2016-02-02

Thomas Szasz - Frasi antipsichiatriche

Selezione delle frasi più celebri e delle migliori citazioni di Thomas Szasz (Budapest 1920 - Manlius 2012), psicoanalista e psichiatra statunitense di origine ungherese. Nel 1938, all'età di diciotto anni, subito dopo essersi diplomato, Thomas Szasz emigra negli Stati Uniti per sfuggire alle persecuzioni razziali. Successivamente si iscrive all'università di Cincinnati, dove consegue la laurea in fisica e poi in medicina. Dopo un breve periodo di tempo in cui svolge l'attività di medico generico, inizia l'internato psichiatrico e il training psicoanalitico. Nel 1950 esercita la pratica psicoanalitica privata e diviene membro dell'Istituto di psicoanalisi di Chicago. Nel 1956 è nominato professore di psichiatria presso la State University of New York di Syracuse. Thomas Szasz è noto soprattutto per la sua critica al modello psichiatrico tradizionale, per cui è stato spesso associato al movimento antipsichiatrico degli anni '60 e '70, anche se non vi è mai fatto ufficialmente parte. Secondo Szasz, esistono malattie neurologiche, disordini comportamentali e problemi filosofico-esistenziali, ma non "malattie mentali", in quanto non vi sono lesioni o riscontri di tipo organico tipici delle malattie comunemente intese. Pertanto, la malattia mentale è più che altro un "mito" utilizzato per fini sociali, che favorisce gli interessi di alcuni a danno di altri, analogamente a quanto avvenne in passato per il mito religioso: "Per Szasz, mentre la malattia vera è una reale e oggettiva condizione abnorme del corpo, il termine 'malattie mentale', in quanto riferito a comportamenti che imitano la malattia, designa condizioni che malattia non sono. Quindi anche la psichiatria come forma di cura, propriamente parlando, non esiste. Come la malattia mentale, è una metafora e un mito. È una pseudoreligione di persone formalmente irreligiose, coi suoi preti ed esorcisti in camice bianco, col suo linguaggio, che non è latino ma il gergo medico e pseudomedico, coi suoi codici di condotta, che non sono etici ma legalistici, e con la sua teologia, che non è il cristianesimo ma il positivismo. Cosi come il concetto di malattia mentale è erroneo e fuorviante, le pratiche accettate e accreditate quali forme di psicoterapia sono scorrette, immorali, antiscientifiche, illusorie, spesso fraudolente e potenzialmente pericolose. Intese a guarire e recuperare i cosiddetti pazienti psichiatrici, sono il più delle volte strumenti di coartazione e di controllo di dissidenti, diversi e irregolari, e costituiscono una minaccia per la libertà e la dignità umana". [1] Gran parte dell'attività di Thomas Szasz è stata quella di ridefinire la nozione di follia (e della schizofrenia in particolare), in nome dei diritti individuali, contro le spinte autoritarie della psichiatria tradizionale. Si è pertanto dedicato allo sviluppo di una psichiatria alternativa che non consideri problemi di tipo medico quelli che sono conflitti umani e che non usi come criterio valutativo la conformità alle norme sociali ma la capacità di autodeterminarsi. Tra le sue opere più significative, da cui sono tratte la maggior parte delle citazioni riportate su Aforismario, ricordiamo: Il mito della malattia mentale (1961), Disumanizzazione dell’uomo (1970), I manipolatori della pazzia (1970), Il secondo peccato (1973) e Schizofrenia. Simbolo sacro della psichiatria (1976).
Thomas Szasz (1920-2012) psichiatra statunitense di origine ungherese.
Il mito della malattia mentale
The Myth of Mental Illness, 1961 - Selezione Aforismario

La malattia mentale è un mito. Gli psichiatri non si occupano di malattie mentali e dei loro trattamenti. In pratica si occupano di problemi personali, sociali ed etici del vivere.

Benché sia l'ultima arrivata delle scienze, la psichiatria è caratterizzata da una pletora di teorie e prassi diverse, in concorrenza tra di loro e che spesso si escludono a vicenda. Sotto questo rispetto, va ammesso francamente che la psichiatria è più simile alla religione e alla politica che alla scienza.

A un individuo riesce possibile servirsi di conflitti infrapersonali (o di passati infortuni) per evitare di affrontare difficoltà interpersonali e politico-sociali, esattamente come può far ricorso a queste per evitare di affrontare i primi.

Chiunque abbia orecchio per il linguaggio riconosce quanto sottile e permeabile alle mode sia il confine che separa il pretenzioso vocabolario della psichiatria dal ridicolo lessico della psicochiacchiera, e l'uno e l'altro dal gergo della quotidianità.

L'opera di cattivi maestri dà peggiori risultati che la mancanza stessa di maestri; e, contro di essi, la nostra unica arma è lo scetticismo.

Quella di malattia mentale è un'etichetta ambigua, e coloro che vi fanno ricorso sembrano desiderosi di aggirare ed evitare il conflitto di interessi tra il paziente e il suo ambiente (parenti, società, eccetera).

Se il problema dell'umana esistenza fosse la padronanza "del" gioco della vita, raggiunta questa meta, che cos'altro resterebbe da fare? Ma un gioco della vita, al singolare, non esiste: i giochi sono infiniti.

Siamo tutti studenti alla scuola della vita, scuola metaforica in cui nessuno di noi può permettersi scoraggiamento e disperazione. Eppure, in essa, cosmologie religiose, miti nazionalistici e, in tempi recenti, teorie psichiatriche, hanno avuto più spesso la funzione di maestri oscurantisti che portavano fuori strada gli allievi, anziché di autentici chiarificatori capaci di aiutarli ad aiutare se stessi.

In passato, gli uomini crearono le streghe; oggi creano i malati di mente. (Thomas Szasz)
Disumanizzazione dell’uomo
Ideology and insanity: essays on the psychiatric dehumanization of man, 1970
Selezione Aforismario

Chiamiamo malati fisici gli individui il funzionamento del cui corpo violi certe norme anatomiche e fisiologiche; analogamente chiamiamo malati mentali gli individui la cui condotta personale violi certe norme etiche, politiche e sociali.

Gli uomini desiderano la libertà e la temono.

I nostri avversari non sono i demoni, le streghe, il fato, o la malattia mentale. Non abbiamo alcun nemico che possiamo combattere, esorcizzare, o disperdere mediante una "cura." Quello che abbiamo, invece, sono i problemi della nostra vita - siano essi i carattere biologico, economico, politico o sociopsicologico.

Il "paziente psichiatrico" è una persona che non è in grado, o si rifiuta, di assumere un ruolo sociale legittimo. Questo non è permesso nella nostra cultura, né, per quanto ci riguarda, in alcun'altra cultura.

In certi periodi storici, concetti esplicativi come le divinità, le streghe e gli istinti apparivano non solo come teorie, ma come cause evidenti di un vasto numero di eventi. Oggi la malattia mentale è largamente considerata in modo analogo, ovvero come causa di un numero infinito di fatti differenti.

L'espressione "malattia mentale" è una metafora che siamo arrivati al punto di scambiare per un fatto.

La medicina è una scienza naturale. La psichiatria no; è invece una scienza morale.

La psichiatria ha abbandonato i valori liberal-razionalisti della scienza e la prospettiva di una società aperta, per affidarsi all'antitesi controrivoluzionaria di queste finalità, i valori illiberali e irrazionali dello scientismo e la prospettiva di una società chiusa.

La psichiatria comunitaria, ultima moda dell'ideologo psichiatrico, completa e consolida la posizione di un approccio semimedico e impostato sui farmaci ai problemi umani. Sotto lo smalto protettivo di
questa etichetta, l'operatore nel campo della salute mentale si trasforma in impudente moralista.

Le cosiddette malattie mentali sono, per la maggior parte, comunicazioni che esprimono idee inaccettabili, spesso espresse sotto forma di un idioma insolito.

Le diagnosi psichiatriche [...] possono essere, e spesso di fatto sono, impugnate come sfollagente semantici: colpire il soggetto nella sua rispettabilità e nella sua dignità lo distrugge altrettanto efficacemente, e spesso ancor più, che colpirlo alla testa. La differenza sta nel fatto che chi brandisce uno sfollagente è riconosciuto da tutti come un pericolo pubblico, mentre chi brandisce una diagnosi psichiatrica non lo è.

Lo scopo essenziale della psichiatria comunitaria consiste nella riabilitazione sociale del malato mentale − ovvero, nella conversione di un disadattato in un cittadino socialmente utile. I metodi fondamentali sono quelli della psichiatria tradizionale − il controllo sociale mediante misure apparentemente mediche.

Se tutti gli adulti (compresi i cosiddetti pazienti mentali) fossero considerati come individui responsabili e come gli agenti del destino che a loro appartiene, allora non ci sarebbe alcun bisogno che la gente che consulta gli psichiatri fosse sottoposta a una classificazione psichiatrica.

Una persona che non sia classificata è imprevedibile e incomprensibile, e di conseguenza rappresenta una minaccia per gli altri membri della società. Questo è il motivo per cui coloro che scelgono questa strada verso la libertà personale pagano un caro prezzo per raggiungerla: sebbene riescano a sfuggire dalle loro celle particolari, non rimangono a lungo in libertà; sono infatti immediatamente ricatturati, prima simbolicamente, col venir classificati come malati mentali, e poi fisicamente, col venir portati dallo psichiatra per subire il processo formale d'identificazione psichiatrica e la detenzione psichiatrica.

I manipolatori della pazzia
The Manufacture of Madness, 1970 - Selezione Aforismario

Come la tipica strega europea nel XV secolo, il tipico malato mentale americano è oggi di solito un povero che si trova nei guai o è accusato di combinar guai, ed è dichiarato malato di mente contro la propria volontà.

Gli uomini che credevano nelle arti magiche crearono le streghe con l'attribuire questo ruolo ad altri, talvolta persino a se stessi. In questo modo essi fabbricarono letteralmente le streghe, la cui esistenza come oggetti sociali dimostrò poi la realtà della stregoneria.

Il concetto di malattia mentale è analogo a quello di stregoneria. Nel XV secolo, gli uomini credevano che alcune persone fossero streghe e che alcune azioni fossero dovute a stregoneria. Nel XX secolo, gli uomini credono che alcune persone siano malate di mente, e che alcuni atti siano dovuti a infermità mentale.

In passato, gli uomini crearono le streghe; oggi creano i malati di mente.

La psichiatria istituzionale è dannosa al cosiddetto malato di mente, non perché è soggetta ad abusi, ma piuttosto perché il nuocere a persone classificate come malati di mente è la sua funzione essenziale.

L'uomo sociale teme l'Altro e cerca di distruggerlo; ma che, paradossalmente, egli ha bisogno dell'Altro e, se necessario, lo crea, cosi da potersi confermare come buono invalidandolo come cattivo.

L'uomo cerca, crea ed imputa differenze per alienare l'Altro. Con l'espellere l'Altro, l'Uomo Probo si fa più importante e sfoga la sua ira repressa in un modo approvato dai suoi simili.

Per l'uomo, l'animale del gregge, come per i suoi antenati non umani, la sicurezza risiede nella similarità. Questa è la ragione per cui la conformità è bene, e la deviazione è male.

Se parli a Dio, stai pregando; se Dio parla a te, sei affetto da schizofrenia. (Thomas Szasz)
Il secondo peccato
The Second Sin, 1973 - Selezione Aforismario

Due errori non fanno una cosa giusta, ma fanno una buona scusa.

La masturbazione: la primaria attività sessuale del genere umano. Nel Diciannovesimo secolo era una malattia; nel Ventesimo è una cura.

La noia è la sensazione che tutto sia una perdita di tempo, la serenità, che niente lo sia.

La felicità è una condizione immaginaria, in passato attribuita dai vivi ai morti, e oggi generalmente attribuita dagli adulti ai bambini, e dai bambini agli adulti.

Lo stupido non perdona e non dimentica. L'ingenuo perdona e dimentica. Il saggio perdona ma non dimentica.

Marx ha detto che la religione è l'oppio dei popoli. Negli Stati Uniti, oggi, gli oppiacei sono la religione del popolo.

Nel regno animale la legge è mangiare o essere mangiati; nel regno umano, definire o essere definiti.

Ogni atto di apprendimento consapevole richiede la disponibilità a subire una ferita alla propria autostima. Questo è il motivo per cui i bambini, prima di essere consapevoli della propria importanza, imparano così facilmente, e perché le persone più anziane, specialmente se vanitose o importanti, non riescono a imparare affatto.

Se parli a Dio, stai pregando; se Dio parla a te, sei affetto da schizofrenia. Se i morti ti parlano, sei uno spiritista; se tu parli ai morti, sei uno schizofrenico.

Spesso si dice che questa o quella persona non ha ancora trovato sé stesso. Ma l'io non è qualcosa che si scopre: è qualcosa che si crea.

Un bambino diventa un adulto quando realizza che ha il diritto non solo di essere giusto ma anche di sbagliare.

Schizofrenia
Simbolo sacro della psichiatria
Schizophrenia. The sacred symbol of psychiatry, 1976
Selezione Aforismario

Che cos'è la schizofrenia? Che cosa significa il termine schizofrenia? Nel suo senso più elementare, schizofrenia è una parola − un'idea e una malattia − inventata da Eugen Bleuler, così come psicoanalisi è una parola − un'idea e un i trattamento − inventati da Sigmund Freud, e Coca Cola è un nome, − un'idea e una bevanda analcolica − inventata dal tizio che l'ha prodotta.

Come "divino" e "demoniaco", "schizofrenico" è un concetto meravigliosamente vago nel suo contenuto e terribilmente spaventoso nelle sue implicazioni.

Deliri. Sappiamo in che consistono: credersi un membro del Popolo Eletto; o che Gesù è il figlio di Dio, che è morto, ma che poi è stato resuscitato e ora è vivo; o che Freud era uno scienziato e la psicoanalisi è una scienza dell'inconscio; o che l'oro varrà sempre 35 dollari l'oncia.

Il proverbio suggerisce di non mordere la mano che ti nutre. Ma forse dovresti farlo, se quella mano ti impedisce di nutrirti da solo.

Il simbolo che più specificamente caratterizza gli psichiatri come membri di un gruppo particolare di medici è il concetto di schizofrenia; il rituale che più chiaramente li distingue è la diagnosi di questa malattia in persone che non vogliono diventare loro pazienti.

In genere, non preoccupa tanto che i cosiddetti matti (cioè le persone che adesso definiamo schizofrenici o psicopatici) siano disturbati, quanto che disturbino gli altri, non tanto che soffrano (anche se può essere così) quanto che essi facciano soffrire gli altri (specialmente i membri della loro famiglia).

Molti non vollero vedere nel passato, e non vogliono vedere ancora oggi, i fatti nudi e crudi della psichiatria, cioè che gli psichiatri diagnosticano malattie senza che esistano lesioni e curano dei pazienti senza averne il diritto.

La medicina vera aiuta veri medici a curare e guarire veri pazienti; una falsa medicina (la psichiatria) aiuta falsi medici (gli psichiatri) ad avere influenza e controllo su falsi pazienti (i malati mentali).

La pretesa affermazione secondo la quale alcune persone hanno una malattia definita schizofrenia (e altre presumibilmente non l'hanno) non è fondata su una particolare scoperta, ma soltanto sull'autorità medica: essa non è stata, in altre parole, la conseguenza di un lavoro scientifico ed empirico, ma di una presa di posizione etica e politica.

Spesso la sola cosa "sbagliata" (se lo è) nel cosiddetto schizofrenico è il parlare per metafore inaccettabili per chi lo ascolta, in particolare per il suo psichiatra.

Quando persone imprigionate in un ospedale psichiatrico parlano di "stupro" e di "assassinio", esse impiegano figure retoriche inappropriate che ne dimostrano i disturbi del pensiero; quando invece gli psichiatri chiamano le loro prigioni "ospedali", i loro prigionieri "pazienti" e "malattia" il loro desiderio di libertà, non stanno impiegando figure retoriche, ma stanno esponendo fatti obiettivi.

Quando un prete benedice l'acqua, la fa diventare santa, e, in tal modo, portatrice dei più benefici poteri. In modo analogo, quando uno psichiatra maledice un essere umano, esso diventa uno schizofrenico, e, in tal modo, portatore dei più malefici poteri.

La lingua Indomita
Un dizionario del dissenso
The Untamed Tongue: A Dissenting Dictionary, 1990

La piaga del genere umano è la paura e il rifiuto della diversità: il monoteismo, la monarchia, la monogamia e, nella nostra epoca, la monomedicina. La convinzione che ci sia un solo modo giusto di vivere, un solo modo giusto per regolare le questioni religiose, politiche, sessuali e mediche è la causa principale della più grande minaccia per l’uomo.

Farmacrazia
Medicina e politica in America
Pharmacracy. Medicine and Politics in America, 2001

Indipendentemente dal fatto che una persona sia considerata sana o matta di mente, una persona ha ragioni, non cause, delle proprie azioni.

Libro di Thomas Szasz consigliato
Il mito della malattia mentale
Editore Spirali, 2003

"L'idea di scrivere questo libro sorse in me all'incirca dieci anni fa quando, affermato come psichiatra, cominciai a essere sempre più colpito dall'inesattezza, dal carattere capriccioso e, in generale, insoddisfacente del tanto diffuso concetto di malattia mentale nonché dei suoi corollari: diagnosi, prognosi e trattamento. Mi sembrò che, per quanto la nozione di malattia mentale fosse "storicamente" giustificata - traendo essa origine dall'identità storica di medicina e psichiatria -, non lo fosse "razionalmente"; e, se era stato un concetto utile nel diciannovesimo secolo, oggi fosse privo di valore dal punto di vista scientifico e dannoso dal punto di vista sociale. L'insoddisfazione per la base medica e per la cornice concettuale della psichiatria non è di origine recente, e tuttavia ben poco è stato fatto per rendere esplicito il problema e ancor meno per porvi rimedio. Negli ambienti psichiatrici, è considerato pressappoco atto di indelicatezza chiedere: «Che cosa significa malattia mentale?» E negli ambienti dei profani, la malattia mentale troppo spesso si ritiene essere tutto ciò che gli psichiatri dicono sia. La risposta alla domanda: «Chi è malato di mente?» pertanto suona: «Chiunque sia rinchiuso in un ospedale psichiatrico o si rechi a consultare uno psichiatra nel suo ambulatorio privato.» Può darsi che questa risposta appaia sciocca. E tale appare, perché effettivamente lo è. D'altro canto, non è facile fornire risposte più soddisfacenti senza trovarsi coinvolti in ardui problemi, quali quelli connessi alla domanda: «La malattia mentale è effettivamente una malattia?», oppure alla necessità di fissarsi come obiettivo quello di comprendere non già la malattia mentale, bensì l'essere umano". Il mito della malattia mentale è un libro sconvolgente e rivoluzionario. Analizza e smonta le impalcature ideologiche e disciplinari della psichiatria e di ogni psicoterapia. Nonostante le istituzioni sacramentali e profane e gli apparati medico-legali abbiano fatto di tutto per metterlo all'indice, questo libro ha riscosso un successo mondiale, con un'incidenza enorme sulla cultura, sull'arte, sulla scienza, sulla filosofia.

Note
  1. Il mito della psicoterapia: la cura della mente come religione, retorica e repressione, traduzione di Andrea D'Anna, Feltrinelli, 1981.
  2. Se sei interessato a questi argomenti, nella sezione "Psicologia" del sito Aforismario trovi diverse raccolte di citazioni sulla psichiatria e i disturbi psichici.

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