2015-12-01

Frasi dei Sette Savi o Sette Sapienti

I Sette savi (detti anche Sette sapienti o Sette saggi) sono autorevoli personaggi dell'antica Grecia vissuti tra il VII e il VI sec. a.e.c. A essi furono attribuiti un certo numero di motti, massime e sentenze di grande saggezza ed elevato valore morale e civile. Il primo elenco dei Sette sapienti compare nel Protagora di Platone (IV sec. a.e.c.) ed è stato più volte variato in seguito con la sostituzione di alcuni personaggi. L'elenco definitivo al quale di solito si fa riferimento ancora oggi è il seguente:
  1. Talete di Mileto
  2. Solone da Atene
  3. Biante di Priene
  4. Pittaco da Mitilene
  5. Cleobulo da Lindo
  6. Periandro di Corinto
  7. Chilone di Sparta
Alcuni tra gli altri nomi inseriti in elenchi diversi sono: Misone di Chene (presente nell'elenco di Platone), Anacarsi, Anassagora, Acusilao di Argo, Aristodemo di Sparta, Epimenide di Creta, Ferecide di Siro, Laso da Ermione, Leofanto Gorgiade, Pitagora da Samo, Orfeo, ecc. Secondo la tradizione, alcune massime dei Sette savi  furono incise all'ingresso del tempio di Apollo di Delfi (uno degli dèi più importanti dell'antica Grecia), come il famoso motto "Conosci te stesso", da attribuire a Talete secondo quanto riferito da Antistene di Rodi in Successioni dei filosofi, oppure, secondo altre fonti, a Chilone. Qui di seguito, si riportano i frammenti più noti e interessanti dei Sette Savi.
Non abbellire la tua immagine; sia bello invece il tuo agire. (Talete)
1. Talete
Mileto ca. 624 a.e.c. - ca. 545 a.e.c. - Filosofo, matematico, astronomo e politico greco.
Si tramanda che Talete era solito dire di essere grato alla sorte per questi tre motivi: "Primo perché nacqui uomo e non bestia; secondo perché uomo e non donna; terzo perché Greco e non barbaro". Principio dell'universo egli disse l'acqua, concepì il mondo animato e pieno di demoni, Dicono pure che abbia scoperto le stagioni dell'anno e che abbia diviso l'anno in 365 giorni. Si narra che, tratto di casa da una vecchia per contemplare gli astri, cadde in un fosso, e la vecchia ai suoi gemiti disse: "Tu, o Talete, non sai vedere le cose che sono tra i piedi e credi di poter conoscere le cose celesti?". Dicono che incitandolo la madre a prendere moglie abbia risposto: "Non è ancora tempo"; insistendo ancora, quando egli aveva oltrepassato la giovinezza: "Non è più tempo". Era solito dire che in nulla la morte differisce dalla vita. "E tu allora perché non muori?" gli si diceva; "Perché non vi è differenza", rispondeva.
(Diogene Laerzio Vite dei filosofi, III secolo - Selezione Aforismario)
  • Chi non sa controllarsi è pericoloso per sé e per gli altri.
  • Felice è chi è sano di corpo, ricco di risorse spirituali, bene educato di natura.
  • Felice quella famiglia che, senza possedere grandi ricchezze, tuttavia non soffre la povertà.
  • Il modo migliore per vivere una vita ottima e onesta è quello di non fare quello che si rimprovera agli altri. 
  • Il modo più facile di sopportare una disgrazia è vedere un nemico stare peggio. 
  • La cosa più bella è il mondo, perché opera divina.
  • La cosa più difficile è conoscere sé stessi.
  • La cosa più dolce è ottenere quel che si desidera.
  • La cosa più facile è dare consigli agli altri.
  • La cosa più forte è il destino, perché tutto domina.
  • La cosa più grande è lo spazio, perché tutto comprende.
  • La cosa più piacevole è ottenere ciò che si desidera.
  • La cosa più saggia è il tempo, perché tutto ricorda e rivela.
  • La cosa più strana è vedere un tiranno vecchio.
  • La cosa più veloce è l'intelletto, perché tutto attraversa 
  • La speranza è il solo bene che è comune a tutti gli uomini, e anche coloro che non hanno più nulla la possiedono ancora.
  • L'essere più antico è Dio, perché increato.
  • L'ignoranza è un vizio.
  • Meglio essere invidiato che essere oggetto di compassione.
  • Molte parole non sono mai indizio di molta sapienza. 
  • Non abbellire la tua immagine; sia bello invece il tuo agire.
  • Non esser pigro, anche se sei ricco.
  • Non essere ricco tramite l'ingiustizia.
  • Ognuno deve attendersi dai figli ciò che ha dato ai genitori.
  • Tutto è pieno di dèi.
Non acquisire amici in fretta,
e quelli che hai acquisito non lasciarli in fretta. (Solone)
2. Solone
Atene 638 a.e.c. - 558 a.e.c. - Legislatore, giurista e poeta greco antico
Selezione Aforismario
  • Comanda dopo aver appreso a obbedire.
  • Fuggi il piacere che produce dolore.
  • La mente sia la tua guida,
  • La parola è immagine della realtà.
  • Non acquisire amici in fretta, e quelli che hai acquisito non lasciarli in fretta.
  • Non dire quello che non sai.
  • Nulla di troppo.
  • Ritieni l'onestà e la probità del carattere più fedeli del giuramento.
  • Se sai, sta' zitto.
  • Sigilla i discorsi con il silenzio, e il silenzio con il momento opportuno.
Chi è ricco? Chi nulla desidera. Chi è povero? L’avaro. (Biante)
3. Biante
Priene ca. 600 a.e.c. - ca. 530 a.e.c. - Filosofo greco
Selezione Aforismario
  • Apprestati lentamente al lavoro, ma ciò che cominci, portalo a termine.
  • Ascolta molto.
  • Bisogna amare come se si dovesse odiare o odiare come se si dovesse amare. 
  • Bisogna amare gli amici come se un giorno si dovessero odiare.
  • Cerca di vincere i tuoi nemici con la persuasione, non con la forza. 
  • Chi è casta? Colei, di cui le voci si guardano dal calunniare.
  • Chi è ricco? Chi nulla desidera. Chi è povero? L’avaro.
  • Ciò che possiedi di buono, ascrivilo agli dèi, non a te.
  • Cos'è invece proprio dello sciocco? Voler nuocere, e non poterlo fare.
  • Cos'è proprio del sapiente? quando può nuocere, non volerlo.
  • Guardati allo specchio: se ti appari bello, devi anche fare belle cose; se ti appari brutto, devi colmare la mancanza della natura con il tuo nobile agire.
  • I cambiamenti di luogo non rendono intelligente chi è stupido. 
  • I più sono cattivi.
  • Il più disgraziato degli uomini è colui che non sa sopportar la disgrazia.
  • Il potere rivela gli uomini.
  • Non essere né benevolo, né mal disposto.
  • Non lodare un indegno solo per la sua ricchezza.
  • Parla al momento giusto.
  • Qual è il bene maggiore? Una mente sempre consapevole del giusto.
  • Qual è la dote più bella di una sposa? La verecondia.
  • Qual è la massima sciagura per un uomo? Un altro uomo.
  • Qual è l'animale più pericoloso? Tra gli animali feroci il tiranno; tra gli animali domestici l'adulatore. 
  • Sugli dèi, dì solo: sono.
  • Veramente infelice è chi non sa sopportare l'infelicità.
Ciò che rimproveri agli altri, non farlo tu stesso. (Pittaco)
4. Pittaco
Mitilene ca. 650 a.e.c. - ca. 570 a.e.c. Filosofo greco
Selezione Aforismario
  • Chi ha fatto la legge deve essere il primo a ubbidire alla legge. 
  • Chi non sa tacere non sa parlare.
  • Ciò che rimproveri agli altri, non farlo tu stesso.
  • Felice quello Stato ove non possano mai comandare i malvagi!
  • Il perdono è migliore della vendetta.
  • Insaziabile è il desiderio di guadagnare. 
  • L'importante in tutte le faccende è saper cogliere il momento opportuno. 
  • L’uomo prudente sa prevenire il male; l’uomo coraggioso lo sopporta senza lamentarsi.
  • La terra è affidabile, inaffidabile e sempre pieno di pericoli è il mare.
  • Non desiderare mai nulla di troppo.
  • Non dir male del tuo amico, né lodare il tuo nemico, perché ciò sarebbe illogico
  • Non dire le tue intenzioni; perché se non ti riescono tu non sia deriso.
  • Se vuoi conoscere la vera natura di un uomo, devi dargli un grande potere. 
Nella prosperità non essere superbo, nell'avversità non avvilirti. (Cleobulo)
5. Cleobulo
Lindo VI sec. a.e.c. - Filosofo greco
Selezione Aforismario 
  • Bisogna essere desiderosi di ascoltare, e non chiacchieroni. 
  • Bisogna sposarsi con una donna proveniente da una famiglia di pari condizioni; infatti, se ne sposerai una proveniente da una famiglia di condizioni superiori, acquisirai padroni, non parenti. 
  • La misura è la cosa migliore.
  • Nella prosperità non essere superbo, nell'avversità non avvilirti.
  • Non litigare con la moglie e non manifestare troppo affetto verso di lei quando sono presenti degli estranei: infatti, il primo atteggiamento può implicare stoltezza; il secondo, invece, follia.
  • Non punire i servi sotto l’effetto del vino: altrimenti, sembrerai comportarti in modo sconveniente a causa dell’ubriachezza. 
  • Non ridere alle battute di chi prende in giro la gente, poiché sarai detestato da coloro che vengono presi in giro. 
Quando hai fortuna, sii moderato; quando hai sfortuna, sii assennato. (Periandro)
6. Periandro
VII-VI sec. a.e.c. - Filosofo greco
Selezione Aforismario
  • Abbi cura di tutto.
  • Cerca di essere lodato da vivo e considerato beato una volta morto.
  • Comportati allo stesso modo con gli amici fortunati e sfortunati. 
  • I piaceri sono mortali; le virtù sono invece immortali. 
  • Non limitarti a castigare quelli che hanno commesso una colpa, ma cerca anche di impedire quelli che stanno per commetterne una.
  • Quando hai fortuna, sii moderato; quando hai sfortuna, sii assennato.
  • Quanto alle leggi, attieniti a quelle antiche; quanto ai cibi, invece, consuma quelli freschi.
  • Renditi degno dei genitori.
  • Rimprovera in modo tale da essere subito un amico.
  • Se sei sfortunato, cerca di nasconderlo, per non fare rallegrare i nemici.
Γνῶθι σεαυτόν - Know thyself - Conosci te stesso (Talete, Chilone o Biante)
7. Chilone
Sparta ca. 549 a.e.c. – Pisa ca. 470 a.e.c. - Filosofo greco.
Selezione Aforismario
  • Conosci te stesso. 
  • Dichiara beato chi è morto.
  • La tua lingua non corra avanti rispetto al pensiero. 
  • Mentre bevi, non fare molte chiacchiere, poiché sbaglieresti. 
  • Non desiderare l'impossibile.
  • Non ridere di chi è sfortunato.
  • Scegli una perdita, piuttosto che un guadagno turpe: la prima, infatti, addolorerà una sola volta; l’altro, invece, sempre.
  • Se sei forte, sii mite, affinché i vicini ne abbiano rispetto piuttosto che paura.
  • Se subisci un’ingiustizia, fa’ pace; se subisci un oltraggio, vendicati.
  • Va’ lentamente ai banchetti degli amici; va’ invece incontro velocemente alle loro sventure. 
Libro consigliato
I sette sapienti
Vite e opinioni
Testo greco e latino a fronte 
Curatrice: Ilaria Ramelli 
Editore: Bompiani, 2005 

Le massime dei Sette Sapienti (Talete, Solone, Pittaco, Biante, Periandro, Chilone e Anacarsi) rappresentano la "pre-filosofia" greca, nel senso che offrono un corpus di antichissime sentenze morali, di proverbi, di motti e di regole pratiche di saggezza che, pur non essendo ancora giustificate razionalmente e fondate filosoficamente, contengono però già in nuce l'essenziale dell'etica greca. Per questa ragione si parla ancora di "sapienti" (sophoi) e non già di "filosofi" (philo-sophoi).

Note
  • a.e.c. sta per "avanti era cristiana" o "comune", usata in sostituzione dell'abbreviazione cristianocentrica "a.C." (avanti Cristo).
  • Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, III sec. © Laterza 1962
  • Bibliografia: Giovanni Reale (a cura di), I presocratici Prima traduzione integrale con testi originali a fronte delle testimonianze e dei frammenti nella raccolta di Hermann Diels e Walther Kranz, Bompiani, 2006.

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