2016-01-20

Carl Rogers - I migliori pensieri di uno psicologo umanista

Selezione delle migliori citazioni e delle frasi più significative di Carl Rogers (Chicago, 1902 - San Diego, 1987), psicologo e psicoterapeuta statunitense. Carl Rogers è noto soprattutto per essere stato il fondatore di un nuovo metodo psicoterapeutico denominato Terapia centrata sul cliente, che costituisce una terza via, quella umanistica, rispetto agli altri due grandi approcci terapeutici: quello psicoanalitico-psicodinamico e quello comportamentista-cognitivista.
Così Carl Rogers descrive in maniera sintetica il suo metodo: "Uno modificazione costruttiva della personalità si verifica quando sono presenti e sussistono per un certo periodo le seguenti condizioni: 1) Due persone sono in contatto psicologico. 2) La prima, che chiameremo il cliente, è in uno stato di incongruenza, di vulnerabilità o di ansia. 3) La seconda persona, che chiameremo il terapeuta, è in uno stato di congruenza: è cioè, nella relazione, liberamente e profondamente se stesso. 4) Il terapeuta prova dei sentimenti di considerazione positiva incondizionata nei confronti del cliente. 5) Il terapeuta prova una comprensione empatica del sistema di riferimento interno del cliente e si sforza di comunicare al cliente questa esperienza. 6) Si verifica una comunicazione, almeno parziale, della comprensione empatica e della considerazione positiva incondizionata del terapeuta per il cliente. Non sono necessarie altre condizioni. È sufficiente che queste sei condizioni siano presenti e sussistano per un certo periodo di tempo perché il processo di modificazione costruttiva della personalità si verifichi".
Il metodo rogersiano costituisce una vera e propria rivoluzione in ambito psicoterapeutico perché, contrariamente agli altri approcci, il terapeuta non agisce direttamente sul paziente per cercare di modificarne gli aspetti disfunzionali, ma "accompagna" il cliente nel suo percorso di autoconsapevolezza e autorealizzazione, facendo uso di una grande capacità di ascolto e di comprensione empatica. Non a caso, il termine "paziente" è stato sostituito da Carl Rogers con quello di "cliente" per sottolineare la parte attiva che ha quest'ultimo durante il processo psicoterapeutico rogersiano, che per questo motivo è detto anche "non direttivo". Riguardo all'importanza dell'ascolto, Carl Rogers ha affermato: "È stato grazie all'ascolto delle persone che ho imparato tutto ciò che so circa gli individui, la personalità, le relazioni interpersonali. Vi è un'altra soddisfazione peculiare nell'ascoltare realmente qualcuno, poiché al di là del messaggio immediato della persona, indipendentemente da quale esso sia, c'è l'universale. Dietro tutte le comunicazioni personali che realmente ascolto sembrano esserci delle ordinate leggi psicologiche, aspetti dello stesso ordine che troviamo nell'universo inteso come un tutto. Così, c'è al tempo stesso la soddisfazione di ascoltare questa persona e la soddisfazione di sentirsi in contatto con ciò che è universalmente vero". (Un modo di essere, 1980).
L'importanza delle ricerche e delle teorie di Carl Rogers è stata presto riconosciuta nell'ambiente psicoterapeutico statunitense, tant'è che nel 1947 viene eletto presidente dell'American Psychological Association e nel 1956 presidente di The American Academy of Psychotherapists. Nel 1957, inoltre, ottiene la cattedra di Psicologia e Psichiatria all'Università del Wisconsin. Le citazioni riportate in questa pagina sono tratte dalle sue opere principali: Psicoterapia di consultazione (1942), Terapia centrata sul cliente (1951), Diventare una persona (1961), Psicoterapia e relazioni umane (1965), Potere personale (1977) e Un modo di essere (1980).
Carl Rogers (1902-1987) psicologo e psicoterapeuta statunitense.
Psicoterapia di consultazione
Counseling and Psychotherapy, 1942

Forse il requisito primo che si dovrebbe pretendere da un consultore è il fatto di essere una persona sensibile ai rapporti umani.

Se un individuo è ottuso alle reazioni degli altri, se non si rende conto che certe sue osservazioni possono possono causare nell'altro piacere o dolore, se non intuisce il rapporto di ostilità o di amicizia esistente tra gli altri e sé stesso o tra due suoi conoscenti, probabilmente non potrà mai essere un consultore soddisfacente. 

Se un individuo è naturalmente dotato di spirito d'osservazione per quel che riguarda le reazioni degli altri, se è in grado di individuare in un gruppo di bambini quali di essi siano infelici, se riesce a percepire l'antagonismo personale che sta alla base di una discussione apparentemente casuale, se è pronto a intuire nelle azioni le sottili differenze che rivelano come un genitore abbia con un figlio un buon rapporto e con un altro un rapporto pieno di tensioni: tale persona possiede una considerevole dote naturale che gli permetterà di sviluppare le sue qualità e di essere un buon terapeuta.

Il counseling non direttivo è basato sull'assunto che il soggetto abbia il diritto di scegliere le mete della propria vita, anche se queste possono essere diverse da quelle che il consultore avrebbe scelto per lui.

Il counseling non direttiva è caratterizzato da una preponderanza di attività da parte del soggetto, giacché il compito di parlare e discutere i problemi tocca soprattutto a lui. Le tecniche principali di cui si avvale il consultore sono quelle che aiutano il soggetto riconoscere e capire più chiaramente i suoi sentimenti, atteggiamenti, e modelli di reazione, e lo incoraggiano a parlarne.

Praticare la psicoterapia, non significa fare qualcosa al soggetto, né convincerlo a fare qualcosa per sé; si tratta invece di liberarlo perché possa crescere e svilupparsi in modo normale, e di rimuovere ostacoli in modo che possa andare avanti.

Punto focale è l'individuo, non il problema. Lo scopo non è quello di risolvere un problema particolare, ma di aiutare l'individuo a crescere perché possa affrontare sia il problema attuale, sia quelli successivi in maniera più integrata.

Tutti gli altri metodi implicano che l'individuo maturerà, cambierà e sarà in grado di prendere decisioni più sagge dopo la seduta, mentre in questa nuova tecnica è il contatto terapeutico in se stesso che costituisce un'esperienza di maturazione. L'individuo impara a capirsi, a compiere autonomamente delle scelte importanti, ad avere un rapporto valido con un'altra persona in maniera più adulta.

La più alta espressione dell'empatia è nell'accettare e non giudicare. (Carl Rogers)
La terapia centrata sul cliente*
Client-centered Therapy, 1951 - Selezione Aforismario

Azzarderei l'ipotesi che, nel momento della relazione, la teoria particolare del terapeuta è poco importante ed anzi, se è presente nella sua coscienza in quel momento, danneggia probabilmente la terapia. Secondo me dunque solamente l'incontro esistenziale è importante: se la teoria occupa il campo della coscienza nel momento immediato della relazione terapeutica, non è in alcun modo utile. Un altro modo di definire questo concetto è che, nella misura in cui pensiamo teoricamente, nel corso della relazione, diventiamo spettatori e non attori, ed è proprio come attori che possiamo essere efficaci.

La nostra prima reazione di fronte all'affermazione di un altro è una valutazione o un giudizio, anziché uno sforzo di comprensione. Quando qualcuno esprime un sentimento o un atteggiamento o un'opinione tendiamo subito a pensare "è ingiusto", "è stupido", "è anormale", "è irragionevole", "è scorretto", "non è gentile". Molto di rado ci permettiamo di "capire" esattamente quale sia per lui il significato dell'affermazione.

Nella persona vi è una forza che ha una direzione fondamentale positiva. Più l'individuo è capito e accettato profondamente, più tende a lasciar cadere le false "facciate" con cui ha affrontato la vita e più si muove in una direzione positiva, di miglioramento.

Ogni persona è un'isola in sé stessa, e lo è in un senso molto reale, e può gettare dei ponti verso le altre isole solamente se vuole ed è in grado di essere se stessa.

Quel che sono è sufficiente, se solo riesco a esserlo.

Se accetto l'altra persona come qualcosa di rigido, di già diagnosticato e classificato, di già formato dal suo passato, contribuisco a confermare questa ipotesi limitata. Se l'accetto come un processo di divenire, contribuisco, invece, al limite delle mie possibilità, a confermare e a rendere reali le sue potenzialità.

Solo una persona può sapere se ciò che faccio è onesto, esatto, aperto e valido, o falso, chiuso e non valido, e quella persona sono io.

Diventare una persona
On Becoming a Person, 1961 - Selezione Aforismario

La maggior parte degli errori che faccio nelle relazioni interpersonali, la maggior parte dei fallimenti cui sono andato incontro nella mia professione, si possono spiegare col fatto che, per qualche motivo di difesa, mi sono comportato in un modo, mentre in realtà sentivo in un modo del tutto diverso.

Negarsi come persona, e trattare l'altra persona come un oggetto, non ha probabilità di portare alcun aiuto.

Non produce alcun frutto, a lungo andare, nei rapporti personali, comportarsi come se si fosse diversi da come si è.

Sono gli atteggiamenti e i sentimenti del terapeuta, piuttosto che i suoi orientamenti teorici, ad essere importanti nella relazione terapeutica.

Una relazione di "aiuto" potrebbe essere definita come una situazione in cui uno dei partecipanti cerca di favorire, in una o in ambedue le parti, una valorizzazione maggiore delle risorse personali del soggetto ed una maggiore possibilità di espressione.

Psicoterapia e relazioni umane
Psychothérapie et relations humaines, 1965-1966 (con Marian Kinget)
Selezione Aforismario

I cambiamenti interni di atteggiamento, che avvengono durante il processo terapeutico, si trasformeranno in un comportamento meno difensivo, più sociale, più aperto alla realtà esterna e interna, in un comportamento che dà testimonianza di un sistema di valori più evoluto e più socializzato; in breve, il comportamento manifesterà un'aumentata maturità e le pulsioni infantili avranno sempre meno tendenza ad esprimersi.

La psicoterapia consiste semplicemente nella liberazione di capacità già presenti allo stato latente. In altri termini, implica che il cliente possegga, potenzialmente, la competenza necessaria alla soluzione dei suoi problemi. Tali punti di vista sono pertanto in netta opposizione alla concezione della terapia come una manipolazione, da parte dello specialista, di un "organismo" più o meno passivo.

Ogni "organismo" è animato da una tendenza intrinseca a sviluppare tutte le sue potenzialità e a svilupparle in modo da favorire la sua conservazione e il suo arricchimento.

Quando noi consideriamo una realtà animata (animale o umana) da un punto di vista o da uno schema di riferimento puramente esterno, senza sforzarci di capirla dall'interno per via empatica, noi la riduciamo allo stato di oggetto.

Potere personale
La forza interiore e il suo effetto rivoluzionario
On personal power, 1977 - Selezione Aforismario

Gli atteggiamenti che favoriscono il cambiamento e la crescita e che migliorano i rapporti non sono misteriosi, anche se può essere difficile acquisirli. Uno è la volontà di 'essere presente' nella realtà vissuta dell'altro, una volontà di entrare nel suo mondo intimo e di percepirlo come se fosse il proprio. Quanto più si manifesta una tale profonda comprensione, tanto più si allentano le tensioni, avvengono nuovi insight e la comunicazione diventa possibile. Un altro atteggiamento agevolante consiste nel dar valore, nel rispettare e nell'interessarsi dell'altra persona. In questo modo, l'individuo raggiunge una maggiore autostima e una posizione più responsabile e sensibile nei confronti degli altri. Infine, la realtà e l'assenza di facciata in una delle parti inducono l'autenticità dell'altra e (per usare un termine di Buber) diventa possibile un incontro autentico.

La specie umana è composta di organismi fondamentalmente degni di fiducia e quindi di persone degne di fiducia.

Ogni problema è in larga misura nell'occhio di chi lo vede.

Quel che sono è sufficiente, se solo riesco a esserlo. (Carl Rogers)
Un modo di essere
A Way of Being, 1980 - Selezione Aforismario

Apportiamo un aiuto profondo solo quando nella relazione rischiamo noi stessi come persone, quando sperimentiamo l'altro come una persona con i suoi diritti: solo allora ha luogo un incontro ad una profondità tale da dissolvere il dolore della solitudine in entrambi, nel cliente come nel terapista. 

Gli individui hanno in sé stessi ampie risorse per auto-comprendersi e per modificare il loro concetto di sé, gli atteggiamenti di base e gli orientamenti comportamentali. Queste risorse possono emergere quando può essere fornito un clima definibile di atteggiamenti psicologici facilitanti.

L'empatia dissolve l'alienazione.

L'empatia vera è sempre libera da ogni qualità diagnostica o giudicante.

La più alta espressione dell'empatia è nell'accettare e non giudicare.

Percepire un aspetto nuovo di sé stessi è il primo passo verso il cambiamento del concetto di sé.

Quando una persona capisce di essere sentita profondamente, i suoi occhi si riempiono di lacrime. Io credo che, in un senso molto reale, pianga di gioia. È come se stesse dicendo: «Grazie a Dio, qualcuno mi ascolta. Qualcuno capisce cosa mi sta accadendo».

Sotto qualunque aspetto noi facciamo di una persona un oggetto − sia mediante lo strumento diagnostico o analitico, sia percependolo impersonalmente in una cartella clinica −, non facciamo che ostacolare le nostre finalità terapeutiche.

Libri di Carl Rogers consigliati
Terapia centrata sul cliente 
A cura di Augusto Palmonari e Jan Rombauts
Traduzione: Felice Carugati e altri
Editore: Psycho - Martinelli, 1970

Essere umani è essere in relazione. La nostra struttura del sé emerge dalle complesse interazioni umane, in particolare nei primi anni di vita e di socializzazione, ma continua per tutta la nostra vita. Le relazioni ci contraddistinguono e quindi se i problemi umani sono problemi di relazione appare quasi ovvio che la relazione terapeutica sia il cruciale elemento del cambiamento psicoterapico. In tali termini la salute è vista come complesso processo relazionale. Questo libro, il cui piano è stato approvato da Rogers, raccoglie, intorno al corpo essenziale di una delle sue recenti opere, altri lavori non ancora apparsi in volume. Ciò ha consentito di presentare il significato del pensiero di Rogers e, al tempo stesso, di sottolineare il carattere spiccatamente evolutivo della «terapia centrata sul cliente» quale si è venuta precisando nel corso di venticinque anni di discussioni, di lavoro pratico e di ricerca sperimentale.

Un modo di essere
I più recenti pensieri dell'autore in una concezione di vita centrata-sulla-persona
Traduzione: Mauro Bonacci
Editore: Psycho - Martinelli, 1983

Un nuovo libro di Cari Rogers è un evento importante sia per l'uomo di cultura che per il professionista perché Rogers è stato per più di tre decenni una figura centrale nel campo della psicologia umanistica. Un modo di essere descrive i cambiamenti avvenuti nella vita e nel pensiero di Rogers negli anni settanta. Nello stile diretto e personale suo caratteristico, rivela lo sviluppo ed il cambiamento nel suo modo di essere in capitoli che trattano argomenti quali: l'esperienza di diventare vecchi, i vari aspetti dello sviluppo del suo pensiero professionale, e la sua esperienza nel facilitare l'apprendimento. In una sezione finale Rogers guarda ai drammatici cambiamenti con i quali la nostra cultura si dovrà confrontare negli anni a venire, e descrive il tipo di persona che potrà vivere in quel mondo nuovo. Un modo di essere è una completa presentazione di un approccio alla vita centrato-sulla-persona.

Note
  1. *Le citazioni comprese in La terapia centrata sul cliente sono tratte da articoli di Carl Rogers pubblicati in varie riviste di psicologia.
  2. Se sei interessato alla psicologia umanistica, su Aforismario trovi anche una raccolta di frasi e citazioni dello psicologo Abraham Maslow.

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