2016-06-22

Ragni e Ragnatela - Aforismi, frasi e proverbi

Raccolta di frasi e aforismi sui ragni e sulla ragnatela. "Ragno" è il nome comune dei rappresentanti dell’ordine Aranei che, con più di  40.000 specie, è il più numeroso della classe Aracnidi. Come nota Carlo Lapucci: "Il ragno di solito presenta due facce molto diverse, a seconda che sia guardato da vicino o da lontano. Nel suo mondo è un essere mostruoso, velenoso, infido, ingannatore, che tende insidie a mosche e moscerini per finirli con il suo veleno. Visto da lontano è un essere quieto, innocuo abitatore delle case, premonitore dei mutamenti atmosferici, grande architetto di quei capolavori che sono le sue tele, splendide e iridescenti se le bagna la rugiada. Cacciando gli insetti si fa qualche merito tra gli uomini, ma il contributo al benessere umano si ferma qui, se si eccettua la compagnia involontaria offerta a eremiti, carcerati, malati e solitari". [Dizionario dei proverbi italiani © Mondadori 2007].
Su Aforismario trovi altre raccolte di citazioni correlate a questa sugli insetti in genere e su alcune delle più diffuse specie d'insetti: formiche, mosche, zanzare, api, ecc.
I ragni sono una inesauribile sorgente di meraviglia, di meditazioni, di stimoli e di brividi. (Primo Levi)
1. Ragni
© Aforismario

Per me la natura è, non lo so, i ragni, le cimici, e... il pesce grosso che mangia il piccolo, e le piante che mangiano altre piante... animali che man... è un enorme ristorante, così la vedo.
Woody Allen, in Amore e guerra, 1975

Incapace di fare del male a una mosca… come dicevano i familiari del ragno defunto.
Romano Bertola, Le caramelle del diavolo, 1991

La donna, quando trova il maschio che le piace, si accoppia, dopodiché il poveraccio lavora come un mulo per procurarle cibo, casa, vestiti, vacanze, pellicce, gioielli: un supplizio senza fine. La femmina del ragno invece, notoriamente meno crudele, quando trova il suo ideale gli stacca la testa con un morso, un istante e tutto è finito, non lo tormenta per tutta la vita come quell'altra.
Romano Bertola, Includetemi fuori, 2003

Certi poeti moderni fanno pensare a ragni ubriacati con LSD.
Gesualdo Bufalino, Il malpensante, 1987

C’è più sapienza nel coleottero che fa scaldare le elitre prima di prendere il volo o nel ragno che raccoglie la tela al primo tuono, che in un funzionario di banca.
Pasquale Cacchio, Frantumi, 2010

Il ragno che cattura mosche affascinava Sant'Agostino; Spinoza gliele metteva apposta. Dov'erano in quel momento il Santo filosofo e il Filosofo santo?
Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo, 1979

«Proteggo la vacca, e anche il ragno». Ma se ti chiederanno conto delle zanzare? dei microbi che hai sterminato fin da prima di nascere?
Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo, 1979

Se tutti gli insetti sono degni di rispetto, i Ragni − tempio il loro filamento − sono sacri.
Guido Ceronetti, Insetti senza frontiere, 2009

La scopa casalinga che schiaccia i ragni o ne costringe intere famiglie a chiedere asilo altrove attira sul luogo la sventura.
Guido Ceronetti, Insetti senza frontiere, 2009

C'erano soltanto tre cose che non mi piacevano dei ragni... Il loro aspetto, il loro modo di muoversi e il fatto che vivessero sul mio stesso pianeta. Il ragno era grosso, brutto e peloso, e certamente non era nativo dell'Europa.
George, in Broken Sword II: La profezia dei Maya, 1997

Trovato il ragno uno grappolo d'uve, il quale per la sua dolcezza era molto visitato da ave e diverse qualità di mosche, li parve avere trovato loco molto comodo al suo inganno. E calatosi giù per lo suo sottile filo, e entrato nella nova abitazione, lì ogni giorno, facendosi alli spiraculi fatti dalli intervalli de' grani dell'uve, assaltava, come ladrone, i miseri animali, che da lui non si guardavano. E passati alquanti giorni, il vendemmiatore còlta essa uva e messa coll'altre, insieme con quelle fu pigiato. E così l'uva fu laccio e 'nganno dello ingannatore ragno, come delle ingannate mosche.
Leonardo da Vinci, Codici, XV-XVI sec. (postumo)

Assistere alla schiusa di una nidiata di ragnetti, che appena usciti dall'uovo si sparpagliano su una siepe e si affaccendano a tendere ognuno la sua tela, è spettacolo non orribile, bensì meraviglioso. Ognuno di loro è grosso quanto la testa di uno spulo, ma è nato maestro: senza ripensamenti, senza errori, tesse la sua tela grande quanto un francobollo commemorativo, e ci si apposta ad aspettare la minuscola preda. È nato adulto, la sua sapienza gli è stata-trasmessa insieme con la forma. Non ha bisogno di andare a scuola.
Primo Levi, L'altrui mestiere, 1985

I ragni [...] sono una inesauribile sorgente di meraviglia, di meditazioni, di stimoli e di brividi.
Primo Levi, L'altrui mestiere, 1985

Molti individui, bambini e adulti, uomini e donne, coraggiosi e paurosi, provano una viva repulsione per i ragni, e se si chiede loro perché proprio per i ragni, rispondono di solito: «Perché hanno otto gambe»
Primo Levi, L'altrui mestiere, 1985

C'è chi dice di odiare i ragni perché sono crudeli. Lo sono, ma non più di altri animali. Chi ha visto un gatto giocare per ore con un sorcio mutilato e moribondo prova tutt'al più pena per il sorcio; nei riguardi del gatto prova comprensione, e magari un'iniqua solidarietà mammifera, benché la sua crudeltà sia (almeno in apparenza) più gratuita e più responsabile di quella del ragno. L'animale non può essere oggetto di giudizi morali, «che di natura è frutto / ogni vostra vaghezza»; e tanto meno dovremmo essere tentati di esportare i nostri criteri morali umani ad animali tanto lontani da noi quanto gli artropodi.
Primo Levi, L'altrui mestiere, 1985

A giudicare dal comportamento di ragni e insetti lesi o amputati, è poco probabile che provino qualcosa di analogo al nostro dolore, ed è probabile invece che la nostra pietà per le vittime del ragno sia sprecata: sarebbe meglio canalizzarla ad esempio verso i polli allevati in batteria, o verso le vittime umane dell'uomo.
Primo Levi, L'altrui mestiere, 1985

L'uxoricidio, tra i ragni, è pressoché normale. La femmina è generalmente più grossa e forte del maschio, e, appena la fecondazione è avvenuta, essa tende a comportarsi con lui come con una qualsiasi altra preda. Non sempre i maschi oppongono difese o tentano la fuga: in varie specie, si direbbe che essi acconsentano al cinico disegno evoluzionistico della Natura, secondo il quale, una volta adempiuto al compito della riproduzione, cessa la loro ragione d'essere e quindi anche si spegne in loro l'istinto di conservazione.
Primo Levi, L'altrui mestiere, 1985

Esistono ragni che iniziano il corteggiamento offrendo alla femmina un regalo: una preda viva, ma paralizzata dal loro veleno, e legata e imbavagliata mediante un involucro di fili. Non è un regalo disinteressato. La femmina lo accetta, se ne sazia mentre il maschio attende, e dopo non sarà più affamata, e l'accoppiamento non terminerà in un assassinio.
Primo Levi, L'altrui mestiere, 1985

Non si può trascurare il modo furtivo, questo si altamente specifico, in cui i ragni entrano in scena: non col ronzio guerriero delle vespe, non con la fulminea determinazione dei topi, ma attraverso fessure invisibili, col passo lento e senza suono dei fantasmi: talvolta calano verticali dal soffitto buio entro il cono di luce della lampada, inaspettati, appesi al loro filo metafisico. E spettrali sono anche le loro tele notturne, che non si vedono ma si sentono vischiose sul viso quando al mattino passiamo fra le siepi su un sentiero che nessuno ha ancora percorso.
Primo Levi, L'altrui mestiere, 1985

I ragni non piacciono, la loro forma (se non se ne conosce il significato adattativo) può fare schifo o paura, e poi ci sono le maledette tradizioni e i film che li raccontano come non sono.
Danilo Mainardi, Animali famosi e altri animali, 1992

Non riuscendo a cavare un ragno dal buco, turarlo.
Alessandro Morandotti, Minime, 1979/80

L'uomo è un animale che alza gli occhi al cielo e non vede che i ragni del soffitto.
Jules Renard, Diario, 1887/1910 (postumo, 1925/27)

Uno dei grandi misteri riguardo alle donne rimane il fatto che riescano a versarsi della cera bollente sulle gambe, strapparsi i peli alla radice e che poi abbiano ancora paura di un ragno.
Jerry Seinfeld (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Quando la notte ti acchiappa veramente, venirne fuori è come combattere coi leoni, coi ragni giganti.
Paolo Sorrentino, Hanno tutti ragione, 2010

La Natura è davvero un tempio ecc. ecc. anche se le sue colonne possono essere le zampe di un gatto e persino, miracolo, quelle esilissime di un ragno.
Cesarina Vighy, L'ultima estate, 2009

Proverbi sul Ragno
  • Da quando il ragno ha perso la rocca fila col culo.
  • Il ragno non fa la tela per passatempo.
  • Il ragno trova il veleno anche nelle rose.
  • La lepre insegnò la fretta e il ragno la pazienza.
  • Quando il ragno fa il bucato il bel tempo è assicurato.
  • Quando il ragno tesse all'aperto è finito il tempo incerto.
  • Quando il ragno va per il camino temporale vicino.
  • Ragni e preti stanno volentieri in chiesa.
  • Ragno di sera amore spera.
  • Ragno porta guadagno (e chi l’ammazza fa il suo danno).
  • Se il ragno tesse in casa la pioggia viene, se tesse quando piove pioggia dura.
Uno dei grandi misteri riguardo alle donne rimane il fatto
che riescano a versarsi della cera bollente sulle gambe, strapparsi i peli alla radice
e che poi abbiano ancora paura di un ragno. (Jerry Seinfeld)
2. Ragnatela
© Aforismario

Stupisce quanto siamo solitamente impigliati in mille e un impedimenti e doveri che non sono tali e che si aggomitolano tuttavia attorno a noi con le loro ragnatele e ostacolano il movimento delle nostre ali.
Henri-Frédéric Amiel, Grani di miglio, 1854

Tendiamo nel vuoto molteplici fili di ragno per formare la tela che possa trattenere la felicità.
Augusta Amiel-Lapeyre, Pensieri selvaggi, 1909

Come il ragno tesse con facilità la sua ragnatela e manifesta il suo potere di creazione senza essere sconfitto da altri, così anche voi stessi fate, impiegando la vostra energia autosufficiente per creare senza l'aiuto altrui.
Bhāgavata Purāṇa, VI-X sec.

Anche nella perfezione della tela c'è un punto nero: una vespa rimasta imprigionata tra i fili d'argento. Lotta per liberarsi, ma forse non ce la farà.
Romano Battaglia, Foglie, 2009

Il ragno sfida la scienza del matematico e l'arte del tessitore nei mille calcoli che sanno annodare i fili e adattare le tele ai luoghi più diversi.
Auguste Blanqui, Manoscritti inediti, XIX sec.

Innaffio le piante e rovino la tela al ragno sbigottito per quel nuovo tipo di temporale.
Pasquale Cacchio, Frantumi, 2010

Il ragno che tesse su un’antenna non la scambia per una pianta, la fa diventare pianta.
Pasquale Cacchio, Frantumi, 2010

L'astuzia del ragno a pigliar le mosche è stupenda; come fabbrica la rete, e fa le fila in tirarla; si nasconde in secreto dove le fila finiscono, e incorrendo la mosca alla rete la scuote e si comunica per il filo al ragno il moto, ed esce a pigliarla con mille sillogismi.
Tommaso Campanella, Del senso delle cose e della Magia, 1620

Nutrito con sangue di schizofrenico, il ragno tesse tele impazzite. [1] La civiltà umana dominante è oggi un gigante schizofrenico che inocula il suo sangue, metodicamente, a tutta la natura vivente; e il ragno Terra fabbrica disperate e sempre più fragili le tele su cui poggiamo i nostri piedi di ferro, i nostri piedi di pazzi omicidi.
Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo, 1979

Così come il ragno nel bel mezzo della ragnatela tiene con le sue zampe le estremità dei fili per poter sentire da vicino gli urti da qualunque parte essi provengano quando una qualche bestiola è caduta nella trappola, così l'egemonico [2], situato nella parte centrale del cuore, tiene – per così dire – come fili le estremità dei sensi per poter riconoscere da vicino ciò che, come messaggeri, gli comunicheranno.
Crisippo di Soli, III sec. (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Il ragno partorisce fori di sé l'artificiosa e maestrevole tela, la quale gli rende, per benefizio, la presa preda.
Leonardo da Vinci, Codici, XV-XVI sec. (postumo)

I ragni [...] sono (non tutti) geometri metodici e fanaticamente conservatori: il comune ragno dei giardini, il ragno dal Diadema, costruisce da decine di milioni di anni la sua tela raggiata, simmetrica e conforme a un rigido modello. Non sopporta imperfezioni: se la tela viene danneggiata, non la ripara. La distrugge e ne tesse una nuova.
Primo Levi, L'altrui mestiere, 1985

Le vecchie ragnatele delle cantine e dei solai sono cariche di pesi simbolici: sono le bandiere dell'abbandono, dell'assenza, del decadimento e dell'oblio. Velano le opere umane, le avvolgono come in un sudario, morte come le mani che in anni e secoli le hanno costruite.
Primo Levi, L'altrui mestiere, 1985

Dobbiamo pensare che tutto abbia una causa. È come il ragno che fila la sua tela per prendere le mosche. Lo fa prima ancora di sapere che esistono al mondo le mosche.
Georg Lichtenberg, Aforismi, 1766/99 (postumo 1902/08)

L’insegnamento della ragnatela non è per la mosca.
Henri Michaux, Face aux verrous, 1954

Tutto ciò che è abituale intesse intorno a noi una rete di ragnatele che diventa sempre più salda; e ben tosto ci accorgiamo che i fili sono divenuti corde e che noi stessi vi stiamo in mezzo come un ragno che vi si sia impigliato e che debba nutrirsi del suo stesso sangue. Perciò lo spirito libero odia tutte le abitudini e regole, tutto ciò che è durevole e definitivo, perciò lacera sempre di nuovo, con dolore, la rete intorno a sé: benché in conseguenza di ciò sia destinato a soffrire numerose, piccole e grandi ferite – giacché quei fili egli li deve strappare da sé, dal proprio corpo, dalla propria anima. Egli deve imparare ad amare là dove prima odiava, e viceversa.
Friedrich Nietzsche, Umano, troppo umano, 1878

Le leggi sono come ragnatele: quando qualcosa di leggero e di debole ci cade sopra, lo trattengono, mentre se ci cade una cosa più grande, le sfonda e fugge via.
Solone, in Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, III sec.

Ci sono in noi desideri più o meno latenti che sembrano aspettare soltanto l’occasione giusta per mostrarsi in tutta la loro forza ed evidenza, un po’ come quei ragni che se ne stanno per ore immobili sulla loro ragnatela, che non appena sentono vibrare a causa di un insetto impigliatosi gli si avventano contro per divorarlo. A volte, però, a scuotere la tela non è che un soffio di vento, un granello di sabbia... un’illusione.
Giovanni Soriano, Maldetti, 2007

Proverbi sulla Ragnatela
  • Chi spazza via la tela del ragno spazza via il guadagno.
  • Ragnatela all'aria tempo bello che non varia.
  • Ragnatela d’argento, affari d’oro.
  • Ragnatela al mattino, dolore, ragnatela a mezzo giorno, noie, regnatela di sera bene spera.
La giustizia degli uomini è simile alla tela del ragno: il calabrone può passare ma il moscerino si impiglia.
Proverbio cinese

Note
  1. Nicolas Bercel, Araignées schizophrènes, in «La Presse Médicale», maggio 1957 [cfr. citazione di Ceronetti].
  2. Egemonico: il centro di autocontrollo dell'anima [cfr. citazione di Crisippo].
  3. Vedi anche aforismi, frasi e citazioni su: Insetti - Vermi - Scarafaggi

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