2015-12-14

Karl Kraus - Aforismi, detti e contraddetti

Selezione dei migliori aforismi e delle frasi più ironiche di Karl Kraus (Jičín 1874 - Vienna 1936), scrittore, saggista, giornalista e aforista austriaco. Karl Kraus è stato uno dei principali autori satirici di lingua tedesca del XX secolo, noto per le sue osservazioni taglienti e per le sue critiche corrosive alla cultura (compresa la psicoanalisi), alla politica (compresa la guerra) e alla società del suo tempo (comprese le donne!), che egli svolgeva soprattutto attraverso la sua rivista Die Fackel (La Fiaccola, 1899-1936). Ciò gli procurò l'ammirazione da parte di molti, ma anche non pochi avversari, e Karl Kraus, con la sua solita ironia osservava: "Molti desiderano ammazzarmi. Molti desiderano fare un'oretta di chiacchiere con me. Dai primi mi difende la legge". Elias Canetti, che era tra i suoi più grandi ammiratori, ha scritto in Il frutto del fuoco (1980): "Era l'uomo più severo e più grande che vivesse a Vienna. Non si lasciava impietosire da nessuno. Nelle sue letture attaccava tutto ciò che esiste di brutto e di marcio. Pubblicava una rivista che scriveva interamente da solo. Nessun intervento era gradito, non accettava contributi da nessuno, alle lettere non rispondeva. Ogni parola, ogni sillaba contenuta nella Fackel era scritta di suo pugno. La Fackel era come un tribunale, in cui Karl Kraus era l'unico accusatore e l'unico giudice". Oltre a essere un grande autore satirico, Karl Kraus è anche uno dei più geniali scrittori di aforismi di sempre, come ognuno potrà verificare già soltanto leggendo questa selezione tratta dalle sue raccolte aforistiche pubblicate nella prima metà del '900: Detti e contraddettiPro domo et mundo Di notte. Scrive Roberto Calasso nella sua introduzione a Detti e contraddetti (Adelphi 1993): "I maestri cui Kraus si richiama sono Lichtenberg e Nietzsche, che avevano anch'essi cercato nell'aforisma la forma ingannevolmente discorsiva, il massimo addensamento nella superficie, emergente dalla lingua, la forma che ha «qualcosa di cupo, di concentrato, di oscuramente violento − affatto opposta alla massima, questa sentenza a uso del bel mondo, e smussata sino a diventare lapidaria, mentre l'aforisma è insocievole come un sasso". Se nella maggior parte dei casi gli aforismi di Karl Kraus sono un esempio di arguzia e di concisa limpidezza ("Se Karl Kraus avesse scritto Il capitale lo avrebbe fatto in tre righe", ha detto Manlio Sgalambro), in altri casi, specie negli aforismi di maggio lunghezza, i rovesciamenti, i continui rimandi e la paradossalità si spingono al punto da renderli un po' contorti e di difficile lettura. Scrive Roberto Calasso: "In un aforisma di Kraus si entra facilmente; ma non si riesce più a uscirne. Guizzi, intemperanze, vorticare di antitesi, paradossalità sistematica sembrano all'inizio delineare sommariamente una fisionomia: tagliente, sopraffattoria". A queste e altre critiche simili, Karl Kraus rispondeva sempre ironicamente, come quando, ad esempio, scrisse: "Un professore di letteratura opinò che i miei aforismi sarebbero soltanto il rovesciamento meccanico di certi modi di dire. È senz'altro esatto. Solo che non ha colto il pensiero che regge la meccanica: e cioè che nel rovesciamento meccanico dei modi di dire vengono fuori più cose che nella loro ripetizione meccanica. Questo è il segreto del giorno, e bisogna averne fatto l'esperienza. Con tutto ciò il modo di dire si differenzia comunque a tutto suo vantaggio da un professore di letteratura, dal quale non viene fuori niente, sia che lo si lasci riposare in pace, sia che lo si rovesci meccanicamente". (Karl Kraus, Di notte, 1918)
Karl Kraus (Jičín 1874 - Vienna 1936) scrittore, giornalista e aforista austriaco
Detti e contraddetti
Sprüche und Widersprüche, 1909
© Adelphi - Selezione Aforismario

Che sono tutte le orge di Bacco al cospetto delle ebbrezze di colui che si abbandona sfrenatamente alla continenza!

Chi dà le sue opinioni non può farsi cogliere in contraddizione. Chi ha dei pensieri pensa anche in mezzo alle contraddizioni.

Ci sono certi scrittori che riescono ad esprimere già in venti pagine cose per cui talvolta mi ci vogliono addirittura due righe.

Ci sono imbecilli superficiali e imbecilli profondi.

Ci sono tre stadi del progresso. Il primo: quando in un gabinetto non c'è nessuna targa. Il secondo: quando compare una targa con una scritta che prescrive di riordinarsi gli abiti prima di lasciare il luogo. Il terzo: quando, alla fine della scritta, si spiega che la cosa è giustificata da preoccupazioni di decenza. Noi ci troviamo in questo stadio supremo del progresso.

Ciò che nello sciovinismo non è simpatico non è tanto l'avversione per le altre nazioni quanto l'amore per la propria.

Con le donne monologo volentieri. Ma il dialogo con me stesso è più stimolante.

Da qualche parte ho trovato la scritta: «Si prega di lasciare il luogo come si desidera trovarlo». Oh, se chi educa alla vita avesse nel parlare anche solo la metà dell'efficacia dei direttori d'albergo!

I bambini giocano ai soldati. Ciò è comprensibile. Ma perché i soldati giocano a fare i bambini?

I moralisti ipocriti non sono odiosi per il fatto che ciò che fanno non coincide con ciò che professano, ma perché professano qualcosa che non coincide con ciò che fanno.

I pazzi vengono definitivamente riconosciuti dagli psichiatri per il fatto che dopo l'internamento mostrano un comportamento agitato.

Il cristianesimo ha arricchito il pasto erotico con lo hors-d'oeuvre della curiosità e lo ha rovinato con il dessert del rimorso.

Il mondo è una prigione dove è preferibile stare in una cella d'isolamento.

Il parrucchiere racconta le novità, mentre dovrebbe solo pettinare. Il giornalista è pieno di spirito, mentre dovrebbe solo raccontare le novità. Sono due tipi che mirano in alto.

Il "seduttore" che si gloria di iniziare le donne ai misteri dell'amore: il turista che arriva alla stazione e si offre di mostrare alla guida turistica le bellezze della città. 

Il superuomo è un ideale prematuro che presuppone l'uomo.

La cosmetica è la scienza del cosmo della donna.

La democrazia divide gli uomini in lavoratori e fannulloni. Non è attrezzata per quelli che non hanno tempo per lavorare.

La donna è coinvolta sessualmente in tutti gli affari della vita. A volte perfino nell'amore. 

La donna vera inganna per il piacere. L'altra cerca il piacere per ingannare.

La forza più grande non è pari all'energia che hanno certi nel difendere la propria debolezza.

La geniale capacità di dimenticare della donna è qualcosa di diverso dal talento della signora che non riesce a ricordarsi.

La moralità è ciò che, pur senza essere osceno, offende grossolanamente il mio senso del pudore.

La politica sociale è la disperata decisione di operare i calli di un malato di cancro.

La vita è uno sforzo che sarebbe degno di miglior causa.

La vita familiare è un'interferenza nella vita privata.

L'aforisma non coincide mai con la verità; o è una mezza verità o una verità e mezzo.

Le conversazioni dal parrucchiere sono la prova inconfutabile che le teste servono per i capelli.

Le donne per lo meno hanno le toilettes. Ma gli uomini, con che cosa possono coprire il loro vuoto?

Le pene servono a spaventare coloro che non vogliono commettere peccati.

Lo scandalo comincia quando la polizia vi mette fine.

Mentire per necessità è sempre perdonabile. Ma chi dice la verità senza esservi costretto non merita nessuna indulgenza.

Molti desiderano ammazzarmi. Molti desiderano fare un'oretta di chiacchiere con me. Dai primi mi difende la legge.

Nei casi dubbi ci si decida per il giusto.

Non è vero che non si possa vivere senza una donna. È vero soltanto che senza una donna non si può aver vissuto.

Nulla è più incomprensibile dei discorsi della gente a cui il linguaggio non serve a nient'altro che a farsi capire.

Nulla è più insondabile della superficialità della donna.

Per essere perfetta le mancava solo un difetto.

Per l'uomo lo specchio serve solo alla sua vanità; la donna ne ha bisogno per assicurarsi della propria personalità.

Perché scrive certa gente? Perché non ha abbastanza carattere per non scrivere.

Piuttosto perdonare un brutto piede che delle brutte calze.

Poiché la legge proibisce di tenere in casa animali selvaggi e gli animali domestici non mi danno alcuna soddisfazione, preferisco non sposarmi.

Prima di dover subire la vita, bisognerebbe farsi narcotizzare.

Quando brucia il tetto non serve né pregare né lavare il pavimento. Comunque pregare è più pratico.

Quando da lungo tempo abbiamo abbandonato un certo errore, i superficiali ci rimproverano proprio quell'errore e i radicali ci accusano di incoerenza.

Quanto poco c'è da fidarsi di una donna, che si fa cogliere in flagrante fedeltà! Oggi fedele a te, domani a un altro.

Se fossi sicuro di dover condividere l'immortalità con certa gente, preferirei un oblio in camere separate.

Si disprezzi la gente che non ha tempo. Si compiangano le persone che non hanno lavoro. Ma gli uomini che non hanno tempo per lavorare, quelli sono da invidiare.

Sotto il sole non c'è essere più infelice del feticista che brama una scarpa da donna e deve contentarsi di una femmina intera.

Talvolta la donna è un utile surrogato dell'onanismo. Naturalmente ci vuole un sovrappiù di fantasia. 

Un aforisma non ha bisogno di essere vero, ma deve scavalcare la verità. Con un passo solo deve saltarla. 

Un aforisma non si può dettare su nessuna macchina per scrivere. Ci vorrebbe troppo tempo.

Un tempo le scene erano di cartone e gli attori erano veri. Oggi le scene sono al di là di ogni possibile dubbio e gli attori sono di cartone.

Una donna che non sa essere brutta non è bella.

Una donna deve avere un aspetto così intelligente che la sua stupidità si presenti poi come una piacevole sorpresa.

Con le donne monologo volentieri.
Ma il dialogo con me stesso è più stimolante. (Karl Kraus)
Pro domo et mundo
Pro domo et mundo, 1912
© Adelphi - Selezione Aforismario

Al mondo c'è sempre la voglia di mortificare un cuore perché un portafogli è stato offeso.

Amare, venir ingannato, essere geloso – sono cose che capitano. Ma più scomoda è l'altra via: essere geloso, venire ingannato, amare!

Anche in arte il povero non può prendere niente al ricco; mentre il ricco può prendere tutto al povero.

Arte è ciò che il mondo diventerà, non ciò che il mondo è.

Bisognerebbe combattere la beneficenza per ragioni di concetto, non per avarizia.

C'è abbastanza spazio nella più piccola capanna, ma non nella stessa città per una coppia di amanti felici.

C'è solo una possibilità di salvarsi dalla macchina. E cioè quella di adoperarla. Solo con l'auto si torna in se stessi.

Che cos'è uno storico? Uno che scrive troppo male per poter collaborare a un quotidiano.

Che tortura, questa vita in società! Capita che uno sia così premuroso da offrirmi del fuoco e allora, per essere premuroso con lui, mi devo tirar fuori di tasca una sigaretta.

Chi mai vorrà cacciar via un errore che lui stesso ha messo al mondo, per sostituirlo con una verità adottata?

Chi sa che succede in casa nostra, quando le stanze sono vuote? Certo non potremo sapere se ci sono gli spiriti. Perché proprio nel momento in cui comincia il sapere sono già stati scacciati.

Chiedi al tuo prossimo soltanto cose che tu sai meglio di lui. Allora il suo consiglio potrà essere prezioso.

Ci sono dei precursori che imitano gli originali. Se due hanno un pensiero, esso non appartiene a quello che lo ha avuto prima, ma a quello che lo ha avuto meglio.

Ci sono delle persone che per tutta la loro vita serbano rancore a un mendicante perché non gli hanno dato niente.

Ciò che entra con facilità nell'orecchio ne esce con facilità. Ciò che entra con difficoltà nell'orecchio, ne esce con difficoltà. Questo vale per lo scrivere ancor più che per il fare musica.

Cultura è quella cosa che i più ricevono, molti trasmettono e pochi hanno.

Democratico vuol dire poter essere schiavo di tutti.

Dire la verità in malafede dovrebbe essere considerato disonesto.

E se la terra avesse solo una vaga idea della paura che ha la cometa di toccarla!

Hanno la stampa, hanno la Borsa, ora hanno anche il subconscio!

I ristoranti sono occasioni in cui gli osti salutano, i clienti ordinano e i camerieri mangiano.

Il borghese non tollera in casa sua niente di incomprensibile.

Il debole dubita prima di prendere una decisione, il forte dopo.

Il diavolo è un ottimista se crede di poter peggiorare gli uomini.

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo.

Il liberale non si fa nessuno scrupolo di tirar fuori contro il tiranno gli argomenti del bigotto.

Il linguaggio è la madre, non l'ancella del pensiero.

Il pensiero è ciò che manca a una banalità per essere un pensiero.

Il respiro più lungo è dell'aforisma.

Il voyeur supera la prova di forza della sensibilità naturale; fa prevalere il piacere di vedere la donna con l'uomo sulla nausea di vedere l'uomo con la donna.

In certe fanciulle l'indignazione viene prima della indiscreta richiesta. Ma che mancanza di galanteria se quest'ultima non si manifesta neppure!

Io non sono per le donne, ma contro gli uomini.

L'etica cristiana è riuscita a trasformare le etere in suore. Disgraziatamente è riuscita anche a trasformare i filosofi in libertini. E grazie a Dio la prima metamorfosi non è poi tanto sicura.

La capacità di dubitare dopo una rapida decisione è la più alta e la più virile.

La fantasia non fa castelli in aria, ma trasforma le baracche in castelli in aria.

La gelosia è un abbaiar di cani che attira i ladri.

La moderna fine del mondo si compirà in questo modo: in occasione dell'ultimo perfezionamento delle macchine si dichiarerà la incapacità a circolare degli uomini. Le automobili non riescono a portare avanti gli autisti.

La morale è la tendenza a buttare via il bambino con l'acqua sporca.

La satira è estranea a qualsiasi ostilità e significa una benevolenza per una totalità ideale, che essa raggiunge non andando contro ma attraversando i singoli esseri reali.

La vita è uno sforzo che sarebbe degno di miglior causa.

L'amore del prossimo non è il migliore, ma comunque il più comodo.

L'architettura moderna è una superfluità creata sulla base del giusto riconoscimento di una mancanza di necessità.

Le buone opinioni non hanno valore. Ciò che importa è chi le ha.

Le opinioni sono contagiose; il pensiero è un miasma.

L'odio deve rendere produttivi. Altrimenti è più intelligente amare.

Non avere un pensiero e saperlo esprimere − è questo che fa di qualcuno un giornalista.

Non basta non salutare. Non si salutano anche persone che non si conoscono.

Oggi chi esagera ha buone probabilità di venir sospettato di dire la verità. Chi inventa, di essere informato.

Oggi un originale è chi ha rubato per primo.

Per l'uomo sano basta la donna. Per l'uomo erotico basta la calza per giungere alla donna. Per l'uomo malato basta la calza.

Quando Dio vide che tutto era buono la fede umana gli ha attribuito la vanità ma non l'incertezza del creatore.

Quando uno si è comportato come una bestia dice: non sono che un uomo! Ma quando lo stesso viene trattato come una bestia dice: eppure sono anch'io un uomo!

Quanto darei per sapere questo: cosa se ne fa tanta gente di un orizzonte allargato?

Se bisogna proprio credere in qualcosa che non si vede, allora preferisco comunque credere ai miracoli che ai bacilli.

Se il sesso avesse a che fare soltanto con la procreazione, l'educazione sessuale sarebbe una cosa ragionevole. Ma il sesso ha a che fare anche con altre funzioni, per esempio con l'educazione sessuale.

Se, prima del compimento, sono capace di chiedere consiglio a un qualsiasi inetto, dopo però non c'è maestro a cui chiederei un giudizio.

Spesso lo storico è soltanto un giornalista voltato all'indietro.

Un cameriere è un uomo che porta un frac senza che nessuno se ne accorga. Per contro ci sono degli uomini che hanno l'aspetto di camerieri appena si mettono un frac. Così in ambedue i casi il frac non ha nessun valore.

Un pensiero è legittimo soltanto se si ha la sensazione di essere colti in flagrante plagio di sé stessi.

Una certa psicoanalisi è il mestiere di lascivi razionalisti che riconducono a cause sessuali tutto quel che esiste al mondo, salvo il loro mestiere.

Una delle malattie più diffuse è la diagnosi.

Uno che sa scrivere aforismi non dovrebbe disperdersi a fare dei saggi.

La vita è uno sforzo che sarebbe degno di miglior causa. (Karl Kraus)
Di notte
Nachts, 1918
© Adelphi - Selezione Aforismario

Artista è soltanto chi sa fare della soluzione un enigma.

C'è un'idea che un giorno scatenerà la vera guerra mondiale: che Dio non ha creato l'uomo come consumatore e produttore. Che i viveri non sono il fine della vita. Che lo stomaco non ha da crescere sulla testa della testa. Che la vita non si fonda esclusivamente sul profitto. Che l'uomo è posto nel tempo per avere tempo e non per arrivare con le gambe da una qualche parte prima che col cuore.

Censura e giornale – come potrei non decidermi in favore della prima? La censura può sopprimere la verità per un certo tempo, togliendole la parola. Il giornale sopprime costantemente la verità, in quanto le dà delle parole. La censura non danneggia né la verità né la parola; il giornale entrambe.

Ci sono donne talmente orgogliose che non si sentono attratte da un uomo neppure per disprezzo.

Ci sono degli ipocriti che si vantano di una certa loro mentalità disonesta per poterla avere veramente dietro quello schermo.

Dire la verità in malafede dovrebbe essere considerato disonesto.

Il genio ha il difetto di venire da una famiglia, e può compensarlo soltanto se non ne lascia nessuna.

Il male non cresce mai così bene come quando ha un ideale davanti a sé.

La bourse est la vie.

La camera matrimoniale è la convivenza di brutalità e martirio.

La donna prende uno per tutti, l'uomo tutte per una.

La psicoanalisi è quella malattia mentale di cui crede di essere la terapia.

"La vita va avanti". Più del lecito.

L'amore e l'arte non abbracciano ciò che è bello, ma ciò che proprio grazie al loro abbraccio diventa bello.

Le barbe non mi ingannano più. Ormai so bene quale sesso porta i pantaloni in casa.

L'uomo si immagina di colmare la donna. Ma è soltanto un riempitivo.

Nero su bianco: ora la menzogna si presenta così.

Quando gli animali sbadigliano assumono un volto umano.

Sono già talmente popolare che uno che mi insulta diventa più popolare di me.

Spesso l'ingratitudine è del tutto sproporzionata al beneficio ricevuto. 

Un testa perversa può risarcire la donna di tutti i peccati che dieci corpi sani non hanno commesso su di lei.

Una donna deve avere un aspetto così intelligente che la sua stupidità si presenti poi come una piacevole sorpresa.

Una poesia è buona finché si sa di chi è.

L'aforisma non coincide mai con la verità;
o è una mezza verità o una verità e mezzo. (Karl Kraus)
Aforismi in forma di diario
Die Fackel, 1906-1913
Traduzione di Paola Sorge © Newton 1993

Chi ha il coraggio di stropicciarsi per bene gli occhi una buona volta e vedere in che modo tutta l'immoralità è venuta in questo mondo, rimarrà abbagliato dalla scoperta che il male l'ha causato tutta la morale di questo mondo.

Chi ha il cuore vuoto, ha la bocca che trabocca.

«Con quale desiderio Lei entra nell'anno nuovo?» Con il desiderio di essere risparmiato da domande del genere.

Confessiamo una buona volta a noi stessi che da quando l'umanità ha introdotto i diritti dell'uomo, si fa una vita da cani.

Conoscevo un uomo che mentre parlava metteva le dita nel naso. Fosse stato almeno il suo! 

Era bella come il peccato, ma aveva le gambe corte come le bugie.

Gli uomini vogliono di nuovo la barba e le donne il seno. Un tempo avevano asserito che le caratteristiche sessuali erano superflue e le avevano abolite. Quale fu la conseguenza? Che le donne sentirono la mancanza della barba, e gli uomini del seno.

In una pagina stampata non si deve voler dire di più di quanto gli scrittori mediocri tentano di dire in otto.

La perversità dei piaceri della vita ci mostra i suoi aspetti più spaventosi in casa e nella società, e crea l'esigenza di andare ogni tanto in un bordello dove poter ricordare che la purezza dei sentimenti è inestimabile. E dove mai la buona educazione borghese è tenuta in tanto onore, in questo nostro mondo che va in sfacelo, se non presso un paio di ruffiane?

Megalomania non è considerarsi più di quello che si è, ma considerarsi per quello che si è.

Se uno ha venti pagine a disposizione, ha la possibilità di propagare la sua, la mia, o la tua concezione della vita e del mondo, e il lettore non noterà nessuna differenza. Un aforisma invece rivela se uno ha una propria concezione del mondo o no.

Tutte le più grosse bestialità avvengono di mattina: l'uomo si dovrebbe svegliare solo quando è terminato l'orario di ufficio.

Un medico animato da fede religiosa? Può contestare il fatto che la Chiesa abbia lo stomaco buono. Ma che nell'acqua benedetta ci siano batteri, lo deve ammettere per forza!

Cultura è quella cosa che i più ricevono, molti trasmettono e pochi hanno. (Karl Kraus)
Die Fackel N.1 1899
La fiaccola
Die Fackel, 1913

Nella rivista fiorentina Lo Voce c'è una rubrica intitolata «Opere di Carlo Kraus». È una cosa rimarchevole, dato che a Firenze presumibilmente nessuno compera queste opere e dato che a Vienna a nessun libraio verrebbe in mente di annunciarle al pubblico; a Monaco poi, dove sono pubblicate, a nessuno verrebbe in mente di metterle in vetrina. Dunque la pagina in questione ha un valore puramente onorifico, ma la curiosità italiana va pur segnalata a scopo di autoincensamento che notoriamente consiste nel dire di fronte a gente muta che da qualche parte si parla di sé. Ma aldilà di tutte le esigenze della vanità è necessario menzionare il fatto che in un giornale italiano − ancora una volta La Voce − leggo: "Die Fackel di Karl Kraus: mi è cosa gratissima segnalare ancora una volta questa rivista e quest'uomo all'attenzione degli italiani intelligenti. Più si legge Karl Kraus e più bisogna convincersi che egli è uno dei maggiori stilisti tedeschi di tutti i tempi. Non gli domandate la ragione dei suoi amori e dei suoi odi: badate allo stile. E troverete la sua lingua tanto avvincente che il contenuto materiale, l'aneddotico delle sue satire va perdendo, durante la lettura, importanza e sapore originali: resta puro godimento, la perfezione della forma e delle idee. Riparlerò di Kraus nella Voce". Ma come può essere, come si spiega in questo mondo dei collegamenti che sia recensita una persona che non ha mai mandato un numero della rivista a Firenze e che non ha un'idea della letteratura che viene là pubblicata? Ma la mia idea di aver fortuna in Italia è stata presto superata. A Bologna Il Resto dei Carlino, in un articolo con il titolo a grandi lettere, KRAUS, provvede a spazzar via gli errori propagati dalla rivista di Firenze. Si tratta di un quadro del favore di cui gode La Fiaccola a Vienna e che io stesso non mi sono mai immaginato tanto insopportabile: "Diciamo che nessuno scrittore di Vienna gode la popolarità dell'uomo della Fiaccola — ma è dir poco. Kraus è come il mezzo sigaro: qualche cosa tra l'inutile e il piacevole, un'abitudine, un passatempo. A lungo andare può riuscire insopportabile, ma sa frantumarsi. Si divide da se stesso in centellini. La sua rivista è sgranellata, una rivistina bijou dove non c'è mai pericolo di perdere il filo...". Se fosse vero, sarebbe terrificante. Per l'autore dell'articolo sono anche «un uomo senza fede e senza princìpi, dalla chiacchiera piacevole, per il quale la filosofia è più detestabile d'un catarro intestinale»: sì, questo è vero, la filosofia davvero mi piace meno di un catarro intestinale. Forse si è andata lamentando di me in Italia? Ma alla fine lo stesso giornalista ammette che La Fiaccola è l'unica rivista di Vienna che si possa consigliare a uno straniero perché sprizza da ogni pagina intelligenza viva. Dunque, perlomeno servo al turismo.

Libro di Karl Kraus consigliato
Detti e contraddetti
Editore: Adelphi, Milano, 1992
Curatore: Roberto Calasso

Come i sovrani orientali che si deliziavano ad affondare le mani in un sacchetto di gemme, il lettore di Detti e contraddetti farà una pesca reale di aforismi memorabili, dai più ovvi a quelli che più tortuosamente rispondono al requisito krausiano dell’aforisma che dovrebbe riuscire a “scavalcare la verità, saltarla con un passo solo”. “L’aforisma non coincide mai con la verità, o è una mezza verità o una verità e mezzo”. E quanti degli scrittori satirici d’ogni tempo potrebbero menare quel vanto che Kraus non a torto attribuiva al suo stile? “Dicono che tutti i rumori dell’attualità sarebbero rinchiusi nel mio stile. Perciò i contemporanei ne avrebbero nausea. Ma i posteri lo potranno tenere come una conchiglia all'orecchio e sentirvi la musica d’un oceano di fango”» (Mario Praz). Gli aforismi di Kraus, di cui qui si propone una larghissima scelta, furono pubblicati in tre raccolte fra il 1909 e il 1918. La traduzione è stata condotta sul testo del volume Beim Wort genommen, terzo della grande edizione delle opere di Kraus a cura di Heinrich Fischer, München, 1955, che riunisce le tre raccolte di aforismi. Sono stati esclusi gli aforismi più ostinatamente intraducibili per l'assommarsi di giochi di parole o forme dialettali e quelli meno resistenti al tempo: ma in questa scelta si ritroverà, comunque, tutto il vasto spettro di toni delle tre raccolte, dal più frivolo e casuale al più enigmatico ed ellittico.

Nessun commento: