2016-03-09

Nevrosi e Isteria - Frasi su Nevrotici e Isteriche

Raccolta di aforismi e pensieri sulla nevrosi e i nevrotici, sulla differenza tra nevrosi e psicosi, e sull'isteria. Per chi fosse particolarmente interessato a questi argomenti, si riporta una breve introduzione, che va considerata semplicemente a titolo informativo e non certo a fini psico-diagnostici.
Con il termine "nevrosi" si indica un insieme di disturbi psichici caratterizzati fondamentalmente da: origine esclusivamente psicogena o con scarsi riferimenti somatici; presenza di sofferenza psichica per lo più sotto forma di ansia o angoscia; consapevolezza critica della patologicità del proprio disturbo; mantenimento dell'integrità della propria personalità; mantenimento di un sufficiente senso della realtà; mantenimento di un sufficiente adattamento sociale. Le diverse teorie riguardanti la patogenesi delle nevrosi pur non escludendo fattori di tipo biologico-costituzionale e genetico, per cui vi sarebbe anche una predisposizione innata a essere colpiti da tali disturbi, tendono a privilegiare fattori di tipo ambientale, relazionale e psico-traumatico. Tra le diverse teorie, la più accreditata e quella che ha consentito di approfondire meglio la conoscenza delle nevrosi, è sicuramente quella psicoanalitica, secondo la quale le nevrosi affondano le proprie radici nell'infanzia del soggetto e sono l'espressione di un conflitto tra pulsioni dell'Es e pressioni del Super-Io: ciò provoca una forte tensione intrapsichica che si manifesta sotto forma di angoscia alla quale l'Io cerca di porre rimedio mediante l'attuazione di meccanismi di difesa per cercare di raggiungere un compromesso tra Es e Super-Io; se in situazioni normali tali meccanismi vengono attivati dall'Io in maniera fluida, in situazioni nevrotiche vengono attivati in maniera stereotipata, rigida e non adeguata alle circostanze, per cui il sintomo nevrotico può essere interpretato come il segno indicativo del fallimento dei meccanismi di difesa e quindi della tendenza del materiale rimosso, ritenuto pericoloso, a emergere a livello della coscienza.
L'isteria è un particolare disturbo di tipo nevrotico che può manifestarsi in diverse forme cliniche, potendo imitare numerose malattie. Importante distinzione da fare è quella fra tratti della personalità isterica e sintomi isterici veri e propri. Tratti della personalità isterica sono: facilità all'esagerazione dei propri contenuti di pensiero, predisposizione alla menzogna, alla simulazione e alla mitomania; teatralità più o meno esibizionistica del comportamento con vanità e capricciosità; dipendenza e immaturità emotivo-affettiva; frequenti irregolarità della vita sessuale; facile suggestionabilità; ricerca continua della propria identità. I sintomi isterici possono essere di tipo somatico e psicologico. Tra i primi si possono riscontrare: paralisi, contratture, afonia, turbe dell'equilibrio, anestesia, convulsioni ecc. Tali sintomi, che potrebbero essere confusi con altri quadri nosologici, possono essere riconosciuti come isterici per la mancanza di corrispondenza delle disfunzioni del sistema nervoso a precisi riferimenti anatomo-fisiologici, inoltre per il carattere dimostrativo e teatrale con la quale vengono manifestati e per la scarsa partecipazione affettiva con la quale vengono vissuti (la belle indifference). I principali sintomi psicologici sono: stati amnestici, con complete dimenticanze o con illusioni o deformazioni della memoria; stati acinetici con atteggiamenti di beatitudine o di terrore; stati deliranti allucinatori; stati di depressione ed euforia; alcuni di questi sintomi, che potrebbero essere confusi con altri quadri psicotici, schizofrenia, psicosi maniaco-depressiva ecc., si differenziano da questi per la teatralità con la quale vengono vissuti, per l'inizio brusco, per la breve durata e per le possibili modificazioni in rapporto alle influenze ambientali. Secondo l'interpretazione psicoanalitica il soggetto isterico rimuove le pulsioni e i desideri ritenuti proibiti e inaccettabili dalla coscienza consentendo una completa amnesia di essi, ne consegue che l'energia psichica spostata dalla rappresentazione rimossa investe l'Io corporeo del soggetto dando luogo alla formazione dei sintomi. In altre parole l'isterico materializza le proprie pulsioni e i propri desideri soddisfacendoli in maniera simbolica sul proprio corpo.
Su Aforismario trovi anche altre raccolte dedicate ai vari tipi di disturbi nevrotici come: ansia, fobia, panico, ecc. 
I nevrotici si lamentano della loro malattia ma la sfruttano a volontà,
e se la si vuole togliere loro la difendono con le unghie e con i denti. (Sigmund Freud)
1. Nevrosi
© Aforismario

La via della nevrosi non porta sulla linea dell'attività sociale, non tende alla soluzione dei problemi che sono stati posti, ma sbocca invece nella stretta cerchia familiare e costringe il paziente a finire in una posizione di isolamento.
Alfred Adler, Prassi e teoria della psicologia individuale, 1920

Supporre – come fanno alcuni autori – che sia il nevrotico stesso a desiderare di soffrire, supporre che di fronte a un problema che non riesce a risolvere sia lui che si fa venire il mal di testa, è semplicemente assurdo. Tutte le ipotesi secondo le quali il nevrotico è il diretto responsabile della propria sofferenza sono concezioni sbagliate. Il nevrotico soffre, però preferisce la sua sofferenza a una sofferenza ancora maggiore, quella che gli procurerebbe la presa d’atto della sua incapacità ad affrontare la
vita.
Alfred Adler, Il senso della vita, 1933

Questo meccanismo delle otto ore di lavoro ogni giorno, produce da sempre tensioni sociali, nevrosi, depressioni, malattie e soprattutto la sensazione precisa di perdere per sempre l’occasione della vita.
Silvano Agosti, Lettere dalla Kirghisia, 2004

Da giovane, andavo in terapia di gruppo poiché non potevo permettermi una psicanalisi individuale. Fra noialtri nevrotici si disputava un campionato di baseball. Io ero il capitano della squadra dei Paranoici Latenti. Le partite si svolgevano la domenica mattina. Memorabile l'incontro fra Rosicchiatori di Unghie e Piscialletto. Vedere dei nevrotici giocare a baseball è uno spasso. Io, se commettevo un fallo, ero oppresso da sensi di colpa.
Woody Allen, Monologhi 1964-1968, 1999

I complessi, le ossessioni, le nevrosi di cui soffrono gli adulti hanno la loro radice nel passato familiare; i genitori che hanno i loro conflitti, i loro problemi, i loro drammi, sono la compagnia meno desiderabile per il bambino.
Simone de Beauvoir, Il secondo sesso, 1949

Non c’è adulto che, esaminato bene, non sia nevrotico.
Jorge Luis Borges (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Non è facile acquisire una nevrosi; chi ci riesce dispone di una fortuna che tutto fa prosperare: i successi come le sconfitte.
Emil Cioran, Sillogismi dell'amarezza, 1952

Noi psicoanalisti non eliminiamo le cause determinanti delle nevrosi: ci limitiamo ad aiutare il paziente a trasformare meglio le frustrazioni nevrotiche in valide compensazioni.
Helene Deutsch (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Chi vive nel nostro tempo è vittima di nevrosi. Per vivere bene non bisogna essere contemporanei.
Ennio Flaiano, Diario degli errori 1976 (postumo)

Genio. Inutile ammirarlo, è una "nevrosi".
Gustave Flaubert, Dizionario dei luoghi comuni, 1913 (postumo)

Gli eventi e gli influssi che stanno alla base di ogni psiconevrosi non appartengono infatti alla storia attuale del paziente, ma a un’epoca passata da tempo, per così dire preistorica, quella della seconda infanzia; e per questo essi sono ignoti anche allo stesso paziente. Egli li ha dimenticati, sia pure solo in un certo senso particolare
Sigmund Freud, La sessualità nell'etiologia delle nevrosi, 1898

Non solo i nevrotici costituiscano una classe di persone assai numerosa, bisogna anche considerare che le nevrosi si collocano in una serie continua con tutte le gradazioni fino allo stato di salute; e infatti Moebius ha potuto dire ben a ragione: noi tutti siamo un poco isterici.
Sigmund Freud, Tre saggi sulla teoria sessuale, 1905

Tutti coloro che desiderano essere più nobili di quanto la loro costituzione non permetta soccombono alla nevrosi; sarebbero stati più sani se fosse stato loro possibile essere peggiori.
Sigmund Freud, La morale sessuale civile e il nervosismo moderno, 1908

Il nevrotico si isola dalla realtà perché la trova − nel suo insieme o in una sua parte − insopportabile.
Sigmund Freud, Precisazioni sui due principi dell'accadere psichico, 1911

[La psicoanalisi] ha riconosciuto il carattere asociale delle nevrosi, che tendono invariabilmente a sospingere l’individuo fuori dalla società e a sostituire in lui, grazie all'isolamento assicurato dalla malattia, quello che un tempo era il rifugio del convento.
Sigmund Freud, L’interesse per la psicoanalisi, 1913

Dal punto di vista genetico, la natura asociale della nevrosi deriva dalla sua tendenza originaria a sfuggire una realtà insoddisfacente per rifugiarsi in un mondo fantastico assai più attraente. In questo mondo reale, che il nevrotico evita, domina la società degli uomini e le istituzioni che essi hanno creato in comune. La fuga dalla realtà è al tempo stesso una fuga dalla comunità umana.
Sigmund Freud, Totem e tabù, 1913

La nevrosi è caratterizzata dal porre la realtà psichica al di sopra della realtà effettiva, di reagire a pensieri con la stessa serietà con cui gli uomini normali reagiscono soltanto di fronte alla realtà.
Sigmund Freud, Totem e tabù, 1913

L’influsso dell’infanzia si fa sentire già nello stadio iniziale della formazione delle nevrosi, poiché concorre in modo decisivo a determinare se e in qual punto l’individuo subirà uno scacco nel tentativo di padroneggiare i problemi reali della sua esistenza.
Sigmund Freud, Dalla storia di una nevrosi infantile, 1914

I nevrotici si lamentano della loro malattia ma la sfruttano a volontà, e se la si vuole togliere loro la difendono con le unghie e con i denti.
Sigmund Freud, Il problema dell’analisi condotta da non medici, 1926

L'accettazione della nevrosi universale risparmia il compito di formarsi una nevrosi personale.
Sigmund Freud, L'avvenire di un'illusione, 1927

I sintomi delle nevrosi sono essenzialmente soddisfacimenti sostitutivi di desideri sessuali inappagati.
Sigmund Freud, Il disagio della civiltà, 1929

Se l’evoluzione della civiltà è tanto simile a quella dell’individuo e se usa i suoi stessi mezzi, non è forse lecita la diagnosi che alcune civiltà, o epoche civili, – e magari l’intero genere umano – sono divenuti “nevrotici” per effetto del loro stesso sforzo di civiltà?
Sigmund Freud, Il disagio della civiltà, 1929
Chi vive nel nostro tempo è vittima di nevrosi.
Per vivere bene non bisogna essere contemporanei. (Ennio Flaiano)
Il nevrotico è un apprensivo pieno di risorse.
Roberto Gervaso, Il grillo parlante, 1983

Il nevrastenico è un nevrotico che ha perso la pazienza.
ibidem

Ciò che rende infelice il nevrotico non sono i problemi, ma la loro soluzione.
Roberto Gervaso, Il grillo parlante, 1983

Il nevrotico crede di poter star bene una volta guarito. In ciò consiste la sua nevrosi.
Carlo Gragnani, A conti (quasi) fatti, 1989

Nonostante i suoi conflitti, un nevrotico può sentirsi contento, in certi momenti, e può godere delle cose verso le quali si sente portato. Però la sua felicità dipende da troppe condizioni per poter essere un avvenimento frequente.
Karen Horney, I nostri conflitti interni, 1945

Il nevrotico si aspetta un mondo di bene dai mutamenti esteriori, ma inevitabilmente porta sé stesso e la sua nevrosi in ogni situazione.
ibidem

Il nevrotico vive tra due alternative, di orgoglio e di disprezzo di sé, di modo che una ferita inferta all'orgoglio lo precipita negli abissi del disprezzo di sé stesso.
Karen Horney, Nevrosi e sviluppo della personalità, 1950

I nevrotici si ammalano degli stessi complessi con i quali lottiamo anche noi sani.
Carl Gustav Jung, cit. in Sigmund Freud, Cinque conferenze sulla psicoanalisi, 1909

La nevrosi moderna è cominciata con le scoperte di Copernico.
Mary McCarthy, Al contrario, 1961

Le persone egoiste e nevrotiche possono distorcere qualunque cosa, persino l'affetto, e farlo diventare causa di infelicità o di sfruttamento. 
Clive Staples Lewis, I quattro amori, 1960

Il nevrotico anela toccare il fondo, così almeno non avrà più nulla di cui preoccuparsi.
Mignon McLaughlin, Taccuino del nevrotico, 1963

I nevrotici pensano al passato con risentimento, e al futuro con timore; il presente, semplicemente, non esiste.
Mignon McLaughlin, Il secondo taccuino del nevrotico, 1966

Ai nevrotici piacerebbe dormire tutto il tempo, ed essere svegliati solo quando ci sono buone notizie.
Mignon McLaughlin, Il secondo taccuino del nevrotico, 1966

Il nevrotico crede che la vita abbia un senso, ma che la sua vita non lo abbia.
ibidem

Nevrotico: uno che può andare dal basso verso l'alto, e viceversa, senza mai toccare il mezzo.
Mignon McLaughlin, Il secondo taccuino del nevrotico, 1966

La nevrosi è qualche cosa di circoscritto al pube.
Alda Merini, Se gli angeli sono inquieti, 1993

C'è una predisposizione costituzionale a tutto, quindi anche alla nevrosi.
Cesare Musatti, in Roberto Gervaso, La mosca al naso, 1980

La somma dei sentimenti, delle conoscenze, delle esperienze, cioè il peso totale della civiltà, è diventato così grande, che una sovreccitazione delle forze nervose e di pensiero è oggi il pericolo generale ; anzi, le classi colte dei paesi europei sono diventate completamente nevrotiche e quasi ciascuna delle loro famiglie più grandi si è avvicinata, in qualche membro, alla pazzia.
Friedrich Nietzsche, Umano troppo umano II, 1879/80

Le nevrosi che causano le "regressioni" più terribili e incurabili sono dovute proprio a questo sentimento primo, di non essere accolti nel mondo con amore.
Pier Paolo Pasolini, Lettere luterane, 1976 (postumo) 

Tutte le cose più grandi che conosciamo ci sono venute dai nevrotici. Sono loro e solo loro che hanno fondato religioni e hanno creato magnifiche opere d'arte. Mai il mondo sarà conscio di quanto deve loro, e nemmeno di quanto essi abbiano sofferto per poter elargire i loro doni.
Marcel Proust, I Guermantes, 1920

Amore e lavoro − questi sono gli elementi di base. Senza di essi vi è nevrosi.
Theodor Reik, Amore e lussuria, 1957

Ho una nevrosi classica e ciò dà molta sicurezza al mio analista.
Mirco Stefanon, Niente di nuovo sotto l'ombelico, 1993

Nevrotico: colui che costruisce castelli in aria. Psicotico: colui che vi abita.
Psichiatra: colui che riscuote l'affitto. (Foto: Marty Feldman / Igor, Frankenstein Junior 1974)
2. Nevrosi e Psicosi
© Aforismario

Nevrotico: colui che costruisce castelli in aria. Psicotico: colui che vi abita. Psichiatra: colui che riscuote l'affitto. 
Anonimo (attribuito a Jerome Lawrence e Robert Webb-Johnstone - vedi "Citazioni errate" su Aforismario)

La nevrosi si distingue dalla psicosi in termini di qualità: in linea del tutto generale nella nevrosi, per quanto si possa essere devastati dalla sofferenza, l’Io è presente ed è consapevole del suo disagio. Nella psicosi, invece, l’Io viene assorbito dalla malattia stessa e la consapevolezza
Aldo Carotenuto, La nostalgia della memoria, 1988

L'etiologia comune che determina lo scoppio di una psiconevrosi o di una psicosi rimane sempre la frustrazione, il mancato appagamento di uno di quegli invincibili desideri infantili che nella nostra organizzazione, filogeneticamente determinata, hanno radici così profonde.
Sigmund Freud, Nevrosi e psicosi, 1923

La differenza genetica più importante tra le nevrosi e le psicosi: la nevrosi sarebbe l'effetto di un conflitto tra l'Io e il suo Es, mentre la psicosi rappresenterebbe l'analogo esito di un perturbamento simile nei rapporti tra Io e mondo esterno.
Sigmund Freud, Nevrosi e psicosi, 1923

La nevrosi non rinnega la realtà e semplicemente di essa non vuole sapere nulla; la psicosi invece rinnega la realtà e cerca di rimpiazzarla.
Sigmund Freud, La perdita di realtà nelle nevrosi e nelle psicosi, 1924

Nevrosi e psicosi sono entrambe espressioni della ribellione dell'Es contro il mondo esterno, del suo dispiacere, o, se preferite, della sua incapacità di adattarsi alla dura realtà.
Sigmund Freud, ibidem

Nella psicosi la parte della realtà che è stata rigettata torna continuamente a imporsi alla vita psichica, così come fa nella nevrosi la pulsione rimossa.
Sigmund Freud, ibidem

La netta distinzione fra nevrosi e psicosi si attenua per il fatto che anche nella nevrosi non mancano i tentativi di sostituire la realtà indesiderata con una realtà più consona ai propri desideri. La possibilità di far questo è offerta dall'esistenza del mondo della fantasia, di un regno cioè che a suo tempo, quando fu instaurato il principio di realtà, fu separato dal mondo esterno reale, e da allora è stato risparmiato dalle esigenze e dalle necessità della vita come una sorta di “territorio protetto”.
Sigmund Freud, La perdita di realtà nelle nevrosi e nelle psicosi, 1924

Dalla lettura di un manuale di psichiatria e dallo studio delle nevrosi e delle psicosi si può ricavare l'idea che tali patologie siano delle risposte che l'individuo dà al problema dell'esistenza umana. Si può quindi affermare che ad ammalarsi di nevrosi e psicosi sono proprio le persone più sensibili della media alla questione del senso della vita.
Erich Fromm, I cosiddetti sani, 1991 (postumo)

I nevrotici studiano psicologia e gli psicotici filosofia.
Umberto Galimberti, Comunicazione e Linguaggi non Verbali, Università Ca' Foscari, Venezia, 2007

Secondo la psichiatria tradizionale, le psicosi non sono altro che una serie di malattie mentali, e le nevrosi un'altra serie di malattie, meno gravi. Le nevrosi sarebbero anzi non tanto "malattie" quanto piuttosto "disturbi"; le psicosi sarebbero invece vere malattie, in quanto simili alle malattie del corpo. In realtà, se è vero che la condizione psicologica del nevrotico non è dovuta a vera malattia, lo stesso può dirsi per la maggior parte delle condizioni di psicosi.
Giovanni Jervis, Manuale critico di psichiatria, 1975

La differenza principale fra i disturbi di tipo nevrotico e quelli di tipo psicotico sta nel tipo di rapporto che il soggetto intrattiene con la realtà. Nel caso del nevrotico il soggetto ha disturbi e sofferenze che possono ostacolarlo anche molto gravemente nella sua vita quotidiana: ma egli interpreta la realtà, cioè il mondo, secondo i modi e i criteri tipici dell'ambiente sociale in cui vive ed è stato educato. Nelle condizioni di sofferenza psicotica, invece, la personale interpretazione della realtà da parte del soggetto è difficile da capire da parte di coloro che appartengono al suo stesso ambiente culturale. 
Giovanni Jervis, Manuale critico di psichiatria, 1975

Nevrotico significa che non sei sensibile quanto lo sono io, psicotico che sei anche peggio di mio cognato.
Karl Augustus Menninger (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

La somma dei sentimenti, delle conoscenze, delle esperienze, cioè il peso totale della civiltà, è diventato così grande, che una sovreccitazione delle forze nervose e di pensiero è oggi il pericolo generale ; anzi, le classi colte dei paesi europei sono diventate completamente nevrotiche e quasi ciascuna delle loro famiglie più grandi si è avvicinata, in qualche membro, alla pazzia.
Friedrich Nietzsche, Umano troppo umano, 1878

Il nevrotico costruisce castelli in aria, lo psicotico ci vive dentro. Mia madre li pulisce. 
Rita Rudner (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Il nevrotico costruisce castelli in aria, lo psicotico ci vive dentro.
Mia madre li pulisce. (Rita Rudner)
3. Isteria
© Aforismario

La donna è fatta per sentire e sentire è vicino all'isteria; l'uomo al contrario è fatto per agire, a lui gli inconvenienti dell'azione.
Paul Briquet, Trattato clinico e terapeutico dell'isteria, 1859

Le psiconevrosi sono un genere di malattie che non è mai, assolutamente, leggero. Una volta comparsa un’isteria, nessuno può prevedere quando essa avrà fine. Per lo più ci si consola con l’inutile profezia che “un giorno essa sparirà di punto in bianco”.
Sigmund Freud, La sessualità nell'etiologia delle nevrosi, 1898

La sessualità non è un deus ex machina che interviene isolatamente in un qualche punto del meccanismo caratteristico dei processi isterici, ma costituisce al contrario la forza motrice di ogni singolo sintomo e di ogni singola manifestazione di un sintomo. I fenomeni morbosi sono, per così dire, l'attività sessuale del malato.
Sigmund Freud, Il caso di Dora, 1901 (poscritto)

La risoluzione dei sintomi del paziente isterico attraverso la psicoanalisi parte dal presupposto che essi costituiscono dei sostituti - come dire, delle trascrizioni - di un certo numero di processi mentali investiti da affettività, di tendenze e desideri che, per opera di uno speciale meccanismo psichico (rimozione), sono stati posti nell'impossibilità di scaricarsi in un'attività psichica accessibile alla coscienza.
Sigmund Freud, Tre saggi sulla teoria sessuale, 1905

Il carattere degli isterici mostra un grado eccessivo di rimozione sessuale rispetto alla quantità normale, una intensificazione della resistenza contro l'istinto sessuale (resistenza che noi abbiamo avuto occasione di incontrare sotto forma di pudore, di disgusto e di moralità), e che sembra come una naturale avversione da parte loro verso ogni interesse per i problemi sessuali. Come conseguenza di ciò, in alcuni particolari casi, i pazienti rimangono nella più completa ignoranza di questioni sessuali fin nel periodo della maturità sessuale.
Sigmund Freud, Tre saggi sulla teoria sessuale, 1905

Un individuo predisposto all'isterismo cade nello stato isterico quando, sia in seguito allo sviluppo puberale, sia per circostanze esterne della sua vita, si trova di fronte alle esigenze di una situazione sessuale reale. Tra la pressione dell'istinto e la resistenza opposta dall'avversione sessuale, la malattia gli offre una via d'uscita. Essa, però, non risolve affatto la sua situazione conflittuale, ma cerca di evitarla, trasformando gli impulsi della sua libido in sintomi.
Sigmund Freud, Tre saggi sulla teoria sessuale, 1905

Una catena ininterrotta corre tra le nevrosi in tutte le loro manifestazioni e la normalità. Dopo tutto, direbbe a ragione Moebius, siamo un po' tutti degli isterici.
Sigmund Freud, Tre saggi sulla teoria sessuale, 1905

Potremmo azzardarci ad affermare che l'isteria è la caricatura di una creazione artistica, che la nevrosi ossessiva è la caricatura di una religione, che il delirio paranoico è la caricatura di un sistema filosofico.
Sigmund Freud, Totem e tabù, 1913

Le fantasie che si convertono in sintomi in nessun'altra nevrosi sono evidenti come nell'isteria.
Sigmund Freud, Introduzione alla psicoanalisi, 1915/32

Una persona dev'essere semplice anche nella sua tristezza, altrimenti la sua è soltanto isteria.
Etty Hillesum, Diario, 1941/43 (postumo, 1981)

L'isteria è il latte cagliato della maternità.
Karl Kraus, Detti e contraddetti, 1909

L'umanità è diventata isterica nel Medioevo perché ha malamente represso le impressioni sessuali della sua adolescenza greca.
Karl Kraus, Detti e contraddetti, 1909

L'isteria è il legittimo residuo che resta della donna, dopo che il piacere dell'uomo ha fatto quadrare i propri conti.
Karl Kraus, Pro domo et mundo, 1912

La sensualità non sa nulla di ciò che ha fatto. L'isteria si ricorda di tutto ciò che non ha fatto.
Karl Kraus, Pro domo et mundo, 1912

L'isteria rimprovera al sano ciò che questi odia: l'isteria.
Karl Kraus, Di notte, 1918

L'isteria è impossibile senza un pubblico. Farsi prendere dal panico da soli è come ridere da soli in una stanza vuota. Uno si sente veramente stupido.
Chuck Palahniuk, Invisible Monsters, 1999

Come esiste l'amore isterico, così esiste anche l'odio isterico, con tutte le caratteristiche proprie di altri stati di eccitazione: l'intemperanza del sentimento, in parte volontaria e in parte no, l'istrioneria come espressione del sentimento, e la costrizione a entrambe: all'intemperanza come all'istrioneria.
Arthur Schnitzler, Il libro dei motti e delle riflessioni, 1927

Note
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