2015-12-15

Jean Rostand - Pensieri di un biologo

Selezione dei migliori aforismi e delle frasi più significative di Jean Rostand (Parigi 1894 - Ville-d'Avray 1977), biologo, filosofo e aforista francese, figlio del celebre drammaturgo Edmond Rostand. Grande studioso e abile divulgatore scientifico (nel 1960 vinse il premio internazionale Kalinga per la divulgazione scientifica), Jean Rostand è noto per i suoi contributi nel campo della biologia, cui si dedicò per tutta la vita, compiendo le sue ricerche in solitudine in un piccolo laboratorio privato vicino casa sua. Egli sostenne che l'essere umano è soltanto agli inizi della propria evoluzione intellettuale e che l'attuale età mentale è estremamente bassa a paragone di quella che è destinato ad acquisire; inoltre, preconizzò un futuro in cui la malattia e il dolore saranno molto limitati, e in cui si verificherà un sensibile prolungamento della durata media della vita umana. Nello stesso tempo, sottolineò il pericolo di un eccessivo scientismo a discapito dell'umanesimo sociale. Leggendo i suoi pensieri, venati di un certo pessimismo e spesso legati ai risvolti morali della ricerca scientifica e di quella biologica in particolare, ci si rende subito conto di quanto Jean Rostand fosse abile anche come aforista. Le citazioni sono tratte dal suo libro di aforismi Pensieri di un biologo (Pensée d’un biologiste) pubblicato in Francia nel 1939. A questo libro sono seguiti Nuovi pensieri di un biologo (Nouvelles pensées d'un biologiste, 1947) e Note di un biologo (Notes d'un biologiste, 1954). Di sé ha detto: "Io non sono niente meno di un filosofo, sono un biologo ansioso".
Jean Rostand (1894-1977) biologo, filosofo e aforista francese.
Pensieri di un biologo
Pensée d’un biologiste, 1939

Sono poco esigente nella vita privata, è di un altro universo di cui avrei avuto bisogno.

Si tratti di politica, di morale o di filosofia, io dubito dei giudizi di quelli che ignorano tutto di se stessi.

Prima di sognare, bisogna sapere.

Nello stesso tempo in cui ci rivela la particolarità di ciascuno, la biologia ci ricorda la fraternità di tutti.

La biologia ci sorprende un poco quando ci insegna che, statisticamente, le donne più belle non sono le più stupide.

L'uomo può permettersi tutte le speranze, anche quella di scomparire.

Contrariamente a un'affermazione nota, mi rifiuto di pensare che l'uomo sia per l'uomo un avvenire
sufficiente.

Generando l'uomo, questo figlio di vecchi, la natura ha dato l'ultimo segno della sua fecondità. Perché non fu sterile un po' prima! I suoi disordini erano stati benigni, e innocenti le sue stragi, finché non apparve la bestia che sa che deve morire.

L'uomo è un miracolo senza interesse.

La mente più alta non ha forse la prerogativa per comprendere l'universo; ma l'ultimo dei cuori che
soffrono ha il diritto di accusarlo.

L'universo, creando l'uomo, si è dato in una volta una vittima e un giudice.

Dopo tutto, potrebbe darsi che lo sviluppo dell'intelligenza umana costituisca un caso nocivo di ortogenesi, come lo sviluppo delle corna ramificate in certi cervi.

L'uomo, questa povera scimmia condannata a fare l'uomo.

Dal fatto che nulla è intelligibile, non consegue il diritto di congetturare l'assurdo.

Per quanto sia vasto il campo del possibile, non lo è ancora abbastanza per dare all'uomo il poco di
cui sarebbe pago.

Vi sono meno cose in cielo e in terra di quante ne hanno sognate i nostri filosofi.

Il cervello umano: mostruoso tumore dell'universo, dove, come cellule maligne, si moltiplicano senza freno le domande e le angosce.

Non posso intendermi  né con quelli che si sottraggono alla rude verità, né con quelli che troppo facilmente vengono a patti con lei.

La sola fierezza alla quale l'uomo può aspirare: essere quello che c'è di più complicato come insieme di molecole.

Chi uccide un uomo è un assassino. Chi uccide milioni di uomini è un conquistatore. Chi li uccide tutti è un dio.

L'uomo è solubile nella natura.

La sola cosa di cui sono veramente sicuro è che noi siamo della stessa stoffa delle altre bestie; e se
abbiamo un'anima immortale, bisogna che ve ne sia una anche negli infusori che stanno nel retto delle rane.

È il destino dell'uomo crearsi dèi sempre più credibili ai quali crederà sempre di meno.

Niente è troppo poco; Dio sarebbe troppo.

L'uomo ha davanti all'universo tutte le esigenze del figlio unico.

Poca gente è degna di non credere a niente.

Essere adulto è essere solo.

Non credo che il pessimismo sia dannoso: un'infelicità non si comunica agli altri, e può venire in aiuto a un'altra miseria.

Scienza: il solo modo di servire gli uomini senza rendersi complici delle loro passioni.

Spesso, quando uno scienziato precorre la propria epoca, lo fa più per ignoranza della verità attuale che per intuizione della verità futura.
Chi uccide un uomo è un assassino. Chi uccide milioni di uomini
è un conquistatore. Chi li uccide tutti è un dio. (Jean Rostand)
Se questo scienziato non avesse fatto questa scoperta, un altro l'avrebbe fatta un po' più tardi. Johann Mendel muore sconosciuto, avendo scoperto le leggi dell'ereditarietà: trentacinque anni dopo, sono in tre che le riscoprono. Ma il libro che non fu scritto non lo sarà mai. La morte prematura di un grande scienziato rallenta l'umanità, quella di un grande scrittore la frustra.

La verità scientifica non arriva ordinariamente alla maggioranza che quando ha cessato di essere vera.

Non è grave dire sciocchezze; è grave dirle in nome dei princìpi.

Le verità consolanti si devono dimostrare due volte.

Esistono capolavori così noiosi che meraviglia che si sia trovato qualcuno per scriverli.

Ammiro il libro che mi obbliga a leggerlo.

L'abbondanza è, alle volte, l'unica risorsa di quelli che non hanno niente da dire.

X. non ha di geniale che la stupidità.

La poesia non si trova sempre dai poeti né la verità dai sapienti.

C'è tempo per scrivere, e tempo per diventare colui che scriverà.

Mi sarebbe piaciuto esser di quelli che, con piccolissime frasi, fanno venire a noia i lunghi svolgimenti.

Scrivere: il solo modo di commuovere gli altri senza essere turbato da un volto.

Che non ci si mostri sinceri quando si parla, sia, ma quando si scrive? Si è obbligati a parlare, non a
scrivere.

Alle chiare menzogne dei libri preferisco l'onesto farfugliare della realtà.

Alle volte è sulla parte più debole di se stessi che ci si deve appoggiare per andar più lontano.

Ho paura di fallire non davanti agli altri, ma davanti a me stesso.

Il nostro disprezzo, spesso, ha miglior gusto della nostra invidia.

Uno scrittore che non si contraddice lascia troppo poco da fare ai suoi commentatori.

Un grande scrittore è un uomo che sa sorprenderci dicendo quel che conoscevamo da sempre.

Vale la pena di preoccuparsi tanto di essere trasparenti per tanta gente che ha gli occhi torbidi?

Quelli che non hanno veramente sofferto ignorano il benessere del tollerabile.

Si può misurare abbastanza bene l'amore che si ha per un essere dalla quantità di sofferenza che egli è capace di neutralizzare.

Se si potesse trar beneficio dalla sofferenza umana, non ci sarebbe bisogno di nessun'altra fonte di
energia.

Per soffrire meno, diventare sofferenza.

Ciascuno di quelli che abbiamo amato porta con sé un po' del nostro segreto.

La vita è sempre meschina nella gioia, munifica nel dolore.

Una sofferenza sola ci abbatte; molte ci possono mantenere in piedi.

Colui che non può guarire potrà forse resuscitare.

Può esservi una sorta di piacere nel soffrire di qualcosa di cui non si soffre ordinariamente.

Per quanto già piagati, la vita saprà ben trovare il posto indenne per ferirci nuovamente.

Ciò che temi non succederà, succederà di peggio.

Le nostre tristezze, per fortuna, qualche volta si fanno ombra.

Quante morti ci sarà necessario vivere per capire che moriremo?

Quanta poca tendenza alla tristezza bisogna avere per osare di gioire senza temere il dopo-gioia!

Il caritatevole sonnambulismo quotidiano. Temo tutto ciò che risveglia e apre gli occhi.

Vivere è spesso sforzarsi verso fini che ci si guarderebbe bene dal voler raggiungere.

La sofferenza è il modo più efficace per sentire la vita: essa maggiora l'esistenza, attribuendole un segno negativo.

Il saggio avrebbe buon gioco se, dalla sofferenza universale, potesse trarre una conclusione; ma le cose, forse non sono tanto semplici quanto crudeli.

Per liberarsi di una infelicità bisogna assorbirla e incorporarla. Non ci si consola che a proprie spese.

Perdendo quelli che si amano è meno la loro vita che ci sfugge di quanto non ci compenetri la loro morte.

Ci si può consolare di una disgrazia senza abituarvisi: si è allontanato il ricordo, ma, se per caso lo si
ritrova, non ha perduto nulla della sua malvagità.

I nostri morti hanno in noi, di quanto in quando, bruschi e misteriosi ritorni di vita.

Mi sarebbe piaciuto che esistessero cose per le quali valesse la pena di sacrificare il piacere.

Non esistono felicità intelligenti.

Quello che si definisce un uomo responsabile, non è altri che uno che non è irresponsabile come tutti.

Il più spaventoso dei colpevoli non è meno innocente dell'universo.

Morale di genetico: il male è dominante, il bene è recessivo.

La morale è ciò che resta della paura quando la si è dimenticata.

Perché fai questo? - Per un Dio che mi somiglierebbe.

La virtù che apprezziamo maggiormente è quella che ha in sé dei motivi per non essere virtù.

Ogni uomo è mio fratello, finché non ha parlato.

È talvolta meritorio non trar beneficio dai propri vantaggi.

Approvo per stanchezza, contraddico per impazienza.

L'errore non è tanto di fare il male, quanto di farlo con così poca necessità.
Vi sono meno cose in cielo e in terra
di quante ne hanno sognate i nostri filosofi. (Jean Rostand)
Non potendo conoscere una sola anima estranea, a che cosa paragoneremo la nostra? Scompariremo senza aver saputo chi eravamo.

Ci sembra che gli altri non abbiano niente di più importante da fare che tentar d'essere felici.

Odio la futilità, ma sapendo che non c'è niente di serio.

Avere un'opinione è preferire ingannarsi in un certo senso.

Riflettere è disturbare i propri pensieri.

Non m'interesso, socialmente, che al valore di alcuni e alla sofferenza di tutti.

Non vorrei un paradiso dove non si avesse il diritto di preferire l'inferno.

Si libererà l'energia dell'atomo, si viaggerà fra gli astri, si prolungherà la vita, si guarirà la tubercolosi
e il cancro, ma non si troverà il segreto di farsi governare da uomini meno indegni.

In politica, si denuncia la menzogna di ieri soltanto per incoraggiare la menzogna d'oggi.

Si può marciare verso l'avvenire anche volgendo un po' il viso.

Cervello umano: questa spugna sempre pronta a imbeversi di ogni menzogna...

Mille sofferenze valgono più di una sofferenza; mille pensieri non valgono sempre un pensiero.

È più facile morire per ciò che si crede che credervi un po' meno.

La sciocchezza, l'esagerazione, la vanità, la crudeltà, l'iniquità, la malafede, la menzogna, tutto questo non lo vediamo quando riguarda la nostra stessa parte.

Provare stima per chi non condivide le nostre opinioni è altrettanto impossibile quanto per un bambino piccolo muovere separatamente le braccia.

Non è certo il mondo nascente che mi fa paura, ma talvolta il viso di quelli che aiutano il parto.

Sono fortunati quelli che credono a qualcosa con abbastanza forza da pensare che per raggiungerla valga la pena di usare ogni mezzo.

Un avvenire di cui si è parlato troppo finisce per diventare fastidioso come un passato.

La guerra: milioni di cadaveri per costruire ciò che v'è di più ripugnante: la storia.

L'eterno ritornello dell'umanità: ancora un piccolo massacro, e tutto andrà per il meglio...

Nulla di umano vale molto sangue.

Ci si può intendere con quelli che non parlano la stessa lingua, ma non con quelli per cui le stesse parole non hanno lo stesso senso.

C'è nella tolleranza un grado che confina con la ingiuria.

Ciò che siamo di buono, non abbiamo bisogno che gli altri lo credano.

Non imputare ad altri ciò che è dell'uomo, né all'uomo ciò che è di altri.

Una menzogna può essere meno menzognera di una verità ben scelta.

Per ben giudicare il coraggio di un uomo, bisogna sapere dove sono le sue paure.

La debolezza della ragione è credere d'aver la qualità per convincere l'irragionevolezza.

Aver molti amici è variare la propria noia.

L'altruismo è spesso un alibi.

In che cosa può consistere la fortuna, se non nell'essere meno infelici nelle avversità!

Quanto bisogna amare qualcuno per preferirlo alla sua assenza!

Un buon matrimonio è quello in cui ogni sposo ha la fortuna di poter tollerare l'intollerabile dell'altro.

Infelice colui che non può stringere al cuore una persona senza sentirsi infastidito dall'aroma dell'anima estranea.

L'immaginazione ha i suoi limiti, è la realtà che è inesauribile.

Si può misurare la reale nobiltà di un individuo dalla somma di sentimenti poco nobili che si permette di lasciar vedere.

Odiare stanca.

Chi domanda troppo poco alla vita, da essa sarà sempre deluso.

Dapprima si domanda semplicemente alle cose di essere possibili, e poi si rimproverano di non essere impossibilmente perfette.

Neotenia umana: colui che, da adulto, conserva ancora certe illusioni, fa pensare a quelle salamandre messicane che, fino all'età adulta, mantengono le branchie dello stato larvale.

Cercar di dare abbastanza serietà ai minuti particolari per dimenticare la futilità dell'insieme.

Vivere è giocare ai quattro cantoni con le proprie angosce.

Pochissimo mi sarebbe bastato se fosse stato puro.

Libro di Jean Rostand consigliato
Pensieri di un biologo
Traduzione: Silvana Quarantotto
Editore: Edizioni del Borghese, 1968

Rostand, oltre che uno dei più illustri scienziati del XX secolo, a cui la biologia deve tante scoperte, è anche un eccezionale scrittore e un limpido saggista. Questo non è quindi il libro di un biologo, e non è un libro di biologia. È, piuttosto, una confessione laica, una autobiografia spirituale, un diario intimo, una scintillante galleria di pensieri, giudizi, domande, sulla condizione dell'uomo contemporaneo.

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