunque li troviate; afferrateli, opprimeteli, tendete loro ogni insidia». [3]
Elias Canetti, Massa e potere, 1960

La bipartizione della massa nell'Islam è assoluta: da una parte i fedeli, dall'altra gli infedeli. Il loro destino, per sempre diviso, è di "combattersi" a vicenda. La guerra di religione è un sacro dovere.
Elias Canetti, Massa e potere, 1960

Ciò che mi affligge e che odio, ciò che combatto e cerco di distruggere, tutto ciò lo ritrovo sempre nella sua forma più chiara presso i sovrani dell’Islam. C’è la duplice generosità, nell'uccidere e nel donare; la sottomissione alla legge rituale; il riconoscimento del più potente di tutti, Dio, nella figura del sovrano; il sostegno, dato da questo riconoscimento, per compiere ogni crudeltà; l’anticipazione del giudizio finale collettivo, mediante innumerevoli giudizi singoli che lo precedono. C’è l’uguaglianza degli uomini dinanzi alla fede, che in pratica diviene uguaglianza nell'essere uccisi. C’è Dio come uccisore, che decide e fa eseguire ogni singola uccisione, e c’è il sovrano che cerca di emulare Dio nel modo più ingenuo.
Elias Canetti, La provincia dell'uomo, 1973

Nell'Islam il comando di Dio ha in sé molto di una condanna a morte.
ibidem

Con Maometto si compie l’opera di tutti i profeti: diventa legislatore e reggente effettivo, soltanto attraverso di lui i profeti sono giunti al vero potere; nessuno prima ha usato Dio così coerentemente e con tanto successo. Fede è per lui obbedienza. Distribuisce a piene mani i beni di Dio, le ricompense, che promette per l’aldilà; sarebbe volentieri munifico come un re. Si denomina profeta di Dio: altrettanto bene, ancor meglio, potrebbe definirsi il suo comando.
Elias Canetti, La provincia dell'uomo, 1973

Il mondo islamico dispone di un fattore di mobilitazione ridivenuto irresistibile: il fanatismo religioso; o meglio il collante religioso come alimento della contrapposizione e resistenza contro l'Occidente.
Luciano Canfora, Esportare la libertà, 2007

Il velo, certo, non è il costume nazionale delle egiziane né tanto meno un segno fondante dell'identità araba. Eppure negli ultimi tempi si è impregnato di una carica identitaria che va oltre l'adesione fideistica all'islam, travalica i confini della religione e si getta anima e corpo nell'appartenenza a un popolo, a una regione, a un destino. 
Paola Caridi, Arabi invisibili, 2007

L’Oriente islamico è il braccio, con ben poca mente, di qualsiasi tipo di distruzione.
Guido Ceronetti, Pensieri del tè, 1987

Nell’islamismo sciita la Morte universale di Dio ha assunto la maschera di Terrore Teocratico integrale. È lo stesso pugno ateista della Tecnica e della Politica, più il Bismillàh, che imprime un sigillo divino alla pura brutalità.
Guido Ceronetti, Pensieri del tè, 1987

Il nocciolo di forza dell'islamismo non è nelle armi o nel petrolio o nel fanatismo religioso, ma nell'indifferenza per il vivere e il morire, nel non preoccuparsene, nel non avere l’ossessione del futuro individuale o nazionale. Di fronte a questo il cristiano d’oggi, d’Occidente, che vuole esclusivamente e implacabilmente vivere, come individuo e come civiltà, usare la sua cucina e il suo bagno fino ai cento e oltre ancora, partorire a sessanta, svecchiare le cellule, è in condizione di strema debolezza. Nessuna moschea prega perché qualcuno viva.
Guido Ceronetti, Insetti senza frontiere, 2009

Il monoteismo biblico e islamico, questa decapitazione integrale del Divino policefalo, questa insensata instaurazione (autocrocifissione?) del Divino nello squallore di un po’ di sabbia e pietra, domina ancora tutte le nazioni del mondo.
Guido Ceronetti, Insetti senza frontiere, 2009

Lo scristianizzarsi (non forzato, per esaurimento) dell’Europa non è da deplorare se il vuoto, che inevitabilmente si crea, s’incontra con una parallela rispiritualizzazione che non escluda i misteri cristiani nella loro essenza, né il lascito monumentale dell’Europa che fu cristiana come via di luce e
di pellegrinaggio. La perdita dell’unicismo religioso non è da rimpiangere, è la rivincita di tutte le eresie sconfitte e perseguitate, il ritorno a Roma moltiplicato dei culti orientali, antichi e nuovi, e il loro rieccoci rassicura, mentre l’islamizzazione come surrogato di assolutismo di una sola fede fa tremendamente paura.
Guido Ceronetti, Insetti senza frontiere, 2009

Allah apre il cuore all'Islam a coloro che vuole guidare, colui che vuole sviare, lo stringe e opprime il suo petto, come a chi fa sforzo a salire verso il cielo. Così Allah impone l'infamia a coloro che non credono.
Corano, VII sec. a.e.c. [4]

Chi vuole una religione diversa dall'Islam, il suo culto non sarà accettato, e nell'altra vita sarà tra i perdenti.
Corano, VII sec. a.e.c.

Illudersi che esista un Islam buono e un Islam cattivo ossia non capire che esiste un Islam e basta, che tutto l'Islam è uno stagno e che di questo passo finiamo con l'affogar dentro lo stagno, è contro Ragione. 
Oriana Fallaci, La forza della ragione, 2004 

Se dici la tua sul Vaticano, sulla Chiesa Cattolica, sui Papa, sulla Madonna, su Gesù, sui Santi, non ti succede nulla. Ma se fai lo stesso con l'Islam, col Corano, con Maometto, coi figli di Allah, diventi razzista e xenofobo e blasfemo e compi una discriminazione razziale.
Oriana Fallaci, La forza della ragione, 2004

L'Europa diventa sempre di più una provincia dell'Islam, una colonia dell'Islam. E l'Italia un avamposto di quella provincia, un caposaldo di quella colonia.
Oriana Fallaci, La forza della ragione, 2004

L'Apocalisse profetizza la lotta che i cristiani avrebbero dovuto sostenere per vincere il Mostro a Sette Teste e i suoi complici che in definitiva sono un singolo complice. La Bestia con le corna uguali alle corna d'un agnello e la voce uguale alla voce d'un drago. Bè, il cosiddetto scontro-di-civiltà ossia lo scontro fra l'Occidente e l'Islam non è che la lotta di cui parla l'evangelista Giovanni.
Oriana Fallaci, Oriana Fallaci intervista sé stessa - L'Apocalisse, 2004

Si cerca di far credere che esiste un Islam ben distinto dall'Islam del terrorismo. Un Islam mite, progredito, moderato, quindi pronto a capire la nostra cultura e a rispettare la nostra libertà.
Oriana Fallaci, Oriana Fallaci intervista sé stessa - L'Apocalisse, 2004

Islam. Una religione che si identifica con la politica, col governare. Che non concede una scheggia d'unghia al libero pensiero, alla libera scelta. Che vuole sostituire la democrazia con la madre di tutti i totalitarismo: la teocrazia.
Oriana Fallaci, discorso per la consegna dell'Annie Taylor Award, 2005

Quanto a Maometto ognuno sa dove sia – dove l'ha visto Dante –ma non tutti sanno che i nostri moderni europei si son convertiti segretamente all'Islam, tanto è vero che vivono, come dice il poeta di Cargnacco [5], all'ombra delle spade e immaginano il Paradiso come un bordello di prima categoria.
Domenico Giuliotti e Giovanni Papini, Dizionario dell'omo salvatico, 1923

I profeti cristiani, che si segnalarono per la loro umiltà, stabilirono ovunque l’uguaglianza. Maometto, che visse nella gloria, stabilì ovunque la sottomissione. Dopo che la sua religione fu portata in Asia, Africa ed Europa, si crearono prigioni. Metà del mondo s’eclissò. Si videro soltanto inferriate e chiavistelli. Tutto si velò di nero nell’universo, e il bel sesso, sepolto insieme coi suoi incanti, pianse ovunque la propria libertà.
Charles-Louis de Montesquieu, I miei pensieri, 1716/55 (postumo 1899/01)

L'Islam, senza sopravvalutare in alcun modo il lato debole e limitato della natura umana, non considera l'uomo come il portatore di una volontà pervertita ma come un essere essenzialmente teomorfico il quale, in quanto rappresentante di Dio sulla terra, è la teofania centrale dei nomi di Dio e delle sue qualità, 
Hossein Nasr, Ideali e realtà dell'Islam, 1975

Il cristianesimo ci ha defraudato del raccolto della civiltà antica; e più tardi ci ha defraudato di quello della civiltà islamica. Il meraviglioso mondo della civiltà moresca di Spagna, a noi in fondo più affine, più eloquente ai nostri sensi e al nostro gusto di quanto non lo siano Roma e la Grecia, fu calpestato - non dico da che specie di piedi - perché? Perché doveva la sua origine a istinti aristocratici, virili, perché diceva sì alla vita anche con le rare e raffinate preziosità della vita moresca!
Friedrich Nietzsche, L'anticristo, 1888

Se l'Islam ha in dispregio il cristianesimo, ha in ciò mille volte ragione.
ibidem

L'islamismo può esistere solo come religione ufficiale; quando lo si ridurrà allo stato di religione libera e individuale, perirà.
Ernest Renan, Che cos'è una nazione?, 1882

L'Islam è il disdegno della scienza, la soppressione della società civile; è la spaventosa semplicità dello spirito semitico, che restringe il cervello umano, chiudendolo a ogni idea delicata, a ogni sentimento fine, a ogni ricerca razionale.
Ernest Renan, Che cos'è una nazione?, 1882

Maometto fu un puritano, volle proscrivere i piaceri che non fanno male a nessuno; ha ucciso l'amore nei paesi che hanno ammesso l'islamismo; è per questo che la sua religione è sempre stata meno praticata nell'Arabia, sua culla, che in tutti gli altri paesi maomettani.
Stendhal, Sull'amore, 1822

Il problema non è se la maggioranza degli europei diventa musulmana, ma piuttosto quale forma di Islam è destinata a dominare in Europa: l'Islam della sharia o l'euroislam. 
Bassam Tibi, su Corriere della sera, 2004

L'Islam è la causa principale della decadenza oggi così evidente nel mondo musulmano, e benché sia meno assurdo del politeismo degli antichi le sue tendenze sociali e politiche sono secondo me più pericolose. Per questo, rispetto al paganesimo, considero l'Islam una forma di decadenza anziché una forma di progresso. 
Alexis de Tocqueville, Lettera a Arthur de Gobineau, 1843

In fondo, solo l’Islam promette qualcosa di palpabile. Ma, a parte vestiti di seta e acqua fresca, alle donne sono negati i veri giardini di Allah dove sono accolti invece, tra mille delizie e da Urì perpetuamente vergini per quante ne facciano, i maschi che abbiano ammazzato un sacco di infedeli.
Cesarina Vighy, L'ultima estate, 2009

Il più eccellente jihad è quello per conquistare sé stessi. (Maometto)
2. Musulmani
© Aforismario

L'unica vera speranza è che i musulmani comincino a fare autocritica e mettano alla prova i valori morali dettati dal Corano. Soltanto allora potranno liberare le loro donne, e quindi anche se stessi, dalla gabbia in cui le tengono prigioniere. 
Ayaan Hirsi Ali, Non sottomessa, 2005

I quindici milioni di musulmani che vivono in Occidente si trovano nelle condizioni più vantaggiose per trasformare questa speranza in realtà. In primo luogo perché nei Paesi occidentali esistono diritti civili e libertà, non ultima la libertà di esprimere le proprie opinioni. Un musulmano che in Europa analizza a fondo le basi della propria fede non deve temere di finire in prigione né, come accade nei Paesi arabi islamici, di essere condannato a morte dallo Stato.
Ayaan Hirsi Ali, Non sottomessa, 2005

Il musulmano ha con il suo Dio un rapporto basato sulla paura. Per il musulmano il concetto di divinità è assoluto. Il nostro Dio pretende una sottomissione completa. Ti premia se rispetti le Sue regole fino nei minimi dettagli. Se le infrangi invece ti punisce duramente sia in terra, con malattie e catastrofi naturali, sia nell'aldilà, con il fuoco dell'inferno.
Ayaan Hirsi Ali, Non sottomessa, 2005

Poiché non vengono fatte studiare, gran parte delle donne del mondo islamico vengono lasciate nell'ignoranza. Ma queste donne non solo partoriscono i figli, li allevano anche e dunque le loro limitate conoscenze vengono tramandate ai figli e di conseguenza agli uomini. È così che si instaura un circolo vizioso di ignoranza tramandata di generazione in generazione.
Ayaan Hirsi Ali, Non sottomessa, 2005

Le donne islamiche sono oppresse. Proprio questa oppressione fa sì che le donne e gli uomini musulmani siano più arretrati rispetto alle donne e agli uomini occidentali. In questo modo si crea una cultura che produce sempre più arretratezza a ogni generazione. Cambiare questo stato di cose gioverebbe in primo luogo ai musulmani.
Ayaan Hirsi Ali, Non sottomessa, 2005

Allah. L'ente supremo dei maomettani, da non confondersi con quello dei cristiani, degli ebrei, eccetera.
Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo, 1911

Urì. Grazioso essere di sesso femminile, che abita il Paradiso dei Maomettani per la delizia dei buoni Musulmani. Tale credenza provoca il fiero risentimento delle spose terrene di questi ultimi, che vengono ritenute prive di anima immortale. Non risulta infatti che le buone signore abbiano grande stima delle Urì.
Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo, 1911

Per i musulmani, il Corano (chiamato anche Il Libro, Al Kitab) non è una mera opera di Dio, come le anime degli uomini o l'universo; è uno degli attributi di Dio, come la Sua eternità o la Sua ira.
Jorge Luis Borges, Altre inquisizioni, 1952

O voi che credete, temete Allah come deve essere temuto e non morite non musulmani.
Corano, VII sec. a.e.c. [4]

I miscredenti un giorno vorranno essere stati musulmani; lasciali mangiare e godere per un periodo, lusingati dalla speranza, ben presto sapranno. Non distruggiamo alcuna città senza prima darle una Scrittura intellegibile. Nessuna comunità può anticipare il suo termine né ritardarlo.
Corano, VII sec. a.e.c. [4]

Chi mai proferisce parola migliore di colui che invita ad Allah, e compie il bene e dice: «Sì, io sono uno dei Musulmani»?
Corano, VII sec. a.e.c.

Lottate per Allah come Egli ha diritto [che si lotti]. Egli vi ha scelti e non ha posto nulla di gravoso nella religione, quella del vostro padre Abramo che vi ha chiamati "musulmani".
Corano, VII sec. a.e.c. [4]

Tra noi ci sono i musulmani e i ribelli. I musulmani sono quelli che hanno scelto la Retta via. I ribelli, invece, saranno combustibile dell'Inferno.
Corano, VII sec. a.e.c. [4]

L’autenticità di un musulmano è dimostrata dal fatto che non presta attenzione a ciò che non è affar suo.
Maometto, in Abdullah Al-Mamun Suhrawardy, I detti del Profeta, 1905

Nessuno di voi è un vero credente se non desidera per suo fratello ciò che desidera per sé stesso.
ibidem

I devoti non muoiono, sono trasportati dal mondo che perisce al mondo delle esistenze eterne.
Maometto, in Abdullah Al-Mamun Suhrawardy, I detti del Profeta, 1905

I più grandi nemici di Allah sono quelli che entrati nell'Islam, agiscono come gli infedeli, e uccidono persone senza validi motivi.
ibidem

Il più eccellente jihad [6] è quello per conquistare sé stessi.
ibidem

In verità Allah ama un musulmano che ha famiglia, altrettanto chi è povero e chi trattiene se stesso dall’illecito e dal mendicare.
Maometto, in Abdullah Al-Mamun Suhrawardy, I detti del Profeta, 1905

La carità è un obbligo per ogni musulmano, e colui che non ne avesse i mezzi faccia una buona azione o eviti di commetterne una sbagliata. Questa è la sua carità.
ibidem

Non è un buon musulmano chi commette adulterio, chi beve alcolici, chi ruba, chi rapina o chi indebitamente si appropria di qualcosa. Fate attenzione, fate attenzione.
Maometto, in Abdullah Al-Mamun Suhrawardy, I detti del Profeta, 1905

Non faccia dei torti ai suoi vicini chi, come il musulmano, crede nell’unico Dio e nella vita futura.
ibidem

Ogni bambino nasce musulmano. Sono i genitori che ne fanno un ebreo, un cristiano, o un zoroastriano.
Maometto, in Abdullah Al-Mamun Suhrawardy, I detti del Profeta, 1905

Per un musulmano il mondo è come una prigione o una carestia, e quando essi lo lasciano, voi potete affermare che hanno lasciato fame e carestia.
ibidem

Quando parlate, dite la verità, mantenete le vostre promesse, cancellate i vostri crediti, non fornicate, non siate viziosi, non abbiate desideri malsani, non credete ai guadagni facili, e perciò non guadagnate illecitamente e malvagiamente. I migliori servi di Allah sono coloro che nonostante siano indaffarati, si ricordano di Allah; i peggiori servi di Allah sono quelli che riferiscono le chiacchiere, per danneggiare e separare gli amici, mostrando i difetti e non i pregi.
Maometto, in Abdullah Al-Mamun Suhrawardy, I detti del Profeta, 1905

Per il musulmano, l’ateismo è un fenomeno incomprensibile. Anzi, addirittura inconcepibile. Come soltanto il pazzo può negare che il sole dardeggia sul deserto; così soltanto chi non sia sano d’intelletto può mettere in discussione l’evidenza stessa: l’esistenza nei cieli di Allah. 
Vittorio Messori, Ipotesi su Gesù, 1976

Note
  1. Ayaan Hirsi Ali, Non sottomessa. Contro la segregazione nella società islamica. Traduzione dall'olandese di Asia Lamberti © Einaudi 2005
  2. Ignaz Goldziher, Conferenze sull'Islam, 1925 (cfr. cit. di Canetti)
  3. "Uccidete gli infedeli...": Corano, sura 9, versetto 5 (cfr. cit. di Canetti).
  4. Il Corano: edizione integrale a cura e traduzione di Hamza Roberto Piccardo © 1997 Newton e Compton editori.
  5. Il poeta di Cargnacco: Gabriele D'Annunzio (cfr. cit. di Oriana Fallaci).
  6. Jihad: lo sforzo sulla via di Allah.
  7. Vedi anche: Versetti del Corano e Detti del Profeta Maometto

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