2016-02-15

Disabilità e Handicap - Frasi sui Diversamente abili

Raccolta di frasi e aforismi sulla disabilità e l'handicap, termine, quest'ultimo, oggi sempre meno usato, contrariamente a quanto accade, invece, per la locuzione "diversamente abili". La disabilità si può definire come la condizione di svantaggio dovuta a minorazioni o difetti più o meno gravi, di tipo intellettivo, motorio o sensoriale, che riducono l'autonomia di una persona nello svolgimento delle sue attività quotidiane e ne rendono difficile il normale inserimento nella vita sociale.
Quanto siano importanti le componenti psicologiche e sociali nel condizionare il modo in cui si affronta la disabilità, è sottolineato dalla seguente osservazione di Umberto Galimberti: "Solitamente l'handicappato compensa la limitazione della funzione compromessa con lo sviluppo di altre funzioni che risultano potenziate rispetto alla media. La fenomenologia [...] legge questo potenziamento come una prova che il corpo non è leggibile solo come organismo, ma prima di tutto come risposta al mondo. Questo rilievo fenomenologico ha indotto a considerare l'handicap in relazione non solo ai fattori biologico-costituzionali, ma soprattutto all'interazione, sempre presente, fra questi e le componenti ambientali. Infatti, anche nelle forme di handicap aventi una chiara origine fisiologica, gli influssi psicologici, affettivi e sociali rivestono un ruolo di fondamentale importanza nel determinare, oltre che lo sviluppo globale dell'individuo, il suo specifico modo di vivere il proprio handicap. Risulta così evidente che l'emarginazione sociale del soggetto portatore di handicap, quale diverso e scarsamente produttivo, impedisce allo stesso il recupero di alcune capacità compromesse ο compensatorie, costringendolo a identificarsi con le proprie limitazioni". [Dizionario di psicologia, 1992].
Questa raccolta, tra le altre cose, ha il pregio di coprire un vuoto del web italiano, vista la scarsità di citazioni su questo tema che riguarda, direttamente o indirettamente, milioni di persone. Su Aforismario trovi altre raccolte di citazioni correlate a questa sul Ritardo Mentale e la Sindrome di Down, sulla cecità e la sordità, sull'uguaglianza e la diversità.
Proporrei più delicatezza con l'handicap, più riguardo. Ci ricambierà. (Giuseppe Pontiggia)
foto: Kim Rossi Stuart e Andrea Rossi, Le chiavi di casa, Gianni Amelio, 2004
Disabilità / Handicap
© Aforismario

L'unico handicap nella vita è avere un atteggiamento negativo.
Anonimo

La carità verso gli altri, la bontà, la solidarietà, crea profonde gratificazioni. Come avviene, del resto, non solo in ambito religioso, ma anche laico. Ci sono, per esempio, volontari che prestano la loro opera in attività assistenziali: si occupano di bambini minorati, di malati terminali, di persone handicappate, di infermi che si recano a Lourdes con i treni della speranza. Ebbene, la cosa che colpisce è la risposta comune che questi volontari danno a chi li interroga sui sacrifici che comporta questa attività: «è molto più quello che loro danno a me di quello che io do a loro!».
Piero Angela, Premi e punizioni, 2000

Disabilità non significa inabilità. Significa semplicemente adattabilità.
Chris Bradford, Giovane Samurai. La via della spada, 2009

La vita di una persona disabile è dieci volte più complicata. Devi affrontare moltissime difficoltà che ti deprimono, sono i piccoli insulti della vita quotidiana.
Mario Calabresi, La fortuna non esiste, 2009

La domanda da porsi è questa: che cosa può fare un disabile per la collettività in cui vive? È una domanda rivoluzionaria, un cambio drastico di cultura e immagine. 
Candido Cannavò, E li chiamano disabili, 2005

Penso che talvolta i veri limiti esistano in chi ci guarda. 
Candido Cannavò, E li chiamano disabili, 2005

Il significato della legge [che ha consentito l'integrazione nelle scuole normali di bambini con handicap] va al di là del semplice riconoscimento di un diritto civile troppo spesso negato, ovvero quello di consentire a persone "diverse", per condizione fisica o mentale, di sperimentare la condivisione di opportunità comuni. L'importanza fondamentale di tale legge, pur nei limiti applicativi che spesso l'hanno caratterizzata, resta infatti il suo valore pedagogico. Crescere insieme, sperimentare i propri e gli altrui limiti, scoprire le ricchezze di ciascuno, educa da una parte alla tolleranza e alla solidarietà, valori fondamentali di ogni società civile e, dall'altra mette in luce le diversità di ognuno facendo sperimentare percorsi diversi e più creativi per vivere, apprendere, lavorare meglio.
Anna Contardi e Stefano Vicari, Le persone down: aspetti neuropsicologici, educativi e sociali, 1994

Spesso un handicap, proprio perché impedisce ai sensi d’intromettersi, finisce col dare più spazio all'immaginazione. Valgono per tutti gli esempi di cantanti non vedenti quali Ray Charles o Steevie Wonder, o di musicisti immensi, come Beethoven, che era addirittura sordo quando si accinse a comporre la Nona sinfonia.
Luciano De Crescenzo, Ordine e disordine, 1996

Senza sociale non si può gestire l'handicap.
Umberto Galimberti, I miti del nostro tempo, 2009

Tra religione, famiglia e scuola, una lezione sulla fraternità può venire solo dalla scuola. E quando dico "scuola" intendo la "scuola pubblica" che, per il solo fatto di accogliere sia gli italiani sia quelli provenienti da altri paesi, i ricchi e insieme i poveri, i bianchi e quelli di colore, gli abili e i disabili, è la più idonea a diventare quel "laboratorio" in cui può nascere e fiorire quella cultura della fraternità a cui solamente gli uomini possono riferirsi, non solo per un loro salto di qualità nel regime della convivenza, ma addirittura per scorgere la condizione stessa della loro convivenza, in un mondo che i mezzi di comunicazione e di trasporto hanno trasformato in un unico vicinato.
Umberto Galimberti, I miti del nostro tempo, 2009

La stupidità non è considerata una disabilità. Parcheggia altrove.
Non si nomina mai più volentieri, né più volentieri si sente nominare in altro modo chiunque ha qualche riconosciuto difetto o corporale o morale, che pel nome dello stesso difetto. Il sordo, il zoppo, il gobbo, il matto tale. Anzi queste persone non sono ordinariamente chiamate se non con questi nomi, o chiamandole pel nome loro fuor della loro presenza, è ben raro che non vi si ponga quel tale aggiunto. Chiamandole o udendole chiamar così, pare agli uomini d’esser superiori a questi tali, godono dell’immagine del loro difetto, sentono e si ammoniscono in certo modo della propria superiorità, l’amor proprio n’è lusingato e se ne compiace.
Giacomo Leopardi, Zibaldone, 1817/32 (postumo 1898/1900)

Chi ha un handicap giustifica sempre i suoi peccati.
Alda Merini, Se gli angeli sono inquieti, 1993

Sono poche le famiglie italiane che non abbiano o non abbiano avuto tra i loro parenti una persona disabile o un anziano non autosufficiente. Perciò non impegnarsi a costruire un habitat giuridico, fisico e culturale amico della disabilità significa ignorare una grande questione di umanità e civiltà.
Giorgio Napolitano, discorso per la Giornata Internazionale delle persone con disabilità, Roma, 2007

Le persone con disabilità non devono solo superare barriere materiali e pratiche, ma anche barriere di indifferenza e di ignoranza, devono affrontare anche esplicite offese e persino aggressioni fisiche. È importante [...] impegnarci ad abbattere tutte le barriere materiali ed immateriali di questa discriminazione.
Giorgio Napolitano, discorso per la Giornata Internazionale delle persone con disabilità, Roma, 2007

Si deve anche riflettere sul fatto che condizioni penose e speciali, come quelle che impediscono di muoversi, di parlare, di vedere al pari dei cosiddetti 'normodotati', non costituiscono solo mutilazioni e perdite. Quelle particolari condizioni servono ad acuire altre capacità, altre attenzioni e sensibilità
Giorgio Napolitano, discorso per la Giornata Internazionale delle persone con disabilità, Roma, 2007

Noi vorremmo mettere in evidenza come la disabilità rappresenti una potenziale ricchezza nella dimensione dell'etica e dei sentimenti; essa può insegnare molto non solo a chi la subisce, non solo ai familiari ma [...] può nutrire moralmente chi si dedica a queste come ad altre fasce più deboli della società.
Giorgio Napolitano, discorso per la Giornata Internazionale delle persone con disabilità, Roma, 2007

La disabilità è una questione di percezione. Se puoi fare anche una sola cosa bene, sei necessario a qualcuno.
Martina Navrátilová fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Per i valori etici, conquistati nello sviluppo della nostra civiltà, la persona umana è fonte di diritti primari e inalienabili, per cui tutte le funzioni della vita di relazione (che sono attributi della persona) devono essere sviluppate e preservate e, se colpite da deficit patologici, devono essere riabilitate nei limiti del possibile.
Pietro Pfanner e Mara Marcheschi, Il ritardo mentale, 2005

Non si dice più mutilato ma disabile o handicappato. Mutilato è una parola che si riferisce a una persona e al suo corpo, a un bambino con le stampelle, a un uomo con un braccio solo, a una donna storpiata, che fanno pensare alla guerra o a un infortunio sul lavoro o a una sventura individuale. Handicappato è invece parola d’importazione che non designa una persona ma segnala una funzionalità ridotta e una categoria fuori dai parametri della produttività. È una variazione lessicale che non ha nulla a che vedere con la filologia e molto con l’ideologia. Anche dire non vedenti e non udenti invece di ciechi e sordi non è un modo rispettoso di esprimersi ma un artificio socialmente rassicurante. Solo i muti restano muti.
Luigi Pintor, Il nespolo, 2001

L'angoscia del futuro, non abbandona mai chi ha un figlio disabile. (Giuseppe Pontiggia)
Abituati a convivere con la minorazione - e a sopportarla -, i disabili non ne hanno l'immagine insopportabile di chi è sano. E la fede non è una fuga, ma una conquista.
Giuseppe Pontiggia, Nati due volte, 2000

Che da giovani la prospettiva dell'handicap sconcerti è un tributo alla crescita. L'eternità dura fino ai
quarant'anni e le ambizioni si lasciano sobriamente ridurre a una parola: tutto.
Giuseppe Pontiggia, ibidem

È vero che certi handicap mentali fanno anche ridere. Ne sanno qualcosa ubriachi e smemorati. Non ho mai capito perché, forse perché il mondo appare finalmente capovolto. E bene comunque non superare il livello di guardia.
Giuseppe Pontiggia, Nati due volte, 2000

Disturbi particolari con chi soffre di disturbi. È un tratto che ho messo a punto più tardi, osservando le reazioni che i disabili suscitano in una specie ignorata di disabili, quelli normali.
Giuseppe Pontiggia, ibidem

L'area lessicale dell'handicap è ormai in preda alla nevrosi. Molti si chiedono perché cieco sia diventato non vedente e sordo non udente. Forse una spiegazione plausibile è che cieco definisce irreparabilmente una persona, mentre non vedente circoscrive l'assenza di una funzione.
Giuseppe Pontiggia, Nati due volte, 2000

L'handicap, mentale o fisico, è più capillare di quanto appaia: e il limite è più vicino alla nostra condizione che il suo superamento.
Giuseppe Pontiggia, Nati due volte, 2000

L'angoscia del futuro, non abbandona mai chi ha un figlio disabile.
Giuseppe Pontiggia, ibidem

Questi bambini nascono due volte. Devono imparare a muoversi in un mondo che la prima nascita ha reso più difficile. La seconda dipende da voi, da quello che saprete dare. Sono nati due volte e il percorso sarà più tormentato. Ma alla fine anche per voi sarà una rinascita.
Giuseppe Pontiggia, Nati due volte, 2000

L'handicap diventa nel un congiunto, una esperienza familiare, si incarna in modo visibile negli altri, prima di insediarsi in noi stessi.
Giuseppe Pontiggia, ibidem

"Sarebbe difficile anche per noi." Ecco una frase che ricorre di continuo in chi assiste i disabili. Noi come termine perenne di confronto, simbolo di una normalità suprema, traguardo irraggiungibile quanto comune.
Giuseppe Pontiggia, Nati due volte, 2000

La minorazione è sempre una carta ingiuriosa da giocare al momento opportuno.
Giuseppe Pontiggia, ibidem

Se qualcuno usa come epiteto spregiativo "spastico" o "mongoloide", si può essere certi che nessuno della sua famiglia lo è. Le disgrazie, fra i tanti effetti, ne hanno alcuni linguistici immediati, ci rendono sensibili al lessico interessato dal problema.
Giuseppe Pontiggia, Nati due volte, 2000

Proporrei più delicatezza con l'handicap, più riguardo. Ci ricambierà.
Giuseppe Pontiggia, ibidem

Se un bambino disabile viene immesso inaspettatamente in un gruppo di bambini, tutti lo guarderanno dapprima con curiosità o stupore o sgomento, secondo l'inesorabilità dei punti di vista. Gli unici che conserveranno una attenzione concentrata, una partecipazione ambigua e un occhio torbido saranno quelli che cercano in lui uno specchio. Alcuni, avvinti quanto sopraffatti dalla paura di riconoscersi, reagiranno addirittura con la fuga o l'aggressività.
Giuseppe Pontiggia, Nati due volte, 2000

Tra quanti sono colpiti dall'handicap la solidarietà non è sempre la dote più ricorrente.
Giuseppe Pontiggia, ibidem

Tutto ha un rapporto indiretto con l'handicap. E, quando diciamo che l'esperienza ci aiuta a capire l'handicap, omettiamo la parte più importante, e cioè che l'handicap ci aiuta a capire noi stessi.
Giuseppe Pontiggia, Nati due volte, 2000

Noi da un punto di vista antropologico siamo certamente disabili a vivere nel mondo e nella società in cui viviamo perché lo confermano medici, psicologi, il nostro corpo, la nostra psiche si è plasmata in un ambiente che è radicalmente diverso da quello in cui noi viviamo e l'evoluzione della società ha proceduto molto più rapidamente dell'evoluzione della specie. Perciò noi, ad esempio, soffriamo di moltissimi disturbi di carattere fisico perché il nostro corpo non è adeguatamente attrezzato a vivere con i ritmi, l’alimentazione, le occupazioni che ci impone la vita di oggi. 
Giuseppe Pontiggia, Disabili dal punto di vista antropologico, intervista su Italialibri, 2000

Molte volte il disabile è commiserato e con ciò discriminato proprio da quelli che hanno paura di riconoscersi in lui, direttamente o indirettamente.
Giuseppe Pontiggia, ibidem

L’occhio che la cultura dovrebbe modificare nei confronti del disabile dovrebbe indurci a considerare il disabile non con commiserazione o come un diverso ma con solidarietà, come un compagno di viaggio, certamente sfortunato in certe forme di handicap, ma non estraneo alla nostra esperienza.
Giuseppe Pontiggia, Disabili dal punto di vista antropologico, intervista su Italialibri, 2000

Sempre più spesso capita di vedere, nelle grandi città d'Italia, auto senza permesso nei parcheggi riservati ai disabili, oppure auto con permesso preso in prestito o ottenuto in modo fraudolento (il proprietario scende saltellando e scompare nel negozio). In questi casi la terapia toccherebbe all'autorità, e dovrebbe essere drastica. Ma l'autorità ha altro da fare: deve trovare un parcheggio, e che sia vicino.
Beppe Severgnini, La testa degli italiani, 2005

Perché sottrarre il posteggio ai disabili – una piccola grande infamia in ogni paese civile – in Italia è una pratica diffusa?
Beppe Severgnini, Italiani di domani, 2012

Spero che questi successi convincano qualche ragazzo disabile ad uscire di casa a riprendere a vivere con lo sport. La vita è sempre degna di essere vissuta e lo sport dà possibilità incredibili per migliorare il proprio quotidiano e ritrovare motivazioni. 
Alessandro Zanardi, su La Gazzetta dello Sport, 2010 (Dopo la vittoria in handbike alla Milano City Marathon)

Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale.
Costituzione della Repubblica Italiana (Art. 38), 1947

La stupidità non è considerata una disabilità. Parcheggia altrove.
Cartelli e avvisi divertenti

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