2016-09-26

Differenza tra Aforisma e Citazione

In questa pagina è riportato un breve articolo in cui si chiarisce la differenza tra aforisma e citazione, e un glossario con definizione dei termini aforistici e delle forme brevi (massima, motto, proverbio, slogan, ecc.). Chiunque abbia approfondito anche solo un po' la conoscenza dell'aforisma come genere letterario, non potrà non notare, infatti, come il termine "aforisma" sia sempre più spesso usato impropriamente per indicare qualunque tipo di frase, presa isolatamente, che abbia la caratteristica di essere breve e più o meno arguta. Per verificarlo è sufficiente notare come gli aforismi veri e propri costituiscano solo una piccola parte delle tantissime raccolte "di aforismi" esistenti sia su internet sia in campo editoriale, raccolte che, a rigor di termini, andrebbero denominate piuttosto "di citazioni" o "di aforismi e citazioni". 
Con l'avvento di internet, la confusione tra "aforisma" e "citazione" è diventata "massima".
(Aforismario)
1. Differenza tra Aforisma e Citazione
© Aforismario

In sintesi, la differenza tra "aforisma" e "citazione" è la seguente: l'aforisma è una proposizione, espressa in maniera arguta, brillante o paradossale, che riassume un'idea, un principio o un'osservazione, e che sin dalla sua origine si presenta in forma breve e isolata da altro testo circostante; la citazione, invece, è la riproduzione testuale di una frase altrui estratta da un contesto originario più ampio al quale è strettamente legata. Ma come si fa a distinguere un aforisma vero e proprio da una citazione quando si trovano entrambi fuori dall'ambito di provenienza? La risposta è semplice: verificando ogni volta il contesto originario della frase che abbiamo di fronte: se in tale contesto la proposizione risulta essere concisa, in prosa e isolata da eventuale testo circostante (in genere con uno spazio sia prima che dopo la frase stessa), si tratta con tutta probabilità di un aforisma. Ecco, in pratica, come si presenta un libro di aforismi:

Arturo Graf, Ecce Homo. Aforismi e Parabole, 1908
Come si può vedere dall'immagine, ogni aforisma è separato dal precedente e dal successivo da uno spazio. Ogni aforisma, inoltre, può essere contraddistinto da un numero (come in questo caso), oppure da un simbolo grafico (un asterisco, un punto, ecc.) o da nessun segno, come accade più spesso nei libri di aforismi contemporanei. Nel caso in cui la frase che ci troviamo di fronte si presenta, invece, collegata al testo circostante, sia dal punto di vista sintattico e strutturale che da quello semantico (cioè del significato), allora si tratta sicuramente di una citazione. Illustriamo quanto detto con un semplice esempio; esaminiamo la frase seguente:
"Quando una donna si risposa è perché detestava il suo primo marito. Quando un uomo si risposa è perché adorava la sua prima moglie".
Come facciamo a sapere se questa frase è un aforisma o una citazione? Essa presenta tutte le caratteristiche fondamentali dell'aforisma propriamente detto: concisione, isolamento testuale, forma prosastica e, in aggiunta, un tocco di arguzia; tuttavia, per poter affermare in maniera definitiva che si tratta di un aforisma bisogna ancora verificarne l'origine (anche per questo sarebbe importante riportare sempre le fonti bibliografiche di ogni frase). Ebbene, l'autore della frase riportata sopra è Oscar Wilde (l'autore più saccheggiato in assoluto dai raccoglitori di aforismi e citazioni) ed è ripresa da Il ritratto di Dorian Gray; questo il suo contesto originale:
"Ma davvero se tutti voi adorate Madame Ferrol in questo modo ridicolo, sarò costretta a sposarmi per essere di moda."
"Lei non si sposerà più, Lady Narborough," interruppe Lord Henry. "È troppo felice. Quando una donna si risposa lo fa perché detestava il primo marito. Quando si risposa un uomo, lo fa perché adorava la prima moglie. Le donne mettono alla prova la loro fortuna, gli uomini la mettono a repentaglio."
"Narborough non era perfetto," disse la vecchia signora.
"Se lo fosse stato, lei non l'avrebbe amato, mia cara," fu la risposta, "Le donne ci amano per i nostri difetti. Se ne abbiamo a sufficienza, ci perdonano tutto, persino l'intelligenza."
Come si può notare, la frase nel suo contesto originario non è isolata, ma è strettamente legata, sia dal punto di vista "strutturale" sia da quello del significato, al testo di cui fa parte, cioè a un dialogo tra due personaggi (Lady Narborough e Lord Henry) del romanzo Il ritratto di Dorian Gray. Possiamo dunque concludere che la frase riportata sopra non è un aforisma ma una semplice citazione. Già da questo esempio, possiamo trarre la conclusione che il termine "aforisma" andrebbe usato per indicare solo quelle brevi riflessioni in prosa create dai loro autori per essere "autosufficienti" e indipendenti rispetto ad eventuali testi vicini, dai quali sono in genere separate da uno spazio o da un segno grafico che le precede e le segue. Il termine "citazione", invece, andrebbe usato per tutte quelle frasi estrapolate dal loro contesto originario, nel quale si trovavano connesse al testo circostante, sia da un punto di vista strutturale che del significato.

Arbitrarietà della citazione
Chiarita questa prima fondamentale differenza, possiamo notare un'altra particolarità che distingue l'aforisma dalla citazione, ed è che quest'ultima è sempre il risultato di un atto più o meno arbitrario, in quanto consiste nello scegliere quale frase prelevare fra le tante presenti in un testo di una certa ampiezza, e, soprattutto, decidere quale debba essere l'inizio e la fine della frase prescelta. Nel caso dell'aforisma vero e proprio, invece, quale sia l'inizio e la fine della frase lo decide, una volta per tutte, il suo autore nel momento stesso in cui lo crea. Per illustrare quest'ultima differenza, rileggiamo il dialogo tratto da "Il ritratto di Dorian Gray" riportato sopra. Alla citazione prescelta inizialmente, si potrebbe aggiungere, volendo, anche la proposizione ad essa seguente nel contesto originale:
"Quando una donna si risposa è perché detestava il suo primo marito. Quando un uomo si risposa è perché adorava la sua prima moglie. Le donne tentano la fortuna, gli uomini la mettono a repentaglio".
Come si vede, il finale della citazione è cambiato semplicemente decidendo a quale punto far terminare la frase prescelta. Ma l'arbitrarietà del citare è tale, che  di quello stesso brano si potrebbe riportare solo l'ultima proposizione ed ottenere la frase seguente:
"Le donne tentano la fortuna, gli uomini la mettono a repentaglio".
È chiaro, insomma, che la citazione è il risultato di una scelta che dipende dal gusto e dall'interesse personale di chi compie l'estrazione di una frase dal suo contesto, scelta nella quale il vero autore della frase non ha praticamente alcuna possibilità di decisione.

Conclusioni
Questa precisazione sulla differenza tra "aforisma" e "citazione", che ad alcuni apparirà del tutto ovvia e persino superflua, si rende necessaria a causa della confusione che regna − e non solo sul web − tra i due termini, usati comunemente come sinonimi e in maniera del tutto intercambiabile. Ma non solo: tale precisazione serve anche a ricordare che l'aforisma costituisce un vero e proprio genere letterario, con una propria storia e con proprie caratteristiche, e andrebbe dunque salvaguardato almeno da coloro che lo apprezzano.

2. Glossario
© Aforismario

L'aforisma, la massima, la sentenza, la citazione, il proverbio, l'apoftegma, il frammento e tutti i generi simili che rientrano nelle cosiddette forme brevi, hanno in comune alcune fondamentali caratteristiche, soprattutto quelle della concisione e della forza espressiva. Tuttavia, ognuno di questi termini possiede anche delle caratteristiche e un'origine storico-letteraria proprie che permette di distinguerlo da tutti gli altri. Tale distinzione, però, non è sempre così netta, anzi, il più delle volte è talmente sfumata da destare non poca confusione. Per cercare di fare un po' di chiarezza sull'argomento, l'idea di questo piccolo glossario aforistico.

Adagio
Etimologia: Dal latino adagium, derivato da aio "dico", col prefisso ad-.
Frase sentenziosa, di origine anonima o attribuita convenzionalmente a un autore, contenente un insegnamento o un precetto di carattere morale o di utilità pratica. Vedi anche la voce "proverbio" di questo glossario.

Aforisma (o aforismo)
Etimologia: dal latino aphorismus, che è dal gr. aphorismós "definizione", composto da apó "da" e horíz "separo". Breve proposizione che riassume un'idea, un principio o un'osservazione, espressa in maniera arguta, brillante o paradossale. Esempio: gli aforismi di Karl Kraus: "La donna è coinvolta sessualmente in tutti gli affari della vita. A volte perfino nell'amore".

Aforismario
Dal termine "aforisma" più il suffisso con valore collettivo "ario" (dal latino -arius), raccolta di aforismi. Il termine è stato coniato nel 2008 dall'autore del sito Aforismario, e benché sia sempre più diffuso su internet, non è ancora presente nei vocabolari di lingua italiana.

Aforista
Chi crea aforismi. Chi ama parlare per aforismi.

Aforisticamente
Esprimersi in modo aforistico, per aforismi; parlare con tono breve e sentenzioso.

Aneddoto
Etimologia: dal greco anékdotos "inedito", composto di an- privativo e ekdídomi "io do fuori", "pubblico". Episodio più o meno noto di carattere storico o relativo alla vita privata d'un personaggio, menzionato a fine moralistico o ricreativo più che storiografico.

Apoftegma (o apoftemma)
Etimologia: dal greco apóphthegma, deriva da apophthéngomai "parlare concisamente o dichiarare apertamente" (di etimologia incerta). Detto, massima memorabile.

Barzelletta
Etimologia: forse dal francese bergerette "pastorella", con significato originario di "ballata pastorale" (di etimologia incerta). Storiella spiritosa e divertente.

Battuta
Frase o risposta arguta e spiritosa.

Calembour
Voce francese (di etimologia incerta). Freddura basata su giochi di parole.  Tra i più usati, quello della contrapposizione o dell'accostamento di parole omografe (cioè identiche ma con significato diverso),  o polisemiche (cioè parole identiche che possono assumere diversi significati); oppure dalla sostituzione, in una frase nota, di una parola con un'altra di suono simile ma di significato diverso. Vedi esempi di Calembour e Giochi di parole
Citazione
Etimologia: dal latino tardo citatio -onis, derivato da citare "chiamare in giudizio". Riproduzione testuale di parole altrui a titolo di conferma o di esemplificazione; riferimento, menzione, rimando o richiamo a documenti, testi e simili.

Detto
Dal latino dictum, participio passato di dicere "dire". Motto, sentenza. Esempio: i detti del Piovano Arlotto: "Come la ruggine consuma il ferro, così la invidia consuma gli invidiosi".

Epigrafe
Dal greco epigraph, derivazione d epigráph "scrivo sopra’. 1. Iscrizione in prosa o in versi, che può essere incisa sulla tomba di un defunto per conservarne la memoria, o su targhe, o alla base di monumenti e simili, per commemorare un personaggio o un avvenimento. 2. Iscrizione posta in fronte a un'opera come dedica o ricordo; part., citazione autorevole posta a introduzione e convalida di uno scritto.

Epigramma
Etimologia: dal latino epigramma, dal greco epígramma, composizione di epi- e grámma "scritto", derivazione di epigráph "scrivo sopra". Iscrizione poetica encomiastica o dedicatoria; breve componimento poetico di contenuto pungente e satirico.

Epitaffio
Etimologia: dal greco epitáphion, derivazione di táphos "tomba", col prefisso epi- "sopra". Breve iscrizione, solitamente celebrativa, posta sulla tomba di un defunto. Esempio: "Qui giace uno il cui nome fu scritto nell'acqua" (John Keats, 1795 – 1821).

Facezia
Dal latino facetia, derivazione di facetus "elegante", poi "arguto" (di etimologia incerta). Detto arguto e piacevole.

Frammento
Etimologia: dal latino fragmentum, derivazione di frangre "rompere, spezzare". Parte di un'opera letteraria o di scritti in genere, per lo più dell'antichità, di cui la maggior parte è andata perduta; brano staccato o scelto da un'opera letteraria, da uno scritto, ecc.

Frase
Etimologia: dal latino phrasis, dal greco phrásis, "espressione", derivazione di phrázein "dire, parlare" (di etimologia incerta). Unità linguistica indipendente e di senso compiuto" costituita essenzialmente, nelle nostre lingue, di soggetto e predicato; nel linguaggio corrente, spesso sinonimo di proposizione e locuzione.

Freddura
Etimologia: dal latino tardo frigdum, da frigere "esser freddo", con sovrapposizione di rigidus "rigido'. Battuta spiritosa per lo più imperniata su giochi di parole o doppi sensi.

Gnome
Dal greco gnome, da gignoskein "conoscere’. Sentenza, breve formulazione di una norma morale, caratteristica della letteratura greca. Vedi anche la voce "sentenza" in questo glossario.

Greguería (pl. greguerías)
Particolare forma poetica di aforisma che, secondo la definizione del suo maggior rappresentante, lo scrittore spagnolo Ramón Gómez de la Serna, lega la metafora allo humor. Esempi: "La lucertola è la spilla dei muretti"; "Un secondo è un secolo in miniatura".

Massima
Dal latino maximum, superlativo di magnum "grande". Frase breve e sentenziosa attraverso la quale si esprime un giudizio o un principio generale tratto dall'esperienza e assunto come norma di vita o come guida nell'agire. Esempio: le massime di François de La Rochefoucauld: "È meglio impiegare la nostra mente a sopportare le disgrazie che ci succedono che a prevedere quelle che ci potranno succedere".

Motto
Dal latino volgare muttum "borbottamento", derivazione di muttire "sussurrare, parlare sottovoce". 1. Frase arguta e spiritosa, talvolta allusiva e pungente (motto di spirito). 2. Frase breve e sentenziosa che sintetizza i principi ispiratori della vita di una persona, o che definisce lo spirito e le finalità degli appartenenti a un gruppo, un'associazione, una comunità, ecc. Esempio: il motto dei benedettini è “ora et labora”. 3. Frase posta sotto lo stemma di un corpo militare, del quale esprime l'impresa.

Oracolo
Dal lat. oraclum, derivazione di orare "parlare, dire", successivamente "pregare". 1. Nelle antiche religioni mediterranee, responso, spesso in forma breve e ambigua, che davano gli dei, interrogati a scopo divinatorio.  Per estensione anche la divinità stessa che forniva l'oracolo. Esempio: "l'oracolo di Apollo in Delfi". 2. Espressione cattedratica e sentenziosa, che non ammette né concede d'essere contraddetta.

Pensiero
Breve riflessione, generalmente di natura filosofica.

Proverbio
Etimologia: dal latino proverbium, derivazione di verbum "parola", col prefisso pro-. Detto breve e spesso arguto di origine popolare, che riassume un insegnamento tratto dall'esperienza. Esempio: Moglie e buoi dei paesi tuoi. - A caval donato non si guarda in bocca. - Chi è causa del suo mal pianga sé stesso. Vedi I Proverbi Italiani più famosi

Sentenza
Etimologia: dal latino sententia, "opinone, parere" derivazione di sentire "ritenere, giudicare’. Frase breve che enuncia concettuosamente una verità o una norma, specie di carattere morale.

Slogan
Etimologia: dal gaelico scozzese sluagh-ghairm; propriamente “grido di guerra”, composizione di sluagh "esercito" e gairm "grido". Frase breve, orecchiabile e suggestiva coniata per lo più a fini pubblicitari o di propaganda politica. Per ottenere un effetto immediato ed essere facilmente memorizzabile, si avvale spesso di accorgimenti ritmici, della rima, di assonanze, di allitterazioni, ecc. Esempio: slogan politico (fascista): "Marciare per non marcire "; slogan pubblicitario: "Birra, e sai cosa bevi!".

Wellerismo
Derivazione del nome di Sam Weller, personaggio del romanzo Il Circolo Pickwick  (The Posthumous Papers of the Pickwick Club, 1836) dello scrittore inglese Charles Dickens, il quale attribuisce ad altri frasi spiritose coniate da lui stesso. Sentenza o frase proverbiale di tono tra il serio e l'ironico, solitamente di origine anonima, ma attribuito a un personaggio reale o immaginario. Esempio: Prima il dovere poi il piacere, come disse Riccardo III quando infilzò l'altro re nella Torre, in attesa di strozzargli i bambini. Vedi: Charles Dickens: Wellerismi da "Il Circolo Pickwick"

Wit
In inglese, propriamente, "brio", o Witz (in tedesco, "arguzia"). Detto arguto; motto di spirito; storiella umoristica.

Note
Vedi anche: Tutto sull'Aforisma - Definizione, storia e curiosità - Aforismi sull'arte di Citare

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