Aforismi e Aforisti antichi e moderni

Non tutti sanno che l'aforisma costituisce un vero e proprio genere letterario (come la poesia, il romanzo, il saggio, ecc.), con una propria storia e con dei propri autori. Alla storia dell'aforisma, Aforismario ha già dedicato una pagina del sito; qui si riportano tutti gli scrittori di aforismi che, dall'antichità a oggi, questa storia hanno contribuito a farla.
La sezione, essendo molto estesa, è stata suddivisa in diverse pagine: in questa pagina sono riportati gli aforisti dall'antichità fino al 1700; altre pagine sono state dedicate, rispettivamente, agli aforisti dell'800, del '900 e a quelli dell'età contemporanea (vedi link in fondo alla pagina). Una pagina del sito, inoltre, è stata dedicata anche agli scrittori di aforismi inediti. Agli autori più importanti o a quelli con un numero consistente di aforismi è stata dedicata un'intera pagina, così come indicato di volta in volta.
È importante sottolineare che in questa sezione del sito Aforismario sono riportati soltanto aforismi veri e propri, cioè aforismi originali creati come tali dai loro autori. Non si tratta, dunque, di citazioni estrapolate più o meno arbitrariamente da contesti più ampi (romanzi, saggi, poesie, ecc.), così come avviene di solito, ma di aforismi, note, appunti, ecc. scritti e pubblicati in forma breve dagli autori stessi o, a volte, scritti in taccuini o diari e pubblicati postumi.
La maggior parte degli aforismi riprodotti sul sito Aforismario, sono frutto di letture dirette sui testi originali, non di rado fuori catalogo; pertanto, molti di questi aforismi sono inediti sul web.
Aforismi e Aforisti antichi e moderni
Aforisti antichi
Ippocrate di Cos - Marco Aurelio - Bartolomeo da San Concordio - Piovano Arlotto

Ippocrate di Cos
Cos 460 - Larissa 377 a.e.c. - Medico e aforista greco.
Selezione Aforismario
Aforismi
Aphorismós, V-IV sec. a.e.c.
  • Coloro che sono abituati a sopportare dei lavori che sono loro familiari, li sopportano più facilmente, anche se deboli e vecchi, di coloro che non vi sono abituati benché forti e giovani.
  • Gli anziani sopportano il digiuno meglio di tutti gli uomini di mezza età e i giovani lo sopportano male e peggio di tutti i bambini, specialmente quelli vivacissimi. 
  • In qualunque malattia è buon segno se il malato serba lucidità e appetito, cattivo segno se gli accade il contrario. I vecchi generalmente si ammalano meno dei giovani, ma se le loro malattie diventano croniche, durano quasi sempre fino alla morte. 
  • La vita è breve, l'arte è lunga, l'occasione è fugace, l'esperienza è fallace, il giudizio è difficile. Bisogna che non solo il medico sia pronto a fare da sé le cose che debbono essere fatte, ma anche il malato, gli astanti, le cose esterne.
  • Non disturbate il malato durante o subito dopo una crisi e non fate su di lui alcun esperimento a base di purghe o altre sostanze irritanti, ma lasciatelo in pace. 
  • Ogni malattia può capitare in qualunque stagione, ma alcune sono più facili a verificarsi e ad aggravarsi in determinate stagioni. 
  • Per le malattie estreme i trattamenti estremi sono i più efficaci.
  • Quando due dolori si verificano insieme, ma non nello stesso posto, il più violento oscura l'altro.
  • Sia il sonno che l'insonnia, oltre la giusta misura, sono malattie.
Marco Aurelio
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Bartolomeo da San Concordio
San Concordio 1262 - 1347 - Frate domenicano
Selezione Aforismario
Ammaestramenti degli antichi
1305 ca.
  • Sette sono le cagioni, per le quali è meglio lo parlare breve, che ’l lungo.
  • La prima è, perché ’l parlare breve suole fare più desiderio; e ’l parlare lungo suole fare 
  • La seconda è, perché spesse volte lo breve detto più chiaramente s’intende, che ’l lungo.
  • La terza, perocchè le brevi cose meglio si tengono a mente.
  • La quarta, imperocchè le brievi cose talora più muovono.
  • La quinta, perocchè comprendere il fatto con brievi parole è segno di savio.
  • La sesta, imperocchè spesso addiviene, che dire molte cose, spezialmente che non pertengono affatto, fanno poi meno valere l’utili.
  • La settima è, perché comunemente lo breve dire è più accettevole; onde si suole dire: Gli uomini al tempo d’oggi di brevità son vaghi.
Piovano Arlotto
Firenze 1396 - 1484 - Sacerdote italiano. Leggi Motti e facezie del Piovano Arlotto

Aforisti del '500
Ortensio Lando - Leonardo da Vinci - Francesco Guicciardini - Orazio Rinaldi.

Ortensio Lando
Milano 1510 ca. - Venezia 1554 ca. - Medico e umanista italiano
Selezione Aforismario
Quattro libri de' dubbi
con le soluzioni a ciascun dubbio accomodate, 1552
  • A chi nuoce la povertà? A chi pazientemente non la tollera.
  • Chi è colui che ben vive? Colui che celatamente vive. 
  • Come chiameremo noi veramente le ricchezze? Gravezze della mente, lacciuoli dei piedi, spine che ci traffigono il cuore.
  • Come si può conoscere l'amico certo? Nelle cose incerte. 
  • Perché biasirnasi da' savi la vita negligente e studiosa delle delicatezze? Forse perché i dolori crescon insieme con i piaceri.
  • Perché dipingesi esser cieca la Fortuna? Percioché ella rende ciechi i favoriti suoi.
  • Perché si vieta il lodare e il bisimar se stesso? Percioché l'uno è segno di vanità, e l'altro è segno di pazzia.
  • Perché tanto lodarono gli antichi la vita rusticana? Per esser ella maestra di frugalità, di diligenzia, e di giustizia,
  • Qual è colui che veramente dir si può forte? Colui che se stesso vince, e non altri.
  • Qual è il miglior dazio che aver si possa a questo mondo? La parsimonia, e se le facultà bastevoli non sono, bastiamo noi ad esse.
  • Qual stimate voi sia la propia condizione del avaro? Il tormentarsi per istrema cupidigia d'avere, e roso sempre stare di non perdere quel che si possiede.
  • Quale è la più onesta avarizia che si possa ritrovare? Ella è quella del tempo, quando utilmente si consumano le ore.
  • Quali sono coloro che meno temono la morte? Quei che meno agiati si ritrovano in questo mondo.
  • Quali sono quelle cose che sì di rado stanno insieme? L'esser bello e casto, savio e ricco giovine e continente, vecchio e non geloso.
Leonardo da Vinci
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Francesco Guicciardini
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Orazio Rinaldi
Bologna? - 1592 ca. - Medico e umanista italiano
Selezione Aforismario
Dottrina delle virtù e fuga de' vizi
1585
  • Abbondanza. Di quattro cose è nociva l'abbondanza: delle donne, de' cibi, del giuoco, e delle parole.
  • Afflizione. Per quattro cagioni s'affligge l'uomo: per acquistar onore, per fuggir la povertà, per opprimer il disonore, e per arricchire i figlioli.
  • Auditore. Quattro cose avvertisca l'auditore: ascoltar con pazienza chi parla, considerar con sapienza le cose udite, tener a mente le cose buone, e dimenticarsi subito delle cattive.
  • Avvocato. Quattro cose dee osservare l'avvocato: udir con pazienza l'avversario, considerar bene le cose udite, apparecchiar la debita risposta alle considerate, e conchiuder allegando le cose aggiunte.
  • Carità. Quattro cose vengono dalla carità: riverir Dio, il prossimo, sollevar l'oppresso, e corregger chi erra. 
  • Casa. Quattro cose fanno tornar spesso l'uomo a casa: l'amor verso la moglie, l'amenità della casa, il mancar di compagni, e l'avversità del tempo.
  • Costanza. Quattro cose induce la costanza: il timor della vergogna, del supplizio, della laude, e della spesa. 
  • Danari. Quattro sorti d'uomini acquistano danari: gl'ingannatori, gli avari, i discreti, e i curiosi. Quattro cose si acquistano senza danari: il disprezzo di se stesso, la stoltizia, la carestia, e l'infermità.
  • Diletto. Quattro cose sono di sommo diletto: una voce soave, un volto bello, un cibo delicato, e un giorno sereno. Quattro cose piacciono all'uomo: il figliuol prudente, le splendide ricchezze, il conseguir gran dignità, e far vendetta contro gl'inimici.
  • Donna. Quattro cose convengono alla donna: bellezza di faccia e di membra, castità di corpo, onestà di costumi, curiosità famigliare. Quattro desideri hanno le donne: aver un bel giovane per marito, dilettarsi di più figliuoli, esser ornate di preziose vesti, e dominare in casa sopra tutti. Quattro dispiaceri hanno le donne: che 'I marito ami altra che sé, che si faccia spesso tumulto in casa, che i figliuoli abbiano bisogno del vivere, e vedere la lor immatura morte.
  • Fatica. Quattro cose non si possono acquistar senza fatica: la lode eccellente, la scienza grande, la robba, e la potenza. 
  • Fuga utile. Quattro cose si fuggono con utile: non accostarsi spesso a ciascuno, non s'affaticare indarno per ogni cosa, non si doler molte volte delle cose passate, e non desiderare ciò che non si può avere.
  • Giustizia. Quattro cose spengono la giustizia: l'amore, l'odio, il timore, e 'l guadagno.
  • Gola. Quattro cose scemano il vizio della gola: l'ansietà del guadagno, il combatter con la fame, lo straccar il corpo, e 'l desiderar danari. Quattro cose fanno l'uomo goloso: l'esser uso all'osteria, l'imitar della corte, le molte entrate, e 'l riposo continuo.
  • Governatore. Quattro cose dee osservare il governator d'un luogo: serbar l'egualità, mantener l'abbondanza, dar udienza, e conservar la giustizia.
Aforisti del '600
Bonaventure d'Argonne - Tommaso Campanella - James Harrington - Jean de La Bruyère - François de La Rochefoucauld - Damien Mitton - Raimondo Montecuccoli - Blaise Pascal - Salvator Rosa - François des Rues - Madeleine de Souvré de Sablé.

Bonaventure d'Argonne
Parigi 1634 - Pisa 1704 - Avvocato e moralista francese
Selezione Aforismario
L'educazione
Massime e riflessioni di Moncade
L'éducation, maximes et réflexions de Moncade, 1691
  • C'è una sorta di stupidità che segue dappresso la grande erudizione.
  • Dei libri che sian scelti, e degli amici che lo siano ancor di più. Più buon senso che non scienza ed erudizione e, per unica filosofia, molto cristianesimo. Una casa adeguata e comoda in un luogo salubre e ameno. Una rendita media, ma sicura. Niente maggiordomo e pochi servitori. Sufficienti occupazioni per non restare mai inattivi. Sufficiente inattività per non essere mai troppo occupati. Nessuna ambizione, nessun processo, nessuna invidia e avarizia. Conservare la propria salute con la sobrietà e il lavoro piuttosto che con i farmaci. Essere fedeli a chi si deve. Non odiare se non ciò che è odioso, non amare se non ciò ch’è giusto amare. Lasciar scorrere senza inquietudine quel che non può durar per sempre, attendere con fiducia quel che durerà per sempre.
  • Della conversazione delle persone oneste si deve prendere soltanto quel che è necessario per diventare più capaci di conversare con se stessi.
  • Dobbiamo contare i nostri amici solo dal giorno della loro morte.
  • I sospiri e le lacrime sono gli ornamenti e le decorazioni dei nostri dolori.
  • Il cuore dell’uomo è un grande enigma che le persone più esperte del mondo non hanno ancora risolto.
  • L'uomo è ancora più imperfetto nel cuore che nella mente.
  • Nel paese dei saggi, si parla poco e si scrive ancor meno.
  • Occorre girare a lungo intorno all'uomo per trovarne il lato buono.
  • Se si dicessero solo cose utili, nel mondo ci sarebbe un gran silenzio.
  • Tutta la nostra vita sulla terra è solo una febbre continua, che ha i suoi rinforzi e le sue crisi nella misura in cui le nostre passioni si scatenano e s’infiammano.
Tommaso Campanella
Stilo 1568 - Parigi 1639 - Religioso, filosofo e poeta italiano.
Selezione Aforismario
Aforismi politici
1601
  • Bene e naturalmente domina solo la sapienza non sofistica, ma filosofica; non eremitica, ma civile.
  • Chi difende il suo dominio con arme e con la lingua, meglio mantiene che chi usa uno istrumento solo.
  • D'acquistare e governare e mantenere gli Imperj sono strumenti 1° la lingua, 2° la spada, 3° il tesoro.
  • Dominio d'uno buono si dice Regno e Monarchia; d'uno malo si dice Tirannia; di più buoni si dice Aristocrazia; di più mali Oligarchia; di tutti buoni Polizia; di tutti mali Democrazia.
  • Dove Son più di numero le leggi punitive che instruttive, è segno di mal governo; però ottima è quella di Gesù Cristo.
  • I sacerdoti contemplano quel che s'ha a fare. I governatori comandano le cose che essi contemplano. I soldati e gli artefici eseguiscono le cose comandate e contemplate.
  • Il dominio d'uno a tempo di guerra, è migliore; e a tempo di pace è migliore quello di molti. Però i Romani faceano un Dittatore nelle gran bisogne di guerra, ma in pace due consoli.
  • Il dominio naturale ha Comunità naturale; il violento, violenta.
  • Il sacerdozio non si deve far volgare, perchè perde la dignità e la credenza. Ignoranza è de' Calviniani che si stimano esser tutti sacerdoti.
  • La comunità de' beni ha il terzo luogo in unire il dominio, e per essa il Turco domina con i Turchi a' Ragusei insieme, perchè hanno le loro fortune nel suo regno: e il Re di Spagna cosi domina a' Genovesi insieme con Napoletani e Spagnnoli, perchè i Genovesi hanno i beni ne' Stati di Spagna.
  • La comunità degli animi la fa e conserva la scienza e la religione, la quale è anima della politica e difesa della legge naturale.
  • La comunità dei corpi ha il secondo luogo nello stringere, e per essa il Turco comanda a'Maomettani, Cristiani e Giudei, perchè sono di corpo uniti sotto il suo imperio, benchè d'animo divisi per religione.
  • La comunità della religione più stringe in primo luogo, perchè unisce diversissime nazioni; onde a' Cristianid'Asia, d'Europa, d'Africa e d'America per tal legame un Pontefice Romano signoreggia.
  • La legge è il consenso di tutti scritto e promulgato per il ben comune.
  • La prima compagnia è legata dal bene dell'animo; la seconda del corpo; la terza della fortuna.
  • La Religione dev'essere reverenda e non volgare, e più della natura conforme che dell'arte.
  • La somma potestà è la potestà del gladio, cioè della morte e della vita, ed in colui risiede nel quale si serba l'ultima appellazione della morte e della vita.
  • Le leggi ottime sono le poche e brevi che s'accordano al costume del popolo e al bene comune. Le leggi tiranniche sono molti lacciuoli che ad uno o a pochi sono utili, e non s'accordano col costume pubblico, purché crescano gli pochi autori di esse.
  • Naturalmente domina il maschio alla femmina, il padre al figliuolo, il vecchio al giovane, il forte al debole, il sapiente all'ignorante.
  • Naturalmente s'accompagnano coloro i quali si uniscono per il ben reciproco naturale. 
  • Nessuno domina a sé solo, e a pena un solo ad un altro solo signoreggia. Il dominio dunque richiede unita di molti insieme, che si dice Comunità.
  • Perché nascano i buoni e ciascuno faccia l'ufficio a che è nato, e si schifino i mali ha bisogno ogni comunità di legge.
  • Però se la femmina o il figlio o il giovane o il debole avanzano di sapienza, meglio domineranno che il maschio.
  • Più naturale è il dominio e la comunità dove il bene è più comune a tutti : e violento è più, dove è manco comune.
  • Signoreggia per natura chi precede di virtù; serve per natura chi manca di virtù ; dove si fa il contrario è dominio violento.
James Harrington
Upton 1611 - Londra 1677 - Politologo e scrittore inglese. Leggi i migliori aforismi di James Harrington

Jean de La Bruyère
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François de La Rochefoucauld
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Damien Mitton
Parigi 1618 - 1690 - Scrittore francese.
Selezione Aforismario
Pensieri sull'onestà
Pensées sur l'honnêteté, 1694 (postumo)
  • Bisogna guardarsi dal disprezzare quelli che sono di umile nascita (è l’espressione usata da tutti), perché sarebbe un’ingiustizia. Quando sono stati dati alla luce, non è stato chiesto il loro parere, e non è colpa loro.
  • Gli uomini non lodano mai senza motivo e senza interesse. Bisogna pur che gliene venga qualche favore o che siano in qualche modo ricambiati da colui che ricoprono di lodi.
  • Le condizioni più sfortunate sono anche le più disprezzate. Non bastano le loro effettive miserie, ma vi s'aggiungono anche la vergogna e il disprezzo. In verità, gli uomini sono assai crudeli.
  • Nello stato in cui si trova, quasi ovunque regna il disordine, non c'è posto per l'onestà, e le persone oneste ci vivono, per così dire, come in un paese straniero.
  • Non bisogna affliggersi di non esser nati in una condizione più elevata della propria. Tutte le condizioni presentano amarezze e pene. L’apparenza della nobiltà salta agli occhi e sembra seducente. Se la si vedesse all’interno o in fondo, forse non impressionerebbe tanto.
  • Non bisogna essere inflessibili nella tutela dei propri interessi. Nulla è più opportuno del moderare un poco i propri diritti.
  • Se tutti gli uomini fossero ragionevoli, non ci sarebbero fra loro che i mali naturali e inevitabili, quali le malattie, la vecchiaia e la morte.
  • Si deve imparare a non annoiarsi e a studiare bene questa lezione: si è felici se si trae profitto con sé stessi, poiché ci si ritrova quando si vuole.
Raimondo Montecuccoli
Pavullo nel Frignano 1609 - Linz 1680 - Militare, politico e scrittore italiano. Leggi i migliori aforismi di Raimondo Montecuccoli

Blaise Pascal
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L'adulatore è come l'ombra la quale non ti ama e pur ti segue. (Salvator Rosa)
Salvator Rosa
Napoli 1615 - Roma 1673 - Pittore e poeta italiano
Selezione Aforismario
Il teatro della politica
Sentenziosi afforismi della prudenza, ca. 1669
  • All'uomo fortunato la vita è breve, all'infelice è lunga.
  • Assai visse chi per la Patria morì. 
  • Chi una volta è uscito dal camino della verità, non avrà più coscienza di giurare il falso che di dir la verità.
  • Ciò che si presume, facilmente si crede.
  • Corrotto gusto ogni dolcezza abborre.
  • Della lussuria è padre l'ozio e la gola gli è madre.
  • Di quello che mal si dice, ogni poco non è molto, ma troppo.
  • Due soli giorni felici toccano a colui che prende moglie, quel delle nozze e quello del funerale.
  • È molto vero che la concordia è madre del matrimonio, ma il matrimonio è padre della discordia.
  • Gli adulatori son peggio dei corvi; quelli corrompono l'animo dei vivi e questi solamente il corpo dei morti. 
  • Gli avari sono tutori non padroni delle loro ricchezze.
  • La avarizia è metropoli d'ogni ribalderia.
  • La fortuna rassomiglia alla luna che allora si eclissa quando è più piena.
  • La Morte è l'ultimo dei mali.
  • L'adulatore è come l'ombra la quale non ti ama e pur ti segue.
  • L'ambizione è croce dell'istessi ambiziosi. 
  • Le ricchezze male acquistate sogliano partorir breve piacere e lunghi affanni.
  • L'invidia è un nemico che si vince con la fuga.
  • L'uomo prudente deve discorrer tacendo il modo che deve tener parlando. 
  • Molti han cavati profitto ed avanzamento dall'esser becco, il cui solo nome spaventa molta gente.
  • Non può sputar dolce chi ha fiele in bocca.
  • Non vi è ragione che non ve ne sia una contraria.
  • Si come chi cammina per il sole è accompagnato dall'ombra, cossi chi cammina per la strada della gloria ha per compagno l'invidia.
  • Sì come il lupo è simile al cane, cossi I'adulatore è simile all'amico.
  • Spesso non vi è verun mezzo fra la suprema infima fortuna.
  • Ugualmente dogliono le ferite ricevute combattendo e fuggendo; ma quelle sono degne d'invidia, e queste di vituperio.
  • Un buon cavallo e una bella donna sono due care bestie.
François des Rues
Coutances 1575 - 1633 - Scrittore e moralista francese. Vedi gli aforismi di François des Rues tratti da Le margherite francesi.

Madeleine de Souvré de Sablé
Courtenvaux 1599 - Parigi 1678 - Scrittrice e moralista francese. A questa autrice è stata dedicata un'intera pagina del sito Aforismario. Leggi i migliori aforismi di Madeleine de Sablé

Aforisti del '700
Francesco Algarotti - Nicolas de Chamfort - Francesco Chiari - Joseph Dinouart - Giambattista Giovio - Alessandro Knips Macoppe - Jean-Benjamin de La Borde - Georg Lichtenberg - Ettore Mazzuchelli - Charles-Louis de Secondat de Montesquieu - Novalis - Antoine Rivarol - Jonathan Swift - Luc de Clapiers de Vauvenargues - Giambattista Vico.

Francesco Algarotti
Venezia 1712 - Pisa 1765 - Scrittore, saggista e aforista italiano. A questo autore è stata dedicata un'intera pagina del sito Aforismario. Leggi i migliori aforismi di Francesco Algarotti

Nicolas de Chamfort
A questo autore è stata dedicata un'intera pagina del sito Aforismario. Leggi i migliori aforismi di Nicolas de Chamfort

Francesco Chiari
A questo autore è stata dedicata un'intera pagina del sito Aforismario. Leggi i migliori aforismi di Francesco Chiari

Joseph Dinouart
Amiens 1716 - 1786 - Predicatore francese
Selezione Aforismario
L'arte di tacere
L'art de se taire principalement en matière de religion, 1771
  • È bene parlare solo quando si deve dire qualcosa che valga più del silenzio.
  • È proprio dell'uomo coraggioso parlare poco e compiere grandi imprese; è proprio dell'uomo di buon senso parlare poco e dire sempre cose ragionevoli.
  • Il riserbo necessario per saper mantenere il silenzio nelle situazioni consuete della vita, non è virtù minore dell'abilità e della cura richieste per parlare bene; e non si acquisisce maggior merito spiegando ciò che si fa piuttosto che tacendo ciò che si ignora. Talvolta il silenzio del saggio vale più del ragionamento del filosofo: è una lezione per gli impertinenti e una punizione per i colpevoli.
  • Il silenzio è necessario in molte occasioni; la sincerità lo è sempre: si può qualche volta tacere un pensiero, mai lo si deve camuffare. Vi è un modo di restare in silenzio senza chiudere il proprio cuore, di essere discreti senza apparire tristi e taciturni, di non rivelare certe verità senza mascherarle con la menzogna.
  • Il silenzio può talvolta far le veci della saggezza per il povero di spirito e della sapienza per l'ignorante.
  • In generale è sicuramente meno rischioso tacere che parlare. 
  • Mai l'uomo è padrone di sé come quando tace: quando parla sembra, per così dire, effondersi e dissolversi nel discorso, così che sembra appartenere meno a se stesso che agli altri.
  • Nell'ordine, il momento di tacere deve venire sempre prima: solo quando si sarà imparato a mantenere il silenzio, si potrà imparare a parlare rettamente.
  • Qualunque sia la disposizione che si può avere al silenzio, è bene essere sempre molto prudenti; desiderare fortemente di dire una cosa, è spesso motivo sufficiente per decidere di tacerla.
  • Quando si deve dire una cosa importante, bisogna stare particolarmente attenti: è buona precauzione dirla prima a sé stessi, e poi ancora ripetersela, per non doversi pentire quando non si potrà più impedire che si propaghi. 
  • Quando si deve tenere un segreto non si tace mai troppo: in questi casi l'ultima cosa da temere è saper conservare il silenzio.
  • Si è naturalmente portati a pensare che chi parla poco non sia un genio e chi parla troppo, uno stolto o un pazzo: allora è meglio lasciar credere di non essere geni di prim'ordine rimanendo spesso in silenzio, che passare per pazzi, travolti dalla voglia di parlare.
  • Tacere quando si è obbligati a parlare è segno di debolezza e imprudenza, ma parlare quando si dovrebbe tacere, è segno di leggerezza e scarsa discrezione.
  • Vi è un tempo per tacere, come vi è un momento per parlare.
Giambattista Giovio
(Como 1748-1814), filosofo, storico e giurista italiano. Leggi i migliori aforismi di Giambattista Giovio

Alessandro Knips Macoppe
Padova 1662 - 1744 - Medico italiano. A questo autore è stata dedicata un'intera pagina del sito Aforismario. Leggi i migliori aforismi di Alessandro Knips Macoppe

Jean-Benjamin de La Borde
Parigi 1734 - 1794 - Compositore, storico e moralista francese
Selezione Aforismario
Pensieri e massime
Pensées et maximes, 1791
[Traduzione dal francese di Giovanni Soriano]
  • Bisogna essere un po' troppo buoni per esserlo abbastanza.
  • Il cuore dello stolto è nella sua bocca, la lingua del saggio è nel suo cuore.
  • Il denaro è un buon servitore, ma un cattivo padrone.
  • Il disgusto toglie ciò che la fortuna dona.
  • Il saggio parla poco di ciò che sa, e mai di ciò che ignora.
  • La fiaccola della critica si accende più spesso per distruggere che per illuminare.
  • La posterità paga ai grandi uomini gli interessi della gloria che gli sono stati negati dai contemporanei.
  • La vera filosofia consiste nel cercare sempre il bene, e ad attendere sempre il male.
  • L'amore si combatte con la fuga, e la collera col silenzio.
  • L'invidia è la prova della nostra debolezza; l'emulazione è la prova della nostra forza. L'una è la disperazione dell'impotenza, l'altra è lo sviluppo del talento.
  • L'uomo di spirito dà dei precetti, il saggio dà degli esempi. 
  • Molte persone vivono senza pensare a un'altra vita; pochissimi muoiono senza temerla.
  • Nella felicità bisogna avere la modestia di un uomo infelice, e nell'infelicità la sicurezza di un uomo felice.
  • Non ci si annoia mai così tanto, quanto con le persone a cui non possiamo dirlo.
  • Non ci sono veri infelici, che quelli che invidiano la felicità degli altri.
  • Perdoniamo spesso coloro che ci annoiano, giammai coloro che annoiamo.
  • Se volete sapere cosa si dice di voi in vostra assenza, ascoltate ciò che si dice degli altri in vostra presenza.
  • Spesso si lodano alcune persone con l'intenzione di offenderne delle altre.
  • Uno sciocco sarà piuttosto ammesso in una società di persone di spirito, che un uomo di spirito in una società di sciocchi.
Georg Lichtenberg
A questo autore è stata dedicata un'intera pagina del sito Aforismario. Leggi i migliori aforismi di Georg Lichtenberg

Ettore Mazzuchelli
Brescia 1711 - Parigi 1777 - Scrittore e aforista italiano. A questo autore è stata dedicata un'intera pagina del sito Aforismario. Leggi i migliori aforismi di Ettore Mazzuchelli

Charles-Louis de Montesquieu
La Brède 1689 - Parigi 1755 - Filosofo, giurista, e pensatore politico francese. A questo autore è stata dedicata un'intera pagina del sito Aforismario. Leggi i migliori aforismi di Montesquieu

Novalis
(Friedrich von Hardenberg) Schloss Oberwiederstedt 1772 - Weißenfels 1801. A questo autore è stata dedicata un'intera pagina del sito Aforismario. Leggi i migliori aforismi di Novalis

Antoine Rivarol
Bagnols-sur-Cèze 1753 - Berlino 1801 - Scrittore francese. Leggi i migliori aforismi di Antoine Rivarol

Jonathan Swift
Dublino 1667 - 1745 - Scrittore irlandese.
Selezione Aforismario
Pensieri su vari argomenti
Thoughts on Various Subjects, Moral and Diverting, 1706-1726
  • Abbiamo religione a sufficienza per farci odiare, ma non abbastanza per farci amare l'un l'altro.
  • Chi si guarda in giro camminando per strada vedrà, credo, le facce più allegre nelle carrozze da lutto.
  • Chissà cosa avrebbe scoperto Colombo se l'America non gli avesse sbarrato la strada.
  • Ho conosciuto uomini di grande coraggio che avevano paura delle loro mogli.
  • Il progetto stoico di sopperire ai nostri bisogni potando i nostri desideri, è come tagliarsi via i piedi per mancanza di scarpe.
  • La gelosia come il fuoco può accorciare le corna, ma le fa puzzare.
  • La ragione per cui sono così pochi i matrimoni felici, è che le ragazze spendono il loro tempo a fare reti, non a fare gabbie.
  • La visione è l’arte di vedere cose invisibili.
  • L'ambizione spesso spinge gli uomini ai servizi più umilianti; così per arrampicarsi si assume la stessa posizione che per strisciare.
  • Nessun uomo saggio ha mai desiderato essere più giovane.
  • Nessuno accetta consigli, ma tutti sono pronti ad accettare denaro; dunque il denaro vale più dei consigli.
  • Non ho mai notato né sentito né letto che il clero sia amato in nessun paese dove il cristianesimo è la religione di stato. Niente può rendere popolari i preti tranne una certa persecuzione.
  • Non sappiamo cosa fanno uomini e donne in paradiso. Sappiamo soltanto che non si sposano. 
  • Ogni uomo vorrebbe vivere a lungo, ma nessuno desidera invecchiare.
  • Quando un vero genio appare in questo mondo, lo si può riconoscere dal fatto che gli idioti sono tutti coalizzati contro di lui. 
  • Sforzarsi di operar sul volgo con fine sentimento è come tentare di tagliar sassi con un rasoio.
  • Si credeva che Apollo, dio della medicina, fosse anche quello che mandava le malattie: in origine i due mestieri ne formavano uno solo; è ancora così.
  • Un uomo non dovrebbe mai vergognarsi di confessare d'aver avuto torto, il che equivale a dire, in altre parole, che oggi è più saggio di ieri.
Luc de Clapiers de Vauvenargues 
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Giambattista Vico
Napoli 1668 - 1744 - Filosofo, storico e giurista italiano. A questo autore è stata dedicata un'intera pagina del sito Aforismario. Leggi i migliori aforismi di Giambattista Vico
Vedi anche:

Note
Per approfondimenti sulla definizione e sulla storia dell'aforisma, sfoglia la sezione "Aforistica" del sito Aforismario (vedi link qui in basso).

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