2016-07-18

Stoicismo - Frasi e citazioni sugli Stoici

Raccolta dei migliori aforismi e delle frasi più interessanti sullo stoicismo e sugli stoici. Lo stoicismo è una scuola filosofica ellenistica fondata ad Atene da Zenone di Cizio verso il IV secolo a.e.c. La sua prima sede fu la Stoà Pecìle, cioè il "portico dipinto", da cui prese il nome di "Scuola del portico"», o semplicemente Stoà. La fondamentale massima stoica è "vivi secondo natura", cioè secondo il lògos divino che e in tutte le cose. Di qui un'etica del dovere razionale che si oppone all'edonismo e fa propria la dottrina cinica della virtù intesa come saggezza. Ciò che lo stoico ha il dovere di evitare sono le passioni (vere e proprie malattie dell'anima); a esse oppone l'apatia o l'atarassia, astenendosi da qualsiasi azione ingiusta, sia vivendo in solitudine, sia, se costretto dalle circostanze, ricorrendo anche al suicidio piuttosto che mancare al dovere. [1] In senso generico, lo stoicismo indica la capacità di affrontare con imperturbabilità le sofferenze e le avversità della vita.
Su Aforismario trovi altre raccolte di citazioni correlate a questa sulla forza interiore e sulla sopportazione.
Lo stoicismo è quando uno ha talmente paura di perdere tutto
che perde tutto apposta, per non aver più paura. (Romain Gary)
Stoicismo
© Aforismario

Lo stoicismo, religione che ha un solo sacramento − il suicidio!
Charles Baudelaire, Razzi, 1855/62 (postumo 1887-1908)

Gli stoici superano la morte con la morte. La morte che ci diamo noi stessi, dicono non può nulla contro di noi, così non c’è bisogno di temerla.
Elias Canetti, La provincia dell'uomo, 1973

Gli stoici sono delle specie d’ispirati che portano nella morale l’esaltazione e l’entusiasmo poetici.
Nicolas de Chamfort, Massime e pensieri, 1795/1953 (postumo)

Il giansenismo dei cristiani è lo stoicismo dei pagani, degradato nella forma e condotto alla portata di una plebaglia di cristiani; e questa setta ha avuto per difensori dei Pascal e degli Arnaud!
Nicolas de Chamfort, Massime e pensieri, 1795 (postumo)

I fiori sanno ridere, i fiori sanno sorridere, i fiori sanno anche assumere un’aria triste, giungendo persino alla disperazione – ma nessun fiore sa piangere. La natura è totalmente stoica; per questo ci offre il più sublime esempio di coraggio ed è la nostra maggiore consolatrice.
Malcolm de Chazal, Senso plastico, 1948

Stoicismo di facciata: essere un appassionato del Nil admirari, un isterico dell’atarassia.
Emil Cioran, Sillogismi dell'amarezza, 1952

Il crepuscolo greco-romano era degno di un altro nemico, di un'altra promessa, di un'altra religione. come ammettere sia pure l'ombra di un progresso quando si pensa che le favole cristiane poterono senza sforzo soffocare lo stoicismo! Se questo fosse riuscito a propagarsi, a impadronirsi del mondo, l'uomo sarebbe giunto a "compimento", o quasi. La rassegnazione, diventata obbligatoria, ci avrebbe insegnato a sopportare le nostre sventure con dignità, a far tacere le nostre voci, a considerare con freddezza il nostro nulla. La poesia sarebbe scomparsa dai nostri costumi? Al diavolo la poesia! In cambio avremmo acquistato la facoltà di sopportare senza un lamento le nostre prove. Non accusare nessuno, non condiscendere alla tristezza, né alla gioia, né al rimpianto, ridurre i nostri rapporti con l'universo a un armonioso gioco di sconfitte, vivere da condannati sereni, non implorare la divinità, ma darle piuttosto un avvertimento... Ciò non poteva essere. Accerchiato da ogni parte, lo stoicismo, fedele ai suoi princìpi, fu così elegante da morire senza dibattersi.
Emil Cioran, La tentazione di esistere, 1956

La saggezza è specializzata nell'arte di affrontare o di subire i «colpi della sorte». Fra tutti gli antichi, furono gli Stoici quelli che svilupparono al massimo quest'arte.
Emil Cioran, Squartamento, 1979

Per me non c’è alcun dubbio che la saggezza sia lo scopo principale della vita, ed è per questo che ritorno sempre agli stoici. Loro hanno raggiunto la saggezza, perciò non si possono più chiamare filosofi in senso proprio. Dal mio punto di vista la saggezza è il termine naturale della filosofia, la sua fine e il suo fine. Una filosofia finisce in saggezza e per ciò stesso scompare.
Emil Cioran, Un apolide metafisico, 1995

Il suicidio fu l'ultima virtù degli antichi. Nel pieno disfacimento d'ogni principio morale e di ogni credenza, essi formarono sotto il nome di stoicismo una filosofia della morte: non sapendo più vivere eroicamente, vollero saper morire da eroi.
Francesco De Sanctis, Saggi critici, 1866

Si faccia avanti uno stoico a rivelare le umane risorse e a dire agli uomini che essi non sono salici bisognosi di appoggiarsi, ma possono e devono far da sé; e che con l'esercitare la fiducia in sé stessi, nuovi poteri verranno alla luce.
Ralph Waldo Emerson, Fiducia in sé stessi, Saggi, 1841/44

Gli stoici spogliano il sapiente di tutte le passioni come fossero delle malattie. Tuttavia questi elementi emotivi, non solo assolvono la funzione di guide per chi si affretta verso il porto della sapienza, ma nell'esercizio della virtù vengono sempre in aiuto spronando e stimolando, come forze che esortano al bene.
Erasmo da Rotterdam, Elogio della follia, 1509

Stoicismo. È impossibile.
Gustave Flaubert, Dizionario dei luoghi comuni, 1850/80 (postumo 1913)

Immaginate uno stoico sorridente: sarebbe un uomo perfetto.
Joan Fuster, Giudizi finali, 1960/68

La felicità, assicuravano i signori del Portico, consiste nel non desiderare: nel non provare alcun desiderio, preciserei. L'inappetenza è uno stato di perfezione, l'unico forse.
Joan Fuster, Giudizi finali, 1960/68

La morale stoica tende all'ataraxía, quell'impassibilità che si può raggiungere estinguendo il desiderio e instaurando la volontà come capacità di non desiderare. In quanto negazione delle cose desiderabili nel mondo, la morale stoica regge il dolore e si astiene dal desiderio (substine et abstine), ma così facendo contrae l'espansione della vita e chiama felicità il giocare in anticipo la delusione.
Umberto Galimberti, I miti del nostro tempo, 2009

Quel che manca, sia alla morale stoica sia alla morale cristiana, è "la giusta misura" che Aristotele indica come tratto tipico di ogni virtù, perché tiene lontano l'uomo da ogni eccesso e, nell'equidistanza, lo rende abile e capace di raggiungere i beni ottenibili e di rinunciare a quelli impossibili.
Umberto Galimberti, I miti del nostro tempo, 2009

Lo stoicismo è quando uno ha talmente paura di perdere tutto che perde tutto apposta, per non aver più paura.
[Le stoïcisme, c'est quand on a tellement peur de tout perdre qu'on perd tout exprès, pour ne plus avoir peur].
Romain Gary, L'angoscia del re Salomone, 1979

Julius Evola è l'ultimo erede dello stoicismo romano. Lo testimonia questo consiglio: "Fai che ciò su cui nulla puoi nulla possa su di te".
Fausto Gianfranceschi, Aforismi del dissenso, 2012

In uno stoico tutto è orgoglio, non c'è postò per la tristezza. Egli disprezza tutti codesti uomini, povera plebe ignorante: li tratta da bambini, come se per lui non esistessero. Tutto quel ch'essi fanno, non ha per quel saggio alcun significato, essi non lo possono offendere; non soltanto può perdonare loro le offese che gli fanno, ma nella sua superbia dice: Ragazzi miei, voi non potete affatto offendermi!
Søren Kierkegaard, Diario, 1834/55 (postumo 1909/49)

Una strana contraddizione dello Stoicismo è anche questa. Vi si insegna che lo stoico sopporta tanto facilmente le sofferenze terrestri, le contrarietà, ecc., che per lui non contano proprio nulla, e poi si celebra il suicidio come l'unica via di scampo. Una delle due: o il suicidio diventa allora una sciocchezza, perché è ridicolo fare qualcosa per un nulla; oppure è un atto razionale, cioè un passo che può anche giustificarsi, benché allora dimostri che le sofferenze esistono anche per lo stoico e che anche per lui sono tutt'altro che un niente.
Søren Kierkegaard, Diario, 1834/55 (postumo 1909/49)
Immaginate uno stoico sorridente: sarebbe un uomo perfetto. (Joan Fuster)
Lo stoicismo è un artificio ingegnoso e un’idea simile alla Repubblica di Platone. Gli stoici hanno finto di poter ridere in povertà; di essere insensibili alle ingiurie, all'ingratitudine, alla perdita di beni come a quella di parenti e amici; di poter guardare imperturbati la morte come una cosa indifferente che non dovrebbe né rallegrare né rattristare; di non essere vinti né dal piacere né dal dolore; di poter sentire la spada o il fuoco in qualsiasi parte del corpo senza emettere un gemito né versare una lacrima; e in quel fantasma di virtù e di costanza così immaginato, si sono deliziati nel ravvisare un saggio. Hanno lasciato all'uomo tutti i difetti che in esso avevano trovato, senza quasi notare nessuno dei suoi punti deboli: invece di fare dei suoi vizi descrizioni terrificanti o ridicole che lo spingessero a liberarsene, gli hanno tracciato l’idea di una perfezione e di un eroismo di cui egli è totalmente incapace, esortandolo così all'impossibile. In tal modo, il saggio che non esiste, o che esiste solo nell'immaginazione, si ritrova naturalmente e di per se stesso al disopra di tutti gli eventi e di tutti i mali; né la gotta più dolorosa, né la colica più acuta potrebbero strappargli un lamento; cielo e terra possono essere capovolti, senza trascinarlo nella loro caduta, ed egli rimarrebbe saldo sulle rovine dell’universo; mentre l’uomo realmente esistente esce di senno, urla, si dispera, butta fuoco dagli occhi, sentendosi mancare il respiro per un cane perduto o per una porcellana ridotta in frantumi.
Jean de La Bruyère, I caratteri, 1688

"Dovreste sopportare tutto con calma stoica!" consigliano in genere - guarda un po' - i cinici.
Stanisław Jerzy Lec, Pensieri spettinati, 1957

Fare l’uomo come lo vuole la religione equivale all'impresa degli stoici: è solo un altro gradino dell’impossibile. 
Georg Lichtenberg, Aforismi, 1766/99 (postumo 1902/08)

Alcuni sopportano con compostezza le frustrazioni, altri le considerano un peso insopportabile. I primi costituiscono un ammirevole esempio di stoicismo, gli altri sono pericolosi.
Stan Nicholls, Orchi - I guardiani dei lampi, 1999

C'è una serenità nello stoico, quando si sente oppresso dal rituale che lui stesso ha prescritto al proprio tenore di vita; qui vi egli gode se stesso come dominatore.
Friedrich Nietzsche, Aurora, 1881

È realmente questa nostra vita abbastanza dolorosa e gravosa per barattarla vantaggiosamente con una maniera di vita e una pietrificazione stoiche? Non ci sentiamo abbastanza male per doverci sentir male alla maniera stoica!
Friedrich Nietzsche, La gaia scienza, 1882

Lo stoicismo ha fatto vedere che l'uomo può volontariamente darsi un'epidermide più dura e infliggersi una specie d'orticaria: da esso ho imparato, in mezzo al dolore e alla tempesta, a dire: «Che importa tutto ciò?», «che importa di me?». Dall'epicureismo ho preso la disposizione a godere e l'occhio per scorgere la tavola imbandita dalla natura.
Friedrich Nietzsche, Frammenti postumi, 1869/89

È sempre un soffrire. Rassegnati. Stoicismo, questo conta. Si fractus illabatur orbis... [2]
Cesare Pavese, Il mestiere di vivere, 1935/50 (postumo 1952)

Lo stoicismo è il suicidio.
Cesare Pavese, Il mestiere di vivere, 1935/50 (postumo 1952)

Il mio stoicismo è una necessità organica. Ho bisogno di corazzarmi contro la vita.
Fernando Pessoa, Il libro dell'inquietudine, 1982 (postumo)

Dai quaranta ai cinquant'anni, un uomo, sotto sotto, è o uno stoico o un satiro.
Arthur Wing Pinero, The Second Mrs. Tanqueray, 1952

Il grande pessimismo, per quanto estremo, è sempre una sostanza tonificante. In ogni società è un elemento necessario, ed è bene che esista chi lo porta allo stato puro. Ne nasce lo stoicismo dei grandi caratteri e vi si brucia la tendenza agli adattamenti.
Guido Piovene, Leopardi e i progressivi, 1968

Il posto dello stoicismo nella vita è stato forse sottovalutato negli ultimi tempi, particolarmente dagli educatori progressisti. Quando una disgrazia ci minaccia, ci sono due modi per affrontare la situazione: possiamo cercare di evitare questa disgrazia o decidere che l'affronteremo con coraggio. Il primo metodo è ottimo quando si possa realizzare senza dar prova di vigliaccheria; ma il secondo sarà necessario presto o tardi, per chiunque non accetti di diventare schiavo della paura. Questo atteggiamento rappresenta appunto lo stoicismo.
Bertrand Russell, Elogio dell'ozio, 1935

L'etica stoica, presa nel suo insieme, è in effetti un pregevolissimo e rispettabilissimo tentativo di utilizzare il grande privilegio dell'uomo, la ragione, per uno scopo importante e salutare, cioè per elevare l'uomo al di sopra delle sofferenze e dei dolori, a cui ogni vita è commessa.
Arthur Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione, 1819

Lo stoicismo dei sentimenti, che sfida il destino, è in verità una buona corazza contro le sofferenze della vita, e utile per sopportare meglio il presente, ma impedisce la vera salvezza. Infatti, inaridisce il cuore. Come potrebbe, il cuore, essere migliorato dalla sofferenza se, circondato da una ferrea crosta, non la percepisce?
Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

È un errore degli stoici quando essi dicono che solo il saggio è felice. Piuttosto, solo il saggio sa che sulla terra non si può essere affatto felici, che la vita è solo un morire sempre ritardato, un'illusione, ecc. Ma con questa conoscenza della natura della vita il saggio non potrà mai né molto rallegrarsi né molto affliggersi per gli eventi della vita e perverrà così all'autentica indifferenza stoica. Per questo il vero saggio avrà sempre, invece, una silenziosa e mite malinconia, che è inseparabile dalla scomparsa delle illusioni abituali riguardo alla vita.
Arthur Schopenhauer, Scritti postumi, 1804/60 (postumo 1966/75)

L’amor fati di Nietzsche – «non voler nulla di diverso, né dietro né davanti a sé, per tutta l’eternità» –, piú che di fermezza stoica, mi sa di masochistica sottomissione. Molto meglio Camus, per il quale l’accettazione del destino andrebbe limitata al passato (ormai immutabile), ma «nel presente, la lotta». Comunque sia, la mia posizione al riguardo rimane sempre la stessa: né accettazione né lotta, ma perenne disgusto e ostinato rifiuto per tutto ciò che, nel presente come nel passato, trovo d’inaccettabile.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Il progetto stoico di sopperire ai nostri bisogni potando i nostri desideri, è come tagliarsi via i piedi per mancanza di scarpe.
Jonathan Swift, Pensieri su vari argomenti, 1706/26

Morfina. Questo rozzo sostituto chimico dello stoicismo antico, della rassegnazione cristiana.
Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Il gattopardo, 1958 (postumo)

Note
  1. AA.VV., Enciclopedia di Filosofia © Garzanti 1993
  2. Si fractus illibatur orbis impavidum ferient ruinae: Anche se il mondo cadesse a pezzi, le sue rovine mi colpirebbero impavido. (Orazio, Odi,, I sec. a.e.c.) [cfr. citazione di Cesare Pavese].
  3. Vedi anche aforismi, frasi e citazioni su: Forza d'Animo - Sopportazione - Cinismo

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