2016-09-19

Ugo Ojetti - Aforismi e citazioni da Sessanta

Selezione dei migliori aforismi e delle frasi più belle di Ugo Ojetti (Roma 1871 - Firenze 1946), scrittore, giornalista e aforista italiano. Ugo Ojetti scrive per diversi giornali, tra cui  La Tribuna, La Stampa e il Corriere della Sera, di cui diviene anche direttore. "Il giornalista è il solo scrittore che, quando prende la penna, non spera nell'immortalità. Basta questo per amarlo".
Nel 1920 fonda la rivista d'arte Dedalo, alle quali si aggiungeranno altre riviste artistico-letterarie: Pegaso e Pan. Riguardo alla produzione artistica della sua epoca, ha scritto: "Adesso in tutte le arti è tanto rapido il succedersi delle mode che spesso chi avrebbe qualcosa da dire non ha il tempo di trovare il modo di dirlo".
Gli aforismi sottostanti, selezionati da Aforismario, sono tratti dal libro Sessanta, titolo che non indica il numero degli aforismi che vi sono contenuti (come qualcuno potrebbe pensare), ma l'età che Ugo Ojetti stava per compiere quando, verso il 1931, scriveva il libro stesso (pubblicato poi nel 1937). "Dopo i sessanta lo spirito è più lucido e tagliente: ma hai da arrotarlo ogni mattina, perché in quella penombra s'arrugginisce con niente".
Riguardo a Sessanta, ha affermato Ojetti: "Certe pagine mie, scritte a venticinque o trent'anni; se le rileggo mi fanno pietà. Sono contento di sapere che non avrò il tempo per rileggere fra trent'anni quello che scrivo adesso". Per chi non avesse ancora letto questo libro aforistico, diciamo semplicemente che vale la pena leggerlo, e che Ojetti con questa affermazione è stato fin troppo modesto.
Nel corso della sua esistenza, a Ojetti non sono mancati critici e avversari, ai quali si è rivolto ironicamente così: "Dei tanti articoli, articoletti, trafiletti che si stampano contro me, i più sono scritti in un italiano tanto sgrammaticato e melenso che mi viene voglia d'avvertire gli autori: - Se doveste ricominciare, avvertitemi, e io riscriverò in buona lingua quelle ingiurie, e occorrendo, per amore di stile, le farò più diritte e pungenti".
Ugo Ojetti
Sessanta
1937 - Selezione Aforismario

A odiare perdi tempo e salute. A disprezzare guadagni l'uno e l'altro.

Accetta lietamente il tuo destino, ma come un' attesa per un destino più alto.

Benedetti gli egoisti; ti lasciano fare il tuo comodo.

Chi è vecchio? Chi crede di sapere ormai tutto quello che vale la pena d'imparare e, se gli offrono una rosa, non s'avvede più che è diversa da tutte le rose finora guardate e odorate.

Crassa pigrizia quella per cui si chiama Dio tutto ciò che non si riesce a spiegare. Dio sarebbe la somma della nostra ignoranza?
Il rimpianto è il passatempo degl'incapaci. (Ugo Ojetti)
Di' bene del tuo nemico soltanto se sei certo che glielo andranno a ripetere.

Dubitare di se stesso è il primo segno dell'intelligenza.

È facile conquistarsi un poco di potere. Difficile è farselo perdonare.

Essere un mediocre non è una pena. La pena è accorgersene. Ma è un mediocre chi s'avvede d'esserlo?

Fammi un favore, e siimene grato.

Il giorno che davanti al tuo lavoro sei soddisfatto e beato, ammàzzati.

Il rimpianto è il passatempo degl'incapaci.

Il rispetto può essere una forma superiore del disprezzo.

Essere un mediocre non è una pena. La pena è accorgersene.
Ma è un mediocre chi s'avvede d'esserlo? (Ugo Ojetti)
La felicità è un modo di vedere.

La noia è un'invenzione degli infingardi.

La verità, la verità, bisogna dire sempre la verità, tutta la verità. Andate in un ospedale o in un sanatorio e con scientifica autorità annunciate ai malati che sapete inguaribili, la loro condanna a morte. Se, uditi quei pianti e quelli urli, ancora parlerete della necessità di dire sempre la verità, meriterete d'essere chiusi voi in un manicomio o in un carcere. Sia benedetta la bugia che ci lascia vivere e che si chiama speranza.

L'amore in questo somiglia a Dio: per raggiungerlo bisogna crederci.

L'astuto è un uomo intelligente che ha paura d'essere un imbecille.

L'audacia non è sempre un sinonimo del coraggio. Può essere soltanto un segno di scarsa immaginazione.

L'ignoranza è la palpebra dell'anima. La cali, e puoi dormire e anche sognare.

Molti credono in Dio quando ormai hanno perduto la fede negli uomini; magari solo la fede in una donna. Tengono Iddio alla Cassa di risparmio, pel caso in cui possano averne bisogno.

Nelle donne più diverse l'uomo cerca di ritrovare le doti segrete di colei che una volta l'ha incantato: e solo queste lo legano. La donna invece in ogni nuovo amante pregia le novità: cioè s'adatta.

Nessuno dirà tanto male di te quanto la donna che non ami più.

Non aspettare che il vento gonfi la vela della tua fortuna. Soffiaci dentro te.

Non soffro di rimpianti. Avessi cent'anni, il mio giorno migliore sarebbe sempre domani.

Pochi, specie tra Italiani, comprendono che l'ironia è un mezzo di difesa, non tanto contro gli altri, quanto contro sé stessi; un modo di salvare l'entusiasmo per le poche idee e. fatti che se lo meritano: la mano che camminando all'aperto mettiamo davanti alla lampada perché un colpo di vento non la spenga.
Un cervello è giovane finché è curioso. Vorrei sul punto di morire
avere questo desiderio: Andiamo a vedere. (Ugo Ojetti)
Ridi del tuo nemico soltanto quando sei certo ch'egli non può ridere di te.

Se hai da dire di no, pensa che vi sono mille modi per lasciarlo intendere senza dirlo: ottimo, tacere.

Se vuoi assaporare la tua virtù, pecca qualche volta.

Se vuoi offendere un avversario, lodalo a gran voce per le qualità che gli mancano.

Soltanto chi non ha più curiosità d'imparare, è vecchio: s'è tirato il lenzuolo sul volto, è come morto.

Una puntura di zanzara prude meno, quando sei riuscito a schiacciare la zanzara.

Uno dei benefici della vecchiezza è assaporare ogni piacere fino in fondo, ghiottamente, pel timore che sia l'ultimo; anche il profumo d'una rosa, anche il sapore d'una pesca, anche il ritmo d'una musica, anche il colore d'un tramonto, anche, talvolta, il dolore quando lo sappiamo passeggero.

Vecchio è chi più non desidera che, comunque, vivere. Di questi vecchi alcuni hanno solo vent'anni.

Vedi di non chiamare intelligenti solo quelli che la pensano come te.

Libro di Ugo Ojetti consigliato da Aforismario
Sessanta
Editore: Sansoni, 1957

Quando mi sono avvicinato ai sessant'anni, ho pensato di scegliere e di raccogliere alcune massime e pensieri che da molto tempo venivo notando. Li notavo per consolare me stesso con l'illusione d'essere finalmente giunto alla soda riva della saggezza. Dando a essi una forma concisa, di verità indiscutibili, mi pareva di credervi meglio. Questo esercizio infatti mi ha talvolta giovato. Ma il timore che chi li leggesse mi stimasse tanto ingenuo e superbo da offrirgli addirittura regole di vita e soluzioni certe di problemi che ognuno deve invece riproporsi e risolvere secondo il proprio carattere, .umore ed esperienza" m'ha trattenuto finora dal pubblicare queste pagine, Ora sia quel che ha da essere. In fondo non si tratta che di confidenze, e dovrebbero essere soltanto per gli amici. Ma io non ho mai tediato gli amici con le mie confidenze. Il meglio è dunque lanciarle al largo, nel pieno del pubblico.

Note
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