2016-01-07

Gustave Flaubert - Le frasi e le citazioni più belle

Selezione dei migliori aforismi e delle frasi più belle di Gustave Flaubert (Rouen 1821 - Canteleu 1880), scrittore francese, celebre soprattutto per essere l'autore del romanzo Madame Bovary, pubblicato nel 1856. Altro opere importanti di Flaubert, da cui sono tratte le citazioni riportate in questa pagina, sono: L'educazione sentimentale (1869), Bouvard e Pécuchet (1881) e Attraverso i campi e lungo i greti (1886). Un'ampia selezione di aforismi è tratta, inoltre, dal famoso Dizionario dei luoghi comuni (Dictionnaire des idées reçues), scritto da Flaubert tra il 1850 e il 1880, ma pubblicato soltanto dopo la sua morte nel 1913. Diverse riflessioni, infine, sono tratte dall'epistolario di Flaubert, che contiene molti spunti interessanti per conoscere il pensiero del grande scrittore francese.
Gustave Flaubert Rouen 1821 - Canteleu 1880 - Scrittore francese
Memorie di un pazzo
Mémoires d'un fou, 1838

Se c'è sulla terra e fra tutti i nulla qualcosa da adorare, se esiste qualcosa di santo, di puro, di sublime, qualcosa che assecondi questo smisurato desiderio dell'infinito e del vago che chiamano anima, questa è l'arte. 

La forma è la carne del pensiero, come il pensiero è l'anima della vita.

Vorrei il bello nell'infinito, invece vi trovo soltanto il dubbio.

Madame Bovary
Madame Bovary, 1856 - Selezione Aforismario

Denigrare coloro che amiamo equivale sempre a staccarcene un poco: non bisogna toccare gli idoli, se non si vuole che la doratura ci resti sulle mani.

Fra tutte le burrasche che investono l'amore, una richiesta di denaro è la più fredda e la più distruttiva.

Il dovere è sentire ciò che è grande, privilegiare ciò che è bello e non inchinarsi a tutte le convenzioni della società con le ignominie che ci impone.

La parola è una specie di laminatoio che affina i sentimenti.

L'incanto della novità, cadendo a poco a poco come una veste, mette a nudo l'eterna monotonia della passione che non cambia mai forma, non cambia mai linguaggio.

Nessuno, mai, riesce a dare l'esatta misura di ciò che pensa, di ciò che soffre, della necessità che lo incalza, e la parola umana è spesso come un pentolino di latta su cui andiamo battendo melodie da far ballare gli orsi mentre vorremmo intenerire le stelle.

Ogni borghese, nell'ardore della giovinezza, fosse pure per un giorno, per un attimo, s'è creduto capace di immense passioni e di straordinarie gesta. Il più incapace dei libertini ha sognato delle sultane, ogni notaio porta in sé i ruderi d'un poeta.

Quella vile docilità che per molte donne è come il castigo e insieme il riscatto dell'adulterio.

Un infinito di passioni può essere contenuto in un minuto come una folla in un piccolo spazio.

Una di quelle felicità complete che appartengono soltanto alle occupazioni mediocri, le quali divertono l'intelligenza con difficoltà facili a sormontarsi e la saziano in una realizzazione di là dalla quale non vi sono sogni.

L'educazione sentimentale
L’Éducation sentimentale, 1869 - Selezione Aforismario

Gli affetti profondi somigliano alle donne oneste; hanno paura di essere scoperti, e passano nella vita con gli occhi bassi.

I cuori delle donne sono come quei mobiletti col segreto, pieni di cassetti messi gli uni dentro gli altri; ci si arrabatta, ci si rompe le unghie e nel fondo si trova qualche fiore secco, qualche granello di polvere, o il vuoto!

Le persone "con i piedi per terra" dicono che l'amore è una follia. In realtà ciò che accade è che la fantasia violentemente distorta da immagini piacevolissime, dove ogni passo ti avvicina alla felicità, viene crudamente riportata alla dura realtà.

Non c'è nulla di così umiliante come vedere gli sciocchi riuscire nelle imprese in cui noi siamo falliti.

Per certi uomini l'azione è tanto più impedita quanto più forte è il desiderio.

Vi è un momento nelle separazioni in cui la persona cara ha cessato di essere con noi.

Bouvard e Pécuchet
Bouvard et Pécuchet, 1881 (postumo e incompiuto)

L'arte, in certe circostanze, scuote gli animi mediocri, e interi mondi possono essere rivelati loro dai suoi interpreti più grossolani.

Se l'individuo non può sapere niente, perché tutti insieme ne saprebbero di più? 

La folla immancabilmente segue l'andazzo. Sono sempre i pochi che aprono la strada al progresso.

Lo spiritismo ha per dogma l'immancabile progressivo migliorarsi dell'umanità. Un giorno, la terra diverrà il cielo.

Attraverso i campi e lungo i greti
Par les champs et les grèves, 1886 (postumo)
Selezione Aforismario

Cos'è, in fondo, il cattivo gusto? È invariabilmente il gusto dell'epoca che ci ha preceduto. 

Esiste della gente fortunata, fornita di doti eccezionali, di sensibilità e di immaginazione, che è sempre all'altezza delle circostanze, che piange sempre ai funerali, ride sempre ai matrimoni.

Il fascino della storia, come quello del mare, risiede in ciò che cancella: l'onda che sopraggiunge fa sparire dalla sabbia la traccia della precedente.

L'ascetismo non è una forma superiore di epicureismo, e il digiuno non è una sublime forma di ghiottoneria?

L'influsso esercitato dai luoghi sui libri e quello dai libri sui luoghi somiglia al problema dell'uovo e della gallina.

Quale idea non è immensa quando la si esplora, correndo, fino alle estreme conseguenze e quale cuore non sembra incommensurabile quando ci si lascia cadere lo scandaglio?

Tre cose occorrono per essere felici: essere imbecilli, essere egoisti
e avere una buona salute; ma se vi manca la prima, tutto è perduto. (Gustave Flaubert)
Dizionario dei luoghi comuni
Dictionnaire des idées reçues, 1850/80 (postumo 1913)
Selezione Aforismario
  • Agenti di borsa. Tutti ladri.
  • Agricoltura. Manca di braccia.
  • Alabastro. Usato per descrivere le parti più belle del corpo femminile.
  • Ambizione. Sempre preceduta da “folle”, quando non è nobile.
  • Aspetto. Un aspetto gradevole è il passaporto più sicuro.
  • Assassino. Sempre "vigliacco", anche quando è intrepido e audace. Meno colpevole di un sedizioso.
  • Assessori (comunali). Inveire contro di loro a proposito della pavimentazione delle strade. "A che pensano i nostri assessori?".
  • Bambini. Ostentare una tenerezza lirica verso di loro quando c'è gente.
  • Bandiera (nazionale). Fa battere il cuore solo a vederla.
  • Basilica. Sinonimo pomposo di chiesa. È sempre impressionante.
  • Bilancio. Mai in equilibrio.
  • Bionde. Più calde delle brune (si veda brune).
  • Borsa. Il termometro dell'opinione pubblica.
  • Borsisti. Tutti ladri.
  • Brune. Sono più calde delle bionde (si veda bionde).
  • Calvizie. Sempre precoce e causata dagli eccessi di gioventù, o dalla concezione di grandi pensieri.
  • Chirurghi. Hanno il cuore duro: chiamarli macellai.
  • Concerto. Passatempo di buon gusto.
  • Concorrenza. L’anima del commercio.
  • Congratulazioni. Sempre sincere, calorose, vivissime etc.
  • Conto. Sempre troppo salato.
  • Conversazione.  La politica e la religione ne vanno escluse.
  • Corano. Libro di Maometto che parla solo di donne. 
  • Crocifisso. Fa bella figura nell'alcova e sulla ghigliottina.
  • Deicidio. Indignarsi contro, per quanto il delitto non sia frequente.
  • Diamante. Finiranno col fabbricarli! E pensare che non è altro che carbone! Se ve ne capitasse uno allo stato naturale, non lo raccogliereste nemmeno!
  • Dio. L'ha detto Voltaire stesso: "Se Dio non esistesse, bisognerebbe inventarlo".
  • Diploma. Segno di sapere. Non dimostra niente.
  • Dizionario. Riderne. È fatto solo per gli ignoranti.
  • Dottore. Sempre preceduto da "buon" e, tra uomini, da perbacco: "Perbacco, dottore!". È un'aquila finché vi fidate di lui, non vale più di un asino non appena avete litigato. Tutti materialisti: "Il fatto è che la fede non la si trova sulla punta di un bisturi".
  • Eccezione. Dite che "conferma la regola"; non azzardatevi a spiegare come.
  • Empio. Inveire contro.
  • Enciclopedia. Riderne con compatimento, come fosse un'opera rococò, e magari inveire.
  • Epoca (la nostra). Inveire contro. Lamentarsi perché manca di poesia. Chiamarla "epoca di transizione, di decadenza".
  • Erezione. Si usa soltanto a proposito di monumenti.
  • Esasperazione. È sempre al colmo.
  • Estate. Un'estate è sempre eccezionale, sia essa calda o fredda, secca o umida.
  • Fondamento. Tutte le notizie ne sono prive.
  • Francese. Il primo popolo dell'Universo.
  • Fucile. Averne sempre uno in campagna.
  • Giansenismo. Non si sa che cosa sia, ma è molto chic parlarne.
  • Ginnastica. Non se ne fa mai troppa. Sfiniteci i bambini.
  • Gloria. Non è che un po' di fumo.
  • Ideale. Del tutto inutile.
  • Ideologo. Tutti i giornalisti.
  • Illusioni. Far mostra di averne molte. Lamentarsi di averle perdute.
  • Imbecilli. Coloro che non la pensano come noi.
  • Incidente. Sempre "deplorevole" o "increscioso"; come se si dovesse mai ritenere una sventura cosa divertente.
  • Incubo. Proviene dallo stomaco.
  • Innovazione. Sempre pericolosa.
  • Introduzione. Parola oscena.
  • Inverno. Sempre eccezionale (si veda estate).
  • Ipotesi. Spesso "pericolosa", sempre "ardita".
  • Italiani. Tutti traditori. Tutti musicisti.
  • Laconismo. Lingua che non si parla più.
  • Letteratura. Occupazione degli sfaccendati.
  • Libro. Qualunque esso sia, sempre troppo lungo.
  • Macellai. Terribili in tempo di rivoluzione.
  • Mare. Non ha fondo. Immagine dell'infinito. Fa venire grandi pensieri. In riva al mare bisogna sempre avere un cannocchiale. Quando lo si guarda, dire sempre: "Quanta acqua!".
  • Materasso. Più è duro, più è igienico. 
  • Medicina. Farsene beffe quando si sta bene di salute.
  • Metodo. Non serve a niente.
  • Mezzanotte. Limite del lavoro duro e dei piaceri onesti. Tutto quello che si fa al di là è immorale.
  • Ministro. Termine ultimo della gloria umana.
  • Nervoso. Vien detto ogni volta che non si capisce niente di una malattia; la spiegazione soddisfa l'interlocutore.
  • Nobiltà. Disprezzarla e invidiarla.
  • Operaio. Sempre onesto, quando non fa sommosse.
  • Orizzonte. Trovare sempre belli quelli della natura e cupi quelli della politica.
  • Ostilità. Le ostilità sono come le ostriche: vengono aperte. "Le ostilità sono aperte!": sembra non resti più che mettersi a tavola.
  • Ottimista. Equivalente di imbecille.
  • Pane. Chissà le porcherie che ci mettono.
  • Parenti. Tutti sgradevoli. Nascondere quelli che non sono ricchi.
  • Pensare. Faticoso. Le cose che ci costringono a farlo vengono di solito accantonate. 
  • Pianoforte. Indispensabile in un salone.
  • Poeta. Sinonimo di scemo; sognatore.
  • Pratica. Superiore alla teoria.
  • Quadratura del cerchio. Non si sa cosa sia, ma bisogna alzare le spalle quando se ne parla.
  • Quaresima. In fondo, è solo una misura igienica.
  • Riconoscenza. Non ha bisogno di essere espressa.
  • Rima. Non va mai d'accordo con la ragione. 
  • Risata. Sempre omerica.
  • Rovine. Fanno sognare e donano poesia a un paesaggio.
  • Scienza. Un po' di scienza allontana dalla religione e molta riconduce ad essa.
  • Selva. Definirla sempre "oscura" e "impenetrabile".
  • Sospiro. Si deve emettere nelle vicinanze di una donna.
  • Spinaci. Sono la scopa dello stomaco. Non dimenticare mai la famosa frase di Prudhomme: "Non mi piacciono, e ne sono contento, perché se mi piacessero li mangerei, e non li posso proprio sopportare". (Ma ci sarà sempre qualcuno che troverà tutto ciò perfettamente logico e non riderà).
  • Stoicismo. È impossibile.
  • Tempo. Tema eterno di conversazione. Causa universale delle malattie. Lamentarsene sempre.
  • Terra. Dire "i quattro angoli della terra" dato che è rotonda.
  • Tredici. Evitare di sedere in tredici a tavola, porta sfortuna. Gli animi forti non mancheranno mai di scherzare: "Che importa, io mangerò per due. Oppure, se ci sono delle signore, domandare se una di esse è incinta.
  • Umidità. Causa di tutte le malattie. 
  • Università. Alma mater
  • Vaccino. Non frequentare che persone vaccinate.
  • Vangelo. Libro divino, sublime, morale, eccetera.
  • Vendita. Vendere e comprare, scopo della vita.
  • Viaggiatore. Sempre intrepido.
  • Viaggio. Deve essere fatto in fretta.
  • Zanzara. Più pericolosa di qualsiasi belva.
  • Zoccoli. Un uomo ricco, che ha avuto degli inizi difficili, sempre arrivato a Parigi con gli "zoccoli" ai piedi.
Epistolario
Correspondance, 1830-1880 (postumo)
Selezione Aforismario

Il meglio della vita si passa a dire "È troppo presto", poi "È troppo tardi".

Il rimpianto è un riconoscimento di qualche cosa di buono che c'è nella vita.

In fin dei conti il lavoro è ancora il mezzo migliore di far passare la vita.

L'artista deve fare in modo che la posterità creda ch'egli non abbia vissuto

La donna è un animale volgare di cui l'uomo si è fatto un troppo bello ideale.

L'idea di patria è quasi morta, grazie a Dio.

Non c'è niente di serio in questo basso mondo che il ridere.

Non bisogna chiedere arance ai meli, sole alla Francia, amore alle donne, felicità alla vita.

Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi, o, come gli ambiziosi, per istruirvi. No, leggete per vivere.

Se si è coinvolti nella vita, la si vede poco chiaramente; la vista è oscurata dalla sofferenza, o dal godimento.

Un tempo si credeva che lo zucchero si estraesse solo dalla canna da zucchero, ora se ne estrae quasi da ogni cosa; lo stesso per la poesia, estraiamola da dove vogliamo, perché è dappertutto.

Vorrei affogare l'umanità nel mio vomito.

Lettere a Louise Colet
Selezione Aforismario

Tre cose occorrono per essere felici: essere imbecilli, essere egoisti e avere una buona salute; ma se vi manca la prima, tutto è perduto.

Esistono cammini senza viaggiatori. Ma vi sono ancor più viaggiatori che non hanno i loro sentieri.

Ama l'arte; fra tutte le menzogne è ancora quella che mente di meno.

La poesia è una scienza esatta, come la geometria.

L'autore nella sua opera dovrebbe essere come Dio nell'universo, presente ovunque e visibile da nessuna parte.

La donna è un prodotto dell'uomo. Dio ha creato la femmina, e l'uomo ha fatto la donna; essa è il risultato della civiltà, un'opera artificiosa.

Il futuro ci tormenta, il passato ci trattiene, ecco perché il presente ci sfugge. 

La felicità è un mito inventato dal diavolo per farci disperare.

Le erezioni del pensiero sono come quelle del corpo: non seguono la nostra volontà!

Per avere del talento, dobbiamo essere convinti di possederne.

Si può essere padroni di ciò che si fa, ma mai di ciò che si prova.

Credo che se guardassimo sempre il cielo, finiremmo per avere le ali.

Libri di Gustave Flaubert consigliati
Madame Bovary
Traduzione: Maria Luisa Spaziani
Editore Mondadori, 2001

Charles Bovary, un modesto medico di campagna, sposa in seconde nozze Emma Rouault. Emma, sognatrice e romantica, è presto delusa dalla mediocrità del marito e dalla sua vita in provincia. Bovary, per distrarla, si trasferisce a Yonville dove Emma è corteggiata da un giovane, Léon, che però non le confessa il suo amore e parte per Parigi. Emma diventa l'amante di Rodolphe, un dongiovanni di provincia, da cui però è abbandonata. La donna, sconvolta, cerca in ogni modo di stordirsi. A Rouen ritrova Léon, ma ben presto stanca anche lui. Inizia così la degradazione di Emma: si indebita con un usuraio, all'insaputa del marito, e non sa come pagarlo. Chiede aiuto a Léon e a Rodolphe poi... "Madame Bovary", apparso a puntate sulla "Revue de Paris" nel 1856 e integralmente un anno dopo, incontrò subito un grande successo di pubblico - dovuto anche al clamore del processo a cui il suo autore, incriminato per oltraggio alla morale e alla religione, fu sottoposto -, imponendosi all'attenzione della critica come il capolavoro assoluto del romanzo moderno. Incentrato sulla superba figura di Emma Bovary - donna inquieta, insoddisfatta, simbolo di un'insanabile frustrazione sentimentale e sociale - e giocato su un antiromanticismo ideologico e formale di fondo, "Madame Bovary" come ha scritto Vladimir Nabokov, "dal punto di vista stilistico è prosa che fa ciò che si suppone faccia la poesia. Senza Flaubert non ci sarebbe stato un Marcel Proust in Francia, né un James Joyce in Irlanda. In Russia, Cechov non sarebbe stato Cechov".

Dizionario dei luoghi comuni
Autore: Gustave Flaubert 
Traduttore: Juan Rodolfo Wilcock 
Editore: Adelphi, Milano1980 

Durante tutta la vita di Flaubert l'immagine della Stupidità, sotto la possente spinta dei tempi, si era continuamente dilatata dinanzi ai suoi occhi: non più soltanto attributo inestirpabile della specie umana ma Potenza Cosmica, l'etere che ormai avvolgeva qualsiasi parola fosse pronunciata: le chiacchiere della comare e le relazioni dell'accademico, gli appelli del politico e le sentenze del farmacista, le similitudini dei lirici e i protocolli degli scienziati. Si trattava ormai di una nuova Lingua Universale, tutta composta di frasi fatte, cui mancava però ancora un dizionario. Flaubert per decenni sognò di scriverlo egli stesso. Così descriveva il progetto, in una lettera del 1852 a Louise Colet: «Credo che l’insieme sarebbe formidabile come il piombo. Bisognerebbe che in tutto il libro non ci fosse una parola mia, e che, una volta letto il dizionario, non si osasse più parlare, per paura di dire spontaneamente una delle frasi che vi si trovano».

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