2016-08-03

Introversione e Estroversione - Frasi e citazioni

Raccolta dei migliori aforismi e delle frasi più interessanti sull'introversione e l'estroversione, coppia di termini introdotti dallo psicologo Carl Gustav Jung per indicare due tipi di atteggiamento orientati l'uno sui fatti esterni (estroverso), l'altro sui fattori soggettivi (introverso). Combinando questi due tipi di atteggiamento con le quattro funzioni psichiche individuate nel pensiero, nel sentimento, nella sensazione e nell'intuizione, Jung costruisce la sua tipologia. [1]
Carl Gustav Jung in Psicologia dell'inconscio (1917/43) così descrive i due tipi psicologici: "Ci sono, anzitutto, due tipi di psicologia umana. La funzione principale dell'uno è il "sentire", quella dell'altro il "pensare". L'uno si immedesima nell'oggetto, l'altro vi pensa sopra. L'uno si adatta all'ambiente secondo l'emozione e solo successivamente riflette, l'altro si adatta tramite una preliminare comprensione secondo il pensiero. Colui che si immedesima, esce in certo qual modo da sé stesso verso l'oggetto, l'altro si ritrae in certo qual modo dall'oggetto o si arresta di fronte a esso e ci pensa su. Il primo si chiama tipo "estroverso", perché in un certo senso si volge all'esterno verso l'oggetto; il secondo si chiama tipo "introverso", perché in un certo senso si distoglie dall'oggetto, si ritira in sé stesso e riflette sull'oggetto".
Su Aforismario trovi altre raccolte di citazioni correlate a questa sulla personalità e sulla contrapposizione tra interiorità ed esteriorità.
La diffidenza con la quale l'estroverso guarda al mondo interiore,
è pari a quella con la quale l’introverso guarda al mondo esteriore. (Carl Gustav Jung)
1. Introversione / Estroversione
© Aforismario

I due tipi [estroverso ed introverso] sono caratterizzati dalle opposte direzioni del loro interesse, vitale, l'uno centripeto, l'altro centrifugo. Nel moto centrifugo, detto estroversione, o direzione verso l'esterno, l'interesse si volge verso il mondo il quale costituisce per la personalità un campo di attrazione, una calamita; invece nel moto centripeto, o introversione l'interesse staccato dal mondo esterno si volge verso il soggetto stesso che con le sue modalità e qualità diviene il centro dell'attenzione, il campo interno di osservazione e di attività.
Roberto Assagioli, Psicosintesi, 1966

Il superamento e la rinuncia del piccolo ed egoistico sé personale, con le sue limitazioni, i suoi attaccamenti, le sue paure ed inibizioni viene realizzato non mediante l'introversione e l'elevazione, cioè il trascenderlo, ma per mezzo dell’estroversione, la consacrazione ad una causa esterna, o missione a cui viene attribuito un supremo valore.
Roberto Assagioli, Le vie dello spirito, (a cura di Giuseppe Filipponio), 1974

C'è una componente ereditaria nelle dimensioni di introversione ed estroversione. I gemelli monozigoti (stesso patrimonio genetico) hanno più probabilità dei gemelli non identici di essere entrambi introversi e timidi, oppure, al contrario, di essere entrambi estroversi e coraggiosi.
Giovanna Axia, La timidezza, 1999

Non ti puoi servire di ciò che non hai, quindi se sei timido, sii timido; se sei estroverso, sii estroverso.
Hitch (Will Smith), in Hitch - Lui sì che capisce le donne, 2005

Ogni uomo è in possesso di entrambi i meccanismi, quello dell’estroversione e quello dell’introversione, ed è soltanto il prevalere relativo dell’uno o dell’altro a costituire il tipo.
Carl Gustav Jung, Tipi psicologici, 1921 [2]

Il pensiero dell’introverso non è commensurabile con quello dell’estroverso, giacché le due forme di pensiero sono, nelle loro determinazioni, totalmente e radicalmente diverse. Si potrebbe forse dire: il pensare dell’introverso è razionale, quello dell’estroverso invece è programmatico.
Carl Gustav Jung, Tipi psicologici, 1921

È sempre stata la fantasia ed è sempre la fantasia a gettare un ponte fra le inconciliabili esigenze dell’oggetto e del soggetto, fra estroversione e introversione. Solo nella fantasia i due meccanismi sono collegati.
Carl Gustav Jung, Tipi psicologici, 1921

Come vi sono degli introversi ottimisti, così vi sono anche degli estroversi ottimisti e viceversa.
Carl Gustav Jung, Tipi psicologici, 1921

La diffidenza con la quale l'estroverso guarda al mondo interiore, è pari a quella con la quale l’introverso guarda al mondo esteriore.
Carl Gustav Jung, Tipi psicologici, 1921

L’estroverso non può fare altro che lasciare venir fuori la sua personalità. L’introverso invece nasconde la sua personalità tenendo per sé le proprie reazioni.
Carl Gustav Jung, Tipi psicologici, 1921

L’estroverso è caratterizzato dal suo tendere verso l’oggetto, dalla sua voluta dipendenza dall'oggetto. Egli è influenzato dall'oggetto nella misura stessa nella quale cerca di assimilarlo. L’introverso invece è caratterizzato dall'apparente affermazione di sé stesso di fronte all'oggetto. Egli si oppone ad ogni dipendenza dall'oggetto, ne rifiuta l’influenza e talvolta ne ha perfino paura.
Carl Gustav Jung, Tipi psicologici, 1921

Parliamo quindi di estroversione in tutti i casi nei quali l’individuo volge tutto il suo interesse al mondo esterno, all'oggetto, e a questo attribuisce un’importanza e un valore eccezionali. Quando il mondo oggettivo cala in certo modo nell'ombra e desta scarsa considerazione, mentre l’uomo sta al centro del suo proprio interesse e ai suoi occhi appare per così dire quale unico oggetto (dunque nel caso opposto), si ha introversione.
Carl Gustav Jung, Tipi psicologici, 1921

L’introversione e l’estroversione, quali tipi di atteggiamento, rappresentano una premessa fondamentale che condiziona sostanzialmente tutto il processo psichico, in quanto stabiliscono il modo di reagire abituale e con ciò determinano non solo il modo di comportarsi, ma anche la natura delle esperienze soggettive.
Carl Gustav Jung, Tipologia psicologica, 1928

Nell'estroverso la vita è regolata in primo luogo dalla relazione con gli uomini. Egli potrebbe per un semplice capriccio gettar via la fidanzata e con lei sé stesso, mentre l'introverso si danneggia soprattutto se manda a rotoli la sua relazione con l'Anima, cioè con l'oggetto interiore.
Carl Gustav Jung, L'Io e l'inconscio, 1928

Gli introversi sono particolarmente sensibili alle avversità e tendono a spaventarsi e a preoccuparsi con maggiore frequenza degli estroversi, i quali riescono a stabilire maggiori legami con le altre persone proprio per la loro minore reattività. Se pensiamo che, per un essere umano, le altre persone sono i maggiori dispensatori di 'ricompense' e 'punizioni', gli estroversi che sono meno sensibili alle punizioni, sono anche più propensi a cercare la compagnia degli altri di cui notano soprattutto i comportamenti di ricompensa.
Anna Oliverio Ferraris, Psicologia della paura, 1980

Un introverso non è ancora un nevrotico, ma si trova in una situazione labile.
(Sigmund Freud)
2. Introversione
© Aforismario

Se un bambino a casa è timido e introverso, sceglierà un'area particolarmente affollata per dimostrare la recente acquisizione di nuovi vocaboli (cacca, culo, ecc.).
Arthur Bloch, Leggi di Witzling sulle esibizioni della prole, La legge di Murphy II, 1980

È singolare, ma tutt'altro che inesplicabile, come il sentimento amoroso sia in grado di trasformare chi ne è preda: l'individuo collerico emana serenità, l'introverso acquista disinvoltura.
Aldo Carotenuto, Il gioco delle passioni, 2002

La comunicazione asincrona è il metodo più diffuso, oggi, per parlarsi. E la comunicazione asincrona è la forma più adatta agli introversi, perché mette degli spazi di dubbio e pensiero tra una comunicazione e l'altra, tra una domanda e l'altra.
Roberto Cotroneo, su Sette, 2012

In singolare contrasto col mio senso ardente di giustizia e di dovere sociale, non ho mai sentito la necessità di avvicinarmi agli uomini e alla società in generale. Sono proprio un cavallo che vuole tirare da solo; mai mi sono dato pienamente né allo Stato, né alla terra natale, né agli amici e neppure ai congiunti più prossimi; anzi ho sempre avuto di fronte a questi legami la sensazione di essere un estraneo e ho sempre sentito bisogno di solitudine; e questa sensazione non fa che aumentare con gli anni. Sento fortemente, ma senza rimpianto, di toccare il limite dell'intesa e dell'armonia con il prossimo. Certo, un uomo di questo carattere perde così una parte del suo candore e della sua serenità, ma ci guadagna una larga indipendenza rispetto alle opinioni, abitudini e giudizi dei suoi simili. 
Albert Einstein, Come io vedo il mondo, 1934

Un introverso non è ancora un nevrotico, ma si trova in una situazione labile; al prossimo spostamento di forze, se non trova altri sbocchi per la sua libido ingorgata, svilupperà certamente dei sintomi. Il carattere irreale del soddisfacimento nevrotico, e la trascuranza della differenza tra fantasia e realtà, sono invece già determinati dal fatto che ci si sofferma nello stadio dell'introversione.
Sigmund Freud, Introduzione alla psicoanalisi, 1915/32

Anche l'artista è in germe un introverso, non molto distante dalla nevrosi. Incalzato da fortissimi bisogni pulsionali, vorrebbe conquistare onore, potenza, ricchezza, gloria e amore da parte delle donne; gli mancano però i mezzi per raggiungere queste soddisfazioni. Perciò, come un qualsiasi altro insoddisfatto, egli si distacca dalla realtà e trasferisce tutto il suo interesse, nonché la sua libido, sulle formazioni di desiderio della vita fantastica, dalle quali potrebbe essere condotto alla nevrosi.
Sigmund Freud, Introduzione alla psicoanalisi, 1915/32

Una donna può imparare a interpretare correttamente la reazione del suo compagno, capire che l'introversione è un meccanismo per reagire allo stress e non un modo per esprimerle la sua indifferenza. Può cominciare a collaborare con lui per avere ciò di cui ha bisogno invece di resistergli. D'altro canto, abitualmente gli uomini si rendono ben poco conto della sensazione di estraneità che comunicano quando sono nella loro caverna. Imparando a conoscere gli effetti che la sua introversione ha sulla compagna, l'uomo potrà mostrarsi più comprensivo quando lei si sente trascurata e poco importante.
John Gray, Gli uomini vengono da Marte le donne da Venere, 1992

In modo del tutto generico si potrebbe qualificare l’atteggiamento introverso come quello che in ogni circostanza tende ad anteporre l’Io e la vita psichica soggettiva all'oggetto e alla realtà obiettiva, o almeno ad affermarli nei confronti dell’oggetto. Questo atteggiamento conferisce quindi al soggetto un valore superiore a quello attribuito all'oggetto.
Carl Gustav Jung, Tipi psicologici, 1921 [2]

Chi è atteggiato nel senso dell'introversione, pensa, sente, agisce in maniera tale da lasciare intendere chiaramente che la sua determinazione principale è il soggetto, mentre all'oggetto compete tutt'al più un valore secondario.
Carl Gustav Jung, Tipi psicologici, 1921

L’introverso, che reagisce in un primo tempo soltanto all'interno, non si esterna di solito nelle sue reazioni (eccezion fatta per le esplosioni emotive). Egli tiene per sé le sue reazioni.
Carl Gustav Jung, Tipi psicologici, 1921

L'introversione può avere ora carattere prevalentemente intellettuale, ora prevalentemente affettivo, così come può essere caratterizzata dall'intuizione ο dalla sensazione. L'introversione è attiva quando il soggetto vuole un certo isolamento dall'oggetto, passiva quando il soggetto non è in grado di riportare nuovamente sull'oggetto la libido che da questa rifluisce. Quando l'introversione è abituale, si parla di tipo introverso.
Carl Gustav Jung, Tipi psicologici, 1921

L’introverso rischia costantemente di uscir troppo dalla vita e di considerare troppo le cose nel loro aspetto simbolico.
Carl Gustav Jung, Tipi psicologici, 1921

L’introverso tende a sviluppare il pensiero in sé stesso, prescindendo completamente da ogni realtà esteriore. Ciò rappresenta un vantaggio e un pericolo allo stesso tempo. È un grande vantaggio poter sviluppare un pensiero astrattamente, al di là della sensorialità. Ma il pericolo sta nel fatto che in tal modo il corso dei pensieri si allontana da ogni possibilità di applicazione pratica, perdendo proporzionalmente il suo valore vitale.
Carl Gustav Jung, Tipi psicologici, 1921 [2]

Al tipo introverso il mondo non appare come qualcosa di bello e di desiderabile, ma come qualcosa di angoscioso, anzi di pericoloso, contro cui egli si premunisce rifugiandosi nel suo mondo interiore
Carl Gustav Jung, Tipi psicologici, 1921

A causa di una deficiente differenziazione del sentimento, nell'introverso permane a lungo una certa goffaggine, un vero infantilismo nei rapporti personali, cioè in quell'elemento che gli inglesi chiamano personality. Il suo modo di rivelare la propria personalità è talmente incerto e malsicuro, e d’altra parte egli è così sensibile a questo riguardo, che non osa mostrarsi al mondo circostante se non con un’opera che gli appaia perfetta.
Carl Gustav Jung, Tipi psicologici, 1921 [2]

Uno dei primissimi indizi di introversione che sia dato di riscontrare in un bambino è un carattere assorto, meditabondo, uno spiccato timore, anzi paura per gli oggetti sconosciuti. Viene precocemente alla luce anche una tendenza all’autoaffermazione nei riguardi dell’oggetto, unitamente a tentativi di dominarlo. Ciò che è sconosciuto viene accolto con diffidenza.
Carl Gustav Jung, Tipi psicologici, 1921 [2]

Freud interpretò il tipo introverso come un individuo morbosamente interessato a sé stesso. Tuttavia, l'introspezione e la conoscenza di sé possono essere della massima importanza.
Carl Gustav Jung, L'uomo e i suoi simboli, 1964 (postumo)

Tra quelli che in paese restano tagliati fuori da una Compagnia, i brutti, gli introversi, gli scarsi, i più si accorgono poi nella prima maturità di non possedere un altro sistema di valori da opporre a quello delle Compagnie, e se non vogliono arrendersi, restando forse per sempre povera gente (scapoli imbelli, comici mariti), devono tentare alla disperata una marcia di avvicinamento.
Luigi Meneghello, Libera nos a malo, 1963

Maturare vuol dire occuparsi di più del nostro mondo interiore, diventare più introversi, più profondi, scoprire potenzialità e interessi che quando eravamo giovani non potevamo coltivare, perché troppo presi dagli affanni della vita, dal lavoro, dai figli, dagli attaccamenti, dalle perdite di tempo, dai luoghi comuni.
Raffaele Morelli, Le piccole cose che cambiano la vita, 2008

L'estroversione fa sì che l'individuo si apra al mondo
accogliendo e vivendo ciò che il mondo stesso gli offre. (Aldo Carotenuto)
3. Estroversione
© Aforismario

L'estroversione fa sì che l'individuo si apra al mondo accogliendo e vivendo ciò che il mondo stesso gli offre.
Aldo Carotenuto, L'anima delle donne, 2001

L’atteggiamento estroverso subordina il soggetto all'oggetto; è allora l’oggetto a rivestire il valore preponderante. Il soggetto ha sempre importanza secondaria; i processi soggettivi appaiono talora come qualcosa di meramente accessorio, di incomodo e di superfluo rispetto agli accadimenti oggettivi.
Carl Gustav Jung, Tipi psicologici, 1921 [2]

L'estroverso [...] non si sofferma su nulla e finisce col sorvolare sulla realtà in una specie di ebbrezza, senza più vedere né rendersi conto delle cose, utilizzandole soltanto come stimolanti. Tale capacità, se da un lato ha il vantaggio di risolvere le situazioni più difficili (“Tu sei perduto se credi al pericolo.” Nietzsche), ha nello stesso tempo un grande inconveniente, perché finisce per concludersi con una catastrofe, portando spesso a un caos pressoché inestricabile.
Carl Gustav Jung, Tipi psicologici, 1921

L’estroverso non incontra particolari difficoltà nell'esprimere la propria personalità, egli impone quasi involontariamente la propria presenza perché tende, secondo tutta la sua natura, a trasferirsi sull'oggetto. Egli si apre facilmente a chi lo circonda e lo fa necessariamente in una forma comprensibile per l’ambiente e perciò accettabile.
Carl Gustav Jung, Tipi psicologici, 1921

Il primo indizio di estroversione in un bambino è certo il suo rapido inserimento nell'ambiente e la straordinaria attenzione che egli dedica agli oggetti e in particolare alla propria capacità di influire su di essi. Il timore degli oggetti è scarso. È in mezzo ad essi e con essi che il bambino si muove e vive.
Carl Gustav Jung, Tipi psicologici, 1921

La vera passione, ben lungi dal soddisfarsi da sé, richiede la relazione con un'alterità. Relazione aperta, allora, significherà una condizione di estroversione nella quale il soggetto approfondisce i tratti della propria identità essenzialmente attraverso l'esperienza - l'esperienza esistenziale - coll'altro-da-sé.
Sergio Moravia, Esistenza e passione, in Silvia Vegetti Finzi (a cura di), Storia delle passioni, 1995

Note
  1. Umberto Galimberti, Dizionario di psicologia © UTET 1992
  2. Carl Gustav Jung, Tipi psicologici © Bollati Boringhieri 1969
  3. Vedi anche aforismi, frasi e citazioni su: Interiorità e Esteriorità - Personalità e Modo di Essere

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