2015-12-30

Aforismi e aforisti del '900

Da in punto di vista letterario, si può dire che il Novecento sia stato il secolo dell'aforisma. In questi anni, infatti, la scrittura aforistica oltre ad avere una grande diffusione, con tantissime pubblicazioni, raggiunge vertici stilistici straordinari grazie a grandi aforisti come Cioran, Flaiano, Kraus, ecc. Per farsi un'idea della quantità e della qualità dell'aforisma del '900, è sufficiente leggere questa grande raccolta, che riporta le opere dei più grandi scrittori di aforismi del XX secolo, sia italiani sia stranieri. Tutti gli aforismi sono disposti in ordine alfabetico secondo il nome dell'autore. Agli autori di maggior importanza e con un numero rilevante di aforismi, è stata dedicata una pagina a sé, alla quale, come indicato di volta in volta, si rimanda. Nella sezione "Aforistica" del sito Aforismario, trovi anche "Aforisti contemporanei" e "Aforisti inediti".
Aforismi e Aforisti antichi e moderni - XX secolo
Aforisti del '900
Peter Altenberg - Romano Amerio - Augusta Amiel-Lapeyre - Lucien Arréat - Alberto Asor Rosa - Bruno Barilli - Natalie Clifford Barney - Dino Basili - Jean Baudrillard - Roberto Bazlen - Carlo Belli - Piergiorgio Bellocchio - Alexandre Barivault - Ugo Bernasconi - Umberto Boccioni - Giovanni Boine - Massimo Bontempelli - Joë Bousquet - Constantin Brâncuşi - Georges Braque - Paul Brulat - Anselmo Bucci - Gesualdo Bufalino - Francesco Burdin - Vittorio Buttafava - Arrigo Cajumi - Dino Campana - Elias Canetti - Vincenzo Cardarelli - Alfonso Hernández Catá - Manlio Cecovini - Paul Celan - Umberto Cerroni - René Char - Malcolm de Chazal - Emil Cioran - Jean Cocteau - Mason Cooley - Maurizio Costanzo - Georges Courteline - Auro D'Alba - Georges Elgozy - Ennio Flaiano - Raffaello Franchini - Joan Fuster - Giovanni Gaggino - John Garland Pollard - Angelo Gatti - Domenico Giuliotti - Arturo Graf - Carlo Gragnani - Peter Handke - Hugo von Hofmannsthal - Elbert Hubbard - Jean Josipovici - Karl Kraus - Stefano Lanuzza - Stanisław Jerzy Lec - Mattia Limoncelli - Leo Longanesi - Davide Lopez - Mino Maccari - Marcello Marchesi - Arturo Martini - Ferruccio Masini - Mignon McLaughlin - Fausto Melotti - Luigi Meneghello - Henri Michaux - Carlo Michelstaedter - Paolo Milano - Paul Morand - Alessandro Morandotti - Wilhelm Mühs - Roger Munier - Ugo Ojetti - Aldo Palazzeschi - Giovanni Papini - Georges Perros - Marino Piazzolla - Pitigrilli - Enrique Jardiel Poncela - Giuseppe Pontiggia - Antonio Porchia - Giuseppe Prezzolini - Sergio Quinzio - Charles Régismanset - Henri de Régnier - Pierre Reverdy - Sergio Ricossa - Lalla Romano - Emilio Roncati - Jean Rostand - Helen Rowland - Vasìlij Ròzanov - Umberto Saba - Ramón Gómez de la Serna - Renzo Sertoli Salis - Camillo Sbarbaro - Louis Scutenaire - George Bernard Shaw - Umberto Simonetta - Mario Sironi - Ardengo Soffici - Sergio Solmi - Jude Stéfan - Italo Tavolato - Federigo Tozzi - Bertrand Vac - Julien de Valckenaere - Paul Valéry - Anacleto Verrecchia - Ludwig Wittgenstein.

È triste essere un'eccezione: ma è ancora più triste non esserlo. (Peter Altenberg)
Peter Altenberg
(Richard Engländer) Vienna 1859 - 1919 - Scrittore, poeta e aforista austriaco.

Ciò che mi porta il giorno
Was der Tag mir zuträgt, 1901
  • Riprodursi?!? Genera piuttosto colui che non sei potuto diventare, tu. 
Prodromos
1906
  • Dio pensa nel genio, sogna nel poeta e dorme nella restante umanità.
  • Quando una donna continua a non accettare la corte di un uomo che  da anni nutre per lei un desiderio sconfinato, lo fa soltanto perché non vuole deludere il suo nobile spasimante.
Semmering 
1919, 1913 
  • Non c'è nessun bagno tiepido a 27 gradi e nessun buon sapone anidro che non sia in grado di mondare tutti i peccati delle donne.
Raccolto
Fechsung, 1915
  • Sono pericolose solo le cose che tolleri a lungo! Una relazione fissa, il matrimonio e i dolci! Il grasso e le puttane sono innocui.
  • È triste essere un'eccezione: ma è ancora più triste non esserlo.
  • Non credo nella durata, credo soltanto negli attimi! E neppure in quelli credo veramente! Credo nell'ebbrezza, poiché so che essa è un inganno infame.
Romano Amerio
Lugano 1905 - 1997 - Teologo, filologo e filosofo svizzero.
Selezione Aforismario
Zibaldone
1936-1995 (postumo, 2010)
  • Alcuni affermano di credere tutto quello che la Chiesa crede, ma poi non sanno che cosa la Chiesa crede e quindi è come se non credessero.
  • Esistono due generi di uomini: quelli che sanno maneggiare le idee, e quelli che sanno maneggiare gli uomini. E sono forse tra loro incompatibili.
  • Prova più grande di avere rinnegato ogni amor proprio non si può dare di questa: che uno continui a stimare persona da cui è disistimato. È l'ultima tunica che si depone.
  • San Francesco mortificava il corpo e lo chiamava frate asino. Dimenticava che questo frate ha gran voce in capitolo e lo si ascolta talvolta più che non le voci della saggezza.
  • Se tu parlassi nella conversazione con meno veemenza le tue ragioni riuscirebbero più efficaci. Nessuno persuade, se è appassionato. Commuoverà, forse, ma non tirerà l'assenso.
  •  Si suol dire che l'uomo coraggioso non ha paura. È falso. Esser coraggioso significa dominare la paura e dove non c'è paura non c'è coraggio.
  • Vicino alla perfezione è l'uomo che perdona a tutti, come se egli peccasse ogni giorno, e chi si astiene dal peccato, come se non perdonasse a nessuno.
Augusta Amiel-Lapeyre
18-- - 19-- - Scrittrice francese
Selezione Aforismario
Pensieri selvaggi 
Pensées sauvages, 1909
[Traduzione dal francese di Giovanni Soriano]
  • Come la bellezza, la bontà delle donne è spesso un trucco.
  • Dio ha dato la sofferenza agli uomini per purificarsi nella vita e l'amore per sopportarla.
  • Dopo grandi scossoni morali, il corpo si rimette in marcia, ma l'anima non lo segue. 
  • È quando il corpo è tra quattro mura che lo spirito fa i suoi viaggi più lontani. 
  • I cuori di grande capacità disdegnano le mezze misure.
  • Il confessionale è la cassetta postale della coscienza. 
  • Il talento è il prodotto di una intelligenza superiore applicata a un lavoro. Il genio è una sorta di scintilla divina.
  • La conversazione di alcune donne di mondo non è che un elegante gargarismo.
  • La mano che crea può anche distruggere.
  • La vera intelligenza viene dal cuore.
  • L'amicizia conosce il perdono... E l'amore?
  • L'uomo ha talmente bisogno di una guida da accettare perfino un tiranno.
  • Nelle persone sensibili, l'inatteso rende le gioie più vive e le pene più amare. 
  • Nell'oceano delle volgarità i pensieri nobili appaiono come delle isole. 
  • Tendiamo nel vuoto molteplici fili di ragno per formare la tela che possa trattenere la felicità. 
Lucien Arréat
1841 - 1922 - Scrittore e filosofo francese
Selezione Aforismario
Riflessioni e massime
Réflexions et maximes, 1911
[Traduzione dal francese di Giovanni Soriano]
  • Primum vivere, o primum philosophari? Io risponderei volentieri che vivere e filosofare sono la medesima cosa.  
  • "Dio non ha fatto tutti i poveri", dice un proverbio. − Sì, ma ha fatto tutti gli imbecilli. 
  • Sì, no: il modo di dire queste due parole esprime tutto un carattere.
  • Chiedere alla vita ciò che essa non ci può dare; dimenticare che il domani arriva sempre: due modi di preparare la propria infelicità. 
  • Ciò che conta nel fervore dell'adolescenza, non è l'oggetto dell'emozione, ma l'emozione stessa.
  • La carezza di una persona cara, il contatto con qualcosa di morbido culla il nostro dolore meglio di tutti i ragionamenti del mondo. 
  • A forza di complicarci la vita, non sappiamo più godere della vita. 
  • La malinconia dei giovani non è che desiderio della felicità; quella dei vecchi ne è il rimpianto. 
  • I grandi uomini cominciano a vivere quando muoiono. 
  • La peggiore ignoranza è quella che viene da un po' di scienza.
Alberto Asor Rosa
Roma 1933 - Scrittore e critico letterario italiano
Selezione Aforismario
L'ultimo paradosso
1985
  • Famiglia. La famiglia è una caduta a grappolo verso la morte: invece di precipitare da soli, si precipita in compagnia, stringendosi reciprocamente le mani − per consolazione. 
  • Giochi di carte. Le carte ci hanno insegnato che non si gioca per divertirsi ma per vincere. 
  • I grandi libri. Ogni grande libro è stato scritto dall'autore per se stesso. 
  • Il grande giocatore. La forza del grande giocatore consiste nella capacità di rimettere in gioco ogni volta tutto.
  • La voce del potere. Il potere si assuefà alla propria voce. Quando l'assuefazione è completa, la scambia per la voce di Dio.
  • L'uomo vecchio. L'uomo vecchio ha solo convinzioni (possibile variante: L'uomo è vecchio quando ha solo convinzioni). 
  • Mestiere. Chi non ha mestiere non è nessuno, ma se si è solo mestiere, si è nessuno lo stesso. Cambiare mestiere è necessario almeno una volta nella vita. 
  • Molte strade. Non c'è mai una sola strada per arrivare nel medesimo luogo.
  • Normalità. Non è facile essere normali.
  • Tecniche e tempo. Le tecnologie hanno allungato i tempi della vita e ne hanno accorciato la durata. Al dunque, si vive meno oggi che in passato.
  • Vecchio e giovane. È quasi più difficile essere un vecchio dignitoso che un giovane di buon senso. 
Bruno Barilli
Fano 1880 - Roma 1952 - Compositore, scrittore e critico musicale italiano.
Selezione Aforismario
Capricci di vegliardo
e taccuini inediti, 1901-1952
  • Cantanti − che a forza di raccomandarsi alla critica son rimasti senza voce la sera del debutto.
  • Case editrici − criticarle o distruggerle, o meglio scavalcarle.
  • Editori − Il leone è il re degli animali, ma non troverà mai dei tartufi: per stanare i tartufi ci vuole il grugno di un maiale.
  • Gli artisti d'eccezione non ci sono più, c'è soltanto in via d'eccezione, qualche volta, un artista.
  • Ha il talento di avere della fortuna, ma non ha la fortuna di avere talento.
  • Il pubblico non deve comandare, perché il pubblico vuol dire abitudine; tuttavia sia permesso al pubblico di fischiare, perché fra i fischi nascono i capolavori.
  • La correttezza è un bel vaso sul quale starebbe bene piantato il fiore dell'intelligenza.
  • La cortesia − Superficiale sentimento. Lasci cadere un giornale, ti richiamano in mille, se è invece il portafoglio che ti scivola in terra nessuno ti avvertirà.
  • Molti milioni di uomini hanno sofferto come il Redentore, ma il mondo non l'hanno salvato.
  • Quando in un teatro il loggione è vuoto è segno che la città non ha cervello. 
  • Quello di invecchiare è il peggiore errore che l'uomo possa commettere.
  • Un artista vero oggi non può che rassegnarsi alla più disperata rassegnazione e presentare il conto alla posterità.
L'appassire delle donne è ancora più straziante dell'appassire dei fiori. (N. Clifford Barney)
Natalie Clifford Barney
Dayton 1876 - Parigi 1972 - Scrittrice e poetessa statunitense
Selezione Aforismario
Pensieri di una Amazzone
Pensées d'une Amazone, 1920
[Traduzione dal francese di Giovanni Soriano]
  • "...E in ultimo, Dio creò l'uomo." − Noi risentiamo della stanchezza del creatore.
  • "La meta" non è che un pretesto.
  • Bisogna liberare l'uomo dall'uomo.
  • Il dio dell'amore sarà sempre crocifisso.
  • Io amo gli umani, ma solo uno alla volta.
  • La guerra, questa giustificazione della stupidità umana.
  • L'appassire delle donne è ancora più straziante dell'appassire dei fiori.
  • L'eternità, questa perdita di tempo.
  • L'ideale: questo luogo comune che non si trova da nessuna parte.
  • Lo shock è un anestetico naturale.
  • Questa catastrofe: essere donna.
  • Si dice che l'uomo è triste dopo l'amore, − ma la donna può esserlo prima, durante e dopo.
  • Ugolino fu un padre meno terribile della madre patria.
Dino Basili
A questo autore e ai suoi aforismi è stata dedicata un'intera pagina del sito Aforismario, che puoi trovare facilmente inserendo il nome di Dino Basili nella casella di ricerca in alto a destra.

Jean Baudrillard
Reims 1929 - Parigi 2007 - Filosofo e sociologo francese.
Selezione Aforismario
Cool memories I
Diari 1980-1985, 1987
  • Le statistiche sono una forma di realizzazione del desiderio, proprio come i sogni.
  • La gloria presso il popolo, ecco ciò a cui bisogna aspirare. Niente varrà mai quanto lo sguardo sperduto della salumiera che ci ha visto in televisione.
  • Quello che passa di moda entra nel costume. Quello che scompare nel costume risuscita nella moda.
  • Un giudizio negativo vi soddisfa ancora più di un elogio, a patto che vi si senta la gelosia.
Cool memories II
Diari 1987-1990, 1990
  • Comunicare? Comunicare? Solo i vasi comunicano.
  • Gli intellettuali sono destinati a sparire con l'avvento dell'Intelligenza Artificiale com'è avvenuto per gli eroi del cinema muto con l'invenzione del sonoro. Siamo tutti dei Buster Keaton.
  • Il solo crimine perfetto è il suicidio. Perché è unico e senza appello, al contrario dell'omicidio che deve ripetersi senza fine. Poiché realizza la confusione ideale tra il carnefice e la vittima.
  • In un sistema talmente perfezionato, è sufficiente essere privati della colazione per diventare imprevedibili.
  • L'Africa ha l'Aids − L'America del Sud ha la droga − l'Islam ha il terrorismo − il Terzo mondo ha il debito. Gli unici successi occidentali sono i virus elettronici e il crack della borsa.
  • Tutto induce all'impazienza. Forse portiamo in noi il rimorso di una vita troppo lunga, riguardo alla specie, per come la usiamo.
Roberto Bazlen
Trieste 1902 - Milano 1965 - Critico letterario e aforista italiano.
Selezione Aforismario
Note senza testo
1945-1965 (postumo, 1970)
  • Già il fatto che abbia avuto [bisogno] di creare l'opera parla contro la vitalità di questo individuo.
  • L'àncora dell'umanesimo è affondata nella merda.
  • Le persone vicine vanno tenute lontano.
  • L'esagerata venerazione per l'intelligenza viene ancora dai tempi in cui era difficile essere intelligenti.
  • L'intelligenza è uno strumento − e questo strumento è finito in mano agli stupidi.
  • Non insegnare nulla alla gente: sono capaci di imparare.
  • Culture oblige.
  • Dio non perdonerà loro, perché ora l'umanità è matura e deve sapere che cosa fa.
  • È un mondo della morte − un tempo si nasceva vivi e a poco a poco si moriva. Ora si nasce morti − alcuni riescono a diventare a poco a poco vivi.
  • Era così intelligente che non capiva la sua cameriera.
  • Finalmente una donna con cui si può non parlare.
  • Jahwe vuole la famiglia. Cristo non vuole la famiglia. Risultato: la famiglia cristiana.
  • La diabolica tentazione di amare il nostro nemico.
  • La megalomania è il primo passo verso la grandezza.
  • Morire appagato e curioso
  • Non ci sono paradisi perduti, solo superati.
  • Progresso − dalla idiozia contadina alla banalità cittadina.
  • Una frazione di secondo di silenzio sulla terra.
Carlo Belli
Rovereto 1903 - Roma 1991 - Critico d’arte, scrittore, musicologo e pittore italiano.
Selezione Aforismario
Kn
1935
  • Che cosa sarà l'arte se non è umanità? Arte.
  • La bellezza della necessità è materia di scandalo per il pubblico abituato alla necessità della bellezza.
  • L'arte è maschio e agisce sull'uomo che è femmina.
  • L'arte è. Essa quindi non è altra cosa all'infuori di se stessa.
  • L'arte non è dolore, non è piacere, non è caldo, non è freddo. Essa non è in nessun modo un fatto umano.
  • L'opera d'arte non tollera la invadenza dell'autore. Essa non è responsabile di nulla di fronte al suo autore. Questi non è che il suo pubblico verso il quale essa non ha rapporto alcuno.
  • Non esiste un'arte per il pubblico, ma bensì un pubblico per l'arte. 
  • Occorre avere il buonsenso di non aver senso comune.
  • Scambiare l'arte con se stessi sarebbe il colmo della distrazione se non fosse il colmo della presunzione.
  • Tanto più si comprende l'arte, quanto meno si è umanità.
  • Valore disgiuntivo della congiunzione e: vi sono uomini e artisti.
Piergiorgio Bellocchio
Piacenza 1931 - Critico letterario e scrittore italiano.
Selezione Aforismario
Dalla parte del torto
1989
  • "...ci mettiamo dalla parte del torto, in mancanza di un altro posto in cui metterci". (Brecht, Diario di lavoro, 13.8.42).
  • Taci, il nemico non ti scolta.
  • Capisco l'auto giocattolo, la barchetta, l'aeroplano giocattolo. Mi sbalordisce invece che ci sia gente che si diverte con auto, barche, aerei veri...
  • "Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia, perché saranno giustiziati".
  • "Non ho parole..." "Non dica nulla".
  • "Non ho parole..." "Ben detto!"
  • − Ho sempre finito per ottenere quello che volevo. E lei? − Anch'io, in un certo senso. Non ho mai voluto niente.
  • Slogan pubblicitario: "Chi non ride è fuori moda".
  • − I am o.k.! − I am k.o.
Alexandre Barivault
Scrittore francese
Selezione Aforismario
Aforismi di un credente
Considérations Désobligeantes, 1966
  • 1789 - 1790 - 1793 - 1848 - 1945, mucchi di cadaveri per la libertà, la fraternità e la giustizia! 
  • Il progressismo cristiano, in fondo, è la ricerca della simpatia del mondo, movente essenzialmente borghese: sempre dalla parte del manico, dialogo e apertura sono sinonimi.
  • La società si comporterebbe meglio se colasse del piombo fuso nella bocca dei parricidi e dei bestemmiatori.
  • Non si tratta di conoscere l'opinione della maggioranza, bisogna sapere ciò che è vero. Colui che lo sa, anche se fosse solo contro quarantaquattro milioni avrebbe ragione di dirlo, di urlarlo, di imporlo all'occasione. Elementare!
  • Non sono mai stati tanto trascurati i poveri come da quando se ne parla tanto!
  • Ogni giorno mostra sempre più che i cattolici moderni sono affetti da stupidità. Essi non credono più affatto in Dio e il cattolicesimo, considerato come una tradizione di famiglia, serve a rivestire i luoghi comuni umanitari più apprezzati.
  • Ogni sovversione si riduce in definitiva all'orgoglio: sono io che sono Dio, pensa il Borghese.
  • Per sfuggire alla schiavitù del mondo, precipitarsi nella schiavitù di Dio è l'unica alternativa.
  • Se c'è, e c'è, qualcosa, di più disgustoso della democrazia, è il dispotismo dei democratici.
  • Tutto ciò che non è fondato in Dio o per Dio, non vale che un pizzico di cenere.
Ugo Bernasconi
Buenos Aires 1874 - Cantù 1960 - Pittore, scrittore e aforista italiano
Selezione Aforismario
Parole alla buona gente
ca. 1933 (postumo 1987)
  • Benché il pubblico ci si confonda volentieri - altra cosa è il grand'uomo, e altra l'attore che recita bene la parte di grand'uomo.
  • C'è una sol cosa al mondo che non inganna mai: - le apparenze.
  • Chi non seppe esser giovine non sa esser vecchio.
  • Chi si fa vanto de' suoi cattivi sentimenti cerca con quelli di nascondere i pessimi.
  • Conoscono poco le donne gli uomini che ne han godute molte. Non sono i beoni i migliori giudici del vino.
  • Fede e Speranza fanno tutt'uno: non può sperare chi non crede in nulla, né si può credere se non sperando.
  • Gli uomini d'azione sono ripagati di maggior grido che non gli uomini di pensiero. Ed è giusto, perché corrono il rischio maggiore.
  • Il vero castigo di chi compra le lodi è ch'egli finisce col credere alle lodi pagate.
  • In generale credono di lavorare per mangiare. Invece si mangia per lavorare. Il gusto dell'uomo non è di rimpinzarsi, ma di fare. Sentirsi nel mondo una forza efficiente.
  • La più amena trovata dell'intellettualismo è di pigliarsela con l'intelletto
  • L'importante non è di avere tante idee, ma di viverne una.
  • L'incremento che la scienza porta al nostro potere è troppe volte annullato dall'aumento concomitante della nostra presunzione.
  • L'intelligenza non può non voler capire. Intendere le ragioni dell'avversario, per poter intender quelle della nostra avversione.
  • L'unica innocenza possibile all'uomo è di sentirsi colpevole.
  • Meglio ci guarisce il medico che ci fa vedere anche la sua piaga.
  • Molte volte non tanto il conseguito giova, quanto lo sforzo fatto per conseguirlo.
  • Non cercarsi, - fare. Solo creando potrai trovare te stesso.
  • Peggio che il non aver pietà dei mali altrui, − l'impietosire sui propri mali.
  • Più lega gli amanti il vincolo delle pene comuni che non quello dei piaceri.
  • Tutte le grandi passioni sono passioni infelici. Solo l'ostacolo fa inalberar l'onda.
Pensieri ai pittori
1910-1924
  • Voi non dovete dipingere ciò che vi sta davanti − ma ciò che vi sta dentro. Il modello che vi sta dinanzi agli occhi non deve servire che a suscitare un fantasma nella mente. Voi dovete dipingere quello. Artista è colui che dà alla sua immagine interna sempre la prevalenza sulla realtà esteriore.
  • Quando avete perduto la virtù di tentare − avrete perduto anche la virtù di fare. Bisogna ritrovarsi ogni volta dinanzi alla tela bianca con l'anima nuova come la tela.
  • Non è vero che l'arte è fatta di puri attimi di ispirazione. (Non v'è nulla di "puro" nella messe dell'uomo). L'arte rispecchia tutto l'intelletto dell'uomo; co' suoi culmini d'intuito e col suo substrato di logicità.
  • Anche gli occhi vedono quel che la mente gli dice di vedere.
  • Non disprezzare nemmeno il talento. (Dico anche il semplice talento dell'eseguire.) Chi ne ha, non disprezzi il dono di Dio. Chi poco ne ha − ben sa quanto gli sarebbe prezioso.
  • Abbiti allievi. Sono lo specchio dei vizi del maestro.
  • Chi è dilettante nella vita è mestierante nell'arte.
  • La bellezza ci è connaturale; perciò il nostro sobbalzo di gioia quando la riconosciamo. La bruttezza ci è coabituale; perciò non ce ne avvediamo mentre che ci affoga.
Umberto Boccioni
Reggio Calabria 1882 - Verona 1916 - Pittore e scultore italiano
Selezione Aforismario
Taccuini
1907-1908
  • Mi sembra che oggi mentre l’analisi scientifica ci fa vedere meravigliosamente l’universo, l’arte debba farsi interprete del risorgere poderoso, fatale d’un nuovo idealismo positivo. Mi sembra che l’arte e gli artisti siano oggi in conflitto con la scienza... C’è un malinteso. È vero questo che dico o mi sbaglio?
  • Se si vuol trovare oggi qualche amore nelle cose bisogna cercarlo oltre che in qualche pittore di quadri, in qualche decoratore od ornatista. E quel che mi sembra più sbagliato è che l’idea decorativa vada disgiunta dal quadro, ed è più mostruoso ancora che l’una sia inferiore all'altro. 
  • Chi sa guidare, orientare il proprio carattere, è padrone del proprio destino. 
  • Mi sembra che la caricatura resterà come espressione dell’epoca fino ad oggi ma d’un’epoca che ha innalzato ad Arte l’ironia frutto dello sconforto. La fede non è ironica. 
  • L’Arte imita la Natura, la Natura è Dio. L’imitazione di Dio è aspirazione al perfetto è religione. L’arte è religiosa. 
  • Oh! Ideale tu tu solo esisti! Non ricordo di chi sia questo grido ma ora è il mio.
Giovanni Boine
Finale Marina 1887 - Porto Maurizio 1917 - Scrittore, poeta e aforista italiano
Selezione Aforismario
Frantumi 
seguiti da Plausi e botte, 1918/21
  • Come vuoi ch'io prometta se non so del domani? Non intendo che cosa sia promessa.
  • Dico che non v'è timone. Volontà e passione, vuote parole.
  • Ho scordato il mio nome: ho perduto i miei passaporti in paese nemico.
  • Il dovere è il mio compito; non m'impedirai di compirlo.
  • Il mio nome è oggi, e la mia via si chiama smarrita. Non ci sono insegne ai bivi dell'andare mio e non so s'io abbia imboccato a man dritta.
  • Non trovo nel codice il comma dell'azione mia, né il comandamento della mia morale.
  • Non v'è altro eterno che l'attimo.
  • Passione e volontà son tutto nella gioia dell'oggi, e tutto nel presente dolore.
  • Trama tessuta, conti le fila della tua vita e nessuna è strappata.
Massimo Bontempelli
Como 1878 - Roma 1960 - Scrittore e aforista italiano
Selezione Aforismario
Il Bianco e il Nero
1987 (postumo)
  • AMORE. L'amore, quando si fa universale, diventa disfattismo. 
  • BIBBIA. Ricordarla ove ha detto: "Dio abbandonò il mondo alle discussioni".
  • CONFORMISMO. È la peggiore delle retoriche: la più torbida e vile. E per molti è un sistema, anzi una professione: diciamo pure un mestiere. Un mestiere comodo.
  • DINAMICO. È l'ultima delle parole infernali offerte dalla generazione passata, e che ne ha preparato la decadenza.
  • EDUCAZIONE DEI FIGLI. In pratica essa purtroppo mira soprattutto a fare che i figli non diano noia ai genitori.
  • Perciò non arriva mai allo studio dei loro caratteri e tendenze personali, e riesce un soffocamento.
  • FASTIDIO. È di tutti i creatori (a cominciare da Dante) un fastidio del proprio tempo, perché essi sono tutti, anche senza accorgersene, in qualche modo rivoluzionari.
  • GIUSTE NOZZE. Il matrimonio, così per l'uomo come per la donna, può essere un approdo o un naufragio. Il curioso si è, che lo sanno dopo, che cosa è stato.
  • IMPEGNI. Un uomo quando parla, e una donna quando in strada cammina, debbono saper modificare tutto il mondo intorno a chi lo ascolta e a chi la vede.
  • LEGGERE. Le letture non si consigliano, se non ai principianti del leggere. Ognuno deve trovare le proprie letture con l'istinto, che − nel lettore abituato − diventa quasi sempre infallibile.
  • MISTERO. Non ho mai capito che cosa faccia "l'uomo che vive di espedienti".
  • NOSTRA INFELICITÀ. La professione di articolista sfrutta quotidianamente il pensare disinteressato affrettandosi a diluirlo in allettanti parafrasi e fermandone il possibile sviluppo: porta insomma fatalmente alla abituale ricerca di un risparmio del pensare.
  • OTTIMISMO E PESSIMISMO. Quando suona la campanella di casa, mentre non aspettavamo nessuno, il ragazzo è contento, spera subito in un bell'imprevisto: l'uomo fatto s'insospettisce, non sa prevedere che una seccatura.
  • PRESENTE. Uno non sa mai se il presente sia per lui la fine d'un passato o il principio d'un futuro: una conclusione o un antefatto.
  • RIMORSO. È il sentimento più straziante: perciò spesso noi non torniamo al male: non perché del male hai acquisito l'orrore, ma per una forse inavvertita paura del rimorso che ne seguirà.
  • SUPERIORITÀ DELLA DONNA. L'uomo chiede alla donna di essere bella, lei chiede a lui di essere intelligente.
  • TRISTEZZA. È tristissima quella casa − e così quella vita − in cui il necessario ci fosse tutto, e di superfluo nulla.
  • UMANO. La solita gente parla spesso di poeti umani, più umani, meno umani. Fanno benissimo. Ma il curioso si è che li trovano tanto più umani, quanto meno sono poeti.
  • VIOLENZA E FRODE. In definitiva, così nella storia come nella vita privata, la violenza non chiama che violenza, la frode non chiama che frode. L'uomo, entrato nel movimento del circolo, non ne esce più se non per qualche preveduto e perciò immorale incidente.
Joë Bousquet
Narbonne 1897 - Carcassonne 1950 - Poeta francese
Selezione Aforismario
Il silenzio impossibile
Le pays des armes rouillées, 1946-1947 (postumo, 1969)
  • Avrò vissuto invano se gli sforzi per riconciliare i fatti non mi cambiano la vita.
  • L'uomo non è, ma nasce. La sua esistenza è l'analogia interiore dei suoi istinti più alti; egli non è questa assonanza ma colui che la guarda. È spirito, e la sua vita è il segno di questo spirito.
  • Non esisteva, secondo me, avventura possibile che all'interno della coscienza.
  • Quel che una volta definivo il mio pensiero non era che la mia coscienza di oggi allo stato di sogno.
  • Ricordi che ci avvolgono, invece di rifugiarsi in noi.
  • Sono il punto d'incontro in cui la luce è preda del buio.
Constantin Brâncuşi
Peştişani 1876 - Parigi 1957 - Scultore rumeno
Selezione Aforismario
Aforismi
Aforismele lui Brâncuşi, 1994 (postumo)
  • Bisogna salire molto in alto, per vedere molto lontano.
  • C'è un fine in tutte le cose. Per arrivarci bisogna liberarsi di sé stessi. 
  • In un naufragio ci si aggrappa a un relitto per salvarsi. Anche le opere d'arte sono relitti.
  • Io non credo al tormento creativo. Il fine dell'arte è creare la gioia. Si crea artisticamente solo nell'equilibrio e nella pace interiore.
  • La semplicità nell'arte è, in generale, una complessità risolta.
  • L'arte non è un caso.
  • Quando si è nella sfera del bello non c'è bisogno di spiegazioni.
  • Tutti lavorano per non lavorare, a eccezione del vero artista.
Georges Braque
Argenteuil 1882 - Parigi 1963 - Pittore e scultore francese
Selezione Aforismario
Quaderni 1917-1947
Cahier 1917-1947, 1948
  • C'è una sola cosa che valga in arte: quella che non si può spiegare.
  • Contentiamoci di far riflettere, non cerchiamo di convincere.
  • Definire una cosa significa sostituire la definizione alla cosa.
  • Il vaso conferisce una forma al vuoto e la musica al silenzio.
  • La verità esiste, non s'inventa che la menzogna.
  • Mai avremo riposo. Il presente è perpetuo.
  • Non bisogna chiedere all'artista più di quanto possa dare, né al critico più di quanto possa vedere.
  • Non è lo scopo che interessa, sono i mezzi per conseguirlo.
  • Non opero come voglio, opero come posso.
  • Occorre avere sempre due idee: una per distruggere l'altra. Difendere un'idea è assumere un atteggiamento.
  • Pochi possono dirsi: "Sono qui". La gente si cerca nel passato e si vede nel futuro.
  • Si può deviare un fiume dal suo corso, non farlo risalire alla sorgente.
Paul Brulat
Saint-Jean-de-Muzols 1866 - Le Chesnay 1940 - Scrittore francese
Selezione Aforismario
Pensieri
Pensées, 1919
[Traduzione dal francese di Giovanni Soriano]
  • Basta un istante per fare un eroe, ma è necessaria una vita intera per fare un uomo onesto.
  • Certe persone sarebbero meno stupide, se fossero meno istruite.
  • Ci sono persone che non sanno mai ciò che vogliono, ma che lo vogliono con indomita energia.
  • Ciò che manca nella maggior parte degli uomini, non è il coraggio, ma il lungo coraggio.
  • Dimmi chi ti odia, e ti dirò chi sei.
  • È meglio amare che essere amati; è meglio infastidire che essere infastiditi.
  • Gli uomini stimano soltanto ciò che gli costa caro.
  • I processi dimostrano lo scarso valore della testimonianza umana.
  • I volti ingannano raramente. Si ha l'anima del proprio volto e il volto della propria anima.
  • La gelosia d'amore è un esasperato sentimento della proprietà.
  • La Giustizia condanna qualche scellerato per far credere agli altri di essere delle persone oneste.
  • Nella vita, bisogna scegliere: la noia o le noie.
  • Niente costa tanto caro come essere poveri.
  • Per scrivere bene, in versi come in prosa, niente eguaglia l'avere davvero qualcosa da dire.
  • Soltanto la mediocrità dura, tutto ciò che è intenso è destinato a perire rapidamente.
  • Una donna è spesso punita più per le sue virtù che per i suoi vizi.
La tua vita sia tessuta di delusioni piuttosto che di rimpianti. (Anselmo Bucci)
Anselmo Bucci
Fossombrone 1887 - Monza 1955 - Pittore, scrittore e aforista italiano
Selezione Aforismario
Il pittore volante
1930
  • Al grande insuccesso tutti resistono. Sovrumano è resistere al piccolo successo.
  • Ama soltanto quello che non sai fare.
  • Chi disprezza il prossimo si preoccupa già troppo del prossimo.
  • Gli uomini sposano non perché vogliono ammogliarsi; ma perché le donne vogliono maritarsi.
  • La tua vita sia tessuta di delusioni piuttosto che di rimpianti.
  • La vita è come la bicicletta; sta su perché va.
  • L'amicizia più difficile da conservare è verso se stesso.
  • L'Amore è l'Arte di chi non ne fa.
  • Le donne sono architette. Cessano di amarti quando non possono più fare progetti.
  • L'Universo mi sembra la creazione di un umorista che abbia passato i limiti.
  • Non c'è perdita più amara di un pacchetto di sigarette non ancora aperto.
  • Non c'è successo senza infamia.
  • Non diffidare dei cattivi, ma degli imbecilli; e, sopra tutto, dei buoni.
  • Ogni verità contiene in sé la sua perfezione; ogni menzogna anche.
  • Per vedere dove è il successo guarda dal lato dove guardan le donne.
  • Vivi notoriamente nascosto.
  • Vivi, e lascia rubare.
Gesualdo Bufalino
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Francesco Burdin
Trieste 1916 - 2003 - Scrittore e aforista italiano
Selezione Aforismario
Frammenti di un mondo in bilico
1991
  • Come ci rende fieri l'essere vittime di una grave ingiustizia! Da oggi in avanti ci sentiamo in credito.
  • Huss, Savonarola, Bruno, per citare solo gli arsi vivi più rinomati. Roghi motivati con l’esigenza di salvaguardare l’integrità di un principio. A distanza di qualche secolo sei milioni di inceneriti per un non dissimile motivo. Il fuoco elemento privilegiato nella tutela delle idee.
  • Il fatto che sono morti non testimonia affatto che siano vissuti.
  • Il poeta ha bisogno di elogi. Senza elogi intristisce e muore. Come qualunque altro uomo.
  • Morì con tanta bravura che sembrò non avesse fatto altro in vita sua.
  • Non interessano le idee che appartengono a tutti. Meritano attenzione le idee che appartengono a uno solo.
  • Un Dio che non sia anche il Dio degli altri non è un Dio, è un idolo.
  • Una goccia di sperma, e allo scadere del nono mese la donna più intelligente del mondo si trasforma in una produttrice di latte.
Un milione di giorni
2001
  • − Lei è un dipendente del Comune? − Sì, come le bestie feroci dello zoo.
  • Deve essere noiosa la vita in una bara. È giusto che vi si collochino i morti.
  • È incredibile con quanta prontezza e buona grazia ci rassegniamo alle disgrazie altrui.
  • La fortuna esiste per assistere coloro che non hanno bisogno della fortuna.
  • La mia sfiducia incrollabile come nei credenti fanatici la fede.
  • Le probabilità di incontrare certa gente in libreria non sono maggiori di quelle di incontrare un neonato dal dentista.
  • Le statistiche indicano la percentuale di nati morti. Trascurano la percentuale di morti vivi.
  • L'uggia del "non accade nulla" viene sempre sconfitta dal disgusto di ciò che finalmente accade.
  • Non si può giudicare il carattere di un uomo né condannare il suo comportamento se non si conosce lo stato del suo portafoglio.
  • Non si riceverà mai tanto aiuto dalla generosità altrui quanto se ne ottiene dall'altrui vanità.
  • Si consiglia di evitare l'ostentazione dell'onestà: è un comportamento altamente offensivo nei riguardi della maggioranza.
  • Verso la fine si avverte che alla vita umana manca quello che nella scrittura è il Post Scriptum. È questa imperfezione della vita che la rende insoddisfacente e inaffidabile.
  • Vivono nel peggiore dei modi per cercare di morire meglio che si può.
Vittorio Buttafava
Milano 1918-1983 - Giornalista e scrittore italiano
Selezione Aforismario
La vita è bella nonostante
1975
  • Alla donna che si ama si possono perdonare anche le corna; a quella che non si ama più, non si perdona nemmeno una minestra salata.
  • C'è una sola prova infallibile per misurare un uomo: il dolore. Migliora i buoni e peggiora i cattivi.
  • È bene che le donne belle siano spesso stupide. Se fossero anche intelligenti sarebbe un'ingiustizia. 
  • È naturale che gli uomini presuntuosi siano anche mediocri. Se fossero intelligenti, avrebbero già capito la fatale stupidità della loro presunzione.
  • Ho letto, non ricordo dove, la più esauriente lezione di saggezza che si possa dare. Era un aneddoto di sei o sette righe. Lo trascrivo a memoria: Un professore di filosofia sale in cattedra e, prima di iniziare la lezione, toglie dalla cartella un grande foglio bianco con una piccola macchia d’inchiostro nel mezzo. Rivolto agli studenti domanda: “Che cosa vedete qui?“. “Una macchia d’inchiostro“, risponde qualcuno. “Bene“, continua il professore, “così sono gli uomini: vedono soltanto le macchie, anche le più piccole, e non il grande e stupendo foglio bianco che è la vita“.
  • Il modo più sicuro per far sapere a tutti una cosa è di bisbigliarla nell'orecchio di un amico scongiurandolo di non parlarne a nessuno.
  • Non pretendete che gli altri riconoscano i vostri meriti. Impegnatissimi ad ammirare se stessi, non hanno tempo di ammirare voi. Voi, del resto fate altrettanto. 
  • Se incontrate qualcuno persuaso di sapere tutto, di essere capace di fare tutto, non potete sbagliarvi: è un imbecille.
  • Tutti amano i buoni, ma li sfruttano. Tutti detestano i cattivi, ma li temono e li ubbidiscono.
Arrigo Cajumi
Torino 1899 - Milano 1955
Giornalista, scrittore e critico letterario italiano
Selezione Aforismario
Pensieri di un libertino
1947/50
  • − Qual è quell'animale cieco, sordo, tardigrado, impotente, ostinato, che ogni cosa dimentica, nulla capisce, e persevera nell'errore? − Il risparmiatore, il risparmiatore!
  • «Pentito sempre, e non cangiato mai». Va a pennello.
  • Bisognerebbe davvero, in questo secolo d'idealisti con il cardo sotto la coda, dar l'esempio di un materialismo di buona lega, di un umanesimo epicureo.
  • Circa gli ebrei sono del parere di Voltaire: devono espiare di avere inventato il cristianesimo.
  • Finirò per pentirmi di aver dato confidenza a qualcuno. Bisogna vivere e crepare da soli.
  • Il buon amministratore è colui che – pur facendo i proprio affari – non delude l'altrui fiducia, remunera il capitale, paga onestamente e puntualmente gli interessi, e ne fa, anzi, un punto d'onore. Gli altri? Dei truffatori in buona o male fede, e meglio ancora i secondi dei primi. 
  • Il povero Ambrosini diceva che certe diatribe possono esser risolte solo con l'atto fisico: il peto, il rutto e così via. Per me ci sto.
  • In fondo, la grande lezione dei nostri tempi, sarà di dimostrare che, in pieno secolo XX, la massa non ha più indipendenza, cervello, autonomia, di quanto ne avesse nell'anno Mille.
  • Le astuzie di Bertoldo. Dopo che era stata rifiutata, lei e i suoi denari per il divorzio, cercava di far sapere attraverso i parenti, che andava a fare un gran matrimonio, con un altro.
  • Soltanto il vero libertino conosce quanto vi sia di orribile nella donna.
  • Un vecchio libro, un buon couchage, una torta o un caffè. Ecco tutti i piaceri della vita: e poi, bisognerà cancellarne, a mano a mano!
Dino Campana
Marradi 1885 - Scandicci 1932
Poeta italiano
Storie, 1916 (postumo, 1941)
  • Alcuni credono di dare il senso della loro profondità coll'estensione del loro lazzaronismo.
  • Il popolo d'Italia non canta più. Non vi sembra questa la più grande sciagura nazionale?
  • Il sapore dolciastro della letteratura femminile? Ma oggi è assai peggio: la femminilità idealista di se stessa, la democrazia evangelica morfinomane ecc., come i poeti dell'alta società.
  • L'arte è espressione. Ciò farebbe supporre una realtà. L'Italia è come fu sempre: teologica.
  • Quando un solo italiano, ragazzo s'intende, penserà di sputare sulla tomba di Machiavelli?
  • Viene alle lettere una generazione di ladruncoli. Chi vi insegnò l'arte del facil vivere fanciulli?
Elias Canetti
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Vincenzo Cardarelli
Corneto Tarquinia 1887 - Roma 1959 - Poeta e scrittore italiano
Parole all'orecchio, 1929
  • I giovani hanno timori esagerati, i vecchi fiducie eccessive. 
  • La morale chiama buono ciò che è vitale, cattivo il suo opposto. Non bisogna perdere di vista questo per essere giusti colla morale.
  • Non c'è, mi sembra, altro modo di trattare le donne e di parlarne che da cavalieri. Come non c'è miglior mezzo per schermirsi da esse che la galanteria.
  • Odio le improvvisazioni, i fuochi di paglia, i libri scritti tutti di seguito e che si leggono d'un fiato. L'epoca se ne compiace, ma il tempo non sa che farsene.
  • Pare uno scherzo il dirlo, ma ci si accorge di essere in qualche contatto con la natura da quando la si comincia a distinguere e dominare. 
  • Per essere italiani in arte non c'è che un modo: rifarsi all' altezza delle nostre spirituali tradizioni.
  • Poesia potrebbe anche definirsi: la fiducia di parlare a se stessi.
  • Potere scrivere una sentenza che non sia ortograficamente scorretta ed essenzialmente banale, è una qualità, in mezzo a letterati, che si paga sempre cara. Ai tempi che corrono poi, non ne parliamo.
  • Si potrebbe scrivere un capitolo sullo sbadiglio. L'uomo sbadiglia quando ha sonno, quando si sveglia, quando ha appetito, quando s'annoia: il che dimostra che lo sbadiglio è segno di buona salute e del regolare svolgimento delle funzioni animali.
  • Sono rari quei critici che potrebbero sostenere un colloquio a quattr'occhi con l'autore che hanno giudicato.
  • Un errore che commettiamo più di frequente, parlando colla donna, è quello di generalizzare sul di lei conto, di dire: le donne. C'è in ognuna di esse la presunzione di essere l'eccezione, l'unica, l'incomparabile. Il vedersi confusa colle altre offende la nostra compagna.
  • Un uomo di sughero è sempre sicuro di stare a galla.
Alfonso Hernández Catá
Aldeadávila de la Ribera 1885 - Río de Janeiro 1940 - Scrittore cubano
Selezione Aforismario
Zoologia pintoresca
1919
  • Avvoltoio. La volpe con le ali.
  • Baccalà. La mummia commestibile.
  • Cinghiale. Il porco militare, disposto a tutto.
  • Civetta. Imita il gufo come il semplice erudito imita il saggio.
  • Foca. Un'intelligenza eccezionale conservata in ghiaccio.
  • Ippopotamo. Il perfetto borghese nel bagno.
  • Mosca. Una precorritrice dell'aeroplano, che in un prossimo futuro sarà utilizzata per trasportare le immondizie.
  • Pipistrello. Pensiero di un topo: − I pipistrelli sono gli angeli della nostra specie.
  • Scarafaggio. Mi disprezzano per la doppia modestia di vestir sempre di scuro e di sostentarmi con cibi che nessuno oserebbe disputarmi. In quanti alberghi si mangia di peggio!
  • Stella di mare. Che orgoglio! Grazie a me, tutti i pesci credono che il cielo sia quaggiù.
  • Tartaruga. La pietra automobile.
  • Tordo. Volto vergine preraffaellita e corpo di matrona di Rubens.
Manlio Cecovini
Trieste 1914 - 2010 - Politico, saggista e aforista italiano
Selezione Aforismario
Dizionarietto di filosofia quotidiana
2002
  • La corruzione, nelle sue molteplici applicazioni, è da sempre la spina dorsale della politica e chi non la pratica è considerato un elemento di disturbo, da eliminare alla prima occasione.
  • La democrazia non ha la pretesa di rendere ricchi i poveri, ma dovrebbe almeno evitare di rendere poveri i ricchi. Chi creerebbe nuovi posti di lavoro atti a restringere l'area della povertà?
  • L'alcol è un veleno che uccide lentamente. Gli alcolizzati lo sanno, ma non hanno fretta. Chi ha fretta prende la droga. 
  • Non c'è immortalità, c'è solo una memoria un po' più lunga.
  • Scrivere è un modo di essere soli.
  • Solo una cosa è veramente importante: capire che nulla è veramente importante.
  • Tecnico è uno che fa; politico, uno che parla.
  • Tolkien. Fiabe per bambini ritardati e per adulti rimbambiti. Divertenti per entrambi.
  • Un buon libro non deve contenere nessun errore. Un capolavoro può permettersene qualcuno, perché il capolavoro è fuori dalle regole.
  • Una buona conferenza dev'essere come l'abito d'una signora elegante: sufficiente a coprire, ma non tanto da scoraggiare la fantasia.
Paul Celan
Cernăuţi 1920 - Parigi 1970 - Poeta e aforista rumeno
Selezione Aforismario
Microliti
Mikrolithen, 2005 (postumo)
  • Amore del prossimo è qualcos'altro che filantropia.
  • Carico di mondo e zavorra di cultura sono (notoriamente?) due cose diverse. 
  • Chi impara realmente a vedere si avvicina all'invisibile.
  • Da' il tuo cuore a chi esso desidera; a chi vuole sapere perché, prendilo indietro.
  • Gli enigmi non si sciolgono; si sciogliessero, non sarebbero tali.
  • I poeti: gli ultimi custodi delle solitudini.
  • La poesia che viene al mondo vi giunge carica di mondo.
  • Le nostre debolezze: le nostre forze.
  • Nulla è più nero dell'alba luminosa del ricordo.
  • Poesia: una teca senza tempio.
  • Si negò anche questo: il piacere del dispiacere.
  • Soltanto l'incompreso comprende gli altri.
  • Storia strana, la storia del nostro mondo: non tutta del mondo, non tutta nostra, non tutta storia; non tutta così strana.
Umberto Cerroni
Lodi 1926 - Roma 2007 - Giurista e saggista italiano

Carte della crisi
Taccuino politico filosofico, 1978
  • Se la società borghese è, come la definì Carlyle, l'anarchia più un poliziotto, la società comunista, che ne è la critica storica operativa, dovrebbe essere definibile come l'organizzazione senza poliziotti.
  • Bisogna tollerare tutti, salvo gli intolleranti.
  • Ha scritto Popper "Io congetturo che l'origine della vita e l'origine dei problemi coincide". La congettura è certamente esatta. Si tratta però di decidere un fondamentale corollario: se i problemi nascono con la vita, significa forse che la vita è soltanto un problema.
  • Il pensiero borghese non può concepire proprietà senza lavoro, ma può concepire lavoro senza proprietà. ma forse proprio l'idea che ogni proprietà derivi da lavoro può legittimare l'altra idea che non tutti i lavori conducano alla proprietà.
  • Ha detto Ionesco che "non c'è avvenimento catastrofico in questo mondo che liberi dalla noia". Ma, quel che è peggio − nel mondo moderno − si è che spesso è proprio la noia che spinge verso avvenimenti catastrofici.
René Char
L'Isle-sur-la-Sorgue 1907 - Parigi 1988 - Poeta francese

Fogli d'Ipnos
Feuillets d'Hypnos, 1946
[Traduzione dal francese di Giovanni Soriano]
  • Agire da primitivo e prevedere da stratega. 
  • Esiste una specie d’uomo sempre in anticipo sui propri escrementi.
  • Il frutto è cieco. È l'albero che vede.
  • L’eternità non è gran che più lunga della vita.
  • La lucidità è la ferita più prossima al sole.
  • L'acquiescenza illumina il viso; il rifiuto gli dona bellezza.
  • L'atto è vergine, anche ripetuto.
  • Non indugiare nel solco dei risultati.
  • Se non ci fosse il sigillo della noia, il cuore smetterebbe di battere.
  • Un uomo senza difetti è una montagna senza crepacci. Non m'interessa. 
Malcolm de Chazal
Vacoas 1902 - Port-Louis 1981 - Scrittore, aforista e pittore mauritano

Senso plastico
Sens-Plastique, 1948
  • Dio può tutto − tranne suicidarsi.
  • Gli uomini portano il loro cuore nel loro sesso, le donne portano il loro sesso nel loro cuore.
  • Il dolore è il punto d'appoggio del piacere.
  • Il pensiero viaggia alla velocità del desiderio.
  • Il sesso fu la prima forma di scambio in natura.
  • La risata è il miglior disinfettante del fegato.
  • La scuola dell'amore è tutta fatta di lezioni private.
  • Le donne vogliono essere amate per quello che sono, e gli uomini per quello che si credono di essere.
  • Lo sguardo indifferente è un perpetuo addio.
  • Nessuno è profeta in patria − tranne i ricchi!
Emil Cioran
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Il poeta è un bugiardo che dice sempre la verità. (Jean Cocteau)
Jean Cocteau
Maisons-Laffitte 1889 - Milly-la-Forêt 1963 - Poeta, romanziere e drammaturgo francese
Selezione Aforismario
Il Gallo e l'Arlecchino
Le Coq et l'Arlequin, 1918
  • Bisogna essere un uomo vivo e un artista postumo. 
  • Ciò che il pubblico ti rimprovera, coltivalo: sei tu stesso.
  • Ciò che suscita il riso delle folle non è necessariamente bello né nuovo, ma ciò che è bello e nuovo suscita fatalmente il sorriso delle folle.
  • Il bello apparentemente facile: ecco ciò che il pubblico disprezza. 
  • La folla è sedotta dalla menzogna; è delusa, invece, dalla verità troppo semplice, troppo nuda, troppo poco indecente.
  • L'orecchio disapprova, ma sopporta, certe musiche; trasferiamole nel dominio dell'olfatto e ci obbligheranno a fuggire.
  • Quando un'opera sembra in anticipo sulla propria epoca, significa semplicemente che la sua epoca è in ritardo nei suoi riguardi. 
  • Se bisogna scegliere un uomo da crocifiggere, la folla salva sempre Barabba.
  • Tipi di pubblico. – Coloro che difendono l’oggi servendosi di ieri e che presagiscono il domani (l’1per cento). Coloro che difendono l’oggi distruggendo ieri e che negheranno il domani (il 4 per cento). Coloro che negano l’oggi per difendere ieri, il loro oggi (il 10 per cento). Coloro che s’immaginano che l’oggi sia un errore e danno appuntamento per dopo domani (il 12 per cento). Coloro di prima di ieri che adottano ieri per provare che l’oggi esce dai limiti permessi (il 20 per cento). Coloro che non hanno ancora capito che l’arte è continua e s’immaginano che l’arte si sia fermata ieri per riprendere forse domani (il 60 per cento). Coloro che non constatano né prima di ieri, né ieri, né oggi (il 100 per cento).
  • Un artista originale non può copiare. Per essere originale non ha, dunque, che da copiare.
  • Un capolavoro è una partita a scacchi vinta con scacco matto.
  • Un poeta ha sempre troppe parole nel suo vocabolario, un pittore troppi colori sulla sua tavolozza, un musicista troppe note sulla sua tastiera.
  • Un sognatore è sempre un cattivo poeta.
Mason Cooley
1927 - 2002 - Aforista statunitense
[Traduzione dall'inglese di Giovanni Soriano]

Città degli aforismi
City Aphorisms, 1984/94
  • La nostalgia dipinge un sorriso sul volto di pietra del passato.
  • La realtà è il nome che diamo alle nostre delusioni.
  • La risate dell'aforisma è a volte trionfante, ma raramente è spensierato.
  • La saggezza non può prevenire una caduta, ma può provvederla di un cuscino.
  • Le persone possono mostrarsi gelose, ma nascondono la loro invidia.
  • L'ideologia ha lasciato l'impronta sullo stesso sofà sul quale sono seduto.
  • Ogni giorno inizia con un atto di coraggio e di speranza: uscire dal letto. 
  • Per avere successo bisogna essere in anticipo sul proprio tempo, ma solo un po'.
  • Quando menti a qualcuno, guardalo dritto negli occhi.
  • Quando un uomo annoia una donna, lei si lamenta. Quando una donna annoia un uomo, lui la ignora.
  • Saggezza ricorda. Felicità dimentica.
  • Scrivere un aforisma ottimista è una tentazione, ma il decoro lo impedisce.
  • Se avessi trovato le parole che cercavo, non avrei letto tanto.
  • Sono accomodante fino ai confini del mio interesse personale.
Maurizio Costanzo
Roma 1938 - Giornalista e sceneggiatore italiano
Umberto Simonetta
Milano 1926-1998 - Scrittore e umorista italiano
Selezione Aforismario
Dizionario delle idee correnti
1975
  • Automobile. Fingere di poterne fare a meno.
  • Borsa. Bisogna avere il coraggio di aspettare.
  • Cambio. È sempre sfavorevole.
  • Depravati. Coloro i quali hanno abitudini sessuali diverse dalle nostre.
  • Elegante. L'uomo veramente elegante non si fa notare.
  • Famiglia. Averne due.
  • Giornali. Inutile comperarli tanto non scrivono mai la verità.
  • Gratitudine. Purtroppo è inutile pretenderla.
  • Hobby. Sostenere di non averne e aggiungere con sufficienza: "Il mio hobby è il lavoro".
  • Ideali. Chiedersi sgomenti deve siano finiti.
  • Incapaci. Da usare a proposito della nostra classe dirigente.
  • Invidia. Il vero motivo della lotta di classe.
  • Laurea. Si ottiene con troppa facilità.
  • Leccaculi. Far presente a tutti che se non si è fatta la carriera che ci si meritava è perché non si è stati sufficientemente l.
  • Lusso. È sempre sfrenato.
  • Maggioranza. Farne parte.
  • Nemici. I veri nemici si riconoscono nel momento del bisogno.
  • Nevrosi. Chi non l'ha in un'epoca come la nostra?
  • Onorevoli. Lo sono così poco.
  • Opinione. Non è indispensabile averne una.
  • Papa. Sarà vergine?
  • Parcella. È sempre troppo elevata.
  • Pentirsi. Non lo fa mai nessuno.
  • Premi. Inutile partecipare tanto si sa già chi vince.
  • Quadri (d'autore). Per il momento sono l'investimento più sicuro.
  • Raffreddore. Stupirsi che si va sulla luna e non è stato ancora trovato un sistema per guarire dal r.
  • Salutare. Mai per primo.
  • Tessera. Altro che balle! Per far carriera ci vuole ancora!
  • Umoristi. Quelli veri sono tutti malinconici.
  • Vaselina. Sorriderne con malizia.
  • Vaticano. I romani lo hanno a due passi e ne risentono la presenza.
  • Vergogna. Provarla sempre per gli altri.
  • Weltanschauung. Fingere di sapere perfettamente cosa significa.
  • Zampe di gallina. Niente da fare, non c'è crema che tenga.
Passare per idiota agli occhi di un imbecille
è voluttà da finissimo buongustaio. (Georges Courteline)
Georges Courteline
Tours 1858 - Parigi 1929 - Poeta, scrittore e drammaturgo francese
Selezione Aforismario
La filosofia di Courteline
La Philosophie de Georges Courteline, 1922
[Traduzione dal francese di Giovanni Soriano]
  • È duro, senza dubbio, non essere più amati quando si ama; ma niente in confronto a essere ancora amati quando non si ama più.
  • È necessario che i cani e i gatti siano i padroni dei loro padroni, perché talvolta coloro che hanno delle bestie sono davvero più bestie di loro. 
  • Il disprezzo del denaro è assai frequente, soprattutto in coloro che non ne hanno. Diciamo le cose come stanno: è bello avere del denaro anzitutto per gli agi che procura, e più ancora per l’impressione di sicurezza con cui ci libera da ogni imbarazzo e ci tranquillizza. 
  • Il medico esercita su di me un doppio effetto dal quale non so difendermi: mi spaventa e non mi rassicura. Se mi dice: "Lei ha la tal malattia", gli credo. Se mi dice: "La guarirò", non gli credo più. 
  • Il vero pudore è nascondere ciò che non è bello far vedere.
  • La dolcezza dell'uomo per la bestia è la prima manifestazione della sua superiorità su di essa.
  • La donna non vede mai ciò che si fa per lei; vede solo ciò che non si fa.
  • La vita dona raramente ciò che ci si aspetta da essa.
  • Le vecchie amicizie s'improvvisano.
  • L'uomo è il solo maschio che picchia la sua femmina. Si deve dunque dedurre che l'uomo è il più brutale dei maschi... a meno che la femmina non sia, fra tutte le femmine, la più insopportabile, − ipotesi molto plausibile, tutto sommato.
  • Meglio sprecare la giovinezza che non farne niente del tutto.
  • Passare per idiota agli occhi di un imbecille è voluttà da finissimo buongustaio.
  • Se dovessimo tollerare negli altri tutto quello che permettiamo a noi stessi, la vita non sarebbe più sopportabile. 
  • Si cambia più facilmente religione che caffè. Il mondo, inoltre, si divide in due classi: quelli che vanno al caffè e quelli che non ci vanno. Da qui, due mentalità completamente separate e distinte, di cui l'una − quella di chi ci va − sembra assai superiore all'altra.
  • Si può dire che, su più di un punto, la questione sociale si riduce ad una questione di buona volontà.
  • Sono nato per rimanere giovane, e ho avuto il vantaggio di accorgermene il giorno in cui ho smesso di esserlo.
  • Uno dei più chiari effetti della presenza di un bambino in una casa è di rendere completamente idioti dei bravi genitori che forse senza di lui sarebbero stati dei semplici imbecilli.
Auro D'Alba
(Umberto Bottone) Schiavi di Abruzzo 1888 - Roma 1965 - Scrittore, poeta e aforista italiano
Selezione Aforismario
Tònici
1938
  • All'offerta cristiana dell'altra guancia noi preferiamo il cristianissimo schiocco della frusta nel tempio profanato.
  • Amare la morte significa non morire.
  • Chi crede deve considerare la morte come un episodio fortunoso della vita.
  • Chi non sa comandare al proprio io non sarà mai capace d'imporre la sua volontà alle moltitudini.
  • Com'è facile ai superbi veder la pagliuzza nell'occhio altrui!
  • Creature di Dio, noi non possiamo soffrire che di una nostalgia: l'infinito.
  • Guarire dalla vita significa desiderare l'indifferenza, non l'amore degli uomini.
  • Il cristiano dev'essere pieno di carità per tutti: con sé solo inesorabile.
  • Il dolore salva: spesso la gioia perde.
  • Il dono della Poesia è un anticipo di vita eterna.
  • Il mondo vero per noi credenti è l'invisibile. A questa realtà dobbiamo adeguare le nostre azioni.
  • Il poeta è un povero peccatore con un cuore d'Angelo.
  • Il vero eroismo risiede nel disinteresse.
  • La felicità risiede nella virtù. Ecco perché gli uomini sono infelici.
  • La vita si conquista amando il dolore.
  • L'uomo comincia a essere grande quando s'accorge della sua nullità.
  • Non può esserci vera grandezza senza umiltà
  • Pregare per i propri nemici: non c'è gioia più alta.
  • Troppo ci preoccupa il giudizio degli uomini: poco o nulla quello di Dio.
  • Tutti si affannano a viver bene, ma quanti pensano a morir bene?
  • Vivendo con Dio non ci può essere tristezza.
Nicolás Gómez Dávila
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Georges Elgozy
1909 - 1989 - Economista francese
Selezione Aforismario
Lo spirito delle parole o l'Antidizionario
L'esprit des mots ou l'Antidictionnaire, 1981
[Traduzione dal francese di Giovanni Soriano]
  • Aforisma: asserzione gratuita o pertinente, perentoria o dubbiosa, in cui i termini sono intercambiabili. "La poesia è una religione senza speranza ", dice Cocteau. Ma la religione è poesia senza speranza, o speranza senza poesia. E la speranza, è davvero una religione senza poesia, se non una poesia senza religione.
  • Altruismo: il colmo dell'altruismo è lasciare che gli altri si occupino degli altri.
  • Arte oratoria: arte di dire il minimo di cose col massimo di parole.
  • Blasfemia: preghiera d'ateo.
  • Castità: il piacere di non godere.
  • Cultura: grande macchinazione ordita per fabbricare dei professori che, a loro volta, fabbricheranno dei professori che fabbricheranno... 
  • Demagogo: oratore politico che promette a tutti ciò che rifiuta a ciascuno, se è di sinistra; e che promette a ciascuno ciò che rifiuta a tutti, se è di destra.
  • Diploma: permesso di dimenticare − o perlomeno − di non imparare più.
  • Discorso: sostituto del pensiero; forma superiore dell'azione politica.  
  • Dubbio: il cancro della fede.
  • Editorialista: il dovere di un editorialista è quello di dire la verità. Il suo mestiere è di far credere che la conosce.
  • Fallocrate: nome che gli impotenti danno agli uomini normali.
  • Falso problema: problema che dispensa di cercare una vera soluzione.
  • Fortuna: unica spiegazione ammissibile per il successo altrui.
  • Le donne si dividono in due categorie: le nubili, che non sognano che il matrimonio, e le sposate, che non sognano che il divorzio.
  • Obiettività: camuffamento della soggettività.  
  • Pazzo: razionalista in anticipo per i suoi tempi.
  • Quotidiano: tessuto di sciocchezze, scritto, stampato e venduto in meno di qualche ora; quindi letto, gettato e dimenticato in meno di qualche minuto.
  • Scrittore: razza di intellettuali con pubblico limitato e presunzione infinita.
  • Sfortuna: unica spiegazione possibile del proprio fallimento.
Ennio Flaiano
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Raffaello Franchini
Napoli 1920 - 1990 - Filosofo e aforista italiano
Selezione Aforismario
99 aforismi
1976
  • "Le bugie hanno le gambe corte". Le piccole bugie, s'intende.
  • Apolitico: è al di sotto di tutti i partiti.
  • È intelligente perché ha capito che questo è il momento di essere cretini.
  • I libri li scrivono, spesso, quelli che non leggono molti altri libri per avere il tempo di scrivere i propri. E poi pretendono di essere letti.
  • I piccoli libri vengono letti ma non presi in considerazione, quelli grossi non vengono letti ma sono molto considerati.
  • Il dommatismo è la filosofia degli altri.
  • Molti devono la vita alle preghiere del fisco.
  • Non è Dio che è morto, è questo papa che è vivo.
  • Opporsi a chiunque si oppone a qualsiasi cosa.
  • Permette: Erotomane. Piacere: Ninfomane.
  • Se la carica di Padreterno fosse elettiva presenterebbe la candidatura.
  • Si può sostenere con estremismo una tesi equilibrata e con equilibrio una tersi estremistica.
  • Società dei consumi. E la società dei risparmi?
  • Sono contro il controllo delle nascite perché temono la scomparsa degli sciocchi.
  • Ti voterò. ma solo se vincerai.
  • Vero filosofo – secondo Platone, Aristotele, Whitehead e Jaspers – è colui il quale è capace di meravigliarsi. Vero politico, al contrario, è chi non si meraviglia mai di niente.
Non prendertela con chi ti sembra egoista, cattivo o stupido.
Tu non sei diverso. E neppure io. (Joan Fuster)
Joan Fuster
Sueca 1922 - 1992 - Scrittore e aforista spagnolo
Selezione Aforismario
Giudizi finali
Judicis finals, 1960-1968
  • Attribuiamo importanza (e non poca) a questa o a quella cosa per poter credere che in questa vita arida e desolata esista qualcosa d'importante.
  • Cogito ergo sumus. E che ci posso fare?
  • Conoscete certamente il famoso adagio greco: Joan Fuster è la misura di tutte le cose.
  • Diffidate di coloro che predicano l'idea del sacrificio. Ciò che in realtà vogliono è che qualcuno si sacrifichi per loro.
  • È utile avere un'ossessione: ci distrae.
  • Fa parte di una buona educazione sapere quando sia opportuno essere maleducati.
  • La buona fede, la buona fede... Ma tutti i fanatici sono in buona fede.
  • Le lezioni più utili sono quelle da cui decidiamo di non trarre nessun profitto.
  • L'innocente non sa di esserlo. Per questo è tale.
  • Non prendertela con chi ti sembra egoista, cattivo o stupido. Tu non sei diverso. E neppure io.
  • Una persona che ci ama è un pericolo costante.
Giovanni Gaggino
Varazze ligure 1846 - Garaoch 1918 - Armatore e aforista italiano
Selezione Aforismario
Tesoro
Massime, sentenze, proverbi, consigli, pensieri, aforismi del capitano G. Gaggino, 1900/17
  • Ci vuole più a trovare un buon socio, che una buona moglie.
  • È più facile pensar giusto che agir giusto.
  • I tempi più difficili a vincere son quelli della tristezza.
  • Il tempo vede tutto passare, senza poter nulla impedire.
  • Il vero amico dell'uomo è se stesso.
  • La legge ha per norma il giusto; ma non è sempre giusta.
  • La moneta è il linguaggio internazionale.
  • La moneta tenuta inoperosa a nulla serve, e rende schiavo chi la possiede.
  • La necessità avvilisce, come la ricchezza insuperbisce, umilia l'uomo dabbene, fa un birbante del cattivo.
  • La parola voglio, non si deve usare che comandando se stesso.
  • La religione è l'anima dell'anima nostra.
  • La sola idea può guarire, come può nuocere.
  • La vanità come l'ambizione cresce col successo.
  • L'ignoranza pedante ed orgogliosa deve esser combattuta con le stesse armi.
  • L'uomo che inventa anche una minima cosa, si eleva al di sopra degli altri.
  • L'uomo che non crede in Dio, non sa darsi ragione della propria esistenza, e non può guidare al bene né sé, né gli altri.
  • Nelle imprese ove non è rischio, non vi può esser gloria.
  • Non bisogna ascoltare più del necessario.
  • Riconoscere la propria ignoranza, è grandezza.
  • Risparmio è doppio guadagno.
  • Si è sempre in tempo, volendo, a far del bene.
  • Soltanto l'ignorante può ritenersi felice; per chi ha cuore gentile ed intelletto sveglio, i mali che affliggono l'umanità bastano a renderlo infelice.
  • Una grave disgrazia che affligge l'umanità si è che gli uomini credono sia vero soltanto quello che pensano.
John Garland Pollard
King and Queen County 1871 - Washington 1937 - Politico e scrittore statunitense
Selezione Aforismario
A Connotary
Definitions Not Found in Dictionaries, 1932
  • Abitudine. All'inizio il filo di una ragnatela, poi un cavo. 
  • Adulazione. Acqua di Colonia da fiutare, ma non da inghiottire.
  • Agnostico. Uno che non crede a niente e pretende che gli altri credano come lui.
  • Alibi. Modo legale di provare che un uomo non era in un luogo in cui realmente era.
  • Anarchia. Condizione per cui gli uomini sono tanto liberi che non possono fare quello che vogliono.
  • Antropofago. Un uomo a cui piacciono i suoi simili.
  • Banchiere. Colui che presta il denaro degli altri e tiene l'interesse per sé.
  • Bigamo. Un uomo che cerca di servire due padrone. 
  • Carestia. Periodo nel quale facciamo a meno di ciò che i nostri genitori non hanno mai avuto.
  • Cassazione. Tribunale che corregge gli sbagli dei tribunali inferiori e perpetua i propri.
  • Cavolfiore. Un cavolo che ha fatto l'università.
  • Celibe. Un uomo che ha perduto l'occasione di fare infelice una donna.  
  • Cinico. Un uomo che conosce il prezzo di ogni cosa e non conosce il valore di nessuna.
  • Cleptomane. Un uomo che non può fare a meno di servirsi da sé.
  • Complimento. Bugia in abito di gala.
  • Consiglio. Ciò che ai saggi non occorre e che gli sciocchi non seguono.
  • Corteggiare. Inseguire una donna finché questa vi acchiappa. 
  • Cortesia. Ascoltare discorsi su cose che sapete benissimo da chi non ne sa nulla.
  • Critica. Una cosa che può essere evitata non dicendo nulla, non facendo nulla e non essendo nessuno.
  • Diplomatico. Un uomo che ricorda il compleanno di una signora e dimentica l'anno di nascita. 
  • Economia. Fare a meno del necessario per risparmiare denaro e comprare il superfluo.
  • Educatore. Un uomo che getta perle false a porci veri. 
  • Epitaffio. Un breve poema sarcastico. 
  • Esperienza. Ciò che si ottiene quando si cerca qualcos'altro.
  • Famiglia. Il luogo dove siamo trattati meglio e dove si brontola di più.
  • Felicità. Una cosa che dipende non dalla posizione, ma dalla disposizione. 
  • Fidanzamento. Una chiamata alle armi; il divorzio invece è il disarmo. 
  • Flirt. Attenzione senza intenzione.
  • Giuria. Dodici uomini scelti per giudicare quale sia il migliore avvocato.
  • Imitazione. La più sincera delle adulazioni.
  • Ipocrita. Un ragazzo che va a scuola col sorriso sulle labbra. 
  • Lacrima. Dolore in soluzione: sofferenze del cuore ridotte allo stato liquido.
  • Libero pensatore. Un uomo che non ha moglie.
  • Libro. Marmellata di pensieri.
  • Liquore. Una cosa che ha molti aperti nemici e molti segreti amici.
  • Moglie obbediente. Quella cui il marito ha ordinato di fare ciò che vuole lei e lei lo fa. 
  • Niente. Un buco di barile senza il barile intorno. 
  • Opinione. Un'idea che possedete; la convinzione è, invece, un'idea che possiede voi. 
  • Originalità. Un'imitazione non conosciuta. 
  • Ospitalità. La virtù che ci induce a dar da mangiare e dormire a chi non ne ha bisogno. 
  • Pessimista. Uno che se può scegliere tra due mali li prende entrambi. 
  • Poscritto. La parte più importante nelle lettere di una donna. 
  • Preoccupazione. L'interesse che paghiamo sui guai prima che essi arrivino. 
  • Proverbio. Lo spirito di uno e la saggezza di molti.
  • Raffinatezza. La capacità di sbadigliare senza aprire bocca. 
  • Ricerca. Spigolare cose da molti vecchi libri che nessuno ha letto e riunirle in un nuovo libro che nessuno leggerà.
  • Russare. Dormire ad alta voce.
  • Seccatore. Un uomo che parla di sé, mentre voi vorreste parlare di voi stesso. 
  • Sinonimo. Parola che si usa quando non si conosce l'ortografia di un'altra.
  • Statista. Un uomo politico quando è morto. 
  • Tassazione. L'arte di pelare l'oca facendola gridare il meno possibile e ottenendone la maggior quantità di penne
  • Telegramma. L'unico posto dove contano le parole, invece che le azioni. 
  • Tolleranza. Saper ridere quando uno vi pesta i calli mentali.  
  • Vento. Aria che ha fretta.
  • Verità. Una cosa che alcune persone odiano per lo stesso motivo per cui le donne odiano la bilancia.
  • Vulcano. Una montagna che ha il mal di stomaco. 
  • Zitella. Una donna che aspetta.
Angelo Gatti
Capua 1875 - Milano 1948 - Scrittore, poeta, storico e moralista italiano.
Selezione Aforismario
Le massime e i caratteri
1934
  • "Conosci te stesso" vuol dire per un uomo molte cose; per una donna, principalmente, se è bella o brutta.
  • Alcuni uomini valenti paiono incorruttibili perché si vendono in silenzio.
  • Ama meglio chi ha più cuore, ma più intensamente chi ha più immaginazione.
  • Andare d'accordo con gli uomini significa fingere di non vedere i loro vizi o difetti.
  • Basta quel minuto in cui gli sciocchi sono più sciocchi del solito, perché si credano intelligenti.
  • Chi non ha opinioni adotta facilmente le estreme.
  • Ci sono libri e giornali che fanno gli uomini pensatori in camera e sciocchi nel mondo.
  • Conoscere i libri è una forza, conoscerli più della vita una debolezza.
  • È un bel progresso aver fatto dell'orgoglio una virtù.
  • Gli uomini non si consolano di un grande amore finito: preferiscono dimenticarlo.
  • I libri potenti si ricordano come se fossero d'una pagina sola.
  • I vincitori fanno la storia e i vinti la morale.
  • La sventura colpisce egualmente i felici e gli infelici: ma per i primi sembra giustizia.
  • Le classificazioni degli uomini possono essere numerose; una però è semplice e importante fra tutte. Alcuni nascono dicendo sì, altri no.
  • Molti sono onesti per la mediocrità della loro condizione.
  • Nei tempi, in cui tutti scrivono bene, pochi scrivono cose grandi.
  • Non c'è niente di più imprevisto, originale e grazioso d'una donna che dice naturalmente la verità.
  • Spesso il corpo unisce e lo spirito separa.
  • Una delle ragioni principali per cui l'uomo continua a fare una cosa, è che l'ha sempre fatta.
Kahlil Gibran
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Domenico Giuliotti
San Casciano in Val di Pesa 1877 - Greve in Chianti 1956 - Scrittore italiano.
Selezione Aforismario
Pensieri di un malpensante
1936
  •  "Ego": pronome-pavone; sulla bocca dell'uomo, odioso. Dio solo può dire: Io. ("Ego sum qui sum", "Ego sum Dominus Deus tuus").
  • A Dio si va per "la via stretta"; ma tu, più largo, non vi passi. Ti ha gonfiato l'orgoglio? Ti ha fatto enfiare la scienza? Torna umile, ignorante, magro (cioè cristiano) e passerai.
  • Cos'è la morte per lo scettico? Forse "il gran forse". Ma la morte del cristiano: un tornare a casa.
  • Il fango è infinitamente più prezioso dell'oro, se Dio, per rifarlo a sua immagine, si fece fango.
  • Innesta all'Intelligenza la fede: sarà come quando smuore la luna e nasce il sole.
  • La sapienza del cristiano è un non sapere e un consapere: un non sapere, e cioè un ignorare la sapienza dei sapienti: un consapere, e cioè un sapere con l'onnisapiente Cristo.
  • Le cose, secondo che in questo o quel modo ne usiamo, o sono uncini che ci afferrano e ci trascinano lontani da Dio, o sono scalini che c'innalzano e ci portano verso Dio.
  • L'uomo illustre: che spocchia! Ma guardalo con la lente del Vangelo: che miseranda miseria!
  • Non molte chiese, ma due: quella triplice e una di Cristo, quella molteplice e una dell'Anticristo. E non varie guerre, ma una: tra l'Anticristo e Cristo.
  • Vo lordo, legato, schiavo; torno via mondo, sciolto, libero. Tale la Confessione, se vuoi provarla. 
Nuovi pensieri di un malpensante
1947
  • Quando si dice comunemente: cielo e terra, par che si voglia intendere: Quaggiù terra, lassù cielo. Ma non c'è né un quaggiù, né un lassù; né un basso, né un alto; c'è soltanto l'interminato spazio e, in esso, innumerevoli moscai di mondi. Giunto a questo punto, il pensiero, che (indipendentemente dalla fede) vorrebbe ancora proseguire, è già sulla soglia del manicomio; né può retrocedere. Ancora un altro passo al di là, e il tuo cervello, strano mulino a vento, macinerà il nulla. 
Arturo Graf
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Carlo Gragnani
Livorno 1910 - Lugano 2010 - Economista e aforista italiano.
Selezione Aforismario
A conti (quasi) fatti
1989
  • Ho sempre preferito le porte d'uscita a quelle d'ingresso.
  • Il nevrotico crede di poter star bene una volta guarito. In ciò consiste la sua nevrosi.
  • Il pessimista è uno che si è informato.
  • Il più grande sforzo della teologia è stato sempre quello di scagionare Dio.
  • In ogni amicizia c'è un segreto comune ignorato.
  • Malessere o non essere? Questo è il problema.
  • Sperare soltanto nelle certezze; è più sicuro.
  • Tentazione dell'intelligenza: capire presto e accontentarsi.
  • Un giornale si domanda: "Qual è il futuro degli anziani?". Ma via, lo sanno tutti.
  • Vecchiaia: stanchezza che il riposo non elimina. 
Si fa per dire...
1992
  • A volte capita a noi come ai libri: ci troviamo nel posto sbagliato.
  • È incredibile quante cose si dicono quando si parla di altre cose.
  • La paura si vince non col coraggio ma con una paura più grande. Tutti gli eroi ne fanno esperienza.
  • Le lettere d'amore si nutrono di lontananza.
  • Mi dice: "Io nel mio piccolo" (Sono d'accordo con lui.)
  • Nell'arco della vita l'attività sessuale si svolge a forma di cerchio. Comincia dove finisce, con le carezze.
  • Quando un libro è uscito è tempo, per l'autore, di rimorsi.
  • Un errore ripetuto frequentemente ha una grande forza di persuasione.
  • Un ideale nella vita è indispensabile. Ci vuole una fede, uno scopo. Così si dice. È un modo di alludere all'orrore che si prova davanti al puro fatto di esistere.
Peter Handke
Griffen 1942 - Scritore austriaco.
Selezione Aforismario
Il peso del mondo
Das Gewicht der Welt, 1978
  • Appendere davanti a casa mia un cartello con l'ammonimento: "Attenzione, in questa casa si legge!".
  • Basta con la memoria! Voglio che ogni cosa sia bella già fin d'ora e non solo nel ricordo che ne avrò.
  • È difficile avere tante sensazioni da poter scrivere più di una lettera al giorno.
  • È noioso mangiare ciliegie che non hai raccolto tu stesso, arrampicandoti sull'albero.
  • Felicità − e contemporaneamente la sensazione, terrorizzante, che si tratti solo di un'eccezione.
  • L'inganno di chi pensa-fino-in-fondo.
  • Lo svantaggio della grande letteratura sta nel fatto che ogni stronzo ci si può identificare.
  • Mentre disprezzi il tuo passato, non disprezzi anche gli altri che lo vivono ancora, questo tuo passato?
  • Smise di masturbarsi: improvvisamente si frappose il desiderio.
  • Spesso provo la sensazione di essere l'impiegato di me stesso.
Hugo von Hofmannsthal
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Elbert Hubbard
Bloomington 1856 - RMS Lusitania 1915 - Scrittore, filosofo e aforista statunitense
Selezione Aforismario
Il Dizionario Roycroft
The Roycroft Dictionary, 1914
[Traduzione dall'inglese di Giovanni Soriano]
  • Amanti: inconsapevoli commedianti.
  • Amico: il capolavoro della Natura.
  • Assemblea: il Pantheon dei mediocri.
  • Ateo: un individuo che non crede in se stesso.
  • Dio: il primo ateo.
  • Giornale: una fabbrica di falsità.
  • Giustizia: un sistema di vendetta in cui lo Stato imita il criminale.
  • Ironia: la pianta di cactus che spunta sulla tomba delle nostre morte illusioni.
  • Lingua: lo strumento della mente.
  • Logica: strumento utilizzato per rafforzare un pregiudizio.
  • Martire: Uno che è disposto a sacrificare gli altri per la sua "causa".
  • Motivo: aritmetica delle emozioni.
  • Pace: un monotono intervallo tra due combattimenti.
  • Pedante: una persona con più istruzione di quanta ne possa utilizzare.
Jean Josipovici
Triel-sur-Seine 1914 - Rossano 1992 - Scrittore, poeta e aforista francese.
Selezione Aforismario
Citera
Isola di Afrodite, 1989
  • Ad essere sinceri nulla giustifica una passione se non il senso di inutilità dell'esistenza.
  • Beati coloro che coltivano la voluttà dell'attesa. 
  • Certe relazioni finiscono in un labirinto: ci si cerca e non ci si trova.
  • Che ne fanno gli uomini dei loro amori così belli? Paesaggi di rovine, ove si trascinano relitti senza memoria.
  • Chi si accontenta di pubbliche verità, vive di menzogne private. 
  • Fascino, sorta di chiave che apre porte segrete.
  • Guardando indietro, si scopre che degli anni si sono decisi in pochi minuti. 
  • La vera morte è la morte della speranza.
  • L'autentico seduttore si riconosce dal modo in cui evita di morire d'impazienza.
  • Le ferite d'amore cicatrizzano male. 
  • Si crede di inseguire la felicità; non si inseguono che le emozioni.
  • Troppo calda o troppo fredda, la donna rende l'uomo impotente. 
Pensieri in rotta
1989
  • Amare senza far l'amore, invecchia. Far l'amore senza amare, non ringiovanisce.
  • Bisogna lavorare molto per pagarsi le distrazioni che permettono di lavorare molto.
  • Chi riflette troppo, non scriverà mai. Tutt'al più incontrerà il vuoto.
  • Con le sue maniere da gatta, si riservava sempre la parte del leone.
  • Contare soltanto su se stesso, è contare male.
  • È tipico dei benpensanti "il non pensare".
  • I medici coltivano l'illusione rassicurante di incontrare per tutta la vita lo stesso corpo.
  • Il denaro non è tutto, ma permette di occuparsi del resto.
  • Il tempo non guarisce nulla. Uccide certi sentimenti.
  • In un nuovo posto di lavoro, si deve indovinare se per essere ben visto, bisogna lavorare sodo o non far niente.
  • La grande politica è inattuale.
  • La storia insegna che la maniera di ingannare fa il grande uomo.
  • La vita trasmette continuamente risposte a domande che non abbiamo mai posto.
  • L'alcool uccide lentamente; ma l'ubriaco non ha fretta.
  • L'ambizione porta a tutto, ma non altrove.
  • L'arte rende l'ignoto evidente.
  • Le cose belle costano care, le cose brutte ancora di più.
  • Le terre sconosciute. Non si scopriranno mai i limiti della stupidità
  • L'uomo e la donna vogliono raramente la stessa cosa. Ad esempio: l'uomo vuole la donna, mentre la donna vuole l'uomo.
  • Nella folla, molti individui, pochi uomini.
  • Non si può chiedere ad un professore di pensare: egli insegna, è già molto.
  • Ricevere costa.
  • Se Dio non chiedesse che di amarlo, come sarebbe facile.
  • Si chiama "ingenuo" colui che per sapere una cosa la domanda.
  • Tale è il dilemma: non si può vivere con le donne, non si può vivere senza.
  • Tutto parla a chi ama. In tutti i modi... in tutte le lingue.
  • Un amico che dice la verità, non dice sempre quello che pensa.
  • Una coppia ben assortita: l'uno finge di ignorare quello che l'altro finge di sapere.
  • Vivere, è ricominciare... sino alla fine.
Karl Kraus
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Stefano Lanuzza
Villafranca Tirrena 1946 - Poeta e aforista italiano.
Selezione Aforismario
Disjecta membra
Lunario dello Scorpione, 1989
  • A che serve la letteratura? Forse serve, se deve servire, a far diventare vera la realtà.
  • Ben più spregevole di chi sbaglia chi ha sempre paura di sbagliare... 
  • Chi non ha immaginazione ha il sogno (però dorme).
  • Chi non impara a vivere la vita, impari almeno a scriverla.
  • È un tipo modesto... e se ne vanta (!)
  • Esitare, cioè pensare. 
  • I tuoi errori sono stati le tue vittorie. Tu, dunque, non sarai mai sconfitto.
  • Il nihilismo, un eccesso di sensibilità.
  • In fondo, non vale niente una vita che non costa niente.
  • Infelici ma in silenzio: con dignità e pudore.
  • Inutilità della polemica: anche se hai vinto, hai perso.
  • L'amico: un traditore incapace di farti del male. 
  • L'arte: debole difesa di chi viene scorticato vivo dalla vita. 
  • L'ecumenismo moderno: il gigantismo tecnologico. Telematico e spettacolare.
  • Non deserto ma campo di battaglia è la solitudine. 
  • Non essere sincero con chi, impellentemente, ti chiede d'esserlo; sappi che poi non te lo perdonerebbe mai.
  • Scegliere solo ciò che non potrà mai ottenersi.
  • Si crede solo in ciò che non si ha.
  • Si può fare molto di più che insegnare: si può non insegnare.
  • Spesso si confonde la chiarezza con il luogo comune.
  • Talvolta, bisognerebbe vivere facendo finta di non esistere. 
Stanisław Jerzy Lec
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Leo Longanesi
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Mattia Limoncelli
Scrittore e aforista italiano
Selezione Aforismario
Un mondo in frantumi
1936
  • Cader bene è meglio che restar male in piedi.
  • Certi aiuti giungono ad un solo patto: che non se ne abbia bisogno.
  • Ha ragione non già chi ha soltanto ragione, ma chi sa farla valere. 
  • La diplomazia femminile ama farsi rubare quello che era per concedere.
  • Le delusioni non derivano da quel poco che ci è dato ottenere, quanto dal molto che ci aspettavamo.
  • Non dico che tu debba proprio adoprarli, ma fai bene a mostrarli, i denti.
  • Non vi è retorica peggiore di quell'altro partito preso che si chiama l'antiretorica. 
  • Se vuoi fare il bene del prossimo implora perché prima te lo consentano, poi te lo perdonino ed infine lo dimentichino.
  • Talvolta l'anima, nel tormento, non è sorretta che dal suo stesso martirio.
  • Una generazione che semina senza avere il tempo di raccogliere vale assai più di una generazione che raccoglie senza aver seminato. 
  • Vi sono degli uomini che nonostante i loro meriti, non raggiungono quelle vette dalle quali gli opportunisti, nonostante i loro demeriti, non precipitano.
  • Le grandi occasioni sono come certi cimeli: o li hai per niente o non basta tutto l'oro del mondo.
Davide Lopez
Bari 1925 - Vicenza 2010 - Psicoanalista e aforista italiano
Selezione Aforismario
Al di là della saggezza, al di là della follia 
Diario di uno psicoanalista, 1976
  • Coloro che soffrono di senso di colpa hanno in generale una inibizione dell'orgoglio. Essi si sentono in colpa proprio verso quelle persone che dovrebbero, al contrario, disprezzare.
  • È più forte, più profondo e duraturo, forse imperituro, quell'amore che nasce improvviso, inatteso e tardivo, dopo una lunga, inconsapevole, gestazione. Negli incontri, negli sguardi e nelle parole, vi era stato solo ingenua curiosità e piacere preconscio. In seguito, ricordando, si scopre che molte cose si erano pensate, molte cose si erano fatte, molti luoghi si erano apprezzati e goduti, per via di questo amore silente che si era radicato nella mente, molto prima che un barlume di consapevolezza avesse sorpreso la persona.
  • Il futuro umorista sarà colui che diverrà capace di godere l'umorismo di un altro su di sé.
  • Non amare mai una persona che ha un cattivo appetito, e diffidare di coloro il cui appetito si esaurisce subito, dopo i primi bocconi. Questi ultimi hanno il verme del peccato originale dentro di loro.
  • Si dà torto a se stessi quando non si è ancora abbastanza sani e maturi da riconoscere le ragioni dell'altro. Nell'accusare se stessi vi è presunzione narcisista.
  • Si dà torto a se stessi quando non si è ancora abbastanza sani e maturi da riconoscere le ragioni dell'altro. Nell'accusare se stessi vi è presunzione narcisistica. 
Il mondo della persona
Aforismi, 1991
  • Diffidare sempre di una donna che vuol sedurci alla solidarietà con un terzo.
  • Dio, l'analista e l'amante non aspettano, e questo nell'ordine.
  • Don Giovanni, più che uno scassinatore, è un ladro: preferisce le cassaforti aperte.
  • È colui che ha saputo mascherare la propria follia. 
  • I matti sono solo matti a metà, perché non hanno il coraggio totale e la compiuta consapevolezza della loro follia, come i geni.
  • Il significato etimologico-psicologico di rassicurare è: non curare.
  • La donna diventa vera quando ridiventa anche bambina − bambina sana.
  • La sanità inizia con la recita della sanità.
  • L'ideologia è la maschera dell'impotenza.
  • Ogni rinuncia accumula odio: così, la si fa pagare a se stessi e agli altri.
  • Quindi, il folle è il normale ingenuo.
  • Se si continua a vergognarsi dell'errore, si rimane al di sotto dell'errore, malgrado la presunzione implicita nella vergogna.
Mino Maccari
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Marcello Marchesi
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Arturo Martini
Treviso 1889 - Milano 1947 - Scultore, pittore e aforista italiano
Selezione Aforismario
La scultura lingua morta
1945
  • Fonte d'estasi oggi un limone quanto una venere.
  • Il contrasto di forme e di valori diversi soccorre risolutamente, nelle arti, alla costruzione ritmica dell'opera.
  • In arte qualsiasi sentimento dev'essere dato e non sentito: chi sente trema e non farà mai centro.
  • Insipida come ogni primizia l'arte dei ragazzi prodigio.
  • La scultura è sempre vissuta di vita parassitaria; aderendo come un rampicante alla superficie di un 'immagine e assumendone la forma, ha finito per credere quella forma la sua propria essenza.
  • La scultura resta quello che è: lingua morta che non ha volgare, né potrà mai essere parola spontanea fra gli uomini.
  • La sensibilità deriva sempre da pochezza sanguigna, è una specie di convalescenza che anche l'uomo sano può procurarsi facilmente prendendo una purga.
  • L'arte non è interpretazione, ma trasformazione.
  • L'arte non sopporta teorie, generi, stile. È un discorso spontaneo, misterioso ma fatale, come lo svolgersi della nascita nel grembo materno, una facoltà naturale eterna che stupisce per la semplicità di ripetersi nel tempo come il filo d'erba.
  • L'artista che si copia riduce la sua opera a una specie di commercio personale, redditizio perché a serie, ma infinitamente monotono e triste.
  • L'aspetto della scultura è squallido e triste come quello di un seme posato sul marmo, cioè fuori di ogni possibilità di vita.
  • Nessuna magia di esecuzione può fare di un errore una verità, da cui trarre leggi universali.
  • Oggi gli scultori non fanno che tentare qualche variazione su temi ai quali, uno per uno, gli antichi hanno già dato scacco matto.
  • Oggi, per un artista che partecipi al suo tempo, è più viva una "natura morta", ispirata da un avanzo di verdura, che tutti i miti esaltati nel tempo antico.
  • Parole note volumi non sono che materiali, mezzi che l'artista di volta in volta tramuta in valori essenziali.
  • Perché la scultura che può fare una venere, non può fare un pomo?
  • Riprova la servitù della scultura al soggetto l'impossibilità di metafora.
  • Troppo umana, la statua, per raggiungere l'anonimo.
Ferruccio Masini
Firenze 1928 - 1988 - Pittore, scrittore e aforista italiano
Selezione Aforismario
Aforismi di Marburgo
1983
  • Bisogna ridere della propria tristezza come ridono gli dèi.
  • Chi appartiene alla disperazione non può appartenere a nessuno.
  • Cultura per le masse? Una contradictio in adjectis.
  • Imparare ad agire da vivo non significa ancora essere vivi.
  • La verità − dicono − è semplice. Così semplice che difficilmente esiste.
  • Ma chi mai ha detto che la nostra vita avrebbe dovuto essere diversa da quel che è?
  • Quando il dolore riesce a parlare, ci si accorge di quel che è maturato silenziosamente in esso e si raccolgono i frutti.
  • Ridere di sé è facile, ridere del mondo un po' meno. Ridere, ridere solamente, impossibile.
  • Si può far finta di filosofare, ma non si può far finta di vivere.
Mignon McLaughlin
1913 - 1983 - Scrittrice, aforista e giornalista statunitense
Selezione Aforismario
Taccuino del nevrotico
Neurotic's Notebook, 1963
[Aforismi tradotti dall'inglese da Giovanni Soriano]
  • "Io sono come sono" è un altro modo per dire "io posso fare a meno del tuo amore".
  • A tutti piacerebbe avere la reputazione di essere generosi, e a tutti piacerebbe comprarla a buon mercato.
  • Coloro che si rivolgono a Dio per averne conforto, possono trovare conforto, ma non credo che troveranno Dio.
  • È in cerca di guai l'uomo la cui moglie è detestata da tutte le donne e desiderata da tutti gli uomini.
  • È innocenza quando ci affascina, ignoranza quando ciò non accade.
  • Ho paura di vincere e ho paura di perdere; detesto pareggiare e non posso smettere di competere, altrimenti sto bene.
  • Il nevrotico anela toccare il fondo, così almeno non avrà più nulla di cui preoccuparsi.
  • Il nevrotico ha una visione perfetta da un occhio, ma non ricorda quale.
  • La bellezza spesso svanisce, ma di rado così rapidamente come la gioia che ci dà.
  • La disperazione è rabbia senza alcun posto dove andare.
  • La maggior parte delle donne vorrebbe vestire in modo fantasioso, ma guarda di traverso ogni donna che lo fa.
  • Le donne di solito amano ciò che comprano, ma odiano i due terzi di ciò che si trova nei loro armadi.
  • L'insulto, non l'adulazione, è il grande afrodisiaco.
  • Nessuno ha mai amato nessuno nel modo in cui ognuno desidera essere amato.
  • Ogni società onora i suoi conformisti vivi e i suoi agitatori morti.
  • Un critico può recensire soltanto il libro che ha letto, non quello che lo scrittore ha scritto.
  • Una ninfomane è una donna ossessionata dal sesso come lo è qualsiasi uomo.
Il secondo taccuino del nevrotico
The Second Neurotic's Notebook, 1966
[Aforismi tradotti dall'inglese da Giovanni Soriano]
  • Ai nevrotici piacerebbe dormire tutto il tempo, ed essere svegliati solo quando ci sono buone notizie.
  • All'inizio di una storia d'amore neppure il nevrotico è nevrotico.
  • Buon cibo, buon sesso, buona digestione, buon sonno: a questi piaceri animali di base, l'uomo non ha aggiunto nient'altro che quello della buona sigaretta.
  • Di tutti i cittadini di categoria inferiore, i nevrotici sono gli unici a esserlo per scelta.
  • I nevrotici pensano al passato con risentimento, e al futuro con timore; il presente, semplicemente, non esiste.
  • I nevrotici si aspettano che voi vi ricordiate di tutto quello che vi dicono, e molto di ciò che non fanno.
  • Il nevrotico crede che la vita abbia un senso, ma che la sua vita non ne abbia alcuno.
  • La maggior parte dei sermoni suonano per me come spot commerciali − quel che non riesco a capire è se Dio è lo sponsor o il prodotto.
  • Nevrotico: uno che può andare dal basso verso l'alto, e viceversa, senza mai toccare il mezzo.
  • Solitamente il nevrotico obbedisce alla propria Regola d'Oro: odia il prossimo tuo come te stesso.
  • Un matrimonio riuscito richiede che ci si innamori molte volte, sempre della stessa persona.
Fausto Melotti
Rovereto 1901 - Milano 1986
Pittore, scultore, musicista, poeta e aforista italiano
Selezione Aforismario
Linee
1975-1978
  • Credi di volare e sono calci nel sedere.
  • Davanti a una testa-biblioteca m'inchino, pensando di onorare non la testa ma la biblioteca.
  • Dopo che le avventure dei sogni li hanno portati lontano l'uno dall'altro, al mattino i familiari si salutano come gente che si ritrova dopo un viaggio.
  • I più poveri di tutti sono gli stupidi.
  • Il disprezzo con rispetto: la civiltà è tutta qui.
  • Il gioco è libertà ma la libertà non è un gioco.
  • Il legno sul quale poserà il mio lungo sonno in un paesaggio a me ignoto ora si scuote al vento.
  • La casa dei genitori è la casa dei figli. Nella casa dei figli i genitori sono ospiti.
  • Lavorando accaniti il tempo passa via e non lo vedi. Per vivere a lungo bisogna annoiarsi.
  • Non sapendo come cavarsela, la natura ci fa morire.
  • Rispetto a ciò che non è, qualunque cosa che è, è un miracolo.
  • Se uno non ha mai riso a crepapelle assieme a sua moglie non sa cosa sia l'amore coniugale.
  • Si può ridere a mezza bocca, ma non si può piangere da un occhio solo.
Luigi Meneghello
Malo 1922 - Thiene 2007 - Scrittore italiano
Selezione Aforismario
Le carte
Volume I - Anni Sessanta, 1999
  • Adamo è un nome un po' comico, Eva mena all'orgasmo.
  • C'è l'ordine delle idee e l'ordine delle fottute parole.
  • Disprezzo per la retorica della creatività, le lodi al creative work che produce le insipide favole di stagione. Ma la creatività esiste. Si crea, e come, intorno a noi. È tutto un generare continuo di forme nuove, perfino nelle cose più umili, nello sfaccendare in casa, nello sbattere di tacchi operosi, nei gridi dei giochi, nei ritmi dei motori a scoppio - e nel cogliere queste cose, e dirle.
  • È straordinario il loro amore coniugale! Unico neo, che non sono coniugati.
  • Gli storici: che cosa ci vuole per fare uno storico? È una pretesa così radicale quella di sapere come sono andate veramente le cose...
  • Il sistema è orrendo, ma i suoi nemici sono così coglioni!
  • In quel periodo scrivevo frasi così intelligenti che dopo qualche tempo, rileggendo, non le capivo più.
  • La più bella di tutte le lingue non è dunque il greco, è la matematica.
  • L'uomo, nella sua versione maschile, si può considerare una struttura per sostenere i testicoli.
  • Non si può vivere e pensare. Ciascuna delle due cose, rispetto all'altra, è una perdita di tempo.
  • Se riuscissi a sapere che cos'è una biscroma!
Henri Michaux
Namur 1899 - Parigi 1984 - Scrittore e poeta belga naturalizzato francese
Selezione Aforismario
Face aux verrous
1954
  • Anche se è vero è falso.
  • Chi ha respinto il proprio demone c'importuna con i suoi angeli.
  • Chi lascia una traccia, lascia una piaga.
  • Come sarebbero meno detestati gli uomini se non fossero tutti provvisti di faccia.
  • Il sapiente si alzerà più prontamente per impedire a una porta di sbattere che per opporsi a un omicidio che si consumi senza un gran rumore nella camera accanto. Il fatto è che egli sa il prezzo del silenzio, quello che destina la sua vita ai calcoli e alla meditazione. Spetta agli eterni distratti andare alle distrazioni.
  • Le orecchie dell'uomo sono mal protette. Pare che i vicini non siano stati previsti.
  • Non è tutto duro nel coccodrillo. I polmoni sono spugnosi, e lui sogna sulla riva.
  • Ogni secolo ha la sua messa. Questo cosa aspetta a istituire una grandiosa cerimonia del disgusto?
  • Osservando dei seminaristi, presto dottori in teologia, giocare a colpire di piede un pallone da football, si è indotti a notare che è apparentemente più facile alla tigre essere interamente, degnamente tigre di quanto lo sia per l’uomo essere uomo.
  • Povertà senza debiti sarebbe una troppo grande solitudine, dice il povero nella sua saggezza.
  • Quel tipo, con la propria virtù, masturba i propri vizi.
  • Supponete che i pensieri siano palloni: l'ansioso ci si ferirebbe lo stesso.
Carlo Michelstaedter
Gorizia 1887 - Gorizia 1910 - Scrittore, filosofo e poeta italiano
Selezione Aforismario
Sfugge la vita
Taccuini e appunti, 1905 (postumo, 2004)
  • − Guai a chi invidia il passato −
  • − Un'idealità raggiunta perde ogni fascino.
  • Chi sa tacere è il più forte −
  • Come una macchia all'estremità della cornea che si vede sempre quando non la si guarda e a chi la vuol guardare sfugge - la vita non si può NÉ fuggire né possedere... se non che uno voglia chiuder gli occhi per sempre.−
  • Cura tanto i bisogni e le COMODITÀ materiali, quanto ti basti per non essere disturbato dal mondo esterno!
  • L'amore eleva la sensibilità di un individuo al grado più elevato.
  • L'enciclopedie sono il prodotto più turpe e più utile dell'ingegno umano.
  • L'ipocrisia è la menzogna della menzogna. −
Paolo Milano
Roma 1904 - 1988 - Giornalista, saggista e critico letterario italiano
Selezione Aforismario
Note in margine a una vita assente
1947/1955 (postumo, 1991)
  • Certe passioni senili nascono, non dalla concupiscenza, ma da un cieco bisogno di non essere vecchi.
  • Chi non ha lottato corpo a corpo, qualche giorno o qualche notte, con la propria incipiente follia?
  • Gli infermi sono alla mercé di tutti, con in mano un'arma sola, il ricatto della pietà.
  • Incontro ad ogni passo indulgenza o intolleranza, senso di giustizia, no.
  • La schiettezza assoluta potenzia l'intelletto di coloro verso cui la si pratica.
  • La sicurezza di sé, quando la si ostenta in ogni atto, è un segno infallibile d'incertezza interiore.
  • Più duro ad accettare del riconoscimento della propria mediocrità è solo quello della propria bassezza d'animo: il primo ci suggerisce una certa pietà, l'altro ci forza al disprezzo di noi stessi.
  • Più umiliante che la la fiacchezza delle membra, col passare degli anni, è la pigrizia del cuore.
  • Quando la mole del lavoro che ci aspetta eccede il limite massimo del ragionevole, ci si sente autorizzati a scegliere l'ozio.
  • Quando un uomo è entrato nella zona estrema della disperazione, niente più nella sua vita è casuale.
  • Ripetiamoci ogni giorno fino alla nausea che si può essere assolutamente sinceri, ma oggettivamente nel falso.
  • Troppe volte, a grattare una donna spericolata, si scopre una ragazzetta spaurita.
Paul Morand
Parigi 1888 - 1976 - Scrittore francese
Selezione Aforismario
Il viaggio
Le voyage, 1927
  • A ogni istante, il caso vi manda «a quel paese». Ne approfitterete?
  • Aver visitato molti paesi significa giungere giovani alla maturità, uno dei segreti della felicità.
  • Chi vaga per il mondo non è asociale. Semplicemente ama le grandi relazioni.
  • Guai a chi non sa viaggiare.
  • Il viaggio più bello quaggiù è quello che facciamo l'uno verso l'altro.
  • Le guerre stesse sono viaggi, viaggi di nazioni.
  • Le passioni, viaggi del cuore.
  • Leggere, scrivere, è dovere; viaggiare, è potere.
  • Partire è vincere una lite contro l'abitudine.
  • Quando si ritorna, è la terra che si è rimpicciolita o siamo noi cresciuti?
  • V’infastidiscono il rumore, il movimento? La nostra epoca vi fa star male? Provate a diventare rumore, movimento, e tutto, attorno a voi, apparirà calmo.
  • Viaggiare è il modo più piacevole, più impraticabile è più costoso di istruirsi.
  • Vorrei che dopo la mia morte si facesse della mia pelle una valigia.
Alessandro Morandotti
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Wilhelm Mühs
Moenchengladbach 1934 - Monaco 2002 - Giornalista tedesco
Selezione Aforismario
Gli aforismi del cinico
1992-1994
  • Amo la pace al punto che, per ottenerla, sono disposto a fare la guerra.
  • Delle volte, essere delinquente o meno dipende unicamente dallo stare di qua o di là di un determinato confine.
  • Dio è presente ovunque, perfino nelle chiese cattoliche!
  • In questa vita nulla è gratis; perfino la morte bisogna pagarla con la vita.
  • Quanto progresso si è rivelato regresso!
  • Sarò quel che sarò, ma in fatto di umiltà non mi batte nessuno.
Nuovi aforismi del cinico
1994
  • Cos'è il massimo della minoranza? Essere un ebreo negro comunista omosessuale e tossicomane.
  • Gli italiani si lamentano molto, quindi stanno bene.
  • Il segreto della felicità? Pensate a chi sta peggio! C'è gente che non ha neanche l'autista.
  • La modestia si basa sulla consapevolezza del proprio fascino.
  • Le zitelle sono delle egoiste sfacciate: vogliono il tepore del letto tutto per sé.
  • L'onnipresenza di Dio è un segno evidente della sua indiscrezione.
  • Meglio tardona che ritardata!
  • Per giudicare una persona bisognerebbe partire dai suoi lati positivi: Hitler non fumava, era vegetariano e contrario alla vivisezione... degli animali.
  • Quante volte la ragione ha torto!
  • Solo gli amici si possono maltrattare impunemente.
  • Spesso l'incorruttibilità è dovuta soltanto alla mancanza di corruttori.
Roger Munier
Nancy 1923 - Scrittore e critico francese.
Selezione Aforismario
Il meno del mondo
Le moins du monde, 1982
  • Aforisma: perché sviluppare, e anche come? Non si prolunga il lampo.
  • Col dolore si fa pochissima arte. E niente del tutto con il proprio.
  • Colui che trova è sulla via. Per aver trovato. Non per ciò che ha trovato.
  • Il vuoto è in noi. Non è necessario produrlo. Basta trovarlo.
  • L’uomo è ciò che non si spiega. In tutti i sensi del termine.
  • La parola è la cosa – perché no? Perché la cosa in fondo non è che un abuso di linguaggio. Non ci sono cose. Ci sono solo parole.
  • La vita non è una corrente continua. Bisogna nascere a ogni istante.
  • L'irrealtà del mondo è nella sua folgorante realtà.
  • L'uomo è ciò che non si spiega. In tutti i sensi del termine.
  • Non è il sonno a provocare il sogno. È il sogno che chiama il sonno.
  • Non si ama sé stessi. Si difende la propria identità. E talvolta contro sé stessi.
  • Non si esce dal mondo eludendolo. Se ne esce aggravandolo.
Ugo Ojetti
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Aldo Palazzeschi
Firenze 1885 - Roma 1974 - Poeta italiano.
Spazzatura
1915
  • Correre incontro al pericolo è una forma della vigliaccheria.
  • Gli uomini che prendono sul serio gli altri mi fanno compassione, quelli che prendono sul serio se stessi mi fanno sganasciare dalle risa.
  • Il vero poeta moderno dovrebbe scrivere sui muri, per le vie, le proprie sensazioni e impressioni, fra l'indifferenza o l'attenzione dei passanti.
  • Io sono un uomo che soffre di vertigini scritte.
  • Lo zaino più pesante che spalle umane possano reggere sul loro cammino è quello di un'anima.
  • Meglio suddito di un regime aristocratico che re di una democrazia.
  • Per avere il diritto di disprezzarlo, il passato, bisogna prima conoscerlo. Giustissimo. Ma anche il futuro, per avere il diritto di disprezzarlo, bisogna prima conoscerlo.
Giovanni Papini
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Georges Perros
(Georges Poulot) Parigi 1923 - Douarnenez 1978 - Scrittore e aforista francese.
Selezione Aforismario
Papiers collés
1960-1978
[Traduzione dal francese di Giovanni Soriano]
  • Amare è dare a qualcuno il diritto, se non il dovere, di farci soffrire.
  • Chi scrive per salvarsi è fottuto in anticipo.
  • Gli sciocchi impiegano del tempo per capire. Gli intelligenti per non capire.
  • Il romanticismo è credere possibile l'amore duraturo, dunque il matrimonio.
  • Il suicidio non è voler morire, è voler scomparire.
  • La vita è smisuratamente lunga, smisuratamente corta.
  • L'abitudine è l'animale in noi.
  • L'amore degli altri obbliga a un po' d'amore di sé.
  • L'erotismo è dare al corpo il prestigio della mente.
  • Mentire è divinizzare gli altri.
  • Nulla ho mai fatto se non per piacere. Basti dire che non ho fatto gran che.
  • Per raggiungere ciò che si pensa, occorre andare oltre i nostri limiti. Il risultato sono i nostri stessi limiti.
  • Scrivere è rinunciare al mondo implorando il mondo di non rinunciare a noi.
  • Si scrive perché nessuno ascolta.
  • Sono sicuro che Dio esiste. Quanto a crederci, è un'altra questione.
  • Uno è sempre un coglione per sua moglie; o è un coglione.
  • Uno può avere del genio ed essere un imbecille. Il contrario è impossibile.
Marino Piazzolla
San Ferdinando di Puglia 1910 - Roma 1985 - Scrittore, poeta e aforista italiano
La bellezza ha i suoi fulmini bianchi
1980
  • Chi uccide in nome di Dio ha già ucciso Dio. Chi uccide in nome dell'uomo ha già ucciso l'uomo.
  • Ho le mani soltanto sporche d'inchiostro: è meglio così.
  • I giovani d'oggi vogliono tutto e subito per togliersi il fastidio di crescere.
  • I sogni mi fanno viaggiare dove non andrò mai da sveglio.
  • In questo istante, sulla terra, si ripete il caos; ma tutto ci sembra normale.
  • Ogni giorno il caso decide molto più di noi.
  • Perché non potrebbe essere un colombo a dimostrare, volando, la nostra esistenza di bipedi?
  • Quando si ama profondamente, l'idea della morte incomincia a brillare negli occhi dell'amata.
  • Se temo la morte vuol dire che la vita mi è ancora vicina, disperata più di me.
  • Si nasce una sola volta, ma si muore per sempre.
Pitigrilli
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Enrique Jardiel Poncela
Madrid 1901 - 1952 - Scrittore, drammaturgo e aforista spagnolo.
Selezione Aforismario
Massime minime
Máximas mínimas, 1937
[Traduzione dallo spagnolo di Giovanni Soriano]
  • Chi perde una donna non sa quello che guadagna.
  • Ci sono due modi per conquistare la felicità: uno è fare l'idiota, l'altro è esserlo.
  • Ciò che veramente desidera colui che chiede la mano di una donna, è il resto del corpo.
  • Dicesi esperienza una catena di errori.
  • È più costoso vestire una donna che spogliarla.
  • I morti sono persone fredde.
  • Il bacio di una donna può non lasciare traccia nell'anima, ma ne lascia sempre sul bavero della giacca.
  • Il patrimonio è un insieme di beni; il matrimonio è un insieme di mali.
  • La donna sa muovere meglio il corpo che il cervello.
  • La medicina è l'arte di accompagnare con parole greche al sepolcro.
  • La morte produce qualcosa di piacevole: le vedove.
  • L'amicizia, come il diluvio universale, è un fenomeno di cui tutti parlano, ma che nessuno ha mai visto con i propri occhi.
  • Le donne sposate hanno un difetto in più delle donne sole: il marito.
  • L'unica cosa che interessa alle donne della testa di un uomo sono i capelli.
  • L'uomo ha ogni anno un anno in più; la donna due di meno.
  • L'uomo pensa, la donna dà da pensare.
  • L'uomo si sposa con una donna; la donna con una soluzione.
  • Tutti quelli che non hanno niente di importante da dire parlano ad alta voce.
  • Un fidanzato è un uomo felice che è pronto a smettere di esserlo.
Giuseppe Pontiggia
Como 1934 - Milano 2003 - Scrittore, critico letterario e aforista italiano
Selezione Aforismario
Le sabbie immobili
1991
  • CARISMA. Parola che lo sta perdendo, per averlo distribuito a troppi.
  • CONSUMATORI. Ha sostituito acquirenti, lettori, spettatori, eccetera. Evoca l'ingestione. I consumatori di musica girano con l'auricolare. Forse il termine ulteriore sarà evacuatori.
  • CULTURA. Facile da definire. Tutto quello che non pensiamo sia cultura è cultura.
  • DIALOGO. Ricercato da tutti, purché non sia reciproco.
  • EPOCALE. Mutamento epocale. Ce n'è ogni giorno.
  • GIOVANE RAGAZZA. Per distinguerla da vecchia ragazza.
  • RILEGGERE. Si usa per i classici che si leggono la prima volta.
  • SNOB. Questi innamorati (delusi) della massa.
  • SOLDATI. Operatori di pace.
  • VINCENTI. Basta guardarli. 
Prima persona
2002
  • Bestie feroci − L'uomo come viene intravisto dall'aragosta, immersa viva nell'acqua bollente, perché sia più buona.
  • Gli errori irrimediabili − Non sono quelli che fai tu con gli altri, ma quelli che gli altri fanno con te. Non te li perdonano più.
  • Grandi scrittori − I grandi scrittori sono in continuo aumento. Quelli che scarseggiano sono gli scrittori.
  • Happy end − Nessuno ci crede. Lo si vuole per cinismo, non per ottimismo.
  • La vista della vecchiaia − Si comincia a invecchiare quando tutto diventa déja vu, anche quello che non si è mai visto.
  • Maestri di vita − Dispiace nei cosiddetti maestri non che cambino le idee, ma che le idee non li cambino.
  • Tuttologi − Quello che sorprende non è che si occupino di tutto, ma che ne abbiano il tempo. Se passano il tempo a rispondere alle domande, dove trovano il tempo per porsele?
Antonio Porchia
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Giuseppe Prezzolini
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Sergio Quinzio
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Charles Régismanset
1877 - 1945 - Scrittore francese.
Selezione Aforismario
Nuove contraddizioni
Nouvelles contradictions, 1939
[Traduzione dal francese di Giovanni Soriano]
  • - Ama il prossimo tuo! - Anche sua moglie?
  • - Io non mi appartengo più. - Non ti perdi granché!
  • - Sei triste. Hai dei rimpianti? - Sì... di tutto il male che non ho fatto.
  • "− Tutto questo è già stato detto e ridetto mille volte! − Sì, senza dubbio... ma non da me".
  • "La buona causa", è sempre la nostra.
  • A conoscersi troppo bene, si finisce per non conoscersi più.
  • Camaleonte: animale politico.
  • Castità: forma religiosa d'impotenza.
  • Celebrità: affezione passeggera.
  • Coloro ai quali si deve del denaro non ci dimenticano mai.
  • Comandare è una cosa. Farsi obbedire è un'altra.
  • Critico: autore mancato.
  • Decenza: abito di circostanza.
  • Dio disse al primo uomo: - Tu mi dimenticherai, vivrai, partorirai, lavorerai, soffrirai, e, quando avrai sofferto, mi inventerai.
  • Essere un grande uomo: il sogno di tutti i nani!
  • Fate dei piccoli favori: non vi farete che degli ingrati. Fate dei grandi favori: vi farete dei nemici implacabili.
  • Filantropia: forma caritatevole della curiosità.
  • Follia: l'entusiasmo degli altri.
  • Il buon governo: il prossimo!
  • Il modo migliore per mantenere le promesse, è di non farne alcuna.
  • Il mondo è pieno di gente onesta che non si incontra mai.
  • In politica, gli amici sono spesso più ingombranti degli avversari.
  • La forma concreta e più suggestiva del rimorso per un ladro o un assassino, è l'arrivo della polizia.
  • La libertà è il sogno. La schiavitù è la vita.
  • La maggior parte degli uomini chiamano "superstizione" tutto ciò che non è la propria religione.
  • La musica è l'unica lingua veramente internazionale. Un lied di Schubert, di Schumann o di Hugo Wolf non è tedesco. È umano.
  • Lei - Ti ho dato il mio corpo. Cosa vuoi di più? - Lui - Niente...
  • Matrimonio: solitudine a due.
  • Pensiero consolante: se c'è un dio, non si occupa certo di noi.
  • Per molti, "praticare" la religione è il modo migliore per non pensare a Dio.
  • Pessimismo: senso di realtà.
  • Povero: aspirante ricco.
  • Povero: un ricco mancato.
  • Raramente l'uomo è consapevole di essere "felice". Ma ama ricordare che lo è stato e immaginare che lo diventerà.
  • Ricordo: distorsione del passato.
  • Scrivere, tradirsi.
  • Scrivere: singolare lotta di un monomaniaco contro la fortuna, la fatalità, il nulla e la morte.
  • Solo i ricchi possono guadagnare rapidamente tanto denaro: i poveri non si arricchiscono che poveramente.
  • Uno sciocco crede di disonorarsi nel riconoscere il valore altrui.
Henri de Régnier
Honfleur 1864 - Parigi 1936 - Scrittore e poeta francese
Selezione Aforismario
Lui o Le donne e l'amore
Lui ou Les femmes et l'amour, 1928
  • Com'è difficile capire perché si è amata una donna che non si ama più!
  • Di un uomo tutto è possibile; di una donna tutto è probabile.
  • Gli uomini sanno odiare. Le donne invece sanno detestare. E questo è ancora peggio.
  • Gli uomini si vantano di ciò che sono; le donne si vantano di ciò che non sono.
  • Il pudore non è che un artificio che conferisce maggior valore all'abbandono.
  • La fedeltà in amore non è che pigrizia del desiderio.
  • La magia momentanea dell'amore e di farci vedere tutte le donne in una.
  • La vecchiaia, sia per gli uomini che per le donne, è una sorta di abbassamento del livello delle acque della vita: a seconda delle persone, si scopre in esse un fondo roccioso, sabbioso o fangoso.
  • L'amicizia dà l'idea del duraturo, l'amore quella dell'eterno e l'egoismo è quello che sopravvive all'uno e all'altro.
  • L'amore completo unisce la fedeltà del desiderio alla durata del sentimento.
  • L'amore è eterno, finché dura.
  • Le donne ignorano sinceramente ciò che hanno dimenticato.
  • Le donne ricordano più volentieri di essere state amate che di aver amato.
  • Le donne ricordano solo gli uomini che le hanno fatte ridere; gli uomini solo le donne che li hanno fatti piangere.
  • Le donne sono capaci di tutto, gli uomini di tutto il resto.
  • Le donne sono sempre troppo contente di sé stesse per essere scontente di noi.
  • L'egoismo è lo stato naturale dell'uomo; la vanità quello della donna.
  • Noi, forse, non conosciamo la felicità che dalla sua ombra sul muro del destino.
  • Non vi è esperienza in amore, perché se vi fosse non si amerebbe più.
  • Raramente le donne sono amate come vorrebbero: cioè da un Dio onnipotente che dia loro tutto e non domandi niente.
  • Se di qualcuno si dice che ha tutte le donne che vuole, bisogna intendere che di tutte le donne che vorrebbe ha soltanto quelle che lo vogliono.
  • Se picchiate una donna con un fiore, usate una rosa. Per via delle spine.
  • Se tutto il male che si è detto delle donne fosse vero, sarebbero quasi perfette.
  • Una donna non si guarda allo specchio soltanto per vedersi, ma anche per vedere come è vista.
Pierre Reverdy
Narbonne 1889 – Solesmes 1960 - Poeta e aforista francese.
Selezione Aforismario
Il guanto di crine
Le gant de crin, 1927
  • Chi commette delle ipocrisie senza rendersene conto non è un ipocrita, è un ingenuo.
  • Chi conosce la propria debolezza è realmente più forte di chi crede ciecamente alla propria forza.
  • La conversione è una sorta di suicidio. Ma che presenta l’estremo vantaggio di passare dall’altra parte vivi.
  • La nostra anima è ciò che più importa; eppure, è chiaro, ci si accorge di avere uno stomaco molto prima di sospettare di avere un'anima.
  • Non vi è merito nel confessare se non ciò che è inconfessabile.
  • Per la nostra mente l'infinito è duro quanto può esserlo un muro di marmo per la nostra fronte.
  • Schiavo, lo sarai sempre, non foss'altro che del desiderio sfrenato e doloroso di non esserlo.
  • Sognare è fuggire. Il sogno è un rifugio, una prospettiva di fuga. Un baratro in cui lo spirito sprofonda e si sottrae, evitando il contatto con la realtà.
Sergio Ricossa
Torino 1927 - Economista, giornalista, saggista e aforista italiano
Selezione Aforismario
Scrivi che ti passa
1999
  • Finché uno sarà più ricco di un altro, l'altro starà male; quando saranno eguali, staranno male entrambi.
  • I più bei pensieri notturni sono quelli che si dimenticano.
  • Il maggior avvenimento della Storia è, per ciascuno di noi, la propria nascita.
  • La disoccupazione dei lavoratori è inversamente proporzionale all'occupazione dei sindacalisti.
  • La mezza cultura è peggio dell'ignoranza, perché uccide il buon senso.
  • L'economista non farebbe l'economista, ma vivrebbe di rendita, se conoscesse l'arte di prevedere.
  • Lo speculatore avveduto specula esclusivamente col denaro degli altri.
  • Un'arte difficile: saper pensare ed essere spensierati.
Lalla Romano
Demonte 1906 - Milano 2001 - Poetessa, scrittrice e giornalista italiana-
Selezione Aforismario
Minima mortalia
1990
  • Davanti a uno che muore, la parola vivere suona oscena.
  • Il materialismo non è meno nobile dello spiritualismo; anzi, di più perché non pretende di esserlo.
  • Nelle persone ogni qualità ha il contrappeso di qualche difetto.
  • Nello stesso momento che le cose acquistano valore, perdono il loro valore.
  • Non capisco come si possa essere gente annoiata e gente spensierata. Sono gli stessi, forse.
  • Quando abbiamo imparato a vivere, moriamo.
  • Quando il male passa, perdoniamo Dio.
  • Quando si è sordi, si sentono suoni e rumori che non ci sono.
  • Solo i miracoli sono reali, solo le favole sono vere.
  • Spesso, mentire è carità.
Emilio Roncati
Scrittore e aforista italiano
Selezione Aforismario
Le voci
1923
  • A forza di prudenza e di cautele si finisce col morire perfezionatissimi, senz'avere punto vissuto.
  • Chi è padrone di sé, lo è spesso degli altri.
  • Credersi felice vuol dire esserlo; credersi infelice significa press'a poco diventarlo.
  • Dell'amore non si gode che per l'illusione che ognun se ne forma.
  • Giova la parola a nascondere il pensiero, ma anche troppo spesso a nasconderne la mancanza.
  • Il vizio è biasimevole, ma lo è ancor più la mancanza d'ogni virtù.
  • In amore come in politica, l'arte di osare è il mezzo per trionfare.
  • La cenere del passato ha la sua fenice, il libro.
  • La vita riceve gl'impulsi dal bisogno e dall'illusione: cessati questi, essa rivelasi quel ch'è, vuota ed incomportabile.
  • L'amore costa troppo, prima e durante, ed il meglio di esso è ancora il suo dolce ricordo.
  • L'anima dei giusti effonde ancor più bellezza verso il tramonto.
  • L'uomo di qualità eccezionali può tentare la vita due volte.
  • Sfronda pure le illusioni, ma non diradicarle.
  • Tutte le sovrapposte stature dei mediocri non giungeranno mai all'altezza di un grande.
  • Un inciampo ti fa rafforzare il passo.
Jean Rostand
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Helen Rowland
1875 - 1950
Giornalista, umorista e aforista statunitense
Selezione Aforismario
Riflessioni di una single
Reflections of a Bachelor Girl, 1909
[Traduzione dall'inglese di Giovanni Soriano]
  • "Ancora una volta soltanto" è il miglior argomento del Diavolo.
  • Al giorno d'oggi l'amore è questione di cambiamento, il matrimonio di soldi, e il divorzio una condizione naturale.
  • Il poker e l'amore sono entrambi giochi di bluff.
  • In amore, il modo migliore per cancellare una faccia dalla tavoletta della memoria è quello di disegnarvene un'altra sopra.
  • La follia di un uomo è spesso la moglie di un altro uomo.
  • La varietà è il sale dell'amore.
  • L'amicizia platonica è una nave che parte per Nessunluogo e quasi sempre finisce per naufragare nel porto dell'Amore.
  • L'unico modo per essere felice con un marito è di imparare a essere felici senza di lui la maggior parte del tempo.
  • Naturalmente ogni donna sa che l'uomo che ama è un "bruto", ma sfortunatamente questo è uno dei motivi per cui lei lo ama.
  • Nei circoli alla moda una moglie e un cane costituiscono una "famiglia".
  • Nessun uomo riesce a capire perché una donna preferisca una buona reputazione a un trascorrere bene il tempo.
  • Non c'è nulla di così poco interessante per un uomo di una donna felicemente sposata.
  • Ogni volta che una donna dà a un uomo un pezzo della propria mente, essa perde un pezzo del proprio cuore.
  • Per un uomo sposare una donna è farle il migliore dei complimenti − e di solito è anche l'ultimo.
  • Per un uomo, il matrimonio significa rinunciare a quattro su cinque dei cassetti del comò; per una donna, rinunciare a quattro su cinque delle sue opinioni.
  • Quando la perfetta franchezza giunge alla porta, l'amore vola via dalla finestra.
  • Quando la suocera entra dalla porta, l'amore vola via dalla finestra.
  • Quando una ragazza si sposa, scambia le attenzioni di tutti gli altri uomini di sua conoscenza per la disattenzione di uno solo.
  • Quando vedi chi sposano certe ragazze, ti rendi conto di quanto debbano odiare la necessità di lavorare per vivere.
  • Sposare un vecchio scapolo è come acquistare mobili di seconda mano.
  • Tra amanti una piccola confessione è una cosa pericolosa.
  • Un amante saggio, come un buon cuoco, è uno che sa quando il fuoco è spento.
  • Un uomo ha molte più tentazioni di una donna − perché sa dove andare a trovarle.
  • Un uomo parlerà dei suoi problemi prima al suo Dio, poi al suo avvocato, poi al suo maggiordomo, e infine − a sua moglie.
  • Un uomo perde prima le sue illusioni, poi i denti e infine le sue follie.
Una guida all'uomo
A Guide To Men - Being Encore Reflections of a Bachelor Girl, 1922
[Traduzione dall'inglese di Giovanni Soriano]
  • Amore, senza fede, illusioni e fiducia, è − Signore perdonaci − cenere, polvere e cenere!
  • Ci sono soltanto due età durante le quali un uomo si affaccia all'altare senza fremere; a venti, quando non si rende conto di ciò che sta facendo − e a ottanta, quando non se ne cura.
  • Donna: la gruccia su cui lo spiritoso appende le sue battute, il predicatore il suo vangelo, il cinico il suo malumore e il peccatore le sue giustificazioni.
  • Il cuore di una donna è come una cornice, che contiene soltanto una foto alla volta; quello di un uomo è più simile a un cinematografo.
  • Il matrimonio è il miracolo che trasforma un bacio da un piacere in un dovere, e una menzogna da un lusso in una necessità.
  • L'amore è sofferenza − addolcita con l'immaginazione, salata con le lacrime, condita col dubbio, insaporita con le novità, e ingerita con gli occhi chiusi.
  • Mentire è un difetto in un ragazzo, un'arte in un amante, una conquista in un scapolo, e una seconda natura in un uomo sposato.
  • Non fidarsi mai né di un marito troppo lontano, né di uno scapolo troppo vicino.
  • Ogni uomo sposato vuole una donna che faccia appello al suo lato migliore, ai suoi istinti più nobili e alla sua natura più elevata; e un'altra donna che lo aiuti a dimenticare tutto questo.
  • Per un uomo l'idea della perfetta fedeltà a una donna è quella di "pensare sempre a lei" − anche quando sta baciando un'altra.
  • Un marito è ciò che resta di un amante, una volta tolto il nerbo.
  • Un ottimista è solo un ex pessimista con le tasche piene di soldi, la digestione in buone condizioni e sua moglie in campagna.
  • Un uomo chiede sempre "solo un bacio", perché sa che, se riesce a ottenere questo, il resto verrà senza chiederlo.
  • Una donna impiega vent'anni a fare di suo figlio un uomo perché un'altra ne faccia uno sciocco in venti minuti.
Vasìlij Ròzanov
Vetluga 1856 - Mosca 1919 - Scrittore e filosofo russo.
Selezione Aforismario
Foglie cadute
Solitaria, Prima cesta, Una cosa mortale, 1912-1913
  • Bisogna che il cuore soffra per qualcuno. Altrimenti, strano o no, si svuota la vita.
  • Chi ama il popolo russo, non può non amare la Chiesa. Perché questo popolo e la sua Chiesa formano un tutto unico. E soltanto presso i russi entrambi sono una cosa sola.
  • Chi non ha conosciuto il dolore ignora anche la religione.
  • È un fatto che i nostri talenti sono legati in certo modo ai nostri vizi, e le nostre virtù alla nostra impotenza. Ma è una parola uscire da questo "ginepraio".
  • Forse si vive tutta una vita solo per meritare la propria morte. Ma ce ne accorgiamo appena all'ultima ora: prima "non ci veniva neppure in mente".
  • La letteratura è la forma di commercio più ripugnante. Doppiamente ripugnante, perché vi si mescola un po' di talento. E i suoi "articoli di smercio" sono reali valori dello spirito.
  • La pena di vivere è infinitamente più forte dell'interesse per la vita. Ecco perché la religione prevarrà sempre sulla filosofia.
  • L'amore è dolore. Chi non soffre (per l'altro), non ama (l'altro).
  • L'amore violento di un unico essere, chiunque sia, rende superfluo l'amore di molti. Addirittura senza interesse.
  • Nessuno è degno di lode. Ognuno è degno solo di pietà.
  • Ogni amore è bello, e solo l'amore è bello. Perché è la sola cosa "in se stessa vera" sulla terra. L'amore esclude la menzogna: il primo "io ho mentito" significa "io non amo più", "io amo di meno". Spegnendosi l'amore, scompare la verità. Perciò "essere nella verità sulla terra" significa amare senza tregua di un amore veritiero.
  • Senza fisica avvenenza non esiste amicizia spirituale. Il corpo è l'origine dello spirito. La sua radice. E lo spirito aroma del corpo.
  • Si stabilisce a priori che l'uomo non è un genio. Anzi, che è naturalmente una canaglia. E dalla somma di queste due "certezze" sorge il burocrate, insieme alla decisione di introdurre la burocrazia dappertutto.
  • Sii fedele all'amicizia, fedele all'amore, e potrai anche trascurare gli altri comandamenti.
  • Sii fedele all'uomo, e Dio non ti imputerà di infedeltà.
  • Vivi ogni giorno come se avessi vissuto tutta la vita per quel giorno.
Umberto Saba
(Umberto Poli) - Trieste 1883 - Gorizia 1957 - Poeta e scrittore italiano
Selezione Aforismario
Scorciatoie e raccontini
1946
  • "PAPÀ − diceva una giovinetta a una giovinetta sua uguale − "è un bambino con molti mezzi a sua disposizione".
  • ARRIVATI a una certa età, non si può più discutere, Si può solo imparare o insegnare. Imparare sarebbe, ancora, il meglio. Ma chi può insegnare a un vecchio? Deve imparare da se stesso, o sparire.
  • ARTISTI Non vanno presi troppo sul serio. Sono tutti − Dante compreso − bambini in castigo.
  • DIFFIDATE degli scrittori che si attaccano ai grandi soggetti, alle biografie degli uomini riputati enormi. Sono come quelli che si lasciano crescere la barba per nascondere il mento troppo corto.
  • Ecco Semiramide; ecco Messalina.
  • I FATTI preesistono. Noi li scopriamo, vivendoli.
  • LIBERTINAGGIO Quando si sente poco, o male, si raddoppiano le dosi.
  • L'uso, ultimamente invalso di dare agli orologi forma quadrata, triangolare, ottagonale, è uno dei tanti piccoli indizi dello smarrimento dei nostri giorni. Di mille e non più mille.
  • MEDICI Non v'è quasi altra differenza fra un medico buono ed uno cattivo che questa: il primo è innamorato della guarigione, il secondo della malattia. Il cattivo medico non desidera guarire radicalmente l'ammalato ma solo calmare i sintomi che lo fanno soffrire. Così il cliente, grato del sollievo, ritorna.
  • NON ESISTE il caso; non esiste la famosa tegola sul capo. Esistono nessi − e autodecisioni − che noi non sappiamo.
  • OROLOGI Il tempo è rotondo; ritorna in se stesso. E gli orologi, che servono a indicarlo, dovrebbero pure essere rotondi. Lo furono infatti: dalla loro invenzione a ieri.
  • PATRIOTTISMO, NAZIONALISMO E RAZZISMO stanno fra di loro come la salute, la nevrosi e la pazzia.
  • SCORCIATOIE Sono − dice il Dizionario − vie più brevi per andare da un luogo ad un altro. Sono, a volte, difficili; veri sentieri per capre. Possono dare la nostalgia delle strade lunghe, piane, diritte, provinciali.
  • SINCERO Le persone che fanno professione di sincerità, delle quali si dice che "hanno il cuore in bocca", sono le più simulatrici. Dicono tutto a tutti per nascondere una cosa sola.
Ramón Gómez de la Serna
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Renzo Sertoli Salis
Varese 1905 - Sondrio 1992 -  Avvocato, docente di diritto e scrittore italiano
Selezione Aforismario
Dizionario delle idee sbagliate
1955
  • Adamo. È ormai chiaro che il peccato del primo uomo − ammesso che un "primo" uomo sia mai esistito − è stato quello di generarne degli altri.
  • Bilancio. Quello dello Stato è sempre in deficit, ma sempre sulla via del pareggio.
  • Cattivi. Tutti quelli che non agiscono come noi vorremmo,
  • Dogma. Uno dei più certi miracoli della fede è quello di far credere nei dogmi.
  • Egoismo. Spaventoso difetto − quello degli altri − contro il quale ci si scaglia continuamente.
  • Fesseria. Voce napoletana rapidamente nazionalizzatasi: nel senso di inezia oppure in quella di sbaglio: la maggior parte delle azioni dell'uomo.
  • Gioco d'azzardo. Atto di fede nella fortuna, lusinga l'uomo comune e lascia indifferente il filosofo.
  • Iena. Bestia che mangia i cadaveri e che perciò l'uomo disprezza: probabilmente perché li mangia crudi anziché cotti come lui.
  • Legge. È uguale per tutti i gonzi. Tre sono le categorie di persone che si fanno beffe della legge: gli uomini di Stato, gli zingari e i banditi.
  • Martiri. Un tempo lo si diceva dei cristiani, voglio dire i cristiani primitivi; oggi lo si dice dei mariti.
  • Neutralità. Di neutrale non c'è che la Svizzera.
  • Orgia. Passatempo dei mariti rimasti in città mentre le mogli sono in villeggiatura.
  • Parenti. Sempre troppo numerosi.
  • Ragion di Stato. È quasi sempre il torto dei sudditi.
  • Signorina. Nome riservato alle vergini e alle prostitute.
  • Terremoto. A terremoto avvenuto, si scopre sempre qualche sismografo che l'aveva previsto.
  • Umanista. Ogni persona colta che non capisce la matematica.
  • Volontà. Consiste nel fare ciò che vogliono gli altri e nel credere che facciamo ciò che vogliamo noi.
  • Zolfo. Minerale utile all'agricoltura e indispensabile al diavolo per avvertire della propria presenza.
Camillo Sbarbaro
Santa Margherita Ligure 1888 - Savona 1967 - Poeta, scrittore e aforista italiano.
Selezione Aforismario
Fuochi fatui
1956-1967
  • Amico è con chi puoi stare in silenzio.
  • Chi ti loda si incensa.
  • È uno qualunque; ma al suo primo passo una madre gioì, una donna gli tremò tra le braccia, un figlio lo piangerà. Nessuno può avere di più.
  • La saggezza dei proverbi sta nel contraddirsi.
  • La vita ha bisogno d'un alibi: quello dell'aldilà, quello dell'arte... Se non altro, dell'alibi della prole. A sé la vita non basta.
  • Matrimonio o l'amore in conserva.
  • Nella vita come in tram quando ti siedi è il capolinea.
  • Non vedo felicità di cui, perché sia, non tocchi contentarsi.
  • Nulla stringe il cuore come la contentezza dei miseri.
  • Peccati? ci avrebbe dunque fatti come siamo perché fossimo diversi?
  • Poesia, altro vizio solitario.
  • Radicchio o bistecca, viviamo della morte degli altri.
  • Rimandare, di poco che sia, è giocare d'azzardo.
  • Si avanza nel buio a tentoni sin dove, invano prevista, s'apre sotto i piedi la botola.
  • Si potesse nella vita tenere il passo del vero camminatore: lo stesso in discesa che in salita.
  • Solo ciò che non si paga costa.
  • Tutti i momenti possiamo morire ma, in ogni caso, non prima di domani.
È la mia opinione, e non la condivido. (Louis Scutenaire)
Louis Scutenaire
Ollignies 1905 - Bruxelles 1987 - Scrittore e poeta belga di lingua francese.
[Traduzione dal francese di Giovanni Soriano]
Le mie iscrizioni
Mes Inscriptions 1945-1984
  • Chi ama veramente la vita non può odiare la morte.
  • Ci sono persone cui la morte dona un'esistenza.
  • Dio ama i morti.
  • È la mia opinione, e non la condivido.
  • È più che impossibile, è difficile.
  • È sempre nel deserto che si rompe la bottiglia d'acqua.
  • Gli uomini costruiscono le loro più grandi speranze su mezzi di distruzione.
  • Ho troppa ambizione per averne.
  • Il misantropo è colui che rimprovera agli uomini di essere ciò che egli è.
  • Il peccato originale è la fede.
  • Il pessimismo è l'ottimismo del pessimista.
  • Il vero amore non è mai infelice.
  • L'esistenza di Dio non riguarda che lui. 
  • In questo mondo, non c'è che il terrore per difendersi dall'angoscia.
  • Io non sono che colui che veglia su di me.
  • La libertà è l'indifferenza.
  • La vecchiaia è un alibi.
  • Suicidarsi! Ma si passa la vita a farlo!
  • Un gran lavoratore è un povero diavolo che si annoia.
  • L'avarizia è prudenza, e la prudenza avarizia.
  • L'avvenire non esiste che al presente.
  • L'inconscio si vendica di notte.
  • Lo schiavo che ama la sua vita da schiavo ha una vita da schiavo?
  • L'uomo è miserabile senza Dio? Possibile, ma l'uomo con Dio è un miserabile.
  • Scandalo è non darlo.
  • Si guarda meno ciò che si vede che ciò che si spera.
George Bernard Shaw
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Mario Sironi
Sassari 1885 - Milano 1961 - Pittore italiano.
Selezione Aforismario
Pensieri
1930-1960 ca.
  • Adamo ed Eva. La cacciata dal paradiso terrestre – il simbolo dell'invidia atroce dei popoli latini – riempitevi di gioielli e di lusso ma non eccitate l'invidia dei vostri amiconi – vi mangeranno vivo [sic] vi cacceranno da tutte le parti, vi roderanno il fegato come l'aquila a Prometeo.
  • Il genio è nell'anima.
  • Gli uomini debbono essere governati. Lasciati liberi di fare quello che vogliono significa incrementare la bestialità e il disordine. 
  • L'uomo disprezza, aggredisce, tortura gli animali − maledetto lui che fa il deserto intorno a sé sulla polvere.
  • Non so chi ha detto: gli uomini non ricorrono alla verità, che quando sono a corto di bugie − gli italiani non sono mai a corto di bugie e così è che la verità non si vede in giro da nessunissima parte.
  • L'Italia è il paese del luogo comune.
  • Ciò che diciamo attualità, modernità non è spesso che la sola realtà dell'esistenza − il resto è morte eco sotto volte lontane e paurose, o silenzio e buio impenetrabile.
  • Una legge della vita: le forze in contrasto sono quasi sempre equivalenti (più o meno) in modo tale che la lotta possa sussistere, altrimenti uno mangia l'altro e non c'è più dramma. Invece il mondo è fatto come un cinema – mentre si svolge la pellicola si può essere certi che all'eroe non succede niente fino all'ultimo atto altrimenti bisognerebbe cambiare il film –. Così è la vita e noi i burattini.
Ardengo Soffici
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Sergio Solmi
Rieti 1899 - Milano 1981 - Scrittore, poeta e saggista italiano.
Selezione Aforismario
Quaderni
1966-1981
  • C'è un detto popolare: "ha ragione da vendere". Ma se il venditore va al mercato, chi gliela compera? La ragione, ai nostri giorni, è convenientemente squalificata.
  • Guai della vecchiaia: non potere sollevare un fuscello senza sentirsi morire.
  • Il sonno e l'estate sono le ultime risorse del vecchio.
  • Lasciarsi condurre per mano dalla vita.
  • Non credo molto all'immortalità dell'anima. Penso però che una spiegazione ci sarebbe dovuta.
  • Non sgomentarsi dei nostri sbagli, delle trappole in cui incappiamo. Non sono mai insuperabili. 
  • Sospetto che l'erezione della statua alla Dea Ragione coincida con l'inaugurazione della ghigliottina. 
Meditazioni sullo Scorpione
1972
  • Eppure, e forse perciò stesso, soltanto le passioni possono farci veramente conoscere qualcosa di noi. L'odio l'amore, il disgusto, l'umiliazione, soprattutto l'umiliazione. Essa incide spesso in noi un pensiero rigoroso, come un lampo, nella notte, ci rivela le ramificazioni di una foresta.
  • Evidentemente, un senso ha sempre più senso quanto più si avvicina al non senso. (Attenti a non caderci però).
  • L'idea vive tutta nello sforzo che facciamo per intenderla, vive cioè quando non esiste ancora. Perciò in ogni idea persistono sempre zone d'ombra, irresolute. L'idea perfettamente chiara, perfettamente compresa, è un'idea morta.
  • Poesia, accordo supremo del nostro essere con se medesimo. Far poesia, in fondo, vuol dire senz'altro riconoscersi. Quando la parola è accettata senza reticenze, quando la parola non forza nulla, e le basta lasciarsi dire.
Jude Stéfan
(Jacques Dufour) - Pont-Audemer 1930 -  Scrittore, poeta e aforista francese
Selezione Aforismario
Gnomiche
Gnomiques ou de l’Inconsolation, 1985
  • "Sii te stesso", diceva quel saggio: cioè ingenuo, ambizioso, vile, sciocco, ignavo, vanesio, malvagio, in breve uno qualsiasi.
  • All’uomo d’ingegno occorrerà sempre almeno un imbecille per nemico, al fine di verificare così la propria costante virulenza.
  • Ci si assicura il legame della donna solo sposandola: il che giudica questo sesso.
  • Cortesia è qualità del disprezzo, la cui unica ragione d’essere è il rispetto di sé.
  • Cos’è un avaro? Chi desidera quanto possiede.
  • Fintantoché dispero vivo.
  • Il «folle» ha il potere di diventare albero, cavallo o imperatore; l’uomo ragionevole, quello di prendersi per se stesso.
  • Il fondamento dell'ammirazione è l'impossibilità di essere un altro.
  • Il ruolo dell’umorista consiste nel propinare docce fredde.
  • Il successo degli imbecilli deve guarire dall'imbecillità dell'invidia.
  • La tua prospettiva è falsa. Perché? Perché è una prospettiva.
  • L'esistenza è solo tempo da perdere.
  • Liberarsi dalla tentazione significa soccombervi.
  • L'incertezza altrui procura illusoria fiducia in sé.
  • Ogni amore è incestuoso, vuole essere amato da ciò che lui ama.
  • Più che scrivere è meglio essere una figura di romanzo.
  • Requiem del solitario. "Fu un essere straordinario. Lui solo lo seppe".
  • Se il tuo fine è la rinuncia, fatti mendicante.
Italo Tavolato
Trieste 1889 - Roma 1963 - Scrittore e aforista italiano

Contro la morale sessuale
Lacerba, 1913
  • I moralisti han torto. La sessualità non si vince soltanto con l'astinenza ma anche con la lussuria.
  • Si va in cerca d'una cortigiana lussuriosa e si trova una puttanella tutta maternità. Perciò l'immoralista molte volte è casto.
  • Diventerò moralista il giorno in cui uno mi dimostrerà di aver pensato durante il coito alla generazione futura.
Frammenti futuristi
Lacerba, 1913
  • La storia insegna che la storia vien fatta dai posteri. L'avvenire crea il passato.
  • La costruzione idealistica detta Uomo è la marionetta della filosofia.
  • Una delle malattie mentali più diffuse è il buon senso.
Frammenti
Lacerba, 1913
  • Chiamasi genio il disgraziato che non riesce a diventar filisteo.
  • Oggettività: soggetti che van d'accordo.
  • In società d'idioti l'ingegno fa l'effetto di una gaffe. 
Giubbe Rosse
Lacerba, 1913
  • Nella pedagogia m'offende soprattutto la palese mira pedagogica.
  • Il nome della prima adultera? Moglie.
  • Non c'è più religione: tutte le chiese sono assicurate contro il furto e contro l'incendio.
Zibaldone
Lacerba, 1914/15
  • L'immoralismo è l'ultimo tentativo di trovar piacevole la vita.
  • Si deve sapere che una banalità, anche se torna continuamente a capo, non è ancora una poesia.
  • "Amare significa godere del godimento altrui". Ecco lo spunto per una filosofia del becco contento.
Federigo Tozzi
Siena 1883 - Roma 1920 - Scrittore italiano.
Selezione Aforismario
Barche capovolte
1911-1981 (postumo)
  • Le più grandi leggi sono indefinibili; si intravedono soltanto come orizzonti di quiete, come una promessa lontana di felicità.
  • Molte volte la vita è simile a una grande violenza. Tutte le ombre, anche le più lontane, stanno sopra a noi; e la nostra anima diviene silenziosa per le orme del meriggio che cominciano a scintillare. E tutte le cose vengono incontro a noi, come una marea.
  • Talvolta sento la mia anima piena di occhi chiusi.
  • Talvolta le cose morte agiscono sopra la nostra volontà; e noi collochiamo la vita in una strada che è fuori delle nostre forze.
  • Talvolta, vogliamo essere indifferenti al bene che riceviamo d'alcuno. Anzi, accettiamo i suoi doni con una ironia crescente, che dissimuliamo molto bene. L'assiduità del donatore ci attedia, e non gli perdoniamo quando egli si dimentica di noi.
  • Vi sono cose in noi che divengono sempre maggiori e più insistenti, e finiscono con l'avere tutta la nostra attenzione attiva. Molte volte la vita è come un velo immenso che copra a metà la nostra anima. Che cosa avviene sopra quel velo?
Bertrand Vac
(Aimé Pelletier) Saint-Ambroise-de-Kildare 1914 - Montréal 2010 - Medico, scrittore e saggista canadese 
I miei pensieri "profondi"
Mes pensées "profondes", 1967
[Traduzione dal francese di Giovanni Soriano]
  • Bisogna dormire velocemente per recuperare il sonno perduto. 
  • Chi si rifiuta d'invecchiare muore giovane. 
  • I miracoli non provano altro che la nostra ignoranza.
  • La filosofia è l'arte di passare dal dubbio a alla dubbia verità.
  • La pazienza è la forza dei deboli.
  • La scienza non può nulla contro i pregiudizi.
  • La serenità è l'ornamento della vecchiaia.
  • Le persone che s'annoiano annoiano.
  • Le religioni sono la croce del genere umano. 
  • Nel linguaggio femminile, darsi, significa prendere.  
  • Non sottovalutare le donne stupide, sono quelle che mentono meglio.
  • Quando non si ha niente da dire, la forma è importante.
  • Riflettere consente di sbagliarsi giudiziosamente.
Julien de Valckenaere
Abrikoosstraat 1898 - Nekkersputstraat 1958 - Poeta e aforista fiammingo.
  • Adulterio: incollare altrove ciò che si è rotto in casa.  
  • Aforista: scrittore che con una manciata di parole vuole far concorrenza a un libro intero, e con un piccolo libro a una biblioteca. 
  • Anche Dio non sarebbe sicuro se la gente sapesse dove si nasconde. 
  • Beneficenza: la sola possibilità che induce alcuni a rinunciare ai vestiti usati e alle scarpe vecchie.  
  • Chi vuole far cadere gli dèi, ne ha uno nuovo in tasca. 
  • Felicità: ciò che si getta continuamente in mare per poterlo pescare nuovamente. 
  • Hobby: biberon per adulti.  
  • Humor: il sorriso di chi sa quanto poco ci sia da ridere. 
  • L'aforisma si inserisce nella bottega letteraria come una margherita in una mostra floreale.  
  • L'esperto è uno che può sbagliare nella sostanza a condizione che i dettagli siano incontestabilmente esatti. 
  • L'invidioso non riesce a sopportare che tu faccia il passo più lungo della sua gamba. 
  • Matrimonio: nodo gordiano che, appena intrecciato, nessuna spada riesce a spezzare, ma che con un po' di pazienza si allenta da solo.  
  • Quando tutti ti lodano, il tuo funerale è in corso.
  • Se il porco è uno solo si grida allo scandalo, se sono dieci non si dice più nulla, se sono venti si dubita di se stessi, se sono ancora di più si grugnisce beatamente nel coro.
Paul Valéry
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Anacleto Verrecchia
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Ludwig Wittgenstein
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Note
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