2016-04-11

Parto e Cordone ombelicale - Frasi post-partum

Raccolta dei migliori aforismi e delle frasi più significative sul parto e sul cordone ombelicale. Il termine "partorire", cioè il dare alla luce una creatura, deriva dal latino parturire, "avere le doglie del parto", da parĕre, "generare". Il cordone ombelicale è il funicolo che congiunge l'embrione alla placenta materna, che ha la funzione, da un lato, di far passare l'ossigeno e il nutrimento per il feto, dall'altro di consentire l'eliminazione dei  prodotti di rifiuto del feto stesso. Il cordone ombelicale è costituito da cellule identiche a quelle del midollo osseo utilizzate nel caso di trapianto. In alcune citazioni riportate in questa pagina, il cordone ombelicale è considerato anche nel suo significato simbolico di attaccamento emotivo e di legame psicologico tra madre e figlio, che a volte si protrae un po' troppo nel tempo. 
Su Aforismario trovi altre raccolte di citazioni correlate a questa dedicate alla gravidanza e all'aborto.
Parto: un tale dolore dovrebbe essere sufficiente per salvare il mondo per sempre. (Toi Derricotte)
1. Parto
© Aforismario

Parto record in California: otto gemelli. Nonostante le comprensibili difficoltà respiratorie, il padre sta bene e non è in pericolo di vita.
Stefano Andreoli e Alessandro Bonino (a cura di), Spinoza. Un libro serissimo, 2010

Il cinque per cento dei padri soffre della depressione post parto. Sono quelli che hanno un figlio di diversa etnia rispetto alla propria.
Stefano Andreoli e Alessandro Bonino (a cura di), Spinoza. Un libro serissimo, 2010

− Sono nata col parto indolore mamma?
− Sì. Ne approfitto per ricordarti che è l’unica soddisfazione che mi hai dato, a tutt'oggi.
Altan

Amnesia da parto: la condizione che permette a una donna che è ha passato il travaglio di fare ancora sesso.
Joyce Armor, The Dictionary According to Mommy, 1989

Ti rinchiudono in un ospedale, ti radono, ti bloccano le mani e non ti lasciano guardare, non vogliono farti capire, vogliono farti credere che tutto dipende da loro e non da te.
Margaret Atwood, Tornare a galla, 1972

Due donne stanno parlando di un recente parto quintuplo. Una delle due dice: «Lo sapevi che succede solo una volta ogni quattro milioni?» E l’altra: «Oddio, ma quando lo trovava il tempo per le pulizie?»
Bill Barner [1]

Una donna inglese ha avuto un parto quadruplo. Tre bambini sono nati alle due del pomeriggio. Il quarto ha dovuto aspettare che finisse l’ora del tè.
Milton Berle [1]

Si diffonde sempre di più in questa città l’abitudine dei mariti di essere presenti al parto della moglie. Modesto risarcimento per non essere stati presenti al momento del concepimento.
Romano Bertola, Le caramelle del diavolo, 1991

Oggigiorno ci sono anche i parti subacquei. Dicono che è meno traumatico per il bambino perché viene fuori nell'acqua. Penso che probabilmente sia meno traumatico per il bambino, ma certamente più traumatico per l’altra gente in piscina.
Elayne Boosler [1]

− Il parto è stato facile?
− Come far passare un pianoforte da un comignolo!
James Caan e Barbra Streisand, in Funny Girl, 1968

La chiave è simbolo del parto felice: era uso regalare chiavi alle incinte. Con la diffusione del cesareo, non ha più senso.
Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo, 1979

Il cesareo diventato pratica correntissima, ci saranno presto tra noi più uomini non nati che nati. La natura sopportava bene l'eccezione, ma la regola o quasi? Dicono mia madre, anche se figli di cesareo, ma c'è sicuramente meno filialità e meno maternità nella loro esistenza.
Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo, 1979

E il Signore disse: «Donna, tu partorirai con gran dolore. Uomo, tu lavorerai con gran sudore, ammesso che troverai lavoro. E la terra produrrà spine e sofferenze». E Adamo disse: «Ma santo Dio, tutto questo per una mela? Domani te ne porto un chilo...».
Giobbe Covatta, Parola di Giobbe, 1991

Un bel giorno come a Mosè si aprono le acque: sta per avvenire il PARTO! Nei film di solito a questo punto si prendono molti asciugamani e un sacco di acqua calda, che nessuno sa a cosa serva. Nella realtà invece la mamma va in ospedale con un taxi, mentre il papà in preda al panico ce lo portano in ambulanza.
Giobbe Covatta, Sesso? Fai da te!, 1996

Il bimbo recepisce sempre più stimoli esterni, e già nella pancia riesce a farsi un'idea del papà, della mamma e dell'ambiente che lo aspetta. E siccome non è fesso, dopo nove mesi di stress ecco che avviene il parto, che si chiama così proprio perché il bambino cerca di partire ed andarsene il più lontano possibile. Ma di solito lo riacchiappano appena viene alla luce e da quel momento è tutto un casino, perché i figli nascono senza il libretto delle istruzioni e non ci si capisce niente.
Giobbe Covatta, Dio li fa e poi li accoppa, 1999

Ricordo la prima volta che ho stretto mio figlio appena nato tra le braccia. Tutto il resto nell'universo sembrò dissolversi: c'erano solo un padre e un figlio, oltre alla voce di mia moglie che in lontananza strillava: «Se ti avvicini di nuovo, ti abbatto a fucilate».
Frasier Crane (Kelsey Grammer), Frasier, 1993-2004

Parto: un tale dolore dovrebbe essere sufficiente per salvare il mondo per sempre.
Toi Derricotte, Nascita naturale, 1983 

Il parto è doloroso. Fortunatamente, la donna tiene la mano dell'uomo. Così lui soffre meno.
Pierre Desproges, Dizionario superfluo, 1985

Le donne spesso accolgono con entusiasmo i benefici del parto indolore, senza minimamente capire che, così facendo, rinunciano all'esperienza del parto e all'estasi del primo contatto col figlio.
Helene Deutsch (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Il primo parto è il più grande trauma a cui viene esposto l’organismo femminile; trauma in conseguenza del quale la donna tende a manifestare tutti quei sintomi nevrotici che sono latenti nella sua disposizione.
Sigmund Freud, Un caso di guarigione ipnotica, 1892

Secondo la convinzione comune a tutti i bambini, i quali persistono a lungo nella teoria cloacale, il bambino viene partorito dall'intestino come un escremento; la defecazione è il modello dell'atto della nascita.
Sigmund Freud, Introduzione alla psicoanalisi, 1915/32

La sola idea di entrare in contatto con qualcosa di più profondo ci
riempie di angoscia. La prova migliore di quanto affermato è il nostro rapporto con la morte: dobbiamo occultare la morte, non ne sopportiamo neppure una consapevolezza superficiale. Ma non occultiamo soltanto la morte: la stessa tendenza si manifesta nei confronti della nascita. Ho l'impressione che oggi molte giovani donne si facciano l'idea che il parto, grazie ai mezzi attualmente a disposizione, si svolga pressappoco così: non appena le cose si fanno un tantino spiacevoli, ecco pronta l'anestesia. E quando poi ci si sveglia, il bambino è già nato, e una gentile infermiera ce lo presenta bell'e impacchettato nel cellofan. Non ci rendiamo più conto che la nascita è un procedimento piuttosto elementare.
Erich Fromm, I cosiddetti sani, 1991 (postumo)

Non è un peccato che [...] si sia radicata l'abitudine di narcotizzare le donne durante il parto? Non significa forse escludere dalla consapevolezza la più grande esperienza di gratificazione spirituale e di soddisfazione sessuale che una donna possa avere?
Frieda Fromm-Reichmann (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

La madre di Socrate era una levatrice, aiutava a partorire (mateusis). Lo stesso Socrate ama definire maieutica l’educazione che impartisce ai giovani perché, nella sua ignoranza, ritiene di non trasmettere una verità, ma di aiutare gli altri a partorirla da sé. Egli assiste al parto, al lavoro faticoso della generazione che pone fine alle doglie.
Umberto Galimberti, Gli equivoci dell'anima, 1987

Non basta che i padri assistano al parto, come è costume dei tempi, è molto più utile assistere madre e figlio nel logorio della quotidianità, accarezzare l'una e l'altro per creare quell'atmosfera di protezione che scalda il cuore e tiene separato l'amore dall'odio.
Umberto Galimberti, I miti del nostro tempo, 2009

Natura vuole che a generare si sia in due, non solo al momento del concepimento e del parto, ma soprattutto nel momento dell'accudimento e della cura. Dove a essere accudita – prima del figlio che segue la sua cadenza biologica – è la madre, che ha messo a disposizione prima il suo corpo, poi il suo tempo, poi il suo spazio esteriore e interiore, infine l'ambivalenza delle sue emozioni che camminano sempre sfiorando quel confine sottile che separa e a un tempo congiunge la vita e la morte, perché così vuole la natura nel suo aspetto materno e crudele.
Umberto Galimberti, I miti del nostro tempo, 2009

Alla donna disse: "Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà".
Genesi, Antico Testamento, VI-V sec a.e.c.

Solo quando gli uomini partoriranno si potrà parlare di vera uguaglianza fra i sessi.
Roberto Gervaso, Il grillo parlante, 1983

La donna, quando partorisce, è afflitta, perché è giunta la sua ora; ma quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più dell'afflizione per la gioia che è venuto al mondo un uomo.
Gesù di Nazaret, in Vangelo secondo Giovanni, I sec.

Partorire può essere intenso e magico e tutto il resto, ma l'atto in sé non è proprio piacevole, anche se è l'inizio di qualcosa di straordinario, qualcosa di nuovo, qualcosa di imprevedibile, qualcosa di vero, qualcosa da amare, qualcosa che ti manca, qualcosa che ti cambierà la vita, per sempre. 
Meredith Grey (Ellen Pompeo), in Grey's Anatomy, 2005/13

Io sono convinto che il bambino venga alla luce in virtù dell’odio. La madre ne ha abbastanza di essere grossa, di portare un fardello di alcuni chili, e quindi lo butta fuori, e in modo assai poco gentile. Se non ci fosse in lei questo fastidio, il bambino rimarrebbe nel suo corpo, pietrificandosi; e anche questo può accadere. Per essere giusto, devo aggiungere che anche il bambino non ne può più di starsene nelle tenebre, e da parte sua favorisce attivamente il parto. Ma questa è un’altra faccenda. Qui basta constatare che, perché avvenga la nascita, dev’esserci nella madre e nel bambino un comune desiderio di separarsi.
Georg Groddeck, Il libro dell'Es, 1923

Ha mai assistito a un parto? È una faccenda ben curiosa: la donna urla e si lamenta, ma nel suo viso brilla un’eccitazione febbrile e i suoi occhi hanno quel meraviglioso splendore che nessun uomo può dimenticare, se l’ha suscitato una volta negli occhi di una donna: sono occhi strani, stranamente velati, che parlano di ebbrezza. E che cosa c’è di singolare, di incredibile, nel fatto che il dolore possa essere godimento, sublime godimento? Solo chi annusa dappertutto perversioni e cose contro natura non sa, o pretende di non sapere, che la voluttà più grande esige anche il dolore.
Georg Groddeck, Il libro dell'Es, 1923

I dolori strazianti del travaglio nascondono un'aliquota di piacere che l'uomo ignora.
Georg Groddeck (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Da dove viene quest'idea che il parto sarebbe un miracolo? Mi sono perso qualche fottuta riunione? "È un miracolo, il parto è un miracolo!". No, non lo è, non lo è più di mangiare del cibo ed espellere uno stronzo dal culo, ok?
Bill Hicks, Revelations, 1993

Se la gravidanza non è una malattia, allora il parto non è un’operazione. È, invece, un fatto naturale. E come tale va affrontato e vissuto.
Lucia Tilde Ingrosso e Giuliano Pavone, 101 cose da fare in gravidanza e prima di diventare genitori, 2011 [3]

Il bello del parto (quello naturale, beninteso) consiste proprio nella sua imprevedibilità. È il nascituro a decidere il momento e a mettere in moto il meccanismo che lo catapulterà su questa terra. Nella nostra vita – iper organizzata e ultra programmata – un po’ di sana imprevedibilità non guasta di certo.
ibidem

Il parto in acqua consiste nel dare alla luce il proprio bimbo in piscine di acqua calda, in compagnia di musiche ambient e ostetriche dallo sguardo sognante. Già sedotta dall’idea? Scordatelo: le vasche sono più rare dei vigili dopo un tamponamento a catena e per usufruirne serve una cartella clinica da far invidia a un astronauta in partenza per lo spazio.
Lucia Tilde Ingrosso e Giuliano Pavone, 101 cose da fare in gravidanza e prima di diventare genitori, 2011 [3]

Il vero carattere della donna si rivela durante il parto.
Ernest Jones (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Io credo fermissimamente che se un uomo subisse tanto dolore da parte di suo figlio quanto una Donna che lo partorisce, odierebbe per sempre quella creatura. Ma torna a gloria e merito del nostro Sesso, che noi sopportiamo il dolore senza duraturo rancore.
Erica Jong, Fanny, 1980

Il travaglio di mia moglie, Dio la benedica, durò per ben trentadue ore e io le rimasi fedele per tutto il tempo.
Jonathan Katz [2]

Il parto dell'uomo è doloroso, specialmente quando egli mette al mondo se stesso in età adulta.
Stanisław Jerzy Lec, Pensieri spettinati, 1957

Partorire è vivere intensamente tutto quello che è possibile vivere.
Annie Leclerc (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Da qualche parte nel mondo, ogni dieci secondi, una donna partorisce un bambino. Trovatela e fermatela!
Sam Levenson [2]

Quando una donna sarà rimasta incinta e darà alla luce un maschio, sarà immonda per sette giorni; sarà immonda come nel tempo delle sue regole. L'ottavo giorno si circonciderà il bambino. Poi essa resterà ancora trentatré giorni a purificarsi dal suo sangue; non toccherà alcuna cosa santa e non entrerà nel santuario, finché non siano compiuti i giorni della sua purificazione. Ma, se partorisce una femmina sarà immonda due settimane come al tempo delle sue regole; resterà sessantasei giorni a purificarsi del suo sangue.
Levitico, Antico Testamento, VI-V sec a.e.c.

Tutte le volte che le donne parlano tra loro dell' esperienza del parto, il concetto più comune e ripetuto è il seguente: sì, il parto è un evento molto doloroso ma è un dolore che si dimentica. Ripeto. Un dolore che si dimentica. Poi, com' è, come non è, le ex puerpere, ora madri, cominciano a raccontartelo. Ma non nel modo che ti aspetti. Cioè quello di chi ha dimenticato e fa fatica a ricordare. Che acca tasta immagini confuse ravanando in una memoria nebulosa. Neanche per sogno. Le descrizioni sono nitide e meticolose. E assolutamente orripilanti. L'Esorcista fa meno paura.
Luciana Littizzetto, La principessa sul pisello, 2002

Una volta il parto era un momento della vita della donna assolutamente privato. Il marito stava fuori. Incatramandosi i polmoni nell'attesa del lieto evento. Ora il papà sta dentro. E assiste al parto. lo non ho esperienza e quindi come sempre parlo a vanvera. E mi chiedo: che utilità ha il marito in sala parto? Già ne ha poca nella vita normale quando ci balla sui piedi mentre facciamo il sugo, figuriamoci mentre siamo spatarate in due come quaglie da farcire. Mi fa perdere la concentrazione uno che, mentre sono sul difficile, o sviene o ancora peggio mi dice: «Respira!». E cosa vuoi che faccia, messa come sono, grandissima scimmia antropomorfa?
Luciana Littizzetto, La principessa sul pisello, 2002

L'ottusità dolorifica della donna ci spiega perché così facilmente ricada nella gravidanza malgrado i dolori del parto e malgrado prenda così poca parte ai piaceri dell'amore. La donna sente meno come pensa meno, e così anche pel sesso si conferma la gran massima di Aristotele: Nihil est in intellectu quod prius non fuerit in sensu. [4]
Cesare Lombroso e Guglielmo Ferrero, La donna delinquente, la prostituta e la donna normale, 1893

Non ho mai capito perché la chiamano "Sala parto". A rigor di logica dovrebbe chiamarsi "Sala arrivo". 
Mauroemme (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Entrare nella vita attraverso una vagina è un modo buono come un altro.
Henry Miller, Il mondo del sesso, 1940

Bisogna avere ancora un caos dentro di sé per partorire una stella danzante.
Friedrich Nietzsche, Così parlò Zarathustra, 1883/85

Il raggio di una stella splenda nel vostro amore! La vostra speranza sia: «Possa io partorire il superuomo!».
Friedrich Nietzsche, Così parlò Zarathustra, 1883/85

Ogni particolare nell'atto della procreazione, della gravidanza, della nascita destò i sentimenti più elevati e solenni. Nella dottrina dei misteri il dolore è santificato: le «sofferenze della partoriente» consacrano il dolore in generale, - ogni divenire, ogni crescere, tutto ciò che sia garanzia d'avvenire porta con sé il dolore. Affinché esista l'eterno piacere del creare, affinché la volontà di vita affermi se stessa eternamente, deve esistere eternamente anche il «tormento della partoriente».
Friedrich Nietzsche, Il crepuscolo degli idoli, 1888

Era ribelle di natura. Quello di sua madre non fu un parto: era lui che scappava di casa la prima volta.
Furio Ombri [1]

Se un giorno gli uomini impareranno a partorire allora sì che si potrà cominciare a parlare di parità fra i sessi. 
Chuck Palahniuk, Soffocare, 2001

Perché una vergine non può partorire? Forse che una gallina non fa le uova senza il gallo?
Blaise Pascal, Pensieri, 1670 (postumo)

La missione delle madri non è la procreazione, quanto la preoccupazione. Anche le amebe partoriscono, ma, per quanto ne so, se ne fregano. 
Andrea G. Pinketts, Lazzaro, vieni fuori, 1992

Voglio avere bambini, ma le mie amiche mi spaventano. Una di loro mi ha detto di aver avuto un travaglio di 36 ore. Io non voglio neanche fare qualcosa di piacevole per 36 ore!
Rita Rudner [1]

Gli uomini somigliano a orologi, che vengono caricati e camminano, senza sapere il perché; ed ogni volta, che un uomo viene generato e partorito, è l'orologio della vita umana di nuovo caricato, per ancora una volta ripetere, frase per frase, battuta per battuta, con variazioni insignificanti, la stessa musica già infinite volte suonata.
Arthur Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione, 1819

Non vedo cosa ci sia di tanto strano nel fatto che Gesù sia stato concepito per opera della spirito santo e partorito da madre vergine; Lao-Tze, per esempio, fu concepito da un raggio di sole e partorito dopo ottantuno anni da un’ascella. Quella sinistra, precisamente.
Giovanni Soriano, Maldetti, 2007

Quando gli uomini partoriranno, le donne penseranno.
Hector Talvart, Congetture e nuove congetture, 1923

Circola una leggenda secondo la quale, se un padre assiste al parto, ne condivide l'esperienza. Non sono d'accordo, a meno che non si ficchi un ombrello nel sedere e poi cerchi di aprirlo.
Robin Williams [2]

Personalmente credo che le madri debbano essere pienamente assecondate nel caso vogliano partorire in casa, e sarebbe un fatto negativo se, allo scopo di provvedere l'assistenza fisica ideale, venisse il giorno in cui il parto a casa non fosse più possibile. 
Donald Winnicott, La famiglia e lo sviluppo dell'individuo, 1965

Ho detto a mia moglie che non voglio assistere al parto. Non vedo perché dovrei rovinarmi la serata anch'io.
Dennis Wolfberg [2]

Mettere al mondo un bambino è un'esperienza talmente profonda e misteriosa che da sola riesce a dare alle donne una conoscenza sufficiente della verità.
Banana Yoshimoto, Il coperchio del mare, 2004

Le statistiche dicono che una donna dà alla luce un bambino ogni quattro secondi. Il nostro problema è trovare quella donna e fermarla.
Henny Youngman [1]

Proverbi sul Parto
  • Chi fugge deve partire, chi è pregna deve partorire.
  • Dolori di parto, dolori di gomito.
  • Dopo il parto giorni sette ritornò come la stette.
  • Dopo tre giorni e una mattina la vagina torna piccolina.
  • Dopo i parti si riprendono le arti.
  • I dolori del parto sono dolori scordoni.
  • Lascia la casa ardente e corri dalla partoriente.
  • O mia santa Margherita come fu dolce l’entrata fai che dolce sia l’uscita.
  • O partorire o morire.
  • Ogni parto è il primo parto.
  • Passata la doglia, tornata la voglia.
Il vero amore di una madre sta nell'aiutare il figlio a tagliare il cordone ombelicale. (Jean Gastaldi)
2. Cordone ombelicale
© Aforismario

Abbandonare l'infanzia equivale ad abbandonare simbolicamente i genitori. Il legame di attaccamento originario (al primo "oggetto" amoroso) dell'adolescente è rimesso in questione. Bisogna "tagliare il cordone ombelicale" una seconda volta. Quest'opera di separazione, alcuni la effettuano senza troppe difficoltà. Altri non riusciranno mai a portarla a termine.
Alain Braconnier, Anche l'anima fa male, 1995

Il filo che legava Teseo ad Arianna può essere da noi compreso come la fondante possibilità di avere un legame, un rapporto, che ci sorregga durante il nostro percorso di sviluppo individuale: non esiste vita se non c'è quel filo, mitologico ma anche fisiologico (si pensi al cordone ombelicale), che ci tiene uniti all'esterno da cui ci nutriamo e che alimenta la nostra fiducia nel mondo e il nostro coraggio di vivere
Aldo Carotenuto, L'anima delle donne, 2001

La persona che non cresce ha sempre bisogno di un cordone ombelicale e, quindi, di un qualcosa o di un qualcuno che possa darle protezione. Vi sono situazioni in cui le persone lasciano la casa dei genitori per sposarsi o andare a vivere sole, ma di fatto il rapporto con le figure genitoriali non viene infranto. Ciò che deve realizzarsi, invece, è una rottura interna, che permetta alla persona di capire che la propria vita è altrove e non accanto al padre o alla madre.
Aldo Carotenuto, L'anima delle donne, 2001

Le persone che non riescono a recidere internamente il cordone ombelicale che le lega ai genitori, sono simili a un seme che non viene portato lontano dalla pianta-madre dall'azione del vento, ma che cade in terra in quei pressi. Una simile situazione non potrà mai essere fertile per quel seme e per questa ragione esso non riuscirà a svilupparsi come pianta adulta e robusta. Lo stesso accade a noi esseri umani, perché la situazione fertile e propizia per noi può essere soltanto altrove, con un'altra persona, all'interno di un nuovo rapporto.
Aldo Carotenuto, L'anima delle donne, 2001
  
Il taglio del cordone ombelicale è un'esperienza archetipica che si ripercuoterà sulle successive tappe cruciali della nostra vita. Il momento della nascita costituisce dunque il prototipo della morte in vita, della separazione, anche perché ci consente di riflettere sul fatto che in seguito a ogni frattura affettiva dovremmo cercare di operare una ristrutturazione, giacché separarsi implica lo sgretolarsi delle strutture sulle quali stavamo costruendo la nostra esistenza. La ristrutturazione permette a noi tutti di affrontare situazioni nuove, di reimpostare la nostra stessa vita.
Aldo Carotenuto, in Livia Crozzoli Aite (a cura di), Sarà così lasciare la vita?, 2001

Le madri dimenticano volentieri che il cordone ombelicale viene tagliato al momento del parto.
Vera Caspar (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Il verbo è il cordone ombelicale della frase – collegando la sensazione all'idea, come madre a figlia nel parto.
Malcolm de Chazal, Senso plastico, 1948

I temi mitologici trovano spiegazione mediante l'interpretazione di sogni. Così, ad esempio, nella leggenda del Labirinto può essere ravvisata la rappresentazione di una nascita anale: i corridoi aggrovigliati sono l'intestino, il filo di Arianna il cordone ombelicale.
Sigmund Freud, Introduzione alla psicoanalisi, 1915/32

Il bambino nasce quando non è più unito alla madre e diventa un'entità biologica separata. Tuttavia, pur essendo questa separazione biologica l'inizio dell'esistenza individuale, il bambino resta funzionalmente unito alla madre per un considerevole periodo di tempo. Nella misura in cui, parlando in senso figurato, non ha ancora completamente reciso il cordone ombelicale che lo lega al mondo esterno, l'individuo è privo di libertà; ma questi legami gli danno sicurezza e il sentimento di «appartenere» e di aver radici da qualche parte.
Erich Fromm, Fuga dalla libertà, 1941

Il passaggio relativamente improvviso dall'esistenza fetale a quella umana, e il taglio del cordone ombelicale, segnano l'indipendenza dell'infante dal corpo materno. Ma questa indipendenza è reale solo nel senso materiale della separazione dei due corpi. In senso funzionale, l'infante continua a far parte della madre. La madre lo nutre, lo porta e provvede a tutti i suoi bisogni fondamentali. Solo lentamente il bambino arriva a vedere la madre e altri oggetti come entità separate da lui.
Erich Fromm, Fuga dalla libertà, 1941

Quando il bambino nasce, abbandona la sicurezza del grembo, la situazione in cui era ancora parte della natura: là dove viveva attraverso il corpo della mamma. Al momento della nascita è ancora attaccato simbioticamente alla madre, e così rimane anche dopo, molto più a lungo degli altri animali. Ma persino quando viene reciso il cordone ombelicale, permane un profondo desiderio di cancellare la separazione, di tornare nel grembo o di trovare una nuova situazione di protezione e sicurezza assolute.
Erich Fromm, Anatomia della distruttività umana, 1973

Il vero amore di una madre sta nell'aiutare il figlio a tagliare il cordone ombelicale.
Jean Gastaldi,  Il piccolo libro della mamma, 2003

Siamo nati connessi a qualcosa, anche se alla nascita la connessione più visibile, il cordone ombelicale, viene tagliato: ma finché questo era intatto, il bambino, in un certo senso, faceva ancora parte della madre. Anche se dopo la nascita comincia a condurre un'esistenza totalmente indipendente, dal punto di vista energetico ed emotivo è ancora legato alla madre; reagisce alla sua eccitazione ed è influenzato dal suo umore.
Alexander Lowen, Bioenergetica, 1975

Fare un passo avanti b rischiare un insuccesso. È come la nascita. Quando un bambino sta nascendo, non ha garanzie di venire al mondo con successo. Alcuni nascono con il cordone ombelicale arrotolato intorno al collo e muoiono. C'è sempre qualche rischio nella vita.
Alexander Lowen, Paura di vivere, 1980

L'ombelico come simbolo di autonomia ci indica che siamo privi di cordone ombelicale. Questo significa che ora dobbiamo provvedere da soli alla nostra alimentazione, ai nostri interessi materiali e alla nostra vita. Essere privi del cordone ombelicale e quindi stare sulle proprie gambe - anche mentalmente - ad alcune persone, in parte, risulta difficile per tutta la vita.
Walter Lübeck, Il grande libro della guarigione Reiki, 2007

La mamma è il primo «centro servizi» a nostra disposizione. Col tempo, il cordone ombelicale viene sostituito da altre forme di collegamento vitale: servizio di lavanderia, stireria, ristorazione, alberghiero.
Gianni Monduzzi, Manuale per difendersi dalla mamma, 1991

I nuovi piccoli telefoni palmari che ti beccano ovunque sono strumenti formidabili per le mamme telematiche. Le onde hertziane si dimostrano un buon succedaneo del cordone ombelicale.
Gianni Monduzzi, Manuale per difendersi dalla mamma, 1991

Se vuoi scoprire te stesso, prova a dipanare il tuo cordone ombelicale.
Gianni Monduzzi, Orgasmo e pregiudizio, 1997

Nel corso della vita di tutti noi ci sono molti momenti di separazione; secondo alcuni il primo è quello della nascita, quando il bambino abbandona il corpo della madre e viene tagliato il cordone ombelicale. È comunque la prima circostanza in cui il corpo deve usare le proprie risorse per cominciare a respirare. Fino a quel momento il corpo della madre ha elaborato anche il cibo e le deiezioni del bambino. Ogni inizio e ogni fine - dell'allattamento, del sonno, di uno scambio di sguardi - rappresentano, anche se in termini minimi, un incontro e una separazione.
Asha Phillips, I no che aiutano a crescere, 1999

Finché il genitore respira tu sei ancora un figlio, dalla prolungata leggerezza e giovinezza. La morte spezza inesorabilmente quel cordone ombelicale col genitore e la vita cambierà per sempre, privandoti di un'affettività unica e genetica.
Melania Rizzoli, Perché proprio a me?, 2011

Tra il viaggiatore e il telefono esiste uno stretto rapporto. Il telefono è il cordone ombelicale con la casa, l'ufficio, la mamma, la moglie, i figli, il cane. Gli italiani si avventurano nel mondo, ma vogliono conservare un collegamento con ciò che si lasciano dietro.
Beppe Severgnini, Manuale del perfetto turista, 2009

La sindrome del cordone ombelicale non reciso colpisce mortalmente la coppia ma parte da più lontano, inizia nell'ambito familiare della persona la quale non ha compiuto a livello psichico e spirituale quel percorso che, biologicamente, è necessario per venire alla luce. 
Roberta Vinerba, Se questo è amore, 2006

Quando siamo nel ventre di nostra madre abbiamo tutto: il nido, la protezione, il cibo: nostra madre è il nostro mondo e attraverso la nutrizione veniamo saziati in tutto quello che ci necessita per vivere. Il cordone ombelicale è il legame con la madre che nutre e rassicura il piccolo. Quando nasciamo, il primo atto che viene compiuto dal medico è quello di recidere il cordone ombelicale perché, da quel momento, è iniziata la fase nella quale ossigeno e nutrimento dovremo assumerli in modo autonomo. Se per assurdo non si tagliasse questo legame con la madre, lei e il bambino morirebbero.
Roberta Vinerba, Se questo è amore, 2006

Note
  1. Battuta tratta da Gino e Michele, Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano. Opera omnia, Baldini e Castoldi, 1995
  2. Battuta tratta da: Sol Brodski, Siamo seri, ridiamoci sopra, Pan, 2006
  3. Lucia Tilde Ingrosso e Giuliano Pavone, 101 cose da fare in gravidanza e prima di diventare genitori © 2011 Newton Compton editori s.r.l.
  4. Nihil est in intellectu quod prius non fuerit in sensu. Niente è nell’intelletto, che prima non sia stato nei sensi (massima scolastica attribuita ad Aristotele).
  5. Vedi anche aforismi, frasi e citazioni su: Gravidanza - UteroProcreazione e Concepimento - Neonati e Infanzia

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