2016-01-22

Leo Buscaglia - Le più belle frasi del professore dell'Amore

Selezione delle frasi più belle e delle citazioni più significative di Leo Buscaglia (Los Angeles 1924 - Glenbrook 1998), motivatore, scrittore e saggista statunitense. Come il nome lascia facilmente intuire, Felice Leonardo Buscaglia ha origini italiane, i suoi genitori, infatti, sono di Aosta. Della sua italianità, Buscaglia andò sempre fiero, e si sentì portatore di quel calore umano tradizionalmente riconosciuto agli italiani: "Io sono cresciuto in una famiglia italiana molto numerosa, come sapete quasi tutti, e in Italia tutti si abbracciano sempre. Per le feste ci si riunisce, e ci vogliono quarantacinque minuti solo per dirsi ciao e altri quarantacinque minuti solo per dirsi addio. Bambini, genitori, cani... ognuno deve avere la sua parte di affetto! Perciò non ho mai avuto la sensazione di non essere. Se qualcuno può abbracciarvi senza trovarsi il vuoto tra le braccia, voi siete. Provate, qualche volta".
Dopo aver prestato servizio militare nella marina americana durante la Seconda Guerra Mondiale, Buscaglia si iscrive alla University of Southern California, dove, nel 1963, consegue il dottorato in Pedagogia. Dal 1965 al 1984 insegna presso la University of Southern California, dove istituisce un corso tra i più originali dell'intera università, tutto incentrato sul tema dell'amore, che lo fecero diventare popolare tra gli studenti come "Il professore dell'Amore". Come racconta lo stesso Buscaglia, l'idea di istituire un corso di questo tipo gli venne dopo aver saputo del suicidio di una sua allieva, che gli fece comprendere quanto poco sapesse della vita reale dei suoi studenti, con i loro problemi e le loro ansie, e quanto poco si istruissero i giovani su come affrontare la vita stessa. Si chiese, dunque, come avrebbe potuto aiutare i giovani. "Fu questo interrogativo, più di ogni altro fattore, a convincermi quell'anno stesso dell'opportunità di dare inizio a un corso sperimentale. Si sarebbe trattato di un gruppo informale, potremmo dire estemporaneo, senza obbligo alcuno di frequenza, liberi gli studenti di andare e venire a loro piacimento. Per parte mia intendevo dedicare quel corso alla crescita e all'evoluzione individuali; ma non miravo a focalizzarlo su un problema specifico e centrale, né avrebbe avuto a che fare con la psicoterapia di gruppo. Ero un insegnante, non un terapista. Volevo che quel corso si risolvesse in un'esperienza del tutto inedita nel campo dell'insegnamento. Mi proponevo altresì che avesse un'impostazione al tempo stesso definita ed elastica, e che fosse per lo studente di grande interesse e amplissima portata. Intendevo che avesse attinenza con le sue esperienze immediate. I miei studenti erano più che mai interessati ai problemi della vita e del vivere, del sesso e della crescita, della responsabilità e della morte, della speranza e del futuro. Ora, appariva ovvio che il solo argomento conglobante queste ed altre preoccupazioni, situandosi anzi al centro delle stesse, era l'amore. Pertanto decisi di assegnare a questo corso la denominazione di «Corso d'amore»". (Amore, Mondadori, 1972).
E l'amore, inteso come amore di coppia, amore per gli altri e amore per la vita, è anche il tema dominante anche dei suoi libri, venduti in milioni di copie in diverse parti del mondo. Tra i titoli più letti: Amore (1972), Vivere, amare, capirsi (1982), La coppia amorosa (1986) e Nati per amare (1992). Ha affermato Leo Buscaglia, con riferimento al suo tema dominante: "Sì, sono «tutto amore», e non me ne vergogno".
Leo Buscaglia (1924-1998), scrittore e saggista statunitense.
Amore
Love 1972
© Mondadori - Selezione Aforismario

Amore significa braccia aperte. Se le chiudi, ti ritroverai solo, solo con te stesso.

L'amore è amore solo quando è dato senza che in cambio ci si aspetti alcunché. Non possiamo pretendere, ad esempio, che una persona da noi amata ci ricambi. Possiamo auspicarlo, ma non possiamo esigerlo. Il solo pensarlo è grottesco. E tuttavia, sia pure a livello inconscio, tale è il modulo esistenziale di gran parte di noi. Quando amiamo davvero, non abbiamo altra scelta se non quella di credere, accettare e sperare che il nostro amore venga corrisposto.

Amore vuol dire fiducia.

L'amore è come uno specchio. Quando ami qualcuno, tu diventi il suo specchio e lui il tuo... E specchiandoti, nel reciproco amore, vedi l'infinito.

L'amore non è una situazione che ci possa capitare, o da cui possiamo uscire: cresciamo nell'amore.

L'amore non si compra. Si può comprare il corpo di un'altra persona, si può comprarne il tempo e i beni terreni; ma comprare l'amore è impossibile.

L'amore perfetto dovrebbe essere quello che tutto dona e nulla chiede in cambio.

L'amore s'impara soprattutto nella gioia e nella serenità, in un clima di rivelazione e di pace, a livello di vita quotidiana.

L'amore vive nell'oggi, è vero nell'immediato. Non si perde nel passato né guarda smaniosamente al futuro. Amore vuol dire: Adesso!

Abbiamo bisogno degli altri. Ne abbiamo bisogno per amare e per essere amati.

La cosa più facile di questo mondo è essere ciò che siamo, mostrare ciò che proviamo. La più difficile è essere ciò che gli altri vogliono che noi siamo. Eppure è questo lo schema entro il quale ci vediamo costretti a vivere.

La cosa più facile al mondo è essere ciò che siete, essere voi stessi. La cosa più difficile è essere ciò che gli altri vogliono che voi siate. Non permettete loro di situarvi in questa posizione. Trovate il vostro «essere», siate chi siete, siate come siete. Dopo di che potrete vivere in tutta semplicità.

La persona che sa amare non è tenuta a essere perfetta. Basterà semplicemente che sia umana.

La vita non è la meta, ma il processo per raggiungerla. È il percorso, non il traguardo.

L'uomo è sempre suscettibile di progredire, migliorare, evolversi, e se non lo credete è segno che in voi è in corso il processo che conduce alla morte.

Ho una sensazione così forte da rasentare la convinzione: e cioè che l'opposto dell'amore non sia l'odio, ma l'apatia. Se qualcuno mi odia, evidentemente «sente» qualcosa nei miei riguardi, altrimenti non potrebbe odiarmi.

Abbiamo perduto la capacità di mostrarci spontanei. Siamo irreggimentati, non facciamo che segnare il passo. Abbiamo dimenticato cosa significhi ridere, cosa voglia dire gustarci una sana risata.

Ogni individuo è potenzialmente in grado di amare, ma questo potenziale non è mai traducibile in atto senza un arduo e preciso impegno personale.

Ognuno di noi è il solo giudice della strada che fa per lui. Quando due strade s'incrociano, si determina l'unione. Se corrono in linea parallela, ne scaturisce la pace, sempre ammesso che ciascuno di esse ami e rispetti l'altra.

Per amare gli altri dobbiamo amare noi stessi.

Possiamo donare soltanto ciò che abbiamo. In questo sta il miracolo. Se abbiamo l'amore, possiamo farne dono. Se non lo abbiamo, elargirlo ad altri ci è impossibile.

Sarebbe davvero un miracolo se riuscissimo a dire agli altri quello che va bene, anziché affannarci a evidenziare sempre le cose sbagliate.

Stiamo facendo un viaggio formidabile, non c'è giorno uguale al precedente. Ogni esperienza è nuova, ogni persona è nuova, ogni mattino della vita è un fatto nuovo. Piantiamola di considerare la
vita alla stregua di una seccatura!

Troppo spesso sottovalutiamo il potere di un tocco, di un sorriso, di una parola gentile, di  un orecchio che ascolta, di un complimento sincero o del più piccolo gesto d'attenzione, tutte cose che potrebbero trasformare la vita di qualcuno.

Apparteniamo a una cultura in seno alla quale una persona è giudicata non per chi o per cosa è, ma in base a ciò che ha. Se un uomo possiede molto, è un grand'uomo. Se possiede poco, non può che essere una nullità.

Viene frequentemente insegnato ai bambini che occorre «controllare» le emozioni, interiorizzare i loro sentimenti. L'ostentazione, il riso sfrenato, il pianto cocente sono altrettanti sintomi d'immaturità. Solo i bambini piangono. Pertanto non sorprende che l'adulto incontri difficoltà nell'esprimere un sentimento profondo e complesso come l'amore. Gli riesce arduo tradurre in parole ciò che prova. Gli manca la necessaria pratica, né dispone di strumenti espressivi adeguati.

Vivere amando è la sfida più ambiziosa della nostra esistenza.

Lasciarsi sfuggire l'amore è lasciarsi sfuggire la vita. (Leo Buscaglia)
Vivere, amare, capirsi
Living, Loving and Learning, 1982
© Mondadori - Selezione Aforismario

«A ridere c'è il rischio di apparire sciocchi.» Bene, e con questo? Gli sciocchi si divertono un mondo. «A piangere c'è il rischio d'essere chiamati sentimentali.» Naturalmente io sono sentimentale. Mi piace! Le lacrime possono essere d'aiuto. «A stabilire il contatto con un altro c'è il rischio di farsi coinvolgere.» Chi rischia di farsi coinvolgere? Io voglio essere coinvolto. «A mostrare i vostri sentimenti c'è il rischio di mostrare il vostro vero io.» Che altro ho da mostrare? «A esporre le vostre idee e i vostri sogni davanti alla folla c'è il rischio d'essere chiamati ingenui.» Oh, mi hanno chiamato con epiteti ben peggiori. «Ad amare c'è il rischio di non essere corrisposti.» Io non amo per essere corrisposto. «A vivere c'è il rischio di morire.» Sono pronto. Non azzardatevi a versare una lacrima se sentite dire che Buscaglia è saltato in aria o è crepato. L'ha fatto con entusiasmo.

«A sperare c'è il rischio della disperazione e a tentare c'è il rischio del fallimento.» Ma bisogna correre i rischi, perché il rischio più grande nella vita è non rischiare nulla.

Abbiamo dimenticato cosa sia guardarsi l'un l'altro, toccarsi, avere una vera vita di relazione, curarsi l'uno dell'altro. Non sorprende se stiamo morendo tutti di solitudine.

Abbiamo paura di vivere la vita, e perciò non facciamo esperienze, non vediamo. Non sentiamo. Non rischiamo! Non prendiamo a cuore nulla! Non viviamo... perché la vita significa essere coinvolti attivamente. Vivere significa sporcarvi le mani. Vivere significa buttarvi con coraggio.

Amate per amare, non per avere qualcosa in cambio, altrimenti non è amore.

Chi non rischia nulla non fa nulla, non ha nulla e non è nulla. Può evitare le sofferenze e l'angoscia, ma non può imparare, sentire, cambiare, crescere, progredire, vivere o amare. È uno schiavo, incatenato dalle sue certezze o dalle sue assuefazioni.

Finché lasciate la vostra vita nelle mani di altri, non vivrete mai. Dovete assumervi la responsabilità di scegliere e di definire la vostra vita.

Ieri, ha detto qualcuno, è un assegno annullato, e domani è soltanto una cambiale. Solo oggi è denaro contante.

In Asia dicono che la vita è un grande fiume, che scorre qualunque cosa facciate o non facciate. Possiamo decidere di abbandonarci al fiume e di vivere in pace, nella gioia e nell'amore; oppure possiamo decidere di lottare contro il fiume, e vivere nella sofferenza e nella disperazione. Ma il fiume non se ne cura. La vita non se ne cura. Qualunque cosa facciamo, tutti i nostri fiumi si gettano nello stesso mare. Sta a voi decidere.

Io credo che l'essenziale sia vivere e abbracciare la vita, ora, dovunque io sia.

Io non ho una definizione precisa dell'amore, ma questa è la più salutare che abbia mai sentito. «Forse l'amore è il processo con il quale ti riconduco dolcemente a te stesso.» [1] Non a ciò che io voglio che tu sia, ma a ciò che sei.

La cosa più grande che abbiamo è la vita. E finché c'è vita, come afferma il vecchio adagio, c'è speranza.

La vita è il dono che Dio vi ha fatto. Il modo in cui vivete la vostra vita è il dono che voi fate a Dio. Fate in modo che sia un dono fantastico.

La vita è nelle vostre mani. Potete scegliere la gioia, se volete, oppure potete trovare la disperazione dovunque guardiate.

La vita è una scelta, e sta a voi farla. Potete vivere nella felicità o potete vivere nella tristezza. Potete essere sventati. Potete essere molto seri. Ma assumetevi la piena responsabilità della scelta che fate.

La vita non è la meta, è il viaggio.

Lasciarsi sfuggire l'amore è lasciarsi sfuggire la vita.

L'essenziale, io credo, è vivere la vita con uno spirito di meraviglia. Quanta magia c'è intorno a noi, ma noi lasciamo che ci passi accanto!

L'essenziale, io credo, è vivere la vita con uno spirito di meraviglia. Quanta magia c'è intorno a noi, ma noi lasciamo che ci passi accanto!

Le scelte le avete. Potete scegliere la gioia anziché la disperazione. Potete scegliere la felicità anziché le lacrime. Potete scegliere l'azione anziché l'apatia. Potete scegliere il progresso anziché la stagnazione. Potete scegliere voi. E potete scegliere la vita. Ed è tempo che qualcuno vi dica che non siete in balìa di forze più grandi di voi. Voi, davvero, siete la forza più grande per voi.

L'unica ragione per avere qualcosa è donarla.

Nessuno è troppo grande per un abbraccio. Tutti vogliono un abbraccio. Tutti hanno bisogno di un abbraccio.

Noi diventiamo veramente umani quando tendiamo le braccia e rischiamo e ci fidiamo degli altri.

Ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo, noi stessi diventiamo qualcosa di nuovo.

Pensiamo che essere adulti significhi essere indipendenti e non aver bisogno di nessuno. Ecco perché stiamo tutti morendo di solitudine.

Quando io ti amo e tu mi ami, siamo l'uno come lo specchio dell'altro, e riflettendoci l'uno nello specchio dell'altro, vediamo l'infinito.

Quando la vita non viene vissuta, esplode in noi. È come cercare di bloccare il coperchio di una pentola che bolle. Succederà qualcosa, ne sono convinto. Finirete per piombare nella paura, nella sofferenza, nella solitudine, nella paranoia o nell'apatia. Tutti segni del fatto che non state vivendo! Quindi, se avvertite uno di questi sintomi, rimboccatevi le maniche e dite: «Ora devo vivere». Nell'attimo in cui incominciate a lasciarvi coinvolgere nella vita, il vapore fuoriesce, e siete salvi. Non è facile: ma la vita ci fa sapere che deve essere vissuta. Meraviglioso!

Se c'è a questo mondo una persona che noi possiamo toccare totalmente, senza vergognarci, non moriremo mai di solitudine.

Sono pochi quelli che sono veramente vivi e vivono pienamente, nel vero senso della parola. Finché lasciate la vostra vita nelle mani di altri, non vivrete mai. Dovete assumervi la responsabilità di scegliere e di definire la vostra vita.

State molto attenti con i vostri sogni, perché corrono il rischio di avverarsi.

Una delle cose più tristi della nostra cultura è che sottolineiamo sproporzionatamente l'aspetto sessuale di un rapporto. È un peccato, perché così ci lasciamo sfuggire la tenerezza, il calore. Il bacio inaspettato, il tocco sulla spalla quando ne avete più bisogno... ecco la gratificazione «sensuale».

Van Gogh disse una cosa molto bella: Il modo migliore di amare la vita è amare molte cose.

Vivere è un compito per tutta la vita.

Vivere significa sporcarvi le mani. Vivere significa cadere e sbattere il muso. Vivere significa andare al di là di voi stessi... tra le stelle!

Vivete in modo un po' matto. Una volta tanto. E vedrete che cosa succede. Illumina la giornata.

Voi siete meravigliosi. Voi siete magici. Come voi ci siete soltanto voi.

Stìmati. Gli unici che apprezzano uno zerbino sono quelli con le scarpe sporche. (Leo Buscaglia)
La coppia amorosa
Loving Each Other, 1984

Dobbiamo stare attenti a non aggrapparci ai nostri sogni fino a lasciare che distruggano la nostra fiducia nella vita se stentano a realizzarsi.

La lealtà in un rapporto si basa sulla fiducia e sul rispetto. Può solo essere offerta, non pretesa.

Non possiamo cercare la felicità come se fosse un oggetto smarrito. Siamo noi a crearcela.

Nella maggior parte dei casi la gelosia è un prodotto dell'insicurezza e scarsa considerazione di sé.

Perdono è lasciar andare ciò che è stato, lasciar avvenire ciò che sarà e lasciar essere ciò che è.

Autobus per il paradiso
Bus 9 to Paradise, 1987

La maggioranza di noi vive troppo nel futuro, o è afflitta dai rimpianti per il passato. L’unico vero valore si trova nel presente e nell’adesso. La nostra infelicità è dovuta soprattutto alla nostra tendenza di vivere nel passato o nel futuro, entrambi illusori.

Abbiamo perduto la capacità di mostrarci spontanei. Siamo irreggimentati,
non facciamo che segnare il passo. Abbiamo dimenticato cosa significhi ridere,
cosa voglia dire gustarci una sana risata. (Leo Buscaglia)
Nati per amare
Born for Love, 1992
© Mondadori - Selezione Aforismario

Condividere, in amore, non significa tenere il bilancio di chi fa questo o quello, di chi fa più di un altro. Vi sono momenti in cui dobbiamo dare di più di quanto riceviamo, ma ve ne saranno altri in cui avremo bisogno di ricevere più di quanto saremo in condizione di donare. 

È quando esigiamo meno amore e iniziamo a darne di più che il fondamento dell'amore umano si rivela a noi.

Il passato è un luogo dove serbare i ricordi, non i rimpianti; il futuro reca promesse, non costante apprensione; il presente è tutto ciò di cui abbiamo realmente bisogno.

L'amore che inibisce non è amore. L'amore è tale solo quando libera.

L'amore ci esorta ad allargare le nostre prospettive, consentendoci di guardare al mondo attraverso l'occhio altrui.

L'amore è sempre elargito come un dono: liberamente, spontaneamente, senza contropartita. Viene concesso anche quando il suo beneficiario non lo riconosce come tale o non lo apprezza. Noi non amiamo per essere amati: amiamo per amare.

La nozione secondo la quale può esistere un momento migliore o più opportuno per amare è costata a molti un’intera vita di rimpianto.

La prevedibilità fa avvizzire l'amore. Sorpresa e gioioso imprevisto ne costituiscono l'essenza.

Meno ci sentiamo in torto per essere ciò che siamo, più sapremo di poter contare su un affetto veramente duraturo. Con calma, con pazienza, scopriremo le persone che ci sapranno amare. E da quel momento noi potremo contare su un’intera vita sgombra di artifici e delusioni, liberi di essere chi siamo.

Noi sapremo davvero chi siamo solo quando vorremo scavare nei recessi più profondi del nostro io.
Altri scopriranno chi siamo solo quando ci arrischieremo a dischiuderci.

Un sano incoraggiamento, sincero e positivo, è molto più efficace delle consuete critiche che siamo sempre pronti a elargire alle persone amate. Accuse, lagnanze e osservazioni sprezzanti ottengono attenzione, ma non di rado a un duro prezzo.

Un sano ”Ho bisogno di te” è un’espressione importante d’amore.

Uno dei grandi miti sul vero amore vorrebbe che le vite di un uomo e di una donna fossero intrecciate per sempre, incamminate sulla stessa via, protese verso le stesse mete e i medesimi interessi, e che ogni istante di separazione fosse per loro un’eternità. Quand'anche ciò fosse possibile, a me sembra tristissimo! Sentirsi uniti, protetti, solidali è un sentimento del tutto naturale. Ma diventa un problema quando noi ne facciamo un’esigenza esclusiva. Chi focalizza il proprio amore su un unico soggetto ha difficoltà nei suoi rapporti con gli altri.

L'unica ragione per avere qualcosa è donarla. (Leo Buscaglia)
Fonte sconosciuta
  • Una singola rosa può essere il mio giardino... un solo amico, il mio mondo. [A single rose can be my garden... a single friend, my world].
  • Valorizza te stesso. Gli unici che apprezzano uno zerbino sono quelli con le scarpe sporche. [Value yourself. The only people who appreciate a doormat are people with dirty shoes].
Libri di Leo Buscaglia consigliati
Amore
Traduzione: Riccardo Mainardi
Editore Mondadori, 1995

Questo libro è un prodotto del «Corso d'amore». Come tale, non intende assolutamente essere un'opera esegetica, profondamente filosofica o di portata definitiva sull'amore. Esso si configura piuttosto come lo scambio di una parte delle idee d'ordine pratico ed esistenziale, dei sentimenti e delle riflessioni emersi dal gruppo, e che a me sono sembrati indicativi della condizione umana. Si potrebbe quasi affermare che il libro sia stato scritto da me e dai frequentatori dei miei corsi; che autori ne siano non una, ma più di quattrocento persone. Non abbiamo mai tentato di pervenire a una definizione dell'amore, né in tre anni ci siamo mai riusciti. A mano a mano che imparavamo ad amarci, si è fatta strada in noi la convinzione che definire l'amore equivaleva a conferirgli dei limiti, e a noi l'amore sembrava infinito. Come ha asserito uno studente, «io trovo che l'amore sia molto simile a uno specchio. Quando amo qualcuno, lui diventa uno specchio, e io il suo, e nel rifletterci nel nostro reciproco amore vediamo l'infinito!».

Vivere, amare, capirsi
Traduzione: Roberta Rambelli Pollini
Editore Mondadori, 1996

L'amore si impara come qualunque altra cosa nella vita. Non è definibile a parole, è piuttosto un modo di vivere, di essere e di sentirsi vivi. Se si assimila questo concetto nella forma più piena, spiega l'autore, si può alla fine ottenere dalla vita il premio più ambito: quello di essere completamente se stessi. L'arte di amare spiegata in tutti i suoi aspetti fisici e psichici. Secondo Nikos Kazantzakis gli insegnanti ideali sono quelli che si offrono come ponti verso la conoscenza e invitano i loro studenti a servirsi di loro per compiere la traversata; poi, a traversata compiuta, si ritirano soddisfatti, incoraggiandoli a fabbricarsi da soli ponti nuovi. Le varie conferenze raccolte in questo volume rappresentano ponti di questo genere: sono semplicemente idee, concetti e sentimenti che io ho condiviso con gioia. E le ho tenute con l'intesa che potevano essere accettate, acclamate, ignorate o rifiutate. Non aveva importanza. Ora le ripeto, qui, per chi non le ha ascoltate la prima volta e per qualcuno che forse desidera riascoltarle. Sono lieto di aver comunicato queste idee e ancora piuttosto impressionato dal fatto che migliaia di persone siano state disposte ad ascoltarle. Per me, rappresentano dieci anni esaltanti di evoluzione e di partecipazione. In retrospettiva non ho rimpianti e so che, bene o male, ne verranno delle altre, perché sono deciso a continuare a costruire ponti.

Note
  1. Citazione dello scrittore francese Antoine de Saint-Exupéry.

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