2016-06-17

Corna e Cornuti - Frasi e battute divertenti

Raccolta di aforismi, frasi celebri, proverbi e battute divertenti sul mettere le corna (o cornificare) e i cornuti. Com'è facile intuire, con il termine "corna" qui non si fa riferimento alle escrescenze presenti sul capo di alcuni animali, ma quelle che crescono metaforicamente sulla testa di un partner tradito. Di solito il termine "cornuto" è usato al maschile e non al femminile, e in maniera spregiativa o offensiva. Il termine deriva dal maschio della capra, munito di corna, chiamato becco, e lo stesso termine "becco" è usato come sinonimo di cornuto.
Da non perdere, l'Elenco analitico dei cornuti redatto da Charles Fourier riportato in fondo alla pagina. Su Aforismario trovi altre raccolte di citazioni correlate a questa dedicate all'infedeltà e all'adulterio.
Le corna sono appannaggio naturale del matrimonio.
Come l'ombra segue il corpo, così le corna seguono gli ammogliati. (François Rabelais)
1. Corna
© Aforismario

Del matrimonio non mi posso lamentare, almeno fino adesso facendo le corna...
Annamaria Barbera, Sono stata spiegata?, 2003

Quando avremo un bambino, vorrei che avesse i miei occhi, la mia bocca e le tue corna.
Romano Bertola, Le caramelle del diavolo, 1991

Il mondo è pieno di belle donne, ma non tutte ti portano le lasagne da casa, più che altro ti fanno le corna e basta.
Silent Bob (Kevin Smith), in Clerks - Commessi, 1994

− Ho paura che mio marito sia molto malato.
− Per carità, fai le corna.
− Oh! Fosse per quello, non avrebbe neanche un raffreddore.
Gino Bramieri, Io Bramieri vi racconto 400 barzellette, 1976

Alla donna che si ama si possono perdonare anche le corna; a quella che non si ama più, non si perdona nemmeno una minestra salata.
Vittorio Buttafava, La vita è bella nonostante, 1975

Quanti divorzi, o fatti anche peggiori dei divorzi, non si avrebbero dappertutto, se la domestica convivenza del marito con la moglie non si rafforzasse nutrendosi di adulazioni, di scherzi, d'indulgenza, di errori, di dissimulazioni,[...]. Quanti matrimoni ci sarebbero, se il fidanzato saggiamente s'informasse dei passatempi a cui già molto prima delle nozze si dedicava la sua verginella così delicata e pudica in apparenza. E, a celebrazione avvenuta, quanti ne durerebbero, se tante imprese delle mogli non rimanessero ignorate per la negligenza e la sciocchezza dei mariti! E anche questo, a buon diritto, è da attribuirsi alla Follia, a cui si deve se il marito ama la moglie e la moglie il marito, se in casa regna la pace, se il vincolo dura.
Erasmo da Rotterdam, Elogio della follia, 1509

I bigodini femminili attirano le corna come i parafulmini le folgori.
Roberto Gervaso, Il grillo parlante, 1983

Ci si abitua anche alle corna. Ma meglio non dirlo.
Roberto Gervaso, La volpe e l'uva, 1989

I più solidi puntelli di un matrimonio sono le corna messe al momento giusto.
ibidem

La differenza tra una donna gelosa e una che finge di non esserlo, è che la prima si risparmia molte corna.
Roberto Gervaso, La volpe e l'uva, 1989

È conforme all'ordine naturale che animali senza denti abbiano le corna: quale meraviglia se succede lo stesso a uomini e donne anziani?
Georg Lichtenberg, Aforismi, 1766/99 (postumo 1902/08)

Lo volete sapere perché la famiglia è in crisi? Ve lo dico io. La famiglia è in crisi perché le corna una volta una se le teneva e tirava avanti tutta la vita e adesso invece manda a stendere il marito, perché una volta a cinquant'anni si appendeva il pisello al chiodo e adesso si balla la rumba fino a novanta
Luciana Littizzetto, La Jolanda furiosa, 2008

Vi sono pur troppo donne, che hanno sposato uomini stupidi, perché eran ricchi e portavano una corona irta di corna nello stemma di famiglia.
Paolo Mantegazza, L'arte di prender marito, 1894

Le «corna» non danno tanto fastidio in quanto tali, ma per quella provocatoria allegrezza che pervade il tuo uomo, quand'è in odor di adulterio. Se poi è innamorato, allora è davvero contento: questo è veramente insopportabile.
Gianni Monduzzi, Il manuale della playgirl, 1985

La caratteristica delle corna è indelebile: a chi si è attaccata una volta, rimane per sempre.
Michel de Montaigne, Saggi, 1580/95

Tu poi solo scommette che tu moje te mette le corna che vinci de sicuro!
Armando Pellicci "Er Pomata" (Enrico Montesano), in Febbre da cavallo, 1976

Le corna sono appannaggio naturale del matrimonio. Come l'ombra segue il corpo, così le corna seguono gli ammogliati.
François Rabelais, Gargantua e Pantagruel, 1534

Chi se gratta la fronte c'ha le corna pronte!
Ricciotto (Giorgio Gobbi), in Il marchese del Grillo, 1981

Cielo grigio cielo blu ma intanto tu dove sei tu? / E se va avanti così io m’ammazzo lunedì / porca zozza ma lo sai qui il vicinato cosa fa? / quando passo ride e fa: ci ha le corna quello là. / E tu … tu brutta strega a quanti uomini ti dai? / Tua madre invece nega non pensa al male che mi fai...
Stefano Rosso, ...e allora senti cosa fò, 1978

Uniti per sempre da un forte legame corniugale.
Giovanni Soriano, Finché c'è vita non c'è speranza, 2010

La gelosia come il fuoco può accorciare le corna, ma le fa puzzare.
Jonathan Swift, Pensieri su vari argomenti, 1706/26

"Amare significa godere del godimento altrui". Ecco lo spunto per una filosofia del becco [2] contento.
Italo Tavolato, Zibaldone, 1914/15

Il diavolo si è arrabbiato perché gli ho rotto le corna? Ma non si deve preoccupare, tanto, se è sposato, gli ricrescono.
Totò (Antonio De Curtis), in Totò all'inferno, 1955

− Lei vuole denunciare una nascita? Mi dica, il padre è lei o un altro?
− Altro un corno!
− Appunto, è questo che volevo dire.
Totò (Antonio De Curtis), in Destinazione Piovarolo, 1955

Le corna sono come le scarpe: tutti nella vita ne hanno avuto almeno un paio.
Anonimo

Era una donna virtuosa, ma il caso volle che sposasse un cornuto.
 (Sacha Guitry - foto: Totò)
2. Cornuto
© Aforismario

Meglio essere cornuto che vedovo. Ci sono meno formalità.
Alphonse Allais (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Il dramma del cornuto, è il dramma dell'uomo: la conoscenza.
Jean Anouilh, Colomba, 1951

Il dolore del cornuto. Nasce dal suo orgoglio, da un falso ragionamento sull'onore e sulla felicità e da un amore stolidamente stornato da Dio per essere attribuito alle creature. È sempre l’animale adoratore che sbaglia idolo.
Charles Baudelaire, Il mio cuore messo a nudo, 1859/66 (postumo 1887/1908)

"Fesso" è quasi grave come "cornuto". Ma "cornuto" è più grave di tutto.
Capitano Bellodi (Franco Nero), in Il giorno della civetta, 1968

Mio marito è un buono a nulla. Se non ci fossi io non sarebbe neanche capace a essere cornuto.
Romano Bertola, Includetemi fuori, 2003

Scomparsi i delitti d'onore, sono diminuiti gli omicidi e aumentati i cornuti.
Pino Caruso, Appartengo a una generazione che deve ancora nascere, 2014

Un tal uomo nasce e si sviluppa unicamente per prender moglie e, ammogliatosi, immediatamente si trasforma in un accessorio della moglie, perfin nel caso in cui gli accadesse di avere un suo proprio, incontestabile carattere. Principale connotato di un tal marito è il noto ornamento. Non essere cornuto egli non può, esattamente come il sole non può non risplendere; ma egli di questo non soltanto non sa mai nulla, ma non può nemmeno mai venir a sapere per le leggi stesse della natura.
Fëdor Dostoevskij, L'eterno marito, 1870

Si ride del cornuto, del cervo (e quanti altri nomi non gli si danno!), quando asciuga con i baci le lacrime dell'adultera. Ma quanto meglio lasciarsi ingannare così che rodersi di gelosia e volgere tutto in tragedia!
Erasmo da Rotterdam, Elogio della follia, 1509

E chissà se alla fine il destino di Romeo non era quello di essere un cornuto!
Joan Fuster, Giudizi finali, 1960/68

Due cose l'uomo non vorrebbe mai sapere: di essere inguaribilmente malato e pubblicamente cornuto.
Roberto Gervaso, Il grillo parlante, 1983

Cornuti sono sempre gli altri. Noi, tutt'al più, siamo uomini di mondo.
ibidem

Se mia moglie mi tradisce con un altro, e me lo dice, il vero cornuto è lui.
Roberto Gervaso, Il grillo parlante, 1983

Adulteri si nasce; cornuti si diventa.
Roberto Gervaso, Aforismi, 1994

Era una donna virtuosa, ma il caso volle che sposasse un cornuto.
Sacha Guitry [1]

Il femminile di "cornuto" è "povera donna".
Giorgio Mazzoldi (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Se non essere cornuto vi sembra un gran bene, l'unico modo è non sposarsi affatto.
Molière, La scuola delle mogli, 1662

Chi rivela a una donna l'essere potenziale di lei, ne sarà il primo cornuto.
Cesare Pavese, Il mestiere di vivere, 1935/50 (postumo 1952)

Quando udrete dire di qualcuno queste tre parole: “Egli è ammogliato” potrete aggiungere queste dodici: “Ergo egli è, o è stato o sarà o può essere cornuto”, senza timore di essere tacciato di imperizia nell'architettare conseguenze naturali.
François Rabelais, Gargantua e Pantagruel, 1534

"Cornuto": strano che questa parolina non abbia il femminile.
Jules Renard, Diario, 1887/1910 (postumo, 1925/27)

L'accusato, può difendersi e dimostrare che mafioso non è. Uno che è cornuto, insomma uno che è stato tradito, è cornuto e basta. Non si può rimediare.
Francesco Saverio Romano, su la Repubblica, 2011

La serva non è più serva ma "colf". Il cieco è un "non-vedente". Il sordo è un "audioleso". Lo spazzino è un "operatore ecologico". Il portantino dell'ospedale è un "paramedico". Non resta che trovare un nuovo nome per il cornuto.
Nantas Salvalaggio (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Non credere che uno è cornuto perché le corna gliele mettono in testa le donne, o si fa prete perché ad un certo punto gli viene la vocazione: ci si nasce.
Leonardo Sciascia, Il giorno della civetta, 1961

Uno scopre le tresche che gli fanno in casa, fa un macello: non è cornuto nato. Ma se fa finta di niente, o con le corna si dà pace: e allora è nato cornuto.
Leonardo Sciascia, Il giorno della civetta, 1961

Non ci sono soltanto certi uomini a nascere cornuti, ci sono anche popoli interi; cornuti dall'antichità, una generazione appresso all'altra.
Leonardo Sciascia, Il giorno della civetta, 1961

Beato vive quel cornuto il quale, conscio della sua sorte, non ama la donna che lo tradisce: ma oh!, come conta i minuti della sua dannazione chi ama e sospetta; sospetta e si strugge d'amore!
William Shakespeare, Otello, 1604

La lumaca ha gli occhi sulle corna. Ma il cornuto non li hanno neppure nelle orbite.
Anacleto Verrecchia, Diario del Gran Paradiso, 1997

I re sono, con i loro ministri, nella situazione dei cornuti con le loro mogli: non sanno mai quel che accade.
Voltaire, Quaderni, XVIII sec. (postumo, 1952)

Elenco analitico dei cornuti
Tableau analytique du cocuage, ca. 1808 (postumo 1856)
Charles Fourier (1772-1837)
Traduzione italiana da Il Borghese - Volume 29, Edizioni 26-37, 1978

Charles Fourier
1 Il cornuto in erba: colui che sposa una donna la quale abbia avuto intrighi amorosi prima del matrimonio. Nota: questa definizione non si adatta a coloro che hanno conoscenza dei precedenti amori della consorte e, ciò malgrado, trovano conveniente il matrimonio; allo stesso modo, non è cornuto in erba chi sposa una vedova.

Il c*** presunto: colui che, molto tempo prima del matrimonio, teme la sorte comune, si tortura l'animo nella ricerca di un sistema per sottrarvisi, e soffre le pene reali ancor prima di averle conosciute. È chiaro che le sue diffidenze serviranno soltanto a indurlo in errore nella scelta della sposa, e ad accelerare, per eccesso di precauzione, un evento così temuto. […].

3 Il c*** immaginario: colui che non lo è ancora, e si dispera credendo di esserlo. Come il cornuto presunto, costui soffre realmente. […]

Il c*** marziale o fanfarone: è colui che, pronunciando spaventose minacce contro i seduttori, crede di essersi posto al riparo da ogni pericolo, e porta invece il suo trofeo, pur vantandosi di non subire la sorte comune proprio per via della sua ferocia. In genere, egli viene decorato da uno di quelli che applaudono le sue rodomontate, e lo adulano, dicendogli che è l'unico capace di vegliare sulla fedeltà della consorte.

5 Il c*** arguto o prudente: è un personaggio smaliziato, che conosce tutti i trucchi dell'amore, e che, avvertendo di lontano la presenza di un seduttore, attua piani sapienti per mettere il nemico in difficoltà. Egli ottiene così notevoli successi, ma, come il più abile dei generali, alla fine subisce anche talune sconfitte: questa è la sorte comune, ed egli, almeno, non potrà dire di non aver combattuto prima di abbassare le armi.

Il c*** beffardo: colui che scherza sulle disgrazie dei confratelli, e li dipinge come imbecilli che meritano la triste sorte loro occorsa. Quelli che lo ascoltano sorridono e nell'intimo, applicano a lui la massima evangelica: tu vedi una pagliuzza nell'occhio del vicino, e non vedi la trave conficcata nel tuo.

Il c*** puro e semplice: è un geloso onorevole, che ignora la sua disgrazia, e non si lascia mettere in ridicolo, né per le cattive battute umoristiche, né per la iattanza, né per le maldestre misure di sicurezza che adotta. Fra tutti gli esemplari, è senza dubbio il più stimabile.

Il c*** fatalista o rassegnato: è colui che, privo del fascino personale necessario a garantire la fedeltà della sposa, si rassegna alla volontà dell'onnipotente, e fa appello alla Giustizia e al Dovere osservando che la consorte, se lo tradisse, sarebbe gravemente colpevole: cosa che la consorte non manca di fare.

Il c*** condannato o designato: chi, pur afflitto da infermità o deformità, si azzarda a sposare una bella donna. Il pubblico, colpito dolorosamente da tanto contrasto, lo condanna con voce unanime a portare il trofeo, e questa sentenza viene eseguita fin troppo bene.

10 Il c*** irreprensibile: quegli che, pur unendo un gradevole aspetto a solide virtù, e meritando sotto ogni punto di vista una sposa onesta, è tuttavia ingannato da una smorfiosa, e ottiene i favori del pubblico, che lo riconosce meritevole di miglior sorte.

11 Il c*** d'obbligo: colui che fa molte assenze, compie lunghi viaggi, e non considera che, nel frattempo, la natura impone alla sposa le sue ragioni; la sposa, dopo una ragionevole resistenza, è costretta dalla lunga durata delle privazioni ad accettare l'aiuto di un vicino caritatevole.

12 Il c*** assorto: colui che la valanga degli affari allontana sempre dalla sposa. Nella impossibilità di prestare la dovuta attenzione alla consorte, è costretto a chiudere gli occhi sull'attività di un discreto amico di famiglia.

13 Il c*** salutista: è colui che, per ordine del medico, si astiene dal peccato carnale. Sua moglie non può far altro che ricorrere all'opera dei sostituti, ed egli non ha il diritto di lamentarsi.

14 Il c*** riformista: chi si dedica agli interessi della comunità, sorveglia le famiglie dei confratelli, e li ammonisce sui pericoli che minacciano la loro onorabilità. Nel frattempo, egli non vede cosa avviene in casa sua, e non capisce che farebbe meglio a difendere i suoi interessi.

15 Il c***  propagandista: è quello che va esaltando le dolcezze del matrimonio, spronando tutti gli amici a prender moglie, e piangendo sulla sorte di tutti coloro che non si decidono a conoscere le sue stesse gioie. In genere, egli fa l'apologia del matrimonio proprio con chi gli ha imposto il trofeo.

16 Il c*** simpatico: l'uomo che si attacca agli amanti della moglie, e ne diventa intimo amico. Ve ne sono alcuni che, quando la signora è di cattivo umore o ha bisticciato con l'amante, vanno a trovarlo e gli dicono: «Non vi si vede più, siamo tutti tristi. Io non riesco a capire cos'abbia mia moglie. Venite, dunque, a farci visita: questo le renderà il suo buonumore».

17 Il c*** tollerante o bonaccione: chi, vedendo un amante della moglie installato in casa sua, si comporta in maniera gentile, da padrone ospitale, si limita a qualche segreta rimostranza con la consorte, e tratta l'amico in quella maniera distaccata che la filosofia suggerisce.

18 Il c*** reversibile: chi rende la pariglia, e chiude gli occhi, contento di vendicarsi sulla sposa o la parente di chi gli fa portare il trofeo. Si tratta d'uno scambio: in questi casi, si rimane in silenzio.

19 Il c*** ausiliario o coadiutore: chi appare poco nella vita di famiglia, e si mostra soltanto per suscitare la gioia, per rimproverare gli innamorati di sua moglie perché essi non ridono, non bevono, non si divertono. Senza dubitare di nulla, esorta gli amanti della moglie a dimenticare le loro discussioni, e a vivere da buoni repubblicani, che mettono tutto in comune. Un tipo del genere aiuta il commercio: le corna, sono altrettante rose, per lui.

20 Il c***  con l'acceleratore: colui che si affatica a mettere in mostra la propria consorte, a lodarne la giovinezza, a fissare per lei gli abbonamenti agli spettacoli, a incoraggiarla perché si circondi di amici e viva in allegria.

21 Il c*** trattabile o benigno: l'uomo di larghe vedute, al quale i corteggiatori della moglie fanno comprendere che un marito deve pur compiere qualche sacrificio per avere in cambio la pace familiare, e permettere alla propria sposa piccole avventure, prive peraltro di conseguenze per una donna di principi. È facile persuaderlo che i saldi principi della sposa sono sufficiente garanzia contro ogni pericolo di seduzione.

22 Il c*** ottimista e allegrone: chi vede tutto bello, si diverte ai pettegolezzi della moglie, beve alla salute dei cornuti e trova modo di rallegrarsi là dove gli altri si strappano i capelli: non è, forse, il più saggio di tutti?

23 Il c*** convertito: colui che, all'inizio, ha fatto molto chiasso e ha subito di malagrazia l'imposizione del trofeo, ma successivamente è tornato ragionevole, e ha finito per prendere la cosa alla leggera, consolandosi altrove.

24 Il c*** federalista o coalizzato: chi, giudicando ormai la cosa inevitabile, vuole accettare un amante, ma desidera sceglierlo di persona. Quando la scelta è fatta, i due si mostrano solidali e coalizzati, come Pitt e Cobourg, per sorvegliare la donna contro l'arrivo di altri aspiranti.

25 Il c*** di alto bordo: è il più abile di tutta la congrega, e, per questo, si trova al centro. È l'uomo che, avendo sposato una bella donna, la mette in mostra con sfarzo, ma senza gettarla via, e che, appena la sposa ha eccitato la generale curiosità, la cede per un prezzo elevato, come potrebbe essere un alto incarico, un lucroso affare, e così via. Dopo di che, egli può inalberare tranquillamente il suo trofeo, e dire agli altri: «A questo prezzo, non è da tutti esser cornuti. Fate come me, e vivrete tranquilli».

26 Il c*** grandioso o impassibile: colui che non si impressiona e non parla del tradimento che intravvede, e conserva una calma perfetta, senza abbassarsi a gesti ridicoli. Nelle classi ricche, la maggior parte dei mariti che hanno contratto matrimoni d'interesse si trovano in queste condizioni.

27 Il c*** disertore o scissionista: chiunque, stanco degli amori domestici, mostra di aver rinunziato alla sua sposa e, quando vede un amante, dice: «Appena sarà sazio, ne avrà abbastanza, come me».

28 Il c*** prestanome: è un uomo di paglia al quale si offrono determinati vantaggi purché sposi l'amante di un personaggio autorevole, e ne adotti il figlio. Un tal cornuto sposa, molto spesso, anche il personaggio interessato; le sue corna gli mettono le ali ai piedi, perché gli fruttano un impiego, e altri guadagni.

29 Il c*** stregato: colui che la moglie sa affascinare e addormentare, al punto di fargli credere le cose più inverosimili; egli è l'unico a ignorare le battute sul suo conto, che invece formano la delizia del pubblico, e, se pure vedesse la bella in flagrante delitto, non crederebbe ai suoi occhi. La moglie gli fa credere che tutte le voci sulla sua cattiva condotta sono diffuse da innamorati respinti; egli ride con lei della loro pretesa sfortuna, e lei ride ancora di più, con gli amici, della credulità del marito.

31 Il c*** banale: chi si limita a prendere parte umilmente al festino, e corteggia in maniera assidua la sua cara metà, per ottenere da lei quello che viene dispensato a tanti altri.

32 Il c***  sotto tutela: colui che non può fare a meno della moglie, ha bisogno di sentirsi appoggiato da lei, non può volare con le proprie ali e non comanda in casa sua. Ne ho visto uno dire a un gruppetto di persone che lo schernivano: «Ah!, se mia moglie fosse qui, saprebbe lei come rispondervi!»

33 Il c*** reverente o formalista: è un babbeo che si vendica soltanto con austeri ragionamenti e senza dimenticare mai le regole del vivere civile. Uno di questi personaggi, trovando un uomo autorevole coricato con sua moglie, gli disse: «Questo è molto grave; non avrei mai immaginato una cosa del genere da parte di un uomo come voi». Seduto in poltrona, enunciò quindi altri ragionamenti della stessa forza. L'amante, annoiato, si alzò dal letto in camicia e gli disse: «Signore, mi dispiace disturbarvi, ma siete seduto sui miei calzoni». Il marito, molto educatamente, scattò in piedi e disse: «Oh, scusatemi, non li avevo visti, eccoli, eccetera», e proseguì nelle sue argomentazioni sulla correttezza.

34 Il c*** mistico: colui che, per evitare il pericolo, circonda la moglie di preti e di sante persone, lasciando infilare fra tutti costoro qualche tartufo, che alla fine gli impone il trofeo per la maggior gloria del Signore.

35 Il c*** ortodosso o dottrinale: è il catecumeno del mestiere; l'uomo che ha la fede, crede ai principi e alle buone maniere, pensa che i libertini esagerino le loro avventure, ed è convinto che le donne oneste siano molto più numerose di quanto normalmente si creda. Ha avuto, è vero, qualche sospetto, ma essendo stato ben circondato, ben catechizzato, si è deciso ad avere fiducia nei buoni principi. Affida tutte le sue speranze al buon carattere della moglie, e all'importanza della morale.

36 Il c*** apostata o transfuga: è l'uomo che, dopo essere stato un modello di ragionevolezza, dopo aver riconosciuto e ammesso pubblicamente che matrimonio e tradimento vanno sottobraccio, dopo aver messo in guardia gli altri contro i pericoli della vita coniugale, finisce per commettere tutti gli errori che aveva deplorato. Costui è un Apostata del buon senso e un transfuga della follia.

37 Il c*** perplesso o contenuto: colui che le circostanze obbligano a rodere il freno in silenzio. Convenienze di famiglia o interessi lo costringono a far finta di nulla, anche con sua moglie e con gli amici che non ignorano la sua situazione. Egli soffoca il suo rancore senza strepiti, e fa buon viso a cattivo gioco.

38 Il c*** sordido: è un avaro che non vuole rifornire il guardaroba della moglie, e la obbliga così ad ascoltare le offerte generose dei corteggiatori; non contento, egli conclude anche affari con l'amico della sposa, e si ritiene soddisfatto.

39 Il c*** villanzone: è uno zotico, le cui maniere sono in stridente contrasto con la buona educazione della consorte. Il pubblico gli è nemico, e osserva che «sarebbe strano se lei restasse fedele a un villano di quella risma».

40 Il c*** stupefatto: colui che, dopo aver fatto parte per lungo tempo degli stregati o degli ortodossi, rimane alla fine folgorato da una rivelazione. Questo regalo, o un altro avvenimento del genere, gli fanno aprire gli occhi, magari in ritardo, e lo fanno passare in questa nuova categoria.

41 Il c*** recalcitrante: chi non vuole abituarsi a vedere il corteggiatore della moglie, dà scandali, provoca trambusti in famiglia. Parenti, amici e vicini debbono intervenire, per convincerlo della impossibilità di porre rimedio a un tal male, e anche in questo modo si ottiene da lui soltanto una tregua.

42 Il c*** fulminante: l'uomo che ricorre all'autorità, alla giustizia, solleva l'opinione pubblica, provoca noiosi scandali, minaccia di ricorrere alle vie di fatto e riesce soltanto a rendersi ridicolo; cosa, quest'ultima, che potrebbe evitare ricordando il saggio consiglio dato da Sosia ad Anfitrione: «In questi casi, la cosa migliore è non dir nulla».

43 Il c*** trombettiere: colui che, con tono lacrimoso, si confida cori tutti dicendo: «Li ho colti. sul fatto». A questa frase, in genere, si risponde osservando che non bisogna confondere le apparenze con la realtà; ma egli insiste, e continua a raccontare la sua disavventura in tutti i particolari, sì da cancellare ogni dubbio in chi lo ascolta.

44 Il c*** disgraziato: è l'uomo sul quale la donna ha preso un tale sopravvento, da renderlo schiavo: e mentre egli la segue ciecamente, ella rifiuta di mostrarsi in pubblico con lui, e lo ammette di rado nella sua intimità. Questa era spesso la sorte dei plebei che avevano sposato una ragazza nobile.

45 Il c*** domestico: appartiene a una razza secondaria, che la donna fa vivere, e che rispettosamente si presta a tutto quanto occorre per il buon andamento del commercio amoroso. Questa specie non è delle più rare.

46 Il c*** vittima o disperato: è il George Dandin di Molière, che prova tutte le tribolazioni di questo mondo, e che, ingannato, rovinato, maltrattato, offeso dalla moglie, trova nel matrimonio un passaporto sicuro per il Paradiso.

47 Il c*** portabandiera: colui che, unito a una bella donna, con la sua storditaggine, la sua bruttezza e la sua avarizia provoca l'assalto dei corteggiatori, e fa letteralmente piovere le corna sulla sua fronte. Al suo apparire, l'ombra delle corna si profila sullo sfondo, come un'insegna.

48 Il c*** in gonnella: è l'uomo che si preoccupa dell'andamento domestico, mentre la moglie va a divertirsi. Egli esegue lavori donneschi, accoglie cortesemente i cavalieri che si presentano in casa per accompagnare la signora, e dispone tutto affinché, tornando, questa trovi la dimora ordinata e accogliente. Va a passeggio con la moglie? Lei cammina avanti con il Corteggiatore, e lui la segue portando sotto braccio il cagnolino.

49 Il c*** postumo: quegli la cui sposa mette al mondo figli dieci o dodici mesi dopo essere rimasta vedova. La legge li aggiudica a lui, benché materialmente non abbia potuto concepirli, ed egli si trova così tradito in questa vita e nell'altra. A questa specie appartengono anche tutti quelli che, morendo, pregano la loro consorte di non risposarsi.

50 Il c*** per vocazione: chi possiede, per natura, le qualità che l'ortodosso ha acquistato per studio; l'uomo che, andando a nozze con animo puro e ingenuo, trova nella carriera di cornuto tutti quei beni che la Costituzione promette ai Francesi: la pace, l'unione, la concordia, seguite dalla calma e dalla tranquillità. È la miglior pasta di cornuto che si trovi in tutta la consorteria.

51 Il c***  lupo mannaro: chi della sua casa fa una cittadella inespugnabile, montando la guardia più severamente di un eunuco; chi maltratta, non soltanto i corteggiatori, ma, per paura di sbagliare, anche gli innocenti visitatori. Ma nessuna fortezza. è inespugnabile, diceva il padre di Alessandro, purché un asino carico d'oro possa raggiungerla.

52 Il c*** pedagogo: Molière lo ha dipinto nelle sue due commedie L'école des femmes e L'école des maris. È il barbogio che alleva un tenero virgulto, avendolo destinato a dividere il letto con lui; e non capisce che, dopo di lui, altri verranno a dare lezioni più gradite. In questa categoria si incontrano molti filosofi, che corteggiano la madre per sposare la figlia, convinti di avere, così, tutte le garanzie.

53 Il c*** minuzioso: l'uomo che, in base ad alcuni sospetti, intravvede nell'avvenire un pericolo, che invece si è già realizzato. Ma egli, senza saperlo, esorta sua moglie a correggersi in base a certe apparenze, che potrebbero dare pubblico scandalo; e lei accoglie i suoi suggerimenti, per farlo contento e tenergli la fronte ben guarnita.

54 Il c*** filantropo: chi considera gli uomini come una famiglia di fratelli, che debbono avere tutti i beni in comune. Egli, infatti, alleva sotto il suo nome una tribù di figli, che appartengono in realtà agli amici e concittadini; figli di cui tutti conoscono la paternità. I veri nomi, d'altra parte, sono scritti sul volto dei ragazzi. Ma ciò non impedisce al tradito di amare tutti egualmente, vero modello di filantropia, di eguaglianza e di virtù repubblicane.

55 Il c*** pretenzioso: colui che ritiene sua moglie tanto fortunata, per averlo sposato, da non poter nemmeno ammettere l'idea del tradimento. Ciò lo rende un marito assai comodo.

56 Il c*** predicatore: un uomo di buon carattere, che porta a sua moglie il soccorso dell'amicizia, la consola dei dolori e delle ingiustizie del mondo e degli amanti, le prospetta umilmente i vantaggi di un ritorno alla morale, e spera sempre di vederla tornare a percorrere il sentiero della virtù, di cui le dipinge le bellezze. Egli ottiene dalla consorte, in parole e promesse, tanto quanto ottengono sul piano materiale gli amanti; finisce però per trionfare, a mano a mano che l'età costringe la sposa a rinunziare alle sue avventure.

57 Il c*** cosmopolita: quegli la cui casa ricorda un albergo, per la grande quantità di spasimanti d'ogni paese che la consorte ospita in continuazione. Egli conta amici dappertutto, e si salva grazie alla quantità, che gli impedisce di sospettare una persona ben determinata.

58 Il c*** misantropo: chi, avendo scoperto il tradimento, comincia a odiare il mondo, afferma che la morale è perduta e i costumi decaduti. […].

59 Il c*** rabbioso, posseduto o maledetto: è l'ammalato di gelosia, che accumula alla disgrazia morale quella fisica, e al quale talune infermità come la gotta o una paralisi impediscono di sorvegliare una giovane donna dall'atteggiamento preoccupante. Soffrendo in continuazione di questo duplice male, egli appartiene, senza dubbio, alla gente col diavolo in corpo: perché il diavolo non può far di peggio che collocare in un corpo umano, al tempo stesso, la gotta e la gelosia.

60 Il c*** virtuoso: colui che, appassionato per qualche scienza o per l'arte, cerca di entrare nelle grazie dei suoi maestri. Se egli, ad esempio, è musicomane, basta sapere accennare un'aria di cornamusa, per esser presentati da lui alla sua legittima sposa con particolari raccomandazioni; raccomandazioni che la sposa accoglie in modo leggermente diverso.

61 Il c***  disamorato: chi ha fatto un matrimonio male assortito e, dopo aver vessato la sua graziosa compagna, un bel mattino trova la gabbia vuota e la richiesta di separazione. Egli diviene lo zimbello del pubblico, che ride di un avvenimento da tutti previsto tranne che dall'interessato.

62 Il c*** in tutte le salse: colui che appartiene un po' a tutte le categorie. Ha cominciato come c*** in erba; è apparso poi fra i simpatici, gli ortodossi, gli stregati, conservando sempre una eccezionale serenità. Per completare l'opera, egli troverà un tribunale che gli affibbierà, dopo morto, un figlio non suo.

63 Il c***  d'emergenza: un improvviso «crack» negli affari, o un grave pericolo, costringono costui a chiudere gli occhi su certe amicizie, grazie alle quali la moglie pone riparo ai pericoli più urgenti: trova soci per una azienda dissestata, salva immobili minacciati di esproprio e ottiene altri servizi, di grande importanza, per il tenero consorte. Ai tempi del Terrore, si videro molti cornuto di questo genere che lasciavano piena libertà di manovra alle loro spose, salvando la testa a prezzo della fronte.

64 Il c*** col sotterfugio: quegli la cui moglie, rimasta incinta durante la sua assenza, partorisce di nascosto, con l'aiuto di un viaggio e di un onesto medico, capace di inventare malattie al momento opportuno. Un tal genere di cornuto si rifiuta di ammettere l'esistenza del bambino, e di riconoscerlo; e si sottrae, così, alla parte più costosa della sua disavventura.

65 Il c*** camaleonte: è l'uomo che si indignerà per questa classificazione, e mi accuserà di offendere la morale; un Tartufo pieno di formule e di sentenze mandate a memoria, infarcito di aneddoti edificanti, pronto a negare tutti gli scandali che conosciamo e a ribattere sui sacri principi, fingendo di prenderli per buoni allo scopo di edificare sua moglie e i suoi corteggiatori. Egli è convinto, e vuoi convincere gli altri, che il mondo vada cambiando, soltanto per lenire la sua gelosia. In genere, un cornuto di tal modello è un ipocrita, che non manca mai di corteggiare le serve e di commettere cose che gli stessi libertini respingerebbero.

66 Il c***  giudizioso: è il fiore della specie. È l'uomo che sposa una donna ricca, garantendole, in cambio, la libertà. Lei lo sposa per imporre il silenzio ai mormoratori, legittimare le sue fantasie, vagare in libertà nel mondo galante e avere la protezione di un cognome altrui. Lui la sposa per godere della libertà congiunta alla fortuna della moglie. L'uno e l'altra conoscono i vantaggi che un tale mercato garantisce rispettivamente, e rispettano gli obblighi assunti.

67 Il c*** di tutto riposo: chi ha una moglie tanto brutta, che né lui, né altri credono alla possibilità di un tradimento. La moglie gode della libertà che in tal modo le viene concessa, tanto più che, sentendosi sicura, non ha difficoltà a trovare amanti cui piacciano le brutte.

68 Il c*** finanziario: colui che ha fatto conto su una bella dote, o su un colpo di fortuna, e ha sbagliato. In genere, un tal marito è coccolato dalle cortesie della povera moglie, che, vergognosa per il trucco escogitato dai genitori, tenta di porvi riparo con la sua buona condotta; ma spesso il marito non sa stare al gioco, e forza la consorte a tradirlo.

69 Il c*** impiastro: chi, dopo il matrimonio, rivela qualche malanno di cui non aveva fatto parola sino a quel giorno.

70 Il c*** giornalistico: l'uomo che, per eccesso di credulità, per le sue illusioni e la sua ingenuità, fornisce ogni giorno argomento ai pettegolezzi. Egli rappresenta la fortuna dei cronisti mondani, ed è inoltre il più fortunato degli amanti, perché (non bisogna dimenticarlo) esiste un Dio anche per i cornuti e gli ubriaconi.

71 Il c*** per miracolo: l'uomo che diviene padre quando la moglie, dopo un lungo periodo di sterilità, incontra un amico più abile del consorte, e rimane incinta, fra la generale meraviglia. La moglie attribuisce il fenomeno a qualche novena, o a un voto, o a qualche cura particolare. Tutti complimentano il marito, senza dirgli quel che pensano. Lui, da parte sua, esita come san Giuseppe e non sa bene se rallegrarsi o andare in collera: perciò è cornuto per miracolo, e il suo è il figlio della benedizione.

72 Il c*** per legge: colui che diviene padre di un figlio evidentemente non suo, o perché mulatto, o perché concepito in sua assenza. Il tradimento è evidente, ma la legge aggiudica questo bambino al marito, a dispetto delle differenze di colore e di fisionomia.

73 Il c*** instancabile: chi non si lascia smontare da nessun affronto, da nessun scandalo. Qualunque cosa abbia commesso la moglie, costui torna sempre a sollecitarla umilmente. Se n'è visto qualcuno che, avendo trovato la casa abbandonata, è andato alla caserma a chiedere lamentosamente notizie della moglie a un militare, che sospettava d'essere l'amante.

74 Il c*** e mazziato: chi soggiace per terrore alla propria moglie. Qualunque cosa egli faccia, è sbagliata; egli trema dinanzi alla consorte che lo tiranneggia, invoca Dio e i Santi a testimoni della sua innocenza, e non ottiene un attimo di tregua dalla megera.

75 Il c*** per antefatto: è chi ha sposato una donna che ebbe alcuni amanti prima del matrimonio, e che non vuole aumentarne la serie, ma non ritiene nemmeno indispensabile rinunziare a incontrarsi con quanti prima la divertivano. La donna, in queste condizioni, è convinta di non mancare agli obblighi assunti col matrimonio, poiché le sue infedeltà non rappresentano una innovazione. Questo sistema è particolarmente diffuso soprattutto presso le donne del popolo.

76 Il c*** preferito: è il marito amabile e compiacente, che la moglie, pur concedendosi qualche svago, preferisce a ogni altro. Nel marito, ella trova gentilezza e protezione contro la sfortuna e i malvagi, e per questo, alla fine, torna sempre a lui.

77 Il c*** per equivoco: chi, avendo sospetti vaghi su un corteggiatore della moglie, compie tutti gli sforzi per controllarlo, senza accorgersi di quanto ottiene, nel frattempo, un amante insospettato.

78 Il c*** implacabile: l'uomo che perseguita tutte le amiche della moglie, i domestici e i fornitori, per avere la prova del tradimento; e, in questo modo, riesce soltanto a mettere sull'avviso l'infedele.

79 Il c*** in comune: chi, avendo accertato una prima infedeltà della moglie, e avendo sperato di limitare il danno, aveva intavolato buoni rapporti con l'amante, ma scopre all'improvviso di essere stato tradito per la seconda volta. Egli ricorre allora all'amichevole comprensione del primo amico, colpito quanto lui dalla disgrazia.

80 Il c***  sedizioso: è l'uomo che dalla sua disgrazia coniugale trae motivo per odiare tutto il genere umano, e riversa questo odio nella politica, predicando a ogni occasione la necessità di abbattere l'ordine esistente, e di costruire qualcosa di nuovo. La sua concezione politica è essenzialmente punitiva; e gli avversari si consolano facendo la corte alla moglie.

Proverbi su Corna e Cornuti
  • Al toro vecchio s’allungano le corna.
  • Chi è geloso è becco. [2]
  • Chi ha le corna non se le vede.
  • Chi le porta è l'ultimo a saperlo.
  • Chi guarda la moglie del compagno, cozza con le corna degli altri.
  • Chi piglia bellezze, piglia corna.
  • I becchi peggiori hanno le corna più torte.
  • Il becco si conosce dalle corna.
  • Il bue dice cornuto all'asino.
  • Il cornuto è conosciuto in paese, il coglione dappertutto.
  • Le corna sono come i denti: quando nascono fanno male, ma poi ci si mangia bene.
  • Meglio becco che becca che becco che tribola.
  • Più il becco è vecchio, più grosse ha le corna.
  • Se le corna fossero lampioni, Gesù mio che illuminazione!
  • Signor, cornuto io non sia; se lo son, che mai lo sappia; se lo so, che non lo veda; se lo vedo, non lo creda; e credendo non mi persuada. E se sono, se so, se vedo se credo e me ne persuado... dammi la rassegnazione di portarle in silenzio.
  • Tutti i becchi portano l’anello al dito.
  • Uomo geloso mezzo cornuto.
  • Uomo sospettoso, cornuto nato.
  • Vengano anche le corna, ma che sian d’oro.
Libro consigliato da Aforismario
Elenco analitico dei cornuti
Autore Charles Fourier
Curatore R. Pehel
Traduttore  A. Lo Monaco
Editore Il Nuovo Melangolo

E ci trovate da ridere? Tutti questi uomini ingannati, sbeffeggiati, disonorati, scherniti, calunniati, feriti, traditi. Straziati, a volte consenzienti, ma sempre ridicolizzati, cornuto, cornificati, becchi ... Sì. Inutile negarlo. Questa raccolta di settantacinque schizzi di cornuto è francamente uno spasso.

Note
  1. Battuta tratta da Gino e Michele, Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano. Opera omnia, Baldini e Castoldi, 1995.
  2. Becco: maschio della capra munito di corna; termine usato in senso figurato e spregiativo per indicare l'uomo tradito dalla compagna; sinonimo di cornuto.
  3. Vedi anche aforismi, frasi e citazioni su: TradimentoAdulterio - Fedeltà e Infedeltà

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