2016-02-07

Lupo - 120 Frasi, proverbi e modi di dire

Raccolta di frasi, aforismi e proverbi sul lupo, considerato sia in senso concreto (1° paragrafo) sia in senso figurato (2° paragrafo). Un paragrafo di questa raccolta di citazioni fa riferimento al raffronto tra il lupo e la pecora e il lupo e l'agnello. Un piccolo paragrafo finale è dedicato alla licantropia. In appendice sono riportati, inoltre, alcuni modi di dire e alcune brevi favole di Esopo che hanno come protagonista il lupo.
Il lupo (Canis lupus, ordine: Carnivora, famiglia: Canidae), un tempo era tra i carnivori più diffusi dell'intero emisfero settentrionale e, fino alla fine dell'800, era ancora presente in tutti i paesi europei, ad eccezione del Regno Unito. Nella metà del '900, i lupi, ritenuti pericolosi per gli esseri umani e dannosi per contadini e pastori, sono stati sterminati, sia direttamente, attraverso la caccia, sia indirettamente con la distruzione del loro habitat, al punto da sparire completamente in diversi Paesi europei. Soltanto negli ultimi decenni, soprattutto grazie alla protezione legale accordata alla specie e a varie misure di conservazione e tutela ambientale, i lupi stanno ripopolando quelle stesse zone da cui erano scomparsi (Italia, Francia, Germania, Svizzera, Svezia e Norvegia).
Il lupo, nel corso dei secoli, è stato vittima di non pochi pregiudizi, e in Occidente è diventato simbolo di ferocia. Basti pensare ai tanti miti e alle tante favole in cui il lupo rappresenta l'incarnazione del male e di potenze diaboliche. Carlo Lapucci riassume molto bene le credenze e le superstizioni che aleggiano intorno al lupo, visto come "il principe nero del bosco, animale pericoloso e figura simbolica della malvagità, degli istinti aggressivi. Protagonista di fiabe e di favole morali è contrapposto all'agnello e alla pecora che incarnano la mitezza, la benevolenza e l’innocenza. È conosciuto dalle popolazioni italiche fin dall’antichità come il pericolo maggiore e la bestia più feroce dei boschi. Gli occhi ferocemente splendenti nella notte, le abitudini solitarie, oppure le incursioni a branchi, l’ululato lungo, intermittente, raccapricciante, ne hanno fatto una creatura demoniaca. È anche uno degli aspetti assunti più frequentemente dal diavolo, essendo a sua volta la pecora l’immagine del cristiano. La porta dell’inferno è rappresentata talvolta come le fauci spalancate di un lupo. A differenza della volpe, sua compagna di misfatti, non gode di alcuna simpatia: oltre alla cattiveria dimostra anche stupidità, per cui, a cominciare dalle favole antiche, è vittima della sua collega che lo vince in furbizia. (Dizionario dei proverbi italiani, Mondadori 2007).
La fiaba di Cappuccetto Rosso, scritta da Charles Perrault nel 1697, è forse l'esempio più famoso di questi pregiudizi, in cui il lupo, attraverso una proiezione antropomorfica, diviene simbolo di "cattiveria". Come ha osservato Farley Mowat in Never Cry Wolf (1963): "Abbiamo condannato il lupo non per quello che è, ma per quello che abbiamo deliberatamente ed erroneamente percepito che fosse – l’epitome mitizzata di un selvaggio e spietato assassino − che è, in realtà, nient'altro che l’immagine riflessa di noi stessi".
Questi pregiudizi sono all'origine del cosiddetto licantropo (dal greco lýkos, "lupo" e ànthropos, "uomo"), chiamato anche uomo lupo o lupo mannaro, creatura mostruosa della mitologia e del folclore, oggi molto diffusa nella letteratura e nel cinema dell'orrore. Secondo la definizione di Umberto Galimberti la licantropia è una "credenza di origine mitologica nella metamorfosi dell'uomo in animale e, in particolare, in lupo. A livello patologico si manifesta come affezione, oggi assai rara, che spinge l'individuo colpito, di solito in coincidenza con le fasi di luna piena, a simulare il comportamento e l'ululato del lupo". (Dizionario di psicologia, UTET 1992).
A quali eccessi abbia condotto tale superstizione, si può vedere dalla descrizione che ne è data lo zoologo Giuseppe Scortecci in Animali (Bolis 1953): "Nell'antichità e in modo particolare nel Medioevo, ma anche in tempi assai più vicini a noi, era radicata la credenza che gli uomini potessero sin dalla nascita, o più tardi, diventare preda di potenze diaboliche e assumere temporaneamente la veste e i costumi del lupo. Di tempo in tempo questi uomini, presi da follia, fuggivano nei boschi urlando come lupi, e tentavano addirittura di sbranare le persone. Si credeva insomma che si potesse diventare licantropi o lupi mannari, e al fenomeno si dava il nome di licantropia. La licantropia, oggi rarissima, è una forma patologica per la quale un individuo, un debole di mente in sostanza, viene preso di tempo in tempo da invincibile desiderio di urlare, di 'correre, di fuggire la presenza di altre persone. E il licantropo viene curato come un qualsiasi altro debole di mente. In passato invece quei disgraziati, allora assai più numerosi di oggi, che, presi dall'accesso di follia, fuggivano nei boschi urlando, morivano di stenti perché nessuno aveva il coraggio di avvicinarli, oppure venivano presi, legati, incatenati, sottoposti a giudizio come stregoni, e molto spesso bruciati vivi. Narra Voltaire che un giudice, H. Boguet, teneva a proprio onore la condanna a morte sul rogo di alcune centinaia di licantropi. Nei secoli scorsi si reputava cosa sicura che i lupi mannari fossero individui nati a mezzanotte del giorno di Natale, oppure concepiti nella notte dell'Annunziata, od ancora individui colpiti da una «fattura» che aveva maggiore effetto durante le notti di plenilunio. Per liberare i lupi mannari dal loro orrendo destino si poteva ricorrere, nella credenza popolare, a sortilegi vari; ad esempio, colpire in fronte con forza il lupo mannaro, oppure esorcizzare sin dai primi tempi di vita il fanciullo venuto al mondo a mezzanotte del giorno di Natale mediante una serie di bruciature formanti una croce, e praticate sotto la pianta dei piedi o sul collo. A volte, per la credulità della gente a proposito di licantropi, v'era chi compiva delitti i quali molto spesso passavano impuniti".
Fortunatamente oggi molti pregiudizi sul lupo stanno scemando, e da animale cacciato e perseguitato, sta diventando animale studiato e protetto. Scrive Carmine Esposito ne Il lupo (Franco Muzzio, 2007): "Per ignoranza e pregiudizio, il lupo è stato per secoli considerato dall'uomo un animale pericoloso, da distruggere. Pur essendo stato uno degli animali più barbaramente perseguitati, pochi di noi ne conoscono la vera natura: il forte attaccamento ai propri compagni, la dedizione assoluta ai cuccioli e l'incredibile fedeltà, in grado di legare una coppia di lupi fino alla morte. Intelligente, altruista e adattabile, è spesso sorprendentemente simile all'uomo".
Su Aforismario trovi altre raccolte di citazioni correlate a questa, dedicate al cane, alla pecora e all'agnello.
La forza del branco è nel lupo, e la forza del lupo è nel branco. (Rudyard Kipling)
1. Lupo
© Aforismario

Voglio dirvi la differenza fra il lupo e l'uomo: nessuna, salvo una, in vecchiaia. Il lupo quando si sente invecchiato, si sbranca e si rinselva nel fondo dei boschi a finirci la sua vita solitario [...]. L'uomo, più la sente venire, più cerca compagnia, anche se le è noioso e gli è noiosa.
Riccardo Bacchelli, Non ti chiamerò più padre, 1959

I lupi vogliono sfamarsi da soli, è una questione di dignità, cacciano le loro prede a rischio della propria vita, sono guerrieri. Se privi un lupo della sua fierezza, se gli impedisci di uccidere e gli insegni a temere la morte, quale guerriero sarà mai?
Bilig (Basen Zhabu), in Jean-Jacques Annaud, L'ultimo lupo, 2015

I lupi che l'uomo ben conobbe e trasformò in cani nel corso dei millenni, dovettero molto presto suscitare viva impressione. La loro presenza nelle tradizioni mitiche di numerosi popoli, le immagini del lupo mannaro, le storie di uomini che, travestiti da lupi, avrebbero assalito e fatto a pezzi altri uomini, le leggende primordiali di bambini allevati dai lupi, tutto ciò e molti altri elementi testimoniano quanto il lupo fosse vicino all'uomo.
Elias Canetti, Massa e potere, 1960

Antichissima la credenza che la vista del lupo tolga a chi lo vede la voce (sfido io! la paura).
Carlo Dossi, Note azzurre, 1870/1907 (postumo 1912/64)

Ascoltateli, i figli della notte... quale dolce musica emettono.
Dracula (Gary Oldman), in Francis Ford Coppola, Dracula di Bram Stoker, 1992

Il lupo cambia il pelo, non il vizio. L'uomo, neanche il pelo.
Roberto Gervaso, Il grillo parlante, 1983

I lupi sono coraggiosi, inseguono gli stambecchi sui versanti più scoscesi della montagna, dove l'uomo rischia a ogni passo di ammazzarsi. I lupi sono scaltri, risalgono le valanghe in cerca degli animali uccisi e camminano in fila sulla neve, ricalcando le orme dei compagni per fare meno fatica. I lupi sono liberi: si inchinano alle leggi del branco, ma quando non c'è più posto tra i fratelli abbracciano la vita solitaria e vanno in cerca di nuovi spazi.
Carlo Grande, La via dei lupi, 2002

Il lupo dimorerà insieme con l'agnello, la pantera si sdraierà accanto al capretto; il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un fanciullo li guiderà.
Isaia, Bibbia, Antico testamento, V sec. a.e.c.

Puoi addomesticare i cani col cibo, gli uomini con il denaro, ma i lupi non li addomestica nessuno!
Kiba, in Wolf's Rain, 2003

La forza del branco è il lupo, e la forza del lupo è il branco.
[The strength of the pack is the wolf, and the strength of the wolf is the pack].
Rudyard Kipling, Il secondo libro della giungla, 1895

Nel paese dei miei genitori si dice: "Se ci sono molti lupi, gli uomini vengono mangiati; se ci sono molti uomini, sono i lupi ad essere mangiati." 
Mei Ling, in Hideo Kojima, Metal Gear Solid, 1998 

I lupi sono animali nobili, non sono come i cani. Nella lingua Yupik, la parola lupo è Kegluneq e gli Aleuti li rispettano come onorevoli cugini.
Snake, in Hideo Kojima, Metal Gear Solid, 1998

Un cane in cui scorra prevalentemente sangue di lupo, nonostante la sua incommensurabile fedeltà e il suo attaccamento, non è mai del tutto sottomesso. Se lo abbandonate muore, ma voi potete crepare senza poter ottenere da lui una reale ubbidienza.
Konrad Lorenz, L'anello di Re Salomone, 1949

Il lupo è un predatore quasi puro e nella caccia, specialmente quando si tratta di selvaggina grossa, deve poter contare sulla solidarietà dei compagni di branco. Per soddisfare le sue notevoli esigenze alimentari un branco di lupi è costretto a superare grandi distanze. Durante queste migrazioni deve mantenersi ben compatto per poter sopraffare le prede più grosse. Una rigida organizzazione sociale, una perfetta ubbidienza al capo del branco e una assoluta solidarietà nella lotta contro gli animali più pericolosi sono le condizioni preliminari per il successo nella precaria esistenza dei lupi.
Konrad Lorenz, E l'uomo incontrò il cane, 1950

Ci sono soltanto tre tipi di predatori che mettono paura all'uomo medio: lo squalo mangia uomini, un branco di lupi, e il dipartimento delle tasse.
Charles James Lyall, XIX-XX sec. (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Chi può dubitare, sulla base di personali esperienze, delle capacità canine di esprimere l'affetto? Eppure, se ben ci si pensa, quest'affetto che pure percepiamo fortissimo è così tangibile proprio perché noi sappiamo leggere i comportamenti di coesione che lo esprimono. Che poi sono gli stessi che il lupo antenato del cane manifestava all'interno della muta e che l'addomesticamento ha incanalato, per nostra grande fortuna, anche verso di noi.
Danilo Mainardi, Animali famosi e altri animali, 1992

Se il cane esiste è perché nessuna specie più del lupo poteva «aderire» all'uomo.
Danilo Mainardi, Del cane, del gatto e di altri animali, 1996

Da un punto di vista culturale, il lupo è il complesso di istinti ferini che non riusciamo mai a dominare completamente. Suscita sempre una opinione, non lascia mai indifferenti.
Francesca Marucco, intervista di Elisabetta Corrà, su La Stampa, 2014

Si parla molto del terrore per il lupo, ma il lupo nei nostri boschi si è reinsediato da decenni senza nessun attacco documentato alle persone. E se si pensa al numero dei visitatori delle montagne, l’evidenza statistica della sua non pericolosità è chiara. 
Francesca Marucco, intervista di Elisabetta Corrà, su La Stampa, 2014

Il lupo è molto difficile da vedere, anche per lo sguardo esperto di un biologo. Si tiene alla larga il più possibile da noi umani.  
ibidem

I lupi italiani preferiscono l’alta montagna, pur di evitare paesi e strade, non hanno nessun problema a salire ai tremila metri: i siti di rendez vous, dove si trovano le tane con i cuccioli, sono a misura di camoscio, quanto ad altezza e difficoltà di accesso. 
Francesca Marucco, intervista di Elisabetta Corrà, su La Stampa, 2014

Vedere un lupo è evento rarissimo; può darsi che mentre passeggi nel bosco lui sia sopra di te che ti guarda con un dislivello di soli 50 metri, e non senti assolutamente nulla.  
ibidem

In Nord America gli animali selvaggi sono vissuti come specie da apprezzare, ma a distanza. Da noi, in zone molto antropizzate, abbiamo l’idea del lupo come peluche o del predatore da eliminare. 
Francesca Marucco, intervista di Elisabetta Corrà, su La Stampa, 2014

L’atto di bracconaggio più subdolo e spregevole contro il lupo è l’avvelenamento, perché non si limita ad uccidere il predatore, ha ricadute terribili su tutta la fauna selvatica, l’ecosistema e la catena alimentare. 
ibidem

Il lupo non è una presenza causale o contingente dei boschi qui attorno, è al contrario parte irrinunciabile della nostra identità ecologica di europei.  
ibidem

Rinunciare ai lupi e agli spazi selvaggi sarebbe una catastrofe non solo per il Pianeta, ma per noi uomini. Lo dico in senso antropologico e culturale.  
Francesca Marucco, intervista di Elisabetta Corrà, su La Stampa, 2014

Il "migliore amico dell'uomo" è un lupo travestito da cane. E la chiave per comprendere appieno lo stretto legame che esiste tra noi e il cane è proprio questa sua personalità "da lupo". Per alcune persone l'idea che tutti i cani - dai bastardi arruffati agli altezzosi campioni delle mostre, dai randagi rognosi agli stupendi esemplari di razza purissima, dai minuscoli chihuahua ai giganteschi danesi - in realtà non siano altro che dei lupi addomesticati è una faccenda un po' difficile da digerire. È un pensiero che li spaventa, forse per via delle vecchie storie che circolano da sempre sul lupo: basti pensare al lupo mannaro della superstizione popolare o al lupo cattivo di Cappuccetto Rosso.
Desmond Morris, Il cane, 1986

Così come noi siamo "scimmie puerili", i cani sono "lupi puerili". Infatti, anche da adulti, tutti i cani domestici - di qualunque razza essi siano - continuano ad aver voglia di giocare, persino in età avanzata.
ibidem

I cani abbaiano più dei lupi, però ululano meno di loro. La ragione di questo fenomeno è da ricercarsi nella diversa vita sociale che conducono i cani domestici rispetto ai lupi selvatici. La funzione dell'ululato è quella di sincronizzare e riunire il branco per una determinata azione. I lupi ululano soprattutto al crepuscolo prima di partire per una battuta di caccia e al mattino presto prima di allontanarsi di nuovo in gruppo per procacciarsi il cibo. I cani domestici, invece, ricevendo il cibo dai padroni, vivono sempre una vita "da cuccioli" e non sentono affatto il bisogno di rinforzare la coesione del gruppo (funzione incentivata dall'ululato).
Desmond Morris, Il cane, 1986

È interessante notare che i lupi solitari - cioè, quelli che sono stati cacciati dal branco - non si uniscono agli ululati dai loro angolini reconditi. Né cercano di riunirsi al gruppo di cui facevano parte in origine. Però di tanto in tanto ululano per conto loro, quando il resto del branco sta in silenzio. Se risponde qualche altro lupo "reietto", ecco che gli animali si riuniscono e danno inizio a un nuovo branco in qualche altro territorio libero.
Desmond Morris, Il cane, 1986

Abbiamo condannato il lupo non per quello che è, ma per quello che abbiamo deliberatamente ed erroneamente percepito che fosse – l’epitome mitizzata di un selvaggio e spietato assassino − che è, in realtà, nient'altro che l’immagine riflessa di noi stessi.
Farley Mowat, Never Cry Wolf, 1963

Colui che è odioso al popolo è come un lupo per i cani: è lo spirito libero, il nemico della catena, il non adoratore, randagio per i boschi.
Friedrich Nietzsche, Così parlò Zarathustra, 1883/85

La donna sana assomiglia molto al lupo: robusta, piena di energia, di grande forza vitale, capace di dare la vita, pronta a difendere il territorio, inventiva, leale, errante. Eppure la separazione dalla natura selvaggia fa sì che la personalità della donna diventi povera, sottile, pallida, spettrale.
Clarissa Pinkola Estés, Donne che corrono coi lupi, 1992

Lupi e donne sono affini per natura, sono curiosi di sapere e possiedono grande forza e resistenza. Sono profondamente intuitivi e si occupano intensamente dei loro piccoli, del compagno, del gruppo. Sono esperti nell'arte di adattarsi a circostanze sempre mutevoli; sono fieramente gagliardi e molto coraggiosi. Eppure le due specie sono state entrambe perseguitate, tormentate e falsamente accusate di essere voraci ed erratiche, tremendamente aggressive, di valore ben inferiore a quello dei loro detrattori.
Clarissa Pinkola Estés, Donne che corrono coi lupi, 1992

I figli del lupo nascono coi denti.
Luigi Pirandello, Liolà, 1916

A volte un lupo lascia il proprio branco e si allontana nei boschi per non tornare mai più. Ha iniziato un viaggio e non farà più ritorno. Nessuno sa perché alcuni lupi si comportano così. C'è chi ipotizza un desiderio genetico di riproduzione, unito all'indisponibilità di aspettare il proprio turno per risalire la gerarchia del branco. Alcuni sostengono che i lupi solitari siano esemplari particolarmente asociali che, a differenza dei lupi normali, non gradiscono la compagnia dei loro simili. [...] Ma chi lo sa? Forse certi lupi pensano semplicemente che là fuori c'è un grande, vecchio mondo e che sarebbe un peccato non vederne la maggior parte possibile.
Mark Rowlands, Il lupo e il filosofo, 2008

L'animale che uccide con meno ragioni per farlo è l'animale umano. Consideriamo feroci i leoni e i lupi perché uccidono; ma essi devono uccidere, o morire di fame. Noi uccidiamo gli altri animali per divertimento, per soddisfare la nostra curiosità, per adornare il nostro corpo, per compiacere il nostro palato.
Peter Singer, Liberazione animale, 1975

Gli animali capiscono molto bene le intenzioni dell’uomo e si regolano di conseguenza. A seconda di come ti muovi e li guardi, essi si avvicinano o si allontanano. Non mi meraviglierei che san Francesco fosse riuscito per davvero a dialogare con un lupo.
Anacleto Verrecchia, Diario del Gran Paradiso, 1997

Non spaventarti: i lupi sono solo cani che hanno fame. 
Cesarina Vighy, Scendo. Buon proseguimento, 2010

Homo homini lupus. - L'uomo è un lupo per l'uomo.
2. Lupo (in senso figurato)
© Aforismario

Ed una lupa [2], che di tutte brame / sembrava carca nella sua magrezza, / e molte genti fé già viver grame, / questa mi porse tanto di gravezza / con la paura ch'uscia di sua vista, ch'io perdei la speranza dell'altezza.
Dante Alighieri, Inferno, Divina Commedia, 1304/21

Il mondo dello spettacolo è lupo mangia lupo. Anzi, peggio che lupo mangia lupo. È lupo non risponde a telefonate di altro lupo. Il che è terribile.
Woody Allen, in Crimini e misfatti, 1989

Satana è un'invenzione della Chiesa per distrarre l'attenzione da se stessi. Chi grida "Al lupo! Al lupo!" di mestiere che altro mestiere può fare se non il lupo?
Aldo Busi, E io, che ho le rose fiorite anche d'inverno?, 2004

Gli adulatori somigliano agli amici come i lupi ai cani. 
George Chapman, Byron's conspiracy, 1608

La carne è incompatibile con la carità: l'orgasmo trasformerebbe un santo in lupo. 
Emil Cioran, Sillogismi dell'amarezza, 1952

Homo homini aut deus, aut lupus
[L'uomo per l'uomo o è un Dio o è un lupo]. 
Erasmo da Rotterdam, Adagia, 1500

Homo homini lupus: chi ha coraggio di contestare quest'affermazione dopo tutte le esperienze della vita e della storia?
Sigmund Freud, Il disagio della civiltà, 1930

Onnipotente è la donna che, a tavola, ci fa sentire lupi; a letto, leoni.
Roberto Gervaso, Il grillo parlante, 1983

− Sei un lupo solitario, eh?
− Io non sopporto neanche la mia immagine allo specchio.
− Ah, beh, questo lo posso capire.
Terence Hill e Bud Spencer, in Nati con la camicia, 1983

Homo homini lupus.
[L'uomo è lupo all'uomo].
Thomas Hobbes, Del cittadino, 1642 [cfr. citazione di Plauto]

Certamente, si afferma con verità sia che l'uomo è per l'uomo un dio, sia che l'uomo è per l'uomo un lupo. Quello, se poniamo a confronto dei concittadini; questo, se poniamo a confronto degli Stati. Nel primo caso si giunge ad assomigliare a Dio per la giustizia e la carità, le virtù della pace. Nel secondo, a causa della protervia dei malvagi, anche i buoni devono ricorrere, se vogliono difendersi, alla forza e all'inganno, le virtù della guerra; cioè, alla ferocia delle belve.
Thomas Hobbes, Del cittadino, 1642

Lupo ululà e castello ululì.
Igor (Marty Feldman), in  Mel Brooks, Frankenstein Junior, 1974

Tra il grigio delle pecore si celano i lupi, vale a dire quegli esseri che non hanno dimenticato che cos'è la libertà. E non soltanto questi lupi sono forti in sé stessi, c'è anche il rischio che, un brutto giorno, essi trasmettano le loro qualità alla massa e che il gregge si trasformi in un branco. È questo l'incubo dei potenti.
Ernst Jünger, Trattato del ribelle, 1952

Se vivi in mezzo ai lupi devi agire come un lupo. 
Nikita Kruscev, XX sec. (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Esendo dunque un principe necessitato sapere bene usare la bestia, deve di quelle pigliare la volpe e il leone, perché il leone non si difende dai lacci, la volpe non si difende dai lupi. Bisogna dunque essere volpe a conoscere e lacci e leone a sbigottire i lupi. 
Niccolò Machiavelli, Il principe, 1513 [1]

Le donne vorrebbero stare con un angelo, ma poi finiscono con un lupo. In realtà tutte vorrebbero un angelo-lupo.
Caterina Kotia Marchese, Over the word, 2013

Cappuccetto rosso? Su, apri la porta. Su, apri! Non hai sentito il mio toc, toc, toc? Allora vuoi che soffi? Vuoi che faccio puff? Allora devo aprirla io la porta? [Sfonda la porta con un'ascia] Sono il lupo cattivo!
Jack Nicholson, Shining, 1980

Lupus est homo homini, non homo.
[L'uomo è lupo, non uomo, per l'altro uomo]. 
Tito Maccio Plauto, Asinaria (La commedia degli asini), ca. 212 a.e.c.

Date ragione al lupo, ma non lasciategli la fame.
Jules Renard, Diario, 1887/1910 (postumo, 1925/27)

Sì come il lupo è simile al cane, cossi l'adulatore è simile all'amico.
Salvator Rosa, Il teatro della politica, ca. 1669 [cfr. citazione di George Chapman]

La psicoanalisi ci ha insegnato che l'uomo è un lupo non soltanto per il prossimo, ma anche per sé stesso.
Jean Rostand, Pensieri di un biologo, 1954

Nelle fauci del lupo nessuno ama il suo prossimo.
Frans Eemil Sillanpää, Santa miseria, 1919

Un gentiluomo è un lupo paziente.
Henrietta Tiarks (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Homo homini lupus, foemina foeminae lupior, sacerdos sacerdoti lupissimus.
[L'uomo è un lupo con l'uomo, la donna è ancora più lupo con la donna, il prete è il più lupo di tutti con il prete].
Detto medievale

Proverbi sul Lupo
  • A cane mansueto il lupo par feroce.
  • Al lupo bisogna mostrare denti e bastone.
  • A lupo morto non mettere le dita in bocca.
  • Al lupo bisogna mostrare denti e bastone.
  • Cani, lupi e botte vanno fuori di notte.
  • Chi fugge il lupo incontra il lupo e la volpe.
  • Chi ha il lupo per vicino, si porti il cane sotto il mantello.
  • Chi ha paura del lupo, non entri nel bosco.
  • Chi va col lupo impara a ululare.
  • Dove il lupo trova l’agnello torna volentieri.
  • Dove vive il lupo si trova mangiata la pecora.
  • Il lupo cambia il dente, ma non la mente.
  • Il lupo dove campa mangia.
  • Il lupo mangia ogni carne e lecca la sua.
  • Il lupo non è buono né vivo né da morto.
  • Il lupo perde il pelo ma non il vizio. 
  • Il lupo prima muore e poi perde il vizio.
  • Il lupo si gabba una volta sola.
  • Il vizio del lupo è sempre quello.
  • La morte del lupo è la salute del cane.
  • Lupo non mangia lupo.
  • Per tre cose il lupo non cede a nessuno: ululato terribile, occhio di demonio e udito infallibile.
  • Più boschi giri, più lupi incontri.
  • Quando il lupo mangia il lupo carestia non è lontana.
  • Quando si grida al lupo è tardi.
  • Si parla del lupo e spuntano gli orecchi.
  • Si parla del lupo e ne spunta la coda. 
  • Tra lupo e lupo s’intendono a urli.
Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore,
ma dentro son lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete. (Gesù di Nazaret)
3. Lupo e Pecora / Agnello
© Aforismario

Vi sono dei re che si son fatti popolo per meglio ingannarlo; cosi il lupo della favola si fece pastore per meglio divorare gli agnelli.
Napoleone Bonaparte, Aforismi e pensieri politici, morali e filosofici, XIX sec.

I tiranni, saziata la loro ferocia, diventano inoffensivi; tutto rientrerebbe nell'ordine se gli schiavi, invidiosi, non pretendessero anch'essi di saziare la loro. È proprio l’aspirazione dell’agnello a farsi lupo la causa della maggior parte degli avvenimenti. Coloro che non possiedono zanne sognano di averne; vogliono divorare a loro volta e ci riescono grazie alla bestialità del numero.
Emil Cioran, Sillogismi dell'amarezza, 1952

Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete.
Gesù di Nazaret, in Vangelo secondo Matteo, I sec.

Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada.
Gesù di Nazaret, in Vangelo secondo Luca, I sec.

Disse un lupo gentile a una pecora ingenua: «Non vuoi onorare la nostra casa con una tua visita?». La pecora rispose: «Sarei ben onorata di visitare la tua casa se non fosse ubicata nel tuo stomaco».
Kahlil Gibran, Sabbia e spuma, 1926

Fu un unico Dio a creare il lupo e l'agnello e poi a sorridere "vedendo che questo era buono".
André Gide (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Il lupo in vesti di agnello è meno pericoloso che l'agnello in qualunque altra veste che lo faccia apparire qualcosa di più d'un agnello.
Johann Wolfgang Goethe, Massime e riflessioni, 1833 (postumo)

Chi dice che nel mondo bisogna essere o pecora o lupo, non pensa che l'uomo, appunto perché uomo, non devo essere né lupo né pecora.
Arturo Graf, Ecce Homo, 1908

Se non ci fossero tante pecore, non ci sarebbero tanti lupi.
Arturo Graf, Ecce Homo, 1908

Una buona azione può essere una cattiva azione. Chi salva il lupo uccide le pecore.
Victor Hugo, Novantatré, 1874

È inutile per la pecora essere a favore del vegetarianismo mentre il lupo continua ad avere un'opinione diversa.
William Ralph Inge, Outspoken Essays, 1919

Si può passar sopra a un morso di lupo, ma non a un morso di pecora. 
James Joyce, Ulisse, 1922

La legge naturale varia secondo le nature. Un cavallo che non è carnivoro, giudicherà forse ingiusto un lupo che assalga e uccida una pecora, l’odierà come sanguina rio, e proverà un senso di ribrezzo, e d’indignazione abbattendosi a vedere qualche sua carnificina. Non così un lione. Il bene e il male morale non ha dunque nulla di assoluto. Non v’è altra azione malvagia, se non quelle che ripugnano alle inclinazioni di ciascun genere di esseri operanti: nè sono malvage quelle che nocciono ad altri esseri, mentre non ripugnino alla natura di chi le eseguisce.
Giacomo Leopardi, Zibaldone, 1817/32 (postumo 1898/1900)

Il pastore tiene lontano il lupo dalla gola della pecora, per questo la pecora ringrazia il pastore per essere il suo liberatore, mentre il lupo lo denuncia per il medesimo fatto ma come distruttore della libertà. Chiaramente la pecora e il lupo non sono d'accordo sulla definizione della parola libertà; e precisamente la stessa differenza oggi prevale tra le creature umane.
Abraham Lincoln, lettera al Sanitary Fair, Baltimora, 1864

A quasi ogni politico capita talvolta, in certe circostanze, di avere cosi bisogno di un uomo onesto, da irrompere nell'ovile simile a un lupo affamato: ma non per divorare poi il montone rubato, bensì per nascondersi dietro il suo dorso lanoso.
Friedrich Nietzsche, Umano troppo umano, 1878

Finché il sole risplenderà su le sciagure umane la pecora sarà mangiata dal lupo: rimane solo che chi sa e può non si faccia pecora.
Vilfredo Pareto, Un’applicazione di teorie sociologiche, 1900

Fede e conoscenza rinchiuse nella medesima testa non vanno d'accordo; ci stanno come un lupo e una pecora chiusi nella medesima gabbia: e la conoscenza è il lupo che minaccia di divorare la vicina.
Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

Faceva così freddo che i lupi mangiavano le pecore solo per la lana.
Anonimo

Proverbi sul Lupo e le pecore
  • Al lupo non mancano scuse per mangiar l’agnello.
  • Bisogna fare in modo che il lupo mangi e la pecora non muoia.
  • Chi commisera il lupo non ha pietà delle pecore.
  • Chi ha una pecora sola gliela mangia il lupo.
  • Chi pecora si fa il lupo se lo mangia.
  • Dal lupo non nascono agnelli.
  • Dove la pecora pasce il lupo mangia.
  • Estate o inverno il lupo mangia l’agnello.
  • Figlio di lupo pecore acchiappa.
  • Il numero delle pecore non fa paura al lupo.
  • La morte del lupo è la fortuna delle pecore.
  • Morte di lupo, sanità di pecora.
  • Non si mettono le pecore in guardia al lupo.
  • Non tutte le pecore son del lupo.
  • Per le pecore è follia parlare di pace con un lupo.
  • Quando il lupo è in gabbia fa l’agnello.
  • Quando muore il lupo le pecore non vestono a lutto.
Una pecora morta non ha paura del lupo.
Proverbio turco

Barzelletta sul lupo e l'agnello
Discussione tra un cinese e un sovietico. Il sovietico sostiene che è possibile far coesistere pacificamente il capitalismo e il socialismo. Il cinese non è d’accordo. Allora il sovietico porta il cinese allo zoo. Si ferma davanti a una gabbia dove stanno insieme un lupo e un agnello. Allo stupore del cinese, il sovietico esclama: «Hai visto? Come sempre è questione di organizzazione». «Mi sembra impossibile… un lupo e un agnello! È incredibile! Ma come avete fatto?» «Questione di organizzazione, te lo ripeto. E di costi: basta cambiare ogni mattina l’agnello!»

4. Licantropo / Lupo mannaro
© Aforismario

Licantropo. Un lupo che è stato un tempo un uomo, o lo diventa di tanto in tanto. Tutti i licantropi hanno un pessimo carattere, avendo assunto la loro forma mostruosa per soddisfare bestiali appetiti; ma alcuni, grazie a operazioni stregonesche, divengono relativamente umani, almeno quanto è possibile esserlo a chi abbia acquisito il gusto della carne umana.
Ambrose Bierce, Il dizionario del diavolo, 1911

[I lupi mannari] non sono solo nella casetta della nonna nel bosco. O solo a Londra.[1] Sono qui, in città. Vivono e lavorano tra noi. La maggior parte sa controllare la trasformazione, tenere a freno la bestia che ha dentro, ma a volte la bestia si libera...
Dylan Dog (Brandon Routh), in  Kevin Munroe, Dylan Dog - Il film, 2010

Lupi mannari. Queste creature notturne, altrimenti dette licantropi, forniscono la prova ulteriore del fatto che anche nell'immaginario la cattiveria ci fa una gran paura. Ci terrorizza l'idea che esistano esseri in grado di trasformarsi in animali feroci a causa di incontrollabili influssi esterni.
Willy Pasini, Volersi bene, volersi male, 1993

Modi di dire con "lupo"
  • Avere una fame da lupo.
  • Avere visto il lupo: detto di chi si ammutolisce per paura.
  • Crepi il lupo: risposta scaramantica all'augurio in bocca al lupo.
  • Gridare: al lupo!: essere allarmisti.
  • Homo homini lupus: locuzione latina che significa "l’uomo è un lupo nei confronti di un altro uomo". Il detto deriva dall'Asinaria di Plauto, ed è la costatazione dello spietato egoismo di cui molti danno prova nei confronti del prossimo.
  • In bocca al lupo: augurio scaramantico rivolto a chi deve sostenere una prova importante.
  • Lupus in fabula: il lupo nella favola. Si dice quando una persona fa la sua comparsa, gradita o no, proprio mentre si sta parlando di lei. L’espressione, che si incontra in vari autori latini, da Terenzio a Cicerone, si riferisce alle frequenti “entrate” del lupo nelle favole di Esopo.
  • Mettere il lupo nell'ovile: essere imprudenti.
  • Tempo da lupi: tempo atmosferico assai brutto. Secondo un’antica diceria, i lupi preferirebbero andare in giro proprio quando le condizioni atmosferiche sono cattive.
  • Affidare le pecore al lupo: affidare un compito a una persona non adatta a svolgerlo.
Filastrocca del lupo
Il tempo minaccia / il lupo va a caccia. Pioviscola / il lupo scodinzola. Piove / il lupo gode. Tira vento / il lupo è contento. Fa bufera / il lupo spera. / Grandina / il lupo sanguina. / Nevica / il lupo predica. / C’è il sole / il lupo fa l’amore.

Favole di Esopo sul Lupo
Esopo, Favole, I sec.

Il lupo e l’agnello
Un lupo che aveva visto un agnello intento a bere presso un fiume volle divorarlo, accampando una motivazione che fosse plausibile. Perciò, nonostante si trovasse più a monte, prese ad accusare l’agnello dicendo che gl’intorbidiva l’acqua, impedendogli di bere. Ma il lanuto rispose che stava bevendo a fior di labbra e che peraltro, trovandosi più a valle, non poteva sporcare l’acqua a lui. Il lupo allora, visto fallire il pretesto addotto, disse: «Però l’anno scorso tu offendesti mio padre!». E come l’agnello gli ebbe risposto che a quell’epoca non era ancora nato, gli fece il lupo: «Guarda che, pure se hai facili gli argomenti per scagionarti, non per questo rinuncerò a mangiarti». La favola dimostra che di fronte a coloro che hanno la propensione a commettere ingiustizie non può nulla neppure la difesa più giusta.

Il lupo e il leone
Un lupo una volta, avendo sottratto una pecora dal gregge, se la stava portando nella sua tana. Ma un leone lo affrontò e gli tolse la pecora. Quello allora, stando lontano, gli disse: «Ingiustamente m’hai tolto quel ch’era mio». E il leone allora ridendo commentò: «Ma certo! perché a te fu dato secondo giustizia da un amico!». La favola stigmatizza i ladri avidi e violenti, che si accapigliano anche tra loro, quando si trovano in qualche difficoltà.

Il lupo e il pastore
Un lupo andava dietro un gregge di pecore senza arrecare ad esse alcun danno. Il pastore dapprima lo teneva a bada come suo nemico e lo sorvegliava pieno di apprensione. Ma siccome quello lo seguiva continuamente senza mai alcuna iniziativa di rapina, alla fine il pastore, fattasi l’idea di avere in lui piuttosto un custode che un predatore, un giorno che aveva necessità di recarsi in città, affidò le pecore al lupo e andò via. E questo, ritenendo di dover cogliere tale occasione, lanciatosi sulle pecore, ne sbranò la maggior parte. Al suo ritorno il pastore, visto distrutto il suo gregge, esclamò: «Ebbene ho quel che mi merito; perché infatti ho affidato a un lupo le mie pecore?». Così pure quegli uomini che affidano un deposito a gente avida, è naturale che lo perdano.

Fiaba del lupo siberiano
Nicolai Lilin, Educazione siberiana © Einaudi 2009

Mio nonno [...] mi raccontava spesso una fiaba siberiana, una specie di metafora, il cui senso era proprio la perdita di dignità degli uomini che seguono una via sbagliata, attirati da falsi benefici. Quella fiaba parlava di un branco di lupi che erano messi un po’ male perché non mangiavano da parecchio tempo, insomma attraversavano un brutto periodo. Il vecchio lupo capo branco però tranquillizzava tutti, chiedeva ai suoi compagni di avere pazienza e aspettare, tanto prima o poi sarebbero passati branchi di cinghiali o di cervi, e loro avrebbero fatto una caccia ricca e si sarebbero finalmente riempiti la pancia. Un lupo giovane, però, che non aveva nessuna voglia di aspettare, si mise a cercare una soluzione rapida al problema. Decise di uscire dal bosco e di andare a chiedere il cibo agli uomini. Il vecchio lupo provò a fermarlo, disse che se lui fosse andato a prendere il cibo dagli uomini sarebbe cambiato e non sarebbe piú stato un lupo. Il giovane lupo non lo prese sul serio, rispose con cattiveria che per riempire lo stomaco non serviva a niente seguire regole precise, l’importante era riempirlo. Detto questo, se ne andò verso il villaggio. Gli uomini lo nutrirono coi loro avanzi, e ogni volta che il giovane lupo si riempiva lo stomaco pensava di tornare nel bosco per unirsi agli altri, però poi lo prendeva il sonno e lui rimandava ogni volta il ritorno, finché non dimenticò completamente la vita di branco, il piacere della caccia, l’emozione di dividere la preda con i compagni. Cominciò ad andare a caccia con gli uomini, ad aiutare loro anziché i lupi con cui era nato e cresciuto. Un giorno, durante la caccia, un uomo sparò a un vecchio lupo che cadde a terra ferito. Il giovane lupo corse verso di lui per portarlo al suo padrone, e mentre cercava di prenderlo con i denti si accorse che era il vecchio capo branco. Si vergognò, non sapeva cosa dirgli. Fu il vecchio lupo a riempire quel silenzio con le sue ultime parole: «Ho vissuto la mia vita come un lupo degno, ho cacciato molto e ho diviso con i miei fratelli tante prede, cosí adesso sto morendo felice. Invece tu vivrai la tua vita nella vergogna, da solo, in un mondo a cui non appartieni, perché hai rifiutato la dignità di lupo libero per avere la pancia piena. Sei diventato indegno. Ovunque andrai, tutti ti tratteranno con disprezzo, non appartieni né al mondo dei lupi né a quello degli uomini... Cosí capirai che la fame viene e passa, ma la dignità una volta persa non torna piú».

Note
  1. La citazione di Niccolò Machiavelli è stata tradotta in italiano moderno.
  2. Nella Divina Commedia la lupa è simbolo dell'avarizia.
  3. Vedi anche aforismi, frasi e citazioni su: Volpe - Pecora e Agnello

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