2016-05-15

Prolissità, Loquacità e Logorrea - Frasi verbose

Raccolta dei migliori aforismi e delle frasi più significative sulla prolissità, la loquacità e la logorrea, tutti tratti, questi, che caratterizzano le persone che si dilungano molto nel parlare o nello scrivere. Il termine "prolisso" deriva dal latino prolixus "che scorre in avanti", "molto esteso", e si usa per definire un discorso o uno scritto troppo lungo e minuzioso, e pertanto anche noioso. Si dice "loquace" (dal latino loqui, "parlare") chi parla molto ed è solitamente ciarliero. Quando la loquacità diventa eccessiva, si parla di "logorrea", cioè verbosità irrefrenabile. Il logorroico è, infatti, chi si compiace di parlare in continuazione, dilungandosi in modo noioso e inopportuno.
Su Aforismario trovi anche una raccolta di citazioni correlata a questa dedicata alle caratteristiche opposte alla brevità, e cioè: brevità, concisione e laconicità.
Ci sono scrittori che riescono a esprimere già in venti pagine cose
per cui talvolta mi ci vogliono addirittura due righe. (Karl Kraus)
1. Prolissità
© Aforismario

La letteratura, per essenza prolissa, vive della pletora dei vocaboli, del cancro della parola.
Emil Cioran, Sillogismi dell'amarezza, 1952

Ciò che comunemente viene detto «avere del fiato», significa essere prolissi.
Emil Cioran, Il funesto demiurgo, 1969

L'indolenza ci salva dalla prolissità.
Emil Cioran, Squartamento, 1979

I critici confondono verbosità e respiro, prolissità e potenza. Tutti questi romanzi illeggibili di cui si dice tanto bene: preferirei essere condannato a morte piuttosto che leggerli. Mi dà talmente fastidio in un libro ciò che è inutile, di troppo, che ben pochi sono quelli che riesco a cominciare. A qualsiasi pagina apra un libro, avverto subito quello che vi è di superfluo, insomma tutti quei riempitivi a cui comunemente si dà il nome di "letteratura". Se di qualcosa sono debitore ai moralisti francesi è il culto della concisione, l'orrore del vaniloquio, la percezione che ho dell'impostura nelle lettere, in filosofia e nel commercio quotidiano. Ora, per me, verbosità e impostura sono termini equivalenti.
Emil Cioran, Quaderni 1957-1972 

La prolissità non è un eccesso di parole, ma una carenza di idee.
Nicolás Gómez Dávila, In margine a un testo implicito, 1977/92

Gli illusi sono prolissi.
ibidem

Per trattare un argomento che conosciamo male ci serve un libro, mentre ci bastano poche frasi per quello che ci è familiare. L'ignoranza ci rende prolissi.
Nicolás Gómez Dávila, In margine a un testo implicito, 1977/92

I progressi della stampa hanno incoraggiato la moltiplicazione di libri sciatti e prolissi, mentre l'obbligo di ricorrere allo scrivano e al rotolo di papiro induceva all'accuratezza e alla brevità.
Nicolás Gómez Dávila, Tra poche parole, 1977/92

Fanno più effetto le quintessenze che le farragini. Ed è verità universalmente riconosciuta che l'uomo prolisso è raramente saggio.
Baltasar Gracián y Morales, Oracolo manuale e arte della prudenza, 1647

Libri che non hanno alcunché di essenziale, ma sono zeppi di cose superflue.
Joseph Joubert, Pensieri, 1838 (postumo)

Che dire dei grafomani? Dei loro libri sconclusionati e pettegoli?
ibidem

La verbosità dei nostri libri testimonia le lacune e le incertezze che si annidano nella nostra cultura. Se fossimo di tutto compiutamente informati, un libro di morale non conterrebbe che norme, uno di fisica non altro che assiomi, un libro spirituale i soli atti. Il resto è un riempitivo che tradisce le preoccupazioni, i tormenti e tutto il nostro imbarazzo.
Joseph Joubert, Pensieri, 1838 (postumo)

Ci sono certi scrittori che riescono a esprimere già in venti pagine cose per cui talvolta mi ci vogliono addirittura due righe.
Karl Kraus, Detti e contraddetti, 1909

Non è grand'uomo chi scrive molto, ma chi scrive bene.
Ettore Mazzuchelli, Manuale di massime, sentenze e pensieri sopra diverse materie, 1769

Troppa lunghezza e troppa brevità rendono oscuro il discorso.
Blaise Pascal, Pensieri, 1670 (postumo)

L'abbondanza è, alle volte, l'unica risorsa di quelli che non hanno niente da dire.
Jean Rostand, Pensieri di un biologo, 1954

Uno dei maggiori benefici dello studio degli antichi è che esso ci preserva dalla prolissità, dato che gli antichi si sforzano sempre di scrivere in modo conciso e pregnante, mentre il difetto di quasi tutti i moderni è la prolissità.
Arthur Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione, 1819

Chi, nel parlare come nello scrivere, dilaga, rischia di annegare in un mare di parole.
Giovanni Soriano, Finché c'è vita non c'è speranza, 2010

Una parola in più del necessario, e un aforisma è già prolisso.
ibidem

Quel che non si capisce di certi autori – per non parlare di certi “autoroni” – è perché per esprimere un paio di concetti debbano sprecare trecento pagine, o per scrivere qualche frase a effetto debbano per forza tessergli tutt'intorno degli inutili e noiosissimi racconti.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Un giorno udii scoppiare questa sentenza: bisogna essere prolissi.
Italo Tavolato, Frammenti, 1913

Le lungagnate sono noiose a sentirsi e insopportabili a leggersi. Bisogna avere rispetto per la pazienza altrui ed esprimersi il più possibile in maniera concisa, nel parlare come nello scrivere.
Anacleto Verrecchia, Diario del Gran Paradiso, 1997

La stupidità assume due forme, loquace o silenziosa:
la seconda è sopportabile. (Bruce Lee)
2. Loquacità
© Aforismario

Ciò che si "tace saggiamente" è più artistico di ciò che si "esprime loquacemente". No? Sì, io amo il "metodo abbreviato" lo "stile telegrafico dell'anima"! Vorrei descrivere un uomo in una frase, un'esperienza dell'anima in una pagina, un paesaggio in una parola! 
Peter Altenberg, Ciò che mi porta il giorno, 1901

Non c’è salvezza se non nell'imitazione del silenzio. Ma la nostra loquacità è prenatale. Razza di parolai, di spermatozoi verbosi, noi siamo chimicamente legati alla parola.
Emil Cioran, Sillogismi dell'amarezza, 1952

La maggior parte della gente crede di pensare perché ignora il significato dei termini che adopera. Basta presentare una definizione al più loquace di loro perché ammutolisca.
Nicolás Gómez Dávila, Tra poche parole, 1977/92

Com'è degli uomini, è delle bestie. Le più loquaci (p. es. i pappagalli) sono le meno intelligenti. Il quasi muto elefante è invece intelligentissimo.
Carlo Dossi, Note azzurre, 1870/1907 (postumo 1912/64)

Alcuni pensano di interessare con lo sfoggio d'eloquenza, e invece tormentano l'anima altrui con la loro loquacità.
Baltasar Gracián y Morales, Oracolo manuale e arte della prudenza, 1647

Raramente ci vien fatto di pentirci del silenzio, spessissimo della loquacità: questa è una massima vecchia e volgare, che tutti sanno e che nessuno pratica.
Jean de La Bruyère, I caratteri, 1688

La stupidità assume due forme, loquace o silenziosa: la seconda è sopportabile.
Bruce Lee, Pensieri che colpiscono, 2000 (postumo)

C'è chi tace ed è ritenuto saggio, e c'è chi è odiato per la sua loquacità.
Libro dei Proverbi, Antico Testamento, V sec. a.e.c.  

In ogni fatica c'è un vantaggio, ma la loquacità produce solo miseria.
Libro dei Proverbi, Antico Testamento, V sec. a.e.c.  

La vanità rende loquaci, l'orgoglio invece silenziosi.
Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

C'è chi tace ed è ritenuto saggio, e c'è chi è odiato per la sua loquacità.
Siracide, Antico Testamento, II sec. a.e.c.

Le persone taciturne andrebbero distinte da quelle loquaci non tanto dal fatto di parlare meno, quanto dal fatto di trovare assai più agevole parlare con sé stesse piuttosto che con gli altri.
Giovanni Soriano, Finché c'è vita non c'è speranza, 2010

La loquacità è vana, la taciturnità sovente orgogliosa.
Niccolò Tommaseo, Pensieri morali, 1845

3. Logorrea
© Aforismario

Sapete cos'è un logorroico? È uno che parla in continuo perché ha paura della morte; sentire la sua voce lo rinfranca sul fatto che è vivo. 
Rocco Bruno, Matrix, una parabola moderna, 2002/07

È facile che un logorroico sia anche vanitoso, ma è solo una conseguenza del bisogno d'essere visto, riconosciuto. 
Rocco Bruno, Matrix, una parabola moderna, 2002/07

Esistono persone malate di logorrea. Attaccano dei bottoni di ore al telefono a raccontare chissà cosa. E una dispersione di parole, di senso. Dietro quell'invadenza verbale spesso si riscontra la solitudine, l'eco dei propri suoni, il dover colmare dei vuoti. Si riempie tutto con un bla-blabla, come fanno i bambini quando non vogliono ascoltare.
Paolo Crepet, Sull'amore, 2006

Il bavaglio del logorroico è lo sbadiglio dell’ascoltatore. 
Carlo Dante, Minime pervenute, 2010

Certo, certo sarò un logorroico, un innocuo e fastidioso logorroico, come tutti noi. Ma che fare se la prima e unica destinazione dell'uomo intelligente è la chiacchiera, cioè il meditato travasamento di un vuoto in un vuoto più grande?
Fëdor Dostoevskij, Memorie dal sottosuolo, 1864

Logorrea. Eccessiva loquacità. Può riscontrarsi in individui normali come sintomo di copertura della propria insicurezza ο di un particolare stato di tensione emotiva, ο in comportamenti patologici dove il flusso accelerato dei processi ideativi si ripercuote in un linguaggio caratterizzato da una proliferazione inconcludente di parole tra loro disarticolate, con scarsa consequenzialità e accompagnate da esuberanza mimica ed eccessiva gestualità.
Umberto Galimberti, Dizionario di psicologia, 1992

La logorrea è la diarrea della lingua.
Roberto Gervaso, Il grillo parlante, 1983

La logorrea può rappresentare simbolicamente i movimenti della suzione. Parlando, il carattere orale cerca ammirazione e affetto, "soddisfazioni narcisistiche".
Alexander Lowen, Il linguaggio del corpo, 1958

Chi parla troppo cerca di nascondere qualcosa. Chi tace in modo coerente invece è convinto di qualcosa. 
Sándor Márai, La donna giusta, 1941

Il logorroico parla in primo luogo per se stesso, perché in questo modo copre la percezione della propria angoscia con la continua attività del parlare. Tutti i comportamenti compulsivi, in realtà, rappresentano lo sfogo di una tensione interiore che, non potendo essere tollerata consapevolmente, viene sfogata attraverso l'esecuzione del comportamento stesso. 
Massimo Rodolfi, Corso pratico di meditazione, 2013

Mannaggia a me. A me e alla mia logodiarrea!
Homer Simpson, in Matt Groening, I Simpson, 1989/2013

Si può essere instancabilmente attivi, zelanti sul lavoro, sempre in cerca di compagnia e distrazioni varie, persino logorroici o grandi divoratori di libri, e tutto pur di non pensare, o, meglio, di non pensarsi.
Giovanni Soriano, Maldetti, 2007

Proverbi sulla Loquacità
  • Bocca verbosa, bocca pericolosa.
  • Chi troppo dice, niente fa.
  • L'uomo loquace sente parlar volentieri se stesso.
  • Il loquace fa due mali: alla propria bocca e alle orecchie altrui.
  • Lingua bordella per sette favella.
  • Loquaci e bugiardi sono cugini.
  • Non lasciar entrare in casa un loquace, se vuoi serbar la pace.
  • Quando tacciono i loquaci, parlano i savi.
  • Semina chi è loquace e raccoglie chi tace.
  • Troppo grattar cuoce, e troppo parlar nuoce.
Note
Vedi anche aforismi, frasi e citazioni su: Brevità, Concisione e Laconicità - Retorica

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