2016-01-27

Socrate - Frasi socratiche e aneddoti sulla sua vita

Selezione dei migliori aforismi e delle frasi più celebri di Socrate (Atene ca. 469 a.e.c. - 399 a.e.c.), filosofo greco. Socrate è uno dei più importanti esponenti della tradizione filosofica occidentale, e il suo nome è diventato simbolo di saggezza. Com'è noto, Socrate non ha lasciato alcuno testo scritto, pertanto ciò che possiamo conoscere del suo pensiero deriva per lo più dalle testimonianze di autori antichi quali: Aristofane, Platone, Senofonte e Aristotele.
Sulle diverse interpretazioni del pensiero socratico che ci sono state tramandate dagli antichi, Nietzsche ha osservato che: "Il Socrate platonico è propriamente una caricatura; egli, infatti, è sovraccarico di qualità che mai si potranno incontrare in una persona sola. Platone non è abbastanza autore drammatico, da conservare la stessa immagine di Socrate anche solo in un dialogo. La caricatura è, dunque, perfino una caricatura fluida. Invece i Memorabili di Senofonte danno un'immagine realmente fedele, che è esattamente intelligente, quanto lo era il modello; bisogna però saper leggere questo libro". In genere si fa coincidere l'inizio della riflessione socratica su temi etici con l'attraversamento, in età matura, di una crisi intellettuale che portò Socrate a essere sempre più insoddisfatto non solo nei confronti dei propri interessi naturalistici giovanili, ma più in generale verso la cultura ateniese dell'età di Pericle. Tale crisi avrebbe avuto inizio quando Socrate ricevette, tramite l'amico Cherefonte, l'oracolo delfico secondo il quale nessuno era più sapiente di Socrate. Questi, saputo il responso e non ritenendosi affatto il più sapiente, lo considerò un enigma e si diede a ricercarne il senso interrogando quelli che considerava più sapienti di lui: politici, poeti e artigiani della sua città. Dopo una lunga ricerca, che gli costò molte inimicizie, poté dare una soluzione all'enigma: ciò che il dio voleva dire in realtà era che l'uomo più sapiente è quello che, come Socrate, riconosce la propria ignoranza. Platone nell'Apologia di Socrate gli attribuisce queste parole: "Dovetti concludere con me stesso che veramente di quest’uomo ero più sapiente io: in questo senso, che l’uno e l’altro di noi due poteva pur darsi non sapesse niente né di buono, né di bello; ma costui credeva sapere e non sapeva, io invece, come non sapevo, neanche credevo sapere; e mi parve insomma che almeno per una piccola cosa io fossi più sapiente di lui, per questa che io, quel che non so, neanche credo saperlo. E quindi me ne andai da un altro, fra coloro che avevano fama di essere più sapienti di quello; e mi accadde precisamente lo stesso; e anche qui mi tirai addosso l’odio di costui e di altri molti". Sciolto l'enigma dell'oracolo, Socrate si dedicò interamente al compito che il dio gli aveva prescritto: educare gli altri attraverso il dialogo, in particolare i giovani, alla conoscenza di sé, del proprio non sapere, della propria condizione umana, e alla cura della propria anima. L'insegnamento di Socrate ai giovani ateniesi dovette sembrare troppo spregiudicato e nocivo per le credenze e i valori tradizionali della polis. Così nel 399 fu denunciato per empietà e corruzione dei giovani. È probabile che i suoi accusatori volessero solo esiliarlo, ma Socrate non accettò compromessi e subì il processo e la condanna a morte. Secondo quanto narra Diogene Laerzio, alla moglie che gli diceva che andava a morire ingiustamente ribatté: "Tu volevi che morissi giustamente?".
Le citazioni di Socrate riportate in questa pagina sono tratte da alcune opere di Platone e da Vite dei filosofi di Diogene Laerzio, risalente al III secolo e.c. Ribadiamo che Socrate non scrisse mai nulla, prediligendo il dialogo orale con le persone, pertanto tutte le frasi che circolano su internet sono quelle che gli sono state attribuite da altri autori o, purtroppo, quelle che gli vengono continuamente affibbiate in maniera arbitraria. Alcune di questi frasi "dubbie" sono raccolte in un paragrafo in fondo alla pagina, insieme ad alcuni aneddoti e alcune opinioni su Socrate.
Socrate (Atene ca. 469-399 a.e.c.) filosofo greco.
Apologia di Socrate
Platone, IV secolo a.e.c. - Selezione Aforismario

A colui che è buono non può accadere nulla di male, né da vivo né da morto.

Alla legge si obbedisce. Difendersi si deve.

Chi è quell'uomo che potrebbe credere che esistono i figli degli dèi e non esistono gli dèi?

Costui crede di sapere mentre non sa; io almeno non so, ma non credo di sapere. Ed è proprio per questa piccola differenza che io sembro di essere più sapiente, perché non credo di sapere quello che non so.

Hai torto se stimi che un uomo di qualche valore debba tenere in conto la vita e la morte. Egli nelle sue azioni deve unicamente considerare se ciò che fa sia giusto o ingiusto e se si comporta da uomo onesto o da malvagio.

Il difficile non è evitare la morte quanto piuttosto evitare la malvagità, che ci viene incontro più veloce della morte.

Il temere la morte altro non è che parere sapienti senza esserlo, cioè a dire credere di sapere ciò che si ignora; poiché nessuno sa se la morte, che l’uomo teme come se conoscesse già che è il maggiore di tutti i mali, non sia invece per essere il più gran bene.

La pena che i buoni devono scontare per l'indifferenza alla cosa pubblica è quella di essere governati da uomini malvagi.

Non dalla ricchezza deriva la virtù, ma dalla virtù la ricchezza e ogni altro bene.

Non è la più vituperevole ignoranza quella che consiste nel credere di sapere ciò che non si sa?

Ovunque un uomo si sia posto, giudicando questo il suo meglio, o dovunque si sia posto da colui che lo comanda, ivi egli deve restare, qualunque sia il pericolo da affrontare, non tenendo in alcun conto né la morte né altro in confronto della vergogna.

Se la morte è assenza totale di sensazioni, come se si dormisse un sonno senza sogni, oh, essa sarebbe un guadagno meraviglioso.

Una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta.

Io non credo di sapere quello che non so. (Socrate)
Critone
Platone, IV secolo a.e.c.

L'importante non è vivere, ma vivere bene, cioè secondo giustizia.

Fedone
Platone, IV secolo a.e.c.

Che strana cosa sono il piacere e il dolore; sembra che ognuno di loro segua sempre il suo contrario e che tutti e due non vogliano mai trovarsi nella stessa persona.

Fedro
Platone, IV secolo a.e.c.

Le parole false non solo sono cattive per conto loro, ma infettano anche l'anima con il male.

Gorgia
Platone, IV secolo a.e.c.

A che genere di uomini appartengo? A quello di chi prova piacere nell'essere confutato, se dice cosa non vera, e nel confutare, se qualcuno non dice il vero, e che, senza dubbio, accetta d'esser confutato con un piacere non minore di quello che prova confutando. Infatti, io ritengo che l'esser confutati sia un bene maggiore, nel senso che è meglio essere liberati dal male più grande piuttosto che liberarne altri.

È opportuno che il malvagio venga punito, quanto lo è che il medico curi l'ammalato: ogni castigo, infatti, è una sorta di medicina.

Il retore e la retorica si trovano in questa posizione rispetto a tutte le altre arti: non c'è alcun bisogno che sappia come stiano le cose in sé, ma occorre solo che trovi qualche congegno di persuasione, in modo da dare l'impressione, a gente che non sa, di saperne di più di coloro che sanno.

Io non preferirei né l'uno né l'altro; ma, se fosse necessario o commettere ingiustizia o subirla, sceglierei il subire ingiustizia piuttosto che il commetterla.

La morte, come mi sembra, altro non è che la separazione di due cose, l'anima e il corpo, l'una dall'altra.

La retorica, a quanto pare, è artefice di quella persuasione che induce a credere ma che non insegna nulla intorno al giusto e all'ingiusto.

Teeteto
Platone, IV secolo a.e.c.

È proprio del filosofo questo che tu provi, di esser pieno di meraviglia, né altro cominciamento ha il filosofare che questo.

Vite dei filosofi
Diogene Laerzio, III secolo - Selezione Aforismario

Avendo così pochi bisogni che meno non si potrebbe, sono vicinissimo agli dèi.

Che tu ti sposi oppure no, in entrambi i casi ti pentirai.

È strano che un uomo facilmente dice quanti capi di bestiame possiede, mentre non è disposto a nominare gli amici che possiede: tanto poco conto egli ne fa.

Esiste un solo bene, la conoscenza, e un solo male, l'ignoranza.

Gli altri uomini vivono per mangiare, io mangio per vivere.

Il saper obbedire non è poca cosa, ma si conquista a poco a poco.

La virtù. di un giovine è non eccedere.

Nulla so eccetto di non sapere nulla.

Ricchezza e nobiltà di natali non conferiscono dignità, piuttosto arrecano male.

L'importante non è vivere, ma vivere bene. (Socrate)
Morte di Socrate, Jacques-Louis David, 1787 - Metropolitan Museum of Art di New York
Ultime parole prima di morire
Oramai già è giunta l'ora per me di morire, per voi di vivere. Chi di noi andrà verso miglior destino è ignoto a tutti, tranne che alla divinità.
[Frase attribuita a Socrate da Platone in "Apologia di Socrate"].

Critone, dobbiamo un gallo ad Asclepio. Provvedi, e non dimenticartene.
[Frase attribuita a Socrate da Platone nel "Fedone"].

Frasi attribuite
Come si è detto in precedenza, il nome di Socrate è diventato nel corso dei secoli simbolo di saggezza per antonomasia, non sorprende, dunque, che gli siano continuamente attribuite frasi più o meno sagge degli autori più disparati. Qui di seguito si riporta un elenco con alcune di queste frasi attribuite a Socrate in maniera dubbia o completamente errata.
  • Avendo il minimo dei desideri si è più vicini agli dèi.
  • Chi crede di essere qualcuno ha smesso si diventare qualcuno.
  • Chi vuol muovere il mondo, prima muova se stesso.
  • Conosci te stesso. [Iscrizione sull'architrave del tempio di Apollo a Delfi; attribuita a Socrate e molti altri filosofi antichi]
  • È sapiente solo chi sa di non sapere, non chi s'illude di sapere e ignora così perfino la sua stessa ignoranza. 
  • Ho gettato via la mia tazza quando ho visto un bambino che beveva al ruscello dalle proprie mani.
  • L'insegnante mediocre racconta. Il bravo insegnante spiega. L'insegnante eccellente dimostra. Il maestro ispira.
  • La cosa più nobile che oso fare, è ricordare agli uomini ciò che già sanno.
  • Non è uno scandalo non sapere nulla, bensì il non voler imparare nulla.
  • Non esiste il male, esiste solo l'assenza di bene.
  • Più conosco gli uomini, più amo gli animali.
  • Più so, più so di non sapere.
  • Quel che è sopra di noi, nulla ha che fare con noi.
  • Se sai di non sapere, sai già molto.
  • Sii più saggio degli altri, se riesci, ma non andarglielo mai a dire.
  • Sii quello che vorresti sembrare!
Io non sono cittadino di Atene o della Grecia, ma del mondo. (Socrate)
Aneddoti su Socrate
Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, III sec.
  • Spesso nell'indagine il suo conversare assumeva un tono piuttosto veemente: allora i suoi interlocutori lo colpivano con pugni o gli strappavano i capelli; nella maggior parte dei casi era disprezzato e deriso, ma tutto sopportava con animo rassegnato. A tal punto che una volta sopportando con la consueta calma i calci che aveva ricevuti da un tale, a chi si meravigliava del suo atteggiamento rassegnato, rispose: "Se mi avesse preso a calci un asino, l'avrei forse condotto in giudizio?".
  • [Riferendosi all'irascibilità della moglie Santippe] diceva che con una donna di carattere aspro bisogna comportarsi come i cavalieri con i cavalli focosi: "Come quelli dopo aver domato i cavalli furiosi la spuntano facilmente sugli altri, così anch'io abituato a convivere con Santippe mi troverò a mio agio con tutti gli altri uomini".
  • Osservando la grande quantità di merce esposta alla vendita diceva fra sé: "Di quante cose non sento il bisogno!".
  • Vedendo Euclide tutto intento alle argomentazioni eristiche, disse: "O Euclide, potrai intendertela con i sofisti, con gli uomini mai".
  • Già vecchio apprese a suonare la lira, dicendo che non era per nulla strano apprendere ciò che non si sa.
  • Quando stava per bere la cicuta, Apollodoro gli offrì un bel mantello perché in esso morisse; egli disse: "Perché il mio mantello che fu adatto per viverci non è altrettanto buono per morirci?".
  • Una volta Socrate si recò fuori da Atene, e trovandosi in un Paese straniero gli fu chiesto di quale luogo fosse cittadino. Socrate rispose: "Sono cittadino del mondo".
Si racconta che Socrate, poiché un tale si lamentava di non aver avuto nessuna utilità dai viaggi, gli disse: «È naturale che sia così; tu viaggiavi in compagnia di te stesso».
[cit. in Seneca, Lettere a Lucilio, 62/65]

Giudizi e pareri su Socrate
Come accade per tutti i grandi personaggi della storia dell'umanità, esistono tantissime riflessioni su Socrate compiute nel corso dei secoli da personaggi più o meno noti. Qui di seguito se ne riportano alcune.

Di tutti gli uomini famosi mai vissuti, quello che di più mi sarebbe piaciuto essere è Socrate. Non tanto perché era un grande pensatore, dato che io stesso sono noto per aver avuto delle pensate discretamente profonde, anche se le mie ruotano invariabilmente attorno a una hostess svedese e a delle manette.
Woody Allen

A) Socrate è un uomo; B) tutti gli uomini sono mortali; C) tutti gli uomini sono Socrate; quindi tutti gli uomini sono omosessuali.
Woody Allen

Abilità di Socrate. Se solo avesse dato precisazioni sulla natura del suo dèmone, avrebbe guastato una buona parte della sua gloria. Questa saggia precauzione generò una curiosità nei suoi riguardi, fra gli antichi come fra i moderni.
Emil Cioran

Calcolatore e ispirato a un tempo, Socrate dal canto suo seppe quale piega dare alle sue contraddizioni affinché ci sorprendano e ci sconcertino. Era il suo dèmone un fenomeno puramente psicologico o corrispondeva, al contrario, a una realtà profonda? era di origine divina o non rispondeva che a un'esigenza morale? lo udiva per davvero o non era che un'allucinazione? Hegel lo ritiene un oracolo del tutto soggettivo, senza nulla d'esteriore; Nietzsche un artificio da commediante.
Emil Cioran

Se Socrate davvero non sa nulla, perché non si limita ad accettare le proposte del suo interlocutore? Spera, forse, che la verità scaturisca dalla congruenza di capricci? Crede, chissà, che il «bene» consista in ciò che i votanti approvano all'unanimità? Socrate è dunque un democratico? No! Come ogni reazionario, Socrate sa che in democrazia non è permesso insegnare. L'uomo democratico ha bisogno di credere che sta inventando ciò che altri gli suggeriscono.
Nicolás Gómez Dávila

Come si fa a non innamorarsi di Socrate: era buono d'animo, tenace, intelligente, ironico, tollerante e, nel medesimo tempo, inflessibile. Di tanto in tanto sulla Terra nascono uomini di questa levatura, uomini senza i quali noi tutti saremmo un po' diversi: penso a Gesù, a Gandhi, a Buddha, a Lao Tse e a San Francesco. C'è qualcosa però che distingue Socrate da tutti gli altri ed è la sua normalità di uomo. Infatti, mentre per i grandi che ho appena nominato c'è sempre il sospetto che un pizzico di esaltazione abbia contribuito a tanta eccezionalità, per Socrate non esistono dubbi: il filosofo ateniese era una persona estremamente semplice, un uomo che non lanciava programmi di redenzione e che non pretendeva di trascinarsi dietro torme di seguaci. Tanto per dirne una, aveva anche l'abitudine, del tutto inconsueta nel giro dei profeti, di frequentare i banchetti, di bere e, se ne capitava l'occasione, di fare l'amore con un'etera.
Luciano De Crescenzo

La madre di Socrate era una levatrice, aiutava a partorire (mateusis). Lo stesso Socrate ama definire maieutica l’educazione che impartisce ai giovani perché, nella sua ignoranza, ritiene di non trasmettere una verità, ma di aiutare gli altri a partorirla da sé. Egli assiste al parto, al lavoro faticoso della generazione che pone fine alle doglie.
Umberto Galimberti

Socrate diceva non so niente, proprio perché se non so niente problematizzo tutto. La filosofia nasce dalla problematizzazione dell'ovvio: non accettiamo quello che c'è, perché se accettiamo quello che c'è, ce lo ricorda ancora Platone, diventeremo gregge, pecore.
Umberto Galimberti

La decisione di Socrate di bere la cicuta piuttosto che scendere a compromesso sulle sue convinzioni richiese un enorme coraggio. Però, ha fatto progredire la civiltà di mille anni, garantendo ai posteri la libertà di pensiero e di parola.
Napoleon Hill

Baratterei tutta la mia tecnologia per una serata con Socrate. 
Steve Jobs

Il demone di Socrate era forse un certo impulso di volontà che gli si presentava senza attendere il consiglio della sua ragione. In un’anima tanto affinata, come la sua, e preparata da un continuo esercizio di saggezza e di virtù, è verosimile che tali slanci, benché temerari e non meditati, fossero sempre importanti e degni di essere seguiti. Ognuno sente in sé qualche parvenza di tali turbamenti, prodotti da una convinzione improvvisa, violenta e occasionale.
Michel de Montaigne

Socrate trovò la donna che gli occorreva - egli però non l'avrebbe certo cercata, se l'avesse conosciuta bene: così lontano anche l'eroismo di questo spirito libero non sarebbe andato. In realtà Santippe lo spinse sempre più verso la sua particolare professione, rendendogli casa e focolare inabitabili e inospitali: gli insegnò a vivere per le strade e dappertutto dove si poteva chiacchierare e oziare, facendo così di lui il più grande dialettico ambulante di Atene : il quale da ultimo dové paragonare se stesso alle redini importune poste da un dio sul collo del bel cavallo Atene per non fargli aver pace.
Friedrich Nietzsche

Tutte le visioni, i terrori, gli spossamenti e i rapimenti del santo sono noti stati di malattia che soltanto, in base a radicati errori religiosi e psicologici, vengono da lui interpretati affatto diversamente, cioè non come malattie. Così anche il demone di Socrate è forse solo un mal d’orecchi, che egli interpreta, secondo la sua prevalente maniera morale di pensare, diversamente da come si farebbe oggi.
Friedrich Nietzsche

Socrate diceva: “Io so di non sapere” ma quando parlava diceva cose degne di nota, tutto il contrario di quanto avviene oggi, in un momento in cui perlopiù si “ignora di ignorare” e si sparano cazzate a raffica.
Flavio Oreglio

L’ironia è il primo indizio del fatto che la coscienza è diventata cosciente. E l’ironia attraversa due stadi: lo stadio stabilito da Socrate, quando ha affermato "so soltanto di non sapere", e lo stadio stabilito da Sanches, quando ha affermato "non so se non so niente".
Fernando Pessoa

Lo spirito della scienza è quello di Socrate.
Karl Popper

Cristo in vicinanza della morte trema, piange, si abbandona alla disperazione. Socrate conversa serenamente con i suoi discepoli sull'immortalità.
Mario Andrea Rigoni

È meglio essere, diceva un illustre filosofo, un Socrate scontento che un porco soddisfatto. Senza dubbio. Ma un Socrate anche soddisfatto non è più da compiangere di un porco scontento?
Jean Rostand

La storia ci presenta persone ben più sagge di Cristo; citerò soltanto Buddha e Socrate, che, sotto questo aspetto, mi appaiono molto superiori.
Bertrand Russell

Da quando anch'io mi son messo in casa una Santippe, comprendo meglio l’imperturbabilità di Socrate nel bere la sua cicuta.
Giovanni Soriano

Meglio una goccia d’irriverente vitalità da parte di un “Socrate impazzito”, che tutta la smorta virtù di un “Socrate savio”.
Giovanni Soriano

Due morti hanno plasmato in gran parte la sensibilità occidentale. Due casi di pena capitale, di omicidio giudiziario determinano i nostri riflessi religiosi, filosofici e politici. Sono due morti a governare la percezione metafisica e politica che abbiamo noi stessi: quella di Socrate e quella di Cristo. Siamo tuttora figli di quelle morti.
George Steiner

Sospetto che Socrate sia stato messo a morte perché nel pensare con troppa chiarezza c'è qualcosa di terribilmente ripugnante, alienante e disumano.
Nassim Nicholas Taleb

Libro su Socrate consigliato
Apologia di Socrate
Testo greco a fronte 
Autore Platone 
Curatore Giovanni Reale 
Editore Bompiani, 2000 

Socrate fu condotto dinanzi al tribunale dell'Eliea nel 399 a. C. dopo la caduta della tirannide di Crizia alla cui cerchia era stato legato, sotto l'accusa di empietà e di corruzione dei giovani: un'accusa che celava avversioni politiche non meno che insofferenze ideologiche. Il testo delinea non solo un ritratto individuale, ma l'immagine ideale del vero filosofo, interamente votato all'esercizio della conoscenza e alla ricerca del bene.

Note

  • a.e.c.: avanti era comune o corrente. È usata in sostituzione della sigla a.C. (avanti Cristo).
  • Per leggere altre massime e sentenze di antichi filosofi greci, vedi la pagina dedicata ai Sette Savi.

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