2015-11-30

Significato di frasi e citazioni

Navigando su internet, pur senza visitare quei siti che − come Aforismario − raccolgono migliaia di citazioni, capita di leggere tante frasi di autori noti e meno noti. Tra queste, ogni tanto, ve n'è qualcuna di cui ci sfugge il senso e della quale, anche a una seconda o a una terza lettura non riusciamo a comprendere bene il significato. Può succedere a tutti, non c'è nulla di male. In genere ciò può dipendere dalla frase stessa, che può essere espressa in modo paradossale (cioè contrario al giudizio comune) o ermetico (cioè volutamente oscuro); oppure può dipendere da una scarsa sintonia tra "lo stile" di pensiero dell'autore della frase e quello del lettore: per cui è come se i due interlocutori fossero sintonizzati su frequenze d'onda differenti e non potessero comunicare l'uno con l'altro; oppure può dipendere dal grado di cultura e di scolarizzazione del lettore, che, a volte, non gli consentono di poter cogliere il significato di alcune parole o di alcuni riferimenti "colti".
Insomma, qualunque siano i motivi della mancata comprensione di un aforisma, per andare incontro alle molteplici richieste fatte ad Aforismario, è nata questa pagina, dove, contraddicendo l'opinione di Ceronetti, secondo il quale "A chi non capisce l'allusione è inutile fornire la spiegazione", viene spiegato il significato delle frasi maggiormente segnalate dagli utenti. Da notare che nel caso di frasi particolarmente "criptiche" (cioè poco chiare, ambigue), la spiegazione del significato data da Aforismario è soltanto "una" tra le varie spiegazioni che si potrebbero dare; pertanto, chiunque può contribuire a questa sezione aggiungendo nello spazio dei commenti la propria interpretazione di una frase. Per non complicare ulteriormente le cose, si è cercato di spiegare il significato di ogni frase nel modo più breve e più elementare possibile, in modo da essere comprensibile a tutti. Le citazioni sono elencate in ordine alfabetico, e man mano che nuove frasi vengono segnalate ad Aforismario, vengono aggiunte alla pagina.
Significato di frasi e citazioni - Spiegazioni semplici e brevi da Aforismario
Sommario
© Aforismario
  1. A volte un sigaro è solo un sigaro.
  2. Ah, signora! Quella che lei crede una gobba è l’astuccio delle mie ali.
  3. Ama chi ti ama non amare chi ti sfugge.
  4. Amor, ch'a nullo amato amar perdona.
  5. Chi dice che è impossibile non dovrebbe disturbare chi ce la sta facendo.
  6. Chi dimentica è complice.
  7. Chi ha il coraggio di ridere è padrone del mondo.
  8. Chi non dimostra ciò che sente, perde ciò che ama.
  9. Chi non ride mai non è una persona seria.
  10. Chi non ti apprezza oggi ti rimpiange domani.
  11. Chi segue gli altri non arriva mai primo.
  12. Chi ti perde oggi ti rimpiange domani.
  13. Ci sono persone che sanno tutto e, purtroppo, è tutto quello che sanno.
  14. "Ciao", disse, mentendo.
  15. Ciò che mi nutre mi distrugge.
  16. Conta i fiori del tuo giardino, mai le foglie che cadono.
  17. Dietro ogni problema c'è un'opportunità.
  18. Dove non puoi amare, non soffermarti.
  19. Fai in modo che la felicità sia il tuo unico vizio.
  20. Follia è fare sempre la stessa cosa e aspettarsi risultati diversi.
  21. Il falso amico è come l'ombra che ci segue finché dura il sole.
  22. Il paradiso lo preferisco per il clima, l'inferno per la compagnia.
  23. Il peggior nemico della creatività è il buon gusto.
  24. Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.
  25. L'amore guardò il tempo e rise, perché sapeva di non averne bisogno.
  26. L'anima è piena di stelle cadenti.
  27. L'eleganza non è farsi notare ma farsi ricordare.
  28. L'essenziale è invisibile agli occhi.
  29. La calma è la virtù di chi non è coinvolto.
  30. La gente è il più grande spettacolo del mondo, e non si paga il biglietto.
  31. La gente piccola la riconosci subito, è quella che cerca di spiegarti quanto è grande.
  32. La misura dell'amore è amare senza misura.
  33. La vita è come andare in bicicletta, se vuoi stare in equilibrio devi muoverti.
  34. Le carezze sui graffi si sentono di più.
  35. Leggo per legittima difesa.
  36. Meglio vivere di rimorsi che di rimpianti.
  37. Nessuno nota quello che fai finché non smetti di farlo.
  38. Non accettate le briciole, ci hanno fatto donne, non formiche. 
  39. Non bisogna mai tornare indietro, nemmeno per prendere la rincorsa.
  40. Non t'ama chi amor ti dice ma t'ama chi guarda e tace.
  41. Non ti accorgi diavolo che tu sei bella come un angelo?
  42. Pánta rêi (Tutto scorre).
  43. Pensavo fosse amore, invece era un calesse.
  44. Quando la persona è niente, l'offesa è zero.
  45. Quando la ferita brucia la tua pelle si farà.
  46. Quando pensi di avere tutte le risposte la vita ti cambia tutte le domande.
  47. Quanto più ci innalziamo, tanto più piccoli sembriamo a quelli che non possono volare.
  48. Quelli che ballavano erano visti come pazzi da quelli che non sentivano la musica.
  49. Ridere è una cosa seria, non puoi farlo con chiunque.
  50. Se ami un fiore non raccoglierlo.
  51. Se vuoi capire una persona non ascoltare le sue parole osserva il suo comportamento.
  52. Secoli di poesia e siamo sempre al punto di partenza.
  53. Soltanto la musica è all'altezza del mare.
  54. Tutto ciò che vuoi è dall'altra parte della paura.
  55. Una tigre non perde il sonno per l'opinione di una pecora.
Significato di Frasi e Citazioni
© Aforismario
  • A volte un sigaro è solo un sigaro.
Questa citazione è attribuita al grande psicoanalista Sigmund Freud, ma non è sicuro che l'abbia veramente detta. Per capire questa frase bisogna sapere che Freud pensava che alcuni oggetti, (specialmente quando si sogna), potessero fare riferimento "simbolicamente" a qualcos'altro. Gli oggetti allungati (come il sigaro), potrebbero, per esempio, richiamare il genitale maschile. Pertanto, quando qualcuno, secondo un aneddoto non verificato, chiese a Freud se il sigaro che portava quasi sempre in bocca avesse un qualche significato psicologico, Freud avrebbe risposto con la frase: "A volte un sigaro è solo un sigaro". (Per approfondimenti su questa frase, vedi anche "Citazioni errate" o la pagina dedicata a Freud su Aforismario).

Ah, signora! Quella che lei crede una gobba è l’astuccio delle mie ali.
  • Ah, signora! Quella che lei crede una gobba è l’astuccio delle mie ali.
Questa frase, il cui autore è sconosciuto, è attribuita erroneamente a Giacomo Leopardi, al quale, comunque, si adatta molto bene sia per la sua forma poetica sia perché, com'è noto, egli soffrì effettivamente per una deviazione della spina dorsale che gli procurò una doppia gobba (anteriore e posteriore). La frase è un bell'esempio di come anche il peggiore dei difetti fisici, se vissuto senza autocommiserazione o vergogna, ma con ironia e intelligenza, oltre a pesare meno a sé stessi, possa essere mostrato agli altri in una prospettiva migliore, diversa dal solito. In questo caso, una gobba è vista non come una deformità, ma come un'astuccio in cui sono raccolte le ali di un angelo. La frase, inoltre, può essere considerata un invito a cercare il lato positivo in ogni cosa, anche dove sembrerebbe impossibile trovarlo; in poche parole, a scovare il bello persino nel brutto.

  • Ama chi ti ama non amare chi ti sfugge.
La frase completa è: "Ama chi ti ama, non amare chi ti sfugge. Ama quel cuore che per te si strugge". Questa citazione è molto spesso attribuita a William Shakespeare, ma si tratta di una semplice facezia di un autore sconosciuto. Tuttavia nell'opera del grande drammaturgo inglese Le allegre comari di Windsor, esiste una frase molto simile citata da Shakespeare come adagio: "L'amore fugge come un'ombra l'amore reale che l'insegue, inseguendo chi lo fugge, fuggendo chi l'insegue". Il significato di questa frase è che spesso si tende a desiderare maggiormente una persona difficile da conquistare rispetto a chi è innamorato di noi e che per questo sappiamo di poter avere facilmente. La frase consiglia di lasciar perdere chi si mostrano poco interessate a noi, e di amare chi, invece, mostra di amarci sinceramente. Ciò, in molti casi, fa risparmiare tempo e sofferenza.

  • Amor, ch'a nullo amato amar perdona.
Questo verso è uno dei più celebri della Divina Commedia (1304-1321) di Dante Alighieri; si trova nel canto V dell'Inferno ed è pronunciato da Francesca da Rimini, amante di Paolo Malatesta. La terzina completa è: "Amor, ch’a nullo amato amar perdona, / mi prese del costui piacer sì forte, / che, come vedi, ancor non m’abbandona". Il verso esalta la forza dell'amore, che è tale da far sì che chi è amato non possa evitare di contraccambiare, amando a sua volta. Per avere qualche opinione in più su questo verso, riportiamo la spiegazione che ne ha data Roberto Benigni durante il suo commento alla Divina Commedia trasmesso su Rai 1 nel 2007 [la trascrizione è approssimativa]: "Amor, ch'a nullo amato amar perdona: questo è un verso che uno si vergogna pure di spiegarlo perché è talmente famoso... Lo conoscono anche i sassi della Corea, è uno dei versi più famosi di tutto il mondo, che tra l'altro anche se non si capisce cosa vuol dire,  "Amor, ch'a nullo amato amar perdona": non mi dire niente, va bene così, Dante, [...] perché è un verso di tale straordinarietà... Il concetto è che non si può legare un'analisi a un'estasi, questa è un'estasi. Però se lo vogliamo dire: Amore, che a nessuno che è amato permette il non riamare, è una legge, è scritto nel firmamento che se si ama, qualcuno o qualcosa, quell'amore ci verrà restituito in egual misura. È una legge come la legge di gravitazione universale". In conclusione, diciamo pure che la maggior parte delle persone quando apprendono per la prima volta il significato di questo verso, rimangono un po' perplesse, notando come esso sia spesso contraddetto da ciò che accade in realtà. Tuttavia, la bellezza del verso e la grandezza dell'amore che esso esprime, sono tali da indurci a volerlo credere.

  • Chi dice che è impossibile non dovrebbe disturbare chi ce la sta facendo.
Questa citazione di autore anonimo (che di solito è attribuita ad Albert Einstein o a George Bernard Shaw) è conosciuta anche in altre varianti, per esempio: "Chi dice che una cosa non si può fare non dovrebbe mai interrompere chi la sta facendo". Il significato della frase è che i pessimisti, una volta che hanno stabilito che qualcosa è irrealizzabile (un sogno, un progetto, la soluzione di un problema, ecc.), e che pertanto sono rimasti con le mani in mano, non dovrebbero poi ostacolare o infastidire con la loro negatività quelli che, grazie al loro ottimismo, si sono dati da fare dimostrando che ciò che sembrava impossibile, era in realtà realizzabile grazie alla forza di volontà e alla creatività.

  • Chi dimentica è complice.
Questo motto è di solito citato con riferimento a eventi negativi, per lo più di grande portata (stragi terroristiche o di mafia, genocidi, crimini di guerra, ecc.), per sottolineare l'importanza della memoria collettiva, affinché, mantenendo vivo il ricordo nelle varie generazioni, certe cose non debbano più ripetersi. Pertanto, chi tende a far cadere nell'oblio certi fatti, diventa, anche se indirettamente, complice di coloro che li hanno commessi, perché dimenticarli è un modo di occultarli e, in qualche modo, di assolvere i loro autori.

Chi ha coraggio di ridere, è padrone del mondo, poco altrimenti
di chi è preparato a morire. (Giacomo Leopardi - Foto: Alberto Sordi)
  • Chi ha il coraggio di ridere è padrone del mondo.
Si tratta di un'affermazione di Giacomo Leopardi che chiude un sua lunga riflessione sul riso riportata in Pensieri (1845 - postumo): "Chi ha coraggio di ridere, è padrone del mondo, poco altrimenti di chi è preparato a morire". Il significato della frase è che chi riesce a ridere anche in situazioni difficili, mostra di possedere un coraggio fuori dal comune e, soprattutto, la capacità di non prendere troppo sul serio né sé stesso né le cose del mondo, caratteristica, questa, che gli consente di affrontare senza timore  e con maggior serenità tutte quelle circostanze negative dell'esistenza che abbattono, invece, gli animi più deboli.

  • Chi non dimostra ciò che sente, perde ciò che ama.
Questa frase è molto diffusa sul web, specie in lingua spagnola (Quien no demuestra lo que siente, pierde lo que quiere), ma il suo autore è sconosciuto. Il significato della frase è che chi, per orgoglio o timidezza, non manifesta i propri veri sentimenti alla persona che ama, prima o poi la perde. La frase può riferirsi sia a chi è innamorato di qualcuno, ma non ha il coraggio di rivelare il proprio amore, e dunque rischia per questo di perdere la persona che ama; sia a chi sta già insieme a un'altra persona, ma rischia di perderla ugualmente perché questa, non ricevendo manifestazioni di affetto, può non sentirsi amata davvero. In conclusione, la morale della frase è che, quando si ama, è sempre meglio mostrare ciò che si prova.

  • Chi non ride mai non è una persona seria.
Questa frase, che di solito è attribuito a Frédéric Chopin o a Charlie Chaplin, ma che in realtà è dello scrittore e umorista Alphonse Allais (Aforismi, 1902), vuole significare che la serietà di una persona non è data dal fatto di non ridere mai e, dunque, dal non lasciarsi mai andare, che sarebbe piuttosto indizio di seriosità o incapacità di entrare in sintonia con gli altri, ma dalla capacità di mantenere il giusto equilibrio tra la sobrietà che è giusto mantenere in certe occasioni e l'ilarità che ci si può concedere senza vergogna in altre.

  • Chi non ti apprezza oggi ti rimpiange domani.
Questa frase, di autore sconosciuto e molto diffusa su internet, è una tipica frase consolatoria cui molti fanno ricorso quando sono respinti da qualcuno. Per esempio, quando una persona innamorata non è corrisposta dalla persona che desidera, può reagire all'insopportabile rifiuto pensando che quella stessa persona che oggi mostra di non apprezzare le nostre qualità, un giorno si pentirà amaramente di averci detto di no. Ma allora sarà troppo tardi e non potrà che rimpiangerci. (Poco importa se quella persona, poi, continuerà per la sua strada senza interessarsi più a noi, ciò che conta è crederci!).

Chi segue gli altri non arriva mai primo.
  • Chi segue gli altri non arriva mai primo.
Il significato di questa frase di autore anonimo è abbastanza chiaro: chi, in qualsiasi campo, si accoda agli altri, percorre le strade già battute e si conforma al sentire comune, non avrà mai il merito di scoprire qualcosa di nuovo, né potrà mai provare la gioia di essere stato il primo a superare un traguardo. Tutto ciò, infatti, è riservato a chi ha il coraggio di prendere iniziative nuove e a dirigersi da solo verso luoghi inesplorati.

  • Chi ti perde oggi ti rimpiange domani.
Il significato di questa frase è molto simile a quella riportata sopra: "Chi non ti apprezza oggi ti rimpiange domani", per cui basta leggere la spiegazione di quella per capire questa.

  • Ci sono persone che sanno tutto e, purtroppo, è tutto quello che sanno.
Questa citazione è generalmente attribuita a Oscar Wilde, ma non risulta in nessuna delle sue opere. Come per la maggior parte delle frasi paradossali, non è di facile interpretazione, e sembra mirare più all'effetto che è capace di suscitare nel lettore a causa del suo controsenso, che a comunicare una qualche saggezza. Tuttavia, volendo dare una spiegazione, la frase potrebbe riferirsi a quelle persone che, pur possedendo una grande conoscenza "libresca" o nozionistica, nella pratica mostrano di mancare di quel sapere fondamentale che nasce dall'esperienza, che è poi quello che si mostra più utile nella vita di tutti i giorni e nei rapporti con gli altri. Secondo un'altra interpretazione, la frase potrebbe fare riferimento a quelle persone che, presumendo di sapere tutto, mostrano di non conoscere il fondamentale insegnamento socratico relativo alla sapienza, che è quello di "sapere di non sapere".

  • "Ciao", disse, mentendo.
Dal numero di richieste sul suo significato, questa battuta di Robert Maxwell è davvero poco compresa. Con un umorismo molto sottile, essa vuole sottolineare come in alcuni casi certe persone possano rivelarsi false non appena aprono bocca. Attenendoci all'esempio della battuta, già il tono della voce e l'espressione facciale con cui ci viene rivolto un semplice saluto, possono essere sufficienti a farci capire quanto quel saluto sia "sincero" e quanto, invece, serva a dissimulare antipatia o ostilità nei nostri confronti.
Quod me nutrit me destruit
(Ciò che mi nutre mi distrugge - tatuaggio di Angelina Jolie)
  • Ciò che mi nutre mi distrugge.
Questa frase, spesso attribuita erroneamente a Friedrich Nietzsche, è in realtà un detto latino: "Quod me nutrit me destruit". Questo detto è diventato molto popolare da quando la famosa attrice Angelina Jolie se l'è fatto tatuare sul corpo. Lei stessa, durante un'intervista, ha dato una spiegazione del significato di questa frase: "Niente è in grado di distruggerti se non quello che desideri". Ma noi non ci accontentiamo di questa spiegazione, che è soltanto parziale, e ci chiediamo: "Perché ciò che ci nutre dovrebbe anche distruggerci?". La riposta è che ciò verso cui ci conduce la nostra passione, ciò in cui siamo maggiormente coinvolti e da cui traiamo le maggiori soddisfazioni della nostra vita, sostenendoci e dandoci la forza di andare avanti, nello stesso tempo è ciò che più consuma le nostre energie, ciò da cui nascono le nostre preoccupazioni più grandi e ciò che più di ogni altra cosa ci rende vulnerabili, per quanto ne siamo dipendenti. Volendo fare un paragone, potremmo fare l'esempio del fuoco, che si alimenta di ciò che alla fine, consumandosi, lo annienta.

Conta i fiori del tuo giardino, mai le foglie che cadono. (Romano Battaglia)
  • Conta i fiori del tuo giardino, mai le foglie che cadono.
Questa citazione è tratta dal libro Alle porte della vita (1996) dello scrittore Romano Battaglia. Il significato della frase è abbastanza evidente: si tratta di un invito a guardare il lato positivo delle cose e mai quello negativo. Per cui, invece di contare il numero delle foglie che cadono tristemente nel nostro giardino (cioè le cose negative che ci accadono nella vita), è preferibile contare i bei fiori che vi crescono (cioè valorizzare le cose positive).

  • Dietro ogni problema c'è un'opportunità.
Questa frase, conosciuta anche nella variante: "Dietro ogni problema si nasconde un'opportunità", è spesso attribuita a Galileo Galilei e a Robert Kiyosaki, ma l'autore è sconosciuto. Ciò che essa vuole significare è che quando ci troviamo di fronte a un problema non dobbiamo vederlo soltanto come un fatto negativo, o peggio ancora come qualcosa contro il quale rassegnarci, ma considerarlo come un'occasione per migliorarci, per rimparare qualcosa di utile e per cercare nuove strade lungo le quali continuare il nostro cammino con maggiore esperienza. Insomma, come recita un altro noto aforisma di Ralph Waldo Emerson, fare di "ogni muro una porta", cioè trasformare un ostacolo in una via d'uscita.

  • Dove non puoi amare, non soffermarti.
Questa frase è attribuita alla pittrice messicana Frida Kahlo (1907-1954), ma Aforismario, per ora, non è riuscito ad accertarne l'autenticità. Non conoscendo la fonte originale di questo pensiero, non è facile comprendere a cosa si riferisca di preciso, possiamo soltanto darne un'interpretazione. Esso, probabilmente, intende dire che quando il nostro amore non è corrisposto (e quindi non possiamo amare chi desidereremmo) è inutile insistere; significherebbe soltanto soffrire e perdere del tempo. La frase, dunque, è anche un consiglio: quello di "soffermarsi" soltanto quando si trova la persona giusta, quella con la quale è possibile realizzare un amore reciproco.

Fai in modo che la felicità sia il tuo unico vizio. (foto: Marilyn Monroe)
  • Fai in modo che la felicità sia il tuo unico vizio.
Questa è una delle tante frasi che circolano sul web attribuite a Marilyn Monroe, ma senza alcun riscontro. La frase è un consiglio volto all'ottimismo, che sottintende una credenza abbastanza comune, e cioè, che la tendenza alla felicità sia una sorta di abitudine che è possibile prendere con la forza di volontà. Pertanto, invece di cedere ai soliti "vizi" negativi, che in questo caso possono comprendere anche la rassegnazione, la demoralizzazione, il lamentarsi, ecc., la frase suggerisce di provare a invertire questa tendenza autodistruttiva, e a vedere il mondo in maniera più positiva, e di continuare a farlo fin quando ciò non diventa un qualcosa di abituale, il nostro "unico vizio", appunto, ma un vizio positivo.

  • Follia è fare sempre la stessa cosa e aspettarsi risultati diversi.
Questa frase (attribuita ad Albert Einstein, Benjamin Franklin e Rita Mae Brown, ma il cui vero autore è sconosciuto) dice una cosa apparentemente ovvia, e cioè che ripetendo una stessa operazione, non potremo che ottenere sempre lo stesso risultato. Pensare il contrario sarebbe da folli, e forse anche da stupidi. Tuttavia, se considerata in maniera più estesa, la frase ci dice qualcosa di più, e cioè che non possiamo aspettarci che la nostra vita possa cambiare fin quando continuiamo ad assumere sempre gli stessi atteggiamenti.

  • Il falso amico è come l'ombra che ci segue finché dura il sole.
Questa frase è dello scrittore Carlo Dossi e si trova in Note azzurre (postumo 1912-64). Il suo significato è abbastanza evidente: così come il nostro corpo proietta un'ombra fin quando è colpito dai raggi del sole, ombra che poi scompare quando il sole tramonta, allo stesso modo i falsi amici ci stanno accanto fin quando la fortuna ci arride; ma quando le cose non girano più per il verso giusto e avremmo più bisogno di loro, si dileguano all'istante. Come dice il proverbio: "L'amico si vede nel momento del bisogno".

Il paradiso lo preferisco per il clima, e l'inferno per la compagnia. (Mark Twain)
  • Il paradiso lo preferisco per il clima, l'inferno per la compagnia.
Prima di provare a spiegare il significato di questa frase umoristica di Mark Twain, leggiamola nel suo contesto originale: "Un uomo stava morendo, aveva solo due minuti di vita, così mandò a chiamare un prete e gli chiese: "Qual è il posto migliore dove andare?" Il prete era indeciso al riguardo, così gli rispose che ogni luogo aveva i suoi vantaggi − il paradiso per il clima, e l'inferno per la compagnia". (Tammany and Croker Speech, 1901). Con questa battuta, Mark Twain vuole dire che il paradiso è certo preferibile all'inferno per il clima mite che lo caratterizza (all'inferno si muore di caldo!); ma il tanto vituperato inferno ha anche i suoi vantaggi, che sono soprattutto quelli della buona compagnia, perché all'inferno, rispetto al paradiso, non c'è soltanto molta, ma molta, più gente, ma ci sono anche persone più interessanti; perché se in paradiso al massimo ci si può trovare a conversare con qualche santo o con qualche monaco, all'inferno si possono incontrare quasi tutti i più eminenti personaggi della storia dell'umanità.

  • Il peggior nemico della creatività è il buon gusto.
Questa citazione, attribuita a Pablo Picasso, afferma che la creatività artistica, per potersi esprimere pienamente, non deve attenersi a criteri estetici consolidati, né preoccuparsi di corrispondere ai nostri gusti o ai gusti che si presumono negli altri. Ciò ne limiterebbe molto le potenzialità. Riferendoci proprio a Picasso, se questi avesse adattato la propria creatività al buon gusto, probabilmente non avrebbe creato i capolavori che lo hanno reso celebre in tutto il mondo, visto che molte delle sue opere non corrispondono per nulla a ciò che comunemente s'intende per "bello" secondo il "buon gusto" della maggior parte delle persone.

Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno. (Alessandro Bergonzoni)
  • Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.
Questa frase è di Alessandro Bergonzoni, autore specializzato nei giochi di parole. E la frase è un gioco di parole molto ben riuscito, dove la parola "etica" (o morale) prende il posto di "estetica", e la parola "senno" (o intelligenza) quella di "seno". Pertanto, a fini esplicativi, la frase potrebbe essere tradotta così: "Io non sono per la chirurgia estetica, per cui bisogna rifarsi il seno; io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno. La frase ironizza sull'eccessiva importanza data alla bellezza esteriore tipica della nostra epoca, in cui si ricorre alla chirurgia estetica per migliorare il proprio aspetto, e pone l'accento sull'importanza che avrebbe, invece, una cura della propria intelligenza e della propria cultura.

  • L'amore guardò il tempo e rise, perché sapeva di non averne bisogno.
Questa frase è l'inizio di un brano abbastanza puerile (forse una poesia) di autore sconosciuto, attribuito nientemeno che a Luigi Pirandello (che si rivolta nella tomba! Vedi "Citazioni errate" su Aforismario). Il testo completo è il seguente: "E l’Amore guardò il Tempo e rise, perché sapeva di non averne bisogno. Finse di morire per un giorno, e di rifiorire alla sera, senza leggi da rispettare. Si addormentò in un angolo di cuore per un tempo che non esisteva. Fuggì senza allontanarsi, ritornò senza essere partito, il Tempo moriva e lui restava". Questo romanticissimo brano esalta, in modo forse un po' troppo melenso, il valore dell'amore eterno, capace di superare persino i limiti del tempo. Ecco perché l'Amore può permettersi di ridere del Tempo.

  • L'anima è piena di stelle cadenti.
Questa citazione è tratta da L'uomo che ride (1869) dello scrittore francese Victor Hugo. Letta così, al di fuori del suo contesto originale, è abbastanza enigmatica. Apparentemente potrebbe significare che nell'anima di ogni persona esistono tanti desideri che è possibile esaudire, visto che, tradizionalmente, quando si vede una stella cadente si dice di esprimere un desiderio perché probabilmente si realizzerà. Ma se si legge la frase nel suo contesto, si nota che il significato che gli dà Hugo non è così positivo come si potrebbe pensare: "Nel destino di ogni uomo può esserci una fine del mondo fatta solo per lui. Si chiama disperazione. L'anima è piena di stelle cadenti. Ecco a cos'era arrivato! Era passato del fumo. Vi si era perso. Si era addensato sui suoi occhi; gli era entrato nel cervello. Fuori ne era rimasto accecato; interiormente ne era rimasto inebriato. Era durato il tempo di un fumo che passa. Poi tutto si era dissolto, il fumo e la sua vita. Risvegliato da quel sogno, si ritrovava solo. Tutto svanito. Tutto andato. Tutto perduto. La notte. Nulla". Riassumendo, il senso della frase è che la nostra anima è piena di desideri svaniti, di sogni infranti, di stelle luminose che durano pochi istanti, perché sono destinate a cadere e a spegnersi per sempre.

L'eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare. (Giorgio Armani) [1]
  • L'eleganza non è farsi notare ma farsi ricordare.
Questa frase è tratta, in modo non del tutto fedele, da un'intervista del 1980 fatta allo stilista Giorgio Armani da Roberto Gervaso per il Corriere della Sera: "Lo stile è eleganza non stravaganza. L'importante è non farsi notare, ma ricordare". Il significato della frase è che la vera eleganza non è quella dell'aspetto esteriore o del modo di vestire, caratteristiche per cui ci si può far notare in modo passeggero, ma quella della personalità: soltanto chi possiede classe e stile innati, infatti, può entrare davvero nella mente e nel cuore degli altri senza farsi dimenticare.

Si vede bene solo con il cuore. L'essenziale
è invisibile agli occhi. (Antoine e Consuelo de Saint-Exupéry)
  • L'essenziale è invisibile agli occhi.
Questa è una citazione tratta da Il piccolo principe (1943) di Antoine de Saint-Exupéry. La frase completa è: "Non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi". Il suo significato è che per comprendere l'essenza di ogni cosa e penetrare in profondità l'anima delle persone, è necessario considerarle con passione e sincero interesse; la semplice osservazione razionale, che nella frase è rappresentata simbolicamente dagli occhi, non può che essere superficiale.

  • La calma è la virtù di chi non è coinvolto.
Questa frase, che circola anonimamente sul web e in certi casi è attribuita a Charlie Brown, intende sottolineare una cosa anche abbastanza ovvia, e cioè quanto sia facile non perdere il controllo per chi non è interessato direttamente a un evento o a una qualsiasi situazione. Si tratta, in pratica, di quella condizione mentale per cui, ad esempio, un chirurgo può operare un bambino con una certa freddezza, che perderebbe immediatamente se quel bambino fosse suo figlio.

  • La gente è il più grande spettacolo del mondo, e non si paga il biglietto.
Questa citazione è tratta da Storie di ordinaria follia dello scrittore Charles Bukowski. Con questa frase l'autore vuole dire che per godersi un buon spettacolo non è necessario andare a teatro o al cinema, basta osservare e ascoltare la gente che s'incontra nella vita di tutti i giorni; cosa che, oltretutto, fa risparmiare il costo del biglietto. Il significato della frase si comprende ancora più facilmente leggendola nel suo contesto originale: "Duke è un tantino più giovane. Un buon ascoltatore. Un sorriso appena accennato, mentre ascolta. Gli piace star a sentire. La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto". [Su Aforismario trovi tutte le più belle citazioni di Charles Bukowski]

  • La gente piccola la riconosci subito, è quella che cerca di spiegarti quanto è grande.
Questa frase, dello scrittore siciliano Mauro Soldano, evidenzia un atteggiamento comune a molte persone, e cioè quello di vantarsi di presunte qualità personali o della realizzazione di chissà quali imprese, per cercare di mascherare agli altri, ma soprattutto a sé stesse, la propria insicurezza e, in certi casi, la propria pochezza. Chi è davvero sicuro di sé e del proprio valore non sente il bisogno di farlo continuamente notare.

La misura dell'amore è amare senza misura.
  • La misura dell'amore è amare senza misura.
Questa frase è generalmente attribuita a sant'Agostino, ma in realtà è di san Bernardo (per approfondimenti vedi "Citazioni errate" su Aforismario). Diciamo subito che nel contesto originario, la frase si riferisce all'amore sacro verso Dio, e non all'amore profano verso una persona, come comunemente si crede: "Il motivo per amare Dio, è Dio stesso; la misura, amarlo senza misura". Tuttavia la frase è spesso usata al di fuori del suo contesto per indicare l'amore in genere, che per essere vero amore non deve avere limiti né porsi condizioni, deve essere, cioè, senza misura. Si capisce bene, dunque, perché questo tipo di amore è più facile riservarlo a Dio che a una delle sue creature in carne e ossa...

La vita è come andare in bicicletta.
Per mantenere l'equilibrio devi muoverti. (Albert Einstein)
  • La vita è come andare in bicicletta, se vuoi stare in equilibrio devi muoverti.
Questa frase è una delle varie (e libere) traduzioni di un brano tratto da una lettera di Albert Einstein scritta in tedesco al figlio ventenne Eduard, nel 1930. Un'altra traduzione, un po' più fedele all'originale, è: "Le persone sono come le biciclette: riescono a mantenere l'equilibrio solo se continuano a muoversi". Il significato della frase si potrebbe riassumere con un aforisma: "Per mantenersi vivi, bisogna vivere". La vita, infatti, è azione, relazioni, obiettivi da porsi e mete da raggiungere. Chi rimane immobile, chi non ha nessuna passione, rischia di fossilizzarsi, di sprofondare nella noia e di perdere "l'equilibrio", così come lo perde chi stia in sella a una bicicletta senza pedalare.

  • Le carezze sui graffi si sentono di più.
Questa citazione è spesso attribuita alla poetessa americana Sylvia Plath (1932-1963), ma Aforismario non è riuscito a trovare alcuna conferma. Il senso della frase è che i gesti di affetto e di tenerezza sono sentiti con maggiore intensità da chi è stato in precedenza ferito; e questo sia perché ne sente maggiormente il bisogno, trovandosi in una condizione di sofferenza, sia perché ne comprende ancora di più il valore, avendone sentito la mancanza.

Leggo per legittima difesa.
  • Leggo per legittima difesa.
Questa affermazione è di solito attribuita a Woody Allen, a cui, in effetti, si adatta abbastanza bene, ma il vero autore è sconosciuto (per approfondimenti vedi "Citazioni" errate su Aforismario). Il senso della frase potrebbe essere che a chi sente di trovarsi in un mondo "stupido" e "ostile", pieno di gente superficiale che bada soltanto al denaro e alla carriera lavorativa, che è sempre all'inseguimento dell'ultima moda o del nuovo modello di smartphone, ecc., non resta che rifugiarsi nella piacevole solitudine della lettura.

  • Meglio vivere di rimorsi che di rimpianti.
Per comprendere il significato di questa frase (ripetuta in diverse varianti da più autori) è bene dare una definizione precisa dei due termini: rimorso e rimpianto. Il rimorso è il tormento che nasce dalla consapevolezza di avere fatto qualcosa di male, di aver agito in modo sbagliato; il rimpianto è il pentimento che nasce per ciò che non si è fatto e che si sarebbe voluto fare. Pertanto, secondo l'autore della frase, è meglio vivere di rimorsi che di rimpianti, perché nel primo caso si è, per lo meno, agito, si è fatta una scelta; nel secondo caso, invece, non si è nemmeno provato a fare qualcosa, il che è un po' come non aver nemmeno vissuto. La frase è dunque anche un incitamento a vivere pienamente la propria vita senza timori, perché seppure ciò comporterà di avere dei rimorsi per gli inevitabili errori che si commetteranno, non si avrà almeno il rimpianto di non aver vissuto e di non aver colto tutte le occasioni che ci si è trovati davanti.

  • Nessuno nota quello che fai finché non smetti di farlo.
Il significato di questa frase, che circola anonimamente sul web, è che l'importanza delle tue azioni e dei compiti che svogli quotidianamente (in campo lavorativo, familiare, ecc.), non è mai compresa veramente, finché non li interrompi. Soltanto allora, sentendone la mancanza, tutti gli altri si rendono conto del loro effettivo valore. Per fare un esempio pratico, immaginiamo il commesso di un grande negozio che, oltre al suo normale lavoro, svolgesse tutte quelle piccole e grandi mansioni trascurate dagli altri per incapacità o pigrizia. Nel momento in cui questo commesso dovesse mancare per qualche giorno dal posto di lavoro, tutti gli altri si renderebbero conto di quanto fosse importante il suo contributo fino ad allora sottovalutato.

  • Non accettate le briciole, ci hanno fatto donne, non formiche. 
Anche questa, come tante altre, è una frase anonima che circola sul web attribuite a Marilyn Monroe. Il consiglio, rivolto alle donne, è di non accontentarsi del poco che può essere loro offerto (soprattutto dagli uomini), e di non accettare piccole concessioni o semplici favori (e ciò può essere inteso sia in campo lavorativo sia nelle relazioni sentimentali), perché in tal modo ci si svaluta. Soltanto chi pensa di valere poco, infatti, si accontenta delle briciole pensando di non meritare di meglio.

Mai tornare indietro, neanche per prendere la rincorsa.
(Fidel Castro - disegno di Andrea Pazienza)
  • Non bisogna mai tornare indietro, nemmeno per prendere la rincorsa.
Questa frase è spesso attribuita al fumettista Andrea Pazienza o al rivoluzionario argentino Che Guevara, ma in realtà è stata pronunciata dal rivoluzionario cubano Fidel Castro durante un suo discorso (vedi "Citazioni errate" su Aforismario). La frase è un incitamento ad andare sempre avanti con decisione, senza compiere nemmeno un passo indietro per cercare di darsi maggior slancio, perché si perderebbe del tempo, e in quel poco tempo si potrebbe essere superati dagli altri. La frase contraddice il vecchio proverbio secondo il quale "Chi vuol saltar lontano deve andare indietro", cioè chi vuole fare un gran salto in avanti deve prendere una bella rincorsa, il che significa che quando bisogna affrontare una situazione importante, bisogna preparasi bene, impiegando tutto il tempo che occorre.

  • Non t'ama chi amor ti dice ma t'ama chi guarda e tace.
Questa frase è molto spesso attribuita a William Shakespeare, ma si tratta della facezia di un autore anonimo, come già spiegato sopra commentando la frase: "Ama chi ti ama, non amare chi ti sfugge", di cui è considerata una continuazione. Il significato di questo ammonimento è che chi ti ama davvero non tenta di lusingarti o allettarti con le parole per farti cadere tra le sue braccia, ma ti guarda ammirato in silenzio, anche perché, com'è noto, quando si è innamorati è difficile trovare le parole per esprimere ciò che si sente.

  • Non ti accorgi diavolo che tu sei bella come un angelo?
Questa è una citazione non del tutto fedele di una frase di Giacomo Leopardi che si trova nello Zibaldone. La proposizione nella sua interezza è la seguente: "Diceva un marito geloso alla moglie: Non t'accorgi, Diavolo che sei, che tu sei bella come un Angelo?". Leopardi, qui, gioca con i due termini contrapposti di "Diavolo" e di "Angelo", associandoli alla stessa persona, la moglie, che è paragonata a un angelo per la sua bellezza, e nello stesso tempo a un diavolo per i morsi della gelosia che, a causa della sua bellezza, provoca nel marito.

  • Pánta rêi
Questa celebre affermazione, attribuita all'antico filosofo greco Eraclito, significa: "Tutto scorre", cioè, tutto è in continuo movimento e mutamento; al mondo non vi è nulla di stabile. Di tale evidenza traiamo conferma dalla nostra stessa esistenza, dalla storia dell'umanità e dalla natura che ci circonda.

  • Pensavo fosse amore, invece era un calesse.
Si tratta del titolo di un film di Massimo Troisi del 1991, che racconta la fine lenta e graduale di una storia d'amore tra Tommaso (interpretato dallo stesso Troisi) e Cecilia (interpretata da Francesca Neri). Molti si chiedono cosa significa questo titolo, e perché alla parola "amore" è associata proprio la parola "calesse". C'è chi pensa che essa abbia un qualche significato simbolico, o faccia riferimento a qualche tradizione napoletana: niente di tutto questo. La frase esprime la profonda delusione di chi (come Troisi nel film) a un certo punto si rende conto che la propria relazione sentimentale si trascina avanti più per abitudine che per amore, e che anzi quello che pensava fosse amore è in realtà qualcos'altro − un calesse, per esempio. La parola "calesse" è usata per esprime la delusione di ritrovarsi davanti qualcosa di completamente diverso − e allo stesso tempo inutile e ingombrante − rispetto a ciò che ci si aspettava. Al posto della parola calesse, dunque, Troisi avrebbe potuto usare tante altre parole, come lui stesso ha confermato in diverse interviste: "Per spiegare al meglio la delusione di un qualcosa le cui aspettative non sono state mantenute, poteva essere usato un qualsiasi altro oggetto, una sedia o un tavolo, che si contrappone come oggetto materiale all'amore spirituale che non c'è più". "Se era un pianoforte mi chiedevate perché il pianoforte e non il calesse... mi piaceva calesse; poi si possono trovare tante cose con il calesse: si va piano, si va in uno, si va in due, ci sta pure il cavallo, quindi per chi si vuole sbizzarrire ci sono tante cose... non lo so, l'ho scelto così". Chiarito l'enigma, del calesse, concludiamo con una bella riflessione di Troisi sull'atteggiamento che bisognerebbe tenere quando finisce un amore: "Quando non è più amore ma «calesse», bisogna avere il coraggio della fine, piano piano, con dolcezza, senza fare male... Quando si smette di amare, in genere non si ha la pazienza di aspettare che finisca bene, si cerca la strada più breve, la rottura, la sofferenza. Invece ci vuole lo stesso impegno e la stessa intensità dell'inizio... vivere questo momento con la stessa passione, far sentire alla persona lasciata tutto il bene che c'è stato: ci vuole amore per chiudere una storia. Aspettare un po' per non buttare via tutto ma recuperare quanto è possibile, ricreando un «dopoamore», fatto di conoscenza e di complicità, qualcosa che può essere molto più forte dell'amicizia".

Quando la persona è niente, l'offesa è zero. (Anna Tatangelo - X Factor - Rai 2)
  • Quando la persona è niente, l'offesa è zero.
Questa frase, nota in diverse varianti, come per esempio: "Quando il soggetto è zero l'offesa è nulla", è diventata popolare dopo essere stata pronunciata dalla cantante Anna Tatangelo durante la trasmissione X Factor, trasmessa su Rai 2 nel 2010. Il significato è abbastanza intuitivo: quando si riceve un'offesa da qualcuno che per noi non conta nulla, la sua offesa non ci tocca minimamente. La frase, detta in risposta a un insulto, è a sua volta un'offesa anche abbastanza pesante, visto che con essa si dice al nostro malcapitato interlocutore che non vale niente.

  • Quando la ferita brucia la tua pelle si farà.
Si tratta di un verso tratto dalla canzone Il giorno di dolore che uno ha (1997) di Luciano Ligabue: "Quando la ferita brucia la tua pelle si farà / sopra il giorno di dolore che uno ha". La canzone è stata scritta dal rocker italiano per l'amico giornalista musicale Stefano Ronzani, per cercare d'infondergli un po' di speranza durante una sua grave malattia: "Stefano Ronzani si ammalò gravemente e ci fu un momento della sua malattia in cui capii che le lunghissime chiacchierate sul farsi forza, sul darsi speranza, sul combattere in qualche modo il suo male in realtà avevano perso significato... Provai allora a comunicargli questa cosa nella maniera che la fortuna o il caso o qualcuno ha deciso che, tutto sommato, con me funziona: una canzone". Il significato del verso, considerato in senso generale, è che le sofferenze e le esperienze negative che tutti dobbiamo affrontare nel corso della nostra vita, se non ci lasciamo abbattere, possono contribuire a renderci più forti, proprio come la pelle, dopo aver subito una ferita, si cicatrizza diventando un po' più spessa. Il significato di questo verso richiama un po' un famoso aforisma del filosofo tedesco Friedrich Nietzsche: "Quello che non mi uccide, mi rende più forte".

  • Quando pensi di avere tutte le risposte la vita ti cambia tutte le domande.
Questa frase è di solito attribuita, almeno in Italia, al personaggio dei Peanuts Charlie Brown, ma si tratta, forse, di una variante anonima della seguente frase dell'intervistatore Roddy Piper: "Proprio quando pensano di avere le risposte, io cambio le domande!" (per approfondimenti vedi "Citazioni errate" su Aforismario). Chiunque ne sia l'autore, la frase evidenzia in modo pregevole l'imprevedibilità della vita e la fragilità di tutte le nostre certezze. Quando, infatti, pensiamo di aver raggiunto una comprensione sicura di noi stessi, degli altri e del mondo che ci circonda, una nuova esperienza di vita o un evento inatteso possono stravolgere tutto ciò che pensavamo di aver conquistato saldamente. Pertanto, tutte le risposte rassicuranti che spesso ci diamo nel corso della nostra esistenza, diventano presto inservibili, perché la vita ci pone continuamente nuove domande.

Quanto più ci innalziamo,
tanto più piccoli sembriamo a quelli che non possono volare. (Friedrich Nietzsche)
  • Quanto più ci innalziamo, tanto più piccoli sembriamo a quelli che non possono volare.
Questo aforisma del filosofo tedesco Friedrich Nietzsche, tratto da Aurora (1881), può essere spiegato dicendo che quando una persona percorre la propria strada, allontanandosi in tal modo dal percorso comune, è visto dalla maggior parte delle persone che sono incapaci di comprenderlo, non come qualcuno che coraggiosamente si dirige da solo verso una meta ancora sconosciuta, ma come uno sciocco che sta smarrendosi. L'aforisma è forse legato alla biografia di Nietzsche stesso, che per le sue idee contrarie alla religione e alla morale comune del suo tempo, invece di essere ammirato per la profondità e la grandezza del suo pensiero, veniva criticato a allontanato sempre più anche da molti suoi conoscenti. Ma il fatto era che Nietzsche aveva preso il volo e s'innalzava sempre più nei cieli inesplorati della conoscenza, mentre gli altri lo vedevano sempre più piccolo semplicemente perché, incapaci di volare, erano rimasti a terra.

Quelli che danzavano erano visti come pazzi da quelli che non sentivano la musica.
  • Quelli che ballavano erano visti come pazzi da quelli che non sentivano la musica.
Questa frase è in assoluto quella con più richieste di spiegazioni sul suo significato. Un'altra versione della stessa frase che circola su internet è: "Coloro che furono visti danzare vennero giudicati pazzi da quelli che non potevano sentire la musica". La frase è attribuita al filosofo tedesco Friedrich Nietzsche, ma in realtà il vero autore è sconosciuto (per approfondimenti sull'attribuzione vedi "Citazioni errate" su Aforismario). La comprensione di questa frase è resa difficile proprio dal fatto di essere anonima, perché ciò non consente di poterla leggere nel suo contesto originale, cosa che facilita molto la comprensione di ciò che un autore vuole esprimere. Proviamo comunque a darne una spiegazione che sia la più semplice possibile. Immaginiamo che in una scuola di danza moderna, alcune persone ballino liberamente, e che un passante li intraveda per caso attraverso i vetri di una finestra: non potendo udire la musica, il passante vedrà soltanto delle persone che si agitano disordinatamente e senza motivo, il che potrà fargli dedurre che l'edificio che si trova davanti è un centro di riabilitazione psichiatrica e che quelli che vede muoversi in continuazione non sono altro che dei poveri matti lasciati liberi di sfogarsi. Ebbene, come i danzatori di questa storiella, coloro che sono animati da una grande passione, alla quale dedicano anima e corpo, agli occhi di quelli che non la condividono e non riescono a comprenderne né il significato né il valore, possono apparire come degli esagitati, dei folli, appunto.

Ridere è una cosa seria, non puoi farlo con chiunque.
(foto: Stan Laurel e Oliver Hardy)
  • Ridere è una cosa seria, non puoi farlo con chiunque.
Questa frase, di autore sconosciuto, nella sua semplicità sottolinea due concetti psicologici importanti: il primo è quello dell'importanza del riso [non quello che si mangia!] nelle relazioni interpersonali; il secondo è quello dell'affinità che deve esistere tra due o più persone perché si rida delle stesse cose. In questo senso, ridere di cuore con qualcuno per fatti magari anche banali, che lasciano indifferenti altri, è un sicuro segno dell'esistenza di una buona compatibilità di carattere e, come ha detto qualcuno, un buon modo per cominciare un'amicizia o, aggiungiamo noi, per instaurare una relazione sentimentale.

  • Se ami un fiore non raccoglierlo.
Queste parole costituiscono la prima parte di un pensiero del maestro spirituale indiano Osho (1931-1990). Il significato di questa riflessione, nella sua completezza, è abbastanza chiaro e, tra l'altro, anche abbastanza comune nella filosofia orientale: "Se ami un fiore, non raccoglierlo. Perché se lo raccogli, esso muore e cessa di essere ciò che amavi. Se ami un fiore lascialo vivere. L'amore non è possedere; l'amore è saper apprezzare". Ovviamente Osho qui utilizza il fiore come metafora, che può essere applicata all'amore in genere e all'amore per una persona in particolare. Secondo Osho, dunque, quando si ama una persona, bisogna apprezzarla per quel che è, evitando di soffocare la sua libertà e la libera espressione della sua personalità, come se fosse un oggetto in nostro possesso che possiamo modellare a nostro piacimento. Anche perché così facendo ci ritroveremmo accanto non più la persona che abbiamo scelto di amare, ma una persona diversa, sicuramente meno autentica.

  • Se vuoi capire una persona non ascoltare le sue parole osserva il suo comportamento.
Questa frase è la traduzione infedele di una riflessione di Albert Einstein riferita ai fisici teorici, che puoi leggere nella sezione "Citazioni errate" del sito Aforismario. Qui ci interessa soltanto dare una spiegazione del suo significato al di fuori dal suo contesto originale. La frase richiama una basilare teoria psicologica, secondo la quale il linguaggio non verbale (cioè il tono della voce, i gesti, le espressioni del viso, gli atteggiamenti, ecc.), essendo più spontaneo, esprime in maniera più sincera e diretta ciò che uno è rispetto al linguaggio verbale, il quale può essere, invece, falsato o quanto meno controllato razionalmente. Questo è il motivo per cui la frase suggerisce, giustamente, che se si vuole conoscere una persona, conviene affidarsi più all'osservazione del suo comportamento che al semplice ascolto di ciò che riferisce a parole.

  • Secoli di poesia e siamo sempre al punto di partenza.
Questa citazione è costituita da alcuni versi di una poesia di Charles Bukowski, che esprimono il rammarico nel vedere come, nonostante nel corso della storia molti artisti abbiano contribuito con le loro opere a diffondere la bellezza e a elevare l'animo umano, il mondo sembra non sia progredito per nulla, continuando a rimanere immerso nell'orrore della violenza e nella stupidità delle masse. Ma lasciamo la parola allo stesso Bukowski, riportando un brano della poesia da cui sono tratti i versi citati: "continuano tutti a pubblicare poesie / ma cosa possa davvero realizzare / la poesia è dubbio. / secoli di poesia / e siamo sempre / al punto di partenza. / come la filosofia, la storia, la medicina, la scienza, la poesia sembra / cambiare la realtà, / sembra offrirci / una via d'uscita ma poi vacilla contro / le volubili correnti e le circostanze / sfavorevoli. / una poesia non è meglio di un buon apribottiglie, / di una ruota di scorta, / o di un' aspirina / contro il mal di testa. / non è niente di che la poesia / ma lasciatevi dire / che se non l'avessi / scoperta / sarei morto / oppure / sareste morti voi". (La poesia, in La canzone dei folli, 1997; traduzione di Enrico Franceschini © Feltrinelli 2000.

  • Soltanto la musica è all'altezza del mare.
Questa è una frase che lo scrittore e filosofo francese Albert Camus annotò nei suoi Taccuini nel 1956: "Musica sul transatlantico dell'Atlantico Sud. Soltanto la musica è all'altezza del mare. E certi brani di Shakespeare, di Melville...". Con essa, Camus vuole dire, probabilmente, che i sentimenti e i pensieri che è capace di suscitare in noi la vista del mare, con tutta la sua maestosità e bellezza, possono essere paragonati soltanto a quelli suscitati in noi da alcune espressioni artistiche, quali la musica e alcuni rari testi di letteratura.

Tutto ciò che vuoi è dall'altra parte della paura. (Jack Canfield)
  • Tutto ciò che vuoi è dall'altra parte della paura.
Questa frase "motivazionale" di Jack Canfield è un incoraggiamento a superare i propri timori e ad agire per realizzare i propri desideri. Spesso, infatti, il primo ostacolo che si pone tra noi e un obiettivo, non sta tanto nelle difficoltà in sé stesse, quanto nella paura di affrontarle. Se si riesce a superare la paura, tutte le difficoltà possono essere affrontate. Come dice Seneca: "Non è perché le cose sono difficili che non osiamo, ma è perché non osiamo che sono difficili".

  • Una tigre non perde il sonno per l'opinione di una pecora.
L'autore di questa frase è sconosciuto, anche se in inglese è spesso attribuita a un certo Shahir Zag: "A tiger doesn't lose sleep over the opinion of sheep". In ogni caso, il significato è abbastanza evidente: i forti e i potenti (rappresentati dalla tigre) non sono minimamente turbati da ciò che pensano di loro le persone comuni (rappresentate dalla pecora).

Note
  1. Se c'è una frase di cui vorresti conoscere il significato, inviala ad Aforismario; le frasi con più richieste saranno aggiunte a questo elenco.
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  3. Vedi anche: Citazioni errate e frasi false

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