2016-04-23

Contro la Procreazione - Frasi per chi non vuole figli

Raccolta di aforismi e frasi celebri contro la procreazione e sul non volere figli. La raccolta è suddivisa in due paragrafi: il primo, fa riferimento al non desiderare e al non voler mettere al mondo dei figli; il secondo paragrafo fa riferimento alla posizione filosofica dell'antinatalismo, termine col quale si designa l'atteggiamento di chi è contrario alla riproduzione umana per motivi filosofici e morali; per esempio, perché si considera il non essere preferibile all'essere, per evitare che si perpetui e si intensifichi la sofferenza umana, ecc.
Su Aforismario trovi anche una raccolta di citazioni correlata a questa con citazioni sulla sovrappopolazione e contro la nascita.
Bambini? Preferisco cominciarne cento che finirne uno. (Pauline Bonaparte)
1. Non volere figli
© Aforismario

Bambini? Preferisco cominciarne cento che finirne uno.
[Les enfants? Je préfère en commencer cent que d'en terminer un seul!]
Pauline Bonaparte, XIX sec. (attribuito - fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

In verità non c'è scherzo peggiore da fare a un Tizio, che metterlo al mondo.
Anselmo Bucci, Il pittore volante, 1930

Con un po' di attenzione e di buona volontà si può sfuggire all'inconveniente di avere figli. Buona volontà e attenzione non bastano per sfuggire all'inconveniente di avere genitori.
Francesco Burdin, Un milione di giorni, 2001

Chi ha moglie e figli ha dato ostaggi alla fortuna; essi infatti sono impedimenti a grandi imprese, virtuose o inique che siano. Sicuramente le opere migliori e di maggiore valore per la comunità provengono da uomini senza mogli e figli i quali, sia per affetto che per mezzi, hanno sposato la comunità, offrendole la loro dote.
Francis Bacon, Saggi, 1597/1625

Voi dovete avere dei bambini ammodo e ben vestiti, e i vostri figli devono avere anche loro un bell'appartamento e dei bambini; e i loro figli anch'essi dei bambini e dei begli appartamenti, ma a che cosa serva tutto questo, solo il diavolo lo sa.
Anton Čechov, Quaderni, 1891-1904 (postumo, 1950)

Se hai già un figlio, perché ne vuoi due? Se ne hai due, perché quattro? Oh provveditori di carne viva alle fornaci del dolore!
Guido Ceronetti, La carta è stanca, 1976

Più l’uomo è vicino all'animale, più fa figli. Una religione che invita a questo promuove barbarie, sfama la ugola della sciagura.
Guido Ceronetti, Insetti senza frontiere, 2009

Sembra che nel cervello delle donne ci sia una rotella di meno, e nel loro cuore una fibra in più che negli uomini. Ci voleva una struttura particolare per renderle capaci di sopportare, curare, accarezzare dei bambini.
Nicolas de Chamfort, Massime e pensieri, 1795 (postumo)

Dopo la sventura di nascere, non ne conosco di più grandi che quella di dare la vita a un essere umano.
François-René de Chateaubriand, Memorie d'oltretomba, 1849/50 (postumo)

Aver commesso tutti i crimini, tranne quello di essere padre.
Emil Cioran, L'inconveniente di essere nati, 1973

Quei figli che non ho voluto, sapessero la felicità che mi debbono! 
Emil Cioran, Confessioni e anatemi, 1987 

Avere figli significa finire di vivere. Non sei più padrone del tuo tempo. Non sei più libero. 
Giuseppe Culicchia, Un'estate al mare. 2007

La paternità porta alla stupidità.
Joan Fuster, Giudizi finali, 1960/68

Che temerarietà, che imprudenza costringere una nuova creatura a vivere e non possedere nulla, proprio nulla per rendere la vita felice.
Aleksandr Herzen (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Sarebbe ora di far intendere alla gente che mettere al mondo un figlio non è soltanto un diritto, ma è prima di tutto un atto gravido di conseguenze per il nascituro e per chi gli sta attorno. E sarebbe anche ora di “riabilitare” tutti coloro che di figli non ne vogliono, perché dietro la scelta di non procreare vi è spesso una consapevolezza e un amore per gli esseri umani che i paladini del "diritto alla vita” nemmeno si immaginano.
Sara Gelli, in Umberto Galimberti, Il segreto della domanda, 2008

Non si può biasimare l'appetito di avere figliuoli, perché è naturale, ma dico bene che è specie di felicità il non averne, perché anche chi gli ha buoni e savi ha senza dubbio molto più dispiacere di loro che consolazione. [1]
Francesco Guicciardini, Ricordi, 1512/30

Chi non è sano e degno di corpo e di spirito, non ha diritto di perpetuare le sue sofferenze nel corpo del suo bambino.
Adolf Hitler, La mia battaglia, 1925/26

È prova di nobiltà, di mentalità elevata e di umanitarismo degno d'ammirazione il fatto che chi senza sua colpa è malato, rinunziando ad avere figli propri, doni il suo affetto e la sua tenerezza a un piccolo, povero sconosciuto rampollo della sua nazione, sano e promettente di essere un giorno un robusto membro di una forte comunità.
Adolf Hitler, La mia battaglia, 1925/26

Assumersi questa responsabilità – dare una vita che può essere una sciagura o una fortuna –, senza che l'essere che riceve la vita abbia almeno le normali probabilità di condurre un'esistenza desiderabile, è un delitto contro di lui.
John Stuart Mill, Sulla libertà, 1859 

I parenti premono perché mi riproduca. “Quand'è che fai dei bambini?”Come se avessi bisogno di gente che bivacca nel mio appartamento. Fai un figlio, lo allevi con amore, spendi un sacco di soldi per dargli da mangiare, vestirlo e mandarlo a scuola, poi arriva l'adolescenza e te lo ritrovi che ti urla addosso: “Lasciami in pace! Cazzo vuoi da me? Ti ho chiesto io di mettermi al mondo?" Problema risolto.
Daniele Luttazzi, La castrazione e altri metodi infallibili per prevenire l’acne, 2003

Considero la gravidanza la più vergognosa delle professioni.
Katherine Mansfield, Una pensione tedesca, 1911

È pur troppo acerbissima oggidì la condizione dell’uomo da bene che si unisce in matrimonio. Perché s’egli non intende di portare e far sempre vivere i suoi figli nelle selve, deve tenere per indubitatissimo fino da quel primo punto, che il suo matrimonio non frutterà al mondo altro che qualche malvagio di più.
Giacomo Leopardi, Zibaldone, 1817/32 (postumo 1898/1900)

A mio figlio ho dato tutto quello che io non ho avuto: l’opportunità di non nascere.
Gianni Monduzzi, Orgasmo e pregiudizio, 1997

"Ha trovato uno scopo nei suoi figli". Perché trovino anch'essi uno scopo nei loro figli? Ma a chi serve questa fottitura generale?
Cesare Pavese, Il mestiere di vivere, 1935/50 (postumo, 1952)

I nostri genitori, peggiori dei loro padri, hanno generato noi, più scellerati di loro; noi, a nostra volta, genereremo figli più perversi di noi.
Quinto Fiacco Orazio, I sec. a.e.c. (attribuzione incerta - fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Tanto stupido che per trovare uno scopo alla sua vita, ha dovuto fare un figlio.
Cesare Pavese, Il mestiere di vivere, 1935/50 (postumo, 1952)

Nel tanto decantato amore col quale si mettono al mondo dei figli, io ci vedo parecchio egoismo, un po’ d’incoscienza e un pizzico di crudeltà.
Giovanni Soriano, Maldetti, 2007

Se non sei soddisfatto di te stesso, se non hai fiducia nelle tue capacità, se ciò che possiedi non ti è più che sufficiente, se il futuro ti preoccupa più di un po’, se non sai amare senza essere completamente in balia del tuo amore, se temi la solitudine e consideri la vecchiaia come l’età più triste della vita, prima di mettere al mondo un figlio - pensaci!
Giovanni Soriano, Maldetti, 2007

Cosa c’è di più vile del far pagare a un bambino – e con la sua stessa esistenza – i propri desideri e le proprie paure? Eppure di ciò si macchia ogni buon genitore.
Giovanni Soriano, Finché c'è vita non c'è speranza, 2010

Che il dono piú grande che un genitore possa fare a un figlio sia non farlo nascere è una di quelle asserzioni sulle quali ogni persona dotata di buon senso non potrebbe che convenire, se non fosse che su simili questioni il buon senso – come si dimostra ogni giorno – non conta nulla.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Non esistono genitori responsabili; quale genitore responsabile, conoscendo il mondo, vi farebbe nascere un figlio?
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Nel corso di una vita, anche al piú intelligente può capitare di commettere innumerevoli stupidaggini, ma avrà comunque evitato la piú grande se non sarà stato genitore.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

I bambini consolano di tutto... tranne del fatto di averne.
Hippolyte Taine, Vita e opinioni di M. Frédéric-Thomas Graindorge, 1867

Amo troppo i miei figli per dar loro la vita.
Hippolyte Taine, cit. in Edmond e Jules de Goncourt, Diario, 1851-96 (postumo, 1956)

Chi ha coraggio di mettere figli in un mondo come questo? Non si può perpetuare il dolore, né aumentare la razza di quegli animali lussuriosi, i quali non hanno emozioni durature, ma solo capricci e vanità che li trascinano alla deriva.
Virginia Woolf, La signora Dalloway, 1925

Chi non ha figli ha un dispiacere solo.
Proverbio

Dopo la sventura di nascere, non ne conosco di più grandi
che quella di dare la vita a un essere umano. (Francois-Rene de Chateaubriand)
2. Contro la Procreazione
© Aforismario

Riprodursi?!? Genera piuttosto colui che non sei potuto diventare, tu.
Peter Altenberg, Ciò che mi porta il giorno, 1901

Il perpetuarsi attraverso la procreazione è comune alle bestie, ma la memoria, il merito e le opere nobili sono proprie degli uomini. È indubbio che le opere più nobili e le istituzioni discendono da uomini senza figli.
Francis Bacon, Saggi, 1597/1625

Il culto della donna gravida, della puerpera e della mamma, è la più manicomiale abiezione della razza umanoide. Questa efferata "matrice" preferirei ammetterla come madre di Dio, purché fosse disposta a dimettersi come matrice dell'uomo.
Carmelo Bene, Vita di Carmelo Bene, 1998 

Noi siamo procreati, ma non educati: i nostri procreatori procedono contro di noi con assoluta ottusità dopo averci procreati, con una sprovvedutezza che distrugge qualsiasi umanità, e già nei primi tre anni di vita essi rovinano tutto nel nuovo essere umano, del quale non sanno nulla se non ammesso che lo sappiano - di averlo sconsideratamente e irresponsabilmente fatto, e non sanno neppure di aver commesso in tal modo il più grande di tutti i crimini.
Thomas Bernhard, L'origine, 1975 [4]

Quando ci hanno messi al mondo, i nostri procreatori, ossia i nostri genitori, si trovavano in uno stato di totale ignoranza e volgarità, e dopo che siamo nati essi non riescono più a sbrigarsela, tutti i loro tentativi di sbrigarsela con noi falliscono, e così si arrendono presto, ma sempre troppo tardi, sempre soltanto nel momento in cui ormai ci hanno da gran tempo distrutti, perché nei primi tre anni di vita, negli anni di vita decisivi - dei quali però i nostri procreatori in quanto genitori non sanno nulla, non vogliono sapere nulla, non possono sapere nulla, perché per secoli è stato sempre fatto di tutto per favorire questa loro atroce ignoranza - perché nei primi tre anni di vita, dicevo, i nostri procreatori ci hanno distrutti e annientati con la loro ignoranza, ogni volta distruggendoci e annientandoci per tutta la nostra esistenza, e la verità è che a questo mondo abbiamo sempre e soltanto a che fare con persone distrutte e annientate nei primi anni, annientate per tutta la loro esistenza dai loro ignoranti e volgari e disinformati procreatori in quanto genitori.
Thomas Bernhard, L'origine, 1975 [4]

I genitori non esistono, esistono soltanto dei criminali che procreano nuovi esseri umani e che procedono con grandissima stoltezza e ottusità contro il nuovo essere umano da essi procreato, e in questa attività criminosa sono appoggiati dai governi, i quali non hanno alcun interesse ad avere un essere umano informato e quindi effettivamente adeguato ai tempi, poiché costui agirebbe, come è ovvio, contro i loro fini, e così da milioni e da miliardi di imbecilli saranno generati in continuazione,
verosimilmente per altri decenni e probabilmente per secoli, milioni e miliardi di imbecilli.
Thomas Bernhard, L'origine, 1975 [4]

Il neonato è abbandonato dall'attimo della sua nascita ai suoi procreatori in quanto genitori rincretiniti e disinformati, e fin dal primo momento è reso dai suoi procreatori in quanto genitori rincretiniti e disinformati un essere altrettanto rincretinito e disinformato, e questo processo mostruoso e incredibile è diventato nei secoli e nei millenni un'abitudine dell'umana società, la quale si è avvezzata a questa abitudine e neanche ci pensa a desistere da questa abitudine, anzi questa abitudine si rafforza sempre più e ha raggiunto il suo culmine nella nostra epoca, perché non esiste un'epoca nella quale gli esseri umani siano stati fatti più sconsideratamente e più volgarmente e più perfidamente e più spudoratamente che nell'epoca in cui viviamo, milioni e poi milioni e miliardi di esseri umani sotto forma di popolazione mondiale, benché la società sappia da molto tempo che questo processo, essendo un'infamia diffusa in tutto il mondo, se non sarà troncato, significa la fine della società umana.
Thomas Bernhard, L'origine, 1975 [4]

Non dobbiamo aver paura di dire con chiarezza, anche a rischio di essere ritenuti pazzi, che i nostri procreatori in quanto genitori hanno compiuto il crimine della procreazione in quanto crimine premeditato per rendere infelice il nostro essere e che, in combutta con tutti gli altri - proprio come avevano fatto i loro avi e così via -, hanno compiuto questo crimine per rendere infelice il mondo intero che diventa man mano sempre più infelice.
Thomas Bernhard, L'origine, 1975 [4]

Noi diciamo pure di amare i nostri genitori, e in realtà li odiamo, perché non possiamo amare i nostri procreatori non essendo noi persone felici, la nostra infelicità non è immaginaria come lo è invece la nostra felicità, di cui ogni giorno cerchiamo di convincerci per trovare il coraggio di alzarci e lavarci, vestirci, bere il primo sorso, mandar giù il primo boccone.
Thomas Bernhard, Goethe muore, 1982 [5]

La nostra inermità la dobbiamo ai nostri procreatori, e così la nostra inettitudine, tutte le nostre difficoltà che nell'intero corso della vita non riusciamo a superare.
Thomas Bernhard, Goethe muore, 1982 [5]

Ogni nuovo mattino ci ricorda immancabilmente che è solo in una terribile sopravvalutazione di se stessi e nella loro effettiva megalomania procreativa che i nostri genitori ci hanno concepiti e figliati, gettandoci in questo mondo più orribile e disgustoso ed esiziale che non piacevole e utile.
Thomas Bernhard, Goethe muore, 1982 [5]

Gli uomini si sono diffusi nell'universo come una lebbra, e più si moltiplicano più lo snaturano, essi credono di servire i propri dèi divenendo sempre più numerosi, i bottegai e i preti approvano la loro fecondità, gli uni perché essa li arricchisce, gli altri, invece, perché li accredita.
Albert Caraco, Breviario del Caos, 1982 (postumo)

È la fecondità, e non la fornicazione, a distruggere l'universo, è il dovere, e non il piacere.
ibidem

Non possiamo evitare la sventura né la sua logica infallibile, siamo condannati a subire lo svolgimento delle fasi, alcune prevedibili, altre impreviste, non arresteremo il movimento che ci travolge: gli uomini continueranno a procreare, le donne a partorire, e per alimentare la massa di perdizione si farà qualsiasi cosa e si ipotecherà il futuro.
Albert Caraco, Breviario del Caos, 1982 (postumo)

Tre volte miseri coloro che, in preda alla follia, generano! Beati i casti! Beati gli sterili! Beati anche coloro che preferiscono la lussuria alla fecondità! Oggi gli Onanisti e i Sodomiti sono meno colpevoli dei padri e delle madri di famiglia, perché i primi distruggeranno se stessi e i secondi distruggeranno il mondo, a forza di moltiplicare le bocche inutili.
Albert Caraco, Breviario del Caos, 1982 (postumo)

Ma perché li fanno? Perché con tanta impudenza e leggerezza li gettano in queste fornaci? Non si può pensare ai catini frignanti, agli squittenti garbugli delle cliniche materne, senza commiserazione e spavento. Nessuna pietà per chi nasce. La compassione per l’infanzia, se ce ne fosse, sarebbe una pillola formidabile. Non vedono che sulla terra non c’è più posto? E che la città umana, avviluppata dalle suppurazioni del mondo minerale come da un mortale catarro, è ormai un luogo di supplizio per i corpi più fragili?
Guido Ceronetti, La carta è stanca, 1976

L'immoralità della procreazione lodata come cosciente consiste in questo: qui il delitto di fare un uomo, d'introdurre altro male e dolore nel mondo, non è compiuto incoscientemente in un'estasi drammatica e nella tenebra della copula, ma è freddamente premeditato, abolendo temporaneamente le cautele abituali, provando e riprovando, fino a scopo raggiunto. Di peggio c'è la procreazione artificiale, con seme di ghiaccio, dove, senza che il manipolatore e il ventre soggetto inorridiscano di quel che fanno, manca perfino l'esecuzione a caldo, la voluptas che attenua un poco.
Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo, 1979

Finché avranno voglia di uccidere, non perderanno il gusto di generare.
ibidem

L'uomo osa permettersi ancora delle crudeltà, quando già commette tranquillamente e ripetutamente l'atto più crudele di tutti: generare, dare agli orrori della vita esseri che non sono e non patiscono dolore.
Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo, 1979

Nel non volere che siano posti limiti alle nascite, la Chiesa mostra che non si è estinta tutta la sua vocazione primitiva alla catastrofe.
Guido Ceronetti, Pensieri del tè, 1987 [2]

Una coscienza che riflette non può che astenersi dal propagare la specie. Chi ha vera coscienza non può tollerare l'eccesso, lo straripare di dolore in un mondo dominato dalla dismisura umana, e frenare, limitare le nascite è innanzitutto un puro atto di compassione. I molti figli sono il frutto dell'ignoranza, dell'insensibilità morale e della bigotteria. L'incremento demografico provatevi a predicarlo nei reparti oncologici. Dare soldi perché si facciano figli è lo stesso che trafficare bambini.
Guido Ceronetti, Insetti senza frontiere, 2009

Questa è la fotografia del presente. L’uomo si fa guidare da Internet e dall'automobile. La donna adora il cellulare e fuma. Entrambi si spintonano per il lavoro, i soldi, la banca, e quando procreano ne nascono scarabocchi.
Guido Ceronetti, Insetti senza frontiere, 2009

Se sei amico della vita devi essere nemico della riproduzione umana. Se ami gli esseri umani, guardati dal riprodurne la specie.
Guido Ceronetti, Insetti senza frontiere, 2009

Oh madri, fermatevi! Non aumentate le sciagure umane!
Guido Ceronetti, L'occhio del barbagianni, 2014

I genitori sono dei provocatori, o dei pazzi. Che l'ultimo dei malnati abbia facoltà di dare vita, di «mettere al mondo» - può esserci qualcosa di più demoralizzante? Come considerare senza spavento, o repulsione, questo prodigio che del primo venuto fa, all'occasione, un demiurgo? Quello che dovrebbe essere un dono eccezionale come il genio è stato conferito a tutti, indistintamente: liberalità di pessima lega, che squalifica la natura per sempre.
Emil Cioran, Il funesto demiurgo, 1969

Al concilio del 1211 contro i bogomili furono colpiti da anatema quelli di loro che sostenevano che «la donna concepisce nel suo ventre grazie alla cooperazione di Satana, e che Satana vi resta da quell'istante in poi, senza ritirarsene, fino alla nascita del bambino». Non mi arrischio a supporre che il Demonio possa interessarsi di noi al punto di tenerci compagnia per qualche mese; ma non saprei dubitare che siamo stati concepiti sotto il suo sguardo, e che abbia assistito, effettivamente, i nostri amati genitori.
Emil Cioran, Il funesto demiurgo, 1969

Ogni procreazione è sospetta: gli angeli, per buona sorte, non ne sono suscettibili, dato che il propagarsi della vita è riservato ai decaduti.
ibidem

Come una cancrena, la carne si estende sempre più sulla superficie del globo. Non sa imporsi dei limiti, continua a imperversare nonostante i disinganni, prende per conquiste le proprie disfatte, niente ha imparato, mai.
Emil Cioran, Il funesto demiurgo, 1969

È importante scoraggiare la generazione, infatti il timore di vedere estinguersi l'umanità non ha nessun fondamento: qualunque cosa accada, ci saranno dovunque degli scimuniti che chiederanno solo di perpetuarsi; e se perfino loro finissero col sottrarvisi, si troverà sempre qualche coppia nauseabonda che si presta a farlo.
Emil Cioran, Il funesto demiurgo, 1969

Un giorno le donne incinte saranno lapidate, proscritto l'istinto materno, e acclamata la sterilità.
ibidem

È impossibile che la criminosa ingiunzione della Genesi: «Crescete e moltiplicatevi» sia uscita dalla bocca del dio buono. Siate scarsi, avrebbe se mai consigliato, se avesse avuto voce in capitolo. Ed egualmente impossibile è che abbia aggiunto le funeste parole: «E popolate la terra». Bisognerebbe
cancellarle con la massima urgenza, per lavare la Bibbia dall'onta di averle accolte.
Emil Cioran, Il funesto demiurgo, 1969

Procreare significa amare il flagello, volerlo conservare e favorire.
ibidem

Questa incapacità di rimanere in se stesso, della quale il creatore doveva fare una tanto incresciosa dimostrazione, noi tutti l'abbiamo ereditata: generare è continuare in modo diverso e su scala diversa l'impresa che porta il suo nome, è, per deplorevole imitazione scimmiesca, aggiungere qualcosa alla sua «creazione». Senza l'impulso dato da lui, la voglia di prolungare la catena degli esseri non esisterebbe, e nemmeno la necessità di consentire alle mene della carne.
Emil Cioran, Il funesto demiurgo, 1969

Ero solo in quel cimitero che sovrasta il paese, quando entrò una donna incinta. Uscii subito, per non dover guardare da vicino quella portatrice di cadavere, né rimuginare sul contrasto tra un ventre aggressivo e quelle tombe sbiadite, tra una falsa promessa e la fine di ogni promessa.
Emil Cioran, L'inconveniente di essere nati, 1973

Quest'uomo così vulnerabile, questo scorticato, si stupisce, cecità incomprensibile, che la sua prole dia segni inquietanti. I delicati non dovrebbero procreare o, se lo fanno, sappiano almeno verso quali rimorsi si dirigono.
Emil Cioran, Squartamento, 1979

Chi ci sbarazzerà di quest'orda che prolifera, di questi mostriciattoli brulicanti? Tutti usciti dalla immondezza della procreazione, hanno dipinto in faccia l'orrore delle loro origini. E pensare che possono essere genitori.
Emil Cioran, Quaderni, 1957-1972 (postumo, 1997) 

È un delitto trasmettere le proprie tare a una progenie e obbligarla così a passare per le vostre stesse vicissitudini, per un calvario forse peggiore del vostro.
Emil Cioran, Quaderni, 1957-1972 (postumo, 1997) 

I genitori sono tutti irresponsabili o assassini. Solo i bruti dovrebbero dedicarsi alla riproduzione. Pietà non vuole che si diventi "genitori". La parola più atroce che io conosca.
Emil Cioran, Quaderni, 1957-1972 (postumo, 1997) 

Pensate alla hybris, all'arroganza che ci vuole per strappare un'anima dal piano della non esistenza e ficcarla in questa carne, e per portare a forza una vita in questo immondezzaio.
Rust Cohle (Matthew McConaughey), in True detective, 2014

Se i bambini fossero messi al mondo solo da un atto di pura ragione, il genere umano continuerebbe ad esistere? Non proveremmo piuttosto così tanta compassione verso la generazione futura da risparmiarle il peso dell’esistenza? O non decideremmo almeno di non prenderci la responsabilità di imporle tale fardello a sangue freddo?
Rust Cohle (Matthew McConaughey), in True detective, 2014

Siamo cose che si illudono di avere un sé, una secrezione di esperienze sensoriali e di sensazioni, programmati per avere la totale certezza che ognuno di noi è qualcuno, quando in realtà siamo nessuno. Credo che la cosa onorevole per la nostra specie sia negare la nostra programmazione, smettere di riprodurci, camminare mano nella mano verso l’estinzione, un’ultima mezzanotte, fratelli e sorelle che si tirano fuori da un destino insopportabile.
Rust Cohle (Matthew McConaughey), in True detective, 2014

Dare la vita, questo veleno! Portare degli altri in questo mondo, in questa galera! Per farlo bisogna essere cinici, cattivi o stupidi!
Réjean Ducharme, L'océantume, 1968

Sono contro il controllo delle nascite perché temono la scomparsa degli sciocchi.
Raffaello Franchini, 99 aforismi, 1976

Ah, se c’è un tempo in cui si dovrebbe, in nome della pietà, impedire di procreare, quel tempo è ben questo!
Joris Karl Huysmans, Controcorrente, 1884

Così tosto come il bambino è nato, convien che la madre che in quel punto lo mette al mondo, lo consoli, accheti il suo pianto, e gli alleggerisca il peso di quell'esistenza che gli dà. E l'uno de' principali uffizi de' buoni genitori nella fanciullezza e nella prima gioventù de' loro figliuoli, si è quello di consolarli, d'incoraggiarli alla vita; perciocché i dolori e i mali e le passioni riescono in quell'età molto più gravi, che non a quelli che per lunga esperienza, o solamente per esser più lungo tempo vissuti, sono assuefatti a patire. E in verità conviene che il buon padre e la buona madre studiandosi di racconsolare i loro figliuoli, emendino alla meglio, ed alleggeriscano il danno che loro hanno fatto col procrearli. Per Dio! perché dunque nasce l'uomo? e perché genera? per poi racconsolar quelli che ha generati del medesimo essere stati generati?
Giacomo Leopardi, Zibaldone, 1817/32 (postumo 1898/1900)

Non bisogna fare della soddisfazione dell'istinto una prassi che danneggia la razza, in quanto non ha più luogo una selezione ma tutti si accoppiano e generano figli. L'estinzione di molti tipi di uomini è altrettanto desiderabile quanto una qualsiasi procreazione.
Friedrich Nietzsche, Frammenti postumi, 1869/89

Nascere è umano, proliferare è diabolico.
Marco Oliverio (Aforismi inediti su Aforismario)

Propagare la vita è propagare il terrore.
Mario Andrea Rigoni, Variazioni sull'impossibile, 1993

Una bella ragazza deve solo dedicarsi a fottere e mai a generare.
Donatien Alphonse François de Sade, La filosofia nel boudoir, 1797

Si provi a immaginare l'atto della generazione non accompagnato da bisogno né da voluttà, ma come una questione di pura riflessione razionale: potrebbe, allora, il genere umano sussistere? O forse, piuttosto, ciascuno non avrebbe tanta compassione della generazione futura da risparmiarle volentieri il peso dell'esistenza o per lo meno da non volersi assumere la responsabilità di imporglielo a sangue freddo?
Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

Nella foia di moltiplicarsi tipica dei diseredati (come si sostiene) non vedo un'accanita energia vitale che dovrebbe compensarli. Ma la vita al punto più basso.
Manlio Sgalambro, Dell'indifferenza in materia di società, 1994 

Esiste un metodo, peraltro semplice ed economico, che l’umanità si ostina a non voler adottare e che, in un tempo relativamente breve, le consentirebbe di risolvere tutti i suoi problemi: porre fine alla procreazione.
Giovanni Soriano, Maldetti, 2007

Ciascun uomo e ciascuna donna possono salvare una vita umana evitando, semplicemente, di concepirla.
Giovanni Soriano, Maldetti, 2007

Procreare… che pazzia! Mettersi in casa degli scocciatori, come se un marito o una moglie non fosse già più che sufficiente.
Giovanni Soriano, Finché c'è vita non c'è speranza, 2010

Un qualunque quotidiano contiene già motivi più che sufficienti per dissuadere un essere appena ragionevole dal procreare, eppure…
Giovanni Soriano, ibidem

“Andate e moltiplicatevi”, mi sembra un’esortazione più adatta a un dio dei conigli che a un dio degli umani. Senza offesa per i conigli, naturalmente.
Giovanni Soriano, Finché c'è vita non c'è speranza, 2010

Vero “gesto inconsulto” – come lo definiscono i superficiali – non è quello di togliersi la vita, ma quello di darla.
Giovanni Soriano, Finché c'è vita non c'è speranza, 2010

Esiste una perversione sessuale talmente subdola da non essere stata ancora rilevata neppure dai piú fini psicodiagnosti, tant'è che non si trova menzionata in un solo trattato di psichiatria, ma le cui conseguenze sono cosí dannose per il genere umano da superare in gravità tutte le altre messe insieme: è quella del concepimento consapevole.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

E pensare che lo scherzo peggiore di tutta la tua vita, a fartelo sono proprio i tuoi genitori…
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Generare è un atto tremendamente autoritario quanto quello di uccidere; e cosí come non si dovrebbe togliere la vita a nessuno, non si dovrebbe neppure imporgliela.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Se è lodevole la decisione di non mangiare carne per non contribuire ad aggiungere sofferenza a sofferenza, a maggior ragione, e per lo stesso motivo, lo è evitare di aggiungere altra carne a questo mondo attraverso la procreazione.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Tale è la passione degli umani per la vita, che anche il piú miserabile di questo mondo riterrà sempre valga la pena non soltanto viverla, ma anche tramandarla ai propri figli, i quali, pur nel caso in cui fossero ancora piú miserabili dei loro genitori, faranno altrettanto con immutato entusiasmo.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Invece di sposarsi per procreare nuove vite, sarebbe molto più facile sostenere e salvare quei milioni di vite di bambini che muoiono tutt’intorno a noi per mancanza di nutrimento non già spirituale, ma materiale.
Lev Tolstoj, Sonata a Kreutzer, 1889

L'uomo è il più intelligente o il più sconsiderato degli animali? Si riproduce sempre e ovunque, al caldo e al freddo, nei ricchi palazzi e nelle misere capanne, senza curarsi del destino cui andranno incontro i figli. Gli altri animali, in questo, sono più accorti.
Anacleto Verrecchia, Diario del Gran Paradiso, 1997

Sulla procreazione: la posizione è ridicola, il piacere passeggero, la spesa eccessiva. 
Evelyn Waugh, Lettera a Nancy Mitford, 1954 (attribuito a Philip Dormer Stanhope Chesterfield)

Una moneta è esaminata, e solo dopo un attento esame data a un mendicante, mentre un bambino è gettato nella brutalità cosmica senza esitazione.
Peter Wessel Zapffe, in To be a Human Being, 1989/90

Sterile d’anima è oggi chi coscientemente procrea, arido chi dà creature
a un deserto ben più crudele di quello dei nomadi semiti. (Guido Ceronetti)
Le ragioni per non avere figli
Guido Ceronetti, Pensieri del tè © Adelphi, 1987

- Volete vivere insieme molti anni, amandovi, senza avere figli? Vi approvo con tutto il cuore. Ditemi le ragioni.
- Per non avere rimorsi...
- Bene. Precisate meglio.
- Per non accrescere il dolore e la vergogna del mondo. Perché non ci sia qualcuno in più a fare il male o a patirlo.
- Benissimo. Ma specialmente vi angoscia il presente, immagino, e posso ben capirvi. Siamo nel 1987 e il dominio di certe oscure forze, al lavoro da molto tempo, è diventato quasi assoluto.
- Sì, e noi lo vediamo e sappiamo. La nostra risposta è: almeno, i demoni non avranno i nostri figli.
- Che cosa temete, materialmente e spiritualmente, per loro?
- Tutto... L’aria infettatale fughe radioattive e chimiche (più normali passeggiate, che fughe), l’alimentazione stravolta, l’acqua, l’allargarsi inesorabile del deserto, della civiltà come deserto, deserto senza confini, i giornali che leggerebbero... Deporremmo piumosità tarpate in uno spazio da
ogni parte sbarrato, ci guarderebbero occhi strazianti di coniglio da esperimenti. Ma sì, tutto, tutto è
da temere, e non è viltà temerlo, perché questo tutto è privo di crepe... Le violenze, il dispoglio di patria, gli organi strappati legalmente in giovani morti per utilizzarli in esperimenti, l’incombere del Gulag, l’asservimento all’economia industriale... E i brutti, avvilenti abiti che indosserebbero, la vista di alberi che non respirano più... e l’amore che non saprebbero più né dare né ricevere... Gli sfuggirebbe il senso della poesia, della poesia come rivelazione e pensiero... Non sapremmo come fare a spiegargli: guarda che questo è divino, che questo non è culturale...
- Oh sì. Certo... Chi oserebbe replicarvi qualcosa, che non fosse ispirato dallo stesso male da cui voi volete proteggere i vostri non nascituri, molto attivo nel persuadere qualsiasi cosa? La terra è sempre stata un luogo inospitale e terribile, ma vederla trattare così, con tanta brutalità, da sterminate legioni di cannibali... C’è altro, ancora, che vi angoscia?
- C’è la scuola, la scuola come obbligo, come prigione mentale. Basterebbe questo. Come tollerare di mandarci degli esseri indifesi, di saperli chiusi là dentro, la loro mente confusa messa a friggere in quelle sudicie padelle... Perché sappiamo quanto vigliaccamente li corromperebbero quei libri, quelle bocche, quella scienza. E come sottrarli? Dappertutto è scuola, il carcere scolastico ti segue come un agguato in qualunque posto. E poi l’Università, un concentrato di deliri, Zecca di libri falsi, anticamera dell’inferno tecnico, martello di orizzonti ciechi... No, rinunceremo ad aver figli, ma ameremo e cureremo come potremo le vittime dell’uomo: animali, alberi, bambini. Agli ultimi fiori nati liberi, insegneremo l’ultimo latino.
- M’inginocchio davanti a voi e mi alzo per benedirvi. Non sarete mai sterili, mai soli, e un Dio «clemente e misericordioso» non potrà che perdonarvi di non aver ottemperato alla mitzvà della procreazione. Sterile d’anima è oggi chi coscientemente procrea, arido chi dà creature a un deserto ben più crudele di quello dei nomadi semiti, che poteva ancora miracolosamente fiorire. E disumano
e colpevole è chi consegna i suoi figli alla violenza che è la Scuola, col pretesto veramente ignobile che, in caso contrario, non saprebbe dove metterli e in che cosa occuparli. Sicuramente voi entrerete tra i Giusti.

Note
  1. La citazione di Guicciardini è stata tradotta in italiano moderno; il testo originale è il seguente: "Non si può biasimare lo appetito di avere figliuoli, perché è naturale, ma dico bene che è spezie di felicità el non avere, perché eziando chi gli ha buoni e savi ha sanza dubio molto più dispiacere di loro che consolazione".
  2. Guido Ceronetti, Pensieri del tè © Adelphi, 1987
  3. Emil Cioran, Il funesto demiurgo, © Adelphi, 1986 - Traduzione di Diana Grange Fiori
  4. Thomas Bernhard, L'origine © Adelphi, 1982 - Traduzione di Umberto Gandini
  5. Thomas Bernhard, Goethe muore © Adelphi, 2013 - Traduzione di Elisabetta Dell’Anna Ciancia
  6. Infertority complex: complesso d'inferiorità (cfr. cit. di Massimo Fini).
  7. Battuta tratta da: Sol Brodski, Siamo seri, ridiamoci sopra, Pan, 2006
  8. Vedi anche aforismi, frasi e citazioni su: Sovrappopolazione - Contro la NascitaContro l'Umanità

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