2016-01-26

Alexander Neill - I pensieri del fondatore di Summerhill

Selezione delle frasi più significative e degli aforismi più celebri di Alexander Sutherland Neill (Forfar 1883 - Leiston 1973), pedagogista scozzese. Alexander Neill è noto per aver messo in pratica la cosiddetta "pedagogia libertaria", cioè un tipo di educazione radicalmente antiautoritaria, nella scuola da lui fondata chiamata Summerhill: "dove si cura l'infelicità dei bambini e, cosa questa ben più importante, dove i bambini crescono in un ambiente felice". Ciò fa di Alexander Neill l'educatore che ogni bambino vorrebbe avere e che molti adulti, probabilmente, avrebbero voluto durante la loro infanzia.
Il tutto ha inizio nel 1919, quando Alexander Neill − che proveniva da un ambiente familiare bigotto e repressivo − conosce Homer Lane, pedagogo statunitense, fondatore e direttore di una scuola "atipica", presto chiusa dalle autorità, la Little Commonwealth, nel Dorset (Inghilterra). Da Lane, cultore di psicoanalisi, Neill apprende la "pedagogia della libertà", su cui fonda le proprie teorie sull'educazione dei fanciulli. Nel 1921 si trasferisce in Germania, ed è tra i fondatori della International School di Hellerau (Dresda). Nel 1924 torna in Inghilterra dove fonda la celebre Summerhill School, la scuola più libera del mondo, che ha come prima sede Lyme Regis, e successivamente Leiston, nel Suffolk, non lontano da Londra, che diventa la sede definitiva e dove ancora oggi è attiva grazie all'attività della figlia di Neill, Zoe.
Uno dei principali fondamenti della concezione pedagogica di Neill è la fiducia nelle qualità positive della natura infantile, che bisogna salvaguardare da un'educazione autoritaria o troppo restrittiva, che è la principale causa di tante nevrosi e di tante sofferenze psicologiche. Secondo Neill, non esistono bambini difficili, ma cattivi genitori e cattivi maestri, i quali riversano sui bambini tutta la negatività che essi stessi hanno subìto dai loro educatori durante la loro stessa infanzia. I due aspetti attraverso i quali si manifesta nella maniera più evidente e deleteria l'influenza degli adulti sui bambini sono il sesso e la religione. Sulle orme di Sigmund Freud e Wilhelm Reich, Neill considera necessario evitare qualunque tipo di repressione sessuale e qualunque tipo di condizionamento religioso. Il ruolo dell'educatore dovrebbe limitarsi ad accompagnare e favorire lo sviluppo naturale del bambino, senza coercizioni e autoritarismi: "Il bambino deve vivere la sua vita, non quella che i suoi ansiosi genitori pensano che dovrebbe vivere e nemmeno una vita che segue i precetti di un educatore che pensa di sapere dove stia il suo bene". Ciò non significa che i bambini debbano essere lasciati a sé stessi, liberi di fare qualunque cosa venga loro in mente, perché la libertà dell'uno finisce dove comincia quella dell'altro, o dove questa libertà potrebbe arrecare danno al bambino stesso. Il delicato compito dell'educatore sta proprio nel trovare il giusto equilibrio tra i due estremi della libertà e della coercizione, tenendo sempre bene in mente il principio che "libertà" non significa "licenza" (Freedom! Not License): "È proprio la distinzione tra libertà e licenza che molti genitori non sono capaci di afferrare. Nelle famiglie in cui vige una rigida disciplina il bambino non ha diritti. Nelle famiglie sbagliate ha tutti i diritti. La famiglia giusta è quella in cui i bambini hanno gli stessi diritti degli adulti. La stessa cosa vale per la scuola".
Alexander Neill, per le sue idee e per il modo radicale con cui è stato capace di metterle in pratica, ha ricevuto molte critiche, che però non gli hanno impedito di portare avanti le sue idee e di diffonderle attraverso conferenze e libri. Tra le opere più importanti di Neill, da cui sono tratte le citazioni riportate in questa pagina: Il fanciullo difficile (1927), Summerhill (1960) e Il genitore consapevole (1966), il cui titolo originale è il motto già citato in precedenza: "Freedom! Not license", "Libertà! Non licenza". 
Alexander Neill (1883-1973) pedagogista scozzese.
Il fanciullo difficile
The Problem Child, 1927 - Selezione Aforismario

Esistono a migliaia le madri poco credule che però distorcono l'anima dei propri figli, scodellando loro le solite storie antiquate e primitive. A nessun fanciullo si dovrebbe insegnare la religione; egli dovrebbe essere lasciato completamente libero di prendere una risoluzione quando raggiunge l'età di fare una scelta. 

Finché si odia sé stessi è impossibile amare gli altri. Solo se amiamo noi stessi possiamo amare gli altri.

Gli uomini sono stati sempre degli ingannatori − degli ingannatori di sé stessi.

I fanciulli più neuropatici sono quelli che hanno avuto un'educazione religiosa.

I moralisti e i rigoristi della disciplina sono uomini che si rendono oscuramente conto delle proprie imperfezioni.

Il compito dell'insegnante è semplice: scoprire qual è l'interesse di un fanciullo e aiutarlo a esaurirlo.

Il mondo della fantasia è il mondo della realizzazione del desiderio.

La principale difficoltà che incontriamo nel dire ai fanciulli la verità è questa, che nessuno riesce a dire la verità a sé stesso.

L'altruista è semplicemente colui che ama compiacere gli altri al tempo stesso che soddisfa al proprio egoismo. 

L'amore e l'odio non sono opposti. L'opposto dell'amore è l'indifferenza.

L'educazione non è una "preparazione alla vita". L'educazione è vivere.

L'educazione religiosa è fatale per la psiche del fanciullo, perché tutte quante le religioni accettano l'idea del peccato originale. Tutte si sforzano di guidare verso l'alto; tutte odiano la carne; tutte aspirano allo spirito. E tutte le religioni danno al fanciullo un senso di autodisapprovazione.

Nessun insegnante ha il diritto di curare un bambino dal far chiasso su di un tamburo. La sola cura che dovrebbe essere praticata è la cura dell'infelicità. 

Ogni opinione imposta a un fanciullo è una menzogna. 

Per un fanciullo la religione significa semplicemente paura. Dio è un uomo potente che vede tutto; Egli può vederti dovunque tu sia. Per un fanciullo spesso ciò significa che Dio può persino vedere quello che avviene sotto le coperte. E introdurre la paura nella vita di un fanciullo è il peggiore di tutti i delitti. 

Proibire il frutto significa renderlo piacevole e attraente. 

Se noi cercassimo di comprendere non potremmo mai punire.

L'unica buona educazione è quella che permette alle emozioni di essere libere.
(Alexander Neill)
Summerhill
Un’esperienza educativa rivoluzionaria
Summerhill: a Radical Approach to Child Rearing, 1960
Selezione Aforismario

Chiedo ai genitori di far nascere una civiltà su cui non pesi il peccato originale. Chiedo ai genitori di eliminare ogni necessità di redenzione semplicemente dicendo ai figli che essi sono nati buoni, non cattivi. Chiedo ai genitori di dire ai bambini che è questo mondo che può essere e deve essere reso migliore, di impiegare qui e ora le loro energie e non in una mitica vita eterna di là da venire.

Credo che sia sbagliato imporre qualsiasi cosa d'autorità. Il bambino non dovrebbe fare nulla finché è dell'opinione, la sua opinione, che la cosa debba essere fatta. La maledizione dell'umanità è la imposizione dall'esterno, provenga essa dal Papa, dallo Stato, dall'insegnante o dai genitori. Non è altro che fascismo in toto.

Dobbiamo stare dalla parte del bambino. Stare dalla parte del bambino vuol dire dare amore al bambino; non amore possessivo o sentimentale: basta comportarsi in modo che il bambino sappia che lo amiamo e che siamo dalla sua parte.

Essere a favore della vita vuol dire divertimento, gioco, amore, lavoro interessante, risate, musica, ballo, considerazione per gli altri, fiducia nell'uomo. Essere contrario alla vita vuol dire dovere, obbedienza, profitto, e potenza. In tutta la storia dell'umanità le persone contrarie alla vita hanno vinto, e continueranno a vincere finché ai giovani si ingegnerà ad adattarsi alle attuali concezioni degli adulti.

Fondamentalmente la religione ha paura della vita. È un modo di fuggire dalla vita. Scredita la vita qui e ora, perché è un semplice preliminare a una vita più piena, ancora da venire.

Gli adulti danno per scontato che si debba insegnare al bambino a comportarsi in modo che disturbi la loro vita il meno possibile. Ecco perché si dà tanta importanza all'obbedienza, alle buone maniere, alla docilità.

Gli adulti hanno paura di concedere libertà ai giovani perché temono che questi facciano tutto ciò che essi avrebbero voluto fare.

Il bambino deve vivere la sua vita, non quella che i suoi ansiosi genitori pensano che dovrebbe vivere e nemmeno una vita che segue i precetti di un educatore che pensa di sapere dove stia il suo bene.

Il bambino non dovrebbe fare nulla finché è dell'opinione, la sua opinione, che la cosa debba essere fatta. La maledizione dell'umanità è la imposizione dall'esterno, provenga essa dal Papa, dallo Stato, dall'insegnante o dai genitori. Non è altro che fascismo in toto.

Il bambino plasmato, condizionato, represso, disciplinato − "il suo nome è Legione" − vive in ogni angolo del mondo. Vive nella nostra città dalla parte opposta della strada. Siede nel banco noioso di una scuola noiosa; più tardi sarà seduto davanti alla scrivania ancor più noiosa di un ufficio, o starà al banco di una officina. È docile, fedele all'autorità, timoroso delle critiche e fanatico nel desiderio di essere normale, convenzionale e corretto. Accetta senza porsi domande quel che gli viene insegnato e trasmetterà tutti i suoi complessi, le sue paure e le sue frustrazioni ai figli.

In tutta la storia dell'umanità le persone contrarie alla vita hanno vinto, e continueranno a vincere finché ai giovani si ingegnerà ad adattarsi alle attuali concezioni degli adulti.

La cultura, in sé stessa, non è tanto importante quanto la personalità e il carattere.

La libertà è necessaria al bambino perché solo nella libertà può crescere naturalmente, nel modo giusto.

L'eterna imposizione delle concezioni e dei valori degli adulti che si attua sui bambini è una grave colpa nei confronti dell'infanzia.

Lo scopo della vita è la felicità. Il male della vita è tutto ciò che limita o distrugge la felicità.

Non voglio denigrare l’istruzione. Ma l’istruzione deve venire dopo il gioco; e lo studio non deve venire deliberatamente condito con il gioco per renderlo appetibile.

Ogni volta che un bambino, viene picchiato, che gli si raccontano delle menzogne, che lo si fa vergognare della sua nudità, io vedo con un senso di compassione che questo bambino crescendo diventerà un marito o una moglie pieno di odio.

Personalmente non ho nulla contro chi crede in un Dio, non importa quale. Sono contrario a chi pretende che il suo Dio sia l’autorità che gli permette di imporre delle restrizioni allo sviluppo e alla gioia dell’umanità.

Se vogliamo che i nostri figli mantengano uno spirito sano, dobbiamo guardarci dall'insegnare loro dei falsi valori. 
Si vuole educare solo la mente. Ma se si permettesse una vera libertà emotiva la mente saprebbe badare a sé stessa.

Solo i pedanti sostengono che l’educazione si fa sui libri. I libri, a scuola, sono la cosa meno importante. Un bambino deve solo saper leggere, scrivere e far di conto; il resto deve essere tutto teatro, giocattoli, creta, pittura, sport, e libertà.

Ogni opinione imposta a un fanciullo è una menzogna. (Alexander Neill)
Il genitore consapevole 
Freedom! Not License, 1966 - Selezione Aforismario

Gesù ha manifestato molto amore, carità, comprensione, ma fra i suoi seguaci c'è Calvino che fece arrostire a fuoco lento il suo rivale Serveto, san Paolo che odiava le donne, e la Chiesa calvinista del Sud Africa che appoggia l'apartheid.

La mancanza di vita e la noia di certe materie scolastiche si addicono anche agli insegnanti e quindi le scuole sono piene di uomini e donne presuntuosi e dalle vedute strette il cui orizzonte mentale è limitato alla lavagna e ai libri di testo. Se vi volete rendere conto di quanto siano morti la maggioranza degli insegnanti, basta che leggiate una qualsiasi rivista di pedagogia.

Migliaia di giovani vengono condotti in chiesa contro la loro volontà. Non possiamo portare a credere nessuno con la forza, con i suggerimenti o altro.

Nella mia scuola non insegniamo la religione perché la viviamo, se dare amore vuol dire essere religiosi. Non è ciò che si crede che importa, è ciò che si è e che si fa.

Non credo che i bambini debbano essere modellati né convertiti a nessun credo.

Riuscirei a tollerare la religione cristiana se i suoi aderenti vivessero secondo i dettami del loro credo, porgessero l'altra guancia, vendessero tutti i loro averi e dessero il ricavato ai poveri. Ammirerei la Chiesa se il Vaticano e Canterbury simboleggiassero la vita povera di Gesù, invece di esporre candelieri d'oro, immagini d'oro e paramenti ornati.

Se esiste una cosa come il peccato, questa è certamente la propensione degli adulti di dire ai giovani come si deve vivere: un impulso innaturale e assurdo che mostra che gli stessi adulti non sanno come si vive.

Se la vostra è una famiglia felice, è molto probabile che vostro figlio non cerchi nessuna religione organizzata. 

Libri di Alexander Neill consigliato da Aforismario
I ragazzi felici di Summerhill 
Traduttore M. Amante 
Editore Red Edizioni, 2004 
Quanta libertà è giusto concedere a un bambino, a un ragazzo? E quando la libertà si trasforma in licenza? L'esperienza della scuola 'non repressiva' di Summerhill, a cui l'autore ha dedicato la sua esistenza, è un esempio geniale di reinserimento nella società di ragazzi disadattati, il quale dimostra soprattutto che il metodo della libertà funziona. Come sottolinea Erich Fromm nella presentazione: "Questo libro suggerisce nuovi significati alle parole amore, approvazione, libertà". tutti i genitori potranno trarre profitto dalla lettura del libro. Questi capitoli costituiranno uno stimolo a riconsiderare le loro vedute sull'educazione infantile. Si renderanno conto che il modo che Neill impiega nel trattare i bambini è abbastanza differente da quello che la maggior parte delle persone mette da parte, classificando sarcasticamente come “permissivo”. L’insistenza di Neill sulla necessità di un certo tipo di equilibrio nel rapporto figli-genitori, libertà senza licenza, indica un modo di intendere i rapporti famigliari che potrebbe rinnovarli radicalmente. I genitori che vorranno riflettere si meraviglieranno nel rendersi conto di come essi mettano in opera involontariamente nei confronti dei loro figli forme di imposizione e coercizione. Questo libro suggerisce nuovi significati alle parole amore, approvazione, libertà. Neill mostra un rispetto incondizionato per la vita e la libertà e una disapprovazione totale per l’uso della forza. I fanciulli cresciuti con questo sistema sono portati a sviluppare con mezzi propri razionalità, amore, onestà e coraggio, qualità che rappresentano gli obbiettivi della tradizione, umanistica occidentale. Se questo ha potuto realizzarsi a Summerhill, potrà realizzarsi ovunque non appena la gente sarà pronta ad accettarlo. Infatti “non ci sono fanciulli difficili”, secondo le parole dell’autore, ma solo “genitori difficili” e una “umanità difficile”. Credo che il lavoro di Neill abbia gettato un seme destinato a germogliare. Un giorno le sue idee diventeranno patrimonio comune di una nuova società nella quale sia l’uomo che lo sviluppo integrale delle sue facoltà saranno gli obbiettivi supremi di ogni sforzo sociale".

Il fanciullo difficile
Curatrice: Annalisa Pinter 
Traduzione: Leo Pellegrini 
Editore: La Nuova Italia, 1992

Il fanciullo difficile - pubblicato nel 1927- è uno dei primi libri scritti da Neill, ma è già ricco di quelle tematiche rivoluzionarie in campo pedagogico che fecero dell'autore un punto di riferimento per tutti coloro che, nei decenni successivi, vollero cercare strade alternative a un'educazione autoritaria e repressiva. La sua attenzione si sofferma in particolare sul moralismo formale, giustificato da parte dei benpensanti con una visione della religione imperniata sul peccato e sul senso di colpa che è, secondo Neill, fonte di gravi frustrazioni, problemi, traumi psicologici. Egli parte invece da un punto di vista assolutamente eccentrico rispetto al cerchio di rispettabilità, di formalismi e di classismo che la società abitualmente impone. Pertanto, gli obiettivi principali sono: ricercare la felicità dei bambini, eliminare l'inutile formalismo dei rapporti tra adulti e bambini, e in particolare scardinare le basi di un autoritarismo vieto. Fornire ai bambini gli strumenti per operare le proprie scelte e agire in modo creativo richiede però un cammino lungo e difficile, in cui l'adulto rinunci ai propri abituali mezzi di coercizione. La scuola si deve quindi reggere su un autentico rispetto dei bisogni e dei diritti degli altri, senza prepotenze e prevaricazioni; e ciò al fine di organizzare un autentico regime assembleare sulle decisioni di interesse comune, in cui il voto di ogni adulto e di ogni bambino valga in egual misura. Ma, soprattutto, l'educazione per Neill si basa sull'eliminazione della paura come strumento pedagogico nelle relazioni personali. Il risultato è una capacità di rispetto dell'altro, di indifferenza ai formalismi sociali, e di ricerca, da parte dei ragazzi, del proprio piacere e dei propri interessi. All'interno di questo quadro democratico, antiautoritario, ma non lassista, anche i ragazzi più difficili riescono a trovare un proprio equilibrio psichico e abbandonano eventuali comportamenti asociali.

Note
Se desideri approfondire gli argomenti trattati in questa pagina, su Aforismario trovi una grande raccolta di citazioni sull'educazione e la pedagogia e una raccolta di frasi di Maria Montessori

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