Antinatalismo - Frasi Contro la Procreazione

Raccolta di aforismi, frasi e citazioni contro la procreazione. Gran parte delle seguenti citazioni fanno riferimento alla posizione filosofica dell'antinatalismo, termine col quale si designa l'atteggiamento di chi è contrario alla riproduzione umana per motivi filosofici e morali; per esempio, perché si considera il non essere preferibile all'essere, per evitare che si perpetui e si intensifichi la sofferenza umana, ecc.
Su Aforismario trovi altre raccolte di citazioni correlate a questa sul non volere figli, sulla sovrappopolazione e contro la nascita. [I link sono in fondo alla pagina].
Sterile d’anima è oggi chi coscientemente procrea, arido chi dà creature
a un deserto ben più crudele di quello dei nomadi semiti,
che poteva ancora  miracolosamente fiorire. (Guido Ceronetti)
Contro la Procreazione
© Aforismario

Riprodursi?!? Genera piuttosto colui che non sei potuto diventare, tu.
Peter Altenberg, Ciò che mi porta il giorno, 1901

Il culto della donna gravida, della puerpera e della mamma, è la più manicomiale abiezione della razza umanoide. Questa efferata "matrice" preferirei ammetterla come madre di Dio, purché fosse disposta a dimettersi come matrice dell'uomo.
Carmelo Bene, Vita di Carmelo Bene, 1998 

Noi siamo procreati, ma non educati: i nostri procreatori procedono contro di noi con assoluta ottusità dopo averci procreati, con una sprovvedutezza che distrugge qualsiasi umanità, e già nei primi tre anni di vita essi rovinano tutto nel nuovo essere umano, del quale non sanno nulla se non ammesso che lo sappiano - di averlo sconsideratamente e irresponsabilmente fatto, e non sanno neppure di aver commesso in tal modo il più grande di tutti i crimini.
Thomas Bernhard, L'origine, 1975 [2]

Quando ci hanno messi al mondo, i nostri procreatori, ossia i nostri genitori, si trovavano in uno stato di totale ignoranza e volgarità, e dopo che siamo nati essi non riescono più a sbrigarsela, tutti i loro tentativi di sbrigarsela con noi falliscono, e così si arrendono presto, ma sempre troppo tardi, sempre soltanto nel momento in cui ormai ci hanno da gran tempo distrutti, perché nei primi tre anni di vita, negli anni di vita decisivi - dei quali però i nostri procreatori in quanto genitori non sanno nulla, non vogliono sapere nulla, non possono sapere nulla, perché per secoli è stato sempre fatto di tutto per favorire questa loro atroce ignoranza - perché nei primi tre anni di vita, dicevo, i nostri procreatori ci hanno distrutti e annientati con la loro ignoranza, ogni volta distruggendoci e annientandoci per tutta la nostra esistenza, e la verità è che a questo mondo abbiamo sempre e soltanto a che fare con persone distrutte e annientate nei primi anni, annientate per tutta la loro esistenza dai loro ignoranti e volgari e disinformati procreatori in quanto genitori.
Thomas Bernhard, L'origine, 1975

I genitori non esistono, esistono soltanto dei criminali che procreano nuovi esseri umani e che procedono con grandissima stoltezza e ottusità contro il nuovo essere umano da essi procreato, e in questa attività criminosa sono appoggiati dai governi, i quali non hanno alcun interesse ad avere un essere umano informato e quindi effettivamente adeguato ai tempi, poiché costui agirebbe, come è ovvio, contro i loro fini, e così da milioni e da miliardi di imbecilli saranno generati in continuazione,
verosimilmente per altri decenni e probabilmente per secoli, milioni e miliardi di imbecilli.
Thomas Bernhard, L'origine, 1975

Il neonato è abbandonato dall'attimo della sua nascita ai suoi procreatori in quanto genitori rincretiniti e disinformati, e fin dal primo momento è reso dai suoi procreatori in quanto genitori rincretiniti e disinformati un essere altrettanto rincretinito e disinformato, e questo processo mostruoso e incredibile è diventato nei secoli e nei millenni un'abitudine dell'umana società, la quale si è avvezzata a questa abitudine e neanche ci pensa a desistere da questa abitudine, anzi questa abitudine si rafforza sempre più e ha raggiunto il suo culmine nella nostra epoca, perché non esiste un'epoca nella quale gli esseri umani siano stati fatti più sconsideratamente e più volgarmente e più perfidamente e più spudoratamente che nell'epoca in cui viviamo, milioni e poi milioni e miliardi di esseri umani sotto forma di popolazione mondiale, benché la società sappia da molto tempo che questo processo, essendo un'infamia diffusa in tutto il mondo, se non sarà troncato, significa la fine della società umana.
Thomas Bernhard, L'origine, 1975

Non dobbiamo aver paura di dire con chiarezza, anche a rischio di essere ritenuti pazzi, che i nostri procreatori in quanto genitori hanno compiuto il crimine della procreazione in quanto crimine premeditato per rendere infelice il nostro essere e che, in combutta con tutti gli altri - proprio come avevano fatto i loro avi e così via -, hanno compiuto questo crimine per rendere infelice il mondo intero che diventa man mano sempre più infelice.
Thomas Bernhard, L'origine, 1975 [2]

Noi diciamo pure di amare i nostri genitori, e in realtà li odiamo, perché non possiamo amare i nostri procreatori non essendo noi persone felici, la nostra infelicità non è immaginaria come lo è invece la nostra felicità, di cui ogni giorno cerchiamo di convincerci per trovare il coraggio di alzarci e lavarci, vestirci, bere il primo sorso, mandar giù il primo boccone.
Thomas Bernhard, Goethe muore, 1982 [3]

La nostra inermità la dobbiamo ai nostri procreatori, e così la nostra inettitudine, tutte le nostre difficoltà che nell'intero corso della vita non riusciamo a superare.
Thomas Bernhard, Goethe muore, 1982

Ogni nuovo mattino ci ricorda immancabilmente che è solo in una terribile sopravvalutazione di se stessi e nella loro effettiva megalomania procreativa che i nostri genitori ci hanno concepiti e figliati, gettandoci in questo mondo più orribile e disgustoso ed esiziale che non piacevole e utile.
Thomas Bernhard, Goethe muore, 1982 [3]

Gli uomini si sono diffusi nell'universo come una lebbra, e più si moltiplicano più lo snaturano, essi credono di servire i propri dèi divenendo sempre più numerosi, i bottegai e i preti approvano la loro fecondità, gli uni perché essa li arricchisce, gli altri, invece, perché li accredita.
Albert Caraco, Breviario del Caos, 1982 (postumo)

È la fecondità, e non la fornicazione, a distruggere l'universo, è il dovere, e non il piacere.
Albert Caraco, ibidem

Non possiamo evitare la sventura né la sua logica infallibile, siamo condannati a subire lo svolgimento delle fasi, alcune prevedibili, altre impreviste, non arresteremo il movimento che ci travolge: gli uomini continueranno a procreare, le donne a partorire, e per alimentare la massa di perdizione si farà qualsiasi cosa e si ipotecherà il futuro.
Albert Caraco, Breviario del Caos, 1982 (postumo)

Tre volte miseri coloro che, in preda alla follia, generano! Beati i casti! Beati gli sterili! Beati anche coloro che preferiscono la lussuria alla fecondità! Oggi gli Onanisti e i Sodomiti sono meno colpevoli dei padri e delle madri di famiglia, perché i primi distruggeranno se stessi e i secondi distruggeranno il mondo, a forza di moltiplicare le bocche inutili.
Albert Caraco, Breviario del Caos, 1982 (postumo)

Ma perché li fanno? Perché con tanta impudenza e leggerezza li gettano in queste fornaci? Non si può pensare ai catini frignanti, agli squittenti garbugli delle cliniche materne, senza commiserazione e spavento. Nessuna pietà per chi nasce. La compassione per l’infanzia, se ce ne fosse, sarebbe una pillola formidabile. Non vedono che sulla terra non c’è più posto? E che la città umana, avviluppata dalle suppurazioni del mondo minerale come da un mortale catarro, è ormai un luogo di supplizio per i corpi più fragili?
Guido Ceronetti, La carta è stanca, 1976

L'immoralità della procreazione lodata come cosciente consiste in questo: qui il delitto di fare un uomo, d'introdurre altro male e dolore nel mondo, non è compiuto incoscientemente in un'estasi drammatica e nella tenebra della copula, ma è freddamente premeditato, abolendo temporaneamente le cautele abituali, provando e riprovando, fino a scopo raggiunto. Di peggio c'è la procreazione artificiale, con seme di ghiaccio, dove, senza che il manipolatore e il ventre soggetto inorridiscano di quel che fanno, manca perfino l'esecuzione a caldo, la voluptas che attenua un poco.
Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo, 1979

Finché avranno voglia di uccidere, non perderanno il gusto di generare.
Guido Ceronetti, ibidem

L'uomo osa permettersi ancora delle crudeltà, quando già commette tranquillamente e ripetutamente l'atto più crudele di tutti: generare, dare agli orrori della vita esseri che non sono e non patiscono dolore.
Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo, 1979

Sterile d’anima è oggi chi coscientemente procrea, arido chi dà creature a un deserto ben più crudele di quello dei nomadi semiti, che poteva ancora miracolosamente fiorire.
Guido Ceronetti, Pensieri del tè, 1987

Nel non volere che siano posti limiti alle nascite, la Chiesa mostra che non si è estinta tutta la sua vocazione primitiva alla catastrofe.
Guido Ceronetti, Pensieri del tè, 1987

Questa è la fotografia del presente. L’uomo si fa guidare da Internet e dall'automobile. La donna adora il cellulare e fuma. Entrambi si spintonano per il lavoro, i soldi, la banca, e quando procreano ne nascono scarabocchi.
Guido Ceronetti, Insetti senza frontiere, 2009

Se sei amico della vita devi essere nemico della riproduzione umana. Se ami gli esseri umani, guardati dal riprodurne la specie.
Guido Ceronetti, Insetti senza frontiere, 2009

Oh madri, fermatevi! Non aumentate le sciagure umane!
Guido Ceronetti, L'occhio del barbagianni, 2014

I genitori sono dei provocatori, o dei pazzi. Che l'ultimo dei malnati abbia facoltà di dare vita, di «mettere al mondo» - può esserci qualcosa di più demoralizzante? Come considerare senza spavento, o repulsione, questo prodigio che del primo venuto fa, all'occasione, un demiurgo? Quello che dovrebbe essere un dono eccezionale come il genio è stato conferito a tutti, indistintamente: liberalità di pessima lega, che squalifica la natura per sempre.
Emil Cioran, Il funesto demiurgo, 1969 [1]

Al concilio del 1211 contro i bogomili furono colpiti da anatema quelli di loro che sostenevano che «la donna concepisce nel suo ventre grazie alla cooperazione di Satana, e che Satana vi resta da quell'istante in poi, senza ritirarsene, fino alla nascita del bambino». Non mi arrischio a supporre che il Demonio possa interessarsi di noi al punto di tenerci compagnia per qualche mese; ma non saprei dubitare che siamo stati concepiti sotto il suo sguardo, e che abbia assistito, effettivamente, i nostri amati genitori.
Emil Cioran, Il funesto demiurgo, 1969

Ogni procreazione è sospetta: gli angeli, per buona sorte, non ne sono suscettibili, dato che il propagarsi della vita è riservato ai decaduti.
Emil Cioran, ibidem

Come una cancrena, la carne si estende sempre più sulla superficie del globo. Non sa imporsi dei limiti, continua a imperversare nonostante i disinganni, prende per conquiste le proprie disfatte, niente ha imparato, mai.
Emil Cioran, Il funesto demiurgo, 1969

È importante scoraggiare la generazione, infatti il timore di vedere estinguersi l'umanità non ha nessun fondamento: qualunque cosa accada, ci saranno dovunque degli scimuniti che chiederanno solo di perpetuarsi; e se perfino loro finissero col sottrarvisi, si troverà sempre qualche coppia nauseabonda che si presta a farlo.
Emil Cioran, Il funesto demiurgo, 1969

Un giorno le donne incinte saranno lapidate, proscritto l'istinto materno, e acclamata la sterilità.
Emil Cioran, ibidem

È impossibile che la criminosa ingiunzione della Genesi: «Crescete e moltiplicatevi» sia uscita dalla bocca del dio buono. Siate scarsi, avrebbe se mai consigliato, se avesse avuto voce in capitolo. Ed egualmente impossibile è che abbia aggiunto le funeste parole: «E popolate la terra». Bisognerebbe
cancellarle con la massima urgenza, per lavare la Bibbia dall'onta di averle accolte.
Emil Cioran, Il funesto demiurgo, 1969

Procreare significa amare il flagello, volerlo conservare e favorire.
Emil Cioran, ibidem

Questa incapacità di rimanere in se stesso, della quale il creatore doveva fare una tanto incresciosa dimostrazione, noi tutti l'abbiamo ereditata: generare è continuare in modo diverso e su scala diversa l'impresa che porta il suo nome, è, per deplorevole imitazione scimmiesca, aggiungere qualcosa alla sua «creazione». Senza l'impulso dato da lui, la voglia di prolungare la catena degli esseri non esisterebbe, e nemmeno la necessità di consentire alle mene della carne.
Emil Cioran, Il funesto demiurgo, 1969 [1]

Ero solo in quel cimitero che sovrasta il paese, quando entrò una donna incinta. Uscii subito, per non dover guardare da vicino quella portatrice di cadavere, né rimuginare sul contrasto tra un ventre aggressivo e quelle tombe sbiadite, tra una falsa promessa e la fine di ogni promessa.
Emil Cioran, L'inconveniente di essere nati, 1973

Quest'uomo così vulnerabile, questo scorticato, si stupisce, cecità incomprensibile, che la sua prole dia segni inquietanti. I delicati non dovrebbero procreare o, se lo fanno, sappiano almeno verso quali rimorsi si dirigono.
Emil Cioran, Squartamento, 1979

Chi ci sbarazzerà di quest'orda che prolifera, di questi mostriciattoli brulicanti? Tutti usciti dalla immondezza della procreazione, hanno dipinto in faccia l'orrore delle loro origini. E pensare che possono essere genitori.
Emil Cioran, Quaderni, 1957-1972 (postumo, 1997) 

È un delitto trasmettere le proprie tare a una progenie e obbligarla così a passare per le vostre stesse vicissitudini, per un calvario forse peggiore del vostro.
Emil Cioran, Quaderni, 1957-1972 (postumo, 1997) 

I genitori sono tutti irresponsabili o assassini. Solo i bruti dovrebbero dedicarsi alla riproduzione. Pietà non vuole che si diventi "genitori". La parola più atroce che io conosca.
Emil Cioran, Quaderni, 1957-1972 (postumo, 1997) 

Pensate alla hybris, all'arroganza che ci vuole per strappare un'anima dal piano della non esistenza e ficcarla in questa carne, e per portare a forza una vita in questo immondezzaio.
Rust Cohle (Matthew McConaughey), in True detective, 2014

Se i bambini fossero messi al mondo solo da un atto di pura ragione, il genere umano continuerebbe ad esistere? Non proveremmo piuttosto così tanta compassione verso la generazione futura da risparmiarle il peso dell’esistenza? O non decideremmo almeno di non prenderci la responsabilità di imporle tale fardello a sangue freddo?
Rust Cohle (Matthew McConaughey), in True detective, 2014

Siamo cose che si illudono di avere un sé, una secrezione di esperienze sensoriali e di sensazioni, programmati per avere la totale certezza che ognuno di noi è qualcuno, quando in realtà siamo nessuno. Credo che la cosa onorevole per la nostra specie sia negare la nostra programmazione, smettere di riprodurci, camminare mano nella mano verso l’estinzione, un’ultima mezzanotte, fratelli e sorelle che si tirano fuori da un destino insopportabile.
Rust Cohle (Matthew McConaughey), in True detective, 2014

Dare la vita, questo veleno! Portare degli altri in questo mondo, in questa galera! Per farlo bisogna essere cinici, cattivi o stupidi!
Réjean Ducharme, L'océantume, 1968

Sono contro il controllo delle nascite perché temono la scomparsa degli sciocchi.
Raffaello Franchini, 99 aforismi, 1976

Ah, se c’è un tempo in cui si dovrebbe, in nome della pietà, impedire di procreare, quel tempo è ben questo!
Joris Karl Huysmans, Controcorrente, 1884

Rimaniamo estasiati di fronte a una madre che mette al mondo un bambino e copriamo di disprezzo l'omicida. Perché questa disparità di trattamento?
Roland Jaccard, Dizionario del perfetto cinico, 1982

Così tosto come il bambino è nato, convien che la madre che in quel punto lo mette al mondo, lo consoli, accheti il suo pianto, e gli alleggerisca il peso di quell'esistenza che gli dà. E l'uno de' principali uffizi de' buoni genitori nella fanciullezza e nella prima gioventù de' loro figliuoli, si è quello di consolarli, d'incoraggiarli alla vita; perciocché i dolori e i mali e le passioni riescono in quell'età molto più gravi, che non a quelli che per lunga esperienza, o solamente per esser più lungo tempo vissuti, sono assuefatti a patire. E in verità conviene che il buon padre e la buona madre studiandosi di racconsolare i loro figliuoli, emendino alla meglio, ed alleggeriscano il danno che loro hanno fatto col procrearli. Per Dio! perché dunque nasce l'uomo? e perché genera? per poi racconsolar quelli che ha generati del medesimo essere stati generati?
Giacomo Leopardi, Zibaldone, 1817/32 (postumo 1898/1900)

Non bisogna fare della soddisfazione dell'istinto una prassi che danneggia la razza, in quanto non ha più luogo una selezione ma tutti si accoppiano e generano figli. L'estinzione di molti tipi di uomini è altrettanto desiderabile quanto una qualsiasi procreazione.
Friedrich Nietzsche, Frammenti postumi, 1869/89

Nascere è umano, proliferare è diabolico.
Marco Oliverio (Aforismi inediti su Aforismario)

Propagare la vita è propagare il terrore.
Mario Andrea Rigoni, Variazioni sull'impossibile, 1993

Una bella ragazza deve solo dedicarsi a fottere e mai a generare.
Donatien Alphonse François de Sade, La filosofia nel boudoir, 1797

Si provi a immaginare l'atto della generazione non accompagnato da bisogno né da voluttà, ma come una questione di pura riflessione razionale: potrebbe, allora, il genere umano sussistere? O forse, piuttosto, ciascuno non avrebbe tanta compassione della generazione futura da risparmiarle volentieri il peso dell'esistenza o per lo meno da non volersi assumere la responsabilità di imporglielo a sangue freddo?
Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

Nella foia di moltiplicarsi tipica dei diseredati (come si sostiene) non vedo un'accanita energia vitale che dovrebbe compensarli. Ma la vita al punto più basso.
Manlio Sgalambro, Dell'indifferenza in materia di società, 1994 

Esiste un metodo, peraltro semplice ed economico, che l’umanità si ostina a non voler adottare e che, in un tempo relativamente breve, le consentirebbe di risolvere tutti i suoi problemi: porre fine alla procreazione.
Giovanni Soriano, Maldetti, 2007

Ciascun uomo e ciascuna donna possono salvare una vita umana evitando, semplicemente, di concepirla.
Giovanni Soriano, Maldetti, 2007

Procreare… che pazzia! Mettersi in casa degli scocciatori, come se un marito o una moglie non fosse già più che sufficiente.
Giovanni Soriano, Finché c'è vita non c'è speranza, 2010

Un qualunque quotidiano contiene già motivi più che sufficienti per dissuadere un essere appena ragionevole dal procreare, eppure…
Giovanni Soriano, ibidem

“Andate e moltiplicatevi”, mi sembra un’esortazione più adatta a un dio dei conigli che a un dio degli umani. Senza offesa per i conigli, naturalmente.
Giovanni Soriano, Finché c'è vita non c'è speranza, 2010

Vero “gesto inconsulto” – come lo definiscono i superficiali – non è quello di togliersi la vita, ma quello di darla.
Giovanni Soriano, Finché c'è vita non c'è speranza, 2010

Esiste una perversione sessuale talmente subdola da non essere stata ancora rilevata neppure dai piú fini psicodiagnosti, tant'è che non si trova menzionata in un solo trattato di psichiatria, ma le cui conseguenze sono cosí dannose per il genere umano da superare in gravità tutte le altre messe insieme: è quella del concepimento consapevole.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

E pensare che lo scherzo peggiore di tutta la tua vita, a fartelo sono proprio i tuoi genitori…
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Generare è un atto tremendamente autoritario quanto quello di uccidere; e cosí come non si dovrebbe togliere la vita a nessuno, non si dovrebbe neppure imporgliela.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Se è lodevole la decisione di non mangiare carne per non contribuire ad aggiungere sofferenza a sofferenza, a maggior ragione, e per lo stesso motivo, lo è evitare di aggiungere altra carne a questo mondo attraverso la procreazione.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Tale è la passione degli umani per la vita, che anche il piú miserabile di questo mondo riterrà sempre valga la pena non soltanto viverla, ma anche tramandarla ai propri figli, i quali, pur nel caso in cui fossero ancora piú miserabili dei loro genitori, faranno altrettanto con immutato entusiasmo.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Invece di sposarsi per procreare nuove vite, sarebbe molto più facile sostenere e salvare quei milioni di vite di bambini che muoiono tutt’intorno a noi per mancanza di nutrimento non già spirituale, ma materiale.
Lev Tolstoj, Sonata a Kreutzer, 1889

L'uomo è il più intelligente o il più sconsiderato degli animali? Si riproduce sempre e ovunque, al caldo e al freddo, nei ricchi palazzi e nelle misere capanne, senza curarsi del destino cui andranno incontro i figli. Gli altri animali, in questo, sono più accorti.
Anacleto Verrecchia, Diario del Gran Paradiso, 1997

Sulla procreazione: la posizione è ridicola, il piacere passeggero, la spesa eccessiva. 
Evelyn Waugh, Lettera a Nancy Mitford, 1954 (attribuito a Philip Dormer Stanhope Chesterfield)

Una moneta è esaminata, e solo dopo un attento esame data a un mendicante, mentre un bambino è gettato nella brutalità cosmica senza esitazione.
Peter Wessel Zapffe, in To be a Human Being, 1989/90

Note
  1. Emil Cioran, Il funesto demiurgo, © Adelphi, 1986 - Traduzione di Diana Grange Fiori
  2. Thomas Bernhard, L'origine © Adelphi, 1982 - Traduzione di Umberto Gandini
  3. Thomas Bernhard, Goethe muore © Adelphi, 2013 - Traduzione di Elisabetta Dell’Anna Ciancia
  4. Vedi anche aforismi, frasi e citazioni su: Non volere FigliSovrappopolazione - Contro la NascitaContro l'Umanità

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