2016-02-13

Lautréamont - Aforismi e poesie di Maldoror

Selezione dei migliori aforismi e delle frasi più originali di Lautréamont (pseudonimo di Isidore Lucien Ducasse - Montevideo 1846 - Parigi 1870), scrittore, aforista e poeta franco-uruguayano. Della vita di Lautréamont, morto giovanissimo a soli 24 anni, si hanno pochissime informazioni. Nasce in Uruguay da genitori francesi, i quali lo mandano in Francia per compiere gli studi secondari nei licei di Tarbes (dal 1859 al 1862) e di Pau (dal 1863 al 1865). Nel 1868 si trasferisce a Parigi, dove stampa anonimamente il primo de I Canti di Maldoror [Les Chants de Maldoror]. Nel 1869, presso l'editore Albert Lacroix, fa stampare i sei canti che costituiscono l'opera completa, che però non viene messa in commercio per decisione dello stesso editore, intimorito dall'audacia e dalla violenza espressiva del testo. Il libro era firmato con lo pseudonimo di Conte di Lautréamont, nome ispirato dal romanzo Latréaumont (1837) di Eugène Sue. Nel 1870 Lautréamont pubblica i due fascicoli delle Poesie [Poésies I e II], questa volta con il suo vero nome: Isidore Ducasse. Alcuni mesi dopo, viene trovato morto in una stanza d'albergo. Le cause della morta sono rimaste misteriose, anche se si è parlato di suicidio o di colera. Lautréamont rimase completamente sconosciuto anche dopo la sua morte. La prima riscoperta della sua opera letteraria si deve a Léon Genonceaux, che nel 1890, pubblica i Canti di Maldoror, ad André Breton, che nel 1919 pubblica le Poesie sulla rivista Littérature, e a Philippe Soupault, che cura l'edizione completa delle Opere pubblicata nel 1927.
I canti di Maldoror (titolo che si può leggere anche "mal d'aurore", "male d'aurora") è un poema in prosa, che si caratterizza per la violenza e la blasfemia del linguaggio, ma soprattutto per la straordinaria fantasia e le geniali associazioni di immagini con le quali Lautréamont rappresenta le terribili imprese del malvagio Maldoror. Per lo stile della sua opera, che si inserisce nella tradizione del romanzo nero e del demoniaco sia letterario sia popolare, Lautréamont è stato classificato tra i poeti maledetti, mentre i surrealisti, che hanno contribuito in maniera decisiva alla sua fama postuma, ne hanno fatto una sorta di nume tutelare.
Per quanto riguarda le Poesie, contrariamente a quanto potrebbe far pensare il titolo, non si tratta di componimenti in versi, ma di aforismi, molti dei quali costituiti, provocatoriamente, da rovesciamenti semantici di diverse massime di autori noti (La Bruyère, La Rochefoucauld, Vauvenargues, Pascal, Dante Shakespeare). Lo stesso Lautréamont ha scritto in proposito: "Un prefetto di collegio potrebbe farsi un bagaglio letterario dicendo il contrario di ciò che hanno detto i poeti di questo secolo. Basterebbe che sostituisse le loro affermazioni con delle negazioni. E viceversa. Se è ridicolo attaccare i principi primi, è più ridicolo difenderli da questi stessi attacchi. Io non li difenderò. Il sonno è una ricompensa per gli uni, un supplizio per gli altri. Per tutti, una sanzione".
Lautréamont (Isidore Lucien Ducasse 1846-1870) scrittore e poeta franco-uruguayano 
I Canti di Maldoror
Les Chants de Maldoror, 1869 - Selezione Aforismario

Non è bene che tutti leggano le pagine che seguono; pochi soltanto potranno assaporare senza pericolo questo frutto amaro. Perciò, anima timorosa, prima di avventurarti oltre in queste lande inesplorate, volgi indietro i tacchi, e non in avanti. Ascolta bene ciò che ti dico: volgi indietro i tacchi.

Abbandona i pensieri che rendono il tuo cuore vuoto come un deserto; bruciano più del fuoco.

C'è gente che scrive per cercare il plauso umano, mettendo a frutto nobili qualità del cuore inventate dall'immaginazione o realmente possedute. Io, uso il mio genio per dipingere le delizie della crudeltà! Delizie non momentanee, artificiali, ma che sono iniziate con l'uomo e con lui finiranno.

Chi potrà mai capire perché mai due amanti che il giorno prima si idolatravano, per una parola male interpretata si separano, uno verso oriente, l'altro verso occidente, spinti dall'odio, dalla vendetta, dall'amore e dal rimorso, per non vedersi più, ognuno ammantato nella sua fierezza solitaria? Miracolo che ogni giorno si rinnova, e non per questo è meno miracoloso.

Chi potrà mai capire perché assaporiamo non solo le disgrazie generali dei nostri simili ma anche quelle particolari degli amici più cari, pur essendone nello stesso tempo afflitti?

Colui che dorme emette gemiti simili a quelli di un condannato a morte, finché si sveglia e si rende conto che la realtà è tre volte peggiore del sogno.

Devi essere potente, perché hai un volto più che umano, triste come l’universo, bello come il suicidio.

È bello contemplare le rovine delle città; ma è più bello contemplare le rovine degli umani!

Ipocritamente l'uomo dice «sì» e pensa «no». È per questo che i cinghialetti umani hanno tanta fiducia gli uni negli altri e non sono egoisti. La psicologia ha ancora molti progressi da compiere.

L'Eterno ha creato il mondo quale è: dimostrerebbe una grande saggezza se, nel tempo strettamente necessario per spezzare la testa di una donna con una martellata, dimenticasse la sua siderea maestà, per rivelarci i misteri tra i quali soffoca la nostra esistenza, come un pesce sul fondo di una barca.

La mia poesia consisterà soltanto nell'attaccare con ogni mezzo l'uomo, questa bestia feroce, e il Creatore, che non avrebbe dovuto generare gentaglia simile. I volumi si ammucchieranno sui volumi, fino alla fine della mia vita, eppure in essi si vedrà soltanto quest'idea, sempre presente alla mia coscienza!

La somma dei giorni non conta più, quando si tratta di valutare la capacità intellettuale di un volto serio. Io sono capace di leggere l'età nelle linee fisiognomiche della fronte: ha sedici anni e quattro mesi! È bello come la retrattilità degli artigli degli uccelli rapaci; o, ancora, come l'incertezza dei movimenti muscolari nelle pieghe delle parti molli della regione cervicale posteriore; o piuttosto, come quella perpetua trappola per topi che da sola, sempre tesa di nuovo dall'animale catturato, può prendere i roditori all'infinito, e funzionare anche nascosta sotto la paglia; e soprattutto, come l'incontro fortuito sopra un tavolo da dissezione tra una macchina per cucire e un ombrello!

La tua grandezza morale, immagine dell’infinito, è immensa come le riflessioni del filosofo, come l’amore della donna, come la bellezza divina dell’uccello, come le meditazioni del poeta. Tu sei più bello della notte. Rispondimi, oceano, vuoi essermi fratello?

Per l'uomo è un merito che Dio l'abbia giudicato capace di vincere le sue sofferenze più gravi.

Quando un giovane vede tra le braccia dell'amico la donna che idolatrava, allora si mette a fumare un sigaro; non esce di casa, e stringe un'amicizia indissolubile con il dolore; quest'atto si comprende.

Ricordalo bene; è per soffrire che siamo su questo vascello disalberato.

Soltanto una divinità di una potenza estrema può mostrare tanto disprezzo verso i fedeli che obbediscono alla sua religione.

Vecchio oceano, dalle onde di cristallo, tu somigli proporzionalmente a quei segni azzurrognoli che si vedono sul dorso martoriato dei mozzi; tu sei un livido immenso, applicato sul corpo della terra.

Addio, vecchio, e pensa a me, se mi hai letto. Tu, giovane, non disperarti; malgrado la tua opinione contraria, il vampiro ti è amico. Contando l'acaro sarcopto che produce la scabbia, avrai due amici!

Ricordalo bene; è per soffrire che siamo su questo vascello disalberato. (Lautréamont)
Poesie I
Poésies, 1870 - Selezione Aforismario
  • Alla malinconia sostituisco il coraggio, al dubbio la certezza, alla disperazione la speranza, alla malvagità il bene, ai lamenti il dovere, allo scetticismo la fede, ai sofismi la freddezza della calma, e all'orgoglio la modestia. 
  • Bisogna saper strappare bellezze letterarie perfino dal seno della morte; ma queste bellezze non apparterranno alla morte. La morte, in questo caso, non è altro che la causa occasionale.
  • Esiste una convenzione poco tacita tra l'autore e il lettore, in virtù della quale il primo si attribuisce il ruolo di malato, e accetta il secondo come infermiere. Il poeta, consolatore dell'umanità! I ruoli sono arbitrariamente invertiti.
  • I gemiti poetici di questo secolo non sono altro che sofismi.
  • Il gusto è la qualità fondamentale che riassume tutte le altre. È il nec plus ultra dell'intelligenza. Soltanto grazie ad esso, il genio è la salute suprema e l'equilibrio di tutte le facoltà.
  • Non date prova di mancanza delle convenienze più elementari e di cattivo gusto nei confronti del creatore.
  • Respingete l'incredulità: mi farete piacere.
  • Non esistono due generi di poesie; ce n'è uno solo.
  • Il vero dolore è incompatibile con la speranza. Per grande che sia questo dolore, la speranza s'innalza più alta ancora, di cento cubiti.
  • La malinconia e la tristezza sono già l'inizio del dubbio; il dubbio è l'inizio della disperazione; la disperazione è l'inizio crudele dei diversi gradi della malvagità.
  • La poesia non è la tempesta, e neppure il ciclone. È un fiume maestoso e fertile.
  • Per il solo fatto che un professore di seconda dice a sé stesso: "Anche se mi dessero tutti i tesori dell'universo, non vorrei aver fatto romanzi simili a quelli di Balzac e di Alexandre Dumas", solo per questo è più intelligente di Alexandre Dumas e di Balzac.
  • Se siete infelici, non bisogna dirlo al lettore. Tenetelo per voi.
  • Soffrire è una debolezza, quando possiamo farne a meno, e fare qualcosa di meglio.
  • Trasmettete a chi vi legge soltanto l'esperienza che nasce dal dolore, e che non è più il dolore stesso. Non piangete in pubblico.
  • Tutta l'acqua del mare non basterebbe a lavare una macchia di sangue intellettuale.
Poesie II
Poésies, 1870 - Selezione Aforismario
  • Bisogna aspettarsi tutto, e niente temere dal tempo, dagli uomini.
  • Bontà, il tuo nome è uomo.
  • Chi consideri la vita di un uomo, vi trova la storia del genere umano. Niente ha potuto renderlo malvagio.
  • Chi fosse nato per comandare, comanderebbe fin sul trono. 
  • Chi ragiona non crede contro la propria ragione. Ci sono uomini che non sono tipi. I tipi non sono uomini. 
  • È offendere gli umani, lodarli in modo tale da allargare i limiti del loro merito. Molta gente è abbastanza modesta da sopportare facilmente di essere stimata.
  • È una prova d'amicizia non accorgersi che quella dei nostri amici aumenta.
  • Elohim è fatto a immagine dell'uomo. 
  • Esiste una logica per la poesia. Non è la stessa della filosofia. I filosofi non sono all'altezza dei poeti. I poeti hanno il diritto di considerarsi superiori ai filosofi.
  • Fino ad oggi si è descritta l'infelicità per ispirare il terrore, la pietà. Descriverò la felicità per ispirare i loro contrari. 
  • Gli uomini che hanno preso la risoluzione di detestare i loro simili ignorano che bisogna cominciare col detestare se stessi. 
  • Gli uomini che non si battono in duello credono che gli uomini che si battono nei duelli all'ultimo sangue siano coraggiosi.
  • I bambini che nascono non conoscono nulla della vita, neppure la grandezza. 
  • I giudizi sulla poesia hanno più valore della poesia. Sono la filosofia della poesia. La filosofia, così concepita, ingloba la poesia. La poesia non potrà fare a meno della filosofia. La filosofia potrà fare a meno della poesia. 
  • I grandi pensieri vengono dalla ragione.
  • I tre puntini finali mi fanno alzare le spalle di pietà. Si ha bisogno di questo per provare che si è un uomo di spirito, cioè un imbecille? Come se la chiarezza non valesse il vago, a proposito di puntini!
  • Il cuore dell'uomo è un libro che ho imparato ad apprezzare. 
  • Il dubbio è un omaggio reso alla speranza. Non è un omaggio volontario. La speranza non acconsentirebbe ad essere soltanto un omaggio. 
  • Il fascino della morte esiste solo per i coraggiosi. 
  • Il fenomeno passa. Io cerco le leggi. 
  • Il genio garantisce le facoltà del cuore. 
  • Il giudizio è infallibile. 
  • Il male insorge contro il bene. Non può fare di meno. 
  • Il modo migliore di persuadere consiste nel non persuadere. 
  • Il plagio è necessario. Il progresso lo implica. Stringe da vicino la frase di un autore, si serve delle sue espressioni, cancella un'idea falsa, la sostituisce con l'idea giusta. 
  • Il riserbo è il tirocinio delle menti.
  • La disperazione è il più piccolo dei nostri errori.
  • La forza della ragione appare meglio in coloro che la conoscono che in coloro che non la conoscono.
  • La fraternità non è un mito. 
  • La generosità gioisce della felicità altrui, come se ne fosse responsabile.
  • La moderazione dei grandi uomini limita soltanto le loro virtù.
  • La natura ha perfezioni per mostrare che è l'immagine di Elohim, e difetti per mostrare che non è meno della sua immagine.
  • L'amore della giustizia, nella maggior parte degli uomini non è altro che il coraggio di subire l'ingiustizia.
  • L'amore di una donna è incompatibile con l'amore dell'umanità. 
  • L'amore non è la felicità. 
  • L'amore non si confonde con la poesia. 
  • Lasciate ogni disperazione, voi ch'entrate.
  • Le bufere della giovinezza precedono i giorni radiosi. 
  • Le parole che esprimono il male sono destinate ad assumere un significato di utilità. Le idee migliorano. Il senso delle parole vi partecipa. 
  • L'incoscienza, il disonore, la lubricità, l'odio, il disprezzo degli uomini sono a prezzo di denaro. La liberalità moltiplica i vantaggi delle ricchezze.
  • L'ordine domina nel genere umano. La ragione, la virtù non vi prevalgono.
  • L'uomo non è meno immortale dell'anima. 
  • Mettete una penna d'oca in mano a un moralista che sia uno scrittore di prim'ordine. Sarà superiore ai poeti. 
  • Mi immagino Elohim più freddo che sentimentale. 
  • Molte cose certe sono contraddette. Molte cose false sono incontraddette. La contraddizione è il segno della falsità. L'incontraddizione è il segno della certezza.
  • Nella sventura, il numero degli amici aumenta.
  • Niente che sia vero è falso; niente che sia falso è vero. Tutto è il contrario di sogno, di menzogna. 
  • Niente è stato detto. Si arriva troppo presto da più di settemila anni da quando esistono uomini. Per quanto riguarda i costumi, come per il resto, il meno buono è còlto. Abbiamo il vantaggio di lavorare dopo gli antichi e i capaci tra i moderni. 
  • Noi non siamo liberi di fare il male. 
  • Noi siamo liberi di fare il bene. 
  • Non bisogna credere che ciò che la natura ha fatto grazioso sia vizioso. Non c'è secolo, non c'è popolo che abbia stabilito virtù e vizi immaginari.
  • Non bisogna lasciarsi dominare dall'accidentale.
  • Non c'è niente d'incomprensibile. 
  • Non conosco altra grazia se non quella di essere nato. Una mente imparziale la trova completa. 
  • Non conosco ostacoli che superino le forze dello spirito umano, tranne la verità. 
  • Non imperfetto, non decaduto, l'uomo non è più il grande mistero. 
  • Non permetto a nessuno, neppure a Elohim, di dubitare della mia sincerità. 
  • Non si può giudicare la bellezza della vita se non da quella della morte.
  • Ogni volta che ho letto Shakespeare, mi è sembrato di tagliuzzare il cervello di un giaguaro. 
  • Poco ci consola. Molto ci affligge.
  • Possiamo giudicare la bellezza della morte solo da quella della vita.
  • Prendiamo la vita con gioia, purché non se ne parli.
  • Quando i doveri ci hanno esauriti, crediamo di aver esaurito i doveri. Diciamo che tutto può riempire il cuore dell'uomo. 
  • Quando un pensiero ci si offre come una verità banale, e noi ci diamo la pena di svilupparlo, troviamo che è una scoperta.
  • Se i nostri amici ci rendono dei servigi, noi pensiamo che, in quanto amici ce li devono. Non pensiamo affatto che ci debbano la loro inimicizia.
  • Se la morale di Cleopatra fosse stata meno corta, il volto della terra sarebbe cambiato. Non per questo il suo naso sarebbe diventato più lungo.
  • Se non avessimo difetti, non proveremmo tanto piacere a correggerci, a lodare negli altri ciò che a noi manca.
  • Si apprezzano i grandi progetti, quando ci si sente capaci di grandi successi.
  • Si dicono cose solide, quando non si cerca di dirne di straordinarie.
  • Si può essere giusti, se non si è umani.
  • Siamo così poco presuntuosi che vorremmo essere conosciuti da tutta la terra, anche dalla gente che verrà quando non ci saremo più. Siamo così poco vanitosi, che la stima di cinque persone, facciamo sei, ci allieta, ci onora.
  • Siamo costernati delle nostre ricadute, di vedere che le nostre sventure hanno potuto correggerci dei nostri difetti. 
  • Una massima, per essere ben fatta, non richiede di essere corretta. Richiede di essere sviluppata. 
Libro di Lautréamont consigliato
Canti di Maldoror
Poesie - Lettere
Traduzione: Lanfranco Binni
Editore: Garzanti, 1990 

"Voglia il cielo che il lettore, reso ardito e momentaneamente feroce come ciò che legge, trovi, senza perdere l’orientamento, il suo cammino scosceso e selvaggio attraverso le paludi desolate di queste pagine oscure e avvelenate; infatti, a meno che non applichi alla lettura una logica rigorosa e una tensione intellettuale pari almeno alla sua diffidenza, le esalazioni mortali di questo libro gli impregneranno l’anima come l’acqua lo zucchero. Non è bene che tutti leggano le pagine che seguono; pochi soltanto potranno assaporare senza pericolo questo frutto amaro. Perciò, anima timorosa, prima di avventurarti oltre in queste lande inesplorate, volgi indietro i tacchi, e non in avanti. Ascolta bene ciò che ti dico: volgi indietro i tacchi, non in avanti, come lo sguardo di un figlio che rispettosamente si distolga dall’augusta contemplazione del viso materno; o piuttosto come un angolo a perdita d’occhio di uno stormo di gru intirizzite e pensierose che d’inverno voli possente attraverso il silenzio, a vele spiegate, verso un punto determinato dell’orizzonte da cui si alzi all’improvviso un vento strano e forte, ad annunciar tempesta. A questa vista la gru più vecchia, che da sola è l’avanguardia, scuote la testa come persona saggia e fa schioccare il becco; non è contenta (neppure io lo sarei, al suo posto), e il suo vecchio collo, sguarnito di piume e contemporaneo di tre generazioni di gru, si muove con ondulazioni irritate, presaghe del temporale che si avvicina. Dopo aver scrutato più volte in ogni direzione, con sangue freddo, con gli occhi dell’esperienza, prudentemente, la prima (a lei spetta il privilegio di mostrare le piume della coda alle altre gru d’intelligenza inferiore), con il suo vigile grido di vedetta malinconica per respingere il nemico comune, con flessibilità vira la punta della figura geometrica (forse è un triangolo, ma non si scorge il terzo lato formato nello spazio da questi strani uccelli migratori), ora a babordo, ora a tribordo, come un abile capitano; e, manovrando con ali che non appaiono più grandi di quelle di un passero, poiché non è sciocca imbocca un altro cammino filosofico, più sicuro". Riusciremo mai a prestar fede a Lautréamont? Non sarà forse l'intera sua opera la grandiosa beffa di un giovane di genio, come tuttora molti ipotizzano? Sta di fatto che da ben più di un secolo, ormai, egli mena per il naso lettori e critici; sui suoi testi sconcertanti si sono versati fiumi d'inchiostro, e ancora se ne verseranno. Ma arrivato in fondo al volume, anche il più sprovveduto dei dilettanti comprende il perché di tanta passione, di tanto caparbio ostinarsi: come maggiormente si ama ciò che ci si nega, e forse si ama proprio in ragione di tal negarsi, così la pagina strabocchevole, rutilante, iperbolica di Lautréamont, ricca d'invenzioni verbali, di cervellotiche elucubrazioni, di acrobazie da funambolo di razza, possiede un enorme potere di attrattiva, un fascino spesso ipnotico a cui è assai difficile sottrarsi.

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