2015-12-19

Anatole France - Tutte le frasi migliori

Selezione dei migliori aforismi e delle frasi più significative dello scrittore francese Anatole France (pseudonimo di François-Anatole Thibault - Parigi 1844 - Saint-Cyr-sur-Loire 1924), Premio Nobel per la letteratura nel 1921. In France sono vissuti molti uomini: l'erudito, il gran viaggiatore, l'esteta, il socialista militante e l'anticlericale, tanto che le sue opere furono messe all'indice dal Vaticano negli anni '20. Felice Scipioni dà un quadro preciso e sintetico della personalità di Anatole France nel suo saggio introduttivo a Il giardino di Epicuro: "Sin dai primi scritti si delinea il suo spirito critico nei confronti delle istituzioni religiose, militari e politiche dell'epoca. Non aderisce ad alcuna particolare scuola di pensiero, pur ricevendo notevoli influssi dal naturalismo e dall'evoluzionismo storicistico di Renan. Affrancatosi dal bisogno materiale del procacciarsi di che vivere, lascia l'impiego di bibliotecario presso il Senato e intensifica il suo defilarsi dalle convenzioni sociali, dando libero sfogo a quella carica polemica contro i valori tradizionali che gli varrà l'appellativo di scettico, distruttore, disfattista, da parte dei suoi detrattori". Quanto il suo spirito critico non si fermasse dinanzi a nulla, lo si può vedere, per esempio, da questo brano tratto da Il giglio rosso (1894), in cui critica la Rivoluzione Francese: "Siccome questa rivoluzione è stata fatta da dei pazzi e degli imbecilli, a profitto degli accaparratori di beni nazionali, e in sostanza non si risolve che nell'arricchimento dei contadini scaltri e dei borghesi usurai, essa elevò, sotto il nome di uguaglianza, l'impero della ricchezza. Essa ha dato la Francia in balia dei finanzieri, che da cent'anni la divorano. Essi vi stanno da padroni e signori. Il governo apparente, composto di poveri diavoli, meschini, gretti, paurosi e nefasti, è al soldo dei finanzieri. Da un secolo, in questo paese avvelenato, chiunque ama i poveri è ritenuto un traditore della società. E si è considerati pericolosi quando si afferma che vi sono dei miserabili. Si sono fatte persino delle leggi contro l'indignazione e la pietà. E quello che dico adesso, non si potrebbe stampare". Sacha Guitry ha detto di lui: "Se essere intelligenti vuol dire comprendere, è assolutamente evidente che nessuno al mondo sia mai stato più intelligente di Anatole France".
Anatole France (1844-1924) Scrittore francese
Il libro del bibliofilo
Le livre du bibliophile, 1874

Era uno di quegli uomini che pretendono di rinchiudere l'universo in un armadio. Questo è il sogno di ogni collezionista. E siccome questo sogno è irrealizzabile, i veri collezionisti, come gli amanti, anche nella felicità vengono colti da tristezza infinita. Sanno che non potranno mai chiudere a chiave la terra intera, mettendola in una vetrina. Da qui viene la loro profonda malinconia.

Il delitto di Sylvestre Bonnard
Le crime de Sylvestre Bonnard, 1881 - Selezione Aforismario

Conoscere è nulla; immaginare è tutto.

Ho sempre preferito la follia delle passioni alla saggezza dell'indifferenza.

I desideri, anche più innocenti, hanno questo di brutto, che ci sottomettono agli altri e ci rendono schiavi.

L'arte di insegnare consiste tutta e soltanto nell'arte di destare la naturale curiosità delle giovani menti, con l'intento di soddisfarla in seguito. Per digerire il sapere, bisogna averlo divorato con appetito.

L'uomo è così fatto che può trovare riposo a un tipo di lavoro soltanto dedicandosi a un altro.

Ogni cambiamento, anche agognatissimo, ha le sue malinconie, perché quel che si lascia è una parte di noi: bisogna morire a una vita per entrare in un’altra.

S'impara soltanto divertendosi.

Si lusingava di essere un uomo privo di pregiudizi; e questa pretesa è di per sé un grande pregiudizio.

Tutti i libri storici che non contengono menzogne sono mortalmente noiosi.

Sappiate soffrire: sapendo soffrire, si soffre meno.

Si lusingava di essere un uomo privo di pregiudizi; e questa pretesa è di per sé un grande pregiudizio.

Il libro del mio amico
Le livre de mon ami, 1883

Se il desiderio abbellisce tutte le cose su cui si posa, il desiderio dell'ignoto abbellisce l'universo.

Lusingarsi di essere senza pregiudizi
è di per sé un grande pregiudizio. (Anatole France)
La vita letteraria
La Vie littéraire, 1888/92

Coloro che leggono molti libri sono come i masticatori d'hashish: vivono in un sogno, e il veleno sottile che penetra nei loro cervelli li rende insensibili al mondo reale. Verrà il giorno che saremo tutti bibliotecari, e allora sarà finita per noi.

Tutti i libri in generale, e anche i più belli, mi sembrano molto meno preziosi per quello che contengono che per quello che vi può mettere dentro il lettore.

Il libro è l'oppio dell'Occidente.

Un dizionario è l'universo per ordine alfabetico; è il libro per eccellenza: tutti gli altri vi sono già dentro, basta tirarli fuori.

Taide
Thaïs, 1890 - Selezione Aforismario

Cosa vana è fare e non fare; cosa indifferente vivere o morire.

Gli uomini soffrono perché sono privi di ciò che par loro un bene, o perché, possedendolo, temono di perderlo, o perché non possono liberarsi di ciò che par loro un male. Cessino di credere così, e tutti i mali sono finiti.

Il corpo può cedere al desiderio, senza che l'anima vi partecipi.

Il vero Dio è nel cuore del saggio.

Nessuna cosa è in se stessa onesta né turpe, giusta né ingiusta, piacevole né penosa, buona né cattiva. È l'opinione che dà le qualità alle cose, come il sale dà sapore ai cibi.

Non curiamoci né di questi amori né di questi giardini, amico. È follia mettere il cuore in ciò che passa.

Se la bellezza è un'ombra, il desiderio è un lampo. Che follia potrebbe essere desiderare la bellezza? Non è forse invece ragionevole che quel che passa si congiunga a quel che non dura e che il lampo divori l'ombra fuggevole?

La rosticceria della regina Piedoca
La rôtisserie de la reine Pédauque, 1892

Una donna senza seno è un letto senza guanciale.

Il giglio rosso
Le Lys rouge, 1894 - Selezione Aforismario

Chi conosce bene la vita e il mondo, sa che le donne non si mettono volentieri sul delicato lor petto il cilicio di un vero amore. Sa che non v'è nulla di più raro di un lungo sacrificio. Pensate quel che una donna deve immolare quando ama. Libertà, tranquillità, attraenti moti di un'anima libera, civetteria, spassi, piaceri: vi perde tutto.

Ciò che vediamo la notte, è lo sfortunato residuo di quanto abbiamo negletto durante la veglia. Il sogno è sovente la rivincita delle cose disprezzate o il rimprovero degli esseri abbandonati.

È male far fare servilmente agli altri quel che possiamo far da noi con nobile arte. 

Il flirt è permesso. È conciliabile con tutte le esigenze della vita elegante. Ma l'amore no. È la meno mondana delle passioni, la più antisociale, la più selvaggia, la più barbara. Così, la società lo giudica più severamente della galanteria e della leggerezza dei costumi.

Il passato è la sola realtà umana. Tutto ciò che è, è passato.

L'amore è come la devozione; viene tardi. Non si è né innamorate né devote a vent'anni.

La passione, è l'ascetismo profano, duro quanto l'ascetismo religioso.

La sventura è la nostra più grande maestra e la nostra migliore amica. È lei che c'insegna il senso della vita.

La legge, nella sua solenne equità, proibisce così al ricco come al povero di dormire sotto i ponti, di elemosinare nelle strade e di rubare pane.

Le prostitute sono più vicine a Dio delle donne oneste: han perduto la superbia e non hanno più l'orgoglio. 

Quel che vediamo la notte, è lo sfortunato residuo di quanto abbiamo negletto durante la veglia. Il sogno è sovente la rivincita delle cose disprezzate o il rimprovero degli esseri abbandonati.

Una donna è sincera quando non dice bugie inutili.

Il giardino di Epicuro
Le Jardin d'Épicure, 1895 - Selezione Aforismario

Benché la bellezza derivi dalla geometria, solo attraverso il sentimento è possibile coglierne le forme delicate.

Caso è forse lo pseudonimo di Dio quando non voleva firmare.

Che cos'è il genio se non l'arte di rendere gradevole la sofferenza?

Facendone un peccato il Cristianesimo ha fatto molto per il sesso.

La nostra visione dell'universo è solo il risultato di un incubo di quel cattivo sonno che è la vita.

Il caso, in definitiva, è Dio.

Il comico è presto doloroso quando è umano. Talvolta non vi fa forse piangere don Chisciotte?

Il «conosci te stesso» della filosofia greca è una grande stupidaggine. Mai conosceremo né noi né altri.

Il fascino che maggiormente seduce le anime è il fascino del mistero. Non esiste bellezza senza velo, e ciò che preferiamo è ancora l’ignoto.

Il gioco è un corpo a corpo con il destino.

Il mistero del destino ci avvolge interamente nei suoi potenti arcani, e occorre effettivamente non pensare a nulla per non sentire crudelmente la tragica assurdità di vivere.

In arte, come in amore, basta l’istinto, e la scienza vi reca solo una luce importuna.

L'artista deve amare la vita e mostrarci quanto è bella. Senza di lui potremmo dubitarne. 

L’impotenza di Dio è infinita.

L’intolleranza è di tutti i tempi. Non esiste religione che non abbia avuto i suoi fanatici. Siamo tutti inclini all'adorazione. Tutto ci pare eccellente in quel che amiamo, e ci infastidiamo quando ci viene mostrato il difetto dei nostri idoli.

L'umiltà, rara tra i dotti, è ancor più rara fra gli ignoranti.

La nostra credenza non è più racchiusa negli antichi dogmi. Per noi, il Verbo non si è rivelato soltanto sulla montagna sacra di cui parla la Scrittura. Il cielo dei teologi ci appare ormai popolato di vani fantasmi.

La nostra visione dell'universo è solo il risultato di un incubo di quel cattivo sonno che è la vita.

Nella vita si deve tener conto del caso. Il caso, in fin dei conti, è Dio.

Noi mettiamo l'infinito nell'amore. Errore che le donne non commettono.

Non esiste una magia come quella delle parole.

Significa fare un abuso veramente iniquo dell’intelligenza impiegandola a ricercare la verità.

Un solo bel verso ha fatto all'umanità più bene di tutti i capolavori della tecnologia.

Una volta respinti i dogmi della teologia morale, come quasi tutti abbiamo fatto in quest’epoca di scienza e di libertà intellettuale, non resta più alcun modo di sapere perché si è in questo mondo e cosa ci si è venuti a fare. Il mistero del destino ci avvolge interamente nei suoi potenti arcani, e occorre effettivamente non pensare a nulla per non sentire crudelmente la tragica assurdità di vivere.

L'anello di ametista
L’Anneau d'améthyste, 1899

Il lavoro è un'ottima cosa per l'uomo: lo distrae dalla sua vita, gli impedisce di vedere quell'altro essere che è sé stesso e che gli rende spaventosa la solitudine.

Il processo Crainquebille
L'affaire Crainquebille, 1901

Chi si conforma alla consuetudine passerà sempre per un uomo onesto. Si chiamano persone per bene quelle che si comportano come gli altri.

Il signor Bergeret a Parigi
Monsieur Bergeret à Paris, 1901 - Selezione Aforismario

Confesso che nella parola beneficenza non trovo più la sua primitiva bellezza; è stata sciupata dai farisei che l'hanno troppo usata.

L'elemosina avvilisce tanto chi la riceve quanto chi la fa.

Non esistono governi popolari. Governare significa scontentare.

L'ingratitudine è il primo dovere di un principe. 

Niente è più potente della parola: una catena di forti ragioni e di alti pensieri è un legame che non si rompe. La parola, come la fionda di David abbatte i violenti e fa cadere i forti. È l’arma invincibile. Se così non fosse, il mondo apparterrebbe ai bruti armati. Chi invece li tiene lontani? Solo, nudo ed inerme, il pensiero.

Il procuratore della Giudea
Le procurateur de Judée, 1902

È da saggio guardare all'incerto avvenire senza paura e senza speranza. Che ci importa di quello che gli uomini penseranno di noi? Non abbiamo altri testimoni e giudici che noi stessi.

Storia comica
Histoire comique, 1903

Solo le donne e i medici sanno quanto la menzogna è necessaria e benefica agli uomini.

Qualunque cosa si dica, il cattolicesimo è ancora la forma più accettabile di indifferenza religiosa.

Gli dèi hanno sete
Les Dieux ont soif, 1912

I filosofi e i teologi che fanno di Dio l'autore della natura lo chiamano buono perché lo temono, ma sono costretti a convenire che agisce in maniera atroce... Senza il purgatorio e l'inferno, il buon Dio non sarebbe che un povero diavolo.

L'unico scopo degli esseri sembra che sia il nutrimento degli altri esseri destinati alla stessa fine.

Soltanto i despoti sostengono che la pena di morte è un attributo necessario all'autorità. Il popolo sovrano un giorno l'abolirà.

La rivolta degli angeli
La révolte des anges, 1914

Gli spiriti celesti possiedono la facoltà di avvolgersi di una forma apparente che li rende visibili e sensibili. Questa forma è reale, perché è apparente e nel mondo le sole realtà sono le apparenze.

Un racconto senza amore è come del sanguinaccio senza mostarda: è cosa insipida.

La vita in fiore
La vie en fleur, 1922

Per chiunque pensa e agisce è un brutto segno se non è vilipeso, ingiuriato, minacciato.

Amo la verità. Credo che l'umanità ne abbia bisogno. Ma ha un bisogno ancora più grande della menzogna che la lusinga, la consola, le dà speranze senza limite. Senza la menzogna, morirebbe di disperazione e di noia.

Fonte sconosciuta
  • Se cinquanta milioni di persone dicono una sciocchezza, è ancora una sciocchezza.
Libro di Anatole France consigliato
Il giardino di Epicuro
Traduzione Giovanni Messina
Editore: Scipioni, 2004

Questo libro è una raccolta eterogenea di brevi ma illuminanti saggi, raccolti per argomento, che hanno la rara capacità di penetrare nell'animo umano per metterne a nudo limiti, angosce, contraddizioni, illusioni. Ironia, scetticismo, amabile disincanto, epicureismo indulgente, sono i motivi ispiratori dietro ai quali si cela una profonda partecipazione ai drammi dell'uomo moderno e una strenua difesa dell'umana dignità Proprio questo scetticismo porta France a negare ogni concreta possibilità di comprendere il mondo in termini assoluti: la scienza, la tecnica e la stessa filosofia non potranno mai spiegare le finalità della vita; per questo il sottile piacere del dubbio assurge a valore primo e, pur riconoscendo la straordinaria portata dello sviluppo dato dalla conoscenza, ne relativizza i risultati finali dichiarandola persino inutile. I severi giudizi che egli esprime sulla modernità non vanno intesi, però, come un'avversione al progresso in quanto tale, ma come una critica a coloro che in esso vedono la panacea di ogni male. Questi non si renderebbero conto che al progredire della scienza non sempre si accompagna il miglioramento delle condizioni di vita dei popoli. Alla grande fiducia nella ragione, dunque, si unisce la consapevolezza di come, dall'esasperazione di ogni verità, possano generarsi il fanatismo, l'errore, l'oppressione.

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