2016-01-26

Honoré de Balzac - Le migliori citazioni da La Commedia Umana

Selezione delle frasi più belle e delle citazioni più celebri di Honoré de Balzac (Tours 1799 - Parigi 1850), scrittore, drammaturgo, saggista e critico letterario francese. Balzac è uno dei più grandi romanzieri del XIX secolo (e non solo), e anche uno dei più prolifici. Basti pensare che la sua monumentale opera, La Commedia umana (La Comédie humaine), è composta da 137 opere di diverso genere: romanzi realistici e filosofici, racconti, novelle e saggi, scritti in una ventina d'anni, dal 1830 al 1850. Significative, a questo proposito, sono le ultime parole che Balzac avrebbe pronunciato prima di morire: "Otto giorni di febbre! Avrei avuto il tempo di scrivere ancora un libro". Con La Commedia umana, Balzac aveva l'ambizione di descrivere in modo quasi esaustivo la società francese del suo tempo attraverso le vicende della gente comune. Ma la grandezza di Balzac sta nell'aver rappresentato, attraverso i suoi tanti personaggi letterari, l'animo umano. Come ha osservato Diego Valeri: "La Commedia umana presenta innumerevoli modi di sentire, di parlare, di muoversi, di vestirsi, di soddisfare gli appetiti naturali e di saziare le passioni: questi modi sono particolari a un’epoca, ma d’altra parte sono universalmente umani. Quindi l’opera è il maggior repertorio di documenti sulla natura umana che sia mai stato accumulato da uno scrittore". Secondo Oscar Wilde. "Balzac era la più straordinaria combinazione di temperamento artistico e spirito scientifico. Una frequentazione assidua di Balzac riduce a ombre i nostri amici in carne e ossa, e i nostri conoscenti a ombre delle ombre". Le citazioni riportate in questa pagina di Aforismario sono tratte dalle opere più celebri di Balzac, tra cui: La pelle di zigrino (1831), Eugènie Grandet (1833), La ricerca dell'assoluto (1834), Papà Goriot (1834) e Illusioni perdute (1843). Ma oltre che dai romanzi, molte citazioni sono tratte anche dalle opere di saggistica, in cui Balzac ha spesso usato lo stile aforistico, come: Fisiologia del matrimonio (1829) e Trattato della vita elegante (1830); e dal libro di riflessioni: Massime e pensieri di Napoleone (1838), in cui frasi autentiche di Napoleone Bonaparte si mescolano a frasi rielaborate o totalmente reinventate da Balzac.
Honoré de Balzac (1799-1850) scrittore francese.
Fisiologia del matrimonio
La Physiologie du mariage, 1829
Selezione Aforismario

Ciascuna notte deve avere il suo menu.

È più facile essere amante che marito, per la ragione che è più difficile avere dello spirito tutti i giorni che dire cose carine di tanto in tanto.

Il marito che non lascia niente a desiderare è un uomo perduto.

Il matrimonio deve continuamente combattere contro un mostro che tutto divora: l'abitudine.

Il matrimonio è un combattimento a oltranza prima del quale gli sposi domandano la sua benedizione al cielo, perché amarsi sempre è la più temeraria delle imprese.

Il matrimonio è una scienza.

La potenza non consiste nel colpire forte o spesso, ma nel colpire giusto.

L'uomo che entra nel camerino di sua moglie è un filosofo o un imbecille.

Mai un marito sarà così ben vendicato come dall'amante di sua moglie.

Se esistono delle differenze tra un momento di piacere e un altro, un uomo può sempre essere felice con la stessa donna.

Un uomo non dovrebbe sposarsi prima di aver studiato anatomia e sezionato almeno una donna.

Una moglie è uno schiavo che bisogna saper mettere su un trono.

Se la luce è il primo amore della vita, l'amore non è forse la luce del cuore? (Honoré de Balzac)
Il ballo di Sceaux
Le Bal de Sceaux, 1829

Il peggiore dei difetti è quello di non averne.

L'ammirazione prolungata è sempre una fatica per il genere umano.

Quelli che piacciono a tutti [...] non piacciono a nessuno.

Una nobiltà senza privilegi [...] è come un utensile senza manico.

La casa del gatto che gioca
La Maison du chat-qui-pelote, 1829

La melanconia dà a tutta prima una certa grazia che piace, ma finisce per far dimagrire e avvizzire il viso più affascinante.

Perché disprezzare il commercio? Il mondo cominciò di lì, perché Adamo vendette il paradiso per una mela. Quella, per esempio, non fu una speculazione fortunata!

Più noi amiamo e meno dobbiamo lasciar scorgere a un uomo, soprattutto al marito, l'intensità del nostro affetto. Chi ama di più diventa schiavo e, peggio, è abbandonato presto o tardi.

Gobseck
Gobseck, 1830

Non si può rovinare un uomo che non ha nulla.

Quando la beneficenza non nuoce al benefattore, uccide il beneficato.

Trattato della vita elegante
Traité de la vie élégante, 1830
Selezione Aforismario

Da quando le società esistono un governo è sempre stato, per forza di cose, un contratto d'assicurazione concluso fra i ricchi contro i poveri.

Il bene non ha che una forma, il male ne ha mille.

Il bruto si copre, il ricco o lo sciocco si agghindano, l'uomo elegante si veste.

Il riposo assoluto produce lo spleen.

La trascuratezza della toeletta è un suicidio morale.

La vita elegante è, nell'accezione estesa del termine, l'arte di animare il riposo.

L'abbigliamento è l'espressione della società.

L'artista è un'eccezione: il suo ozio è un lavoro, e il suo lavoro un riposo: è sia elegante che trascurato; indossa, per scelta, la blusa da contadino e impone il frac indossato dall'uomo alla moda; non subisce le leggi: le detta.

Lo scopo della vita civilizzata o selvaggia è il riposo.

L'uomo abituato al lavoro non può comprendere la vita elegante.

L'uomo di buon gusto dev'essere semplice nei suoi bisogni.

Niente rassomiglia meno all'uomo che un uomo!

Ricchi si diventa; eleganti si nasce.

Un artista vive come vuole, o ... come può.

Uno strappo è una disgrazia, una macchia è un vizio.

Ricchi si diventa; eleganti si nasce. (Honoré de Balzac)
La pelle di zigrino
La Peau de chagrin, 1831
Selezione Aforismario

C'è tutta una vita in un'ora d'amore.

Chi dice arte dice menzogna.

Ci sono abissi che l'amore non può superare, nonostante la forza delle sue ali.

Dalla mollezza di una spugna bagnata fino alla durezza di una pietra pomice, ci sono infinite sfumature. Ecco l'uomo.

L'amore è un lusso.

La libertà genera l'anarchia, l'anarchia conduce al dispotismo e il dispotismo riporta la libertà.

L'odio è un tonico, fa vivere, ispira vendetta; invece la pietà uccide, indebolisce ancora di più la nostra debolezza.

L'opinione pubblica? La più viziosa delle prostitute.

Il curato di Tours
Le Curé de Tours, 1832

L'interesse e il talento sono i soli consiglieri coscienziosi e utili.

Louis Lambert
Louis Lambert, 1832

Il vero amore è un oceano di sensazioni eterne e sempre nuove, dove ci si immerge con gioia.

Eugènie Grandet
Eugènie Grandet, 1833

Il denaro senza l'onore è una malattia.

L'adulazione non viene mai dalle anime grandi, è appannaggio degli spiriti piccini, che riescono a rimpicciolirsi ancor più per meglio entrare nella sfera vitale delle persone intorno a cui gravitano.

Nella vita, la donna ha più cagioni di sofferenza dell'uomo e soffre, in realtà, più di lui.

Nelle circostanze solenni della vita, l'anima resta legata ai luoghi ove piaceri e dolori ci colpiscono.

Ogni potere umano è composto di tempo e di pazienza.

Se la luce è il primo amore della vita, l'amore non è forse la luce del cuore?

Il medico di campagna
Le médecin de campagne, 1833

Il male possiede una voce poderosa che desta le anime volgari e le riempie d'ammirazione, mentre il bene è largamente muto.

Il primo amore non è forse una seconda infanzia in mezzo ai nostri giorni di pena e di fatica?

Il suicidio è l'ultima crisi di una malattia morale.

La malattia del nostro tempo è la superiorità. Ci sono più santi che nicchie.

La misantropia, specie di vanità nascosta sotto una pelle di porcospino.

Storia dei tredici
Histoire des Treize, 1833/39

La ricchezza è fonte di grandi privilegi, e il più invidiabile di tutti è quello di poter intensificare all'estremo pensieri e sentimenti.

L'uguaglianza sarà forse un diritto, ma nessuna potenza umana saprà convertirlo in un fatto.

La ricerca dell'assoluto
La recherche de l'absolu, 1834

I fatti della vita umana, pubblica o privata, sono così intimamente legati all'architettura, che la maggior parte degli osservatori possono ricostruire le nazioni o gli individui in tutta la realtà delle loro abitudini dai resti dei monumenti pubblici o dall'esame delle loro reliquie domestiche.

L'archeologia sta alla natura sociale così come l'anatomia comparata sta alla natura organizzata.

La gloria è il sole dei morti.

Sembra che gli uomini abbiano addirittura più rispetto per i vizi che per il genio, giacché rifiutano di dargli credito.

Troppo spesso il vizio e il genio producono effetti simili, che ingannano l'uomo comune. Il genio non è forse un eccesso costante che divora tempo, denaro, corpo, e conduce all'ospedale ancor più rapidamente delle cattive passioni?

Un mosaico rivela tutta una società, come uno scheletro di ittiosauro sottintende una creazione.

Una donna bella può tranquillamente esser sé stessa, il mondo ne tollera sempre una sciocchezza o una goffaggine; mentre invece un solo sguardo spegne anche la più meravigliosa delle espressioni sulle labbra di una donna brutta, le intimidisce gli occhi, aumenta la malagrazia dei suoi gesti, imbarazza il suo compagno.

Papà Goriot
Le père Goriot, 1834

Che cosa c'è di più bello del contemplare la propria vita e trovarla pura come un giglio?

Chiedete alle donne quali uomini preferiscono: gli ambiziosi. Gli ambiziosi hanno le reni più resistenti, il sangue più ricco di ferro, il cuore più caldo, degli altri uomini. E la donna è così felice e così bella nelle ore in cui è forte, che preferisce a tutti gli uomini quello che ha una forza enorme, a costo d'essere spezzata da lui.

È noioso desiderare sempre e non soddisfarsi mai.

È proprio nella natura femminile provare l'impossibile col possibile e distruggere i fatti con presentimenti.

Ecco com'è la vita. È un po' come la cucina, puzza altrettanto e bisogna sporcarsi le mani se si vuol far da mangiare,

Forse l'amore è solo la riconoscenza del piacere.

I padri devono sempre dare, per essere felici. Dare sempre, l'esser padre sta in questo.

Il nostro cuore è un tesoro, spendetelo in un sol colpo e sarete rovinati.

Il segreto delle grandi fortune senza causa apparente è un delitto dimenticato, perché fu fatto a puntino.

L'amore è una religione, e il culto deve costar più caro che quello d'ogni altra religione.

La beneficenza, che unisce due esseri in uno solo, è una passione celeste, tanto incompresa, tanto rara quanto il vero amore. L'una e l'altro sono la prodigalità delle anime belle.

La corruzione è l'arma della mediocrità.

Le donne sono sempre sincere, anche nelle loro più grandi falsità, perché cedono a qualche sentimento naturale.

L'insuccesso ci fa sentire sempre il potere delle nostre pretese.

Quei vasti sentimenti concentrati che gli ingenui chiamano vizi.

Ricchi o poveri, non hanno mai denaro per le necessità della vita, mentre ne trovano sempre per i loro capricci.

Se il cuore umano può fare qualche sosta quando ascende verso le altitudini dell'affetto, raramente si arresta sul ripido declivio del rancore.

Un sentimento, non è il mondo in un pensiero?

Il giglio nella valle
Le Lys dans la vallée, 1836

Gli arrivisti sono come le scimmie che si arrampicano sugli alberi, delle quali ammiriamo l’agilità. Ma una volta arrivati in cima mostrano soltanto le loro parti vergognose.

Il rispetto è una barriera che protegge egualmente il grande e il piccolo, ciascuno dal suo lato può guardarsi in faccia.

L'amore ha in orrore tutto ciò che non è esso stesso.

Le meno astute delle donne hanno un'infinità di trappole; la più sciocca trionfa grazie alla poca diffidenza che ispira.

La Musa del dipartimento
La Muse du département, 1837

La volontà può e deve essere motivo d'orgoglio più dell'ingegno.

Quando le donne ci amano, ci perdonano tutto, persino i nostri crimini. Quando non ci amano, non ci perdonano nulla, nemmeno le nostre virtù.

Storia della grandezza e della decadenza di César Birotteau
Histoire de la grandeur et de la décadence de César Birotteau, 1837 

L'odio senza desiderio di vendetta è un seme caduto sul granito.

La sventura è un marciapiede per il genio, una piscina per il cristiano, un tesoro per l'uomo abile, per i deboli un abisso.

Nel commercio, l'occasione è tutto.

Non è scandaloso che alcuni banchieri siano finiti in prigione: scandaloso è che tutti gli altri siano in libertà.

Gli impiegati
Les Employés, 1838

Molti sono i chiamati, pochi gli eletti, è una legge della città come del Cielo.

La casa Nucingen
La Maison Nucingen, 1838

La felicità materiale riposa sempre sulle cifre.

Le vocazioni mancate stingono su tutta l'esistenza.

Massime e pensieri di Napoleone
Maximes et pensées de Napoléon, 1838
Selezione Aforismario

Al mondo non vi sono felicità né dolore assoluti, la vita di un uomo felice è un quadro dal fondale d'argento con delle stelle nere: la vita di un uomo infelice è un fondo nero con delle stelle d'argento.

Chi sa adulare sa anche calunniare.

Ci si può fermare quando si sale, mai quando si scende.

È il successo che fa il grande uomo.

È l'immaginazione che fa perdere le battaglie.

È molto difficile stabilire dove finisce la cortesia e dove comincia l'adulazione.

È sbattendo la testa gli uni contro gli altri che ci si impara a conoscere.

Gli stupidi parlano del passato, i saggi del presente, i folli del futuro.

Il caso è il solo sovrano legittimo dell'universo.

Il coraggio non può essere contraffatto, è una virtù che sfugge all'ipocrisia.

Il miglior modo di mantenere la propria parola è non darla.

In guerra come in amore per concludere bisogna avvicinarsi.

La sola vittoria contro l'amore è la fuga.

Le guerre inevitabili sono sempre giuste.

L'interesse non è che la chiave delle azioni volgari.

L'invidia è una confessione d'inferiorità.

L'uomo superiore non è sul cammino di nessuno.

Molte cose si eludono fingendo di non vederle.

Negli affari del mondo la salvezza non viene dalla fede, ma dalla diffidenza.

Nella disgrazia bisogna rispettare coloro che si sono rispettati nella grandezza.

Non si sale mai così in alto se non quando non si sa dove si va.

Non vi è gente intrepida tra coloro che hanno qualcosa da perdere.

Ogni ora perduta durante la giovinezza è una possibilità di infelicità per l'avvenire.

Un popolo si guida indicandogli un avvenire: un capo è un venditore di speranza.

Uno sciocco è noioso, un pedante è insopportabile.

Splendori e miserie delle cortigiane
Splendeurs et misères des courtisanes, 1838/47

Il privilegio di trovarsi dappertutto a casa propria appartiene solo ai re, alle puttane e ai ladri.

L'amore vero, come si sa, è spietato.

Orsola Mirouët
Orsola Mirouët, 1841

Il deista è un ateo col beneficio d’inventario.

Per un uomo appassionato, ogni donna vale ciò che gli costa.

La donna di trent'anni
La Femme de trente ans, 1842

Il cuore di una madre è un abisso in fondo al quale si trova sempre un perdono.

L'amore ha il proprio istinto, sa come trovare la via del cuore.

Illusioni perdute
Illusions perdues, 1843
Selezione Aforismario

Che cos'è l'arte? È la natura concentrata.

Diplomazia è la scienza di coloro che non ne hanno alcuna e sono profondi per la loro vuotaggine.

Il giornale. Dà per vero tutto ciò che è probabile.

Il giornalismo è un inferno, un abisso d'iniquità, di menzogne, di tradimenti, che non si può traversare e dal quale non si può uscire puri a meno di essere protetti, come Dante, dal divino alloro di Virgilio.

Il problema dell'abbigliamento ha un'importanza enorme per coloro che vogliono avere l'aria di possedere quel che non possiedono affatto; perché è spesso il mezzo migliore per arrivare a possederlo davvero.

L'avarizia comincia dove finisce la povertà.

Le persone generose fanno i cattivi commercianti.

La coscienza è uno di quei bastoni che ciascuno brandisce per picchiare il suo vicino, e del quale non si serve mai per sé stesso.

La critica è una spazzola che non si può usare sulle stoffe leggere, dove porterebbe via tutto.

La tanto bramata fama è quasi sempre una prostituta incoronata.

La pazienza è ciò che nell'uomo più somiglia al procedimento che la natura usa nelle sue creazioni.

La rassegnazione è un suicidio quotidiano.

Quei bordelli del pensiero che si chiamano giornali.

Quel che rende indissolubile le amicizie e ne raddoppia l'incanto è un sentimento che manca all'amore: la sicurezza.

Se la Stampa non esistesse, bisognerebbe non inventarla; ma ormai c'è, e noi ne viviamo.

Una delle sventure delle persone molto intelligenti è di non poter fare a meno di capire tutto: i vizi non meno che le virtù.

Modeste Mignon
Modeste Mignon, 1844

Nel naufragio dell'ebbrezza, l'amor proprio è il solo sentimento che si tiene a galla.

Onorina
Honorine, 1844

Le donne, quando non amano, hanno tutto il sangue freddo di un vecchio avvocato.

Piccole miserie della vita coniugale
Petites miseres de la vie conjugale, 1846

Nessuna donna viene abbandonata senza ragione. È un assioma scritto in fondo al cuore di ogni donna; di qui il furore delle abbandonate.

Si può perdonare, ma dimenticare è impossibile.

La cugina Bette
La Cousine Bette, 1846

È un'immensa prova d'inferiorità in un uomo non saper fare della moglie la propria amante.

Le vere passioni hanno un loro istinto molto preciso. Mettete un piatto di frutta davanti a un goloso; non si sbaglierà, sceglierà, anche ad occhi chiusi, il frutto migliore. Così è anche per le ragazze che abbiano avuto una buona educazione: date loro la possibilità di scegliersi il marito che fa per loro, e raramente sbaglieranno.

Il cugino Pons
Le cousin Pons, 1847

Mai nessuno sforzo amministrativo o scolastico sostituirà i miracoli del caso cui si debbono i grandi uomini.

Nessuno osa dire addio alle proprie abitudini. Più di un suicida s'è fermato sulle soglie della morte pensando al caffè dove andava a giocare tutte le sere la sua partita a domino. 

Fonte sconosciuta
Se conosci le opere di Balzac da cui sono tratte le seguenti citazioni, segnalale ad Aforismario. Grazie.
  • Bisogna che una donna ami sempre un uomo che le sia superiore o che sia talmente ingannata nel giudicarlo tale, che allora il risultato sia identico.
  • Burocrazia. Un gigantesco meccanismo azionato da pigmei.
  • I buoni matrimoni sono come la crema; basta un nonnulla a farli andare a male.
  • La chiave di tutte le scienze è senza dubbio il punto di domanda.
  • Ogni donna la sua fortuna ce l'ha fra le gambe.
  • Siamo noi che la creiamo, la realtà.
  • Soltanto l'ultimo amore di una donna può reggere al paragone col primo amore di un uomo.
  • Una notte d'amore è un libro letto in meno.
  • Una società di atei inventerebbe subito una religione.
Ultime parole prima di morire
Huit jours avec de la fièvre! J'aurais encore eu le temps d'écrire un livre!
Otto giorni di febbre! Avrei avuto il tempo di scrivere ancora un libro.

Libri di Balzac consigliati
Eugénie Grandet
Traduzione:  G. Buzzi
Editore: Mondadori, 2005

Eugénie Grandet è uno dei vertici qualitativi assoluti del romanzo francese dell'Ottocento, ammirato fin dal suo primo apparire per la straordinaria vitalità psicologica dei personaggi e per la stupefacente concretezza con cui è tratteggiato lo sfondo sociale. Nato come una delle Scene della vita di provincia e inizialmente concepito come una novella destinata a una rivista letteraria, incentrata sulla piccolezza dell'animo di certi affaristi che popolavano la campagna francese nel periodo successivo alla Rivoluzione, il libro andò sempre più ampliandosi. E mentre cresceva la mole del racconto, diventava sempre più significativa la figura della protagonista, Eugénie, che con il suo amore puro e ferito, la sua personalità generosa e disinteressata è uno dei personaggi più riusciti di tutta la Commedia umana, simbolo dei tanti "martiri ignorati" balzachiani, vittima dei crudeli rapporti di forza che si creano nella famiglia e nella società e specchio dell'intera condizione femminile.

Papà Goriot 
Traduzione: Giuseppe Pallavicini Caffarelli
Editore Mondadori, 2013

A Parigi, nella pensione di Mme Vauquer abitano Eugène de Rastignac, uno studente povero ma ambizioso, Vautrin, che si saprà essere un forzato evaso, e Goriot, un vecchio che sembra roso da una pena segreta. A poco a poco Eugène scopre il segreto di Goriot: si è rovinato per assicurare una vita agiata alle sue due figlie Anastasie e Delphine che, sposate a due nobili, vedono il padre solo per estorcergli i pochi soldi rimasti. Durante un furioso litigio tra le figlie alla presenza del padre, questi ha un attacco di apoplessia. Nell'agonia, in preda al delirio, Goriot crede che le figlie, che sono a un ballo, siano presenti e muore benedicendole. Eugène sarà l'unico che seguirà il funerale del vecchio.

Illusioni perdute 
Traduzione: D. Selvatico
Editore: Mondadori, 2012

"È il volume monstre! È l'opera capitale nell'opera." Così, in una lettera del 1843, Balzac annunciava a madame Hanska la scrittura di "Illusioni perdute": un'ampia narrazione che si colloca tra "Scene della vita di provincia" e "Scene della vita parigina" e che insieme a "Splendori e miserie delle cortigiane" compone un dittico imperniato sulla figura di Lucien de Rubempré. Opera esteticamente innovativa e alimentata dalle esperienze centrali nell'esistenza di Balzac, "Illusioni perdute" narra infatti la vicenda di questo giovane di provincia bello, povero e ambizioso, che sogna la gloria poetica e il successo mondano e si trasferisce a Parigi sperando di procurarsi entrambi. Nella capitale finirà per perdere la propria integrità morale e, infine, ogni fortuna.


Note
Alcune delle citazioni di Balzac riportate in questa pagina sono state tradotte dal francese da Aforismario.

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