2016-02-20

Umberto Eco - Le migliori citazioni dai libri più noti

Selezione dei migliori aforismi e delle frasi più significative di Umberto Eco (Alessandria 1932 - Milano 2016), scrittore, filosofo, semiologo e linguista italiano. Tra gli intellettuali italiani più noti e stimati a livello internazionale, Umberto Eco si laurea in filosofia nel 1954 all'Università di Torino con una tesi sull'estetica di San Tommaso d'Aquino. Nel 1956 pubblica il suo primo libro: Il problema estetico in San Tommaso, che è un'estensione e un approfondimento della sua tesi di laurea. Dal 1959 al 1975 è condirettore editoriale della casa editrice Bompiani, con la quale pubblica la maggior parte delle sue opere. Nel 1961 Eco inizia anche la sua carriera universitaria in diverse città italiane e straniere, e nel 1975 ottiene la cattedra di Semiotica presso l'Università di Bologna. Dello stesso anno è la pubblicazione del suo Trattato di semiotica generale. Nel corso degli anni, Umberto Eco collabora con innumerevoli riviste e testate giornalistiche, italiane e straniere, occupandosi dei più svariati argomenti, compresi quelli ritenuti culturalmente "meno elevati", come il romanzo d'appendice, il fumetto, la barzelletta, l'enigmistica, ecc. Il grande successo di pubblico gli arriva nel 1980 con la pubblicazione del romanzo Il nome della rosa, che diventa un bestseller internazionale, con circa trenta milioni di copie vendute. Altri libri di successo sono: Il pendolo di Foucault (1988), L'isola del giorno prima (1994) e Il cimitero di Praga (2010). Tra i tanti interessi teorici di Umberto Eco, c'è stato anche quello della scrittura aforistica. Un suo saggio dal titolo Note sull'aforisma. Statuto aletico e poetico del detto breve, è stato pubblicato nel libro Teoria e storia dell'aforisma (Bruno Mondadori 2004). L'erudizione e le competenze culturali di Umberto Eco sono forse state sintetizzate nel modo più efficace da Gianni Monduzzi (1987), che ha scritto: "C’è gente che ha letto tutto, ma ha capito poco. E gente che ha letto poco, ma ha capito tutto. Poi ci sono Umberto Eco e Dio".
Umberto Eco (1932-2016) scrittore, filosofo, semiologo e linguista italiano
Diario minimo
© Mondadori 1963 - Selezione Aforismario

Chi ride è malvagio solo per chi crede in ciò di cui si ride.

In fondo la gaffe nasce sempre da un atto di sincerità non mascherata; quando la sincerità è voluta non si ha gaffe ma sfida e provocazione.

L'ammirazione per la cultura [...] sopraggiunge quando, in base alla cultura, si viene a guadagnar denaro. Allora si scopre che la cultura serve a qualcosa. L'uomo mediocre rifiuta di imparare ma si propone di far studiare il figlio.

Quello che esce indenne dal riso è valido. Quello che crolla doveva morire.

Un tempo si poteva chiedere alla cultura una parola di salvezza: oggi la cultura pare non essere più in grado di conferire salvezza, perché si è ridotta al gioco della parola.

Una delle prime e più nobili funzioni delle cose poco serie è quella di gettare un'ombra di diffidenza sulle cose troppo serie.

Il costume di casa
Evidenze e misteri dell'ideologia italiana
© Bompiani 1973

Il qualunquismo è una tara congeniale alla nostra cultura.

Quando la protesta, interpretando così a fondo i sospetti dell'uomo medio, si esercita contro tutto, siamo nel pieno di quella tecnica demagogica che si chiama qualunquismo.

Come si fa una tesi di laurea
© Bompiani 1977

I libri si rispettano usandoli, non lasciandoli stare.

I libri si rispettano usandoli, non lasciandoli stare. (Umberto Eco)
Il nome della rosa
© Bompiani 1980 - Selezione Aforismario

Anche una guerra santa è una guerra. Per questo forse non dovrebbero esserci guerre sante. 

C'è una lussuria del dolore, come c'è una lussuria dell'adorazione e persino una lussuria dell'umiltà.

Disse un filosofo greco [...] che si deve smantellare la serietà degli avversari con il riso, e il riso avversare con la serietà.

Forse il compito di chi ama gli uomini è di far ridere della verità, fare ridere la verità, perché l'unica verità è imparare a liberarci dalla passione insana per la verità.

I folli e i bambini dicono sempre la verità.

I libri non sono fatti per crederci, ma per essere sottoposti a indagine. Di fronte a un libro non dobbiamo chiederci cosa dica ma cosa vuole dire.

Il bene di un libro sta nell'essere letto. Un libro è fatto di segni che parlano di altri segni, i quali a loro volta parlano delle cose. Senza un occhio che lo legga, un libro reca segni che non producono concetti, e quindi è muto. 

Il diavolo non è il principe della materia, il diavolo è l'arroganza dello spirito, la fede senza sorriso, la verità che non viene mai presa dal dubbio.

Il riso squassa il corpo, deforma i lineamenti del viso, rende l'uomo simile alla scimmia.

L'amore vero vuole il bene dell'amato.

La bellezza del cosmo è data non solo dalla unità nella varietà, ma anche dalla varietà nell'unità.

La giustizia non è mossa dalla fretta, come credevano gli pseudoapostoli, e quella di Dio ha secoli a disposizione.

Non tutte le verità sono per tutte le orecchie.

Nulla infonde più coraggio al pauroso della paura altrui.

Più amara della morte è la donna, che è come il laccio dei cacciatori, il suo cuore è come una rete, le sue mani funi.

Quando entra in gioco il possesso delle cose terrene, è difficile che gli uomini ragionino secondo giustizia.

Quando i veri nemici sono troppo forti, bisogna pur scegliere dei nemici più deboli. 

Se gli uomini vedessero quello che è sotto la pelle, così come accade con la lince di Beozia, rabbrividirebbero alla visione della donna. Tutta quella grazia consiste di mucosità e di sangue, di umori e di bile. Se si pensa a ciò che si nasconde nelle narici, nella gola e nel ventre, non si troverà che lordume. E se ti ripugna toccare il muco o lo sterco con la punta del dito, come mai potremmo desiderare di abbracciare il sacco stesso che contiene lo sterco?

Se la guardi e provi desiderio, perciostesso essa è una strega.

Se un pastore falla deve essere isolato dagli altri pastori, ma guai se le pecore cominciassero a diffidare dei pastori.

Senza un occhio che lo legga, un libro reca segni che non producono concetti, e quindi è muto.

Spesso sono gli inquisitori a creare gli eretici.

Tale è la forza del vero che, come il bene, è diffusivo di sé.

Tutte le eresie sono bandiera di una realtà dell'esclusione.

Un romanzo [...] è una macchina per generare interpretazioni.

Un sogno è una scrittura, e molte scritture non sono altro che sogni.

Sette anni di desiderio
© Bompiani 1983 - Selezione Aforismario

Imponendo un contegno esteriore, gli abiti sono artifici semiotici ovvero macchine per comunicare.

La saggezza non sta nel distruggere gli idoli, sta nel non crearne mai. 

La stampa deve diventare sempre più storiografia dell'istante.

L'eroe vero è sempre eroe per sbaglio, il suo sogno sarebbe di essere un onesto vigliacco come tutti.

Mentre il comico è la percezione dell'opposto, l'umorismo ne è il sentimento.

De bibliotheca
© L'échoppe 1986 

Uno dei malintesi che dominano la nozione di biblioteca è che si vada in biblioteca per cercare un libro di cui si conosce il titolo. In verità accade sovente di andare in biblioteca perché si vuole un libro di cui si conosce il titolo, ma la principale funzione della biblioteca, almeno la funzione della biblioteca di casa mia e di qualsiasi amico che possiamo andare a visitare, è di scoprire dei libri di cui non si sospettava l'esistenza, e che tuttavia si scoprono essere di estrema importanza per noi.

Si nasce sempre sotto il segno sbagliato e stare al mondo in modo dignitoso
vuol dire correggere giorno per giorno il proprio oroscopo. (Umberto Eco)
Il pendolo di Foucault
© Bompiani 1988 - Selezione Aforismario

Certe cose le senti venire, non è che ti innamori perché ti innamori, ti innamori perché in quel periodo avevi un disperato bisogno di innamorarti.

Credo che si diventi quel che nostro padre ci ha insegnato nei tempi morti, mentre non si preoccupava di educarci. Ci si forma su scarti di saggezza. 

Ciascuno di noi ogni tanto è cretino, imbecille, stupido o matto. Diciamo che la persona normale è quella che mescola in misura ragionevole tutte queste componenti, questi tipi ideali.

È difficile individuare lo stupido. Uno stupido può prendere anche il premio Nobel.

L'umanità non sopporta il pensiero che il mondo sia nato per caso, per sbaglio, solo perché quattro atomi scriteriati si sono tamponati sull'autostrada bagnata. E allora occorre trovare un complotto cosmico, Dio, gli angeli o i diavoli.

Lo stupido può anche dire una cosa giusta, ma per ragioni sbagliate.

Lo stupido è insidiosissimo. L'imbecille lo riconosci subito (per non parlare del cretino), mentre lo stupido ragiona quasi come te, salvo uno scarto infinitesimale.

Si nasce sempre sotto il segno sbagliato e stare al mondo in modo dignitoso vuol dire correggere giorno per giorno il proprio oroscopo.

Si possono dire le cose sbagliate, basta che le ragioni siano giuste.

Si pubblicano molti libri di stupidi perché di primo acchito ci convincono. Il redattore editoriale non è tenuto a riconoscere lo stupido. Non lo fa l'accademia delle scienze, perché dovrebbe farlo l'editoria?

Sovente il Graal appare come luce sfolgorante... Si tratta di un cimbalo, che sta per qualche forza, per qualche sorgente dà immensa energia. Dà nutrimento, guarisce ferite, accieca, fulmina ... Un raggio laser? Qualcuno ha pensato alla pietra filosofale degli alchimisti, ma se così anche fosse, che cos'è stata la pietra filosofale se non il simbolo di qualche energia cosmica?

È difficile individuare lo stupido.
Uno stupido può prendere anche il premio Nobel. (Umberto Eco)
Il secondo Diario minimo
© Bompiani 1992

Applaudono ai funerali, e non perché siano contenti nè per far piacere al defunto, ma per non sentirsi ombre tra le ombre, per sentirsi vivi e reali, come le immagini che si vedono sul teleschermo.

I mass media prima ci hanno convinto che l’immaginario fosse reale, e ora ci stanno convincendo che il reale sia immaginario, e tanta più realtà gli schermi televisivi ci mostrano, tanto più cinematografico diventa il mondo di tutti i giorni. Sino a che, come volevano alcuni filosofi, penseremo di essere soli al mondo, e che tutto il resto sia il film che Dio o un genio maligno ci proietta davanti agli occhi.

La cultura libera il corpo dalla schiavitù del lavoro e lo dispone alla contemplazione.

L'isola del giorno prima
© Bompiani 1994 - Selezione Aforismario

La presenza sminuisce la fama, mentre la lontananza l'accresce: le qualità perdono lucentezza se si toccano troppo, mentre la fantasia giunge più lontano della vista.

La prima qualità di un onest'uomo è il disprezzo della religione, che ci vuole timorosi della cosa più naturale del mondo, che è la morte, odiatori dell'unica cosa bella che il destino ci ha dato, che è la vita, e aspiranti a un cielo dove di eterna beatitudine vivono solo i pianeti, che non godono né di premi né di condanne, ma del loro moto eterno, nelle braccia del vuoto. Siate forte come i saggi dell'antica Grecia e guardate alla morte con occhio fermo e senza paura. 

La verità è una giovinetta tanto bella quanto pudica e perciò va sempre avvolta nel suo mantello.

L'assenza è all'amore come il vento al fuoco: spegne il piccolo, fa avvampare il grande.[1]

Sei passeggiate nei boschi narrativi
© Bompiani 1994

Talora uno scrittore, per dire troppo, diventa più comico dei suoi personaggi.

Cinque scritti morali
© Bompiani 1997

Quand'anche Gesù fosse – per assurdo - un personaggio inventato dagli uomini, il fatto che abbia potuto essere immaginato da noi bipedi implumi, di per sé sarebbe altrettanto miracoloso (miracolosamente misterioso) del fatto che il figlio di un Dio si sia veramente incarnato. Questo mistero naturale e terreno non cesserebbe di turbare e ingentilire il cuore di chi non crede.

Tra menzogna e ironia
© Bompiani 1998

Il comico e l'umorismo sono il modo in cui l'uomo cerca di rendere accettabile l'idea insopportabile della propria morte - o di architettare l'unica vendetta che gli è possibile contro il destino o gli dèi che lo vogliono mortale.

La bustina di Minerva
© Bompiani 2000 - Selezione Aforismario

Ci sono due tipi di libro, quelli da consultare e quelli da leggere. I primi (il prototipo è l’elenco telefonico, ma si arriva sino ai dizionari e alle enciclopedie) occupano molto posto in casa, sono difficili da manovrare, e sono costosi. Essi potranno essere sostituiti da dischi multimediali, così si libererà spazio, in casa e nelle biblioteche pubbliche, per i libri da leggere (che vanno dalla Divina Commedia all’ultimo romanzo giallo). I libri da leggere non potranno essere sostituiti da alcun aggeggio elettronico. Sono fatti per essere presi in mano, anche a letto, anche in barca, anche là dove non ci sono spine elettriche, anche dove e quando qualsiasi batteria si è scaricata, possono essere sottolineati, sopportano orecchie e segnalibri, possono essere lasciati cadere per terra o abbandonati aperti sul petto o sulle ginocchia quando ci prende il sonno, stanno in tasca, si sciupano, assumono una fisionomia individuale a seconda dell’intensità e regolarità delle nostre letture, ci ricordano (se ci appaiono troppo freschi e intonsi) che non li abbiamo ancora letti, si leggono tenendo la testa come vogliamo noi, senza imporci la lettura fissa e tesa dello schermo di un computer, amichevolissimo in tutto salvo che per la cervicale.

È vero che la tecnologia ci promette delle macchine con cui potremmo esplorare via computer le biblioteche di tutto il mondo, sceglierci i testi che ci interessano, averli stampati in casa in pochi secondi, nei caratteri che desideriamo - a seconda del nostro grado di presbiopia e delle nostre preferenze estetiche - mentre la stessa fotocopiatrice ci fascicola i fogli e ce li rilega, in modo che ciascuno possa comporsi delle opere personalizzate. E allora? Saranno scomparsi i compositori, le tipografie, le rilegatorie tradizionali, ma avremmo tra le mani, ancora e sempre, un libro.

Il cinema è un alto artificio che mira a costruire realtà alternative a spese di quella fattuale, che gli provvede solo il materiale grezzo.

L’umanità è andata avanti per secoli leggendo e scrivendo prima su pietre, poi su tavolette, poi su rotoli, ma era una fatica improba. Quando ha scoperto che si potevano rilegare tra loro dei fogli, anche se ancora manoscritti, ha dato un sospiro di sollievo. E non potrà mai più rinunciare a questo strumento meraviglioso. La forma-libro è determinata dalla nostra anatomia.

Questo è il bello dell'anarchia di Internet. Chiunque ha diritto di manifestare la propria irrilevanza. 

Si può essere colti sia avendo letto dieci libri che dieci volte lo stesso libro. Dovrebbero preoccuparsi solo coloro che di libri non ne leggono mai. Ma proprio per questa ragione essi sono gli unici che non avranno mai preoccupazioni di questo genere.

Una volta un tale che doveva fare una ricerca andava in biblioteca, trovava dieci titoli sull'argomento e li leggeva; oggi schiaccia un bottone del suo computer, riceve una bibliografia di diecimila titoli, e rinuncia.

Dire quasi la stessa cosa
Esperienze di traduzione
© Bompiani 2003 (Introduzione)

Che cosa vuole dire tradurre? La prima e consolante risposta vorrebbe essere: dire la stessa cosa in un'altra lingua. Se non fosse che, in primo luogo, noi abbiamo molti problemi a stabilire che cosa significhi "dire la stessa cosa", e non lo sappiamo bene per tutte quelle operazioni che chiamiamo parafrasi, definizione, spiegazione, riformulazione, per non parlare delle pretese sostituzioni sinonimiche. In secondo luogo perché, davanti a un testo da tradurre, non sappiamo quale sia la cosa. Infine, in certi casi, è persine dubbio che cosa voglia dire dire.

Storia della Bellezza
© Bompiani 2004 - Selezione Aforismario

È bello qualcosa che, se fosse nostro, ci rallegrerebbe, ma che rimane tale anche se appartiene a qualcun altro. 

A passo di gambero
Guerre calde e populismo mediatico
© Bompiani 2006

Democrazia è anche accettare una dose sopportabile di ingiustizia per evitare ingiustizie maggiori. 

Gli intellettuali non risolvono le crisi, ma le creano.

L'intellettuale svolge la propria funzione critica e non propagandistica solo (o anzitutto) quando sa parlare contro la propria parte.

Tutti aspiriamo al meglio ma abbiamo imparato che talora il meglio è nemico del bene, e dunque negoziando si deve scegliere il meno peggio.

Uno degli aspetti positivi della felix culpa è che, se Adamo non peccava, non avrebbe dovuto guadagnarsi il pane col sudore della fronte, e a gingillarsi tutto il giorno nell'Eden sarebbe rimasto uno zuzzurellone. Dal che emerge la provvidenzialità del Serpente.

Il cimitero di Praga
© Bompiani 2010

Ci vuole sempre qualcuno da odiare per sentirsi giustificati nella propria miseria.

Gli uomini non fanno mai il male così completamente ed entusiasticamente come quando lo fanno per convinzione religiosa.

L'italiano è infido, bugiardo, vile, traditore, si trova più a suo agio col pugnale che con la spada, meglio col veleno che col farmaco, viscido nella trattativa, coerente solo nel cambiar bandiera a ogni vento.

L'odio è la vera passione primordiale. È l'amore che è una situazione anomala.

Non si ama qualcuno per tutta la vita, da questa speranza impossibile nascono adulterio, matricidio, tradimento dell'amico... Invece si può odiare qualcuno per tutta la vita. Purché sia sempre là a rinfocolare il nostro odio. L'odio riscalda il cuore.

Non si cambia il mondo con le idee.

Non vi è nulla di più inedito di ciò che è già stato pubblicato.

Qualcuno ha detto che il patriottismo è l'ultimo rifugio delle canaglie: chi non ha principi morali si avvolge di solito in una bandiera, e i bastardi si richiamano sempre alla purezza della loro razza. L'identità nazionale è l'ultima risorsa dei diseredati.

Il Medioevo
© Encyclomedia 2010-2011 (a cura di Umberto Eco)

L'unicorno è forse l'unico animale “immaginario” che in qualche modo esiste perché possiamo ritrovarlo nel rinoceronte.

Numero zero
© Bompiani 2015

Non sono le notizie che fanno il giornale, ma il giornale che fa le notizie.

Citazioni da articoli, conferenze e interviste
Selezione Aforismario
  • La filosofia è sempre una forma di alto dilettantismo, in cui qualcuno, per tanto che abbia letto, parla sempre di cose su cui non si è preparato abbastanza. [in AA.VV. Che cosa fanno oggi i filosofi?, 1982]
  • Il computer non è una macchina intelligente che aiuta le persone stupide, anzi è una macchina stupida che funziona solo nelle mani delle persone intelligenti. [prefazione a Claudio Pozzoli, Come scrivere una tesi di laurea con il personal computer, 1986]
  • Il calcio è un rituale in cui i diseredati bruciano l'energia combattiva e la voglia di rivolta. [Corriere della Sera, 19 dicembre 1997]
  • Chi controlla a Wikipedia non solo i testi ma anche le loro correzioni? O agisce una sorta di compensazione statistica, per cui una notizia falsa verrà prima o poi individuata? [L'espresso, 2006]
  • Il problema della Stupidità ha la stessa valenza metafisica del problema del Male, anzi di più: perché si può persino pensare (gnosticamente) che il male si annidi come possibilità rimossa del seno stesso della Divinità; ma la Divinità non può ospitare e concepire la Stupidità, e pertanto la sola presenza degli stupidi nel Cosmo potrebbe testimoniare della Morte di Dio. [L'espresso, 2006]
  • Certo ci sono bibliofili che collezionano a soggetto e persino leggono i libri che accumulano. Ma per leggere tanti libri basta essere topo di biblioteca. Il bibliofilo, invece, anche se attento al contenuto, vuole l’oggetto, e che possibilmente sia il primo uscito dai torchi dello stampatore. [Lectio magistralis, Fiera del Libro di Torino, 2007]
  • Il bibliomane talora ruba libri. Potrebbe rubarli anche il bibliofilo, spinto dall’indigenza, ma di solito il bibliofilo ritiene che, se per avere un libro non ha compiuto un sacrificio, non c’è piacere della conquista bensì soltanto stupro. [ibidem]
  • Democrazia non significa che la minoranza ha torto. Significa che, mentre rispetta il governo della maggioranza, essa si esprime a voce alta ogni volta che pensa che la maggioranza abbia torto (o addirittura faccia cose contrarie alla legge, alla morale e ai principi stessi della democrazia), e deve farlo sempre e con la massima energia perché questo è il mandato che ha ricevuto dai cittadini. Quando la maggioranza sostiene di aver sempre ragione e la minoranza non osa reagire, allora è in pericolo la democrazia. [la Repubblica, 2008]
  • Democrazia non significa che la maggioranza ha ragione. Significa che la maggioranza ha il diritto di governare. [ibidem]
  • Di qualsiasi cosa i mass media si stanno occupando oggi, l'università se ne è occupata venti anni fa e quello di cui si occupa oggi l'università sarà riportato dai mass media tra vent'anni. Frequentare bene l'università vuol dire avere vent'anni di vantaggio. [Discorso alle matricole di Scienze della Comunicazione di Bologna, 2009]
  • Saper leggere allunga la vita. Chi non legge ha solo la sua vita, che, vi assicuro, è pochissimo. Invece noi quando moriremo ci ricorderemo di aver attraversato il Rubicone con Cesare, di aver combattuto a Waterloo con Napoleone, di aver viaggiato con Gulliver e incontrato nani e giganti. Un piccolo compenso per la mancanza di immortalità. [Discorso alle matricole di Scienze della Comunicazione di Bologna, 2009]
  • Wikipedia sarebbe un bell'esempio di quello che Charles Sanders Peirce chiamava la Comunità (scientifica) la quale per una sorta di felice omeostasi espunge gli errori e legittima le nuove scoperte portando così avanti, come lui diceva, la torcia della verità. [L'espresso, 2009]
  • C'è una bella differenza tra toccare e sfogliare un libro fresco e odoroso di stampa e tenere in mano una chiavetta. Oppure tra ricuperare in cantina un testo di tanti anni fa che reca le nostre sottolineature e le nostre note a margine, facendoci rivivere antiche emozioni, e rileggere la stessa opera, in Times New Roman corpo 12, sullo schermo del computer. [La bustina di Minerva, su L'Espresso, 2010]
  • In politica l'appello alla volontà popolare ha soltanto valore legale ("Ho diritto a governare perché ho ricevuto più voti") ma non permette che da questo dato quantitativo si traggano conseguenze teoriche ed etiche ("Ho la maggioranza dei consensi e dunque sono il migliore"). [L'espresso, 2010]
  • Una dose di vittimismo è indispensabile per non galvanizzare gli avversari. [l'Espresso, 2013]
Citazioni con fonte sconosciuta
  • Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito... perché la lettura è un’immortalità all'indietro.
  • Se Dio esistesse, sarebbe una biblioteca.
Citazioni attribuite
  • La televisione dà la cultura a chi non ce l'ha e la toglie a chi ce l'ha.
  • La superstizione porta sfortuna. 
Questa battuta è spesso attribuita a Umberto Eco, ma in realtà si tratta di un paradosso del Dr. Saul Gorndel riportato dal matematico, filosofo e scrittore statunitense Raymond Smullyan nel suo 5000 avanti Cristo... e altre fantasie filosofiche (1983). L'equivoco nasce dal fatto che Umberto Eco ha usato la frase citata da Smullyan (attribuendola erroneamente a questi) come epigrafe al suo libro Il pendolo di Foucault.

Libri di Umberto Eco consigliati
Il nome della rosa 
Editore Bompiani, 1980

"L'idea del Nome della rosa mi venne quasi per caso e mi piacque perché la rosa è una figura simbolica così densa di significati da non averne quasi più nessuno: rosa mistica, e rosa ha vissuto quel che vivono le rose, la guerra delle due rose, una rosa è una rosa è una rosa è una rosa, i rosacroce, grazie delle magnifiche rose, rosa fresca aulentissima. Il lettore ne risultava giustamente depistato, non poteva scegliere una interpretazione; e anche se avesse colto le possibili letture nominaliste del verso finale ci arrivava appunto alla fine, quando già aveva fatto chissà quali altre scelte. Un titolo deve confondere le idee, non irreggimentarle. Nulla consola maggiormente un autore di un romanzo che lo scoprire letture a cui egli non pensava, e che i lettori gli suggeriscono. Quando scrivevo opere teoriche il mio atteggiamento verso i recensori era di tipo giudiziario: hanno capito o no quello che volevo dire? Con un romanzo è tutto diverso. Non dico che l'autore non possa scoprire una lettura che gli pare aberrante, ma dovrebbe tacere, in ogni caso, ci pensino gli altri a contestarla, testo alla mano. Per il resto, la gran maggioranza delle letture fa scoprire effetti di senso a cui non si era pensato". Il nome della rosa è il romanzo col quale Umberto Eco ha esordito nella narrativa, e che è divenuto un clamoroso bestseller in tutto il mondo. Dal testo è stato tratto il film omonimo.

La bustina di Minerva 
Editore Bompiani, 2000 

La Bustina di Minerva è una rubrica iniziata sull’ultima pagina dell’Espresso nel marzo 1985 e continuata con regolarità settimanale sino al marzo 1998, quando è diventata quindicinale. Quindi, anche considerando qualche settimana di sciopero e qualche numero doppio per Natale e Capodanno insieme, le Bustine dovrebbero essere ormai seicento settanta o giù di lì. Una serie, con il titolo «Istruzioni per l’uso», era stata pubblicata nel 1990 su Il secondo Diario Minimo. Ne restavano abbastanza, anche lavorando sull'ultimo decennio, per selezionare quelle che qui ora appaiono, e che spaziano da riflessioni sui problemi del mondo contemporaneo, alla società italiana, alla stampa, al destino del libro nell'era di Internet, sino ad alcune caute previsioni sul terzo Millennio e a una serie di «divertimenti» o raccontini. La raccolta dà il senso della rubrica che, come vuole il titolo, intendeva raccogliere quegli appunti occasionali e spesso extravaganti che talora si annotano nella parte interna di quelle bustine di fiammiferi che si chiamano appunto Minerva. Molti di questi pezzi hanno trovato polemiche, altri sono stati usati da insegnanti nelle scuole, quasi tutti hanno dato luogo a migliaia di lettere da parte dei lettori (che andavano dal consenso al consiglio e all’insulto).

Note
  1. "L'assenza è all'amore come il vento al fuoco: spegne il piccolo, fa avvampare il grande". Questa frase in L'isola del giorno prima è un'evidente citazione di Roger de Bussy-Rabutin: "La lontananza fa all'amore quello che il vento fa al fuoco: spegne il piccolo, scatena il grande". (Storia amorosa delle Gallie, 1666)

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