2016-10-23

Ascetismo - Aforismi, frasi e citazioni

Raccolta dei migliori aforismi e delle frasi più significative sull'ascetismo, gli asceti e gli anacoreti. Il termine "ascesi" deriva dal latino ascesis, a sua volta dal greco ἀσκέω "esercitare", e indica l'atteggiamento interiore volto al raggiungimento della purificazione spirituale e alla conquista della perfezione religiosa attraverso l’esercizio continuo delle virtù, la preghiera, la mortificazione, l’abnegazione, la rinuncia e il graduale distacco dal mondo.
Come introduzione a questa raccolta di citazioni sull'ascetismo, riportiamo una riflessione filosofica di Friedrich Nietzsche: "Che significano gli ideali ascetici? - Negli artisti, nulla oppure troppe cose diverse; nei filosofi e nei dotti, una specie di fiuto e d'istinto per le più favorevoli condizioni preliminari di una elevata spiritualità; nelle donne, nel migliore dei casi, un supplemento di grazia al loro fascino, un po' di morbidezza sulle belle carni, l'angelicità di un leggiadro, rotondo animale; nei fisiologicamente malriusciti e alterati (cioè nella maggioranza dei mortali), un tentativo di trovarsi "troppo buoni" per questo mondo, una forma sacra di dissolutezza, il loro principale rimedio nella lotta contro il lento dolore e la noia; nei sacerdoti, la caratteristica fede sacerdotale, il loro miglior strumento di potenza, nonché la «suprema» legittimazione della potenza; nei santi, infine, un pretesto per il letargo, la loro novissima glorie cupido, la loro quiete nel nulla (Dio), la loro forma di dissennatezza. Tuttavia nella circostanza che l'ideale ascetico ha avuto in generale un così grande significato per l'uomo, si esprime il fondamentale dato di fatto dell'umano volere, il suo horror vacui: quel volere ha bisogno di una meta - e preferisce volere il nulla, piuttosto che non volere". [Genealogia della morale, 1887].
Su Aforismario trovi altre raccolte di citazioni correlate a questa sugli eremiti, il martirio e la spiritualità.
Questa la verità dell'ascetismo: che tra le varie esperienze di cui si giova l'anima
ci vuol essere anche quella delle privazioni e dei patimenti del corpo. (Ugo Bernasconi)
1. Ascetismo / Ascesi
© Aforismario

Questa la verità dell'ascetismo: che tra le varie esperienze di cui si giova l'anima ci vuol essere anche quella delle privazioni e dei patimenti del corpo.
Ugo Bernasconi, Parole alla buona gente, ca. 1933 (postumo 1987)

Come un'ortica che, se afferrata senza attenzione, produce acuti dolori, allo stesso modo l'ascetismo malamente praticato conduce all'inferno.
Siddhārtha Gautama Buddha, Dhammapada (Versi della Legge), V sec. a.e.c.

Questi eremiti così pronti a sacrificarsi, e che pregavano per tutto e per tutti, per i rettili stessi - che generosità e che perversione! E quale disponibilità di tempo! Bisogna avere tempo in grande quantità e una curiosità da folli per impietosirsi di tutto ciò che si muove. L'ascesi - una depravazione sublime...
Emil Cioran, Squartamento, 1979

La volgarità dell'anima e del corpo è il castigo che l'ascetismo impone alla società che lo rifiuta.
Nicolás Gómez Dávila, In margine a un testo implicito, 1977/92

Ascetismo (tapas) e desiderio (kāma) non sono diametralmente opposti come possono esserlo bianco e nero, o caldo e freddo, dove la presenza completa di un aspetto esclude automaticamente l'altro. Essi sono, nei fatti, due forme di calore, essendo tapas il fuoco distruttivo o creativo che l'asceta genera dentro di sé, kāma il calore che viene dal desiderio. Sono forme strettamente connesse in termini umani, opposte in quel senso in cui possono esserlo amore e odio, ma non mutuamente escludibili.
Wendy Doniger, Da Śiva. The Erotic Ascetic, 1981

L'ascetismo non è una forma superiore di epicureismo? E il digiuno non è una sublime forma di ghiottoneria?
Gustave Flaubert, Attraverso i campi e lungo i greti, 1886

La passione è l'ascetismo profano, duro quanto l'ascetismo religioso.
Anatole France, Il giglio rosso, 1894

Il comportamento ascetico, con la sua costante preoccupazione per il rifiuto di godimenti, può essere null'altro che la negazione di forti desideri di avere e consumare; nell'asceta, i desideri in questione possono essere repressi, ma il tentativo stesso di reprimere l'avere e il consumare può significare che l'individuo è allo stesso modo ossessionato dall'avere e dal consumare.
Erich Fromm, Avere o essere?, 1976

La strada verso Dio richiede una sola cosa indispensabile: una sincera negazione di sé, esteriore e interiore, attraverso l'abbandono di sé, sia nel soffrire per il Cristo che nell'annullarsi in tutte le cose.
Juan de la Cruz (Giovanni della Croce), XVI sec. (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Ascetismo radicale significa sempre e ovunque solo debolezza di carattere.
Thomas Mann (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

La morale austera, ascetizzante, che in tutti i secoli ha ritenuto essere moralmente preferibile il negare l’esistenza di un umano diritto alla gioia, non si rende conto come la gioia non sia un «lusso», qualcosa a cui possiamo virtuosamente rinunciare. La gioia risiede nell'appagamento di quei bisogni (variabilissimi, si capisce, secondo l’indole individuale) che, per quanto indispensabili all'esplicarsi del nostro essere, si può dire s’identificano con la nostra vita stessa: bisogni che non sono capricciosamente scelti da noi, ma che ci vengono imposti dalla natura, e sono imperiosa, e persino sacra, volontà o legge della natura (anche se siano volgarmente contrapposti ai cosiddetti bisogni naturali, nella misura in cui attengano allo spirito e non al corpo).
Guido Morselli, Diario, 1938/73 (postumo 1988)

Questo spezzare sé stesso, questo scherno per la propria natura, questo spernere se sperni, [1] cosi apprezzato dalle religioni, è propriamente un altissimo grado di vanità. Tutta la morale del sermone della montagna vi rientra : l'uomo prova una vera voluttà nel violentarsi con pretese eccessive e nel divinizzare poi nella sua anima questo qualcosa che tirannicamente esige. In ogni morale ascetica l'uomo adora una parte di sé come Dio ed è quindi costretto a diabolizzare la parte restante.
Friedrich Nietzsche, Umano troppo umano, 1878

L'ascetismo è il legittimo modo di pensare per quei tali che devono sradicare i loro lussuriosi istinti, essendo essi furibonde bestie di preda. Ma anche soltanto per loro!
Friedrich Nietzsche, Aurora, 1881

Gli uomini più spirituali, in quanto sono i più forti, trovano la loro felicità dove altri troverebbero la loro distruzione: nel labirinto, nella durezza contro di sé e gli altri, nell'esperimento; il loro piacere sta nel costringere sé stessi: in loro l'ascetismo diventa natura, bisogno, istinto. La difficoltà di un compito è per essi un privilegio: giocare con i pesi che schiacciano gli altri è per essi una ricreazione.
Friedrich Nietzsche, L'anticristo, 1888

Ascetismo. Avvinghiarsi con passione a ogni forma di distacco.
Guido Rojetti, L'amore è un terno (che ti lascia) secco, 2014

Non c'è buon gusto senza un po' d'ascetismo,
Jean Rostand, Pensieri di un biologo, 1939

L'uomo idealmente virtuoso, se ci fossimo liberati dall'ascetismo, dovrebbe essere un uomo che permette di godere tutte le cose buone, purché nessuna dannosa conseguenza faccia da contrappeso a tale godimento.
Bertrand Russell, La conquista della felicità, 1930

Il quietismo, ossia la rinuncia ad ogni volere, l'ascesi, ossia la volontaria mortificazione della propria volontà, e il misticismo, cioè la coscienza dell'identità del proprio essere con quello di tutte le cose, o nucleo del mondo, stanno in strettissimo esattissimo rapporto tra loro, in modo che chi professi una di queste tre cose viene a poco a poco guidato, anche contro il suo proposito, ad ammettere pure le altre due.
Arthur Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione, 1819

L'intimo spirito e significato dell'autentica vita monacale, come in generale dell'ascetismo, è che ci si è riconosciuti degni e capaci di un'esistenza migliore della nostra, e si vuole convalidare e conservare questa convinzione disprezzando tutto quanto è offerto da questo mondo, respingendo come futili tutti i suoi piaceri, e attendendo, con pace e fiducia. la fine di questa vita, ormai spoglia delle sue vane esche, per salutare l'ora della morte, quando verrà, come l'ora della liberazione.
Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

I santi, in genere, sono dei fanatici che non hanno saputo resistere alle tentazioni dell’ascetismo.
Giovanni Soriano, Finché c'è vita non c'è speranza, 2010

Non è possibile alcuna contemplazione senza ascetismo e senza sacrificio di sé.
Madre Teresa di Calcutta, Meditazioni, 1996

I contemplativi e gli asceti di tutte le epoche e di tutte le religioni hanno cercato Dio nel silenzio, nella solitudine del deserto, della foresta, dei monti. Gesù stesso trascorse quaranta giorni nel deserto e lunghe ore in comunione con il Padre, nel silenzio della notte sulle montagne.  Anche noi siamo chiamati a ritirarci, a intervalli, in un silenzio più profondo e in solitudine con Dio, assieme alla comunità come pure privatamente, per essere soli con Lui, non con i nostri libri, i nostri pensieri ed i ricordi, ma strappati completamente da ogni cosa, per abitare amorevolmente con la sua presenza: silenziosi, svuotati, in attesa, immobili.
Madre Teresa di Calcutta, Meditazioni, 1996

L'asceta fa di virtù necessità. (Friedrich Nietzsche)
2. Asceta
© Aforismario

Chi vorrebbe un mondo tutto di asceti, tutto di contemplativi, tutto di mistici religiosi? Per carità. Se questa dovesse essere la prescrizione morale avremmo bisogno di ciarlatani e di imbroglioni, di prostitute e di gaudenti per rendere la vita interessante. La morale non è la vita, è parte della vita.
Francesco Alberoni, Valori, 1993

Per l'uomo, rinunciare totalmente al sesso, è altrettanto difficile che rinunciare a mangiare o a bere. Le difficoltà incontrate dagli asceti e dagli anacoreti cristiani non venivano dalla fame e dalla sete, ma dalle fantasie erotiche continue, ossessionanti.
Francesco Alberoni, L'ottimismo, 1994

Asceta. Carattere debole che cede alla tentazione di rinunciare a un piacere.
Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo, 1911

Gli asceti sono persone che riescono a rinunciare a tutto eccetto alla rinuncia.
Ralph Boller (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Vi sono momenti in cui vorremmo deporre le armi e scavare la nostra tomba accanto a quella di Dio. Oppure, pietrificati, rivivere la disperazione dell’asceta che scopre alla fine della vita l’inutilità della sua rinuncia.
Emil Cioran, Lacrime e santi, 1937/86

Gli asceti cristiani pensavano che solo il deserto sia senza peccato, e lo paragonavano agli angeli. In
altre parole, non c’è purezza se non là dove non nasce nulla.
Emil Cioran, Lacrime e santi, 1937/86

I violenti sono in generale dei malaticci, degli "sfiniti". Vivono in perpetua combustione, a spese del loro corpo, esattamente come gli asceti, i quali, esercitandosi invece alla quiete, alla pace, vi si consumano ed esauriscono come fanno i pazzi.
Emil Cioran, L'inconveniente di essere nati, 1973

L'asceta; più che amante della virtù, è un maniaco dei suoi eccessi.
Roberto Gervaso, Il grillo parlante, 1983

Anacoreti e asceti erano una razza di uomini contro natura, ora fortunatamente scomparsa, che viveva nelle caverne, senza umana conversazione, e che non riponeva il sommo bene, come noi facciamo, nel pollo arrosto e nel coito. Codesti miseri selvaggi adoravano un vecchio colla barba che chiamavano, nel loro rozzo vernacolo, Dio Padre e piangevano raccontando che un piccolo falegname ebreo era stato messo in croce, come ribelle alle autorità costituite, da un certo Pilato. Si cibavano di pane raffermo, di miele salvatico, di radici, d'erbe mal cotte e di altri sudiciumi incommestibili. Talvolta, presi da una specie di malcaduco, cadevano in estasi e cantavano inni incomprensibili rivolti, probabilmente, ai loro idoli. Il glorioso Rinascimento, fra gli altri benefizi apportati alla civiltà, spazzò gli ultimi esemplari di codesta razza teratologica ed oggi se ne trovano alcune scarse ma sicure notizie nei manuali di freniatria.
Domenico Giuliotti e Giovanni Papini, Dizionario dell'omo salvatico, 1923

Sono un non conformista − disse − combatto il mio incrollabile ascetismo con un coerente edonismo.
Stanisław Jerzy Lec, Pensieri spettinati, 1957

È un asceta, non si usa affatto.
Stanisław Jerzy Lec, Nuovi pensieri spettinati, 1964

Viveva a Parigi più solo di un anacoreta nel deserto della Tebaide. Non chiedeva nulla ai suoi simili se non di essere lasciato in pace.
[He lived in Paris more lonely than an anchorite in the deserts of Thebes. He asked nothing his fellows except that they should leave him alone].
William Somerset Maugham, La luna e sei soldi, 1919

L'asceta fa di virtù necessità.
[Der Asket macht aus der Tugend eine Not].
Friedrich Nietzsche, Umano, troppo umano, 1878

Il mezzo più comune che l'asceta e il santo impiegano, per rendersi comunque la vita ancora sopportabile e interessante, consiste nel trovarsi ogni tanto a far guerra e nell'alternarsi di vittoria e sconfitta. A tal fine essi hanno bisogno di un avversario e lo trovano nel cosiddetto «nemico interiore». In particolare sfruttano la propria inclinazione alla vanità, la propria sete di onori e di dominio e infine i propri desideri sensuali, per poter considerare la propria vita come una continua battaglia e sé stessi come un campo di battaglia, sul quale spiriti buoni e cattivi lottano con esito alterno.
Friedrich Nietzsche, Umano troppo umano, 1878

Solo una vita piena di sofferenze e privazioni ci può insegnare come l'esistenza sia tutta intrisa di dolce miele: ragion per cui l'ascetismo è non di rado il frutto di una scelta fatta per sottile epicureismo.
Friedrich Nietzsche, Frammenti postumi, 1869/89

Il contadino, il lettore di novelle, l’asceta puro – questi tre sono i felici della vita, perché sono questi tre che abdicano alla propria personalità – l’uno perché vive di istinto, che è impersonale, l’altro perché vive di immaginazione, che è estraniamento, il terzo perché non vive e, poiché non è morto, dorme.
Fernando Pessoa, Il libro dell'inquietudine, 1982 (postumo)

Descrivendo gli aspetti della vita retta, dobbiamo presumere anche un certo fondo di vitalità e di istinto animali: senza di questi l’esistenza diventa scialba e priva di interesse. Questo fondo dovrà essere affinato dalla civiltà ma non sostituito da essa. Gli asceti e i saggi estranei alle cose terrene non sono, sotto questo aspetto, esseri umani completi. In numero limitato, essi possono arricchire una comunità; ma in un mondo composto esclusivamente di tali saggi ed asceti, si morirebbe di noia.
Bertrand Russell, Perché non sono cristiano, 1927

Il distacco dal mondo e la completa solitudine sono possibili soltanto come aspirazioni, non mai come condizioni stabilmente raggiunte. Asceti ed eremiti – che lo sappiano o no – ingannano sé stessi. Le uniche persone davvero distaccate, a questo mondo, sono quelle lunghe e distese in una bara.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

L’asceta è colui che odia ogni uomo in sé stesso.
Jude Stéfan, Gnomiche, 1985

Bisogna sublimare le emozioni per divenire sempre più sensibili al pulsare del cuore universale che batte in ogni cellula vivente. Solo così si potrà meglio comprendere la vita del mondo e meglio amarla. Non si deve, quindi, sopprimere in sé le emozioni. Nel passato molti asceti sono caduti nell'errore di prendere per realtà integrale un aspetto soggettivo della verità, di confondere la rinuncia interiore alla personalità con la rinuncia esteriore della vita. La vita spirituale non può essere una fuga dal mondo, ma una scoperta di questo mondo.
Amadeus Voldben (Amedeo Rotondi), Pensieri per una vita serena, 2008 (postumo)

Note
  1. Spernere se sperni: disprezzare di essere disprezzato. [Cfr. citazione di Friedrich Nietzsche].
  2. Vedi anche aforismi, frasi e citazioni su: Eremiti - MartirioSpiritualità

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