2016-03-04

Favole, Fate e Draghi - Frasi sulle Fiabe

Raccolta di aforismi fatati e frasi incantate sulle favole, le fiabe e sui loro personaggi emblematici: la fata, il drago, il cavaliere, ecc. Come introduzione riportiamo un brano molto significativo del favolista Gianni Rodari, che sottolinea l'importanza dell'aspetto psicologico nel raccontare una fiaba a un bambino: "Prima di tutto la fiaba è per il bambino uno strumento ideale per trattenere con sé l'adulto. La madre è sempre tanto occupata, il padre appare e dispare secondo un ritmo misterioso, fonte di ricorrenti inquietudini. Di rado l'adulto ha tempo di giocare con il bambino come piacerebbe a lui, cioè con dedizione e partecipazione completa, senza distrarsi. Ma con la fiaba è diverso. Fin che essa dura, la mamma è lì, tutta per il bambino, presenza durevole e consolante, fornitrice di protezione e sicurezza. Non è detto che quando chiede, dopo la prima, una seconda fiaba, il bambino sia realmente interessato, o esclusivamente interessato alle sue vicende: forse egli vuole soltanto prolungare più che può quella piacevole situazione, continuare ad avere la mamma accanto al suo letto, o seduta nella stessa poltrona. Ben comoda, perché non le venga la voglia di scappare troppo presto. [...] La voce della madre non gli parla solo di Cappuccetto Rosso o di Pollicino: gli parla di se stessa. Un semiologo potrebbe dire che il bambino è interessato, in questo caso, non solo al "contenuto" e alle sue "forme", non solo alle "forme dell'espressione", ma alla "sostanza dell'espressione", cioè alla voce materna, alle sue sfumature, volumi, modulazioni, alla sua musica che comunica tenerezza, che scioglie i nodi dell'inquietudine, fa svanire i fantasmi della paura". (Grammatica della fantasia © Einaudi 1973).
Le favole non dicono ai bambini che i draghi esistono. Perché i bambini lo sanno già.
Le favole dicono ai bambini che i draghi possono essere sconfitti. (G. K. Chesterton)
Favola / Fiaba
© Aforismario

La vita di ogni uomo è una favola scritta da Dio.
Hans Christian Andersen, XIX sec. (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Ogni favola è un gioco / che si fa con il tempo / ed è vera soltanto a metà / la puoi vivere tutta / in un solo momento / è una favola è non è realtà. Ogni favola è un gioco / che finisce se senti / tutti vissero felici e contenti / forse esiste da sempre / non importa l'età / perché è vera soltanto a metà!
Edoardo Bennato, Ogni favola è un gioco, 1983

La società è sempre la stessa, i padroni anche. Le favole sono il mezzo per parlarne. L'unica differenza è che nelle favole spesso i cattivi diventano buoni. Nella realtà no.
Edoardo Bennato, intervista di Natascia Galeno, su ioAcquaeSapone, 2009

Le favole non cambiano. La realtà, purtroppo, neppure.
ibidem

Favola. Una piccola bugia per illustrare qualche importante verità.
Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo, 1911

Eppure dev'esserci stato un giorno, in un villaggio sull'Inn, in cui un bambino di nome Adolf si commosse fino alle lacrime ascoltando la favola di Cappuccetto Rosso e del Lupo.
Gesualdo Bufalino, Il malpensante, 1987

Una fiaba che non menta non rivela alcuna verità, e questa sarebbe la sua più imperdonabile menzogna. 
Aldo Busi, Guancia di tulipano, 2001

La vita ha le parola che può, la fiaba le parole che deve. 
Aldo Busi, Guancia di tulipano, 2001

Le fiabe [...] sono, prese tutte insieme, nella loro sempre ripetuta e sempre varia casistica di vicende umane, una spiegazione generale della vita, nata in tempi remoti e serbata nel lento ruminio delle coscienze contadine fino a noi
Italo Calvino, Le Fiabe italiane, 1956

Le fiabe sono vere.
ibidem

Le fiabe [...] sono il catalogo dei destini che possono darsi a un uomo e a una donna, soprattutto per la parte di vita che appunto è il farsi d'un destino: la giovinezza, dalla nascita che sovente porta in sé un auspicio o una condanna, al distacco dalla casa, alle prove per diventare adulto e poi maturo, per confermarsi come essere umano.
Italo Calvino, Le Fiabe italiane, 1956

Uno studio più accurato delle fiabe ci insegnerebbe che cosa dobbiamo ancora aspettarci nel mondo.
Elias Canetti, La provincia dell'uomo, 1973

Mi duole che i miti abbiano il nome ampolloso di miti e le favole il nome infantile di favole. Bisognerebbe avere il coraggio di trovare altri nomi per queste cose meravigliose.
Elias Canetti, La rapidità dello spirito, 1994

Il retroscena orrendo è una regola, nelle fiabe. E una loro caratteristica parallela è il retroscena splendido: dietro la Testa d’Asino c’è un’adorabile principessa, dietro la Bestia un principe degno della Bella. Il rapporto s’inverte di continuo, e quale sia la vera realtà non è rivelato, perché la rivelazione fiabesca consiste essenzialmente nell'incessante negazione di una realtà in favore di un’altra che la rovescia.
Guido Ceronetti, La carta è stanca, 1976

L’utilità suprema delle fiabe, nell'età infantile, è in questo: insegnare agli esseri sensibili a dubitare di quello che vedono e toccano, dell’identità delle persone, della solidità di una casa, dell’impossibilità di una metamorfosi. Allontanare i bambini dal visibile, facendogli sperare che sia falso, è la cosa migliore che possiamo fare per loro, dopo il male che gli abbiamo fatto chiamandoli in questo mondo.
Guido Ceronetti, La carta è stanca, 1976

Quando entriamo nella famiglia, con l'atto di nascita, entriamo in un mondo imprevedibile, un mondo che ha le sue strane leggi, un mondo che potrebbe fare a meno di noi, un mondo che non abbiamo creato. In altre parole, quando entriamo in una famiglia, entriamo in una favola. 
Gilbert Keith Chesterton, Eretici, 1905

Le favole non dicono ai bambini che i draghi esistono. Perché i bambini lo sanno già. Le favole dicono ai bambini che i draghi possono essere sconfitti. 
Gilbert Keith Chesterton, Enormi sciocchezze, 1909

In ogni istante della nostra vita abbiamo un piede nella favola e l'altro nell'abisso.
Paulo Coelho, Undici minuti, 2003

Solo i bambini capiscono le favole perché gli adulti sono troppo impegnati ad ascoltarle
Ilma Derini, Ciliegie sotto spirito, 2011

Fabula docet.
[La favola insegna]
Esopo, Favole, VI sec. a.e.c.

"E vissero sempre infelici e scontenti." Così, per non ingannare il suo bambino termina le favole. 
Ennio Flaiano, Diario notturno, 1956

Tranne forse gli animali delle favole di La Fontaine, nessuno è mai stato bravo come gl'italiani nell'arte d'inventare nobili pretesti per eludere i propri doveri e fare i propri comodi.
Carlo Fruttero e Franco Lucentini, La prevalenza del cretino, 1985

I bambini non ricorderanno se la casa era lustra e pulita, ma se leggevi loro le favole.
Betty Hinman (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Quel che la favola ha inventato, la storia qualche volta lo riproduce.
Victor Hugo, I burgravi, 1843

Non esistono fiabe non cruente. Tutte le fiabe provengono dalla profondità del sangue e dell’angoscia.
Franz Kafka, in Gustav Janouch, Colloqui con Kafka, 1951

Quando mi sento stanco di tutto e «sazio di giorni», le fiabe mi fanno l'effetto di un benefico bagno
ristoratore. Qui cessan tutte, tutte le cure terrestri e finite; la gioia e la stessa tristezza diventano infinite (e proprio per questo allargano l'animo in un modo così benefico).
Søren Kierkegaard, Diario, 1834/55 (postumo 1909/49)

Le favole non mi hanno mai divertito, pensavo che fossero realtà.
Stanisław Jerzy Lec, Nuovi pensieri spettinati, 1964

Ci lamentiamo che non ci siano più favole, ma vedrete quante ne resteranno dei nostri tempi.
Stanisław Jerzy Lec, Nuovi pensieri spettinati, 1964

È sbagliato raccontar le favole ai bambini per ingannarli, bisogna raccontarle ai grandi per consolarli
Marcello Marchesi, Essere o benessere, 1962

La moderna Cappuccetto Rosso, allevata a suon di pubblicità, non ha nulla in contrario a lasciarsi mangiare dal lupo.
Marshall McLuhan, La sposa meccanica, 1951

Chi vuol dare alla vita il significato più profondo avvolge il mondo di favole ; noi tutti vi siamo ancora profondamente intricati ; per quanto ci sembri di essere spiriti liberi.
Friedrich Nietzsche, Frammenti postumi, 1869/89

Noi siamo stati avvelenati dai racconti di fiabe.
Anaïs Nin, XX sec. (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Mutato nomine de te fabula narratur.
[Cambiato il nome la favola parla di te].
Quinto Orazio Flacco, Satire, I sec. a.e.c.

Il romanzo è la favola delle fate di chi non ha immaginazione.
Fernando Pessoa, Pagine sulla letteratura e l'estetica

Avete voi riso della favola della volpe e dell'uva? Io no, mai. Perché nessuna saggezza m'è apparsa più saggia di questa, che insegna a guarir d'ogni voglia disprezzandola.
Luigi Pirandello, I Quaderni di Serafino Gubbio operatore, 1916-1925

Chiedo scusa alla favola antica, / se non mi piace l'avara formica. / Io sto dalla parte della cicala / che il più bel canto non vende, regala.
Gianni Rodari, Alla formica, in Filastrocche in cielo e in terra, 1960/72

Io credo che le fiabe, quelle vecchie e quelle nuove, possano contribuire a educare la mente. La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo.
Gianni Rodari, La freccia azzurra, 1964

A che cosa serve [al bambino] la fiaba? A costruirsi strutture mentali, a porre rapporti come «io, gli altri», «io, le cose», «le cose vere, le cose inventate». Gli serve per prendere delle distanze nello spazio («lontano, vicino») e nel tempo («una volta-adesso», «prima-dopo», «ieri-oggidomani»). Il «c'era una volta» della fiaba non è diverso dal «c'era una volta» della storia, anche se la realtà della fiaba - come il bambino scopre prestissimo - è diversa dalla realtà in cui egli vive.
Gianni Rodari, Grammatica della fantasia, 1973 [2]

La fiaba rappresenta un'utile iniziazione all'umanità.
ibidem

Le fiabe servono alla matematica come la matematica serve alle fiabe. Servono alla poesia, alla musica, all'utopia, all'impegno politico: insomma, all'uomo intero, e non solo al fantasficatore. Servono proprio perché, in apparenza, non servono a niente: come la poesia e la musica, come il teatro o lo sport (se non diventano un affare).
Gianni Rodari, Grammatica della fantasia, 1973

- E dopo? - domandano i bambini, quando il narratore s'interrompe. Anche a fiaba finita, c'è sempre la possibilità di un «dopo».
ibidem

I Grimm, Andersen, Collodi sono stati - sul lato del «fiabesco» - tra i grandi liberatori della letteratura infantile dai compiti edificanti che le avevano assegnati le sue origini
Gianni Rodari, Grammatica della fantasia, 1973

Diceva già l'antico: «de te fabula narratur». Anche i bambini che non conoscono il latino riferiscono a se stessi le favole che ascoltano.
ibidem

So bene che il futuro non sarà quasi mai bello come una fiaba. Ma non è questo che conta. Intanto, bisogna che il bambino faccia provvista di ottimismo e di fiducia, per sfidare la vita. E poi, non trascuriamo il valore educativo dell'utopia. Se non sperassimo, a dispetto di tutto, in un mondo migliore, chi ce lo farebbe fare di andare dal dentista?
Gianni Rodari, Grammatica della fantasia, 1973

Tutto ciò che si dice sulle conseguenze negative che potrebbero avere sul bambino gli «orrori» delle fiabe - creature mostruose, streghe paurose, il sangue, la morte (Pollicino che taglia la testa alle sette figlie dell'orco) - non mi sembra convincente. Dipende dalle condizioni in cui il bambino incontra, si fa per dire, il lupo. Se è la voce della mamma ad evocarlo, nella pace e nella sicurezza della situazione familiare, il bambino può sfidarlo senza paura.
Gianni Rodari, Grammatica della fantasia, 1973

Solo i miracoli sono reali, solo le favole sono vere.
Lalla Romano, Minima mortalia, 1987

La terra è madre. Da essa veniamo e ad essa torneremo. In essa ci seppelliranno quando sarà finita. La terra è il principio e la fine, e tutto il resto non è che favola. 
Carlo Sgorlon, L'armata dei fiumi perduti, 1985

La vita è un'ombra che cammina, un povero attore che si agita e pavoneggia la sua ora sul palco e poi non se ne sa più niente. È una favola narrata da un idiota, piena di strepiti e furore, significante niente.
William Shakespeare, Macbeth, ca. 1606

Il lieto fine è roba per le favole e per gli schiocchi. Si vive soffrendo, poi si muore. La vita, per definizione, non è concepita per concludersi felicemente.
Charles Sheffield, Punto di convergenza, 1997 

In principio era la favola.
Paul Valéry, Varietà, 1924/44

Se abbiamo bisogno di leggende, che queste leggende abbiano almeno l'emblema della verità! Mi piacciono le favole dei filosofi, rido di quelle dei bambini, odio quelle degli impostori.
Voltaire (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Ogni favola ha la sua morale.
Proverbio

La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi
per entrare nella realtà per strade nuove. (Gianni Rodari)
2. Fate
© Aforismario

Non è sufficiente godere della bellezza di un giardino? Che bisogno c'è di credere che nasconda delle fate?
Douglas Adams, Guida galattica per gli autostoppisti, 1979 

È incredibilmente difficile riuscire a ottenere informazioni sulle fate, e l’unica cosa certa, o quasi, è che ci sono fate ovunque ci siano bambini.
James Matthew Barrie, Peter Pan nei Giardini di Kensington, 1902

Ogni volta che un bimbo dice: "Io non credo alle fate", c'è una fatina che da qualche parte cade a terra stecchita.
James Matthew Barrie, Peter e Wendy, 1904

Quando il primo bambino rise per la prima volta, la sua risata si sbriciolò in migliaia di frammenti che si sparpagliarono qua e là. Fu così che nacquero le fate.
James Matthew Barrie, Peter e Wendy, 1904

Una delle grandi differenze tra gli umani e le fate sta nel fatto che queste ultime non fanno mai nulla di utile.
James Matthew Barrie, Peter e Wendy, 1904

Zonzo, paese di fate, paese di sole, / dove trascorrere tutta la vita vorrei. / Dolci sentieri di sogno fra tenere aiuole, / angolo di Paradiso, chissà dove sei.
Ernesto Bonino, A Zonzo, 1942

La fata turchina si è finalmente decisa ad andare dal dermatologo.
Egidio Morretti [1]

I bambini sanno tante cose adesso. Ci mettono poco a non credere più alle fate. E ogni volta che un bambino dice "Io non credo alle fate" da qualche parte c'è una fata che cade morta.
Peter Pan (Kelly MacDonald), in Neverland, 2004

La donna è la fata della casa.
Proverbio

3. Drago
© Aforismario

Visti dall'alto i draghi del potere ti accorgi che son draghi di cartone.
Edoardo Bennato, Ma che sarà, 1980

I cavalieri antichi, per l’amore di una damigella, erano disposti a uccidere un drago. Io, al massimo, potrei tirare un calcio a un tacchino, ma per quella tizia dovrei aver perso la testa.
Romano Bertola, Le caramelle del diavolo, 1991

Drago. L'attrazione principale nel serraglio delle fantasie antiche. Sembra però che ne sia ormai fuggito.
Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo, 1911

L'eroe della storia è colui che nella città punta la lancia nella gola del drago, e nella solitudine tiene con sé il leone nel pieno delle sue forze, accettandolo come custode e genio domestico, ma senza nascondersi la sua natura di belva.
Italo Calvino, Il Castello dei destini incrociati, 1973

Dove si sono rintanati i draghi? Perché non escono dai loro antri per divorare questa umanità sputtanata?
Fausto Gianfranceschi, Aforismi del dissenso, 2012

Chiunque si identifichi con la psiche collettiva o, in termini mitologici, si lasci divorare dal mostro, e si annichilisca in esso, arriva al tesoro vigilato dal drago, ma vi arriva contro la sua volontà e con tutto danno per se stesso. 
Carl Gustav Jung, La struttura dell'inconscio, 1916

Norvegia. Il paese delle fiabe e delle leggende. Si dice che in queste terre, per tenere buoni i draghi, gli venissero offerte delle giovani vergini. Ma nessuno crede più che certe creature esistano. Nemmeno i draghi.
Leo Ortolani, Rat-Man, 1989/...

Un drago non è una fantasia oziosa. Quali che possano essere le sue origini, nella realtà o nell'invenzione, nella leggenda il drago è una potente creazione dell'immaginazione umana.
John Ronald Reuel Tolkien, Beowulf. I mostri e i critici, conferenza alla British Academy, Londra, 1936

Note
  1. Battuta tratta da Gino e Michele, Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano. Opera omnia, Baldini e Castoldi, 1995
  2. Gianni Rodari, Grammatica della fantasia © Einaudi 1973

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