2015-12-17

Antoine de Saint-Exupéry - Le frasi più belle del Piccolo Principe

Selezione delle frasi più belle e degli aforismi più significativi di Antoine de Saint-Exupéry (Lione 1900 - Mar Tirreno 1944), scrittore e aviatore francese. Durante la seconda guerra mondiale si arruolò nell'aeronautica militare francese e dopo l'armistizio nelle Forces aériennes françaises libres, dalla parte degli Alleati, e proprio in volo trovò la morte, colpito da un caccia tedesco mentre sorvolava il mare antistante la costa marsigliese. Saint-Exupéry è celebre soprattutto per essere l'autore del libro Il piccolo principe (Le Petit Prince, 1943), tra le opere letterarie più celebri del XX secolo e tra le più vendute in assoluto; basti pensare che è stato tradotto in 253 lingue e stampato in oltre 134 milioni di copie in tutto il mondo. Le citazioni riportate di seguito sono tratte non soltanto dalla favola de Il piccolo principe, ma anche da altri libri meno noti e dai suoi taccuini pubblicati postumi.
Antoine de Saint-Exupéry (1900-1944) scrittore e aviatore francese
Volo di notte
Vol de nuit, 1931

L'uomo è ricco anche delle proprie miserie.

Nella vita non ci sono soluzioni. Ci sono delle forze in cammino: bisogna crearle, e le soluzioni vengono dopo.

Lo scopo, forse, non giustifica niente, ma l'azione libera dalla morte.

I secondi sgocciolano via, sgocciolano veramente come sangue.

Ogni secondo porta con sé una probabilità.

Quella vita forte che porta con sé sofferenze e gioie, ma che, sola, conta qualche cosa.

Solo quando la vita viene vissuta con pienezza e coraggio conta qualche cosa, perché il suo significato scaturisce dalle imprese che gli uomini riescono a compiere.

Una vittoria indebolisce un popolo, una disfatta ne rianima un altro.

Amare, non è guardarsi l'un l'altro, è guardare insieme nella stessa direzione.
Aimer, ce n'est pas se regarder l'un l'autre,
c'est regarder ensemble dans la même direction. (Antoine de Saint-Exupéry)
foto: Charlie Chaplin e Paulette Goddard in Tempi moderni, 1936
Terra degli uomini
Terre des hommes, 1939 - Selezione Aforismario

Amare non è guardarci l'un l'altro, ma guardare insieme nella stessa direzione.

Esiste un solo vero lusso, ed è quello delle relazioni umane.

Essere uomo è precisamente essere responsabile.

Gli uomini che hanno vissuto a lungo un grande amore e poi ne sono stati privati si stancano talvolta della loro nobiltà solitaria. Essi si accostano umilmente alla vita e fanno la loro felicità di un amore mediocre.

Gli uomini, se costretti a confrontarsi con la realtà, non hanno più paura. Soltanto l’ignoto spaventa gli uomini. Ma per chiunque lo affronta, non è già più l’ignoto.

L'aeroplano è senza dubbio una macchina, ma che strumento di analisi! Ci ha svelato il vero volto della terra.

La grandezza di un mestiere è forse, in primo luogo, quella di unire tra loro gli uomini.

La Terra ci fornisce, sul nostro conto, più insegnamenti di tutti i libri. Perché ci oppone resistenza. Misurandosi con l'ostacolo l'uomo scopre sé stesso.

La verità non è affatto ciò che si dimostra, ma ciò che semplifica.

Non si scopre la verità: la si crea.

Quando lavoriamo per i soli beni materiali, ci costruiamo, con le nostre mani, la nostra prigione.

Se cerco tra i miei ricordi quelli che mi hanno lasciato un gusto durevole, se faccio il bilancio delle ore che hanno contato, immancabilmente ritrovo quelle che nessuna ricchezza mi avrebbe procurato.

Spesso si cammina gomito a gomito, chiusi nel proprio silenzio o scambiandosi parole che non dicono niente. Ma quando viene l’ora del pericolo, allora ci si appoggia l’uno all’altro. Si scopre di appartenere alla medesima comunità. Ci si arricchisce alla scoperta di altre coscienze. Ci si guarda con un grande sorriso, simili a quel prigioniero liberato che si meraviglia della immensità del mare.

Pilota di guerra
Pilote de guerre, 1942

Colui che differisce da me, lungi dal danneggiarmi, mi arricchisce. La nostra unità, al di sopra di noi, ha sede nell'Uomo.

Ognuno è responsabile di tutti. Ognuno da solo è responsabile di tutti. Ognuno è l'unico responsabile di tutti.

Si vede bene solo con il cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi.
On ne voit bien qu'avec le cœur. L'essentiel est invisible pour les yeux.
(Antoine e Consuelo de Saint-Exupéry)
Il piccolo principe
Le Petit Prince, 1943
© Bompiani - Selezione Aforismario

A me piacciono molto i tramonti. Andiamo a vedere un tramonto...

Che si tratti della casa, delle stelle o del deserto, quel che fa la loro bellezza è invisibile!

Ciò che fa bello il deserto, è che da qualche parte nasconde un pozzo.

Da milioni di anni i fiori mettono le spine. Da milioni di anni le pecore mangiano ugualmente i fiori. E non è forse una cosa seria cercare di capire perché i fiori si danno tanta pena per mettere spine che non servono a niente?

Devo pur sopportare due o tre bruchi se voglio conoscere le farfalle.

Dinanzi a un mistero assoluto, nessuno ha il coraggio di disobbedire.

È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante. 

È molto più difficile giudicare sé stessi che giudicare gli altri. 

Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi.

Gli adulti da soli non capiscono niente, ed è stancante per i bambini dover sempre spiegare tutto.

Gli occhi sono ciechi. Bisogna cercare con il cuore.

Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano le cose già fatte nei negozi. Ma siccome non esistono negozi che vendono amici, gli uomini non hanno più amici.

Ho sempre amato il deserto. Ti siedi su una duna di sabbia. Non vedi niente. Non senti niente. E tuttavia qualcosa brilla in silenzio...

I bambini devono essere indulgenti coi grandi.

I fiori sono deboli. Sono ingenui. Si fanno coraggio come possono. E con le spine pensano di mettere paura...

I grandi amano le cifre. Quando voi gli parlate di un nuovo amico, mai si interessano alle cose essenziali. Non si domandano mai: «Qual è il tono della sua voce? Quali sono i suoi giochi preferiti? Fa collezione di farfalle?» Ma vi domandano: «Che età ha? Quanti fratelli? Quanto pesa? Quanto guadagna suo padre?» Allora soltanto credono di conoscerlo. 

I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegargli tutto ogni volta. 

I semi sono invisibili. Dormono tutti nel segreto della terra finché a uno di loro non piglia il ghiribizzo di svegliarsi. Allora si stiracchia e fa spuntare timidamente verso il sole uno splendido, innocuo germoglio.

Il tempo che hai perso per la tua rosa è ciò che fa la tua rosa tanto importante.

L'autorità si fonda in primo luogo sulla ragione.

Le spine non servono a niente, sono pura cattiveria da parte dei fiori!

Mi domando se le stelle brillano perché un giorno ciascuno possa ritrovare la propria.

Quando si è molto tristi si amano i tramonti.

Se dite agli adulti: «Ho visto una bella casa di mattoni rosa, con gerani alle finestre e colombi sul tetto...», loro non riescono a immaginarsi la casa. Dovete dire: «Ho visto una casa di centomila franchi». Allora esclamano subito: «Oh, che bella!»

Si è soli anche tra le persone.

Solo i bambini sanno quello che cercano. 

Tutti gli adulti sono stati prima di tutto dei bambini. (Ma pochi di loro se lo ricordano).

Quando si è molto tristi si amano i tramonti. (Il piccolo principe)
Lettera a un ostaggio
Lettre à un otage, 1944

A scoprire amici che ci aiutano, facciamo presto. Quelli che ci chiedono di essere aiutati, li meritiamo lentamente.

Non c'è che un problema, uno solo, in tutto il mondo: restituire agli uomini un significato spirituale.

Se vuoi costruire una barca, non radunare uomini per tagliare legna,
dividere i compiti e impartire ordini, ma insegna loro
la nostalgia per il mare vasto e infinito. (Antoine de Saint-Exupéry)
Cittadella
Citadelle, 1948 - Selezione Aforismario

Dio è vero, ma creato forse da noi.

Fare dono della cultura [...] è fare dono della sete. Il resto verrà da sé.

Il futuro non è che passato da mettere in ordine. Non è necessario prevederlo, ma renderlo possibile.

L'albero non è un seme, poi uno stelo, poi un tronco flessibile, poi legno morto. Non bisogna sezionarlo per conoscerlo. L'albero è questa forza che lentamente sposa il cielo.

La logica uccide la vita. E non contiene nulla in sé stessa.

La nostalgia è il desiderio di non si sa cosa.

Non confondere l'amore col delirio del possesso, che causa le sofferenze più atroci. Perché contrariamente a quanto comunemente si pensa, l'amore non fa soffrire. Quello che fa soffrire è l'istinto della proprietà, che è il contrario dell'amore.

Se vuoi costruire una barca, non radunare uomini per tagliare legna, dividere i compiti e impartire ordini, ma insegna loro la nostalgia per il mare vasto e infinito.

Tutti gli adulti sono stati prima di tutto dei bambini.
Ma pochi di loro se lo ricordano. (Antoine de Saint-Exupéry)
Taccuini
Carnets, 1935-1940 (postumo 1953-1975)

Che cosa m'importa che Dio non esista! Dio dà all'uomo della divinità.

Ci sono due morali: quella delle amicizie, quella del pensiero − e le due sono incompatibili. (In fondo quella dell'individuo, quella dell'uomo).

Davanti ai sobborghi miserabili: ed è dunque Dio che ha creato il mondo?

Diffiderò dell'entusiasmo. Viene da una comune misura.

Gli uomini. Non sacrificarsi a ciò che sono, ma a ciò che possono diventare.

La beatitudine è l'accesso a un punto di vista che unifica l'universo.

La conoscenza non è il possesso della verità ma di un linguaggio coerente.

La divinità si esprime attraverso l'individuo che va contro il gusto medio.

La mania che hanno di giudicare l'uomo in base a uno soltanto dei suoi elementi.

La razza umana vale cento volte di più dei principi economici.

Nessuna speranza finché non sentirete di nuovo come un colpo inferto a tutti gli uomini l'ingiustizia subita da uno solo.

Noi abitanti della Via Lattea... Quanto diventa subito ridicola la vita dell'usciere.

Non come, ma soprattutto quale uomo sarà felice...

Ogni giustizia è arbitraria: quella dell'uguaglianza − ma essa lusinga le larve.

Più in alto non è affatto "contrapporre" ma "collocarsi al di fuori".

Pareri sul Piccolo Principe
© Aforismario

Sono anche il fiore, che ama il Piccolo Principe. Sono anche il Piccolo Principe, che vuole addomesticare la volpe. Sono la volpe, che riesce a fidarsi di qualcuno, costi quel che costi. E di me si deve prendere tutto, quello che sono e quello che non sono. Ma ho una paura dannata del morso del serpente. 
Alessandro D'Avenia

Cominciai a leggerle Il piccolo principe di Saint Exupéry, un autore francese che il mondo intero ammira più dei francesi. 
Gabriel García Márquez

Il Piccolo Principe fa riflettere sul mondo degli adulti, su quanto questo mondo non capisca quello dei bambini dove l'essenziale è all'ordine del giorno.
Mark Osborne

Il Piccolo Principe, nella letteratura del pilota francese rappresenta la fase del Dio rivelato, dove tutto diviene finalmente chiaro, anche “l’invisibile essenziale”, perché illuminato dall'Amore.
Enzo Romeo

Antoine de Saint-Exupéry è un esploratore dell’assoluto, alla ricerca di qualcosa che riempia la vita e l’anima.
Enzo Romeo

Saint-Exupéry attraverso il Piccolo Principe ci invita a cercare la fonte d’acqua sorgiva nascosta da qualche parte nel nostro deserto personale. L’ometto convince il pilota rimasto in panne tra le dune col suo aereo e divenuto suo compagno d’avventura, a non fermarsi, a non rinunciare, a non lasciarsi morire. E lo induce a rimettersi in marcia per trovare il pozzo della salvezza. Sempre, nel deserto della nostra vita, ci può essere un’oasi, una sorgiva o almeno una gora che ci consente di andare oltre, di riaccendere la speranza. Questo è il messaggio che viene da Saint-Exupéry, di cui il nostro mondo in crisi dovrebbe far tesoro.
Enzo Romeo

La grande popolarità di un libro come il Piccolo Principe – libro che non sarebbe eccessivo definire “magico” –, è del tutto giustificata dal fatto di essere un’opera congegnata in maniera perfetta per catturare l’animo e la fantasia non soltanto di tanti bambini intelligenti, ma anche di tanti adolescenti un po’ tonti, e, soprattutto, di tantissimi adulti completamente idioti.
Giovanni Soriano

Com'è noto, la morte di Antoine de Saint-Exupéry è rimasta per lungo tempo avvolta nel mistero. Dopo il suo ultimo volo di ricognizione, avvenuto nel 1944 tra i cieli della Corsica e della Provenza, l’aviatore e scrittore francese non fece piú ritorno e non se ne seppe piú nulla. Ci sono voluti ben sessantaquattro anni per arrivare a scoprire che la morte del Piccolo Principe fu causata dall'abbattimento del suo velivolo (ritrovato in fondo al mare della costa marsigliese) da parte di un caccia tedesco che lo sorprese dall'alto. È proprio vero che «l’essenziale è invisibile agli occhi».
Giovanni Soriano

Da poco avevi letto il Piccolo Principe. Te l'avevo regalato io come premio per la tua promozione. Eri rimasta incantata dalla storia. Tra tutti i personaggi, i tuoi preferiti erano la rosa e la volpe; non ti
piacevano invece i baobab, il serpente, l'aviatore, né tutti gli uomini vuoti e presuntuosi che vagavano seduti sui loro minuscoli pianeti.
Susanna Tamaro

Libri di Saint-Exupéry consigliati
Il piccolo principe
Editore Bompiani, 2010 

"A Léon Werth. Chiedo scusa ai bambini per aver dedicato questo libro a un adulto. Ho un buon motivo: questo adulto è il migliore amico che ho al mondo. Ho un altro motivo: questo adulto può capire tutto, anche i libri per bambini. Ho un terzo motivo: questo adulto abita in Francia, dove ha fame e freddo. Ha un gran bisogno di essere consolato. Se tutti questi motivi non bastano, voglio dedicare il libro al bambino che quest'adulto è stato molto tempo fa. Tutti gli adulti sono stati prima di tutto dei bambini. (Ma pochi di loro se lo ricordano). Quindi correggo la dedica: A Léon Werth, quando era bambino". Il piccolo principe è la storia dell'incontro tra un aviatore, costretto da un guasto ad un atterraggio di fortuna nel deserto, e un ragazzino alquanto strano, che gli chiede di disegnargli una pecora. Il bambino viene dallo spazio e ha abbandonato il suo piccolo pianeta perché si sentiva troppo solo lassù: unica sua compagna era una rosa. Ma c'è molto di più di una semplice amicizia in questo libro surreale, filosofico e magico. C'è la saggezza di chi guarda le cose con occhi puri, la voce dei sentimenti che parla la lingua universale, e una sincera e naturale voglia di autenticità. Perché la bellezza, quando non è filtrata dai pregiudizi, riesce ad arrivare fino al cuore dei bambini, ma anche a quello degli adulti che hanno perso la capacità di ascoltare davvero. Un libro che si rivolge ai ragazzi e "a tutti i grandi che sono stati bambini ma non se lo ricordano più", come dice lo stesso autore nella dedica del suo libro.

Lettera a un ostaggio
Bisogna dare un senso alla vita degli uomini
Autore: Antoine de Saint-Exupéry
Curatore: M. Bertin
Editore: Elliot, 2014

Insieme a “Terra degli uomini”, “Lettera a un ostaggio” rappresenta il punto più alto dell’opera di Saint-Exupéry sia sotto il profilo letterario ed emozionale che nella visione filosofica della vita, che può riassumersi nell'affermazione: “Non c’è che un problema, uno solo, in tutto il mondo: restituire agli uomini un significato spirituale”. Scritta durante il suo viaggio d’esilio verso gli Stati Uniti, in fuga dalla Francia occupata, pensando a Leon Werth, l’amico a cui aveva dedicato “II Piccolo Principe”, “Lettera a un ostaggio” nasce dalla preoccupazione dell’autore per il pericolo di un esasperarsi dell’intolleranza che la guerra aveva portato alla luce. Dietro il filo dei pensieri, si sviluppa una linea melodica costante che ha per guida l’immagine del sorriso, reso possibile dalla coscienza e dall'impegno a essere in ogni momento quello che si è, per se stessi e per la comunità in cui si è inseriti. Questo testo è stato definito “il poema della restaurazione del sorriso”. Dello stesso tenore è il secondo scritto contenuto in questo volume, bisogna dare un senso alla vita degli uomini, che fa parte di una raccolta di saggi intitolata “La pace o la guerra”, pubblicata originariamente su “Paris Soir” all’inizio dell’ottobre 1938.

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