2016-01-06

Stanisław Jerzy Lec - I Pensieri più spettinati

Selezione dei migliori aforismi e delle frasi più ironiche di Stanisław Jerzy Lec (Leopoli 1909 - Varsavia 1966), poeta, scrittore satirico e aforista polacco, tratti dai libri: Pensieri spettinati (Myśli nieuczesane 1957) e Nuovi pensieri spettinati (Myśli nieuczesane nowe 1964). Di famiglia ebraica viennese-galiziana, Stanisław Jerzy Lec studiò dapprima a Vienna, quindi a Leopoli, dove si laureò in Legge nel 1933. Nel 1941 fu internato in un campo di concentramento tedesco, da dove riuscì a fuggire travestito da SS grazie a una perfetta conoscenza del tedesco; successivamente si unisce alla resistenza comunista.
Dopo la pubblicazione di alcune raccolte di versi, nel 1957 Lec pubblica il libro che lo ha reso famoso in vari paesi del mondo: Pensieri spettinati (il titolo riprende un pensiero di Heinrich Heine: "Schön gekämmte, frisierte Gedanken"). Come scrive Pietro Marchesani nell'introduzione all'edizione italiana del libro: "Bersaglio di questi aforismi non è questo o quel sistema politico, ma il meccanismo di ogni sistema autoritario, non questa morale, ma ogni morale eretta a sistema, non questa o quella assurdità, ma la stessa assurdità del reale. Nulla si salva dall'impietosa raffica di sentenze di Lec, la cui vena satirica nasce non solo dalla cultura mitteleuropea, ma ha radici profonde nella sapienza biblica e talmudica, tramandata insieme ad allegorie e parabole della tradizione ebraica. L'intelligenza, l'ironia e lo scetticismo racchiusi in questi aforismi sono un distillato assai più ricco di quello che una singola epoca e un singolo paese possano produrre. Occorre un'intera civiltà per produrli". In Italia il libro viene pubblicato per la prima volta nel 1965 dall'editore Bompiani col titolo di Pensieri proibiti; soltanto dall'edizione del 1984 in poi sarà pubblicato col titolo originale di Pensieri spettinati. In questa occasione, Umberto Eco ha scritto: "Stanisław J. Lec ha scritto altre cose, ma questo Pensieri spettinati ne ha segnato la fama. Perché è un libro di cui qualsiasi persona civile e pensosa dovrebbe leggere almeno tre o quattro righe ogni sera prima di prendere sonno (se potrà ancora). [...] L'esperienza di lettura di questo libro è la seguente: si incomincia a leggere un pensiero o due, poi non si resiste, si cerca un amico, un sodale, una vittima, e gli si leggono tutti gli altri. Di solito la vittima non reagisce, ed è felice. Dunque, un libro che si recensisce (e si raccomanda) leggendolo ad alta voce. [...] Il volume contiene mille cinquecento pensieri. Non tutti sono della stessa qualità, è naturale. Alcuni sono più lunghi e a prima vista non si capiscono bene. Segno che Lec non è un aforista facile, e i suoi pensieri non sono prefabbricati e buoni da usare subito. Alcuni, molti, vanno ripensati. In genere, non si lasciano pettinare così facilmente". Nel 2015 l'editore Bompiani ha pubblicato l'edizione integrale dei Pensieri spettinati e dei Nuovi pensieri spettinati in un unico volume.
Stanisław Jerzy Lec (1909-1966) scrittore e aforista polacco
[Foto credit: Lucjan Fogiel © East News - fonte: Culture.pl]
Pensieri spettinati
Myśli nieuczesane, 1957
© Bompiani - Selezione Aforismario

A spese di chi la gente vive nei ricordi degli altri?

Ad alcuni per essere felici manca davvero soltanto la felicità.

Al momento del confronto il cadavere non ha saputo riconoscere il proprio assassino.

Alcuni dovrebbero vivere una seconda volta come premio, altri come castigo.

All'inferno il diavolo è un eroe positivo.

Anche l'anima, ogni tanto, deve stare a dieta.

Anche quando viene chiusa la bocca, la domanda resta aperta.

Anche se a una mucca dai da bere del cacao non ne mungerai cioccolata.

Anche sul trono si consumano i pantaloni.

Anche un manganello può indicare la strada. 

Andateci piano col drammatizzare la vita! E se si trovassero attori migliori per i vostri ruoli?

Aveva la coscienza pulita. Mai usata.

Bisogna continuamente ricominciare dalla fine.

Bisogna essere decisi anche per tergiversare.

Bisogna essere sempre sé stessi. Il cavallo senza l'ussaro, resta sempre cavallo. L'ussaro senza il cavallo è soltanto un uomo.

Capita di dover tacere per essere ascoltati.

C'è chi si fa erigere un monumento come premio perché si fa erigere un monumento.

C'è chi vorrebbe capire ciò in cui crede, e chi vorrebbe credere in ciò che capisce.

C'è gente profondamente credente, aspetta soltanto una religione.

C'è un'altra cosa nell'uomo che lo rende superiore alla macchina: sa vendersi da solo.

Che l'uomo sia lacerato dal cielo e dalla terra, pazienza, ma il peggio è che alla fine del cielo vuole il brandello che è stato strappato dall'inferno, e l'inferno è affamato di quello conquistato dal cielo.

Chi è affamato di gloria divora anche l'uomo che è in lui.

Chi ha mai chiesto alla tesi e all'antitesi se vogliono diventare sintesi?

Chi porta il paraocchi, si ricordi che del completo fanno parte il morso e la sferza.

Chi tiene l'acqua in bocca abbia almeno la creanza di non sputarla poi sugli altri.

Chissà che cosa avrebbe scoperto Colombo se l'America non gli avesse sbarrato la strada.

Ci guardammo negli occhi: io vidi solo me, lei soltanto sé.

Ci saranno sempre degli esquimesi pronti a dettare le norme su come devono comportarsi gli abitanti del Congo durante la calura.

Ci si può sputare addosso senza aprire la bocca.

Ci sono zebre che starebbero anche in gabbia pur di passare per dei cavalli bianchi.

Chi ha la lingua troppo lunga, può inciamparci.

Come è difficile provocare un'eco nelle teste vuote!

Era inflessibile. Si costrinse al compromesso. (Stanisław Jerzy Lec)
Da quando si è messo in piedi sugli arti posteriori, l'uomo non sa più riacquistare l'equilibrio.

Dimmi con chi dormi e ti dirò chi sogni.

Diventare famoso, per potersi permettere l'incognito.

Due linee parallele s'incontrano all'infinito – e ci credono.

È facile dire: "Eccomi!" Bisogna anche esserci.

È facilissimo trasformare le marionette in impiccati. Le corde ci sono già.

È forse per scontare il fatto che non credo nell'anima, che ne sono privo?

È più facile dare della puttana a qualcuno, che esserlo.

E se fossimo soltanto il ricordo di qualcuno?

È triste quando l'esistenza che ti è più cara è l'esistenza del problema.

È una croce mettere d'accordo due coordinate.

Evitiamo lo spargimento di sangue, meglio istituire la carica di eroe onorario.

Frequentare i nani deforma la spina dorsale.

Gli eroi dei miti antichi erano seminudi, quelli dei miti odierni lo sono del tutto.

Gli ideali non sono fatti per gli idealisti.

Gli uomini hanno i riflessi lenti; in genere capiscono solo nelle generazioni successive.

Ha posseduto la scienza, ma non l'ha resa gravida.

Ho avuto un incubo: l'ipertrofia della burocrazia in uno Stato che ha appena liquidato l'analfabetismo.

Ho incontrato un tale così ignorante che doveva inventarsi da solo le citazioni dei classici.

Ho sognato Freud. Che significa?

Ho sognato la realtà. Che sollievo, svegliarsi!
Aveva la coscienza pulita. Mai usata. (Stanisław Jerzy Lec)
I fiori sulla tomba del nemico hanno sempre un profumo inebriante.

I giovani delinquenti non hanno un avvenire sicuro. Possono ancora diventare persone per bene.

I pettegolezzi, quando invecchiano, diventano miti.

I poeti sono come i bambini: quando siedono a una scrivania, non toccano terra coi piedi.

I proverbi si contraddicono. È in ciò che si cela la saggezza dei popoli.

I puritani dovrebbero portare due foglie di fico sugli occhi.

I roghi non illuminano le tenebre.

Il cane fedele riceve una museruola decorativa.

Il condannato non è mai all'altezza della forca.

Il fatto che sia morto, non significa affatto che sia vissuto.

Il fondo resta il fondo, anche se è rovesciato all'insù.

Il gallo canta persino la mattina in cui finisce in pentola.

Il gambero arrossisce dopo la morte. Che finezza esemplare, in una vittima!

Il momento in cui si riconosce la propria mancanza di talento è un lampo di genio.

Il parto dell'uomo è doloroso, specialmente quando egli mette al mondo sé stesso in età adulta.

Il peggior sporco è quello morale: istiga a un bagno di sangue.

Il pesce diventa colpevole quando inghiotte l'amo: proprietà altrui.

Il peso di un problema va calcolato al lordo, noi compresi.

Il punto esclamativo, quando si affloscia, diventa interrogativo.

Il tempo lavora. E tu?

Il troglodita non era troglodita. Rispecchiava il livello della civiltà dell'epoca.

Il vero esibizionismo consiste nel mostrare ciò che non si possiede.

In cima a ogni vetta si è sull'orlo dell'abisso.

In principio era il Verbo – e alla fine le chiacchiere.

La carriera dell'uomo nell'universo ci impone di chiederci se per caso egli non benefici di qualche raccomandazione.

La costituzione di uno Stato dovrebbe essere tale da non ledere la costituzione del cittadino.

La finestra sul mondo può essere coperta anche con un giornale.

La lotta per il potere va condotta contro di esso.

La negazione è un elemento positivo dell'insieme.

La nostra ignoranza raggiunge mondi sempre più lontani.

La prima condizione dell'immortalità è la morte.

La rabbia impotente fa miracoli.

La Rivoluzione francese ha dimostrato che restano sconfitti coloro che perdono la testa.

La scarsa memoria delle generazioni consolida le leggende.

La terra – questo puntino sotto l'interrogativo.

La verità viene sempre a galla. Per questo deve subito prendere il largo.

La vita costringe l'uomo a molte azioni spontanee.

L'anello più debole è anche il più forte. Spezza la catena.

Le conversazioni sul tempo diverranno interessanti ai primi segni della fine del mondo.

Le mani pulite dovrebbero forse essere più lunghe.

Le stupidaggini di una data epoca per la scienza delle epoche successive sono importanti quanto le sue saggezze.

Lei mi chiede, bella signora, quanto tempo ci mettono i miei pensieri a nascere. Seimila anni, o adorabile!

L'entusiasmo che si spegne dovrebbe lasciare un sedimento da spalmare sul viso, per ingannare il prossimo.

L'eterno sogno del boia: i complimenti del condannato per la qualità dell'esecuzione.

L'inchino che si fa ai nani deve essere molto basso.

L'uomo – persona non grata.

L'uomo aumenta di prezzo, che è lui stesso a pagare.

L'uomo che è un genio e non lo sa – forse non lo è.

Mi stimi molto – dici? Lo so, chiederesti più di trenta denari.

Molti che avevano preceduto il proprio tempo, hanno poi dovuto aspettarlo in locali piuttosto scomodi.

Nei paesi nei quali i cittadini non si sentono al sicuro in carcere, essi non si sentono sicuri neppure in libertà.

Nella lotta delle idee, muoiono gli uomini. 

Nella storia contano anche i fatti non avvenuti.

Nella sua modestia si considerava un grafomane. Invece era un delatore.

Non abbandonarti mai alla disperazione – non mantiene le promesse.

Non aprire mai le porte a coloro che le aprono anche senza il tuo permesso.

Non aspettatevi troppo dalla fine del mondo!

Non butti i guanti chi ha le mani sporche.

Non chiedere a Dio la via per il cielo; ti indicherà la più difficile.

Non credete alle favole! Erano vere.

Non è cieca la via da cui si può far marcia indietro.

Non è necessario che abbia molto da dire chi può comandare con un gesto.

Non fidatevi degli uomini! Sono capaci di grandi cose.

Non invocare aiuto di notte. Potresti svegliare i vicini.

Non raccontate i vostri sogni. Chi sa mai che i freudiani non prendano il potere!

Non siate crudeli, non raddolcite la vita ai masochisti!

Occupa una posizione sociale. Contro chi?

Orribile è il bavaglio spalmato di miele.

Peccato che per andare in paradiso si debba salire sul carro funebre.

Persino nel suo silenzio c'erano errori linguistici.

Preferisco la scritta "proibito l'ingresso" a quella "senza uscita".

Più d'un timoniere si circonda di zeri – assomigliano ai salvagente.

Poveretto chi non vede le stelle senza una botta in testa.

Produrre uomini è conveniente? Bisognerebbe sapere quale percentuale sarà vendibile!

Quando Caino uccise Abele, e quest'ultimo non reagì, si ebbe il primo precedente. "La vittima morta non presenta appello."

Quando il nemico si strofina le mani, è il momento buono. Abbi libere le tue.

Quando non tira vento, anche il galletto in cima al campanile manifesta del carattere.

Quando ti metti a saltare di gioia, bada che qualcuno non ti tolga la terra da sotto i piedi.

Quando un mito viene a cozzare contro un altro mito, lo scontro è quanto mai reale.

Quello? È di un'ignoranza enciclopedica!

Rifletti, prima di pensare!

Risparmia le parole. Ognuna potrebbe essere la tua ultima.

Rivolgiti sempre agli dei altrui. Ti ascolteranno senza farti fare la fila.

Se abbattete i monumenti, risparmiate i piedistalli. Potranno sempre servire.

Se l'arte della conversazione fosse da noi in maggior onore, minore sarebbe l'incremento demografico.

Se si potesse scontare la morte dormendola a rate!

Se sono credente? Solo Iddio lo sa.

Se un cannibale quando mangia si serve del coltello e della forchetta, si tratta d'un progresso?

Sesamo apriti – voglio uscire!

Si abbracciarono così stretti che non rimase spazio per i sentimenti.

Si cospargeva il capo con la cenere delle sue vittime.

Si può chiudere un occhio sulla realtà, ma non sui ricordi.

Si può seguire coerentemente uno scopo per tutta una vita, se quello si sposta di continuo.

Soffrire di cuore e non essere poeta? Vale forse la pena?

Solo le persone di buon senso impazziscono.

Sono molti a starsene con le dita nel naso mentre la nazione vive i suoi momenti storici. E per lo più questi signori provengono da famiglie nelle quali il mettere le dita nel naso è considerato una cosa orribile.

Spesso un tetto sul capo non permette alla gente di crescere.

Taluni non abbandonano mai il timone, può sempre servire su un'altra barca.

Tra un amore e l'altro, ci vuole una quarantena con un terzo.

Tutti gli dèi erano immortali.

Tutti vogliono il vostro bene. Non fatevelo portar via.

Tutto è illusione. Compresa la frase precedente.

Un vero buffone non può farsi beffe di un vero buffone. Uno dei due dev'essere falso.
Tutti vogliono il vostro bene. Non fatevelo portar via. (Stanisław Jerzy Lec)
Nuovi pensieri spettinati
Myśli nieuczesane nowe, 1964
© Bompiani - Selezione Aforismario

A volte il Diavolo mi induce nella tentazione di credere in Dio.

Al traguardo non arrivano tutti quelli che hanno preso il via alla partenza. Ma all'arrivo ce ne sono molti di più.

Anch'io sono per la tirannia: costringere a pensare!

Bisogna avere molta pazienza per apprendere a essere pazienti.

C'è chi nasce per dire qualcosa, chi per impedirglielo.

C'è chi salta direttamente dal passato al futuro, sul presente cade solo la sua ombra.

Ci nutrono di menzogne perché la verità non si può mandar giù.

Ci sono troppe aquile, e troppo poco pollame.

E se il morire fosse solo una tradizione?

Esitare, è già prendere una decisione.

Fa' attenzione alla scelta dei sogni. I sogni a volte si realizzano.

Forse le speranze si realizzano. Infatti ce n'è sempre di meno.

Gli stupidi non sono così stupidi, sono sempre in maggioranza.

I manichini si atteggiano a uomini, si fanno comprare.

I vigliacchi devono avere il potere, altrimenti hanno paura.

Il fieno non ha lo stesso odore per i cavalli e per gli amanti.

Immortale è anche chi non è nato.

La maggioranza della gente ha una visione del mondo definita. Dalla minoranza.

La saggezza dovrebbe trovarsi in abbondanza; chi, in effetti, la utilizza?

La speranza è la madre degli stupidi, cosa che non le impedisce di essere l'incantevole amante dei coraggiosi.

Nel livellamento in basso vincono i nani.

Nella lotta fra il cuore e il cervello alla fine vince lo stomaco.

Nessun Dio è sopravvissuto alla perdita dei propri fedeli.

Non bisogna credere agli indovini che si servono di metodi scientifici.

Non ci sono verità eterne? Forse, ma menzogne si.

Non si deve cominciare a risparmiare diminuendo la quantità di buon senso.

Ogni classe sociale ha la sua piccola borghesia.

Ogni secolo ha la sua epoca medievale.

Per essere sé stessi, bisogna essere qualcuno. 

Per molti la cultura è la prima necessità che non è necessario appagare.

Qual è il destino dell'uomo? Essere un uomo.

Quando mi sono trovato sul fondo, ho sentito bussare dal basso.

Ricorda che il paracadute rende difficile spiegare le ali.

Se la Creazione del mondo fosse a spese dello Stato, quanto materiale si sprecherebbe!

Si mette davanti ai primi. Ha ragione. È uno zero.

Siate autodidatti, non aspettate che la vita vi dia delle lezioni.

Spesso il coraggio non basta, ci vuole anche faccia tosta.

Sulle corna del diavolo l'aureola si regge meglio.

Un capolavoro non lecca la mano del suo creatore.

Un cervello limitato contiene una quantità illimitata di idiozie.

Un inchino ai sacerdoti vale di più che cento alla divinità.

Un vero saggio può permettersi anche la stupidità.

Libro di Stanisław Jerzy Lec consigliato
Pensieri spettinati
Curatore: Pietro Marchesani 
Traduzione: Riccardo Landau
Illustrazioni: Roland Topor
Editore: Bompiani, 2015

Capita a tutti gli uomini di ingegno di produrre ogni tanto un gustoso aforisma. Ma uno ogni tanto. A produrli in serie, si finisce sulle carte dei cioccolatini, l’aforisma è una creatura delicata, vive solo in condizioni di eccezionalità. Stanislaw Jerzy Lec è un prodigio della natura perché distilla un pensiero al giorno. I giorni passano, i pensieri riempiono le pagine e vengono tradotti in tutte le lingue, capolavori di originalità, arguzia, cattiveria, spietata e profondissima intelligenza. Lec è un umorista nel senso in cui lo furono i grandi saggi, la cui arguzia non è mai puro gioco intellettuale ma, in un modo o nell'altro, illuminazione. Riuniti per la prima volta in forma integrale con le folgoranti illustrazioni di Roland Topor, i Pensieri spettinati sono un distillato di ironia che crea dipendenza.

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