2016-02-05

Piero Angela - Frasi e citazioni divulgative

Selezione delle migliori citazioni e delle frasi più interessanti di Piero Angela (Torino 1928), giornalista, saggista e divulgatore scientifico italiano. La prima grande passione di Piero Angela è stata la musica, e in gioventù ha suonato per qualche anno il pianoforte in un trio jazz. La sua carriera giornalistica comincia nel 1952, quando viene assunto dalla RAI come cronista del Giornale Radio. Nel 1955, dopo l'avvento della televisione, diviene corrispondente per il Telegiornale, prima da Parigi e poi da Bruxelles. Negli anni '70 conduce il Telegiornale Nazionale e, successivamente, il TG2. In questo stesso periodo, realizza una serie di documentari sul programma Apollo (che doveva portare i primi esseri umani sulla Luna), dando così inizio alla sua straordinaria attività di divulgatore scientifico, attività per la quale riceve il Premio Kalinga nel 1993 e che lo renderà uno dei personaggi televisivi più popolari d'Italia. Il grande successo televisivo arriva nel 1981 con il programma Quark (che nel 1995 diventa Superquark), titolo che egli stesso spiegava così nel corso della prima puntata: "Il titolo è un po' curioso e lo abbiamo preso a prestito dalla fisica, dove molti studi sono in corso su certe ipotetiche particelle subnucleari chiamate appunto quark, che sarebbero i più piccoli mattoni della materia finora conosciuti. È quindi un po' un andare dentro le cose". La grande capacità di rendere semplici anche gli argomenti più ostici, la chiarezza e la pacatezza dell'esposizione, hanno fatto sì che Piero Angela diventasse una sorta di "maestro di scienze" per intere generazioni d'italiani. Sull'importanza della divulgazione scientifica, ha affermato: "L'ambiente in cui oggi viviamo e pieno di linguaggi che non comprendiamo: linguaggi che riguardano il mondo dell'economia, della tecnologia, dell'arte, della politica, della scienza ecc. La difficoltà, molto spesso, non è nei concetti, ma nel modo in cui sono espressi. [...] La divulgazione deve infatti fare i conti con questi due problemi, che richiedono competenza e immaginazione: cioè da un lato comprendere nel modo giusto le cose, interpretandole adeguatamente per trasferirle in un diverso linguaggio: dall'altro essere non solo chiari ma anche non-noiosi, pur mantenendo integro il messaggio (anzi, non aver paura di esser divertenti: l'umorismo è uno dei compagni di strada dell'intelligenza). Per queste ragioni, paradossalmente, si può dire che è più difficile... essere facili. Tutti, infatti, sono capaci di parlare o di scrivere in modo oscuro e noioso: la chiarezza e la semplicità, invece, sono scomode. Non solo perché richiedono più sforzo e più talento, ma perché quando si è costretti a essere chiari non si può barare. Sappiamo tutti, per esperienza, che le parole possono spesso servire da cortina fumogena per nascondere i pensieri. O per nascondere la propria ignoranza su certi argomenti. Rimanendo nel vago e nell'ambiguo, si riescono più facilmente a mascherare i buchi. Invece, quando si è obbligati a esser semplici, bisogna dimostrare di aver capito davvero. Anzi di essere arrivati al nocciolo della questione e di averne individuato i meccanismi. (Viaggi nella scienza, Garzanti 1982). Nel 1989 è tra i fondatori del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale), organizzazione educativa senza fini di lucro, nata per promuovere l'indagine scientifica e critica sui cosiddetti fenomeni paranormali e più in generale sulle pseudoscienze. L'attività divulgativa di Piero Angela si svolge anche a livello editoriale, avendo all'attivo oltre trenta libri di carattere informativo su temi che variano dalla cosmologia alla biologia, dalla psicologia alla sociologia, dalla politica all'economia, ecc. Tra i titoli più noti, dai quali sono state tratte le citazioni riportate su Aforismario, si possono ricordare: Da zero a tre anni (1973), Viaggio nel mondo del paranormale (1978), Viaggi nella scienza (1982), Ti amerò per sempre (2005).
Piero Angela (1928) giornalista e saggista italiano
L'uomo e la marionetta
Il comportamento quotidiano visto attraverso i condizionamenti biologici
© Garzanti 1972 - Selezione Aforismario

Crediamo di essere liberi, mentre la biologia ci dimostra che siamo delle macchine chimiche completamente condizionate dai cromosomi e dall'ambiente che ci circonda.

L'intelligenza, come muscolo di sopravvivenza, cominciò ad avere successo fin dall'età primitiva, quando consentì all'uomo di costruirsi armi migliori e sopraffare un nemico più forte fisicamente: oggi noi rifiutiamo la violenza, proprio perché abbiamo creato una diversa scala di priorità nella sopravvivenza: quella dell'intelligenza.

La ricerca è per definizione movimento: ciò che era vero ieri non lo è più oggi, e sarà ancora modificato domani.

Da zero a tre anni
La nascita della mente
© Garzanti 1973 - Selezione Aforismario

Credo che un genitore debba cercare di proporre al figlio la parte migliore di sé: non solo, ma debba cercare di viverla, perché non si può offrire soltanto un modello, ma anche un esempio.

Data la rapidità crescente dei cambiamenti culturali è difficilmente pensabile che un genitore, per quanto «moderno», possa trasmettere al figlio un modello valido per il resto della vita: ciò sarebbe molto presuntuoso e poco intelligente. Deve invece cercare di stimolare la sua capacità di giudicare le situazioni e di trovare le risposte giuste. Non deve cioè insegnargli un percorso, ma insegnargli a guidare.

Essere un uomo colto oggi, molto più che in passato, vuol dire essere un uomo del proprio tempo, con lo sguardo puntato verso l'avvenire: non si può più fare dell'archeologia culturale (come si continua a fare), se prima non si è capito profondamente il messaggio del futuro.

Il bambino, come un attore, è più aiutato dal desiderio degli applausi che dal timore dei fischi.

Il cervello del bambino è come una scacchiera. All'inizio qualunque partita è teoricamente possibile, qualunque mossa brillante è ipotizzabile. Poi, quando si cominciano a muovere i pezzi, le combinazioni iniziali via via diminuiscono e il gioco comincia a «strutturarsi» in un certo modo.

Il cervello si sviluppa in base a un programma automatico, come un fiore, stimolato dall'ambiente nutritivo che lo circonda, e alla nascita il bambino presenterà un certo tipo di rete nervosa che sarà il risultato del programma contenuto nell'eredità paterna e materna.

Le risposte sono sempre limitate, provvisorie, insoddisfacenti. Le domande invece sono il vero motore dell'attività mentale: un uomo che non si pone domande, o che si contenta delle risposte, non va molto lontano.

L'immaginazione è la qualità più tipicamente umana, quella che consente di creare, inventare, capire. È la qualità che consente all'uomo di trovare un margine di libertà, di sfuggire, in parte, alla sua condizione di marionetta mossa dai fili genetici e ambientali.

L'uomo deve dubitare: il dubbio è un atteggiamento di ricerca, di esplorazione: la certezza, soprattutto quella ideologica o dogmatica, possono forse renderlo più integrato, e in un certo senso più felice, ma con un costo intellettuale molto elevato, che è quello della sua rinuncia a dubitare, esplorare, e quindi pensare.

Non si tratta di insegnare al bambino delle cose, ma insegnare a imparare attraverso le cose.

Occorre che il bambino possa esercitare la sua curiosità, la sua iniziativa, e che quindi venga messo nelle situazioni adatte per sviluppare queste qualità, senza che gli vengano inseriti dei modelli e delle formule già bell'e pronte, tali da scoraggiare l'immaginazione (che è lo strumento essenziale per pensare e quindi per arricchirsi mentalmente). Come dice un detto ormai celebre della moderna psicologia: ogni volta che si insegna qualcosa a un bambino gli si impedisce di scoprirla da solo.

Osservato da un'altra galassia, il destino umano può apparire poca cosa: un breve momento, tra l'esplosione iniziale e (probabilmente) quella finale. Ma, vissuta dall'interno, questa vita è per noi la cosa più preziosa: è una fiaccola che dobbiamo cercare di trasmettere a lungo, di mano in mano, secondo un percorso che sembra addentrarsi sempre più in quella che è la vera vocazione dell'uomo: la conoscenza.

Per un genitore è importante capire che suo figlio più ancora che un ingegnere o un medico, deve saper diventare un uomo.

Un uomo può studiare tutta la vita filosofia, oppure mungere tutto il giorno mucche, non per questo suo figlio nascerà più o meno intelligente di quanto gli consenta il suo patrimonio genetico cioè le potenzialità mentali derivanti dalla qualità delle sue cellule nervose. La cultura non entra nei cromosomi, così come non entra alcun altro carattere acquisito.

Per un genitore è importante capire che suo figlio più ancora che un ingegnere o un medico, 
deve saper diventare un uomo. (Piero Angela con il figlio Alberto)
Nel buio degli anni luce
© Garzanti 1977 - Selezione Aforismario

Con il solo risparmio energetico si potrebbe «liberare» tanta energia quanta ne producono da sole le centrali nucleari, e sarebbe quindi più conveniente investire soldi e sforzi nel campo del risparmio anziché in quello della produzione di energia. 

«La liberazione della donna è un sottoprodotto del petrolio...» Questa frase suscita naturalmente subito reazioni diverse, a volte indignate. Però riesce ad «agganciare» chi ascolta, sia pure in modo provocatorio, su un concetto che a me pare fondamentale: e cioè che soltanto la disponibilità di energia (e di tecnologia, perché in definitiva anche l'energia è solo tecnologia, nel senso che è il risultato di una capacità di estrarre e utilizzare risorse) permette alla donna (e a chiunque altro) di uscire dal sottosviluppo, e di accedere a nuovi beni e a nuovi ruoli. 

La scuola oggi è incapace di sviluppare quelle competenze e quei talenti che sono oggi necessari per continuare ad appartenere a una società industriale avanzata. È talmente distaccata dalle vere esigenze del mondo del lavoro da essere diventata, in larga misura, una fabbrica di disoccupati con la laurea.

Le conoscenze di un individuo hanno valore soltanto se possono permettergli di capire il mondo in cui vive e eventualmente permettergli di modificarlo a suo vantaggio.

Per affrontare seriamente la crisi energetica sembra ormai inevitabile ricorrere massicciamente alla fonte più abbondante di energia che esista, quella meno inquinante, meno costosa, più disponibile immediatamente: cioè il risparmio di energia...

Viaggio nel mondo del paranormale
Indagine sulla parapsicologia
© Garzanti 1978 - Selezione Aforismario

Abbiamo bisogno non solo di buoni farmaci ma anche di un buon ambiente psicologico, che ci consenta di ritrovare un equilibrio interno che la biochimica da sola non può compensare.

Basarsi su un oroscopo per determinare il proprio destino sarebbe come calcolare esattamente la traiettoria di un volo di quaglie.

C'è un altro tipo di "oroscopo" che può essere considerato attendibile: ed è quello che riguarda lo spazio, più che il tempo. In altre parole studiando non quando uno è nato, ma dove è nato. Se un individuo nasce in un ambiente povero oppure ricco, in un paese arretrato oppure evoluto, in una famiglia colta oppure ignorante, ebbene in questo caso certamente questa "posizione" iniziale ha molta importanza, e influenzerà senza dubbio il destino individuale. Ciò però non ha niente a che fare con l'astrologia, bensì con i problemi dell'educazione, dello sviluppo (o del sottosviluppo) sociale ed economico.

Certo, dire che Babbo Natale non esiste non è una bella notizia. Anzi, è una brutta notizia. D'altra parte cosa si dovrebbe dire? Che ci sono le prove scientifiche dell'esistenza di Babbo Natale? E che esistono le testimonianze di milioni di persone che hanno trovato giocattoli sotto il camino o sotto l'albero?

Ci sono sempre persone che hanno avuto un «presentimento». Il fatto è che questi «presentimenti» non vengono mai resi noti quando non succede nulla (cioè nella stragrande maggioranza dei casi): ma solo quando succede qualcosa.

È davvero patetico vedere fino a che punto certi personaggi si dimostrino ingenui e pronti a credere a tutto, dal momento che si avvicinano a un fenomeno già convinti che esso esista.

Fare un oroscopo, come tutti sanno, non è cosa semplice: occorrono calcoli complessi. Questo aspetto "scientifico" del lavoro ha dato un certo tono di credibilità all'astrologia; infatti un cliente vede nell'elaborazione del suo oroscopo uno studio "oggettivo" della sua posizione astrale, una ricerca approfondita nel suo dossier cosmico, quasi come se venissero analizzati i globuli rossi del suo sangue o il tasso di emoglobina.

Le predizioni astrologiche si «avverano» seguendo il meccanismo di tutte le altre profezie e previsioni fatte da veggenti e cartomanti: come sempre, infatti, il cliente inconsciamente «seleziona» i risultati, si identifica con certe descrizioni caratteriali che si adatterebbero a molte altre persone, ricorda solo le cose azzeccate, «interpreta» le altre ecc.

Le qualità dell'uomo vengono esaltate dalla sua capacità di elevarsi nella conoscenza, più che nel suo talento di coltivare antiche illusioni.

Molta gente vuole credere ai medium, ai veggenti, ai fenomeni paranormali: il loro obiettivo non è di verificare se si tratta di cose vere oppure no, se sono fenomeni genuini o soltanto illusioni, ma piuttosto di avere una speranza per l'avvenire, di ascoltare cose meravigliose, di entrare in dimensioni piene di mistero e di fascino.

Neppure quando vengono rivelati i trucchi e i sotterfugi certa gente si convince di esser stata presa in giro. Il desiderio di credere in questi fenomeni è così forte, che resiste ad ogni choc.

Non è detto che il sapere porti alla felicità, anzi è più probabile il contrario, proprio perché genera dubbi e toglie sicurezza.

Penso che l'avventura dell'intelligenza sia molto più stimolante di quella della credulità. E che il desiderio di scoprire sia più eccitante di quello di rimanere nella stanza delle fiabe.

Personalmente penso che le qualità dell'uomo vengono esaltate dalla sua capacità di elevarsi nella conoscenza, più che nel suo talento di coltivare antiche illusioni.

Se in questi 100 anni si fossero trovati veramente dei fenomeni paranormali, la comunità internazionale degli scienziati li avrebbe senz'altro riconosciuti, anche perché la scienza è un po' come lo sport: non può negare certi risultati, a condizione, ovviamente, che siano controllati da giudici indipendenti.

Tutti coloro che in un modo o nell'altro vogliono esplorare la realtà dei fenomeni paranormali hanno indubbiamente un interesse comune: quello di evitare i trabocchetti. Non è infatti sugli errori, le illusioni, o i trucchi che si può costruire una nuova dimensione, qualunque essa sia: e neppure una nuova scienza.

Nel Cosmo alla ricerca della vita
© Garzanti 1980 - Selezione Aforismario

Dopo un fantastico viaggio nel cosmo iniziato con il Big Bang, tutti questi atomi che vediamo in natura sono stati cucinati nelle supernove, poi compressi, aggregati, bolliti, raffreddati. E infine riuniti insieme per costruire questi straordinari esseri viventi (e pensanti) che vediamo intorno a noi. Sono atomi, in fondo, che ora tornano a guardare verso lo spazio da dove sono venuti e a contemplare la propria origine. In un certo senso è l'Universo che comincia a guardare se stesso. 

Forse c'è qualcun altro, su un altro pianeta, in questo momento, che scruta il cielo nella nostra direzione. O forse no. Forse siamo soli nello spazio. In ogni caso guardando tutt'intorno l'Universo c'è una sensazione molto forte che emerge, almeno questa è la sensazione che personalmente io provo: quella di sentirsi molto più vicini alla nostra vecchia Terra, che rimane, malgrado tutti i suoi difetti, un posto meraviglioso per vivere.

Il Big Bang (che appare ormai sempre più confermato dai dati sperimentali) può essere considerato un po' il nostro antenato più lontano, il primo ceppo dell'albero genealogico del Cosmo, che attraverso ramificazioni successive ha portato alla nascita di tutto ciò che vediamo nello spazio, e anche alla nascita di questa fogliolina che è la vita sulla Terra. 

Le teorie sono certamente utilissime, perché sono stimolanti e servono per impostare una ricerca. Ma senza verifiche sperimentali restano quello che sono: cioè solo delle ipotesi.

Miliardi di stelle in miliardi di galassie che si espandono nello spazio-tempo, in un grandioso volo cosmico iniziato con ogni probabilità con una gigantesca esplosione, all'incirca diciotto miliardi di anni fa. Se potessimo, come alla moviola, fermare l'azione e tornare indietro nel passato vedremmo queste stelle convergere verso un solo punto. Un punto di partenza iniziale estremamente denso e caldo, dove non vi erano ancora atomi, ma probabilmente solo una concentrazione di particelle elementari e di radiazione, esplosa con il famoso Big Bang.

Uscendo fuori dai baratri dell'Universo, ci si rende conto di quanto sia dolce il nostro pianeta, con la sua natura, i suoi animali, i suoi paesaggi e la sua gente. Guardando molto lontano nello spazio e nel tempo si riesce a capire quanto siano preziose le cose che stanno qui accanto a noi, e che dovremmo imparare ad amare di più.
Solo una crescente efficacia nello spiegare
consente una crescente capacità di capire. (Piero Angela)
Viaggi nella scienza
Il mondo di Quark
© Garzanti 1982 - Selezione Aforismario

C'è gente che preferisce non capire anziché esigere chiarezza, perché sarebbe come ammettere che non è abbastanza intelligente e colta. La verità è che questa gente non ha abbastanza ricchezza interna per poter dire: «Non ho capito.»

Capire la scienza significa capire meglio l'uomo.

Curiosamente oggi si parla molto di partecipazione, intesa come uno strumento di sviluppo democratico, ma raramente si parla di divulgazione come condizione essenziale per capire e quindi per partecipare.

Divulgare significa semplicemente tradurre. Cioè dire la stessa cosa con altre parole.

È sorprendente che in un mondo come il nostro, che si basa sulla comunicazione, il problema di come comunicare continui a porsi solo marginalmente. Se ne parla molto, è vero, ma si fa assai poco per migliorarlo.

La ricchezza della vita è dovuta alla sua diversità.

La ricerca, oggi come in passato, non ha la pretesa di spiegare tutto: se ne guarda bene. Anzi, l'essenza della ricerca scientifica è proprio di considerare ogni conoscenza provvisoria, e cercare di superarla con nuove scoperte e ragionamenti.

Le galassie sono come «ghiaia» lanciata nello spazio dal Big Bang: se l'attrazione gravitazionale non è sufficiente se ne voleranno via per sempre, altrimenti potranno essere «richiamate» e collassare verso il punto iniziale.

Lo spazio è il nostro progenitore diretto, poiché gli atomi e le molecole che ci formano sono arrivati un giorno qui sulla Terra dopo un lungo viaggio spaziale.

Nella vita, naturalmente, occorre sempre questo equilibrio tra forza e gentilezza, tra aggressività e attrazione. Gli individui che incontrano il maggior successo (e non solo con le donne) solitamente sono forti dentro e cortesi fuori.

Nessuno può essere esperto in tutti i campi. Un avvocato, cui si parla di genetica, è solitamente al livello di un intelligente quindicenne. E così un alto magistrato cui si parli di neurofisiologia del cervello. Tutti hanno bisogno di divulgazione, sia le persone colte che quelle poco colte.

Ogni volta che si sottrae a qualcuno una parte della sua capacità di capire, lo si priva di una parte dei suoi diritti. È una censura mentale, una specie di furto neurologico che viene perpetrato in continuazione. Inconsapevolmente o consapevolmente.

Quando un lettore (o ancor più un telespettatore) non capisce, la colpa non è sua: ma è di chi non ha saputo comunicare. Cioè dell'autore. È stato lui a cacciarlo via.

Ricordo sempre quello che mi diceva la mia vecchia insegnante di pianoforte: per avere un buon tocco occorrono dita di acciaio in guanti di velluto... Forse anche nella vita è così.

Tutti sono capaci di parlare o di scrivere in modo oscuro e noioso: la chiarezza e la semplicità invece sono scomode. Non solo perché richiedono più sforzo e più talento, ma perché quando si è costretti a essere chiari non si può barare.

La macchina per pensare
Alla scoperta del cervello
© Garzanti 1983 - Selezione Aforismario

L'orologio dell'invecchiamento non è più quello che scandisce la perdita dei capelli o dell'efficienza muscolare, o della vista: il vero orologio è quello che scandisce l'invecchiamento dei neuroni e delle idee.

Ognuno di noi, attraverso i riti del corteggiamento e dell'accoppiamento (con tutto quello che ciò comporta: investimenti, stratagemmi, emozioni, magari anche poesie e musiche), diventa strumento inconsapevole di quell'esigenza fondamentale della natura che è la produzione di diversità.

Solo una crescente efficacia nello spiegare consente una crescente capacità di capire. E questa capacità di capire, a sua volta, influenza la capacità di agire in modo intelligente.

Tutti coloro che si occupano di insegnamento dovrebbero ricordare continuamente l'antico motto latino «ludendo docere», cioè «insegnare divertendo». Se si riesce infatti a inserire l'aspetto del «gioco» (nel senso dell'«interesse») eccitando così le motivazioni individuali e accendendo i cervelli, si riesce a moltiplicare in modo altissimo l'efficienza dell'informazione, dell'insegnamento, della comunicazione. Perché l'interessato «ci sta». È stimolato, partecipa, ricorda. E impara.

Un chilo e mezzo di cellule nervose, 4 miliardi d'anni di evoluzione. Il nostro cervello, proiettato nel futuro dell'elettronica, porta ancora stratificata dentro di sé la storia della vita.

Quark Economia
Per capire un mondo che cambia
© Garzanti 1986 - Selezione Aforismario

Il miglior investimento è mettere i soldi nel cervello dei figli, nello sviluppo della loro intelligenza, della loro capacità di essere creativi, competenti, adatti al mondo nuovo che si sta aprendo. 

La storia della vita sulla Terra, lo sappiamo, è la storia dell'adattamento all'ambiente. Attraverso una serie di mutazioni e di selezioni, le specie vegetali e animali si sono continuamente adattate all'ambiente in trasformazione, trovando ogni volta le soluzioni giuste per sopravvivere nei climi più diversi. Chi non s'adattava si estingueva. 

Ogni volta che si accende una lampadina, si inquina comunque sempre da qualche parte.

Un paese è moderno non solo perché ha dei computer o dei robot, ma soprattutto perché ha un tessuto culturale che gli consente di fare delle scelte coerenti.

I misteri del sonno
Nuove scoperte sul versante notturno della nostra vita
© Mondadori 1994 - Selezione Aforismario

Il sonno è un appetito che reclama la sua parte: occorre rispettare gli orari giusti di somministrazione, ma bisogna anche rispettare le quantità giuste.

In un sistema produttivo-competitivo, chi dorme è spesso considerato un individuo svogliato, un pigro; è una sciocchezza: se un individuo ha bisogno di dormire più a lungo, deve dormire di più (e, se è necessario che si alzi presto al mattino, deve naturalmente andare a letto prima). Ma l'idea che la gente produttiva debba dormire poco è un'assurdità, che fa il paio con quella dell'uomo virile che «sa reggere» l'alcol: gli ospedali e i cimiteri sono pieni di personaggi di questo tipo. L'importante, semmai, è essere in piena efficienza mentale durante la giornata lavorativa, e se una deprivazione di sonno compromette in qualche modo questa efficienza, il proverbio va rovesciato e riformulato così: «Chi non dorme (bene) non piglia pesci».

Premi e punizioni
Alla ricerca della felicità
© Mondadori 2000 - Selezione Aforismario

Il mondo è pieno di persone demotivate: nelle fabbriche, negli uffici, nelle scuole, nelle case. Persino in televisione e nel mondo dello spettacolo. Perché il loro sistema premi-punizioni non funziona nella maniera giusta. O si è appiattito fino a diventare quasi inesistente. Ci sono persone che hanno raggiunto posizioni in apparenza invidiabili, ma che sono infelici. O che si annoiano, perché non hanno più interessi: la loro vita è diventata come un elettroencefalogramma piatto. Il problema, infatti, è di riuscire a inserire continuamente motivazioni in quello che si fa. In molti casi, più che il risultato, conta il modo in cui lo si raggiunge.

La demeritocrazia è quello che capita in certe burocrazie pubbliche, dove l'assenza di premi e punizioni (chi fa bene non viene adeguatamente premiato, chi fa male non può essere adeguatamente punito) crea una mancanza di motivazioni e un appiattimento verso il basso delle prestazioni.

Ti amerò per sempre
La scienza dell'amore
© Mondadori 2005 - Selezione Aforismario

C'è un nuovo mondo che si sta ora aprendo all'infedeltà: quello di Internet. La grande novità è che qui gli incontri e i corteggiamenti possono avvenire senza uscire di casa, con persone sconosciute. E poi eventualmente concretizzarsi fuori, al momento giusto. Il che ha aperto nuovi orizzonti a lui, e forse più ancora a lei.

I contatti su Internet hanno questa peculiarità: sono un modo nuovo per parlare a uno sconosciuto senza esporsi troppo. È come andare a un ballo in maschera e fare un giro di valzer con un cavaliere anche lui mascherato. Parlando con uno sconosciuto, sotto anonimato, si possono dire cose che non si direbbero forse neanche alle migliori amiche, aprendosi e raccontando i propri pensieri e le proprie fantasie.

Il corpo comunica involontariamente tramite una grande quantità di segnali che rivelano la vera personalità e le donne, in particolare, sono molto brave a leggere questi segnali, come se avessero un radar. [...] Gli occhi qui assumono una grande importanza. Se gli occhi si incrociano e lo sguardo dura più di due secondi, seguito da un timido abbassarsi degli occhi, significa che c'è stato un contatto. È un segnale significativo, che permette di entrare in una nuova fase.

Innamorarsi veramente significa entrare in una dimensione del tutto differente, cambiare pianeta. Significa spostare il baricentro della propria vita e orbitare intorno a un nuovo punto di riferimento.

L'innamoramento non sarebbe altro che un sistema primario di sopravvivenza, frutto dell'evoluzione, e svolgerebbe un ruolo ben preciso, ossia quello di spingere gli esseri umani a creare un forte legame a due, attraverso una focalizzazione continua sulla persona amata, in modo da creare le basi, grazie a un'unione di coppia durevole, di quello che è il progetto essenziale della vita: la riproduzione e le successive cure parentali.

L'innamoramento non sarebbe altro che il cavallo di Troia escogitato dall'evoluzione per indurre due persone a unirsi, grazie a uno stato alterato della coscienza, in modo da creare le condizioni perché si riproducano.

L'amore colpisce in modo subdolo, spesso improvviso. È un sentimento irrazionale che penetra dolcemente e invade tutto l'organismo, come un'endovenosa che si diffonde capillarmente e che modifica il nostro modo di pensare e di agire. Provocando, a volte, una narcosi totale.

Oggi il numero dei single è molto elevato: alcuni lo sono per scelta, familiare o personale, altri perché sono separati o divorziati. Ma altri lo sono proprio perché non sono riusciti a trovare l'altra metà della mela. Perché le mele erano poche. O perché quelle giuste erano già impegnate. Oppure perché quelle che rimanevano erano delle pere...

Se calarsi come un palombaro alla ricerca delle correnti di fondo che muovono il nostro comportamento in amore è stimolante intellettualmente, lasciarsi invece andare, e farsi trasportare dalla corrente, vuol dire entrare in una nuova dimensione straordinaria dove non contano più le domande, le teorie, le sperimentazioni, ma solo uno sguardo: quello della persona che ci sta davanti. Alla quale si può dire con cosmica sincerità: "Ti amerò per sempre!".

Senza l'amore tutte le luci si sarebbero spente da tempo: perché è questa forza che permette alla vita di rinascere ogni volta e di passare da una generazione all'altra.

Su Internet c'è di tutto. E anche il contrario di tutto.

Un viso è come la copertina di un libro: può suscitare la voglia di sfogliarlo (oppure di riporlo subito nello scaffale). Ma solo cominciando a leggerlo ci si rende conto se vale la pena di continuare oppure no.

Una delle migliori definizioni dell'intelligenza è "flessibilità": cioè la capacità di trovare le soluzioni giuste non marciando diritti per la propria strada, ma cercando altri percorsi più fruttuosi.

Perché dobbiamo fare più figli
Le impensabili conseguenze del crollo delle nascite
© Mondadori 2008 (con Lorenzo Pinna) - Selezione Aforismario

È impensabile una società civile che non dia piena libertà alla stampa. Del resto sappiamo quante vicende, anche nel nostro paese, sarebbero rimaste nell'ombra senza il minuzioso lavoro di inchiesta di tanti giornalisti.

I figli riempiono una vita, diventano il centro di tutto: delle emozioni, dell'amore, della dedizione. Quando sono piccoli sono una continua scoperta, via via che i loro occhi e la loro mente si aprono alla vita. Dipendono completamente da noi, e ci rendiamo conto che solo le nostre cure permettono loro di vivere, di esprimersi e di svilupparsi. Man mano che crescono rappresentano un susseguirsi di gioie, di ansie, di soddisfazioni, di preoccupazioni, di momenti felici. I sacrifici fatti per loro non hanno peso. Qualunque genitore queste cose le sa benissimo. Soprattutto le madri.

In tutti questi anni si è parlato soprattutto del problema della sovrappopolazione nel mondo e dei rischi connessi. Ed è vero. È una grave distorsione che pagheremo cara. Ma questa esplosione demografica ha avuto luogo nelle regioni più povere del pianeta: quelle che faranno salire a oltre 9 miliardi la popolazione mondiale nel 2050.

A cosa serve la politica?
© Mondadori 2011 - Selezione Aforismario

A volte si dice che i figli dei fumatori tendono a essere fumatori: anche per quanto riguarda i libri, i figli di lettori mediamente tendono a essere lettori più degli altri. Perché sono influenzati dal modello dei genitori, dal livello culturale familiare, dall'esistenza stessa dei libri in casa, dagli stimoli che ricevono per la lettura (anche se non è sempre così).

Così come in un ecosistema naturale possono verificarsi inquinamenti che danneggiano l'ambiente con ripercussioni a catena, analogamente nell'ecosistema artificiale possono esservi “inquinamenti” (culturali, educativi, politici) che danneggiano l'insieme, con ripercussioni a vari livelli. Se infatti si vuol avere una società che funzioni, e che sia in grado di essere competitiva, creando benessere e sviluppo, bisogna evitare quelle incompatibilità che possono provocare guasti nel suo funzionamento.

È dalle menti che esce tutto ciò che permette di essere veramente competitivi.

Il peggior nemico della cultura è la noia, la mancanza di chiarezza, o l'assenza di creatività.

Il nostro cervello è fatto in modo che l'attenzione sia tanto più alta quanto più un avvenimento suscita emozioni.

In questo secolo e mezzo il terziario avanzato ha potuto crescere moltissimo solo grazie al fatto che nel primario (agricoltura) e nel secondario (industria e affini) vi è stato un tale aumento di efficienza che oggi bastano poche persone per produrre cibo e oggetti per tutti. C'è stata, cioè, una straordinaria moltiplicazione dei pani e dei prodotti di ogni tipo che hanno permesso per esempio a 10 milioni di studenti di studiare e a un milione di insegnanti di insegnare, senza dover produrre cibo, oggetti o servizi perché l'efficienza dell'ecosistema tecnologico ha reso possibile questa evoluzione.

L'insegnante è la persona alla quale un genitore affida la cosa più preziosa che possiede suo figlio: il cervello. Glielo affida perché lo trasformi in un oggetto pensante. Ma l'insegnante è anche la persona alla quale lo Stato affida la sua cosa più preziosa: la collettività dei cervelli, perché diventino il paese di domani.

La buona educazione consiste non soltanto nel comportarsi bene, ma anche nel fare in modo che gli altri si comportino bene. Rispettare le regole, ma farle anche rispettare.

Se un paese premia il merito a tutti i livelli crea le condizioni per migliorare il funzionamento della società e questo aiuta a migliorare anche la sua competitività.

Dietro le quinte della Storia
La vita quotidiana attraverso il tempo
© Rizzoli 2012 (con Alessandro Barbero)

Le persone che credono nell'occulto finiscono per avere paura dell'occulto. 

Tredici miliardi di anni
Il romanzo dell'Universo e della Vita,
© Mondadori 2015

La nostra generazione ha vissuto un’esplosione di conoscenze senza precedenti, e oggi possiamo cominciare a capire gran parte di quelli che in passato erano considerati enigmi insolubili.

Peccato che nessun cronista e nessun cameraman abbia potuto assistere in diretta all'evoluzione dell’Universo e della vita sulla Terra. Sarebbe stato il più grande reportage della storia.

Frasi da interviste e programmi TV
C'è un concetto di base nella scienza: ogni scoperta, ogni invenzione è sempre il frutto di ricerche precedenti che hanno preparato il terreno.

Bisogna vivere ogni giorno come se fosse l'ultimo, ma anche come se fosse il primo.

La morte è l'unico mistero che ancora non ho esplorato. Morire è un'avventura nei profondi abissi dell'inconscio e del subconscio, un viaggio verso la più lontana delle supernove e, al contempo, verso il più profondo dei fondali marini. Spero di riuscire a ricavarne del materiale per una nuova trasmissione.

La razionalità è sempre stata minoritaria, ma è una battaglia che vale la pena di combattere.

Frasi attribuite
Per approfondimenti vedi "Citazioni errate" su Aforismario.
  • Se gli oroscopi dei giornali fossero veri ci sarebbero soltanto 12 categorie di persone sulla Terra.
  • Bisogna avere sempre una mente aperta, ma non così aperta che il cervello caschi per terra.
Questa frase, in lingua italiana, è spesso attribuita a Piero Angela, ma come egli stesso ha sempre ammesso, si tratta di una citazione ripresa dal suo amico illusionista James Randi: "There is a distinct difference between having an open mind and having a hole in your head from which your brain leaks out" (Vi è una netta differenza tra l'avere una mente aperta e l'avere un buco in testa da cui il cervello fuoriesca). Tuttavia, il vero autore di questa frase rimane a tutt'oggi sconosciuto, ed è probabile che questa frase sia in realtà un vecchio detto di origine inglese di cui si sono perse le origini: By all means maintain an open mind, but not so open that your brain falls out" (Mantieni a ogni costo una mente aperta, ma non così aperta che ti caschi fuori il cervello).

Libri di Piero Angela consigliati
Viaggio nel mondo del paranormale
Indagine sulla parapsicologia

Editore: Garzanti 1978

Che cosa c’è di vero nei fenomeni paranormali? Credo che ognuno di noi, scettico o credente, si sia posto almeno una volta questa domanda, cercando di capire se veramente esiste “qualcosa” di paranormale nella natura umana, oppure se si tratti soltanto di illusione, coincidenze, o anche imbrogli. Possiamo, per esempio, comunicare per telepatia? Possiamo prevedere un avvenimento? O avere un sogno premonitore? È vero che alcuni riescono a vedere a distanza? O a prevedere il futuro? È possibile, con la sola forza della mente, spostare un oggetto? o piegare un cucchiaio, così come fa Uri Geller? E si può fotografare il pensiero? Esistono davvero energie sconosciute che ci permettono di far alzare un tavolo? o di far muovere un bicchierino attorno alle lettere di un alfabeto? È vero che certe persone posseggono un fluido energetico capace di guarire certe malattie? Oppure tutte queste cose non esistono? Anch'io mi sono posto queste domande. E sono partito in cerca di risposte. Con questo libro desidero ora trasmettere agli altri le esperienze e le testimonianze che ho raccolto, in varie parti del mondo, attraverso un’inchiesta per quanto possibile serrata e scrupolosa. Penso che questo materiale possa essere utile a tutti: a coloro che credono e a coloro che non credono.

Viaggi nella scienza
Il mondo di Quark
Editore: Garzanti 1982

Dopo il successo della trasmissione televisiva, Piero Angela ha riunito in questo libro il meglio di «Quark», rielaborando, ampliando (e in varie parti completamente riscrivendo) gli argomenti trattati nel programma, con il contributo dei principali autori. Il libro segue un filo conduttore cronologico, che partendo dalle origini dell'umanità porta ai problemi del presente e del futuro, muovendosi costantemente sulle due sponde della conoscenza: quella della ricerca di base (che tenta di capire l'uomo, la natura, le leggi che regolano la vita, l'universo, il cervello, il comportamento) e quella della ricerca applicata (con tutte le sue implicazioni energetiche, industriali, educative, militari, spaziali). È un viaggio di grande attualità nella scienza e nella tecnologia, realizzato con il costante desiderio di capire le cose e di organizzarle in un ragionamento d'insieme. Capire la scienza, infatti,significa anche comprendere meglio l'uomo; capire la tecnologia significa interpretare in modo nuovo i cambiamenti che si producono nelle nostre società, individuando le leve e i meccanismi che sono alla base delle trasformazioni. E anche delle crisi. In modo da poter agire nei sistemi in modo più intelligente.

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